Le mura di Gerico crolleranno
Alleluia. Gloria a Gesù. È sempre un'emozione troppo grande vedere quando Dio opera nel cuore di un'anima, di una donna o di un uomo: è qualcosa di meraviglioso. Ti accorgi che il cielo è sceso sulla terra, la grazia di Dio è scesa su quell'uomo, su quella donna, e ha trasformato il cuore. È quello che è l'opera dello Spirito Santo, l'opera del nostro amato Salvatore Gesù Cristo: trasformare, rigenerare, rinnovare.
Quando penso all'opera dello Spirito Santo, quando entra nel cuore dell'uomo, crea in me grande gioia, perché l'opera è meravigliosa, è un'opera di rinnovamento. Non piace a te, fratello e sorella, o anima che ancora persisti, ancora tentenni fra due opinioni, di essere così rinnovato? Quanto è bello vedere un'opera rinnovata, ed è quello che Dio fa in Cristo Gesù. Noi l'abbiamo esperimentato; non lo vuoi anche tu? E a Dio sia la gloria. Amen.
Questa mattina, fratelli, vorrei scendere con voi presso la città di Gerico. Voglio con voi andare in questo luogo per capire qual è il messaggio che il Signore vuole accordare al nostro cuore. Scendiamo insieme, fratelli, in questo luogo, leggendo nel libro di Giosuè al capitolo 6; leggeremo dal verso 1. Giosuè capitolo 6 verso 1. Così dice la parola del Signore.
«Or Gerico era chiusa e saldamente sbarrata per paura dei figli di Israele; nessuno usciva e nessuno entrava. L'Eterno disse a Giosuè: "Vedi, io ti ho dato in mano Gerico e il suo re e i suoi valorosi guerrieri. Voi tutti, uomini di guerra, marcerete intorno alla città, girerete intorno alla città una volta; così farai per sei giorni. Sette sacerdoti porteranno davanti all'arca sette trombe di corno di montone, ma il settimo giorno girerete intorno alla città sette volte e i sacerdoti suoneranno le trombe. Quando essi suoneranno a distesa il corno di montone e voi udrete il suono della tromba, tutto il popolo darà in un grande grido; allora le mura della città crolleranno sprofondando e il popolo salirà, ciascuno diritto davanti a sé".»
«Così Giosuè, figlio di Nun, chiamò i sacerdoti e disse loro: "Prendete l'arca del patto, e i sette sacerdoti portino sette trombe di corno di montone davanti all'arca dell'Eterno". Poi disse al popolo: "Andate avanti e marciate intorno alla città, e gli uomini armati marcino davanti all'arca dell'Eterno". Così, quando Giosuè ebbe parlato al popolo, i sette sacerdoti che portavano le sette trombe di corno di montone davanti all'Eterno si misero in marcia, suonarono le trombe, e l'arca del patto dell'Eterno li seguiva. Gli uomini armati marciavano davanti ai sacerdoti che suonavano le trombe, mentre la retroguardia seguiva l'arca. Durante la marcia i sacerdoti suonavano le trombe.»
«Or Giosuè aveva comandato al popolo dicendo: "Non gridate, non fate neppure sentire la vostra voce e non esca dalla vostra bocca alcuna parola fino al giorno in cui vi dirò: 'Gridate'. Allora griderete". Così fece fare all'arca dell'Eterno il giro tutto intorno alla città una volta. Poi ritornarono nell'accampamento e lì passarono la notte. Giosuè si levò alla mattina di buon'ora e i sacerdoti presero l'arca dell'Eterno.»
«I sette sacerdoti che portavano le sette trombe di corno di montone davanti all'arca dell'Eterno avanzavano e suonavano le trombe. Gli uomini armati marciavano davanti a loro, mentre la retroguardia seguiva l'arca dell'Eterno. Durante la marcia i sacerdoti suonavano le trombe. Il secondo giorno marciarono intorno alla città una volta; ritornarono poi all'accampamento. Così fecero per sei giorni.»
