Benedetto più di tutti i figli
Questa mattina, fratelli e sorelle, scenderemo insieme nella pianura di Moab. Scenderemo con Mosè e saremo partecipi delle tribù di Israele e della loro benedizione, di quello che Dio ha trasmesso a queste tribù. Voglio scendere con voi in questo giorno leggendo nel libro di Deuteronomio al capitolo 33. Cominceremo a leggere dal verso 1. Così dice la parola del Signore.
«Or questa è la benedizione con la quale Mosè, uomo di Dio, benedisse i figli di Israele prima di morire. Disse dunque: "L'Eterno è venuto dal Sinai e si è levato su di loro da Seir, è apparso dal suo splendore dal monte Paran ed è giunto dal mezzo delle miriadi dei santi; dalla sua destra usciva per essi una legge di fuoco. Certo, egli ama i popoli; tutti i suoi santi sono nelle tue mani. Essi siedono ai tuoi piedi, ciascuno riceve le tue parole"».
Andiamo al verso 24. «Di Asher disse: "Benedetto più di tutti i figli sia Asher, sia il favorito dei suoi fratelli e immerga il suo piede nell'olio. Siano i suoi sandali di ferro e di bronzo e la tua forza duri quanto i tuoi giorni. Nessuno è pari al Dio di Yeshurun, che cavalca i cieli in aiuto e le nubi nella sua maestà. Il Dio dei tempi antichi è il tuo rifugio e sotto di te stanno le sue braccia eterne. Egli scaccerà il nemico davanti a te e dirà: 'Distruggi'"». Amen. Fin qui la parola del Signore.
Per poter capire il messaggio che Dio vuole accordare al nostro cuore questa mattina, è necessario per noi immergerci in questo testo facendo alcune considerazioni riguardo al tempo e al luogo in cui vengono pronunciate queste parole. È proprio così necessario, fratelli, immergerci per fare alcune considerazioni, brevissimamente, per capire quando e dove il Signore ha pronunciato queste benedizioni alle tribù di Israele. Ebbene, come ho detto al principio, scendiamo insieme, fratelli, nella pianura di Moab. Vediamo cosa sta succedendo.
Sono passati 40 anni dal momento in cui è avvenuto quell'evento straordinario, bellissimo, potente, di salvezza e liberazione da parte del Signore Dio per il suo popolo Israele, che era stato schiavo nel paese di Egitto per circa più di 400 anni. Sono passati ormai questi 40 anni, è passato ormai un percorso di tempo e adesso siamo al termine. Non siamo più all'uscita dall'Egitto, ma siamo alla fine di un percorso, alla fine di un tempo. Moab è il luogo dove si tirano i conti. In questo momento si tirano i conti, riflettendo su quelle che sono le cose del passato, su quello che è accaduto: i miracoli, i prodigi, le avversità, le perdite fino a questo momento.
Un tempo passato. Ecco, adesso c'è un tempo nuovo. Una generazione è passata e adesso ne è arrivata una nuova, e sembra che Dio prospetti il volto del suo popolo verso il futuro, in avanti. Sembra che Dio lo pretenda. Se noi leggiamo attentamente tutte le benedizioni, il Signore sta benedicendo per il futuro. Ed è quello che il Signore oggi ci invita a fare.
Gloria a Dio per i miracoli passati. Gloria a Dio per quello che i nostri padri hanno vissuto, hanno toccato con mano. Loro hanno visto i prodigi, i miracoli che il popolo di Dio ha potuto vedere: anime salvate, liberate, guarite. Potete chiedere al fratello Davide, il pastore di questa chiesa, agli anziani della chiesa: chiedete quanto hanno vissuto e quanto hanno potuto vedere la potenza di Dio. Ma il Signore chiama questa generazione oggi a guardare avanti, ad avere lo sguardo prospettato in avanti, per il futuro.
E fratelli, quale futuro? Un futuro che dobbiamo vivere, dobbiamo affrontare, dobbiamo vincere e dobbiamo conquistare, perché il popolo di Israele dopo 40 anni di deserto si trovò finalmente prossimo ad ereditare le promesse di Dio, la terra di Canaan.