«Ma il settimo giorno si alzarono presto, allo spuntar dell'alba, e marciarono intorno alla città nello stesso modo sette volte; solo quel giorno marciarono intorno alla città sette volte. La settima volta, quando i sacerdoti suonarono le trombe, Giosuè disse al popolo: "Gridate, perché l'Eterno vi ha dato la città".» Facciamo un salto un attimo al verso 20: «Il popolo dunque gridò quando i sacerdoti suonarono le trombe. E avvenne che, quando il popolo udì il suono delle trombe, lanciò un grande grido e le mura crollarono sprofondando.» L'ultimo verso di questo passaggio della scrittura dice, al verso 27: «L'Eterno era con Giosuè, e la sua fama si sparse per tutto il paese». Amen. Fin qui la parola del Signore.
Bene, fratelli, come vi ho detto al principio, insieme con voi farei un viaggio verso Gerico, presso questo luogo. Io credo che ognuno di noi abbia avuto la possibilità di poter leggere questo passo della scrittura, in cui noi troviamo delle grandi vittorie, un periodo di vittorie e di conquiste. Io l'ho definito così questo passaggio: un periodo, un momento di vittorie, di conquiste. Ma, come ce lo definisce la parola di Dio, sono conquiste che ancora Giosuè e il popolo di Israele devono realizzare.
E, fratelli, è un bellissimo messaggio, un messaggio in cui ci sono delle promesse che Dio rivolge a Giosuè e al suo popolo. Noi ce ne accorgiamo sin dal principio, vi ricordate, nel capitolo 1 di questo passaggio della scrittura, quando il Signore rivolgerà così, con queste parole, al suo popolo una promessa, una promessa che spesso noi citiamo quando dobbiamo andare ad evangelizzare, o quando ci troviamo nelle lotte spirituali, o quando abbiamo il desiderio di conquistare o di andare avanti nelle vie del Signore. La promessa è proprio questa, che il Signore dà al suo popolo e a Giosuè: «Io vi ho dato ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà». Amen. «Come ho detto a Mosè», io vi do, dice il Signore, o «vi ho dato ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà».
E poi il Signore continua e promette al popolo di Dio, a Giosuè, vi ricordate: «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò. Sii forte e coraggioso». Ma dice a Giosuè il Signore, dopo questa promessa: "Ma mi raccomando, Giosuè, c'è un avvertimento per te". «Cerca di agire secondo tutta la legge che Mosè, mio servo, ti ha prescritto; non deviare», mi raccomando, «né a destra e né a sinistra, affinché tu prosperi dovunque andrai». Mi raccomando, Giosuè: «Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca; meditalo giorno e notte, cercando di agire secondo tutto ciò che vi è scritto, perché allora riuscirai nelle tue imprese, allora prospererai».
Così, fratelli, insomma, Giosuè stava per prendere l'eredità di Mosè: Mosè era morto. Giosuè viene definito il condottiero, capo dell'esercito. La Bibbia lo definisce un uomo ripieno di spirito di sapienza. Così il Signore lo sceglie; prende questa grande responsabilità, non poco impegnativa, e quindi accompagna il popolo del Signore. Il popolo di Israele esce dall'Egitto, viene liberato dall'Egitto, esce dal deserto, e Giosuè lo accompagna nella terra promessa.
Bene, per chi non lo sa, quando parliamo di terra promessa, per chi non è a conoscenza ancora delle Sacre Scritture, la terra promessa è l'immagine della salvezza e della pienezza di Cristo. La terra promessa è l'immagine del riposo in Cristo, l'immagine della pienezza di una vita vissuta sotto l'unzione e la guida dello Spirito Santo; un luogo, fratelli e sorelle, dove si può assaporare il latte, il puro latte della parola di Dio. Ci ricorderemo quando il Signore promise questa terra al popolo di Israele, dicendogli: «Io vi darò una terra dove scorre latte e miele». E quindi è un luogo dove si può assaporare il puro latte della parola di Dio.
È un luogo, la terra promessa, simbolo della fedeltà del Signore. È un luogo dove si sperimenta la consolazione di Dio, dove si gusta la dolcezza (vi ricordate il miele che nomina la parola di Dio?), la dolcezza della comunione con Dio, la dolcezza della sua grazia, della sua misericordia. La terra promessa, fratelli e sorelle, è la benedizione spirituale con la prospettiva della vita eterna. Questo Dio promette al suo popolo.
Ma questo passaggio della scrittura mi ha aiutato a comprendere qualcosa: che comunque in questa terra, fratelli e sorelle, ci sono delle sfide da affrontare, ci sono degli ostacoli da superare, ci sono delle conquiste che ancora dobbiamo realizzare. E sì, fratelli, Giosuè appunto si trova in questo momento presso la città di Gerico. E quindi il popolo di Israele entra nella terra promessa e si trova davanti a una città chiamata Gerico. La Bibbia descrive questa città: una città chiusa, saldamente sbarrata per paura dei figli di Israele.
Che cosa stava accadendo nella città di Gerico, fratelli? Perché questa città, dice il Signore, è così chiusa, ben sbarrata? Che cosa stava accadendo? Lo vogliamo andare a vedere per capire quello che è il messaggio di Dio per il nostro cuore questa mattina. Facciamo sempre riferimento alla parola di Dio per essere condotti avanti nel modo più giusto e corretto.
Ce lo spiegherà, nel capitolo 2 di questo libro, la prostituta. Vi ricordate quando salì sul tetto e spiegò così agli uomini che Giosuè inviò ad esplorare il paese di Gerico? Lei si esprime dicendo: «Io so che l'Eterno vi ha dato il paese, che il terrore di voi è caduto su di noi e che tutti gli abitanti del paese vengono meno dalla paura davanti a voi, poiché noi abbiamo udito come l'Eterno asciugò le acque del Mar Rosso davanti a voi quando usciste dall'Egitto, e ciò che faceste ai due re degli Amorei di là dal Giordano, Sihon e Og, che votaste allo sterminio. All'udire queste cose», dice questa donna, «il nostro cuore è venuto meno e non è più rimasto coraggio in alcuno a motivo di voi, perché», gloria a Dio, «l'Eterno, il vostro Dio, è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra». Amen. Gloria a Gesù.
E allora il popolo di Gerico, la città di Gerico, all'udire che questo grande popolo, guidato dall'Eterno vivente e vero, da un Dio che aveva manifestato la sua gloria... si chiuse, ebbe paura, sigillò la sua città. La Bibbia dice che queste mura erano grandi, fortificate, perché il popolo di Gerico, la città di Gerico, comprese una cosa: che il popolo di Dio stava avanzando. Il popolo di Dio di lì a poco avrebbe conquistato la loro città. Dio stava guidando il suo popolo per poter conquistare.
Bene, il primo dei messaggi che oggi arriva al mio cuore e al tuo, fratello e sorella, e lo voglio condividere con te, è che oggi, più di ieri, fratelli, il nemico delle anime nostre, Satana, sta chiudendo e vuole chiudere, vuole sigillare, vuole barricare tutto ciò, ciò che per te e per me è una conquista. Amen. Ripeto: il paese di Gerico si chiuse saldamente, ebbe paura. Questa chiusura non è altro che un'opposizione a quella che era la volontà di Dio.
Questa chiusura di questa città, questa fortezza, non era altro che una resistenza a quella che era la volontà del Signore per la conquista del popolo di Dio. Perché noi stiamo avanzando, fratelli, e il nostro desiderio è conquistare la terra promessa (fratelli, abbiamo già detto cosa rappresenta), ma ci sono delle sfide, ci sono delle conquiste che ancora, ripeto, non abbiamo realizzato, e Dio ce le vuole far realizzare.