E fratelli, sono stato così preso da questo passaggio, da queste parole così profonde. Mi sono chiesto: "Perché, Signore, queste parole così profonde? Perché agisci in questo modo?" Tante domande hanno salito la mia mente per capire perché Dio si esprime. E questo è il messaggio che è arrivato al mio cuore, lo condividerò con voi. Così si esprimerà il Signore al verso 24: «Benedetto più di tutti i figli sia Asher, sia il favorito dei suoi fratelli».
Sembra agli occhi umani che il Signore stesse trasgredendo la sua parola. Sembra che il Signore stesse usando parzialità verso queste tribù. E le altre tribù non sono uguali a questa? Perché il Signore dice benedetto più di tutti i figli di Asher, più di tutti i figli sia Asher, sia il favorito? Il prediletto significa il prescelto.
Bene, fratelli, ho voluto approfondire la tribù di Asher, la storia di questa tribù, per poter comprendere: "Signore, ma tu dove ci vuoi portare? Perché dici che Asher è il tuo prediletto, il tuo favorito e il benedetto più di tutti i suoi fratelli?" Perché, Signore, se noi vediamo nella storia, in Numeri al capitolo 1 e in Numeri al capitolo 26, noi conosciamo due censimenti che furono fatti. Uno viene fatto 2 anni dopo l'uscita dall'Egitto e il secondo viene fatto all'uscita dal deserto. Ebbene, la parola di Dio ci trascrive dei numeri parlando di queste tribù.
E dall'inizio, dall'uscita dall'Egitto, in questo percorso fino all'uscita dal deserto, noi troviamo che in tutte le tribù ci sono state delle perdite. Noi conosciamo la storia, che nel percorso, in questi 40 anni di deserto, molti si sono voluti tirare indietro; in molti cuori si è manifestato il desiderio delle cose del mondo, delle cose di Egitto. Quante cose sono successe, fratelli? Ci sono stati dei morti, ci sono state delle perdite per queste tribù. Se voi considerate bene, studiate la Bibbia, vi renderete conto che ogni tribù incomincia con un numero all'uscita dall'Egitto e finisce il percorso del deserto decimata, con numeri in meno.
Ed è proprio questo l'insegnamento, uno dei primi che arriva al mio cuore: che è sempre una perdita, fratelli, quando durante il percorso si manifestano i desideri della carne, i nostri desideri ritornano all'Egitto, i nostri desideri ritornano ai piaceri del mondo. Ci sono sempre delle perdite per coloro che si vogliono tirare indietro. Ma per la tribù di Asher non funziona come è funzionato per tutte le tribù. La Bibbia ci dice che la tribù di Asher invece, all'uscita dal deserto, conta 12.000 uomini in più.
E questo significa, fratelli, che in questo percorso di 40 anni nel deserto troviamo una tribù che non si è lasciata condizionare dal deserto, una tribù che non si è lasciata condizionare dalle paure, dalle vicissitudini, una tribù che non si è lasciata dominare dai desideri della carne, dai desideri per il mondo, per l'Egitto: è rimasta ferma. E quindi oggi cosa succede? Bene, questa tribù, che il Signore definisce il benedetto più di tutti i figli di Asher, è la tribù che oggi conta con le sue mani la benedizione di Dio. Amen.
40 anni nel deserto, l'unica tribù che invece di perdere ha acquistato. Invece di diminuire è cresciuta: 12.000 uomini in più. Il più benedetto. Non lo vuoi tu contare, sorella? Non lo vuoi tu contare, fratello, sulle tue mani la benedizione di Dio?
Eh sì, noi lo vogliamo fare, fratelli, vogliamo contare la benedizione di Dio. Vogliamo farlo perché il Signore manifesta la sua gloria. Ecco il più benedetto, il favorito dei suoi fratelli.
Bene, la tribù di Asher fu benedetta già da Giacobbe. Asher è l'ottavo figlio di Giacobbe, il secondo di Lea, figlio della sua ancella, e fu già benedetto con il pane. Se noi leggiamo in Genesi al capitolo 49 verso 20, già Giacobbe benedisse questa tribù, disse: «Da Asher verrà il pane saporito ed egli fornirà delizie reali». E poi oggi Mosè lo benedice dicendo: «Il tuo piede si immerga nell'olio». Il pane e l'olio: una tribù che ha toccato con mano la benedizione di Dio, ne ha sentito l'odore, l'ha mangiata la sua benedizione, il pane e l'olio. 40 anni nel deserto, non è mai venuta meno, invece di perdere è cresciuta.