Ma queste conquiste il diavolo le conosce molto bene, e lui proverà in tutti i modi, specialmente oggi, negli ultimi tempi, di rendere queste conquiste una fortezza, perché tu non puoi avanzare. Lui lo sa che per te è una conquista. Lui lo sa che tu vuoi avanzare, lui lo sa che tu vuoi progredire, lui lo sa che tu vuoi crescere. Lui lo sa che tu vuoi che Dio manifesti la sua gloria nella tua vita. Lui sa che tu vuoi acquistare terreno, lui sa che tu vuoi realizzare le sue promesse, e quindi proverà in tutti i modi pur di rendere questa conquista una fortezza.
Il Signore ci aveva avvisato, fratelli, e io questa mattina lo voglio ripetere con voi. Abbiamo sempre detto che la parola del Signore è sempre la stessa, rimane sempre la stessa, ma non è un libro di favole, che tu lo leggi alla seconda volta e non ti va quasi più di leggerlo perché già conosci il contesto. La parola di Dio è vivente: ogni qualvolta la leggiamo diventa sempre nuova per noi. E lo Spirito Santo ci ha voluto ricordare questa mattina qualcosa che l'apostolo Pietro esprime nella sua prima lettera, al capitolo 5 verso 8, quando lui dirà: «Siate sobri, vegliate, perché il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente, cercando chi possa divorare».
Eh beh, lo sappiamo ormai a memoria questo passaggio. Attenzione, fratelli, io parlo e predico a me stesso. Quando conosciamo già la realtà del nemico delle anime nostre, ci sembra quasi facile combattere e affrontare con le nostre forze. Io ho voluto approfondire solo un attimo: cos'è sobrietà? Perché il Signore oggi ci dice ancora: «Siate sobri, vegliate»?
Sobrietà significa lucidità spirituale, vigilanza; non farsi stordire o confondere dalle passioni della carne, dalla vanità ingannatrice o dalle distrazioni del mondo, riconoscendo in tempo le tentazioni, le difficoltà, per non farsi trovare impreparati spiritualmente. E questo lo si può fare solo vegliando nella preghiera. E allora il primo messaggio che arriva a noi: vegliate, pregate per non cadere in tentazione; vegliate, siate sobri, perché l'avversario, il diavolo, non dorme, ma va attorno cercando chi uccidere, e lo farà nel popolo di Dio. E noi non vogliamo permettere questo, perché oggi vedremo il Signore cosa ha da dirci.
È disperata, fratelli, la situazione? No, perché il Signore non ci ha mai lasciati e abbandonati. Il Signore non ci ha mai lasciati senza una risposta. Qualsiasi risposta tu vuoi trovare alla tua difficoltà, vai alla parola di Dio, perché la troverai. L'apostolo Giovanni ci incoraggia nella sua prima lettera, al capitolo 4 verso 4, dicendoci che «colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo».
Gesù, nell'evangelo di Luca al capitolo 10 verso 19, ci incoraggerà dicendo: «Ecco, io vi ho dato il potere di calpestare serpenti e scorpioni e su tutta la potenza del nemico». E questa frase è bellissima: «nessuno o nulla potrà farvi del male». Amen. E gloria a Gesù.
Ma Gerico era un ostacolo troppo grande da superare. Le sue mura, agli occhi di Giosuè, apparivano insuperabili, umanamente difficili da superare. Questa città era fortificata più delle altre, costruita per resistere a ogni assedio. Era la più invincibile. E Giosuè, benché avesse una nota e lunga esperienza militare, non si trovò mai ad affrontare una città, a condurre un attacco contro una città fortificata come Gerico. L'esercito di Israele non era all'altezza di vincere Gerico.
Eppure il Signore li porta proprio davanti a Gerico. E presso Gerico noi dobbiamo capire che cosa sta succedendo, come si comporta Giosuè, perché il Signore ci porta davanti a questi ostacoli. Tante volte il Signore ci ha portato, è vero, davanti a problemi o ostacoli da superare difficili per noi.
Bene, fratelli, cosa è successo? L'abbiamo appena letto, no? Al verso 2 e al verso 3 l'Eterno disse a Giosuè: «Vedi, io ti ho dato in mano Gerico, il suo re, i suoi valorosi guerrieri». E poi gli dà delle indicazioni. E questo è il motivo per cui il Signore porta la sua chiesa davanti a Gerico. E questo è il motivo per cui il Signore ti porta davanti a delle conquiste ancora da realizzare e ostacoli insuperabili davanti agli occhi umani.
Perché? Perché ti dia delle promesse, perché tu possa ascoltare le indicazioni per affrontare o per superare. È questo? No, fratelli, non è questo. Perché accade qualcosa di particolare a Gerico nel cuore di Giosuè, ed è un passaggio che io con voi non ho letto questa mattina per via del tempo, ma lo vediamo insieme.
Cosa è successo a Gerico? Cosa ha fatto Giosuè? Come si è comportato Giosuè davanti a Gerico? Doveva conquistarla. Bene, fratelli, presso Gerico, dice la Bibbia nel capitolo 5 al verso 13, alzò gli occhi al cielo.
Presso Gerico, Giosuè alza i suoi occhi, alza lo sguardo e vede che cosa? La Bibbia dice: «Un uomo gli stava davanti con in mano la sua spada sguainata». C'erano le promesse: «Io ti ho dato». E poi sono arrivato. Gerico è forte, Gerico è grande, ma io ho le promesse, ho le indicazioni.
Non ti serve. Alza lo sguardo, perché Gerico è forte e tu non hai bisogno di guardare Gerico, hai bisogno di alzare lo sguardo, perché Gesù è colui che ti aiuterà a conquistare la città di Gerico. Alza il tuo sguardo. E quando Giosuè alza lo sguardo non vede più Gerico, vede, la Parola del Signore dice, il capo dell'esercito dell'Eterno.
Il pastore questa mattina ha detto: "Gesù in ogni luogo". Quante volte Gesù è scritto nella Parola di Dio? Alza lo sguardo. Non devi più guardare Gerico, è troppo forte per te. Alza lo sguardo, dice il Signore, e tu vedrai il capo dell'esercito dell'Eterno, Cristo Gesù, il Signore. Gloria a Dio, che ti dice: "Io arrivo in questo momento".
Non lo leggi tu? Leggilo, fratello, mentre io parlo. Leggi queste parole: «Io sono il capo dell'esercito dell'Eterno». Giosuè, quando alzò gli occhi, non sapeva chi era quell'uomo che gli stava davanti.
Infatti la Bibbia dice che egli gli andò incontro e gli disse: «Sei tu per noi o per i nostri nemici?». L'angelo gli risponde: "Io non sono né il tuo nemico e non faccio nemmeno parte di te. Sono il capo dell'esercito dell'Eterno, il Dio vivente". È vero, in pratica: "Sono appena arrivato".
Fratelli, è incredibile la Parola di Dio. Gesù dice: "Io sono arrivato". Gesù è colui che non tarda mai. Per quanto difficile possa essere la tua situazione, per quanto Satana abbia bloccato o serrato quella città, per quanto i tuoi occhi vedano questa città impossibile da superare, per quanto ai tuoi occhi questa conquista è difficile da realizzare, sappi che Gesù ti dice: "Io arrivo in questo momento", proprio nel momento in cui tu non ce la stai facendo. Proprio nel momento in cui sembra tutto impossibile.
"Io sono arrivato", dice il Signore, "io sono con te". Gloria a Dio. "Io non sono in ritardo. Io sono qui, sono arrivato".
Voglia il Signore che ognuno di noi faccia come Giosuè. Quando ci troviamo davanti a Gerico, alziamo i nostri occhi, guardiamo al cielo e vediamo non più Gerico, ma il capo dell'esercito dell'Eterno. Fratelli, miriadi di angeli sono comandati per la tua causa. Gesù viene in tuo soccorso. Alza i tuoi occhi e vedi che c'è uno davanti a te: ha già sguainato la sua spada per combattere al posto tuo. Gloria a Dio.
Se concentriamo il nostro sguardo sulla fortezza inespugnabile, non riusciremo a riconoscere che Gesù è già arrivato. Egli vuole sempre darci la vittoria. Ezechia così parlò al cuore dei capi militari sopra il popolo. Questo passaggio lo troveremo in Secondo Cronache al capitolo 32, verso 8. Egli si esprimerà dicendo: «Con lui vi è un braccio di carne, ma con noi vi è l'Eterno, il nostro Dio, per soccorrerci e per combattere le nostre battaglie». Amen. Gloria a Dio.
Il passaggio continua e dice: Giosuè guarda in alto, ma poi al verso 14 accade qualcosa di straordinario. La Bibbia dice: «Allora Giosuè cadde con la faccia a terra e si prostrò». Quando alzò gli occhi al cielo, Giosuè vide l'Eterno e, mentre alzava gli occhi, altresì si prostrò. Si prostrò con la faccia a terra, si umiliò davanti a Dio.
Fratelli e sorelle, quando tu vedi il Signore, prostrati davanti a lui, perché in quella posizione tu non guarderai più Gerico, ma ti concentrerai sull'Eterno, colui che tu hai visto. Lui si prostrò con la faccia a terra, si umiliò davanti a Dio. Non vide più Gerico, vide il Signore. Vide il Signore.
Bene, quella posizione non era una posizione, perché Giosuè disse: «Che cosa vuole dire il mio Signore al suo servo?». La sua posizione non era più una posizione di "perché" davanti a Dio. Perché noi siamo così. Quando ci troviamo davanti a Gerico e dobbiamo conquistarla, è troppo forte. E allora incominciamo a farci delle domande: "Perché, Signore? Perché? E dammi la soluzione, Signore, e dammi la soluzione per affrontare".
Non siamo noi così, a volte? "Signore, dammi la soluzione, fammi capire. Tu me l'hai detto: «Io ti ho dato già», quindi mi hai promesso". E ci mettiamo a discutere con Dio. Non è la soluzione che chiede Giosuè, ma lui chiede insegnamento per come affrontare Gerico. E questa è la posizione.
Prostrati davanti alla presenza del Signore, noi non diciamo più "perché, perché, perché", ma diciamo: "Signore, insegnami come affrontare, come conquistare, come superare questi ostacoli". E il Signore verrà in tuo aiuto. C'è un messaggio per te e per me. C'è un messaggio per Giosuè.
Gerico inespugnabile da una parte, il Signore con la spada sguainata dall'altra, Giosuè a terra davanti a lui. Tutto ciò sembra inespugnabile, irraggiungibile, inaffondabile. Con il Signore che combatte dalla tua parte tutto diventa raggiungibile, superabile e affrontabile. È necessario però umiliarsi e sottomettersi alla guida dello Spirito Santo, perché egli ci vuole dare la vittoria.
Fratelli, vado verso la conclusione. Il capo dell'esercito dell'Eterno disse a Giosuè, stiamo leggendo il verso 15 del capitolo 5: «Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo dove stai è santo». Togliti i sandali dai piedi. Cosa ti aspetti da parte del Signore questa mattina? Che risposta mai ti vuoi aspettare dal Signore questa mattina? Giosuè che cosa si aspettava come risposta dal capo dell'Eterno degli eserciti?
È incredibile la Parola di Dio. È qualcosa di veramente straordinario, fratelli. È così profonda. L'angelo gli risponde: "Giosuè, togliti i sandali dai piedi, perché il luogo dove stai è santo". "Non mi dai delle indicazioni, Signore? Non mi incoraggi dandomi delle promesse?" "Giosuè, togliti i sandali."
Dio gli stava dicendo: "Io sono il Santo dei Santi, il Santo di Israele. Io sono colui che sono. Io sono il Dio di ieri, di oggi e di domani". L'angelo dell'Eterno stava rivelando a Giosuè la sua santità. Gli stava dicendo: "Quello che io sono lo sono per sempre".
Benché fosse in terra straniera, l'angelo dell'Eterno non muta, non cambia. Dove ti vuoi trovare? Quando nomini il nome di Cristo sulla tua vita davanti ad ogni situazione, sappi che il tuo Dio è sempre lo stesso. Il Dio vivente, il Dio potente, il Dio che libera, il Dio che guarisce ancora oggi. Gloria a Gesù.
Togliti i sandali dai piedi. Il luogo dove tu stai è santo. E la Bibbia dice: «Giosuè fece così». Oggi il Signore parla alla sua chiesa. «E Giosuè fece così».
Che le parole "fece così" possano diventare quelle che il Signore possa dire di noi, di me: "E Giosuè fece così". Di te, fratello e sorella: "Tu hai fatto così". Perché domani ci potremmo trovare davanti a Gerico. Io non so qual è la tua Gerico. Non so perché il Signore mi ha accordato questo messaggio.
Ognuno di noi sa qual è la sua Gerico, qual è la sua fortezza, qual è la sua conquista che deve ancora realizzare. Tu solo lo sai, e il Signore lo sa. E quindi noi possiamo trovarci davanti a Gerico, dobbiamo conquistarla. Questa mattina concludo. Come il Signore fu con Giosuè, così sarà con te. Fino alla fine sentirai una voce che ti sussurra: "Arrivo in questo momento".
Se tu hai in cuore questa mattina, dopo questo messaggio, di rimetterti in piedi, o meglio dire di riprostrarti davanti al Signore, di alzare i tuoi occhi al cielo e prostrarti, concentrarti sulla forza in Cristo Gesù. Se hai il desiderio di conquistare la terra promessa, di realizzare le promesse di Dio e di saltare sopra gli ostacoli e di vincere, perché questo è il cammino del vero cristiano: vincere. La vittoria è quella che Dio vuole per il suo popolo. E se il diavolo si oppone, tu hai in cuore di conquistare, allora sentirai questa voce questa mattina: "Io arrivo in questo momento, sono qui", dice il Signore. Amen. Gloria a Dio.
Allora, fratelli, non ci rimane che alzarci in piedi e glorificare il nome del Signore, perché lui ancora una volta ha edificato i nostri cuori, li ha rafforzati. Forza, fratelli, c'è guerra quaggiù, ma chi ci conduce è Cristo Gesù. Amen. Gloria a Dio.
Alleluia. Grazie, Signore. Grazie, Gesù. Padre, noi ti ringraziamo per la tua bontà. Ti ringraziamo perché questa mattina una mano onnipotente è sotto il nostro mento per far forza di alzare il nostro sguardo verso il cielo.
E il Signore ti dice: "Non opporre resistenza, non indurire il tuo collo. Alza lo sguardo e chiedi: chi sei tu?". E sentirai una voce che ti dirà: "Non sono parte né di voi e né del nemico. Io sono il capo dell'esercito dell'Eterno, Cristo Gesù, il Signore".
Questa mattina vogliamo prostrarci davanti ai tuoi piedi come Giosuè: così noi vogliamo fare. Vogliamo concentrarci sulla tua persona. Gesù ti dice: "Non volgere il tuo sguardo a Gerico. Non trovare risposte per le tue indicazioni, perché tu troverai le tue risposte nelle mie caratteristiche. Io sono il Santo di Israele", dice il Signore. "Io sono il Dio di ieri, di oggi e lo sarò per sempre. Sono lo stesso Dio".
L'invito è: trova le tue risposte nella persona di Cristo, e allora le riceverai. Alza lo sguardo e tu vedrai Gesù sguainare la sua spada, perché lui combatterà al tuo posto. E Giosuè fece così.
Noi vogliamo fare così, Signore. Vogliamo confidare in te. Ci sono delle conquiste da realizzare ancora, degli ostacoli da superare, insuperabili agli occhi umani. Ma tu, o Signore, ci dici: "Io ho vinto".