Facciamoci delle domande, fratelli: come si eredita la benedizione di Dio? Perché Asher è il favorito, il benedetto? Bene, fratello, nessuno può contraddire il parere di Dio e nessuno può dire al Signore: "Perché fai così?" Se tu, sorella, e tu, fratello, sei benedetto e sei favorito agli occhi del Signore, gloria a Dio.
Non ti scoraggiare, manda via le voci del nemico, quando ti viene detto: "Chi sei tu? Ma tu chi sei? Veramente vuoi fare un numero?" Il Signore dice: "Tu sei il mio favorito, tu sei benedetto, il più di tutti i fratelli". Ognuno di noi può prendere questa benedizione personalmente, perché se io e tu siamo ancora qui questa mattina, non è a caso, non è perché ci è dovuto, non è perché la vita deve andare in questo modo e domenica siamo qui. No, no, noi crediamo che siamo rimasti fermi per la grazia di Dio. Per la grazia di Dio siamo rimasti fermi fino a questo momento nelle vie del Signore.
Chi non ha attraversato il deserto di tutti noi? Chi non ha vissuto momenti difficili? E in chi non si è manifestato a volte il desiderio per il mondo, per le cose che erano nel mondo, per le cose che abbiamo lasciato nel mondo? Ma oggi, per la grazia del Signore, noi siamo qui, e io ti dico: tu, sorella, e tu, fratello, sei il favorito del Signore. Tu sei il più benedetto. Gloria a Dio.
E quindi io voglio leggere un'esortazione. Andiamo sempre alla parola, a me piace tantissimo approfondire sempre con le Scritture, perché Giacomo nella sua lettera al capitolo 5 verso 7 ci esorterà ancora questa mattina dicendoci: «Or dunque, fratelli, siate pazienti fino alla venuta del Signore. Guardate come l'agricoltore aspetta il prezioso frutto della terra con pazienza, finché abbia ricevuto la pioggia della prima e dell'ultima stagione. Siate pazienti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina». E al verso 11: «Ecco, noi proclamiamo beati coloro che hanno perseverato». Amen.
Gloria a Gesù. Noi siamo beati perché abbiamo perseverato, e il Signore ci invita ancora a perseverare, perché il nostro sguardo non è più sulle esperienze del passato, ma ora siamo proiettati verso il futuro. Breve per quanto sia, ma c'è un futuro, fratelli. E allora il Signore in questo momento, prospettando lo sguardo della tribù di Asher verso il futuro, lo benedice. E oggi, così come avviene per la tribù di Asher, il Signore proietta il nostro sguardo verso il futuro, benedicendoci.
E quello che lui vuole è proprio esattamente ciò che scrive. E la Bibbia dice, dopo aver detto «sia il favorito dei suoi fratelli», dice: «immerga il suo piede nell'olio». L'olio rappresenta la pienezza dello Spirito Santo, e non in modo misurato, ma traboccante. Camminare con i piedi nell'olio significa vivere costantemente nella pienezza dello Spirito Santo, vivere costantemente nella grazia, in questa grazia. E noi, fratelli, abbiamo bisogno di essere segnati oggi dall'unzione dello Spirito Santo.
Gesù lo spiega chiaramente, vi ricordate, in Atti degli Apostoli al capitolo 1 lo spiega molto chiaramente. Al verso 8 dirà: «Voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea». Amen. Voi, ripeto, voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi e mi sarete testimoni. Questo è quello che il Signore vuole fare oggi nella sua chiesa.
Per questo motivo il Signore scende in mezzo a noi, e noi dobbiamo chiedere: "Signore, segna la mia vita con l'unzione del tuo Spirito, perché il mondo riconosca che questo popolo è benedetto, questo popolo è favorito dell'Eterno". Fratelli, preghiamo che il Signore ci renda dei veri testimoni suoi. Ma lui continua e dice: «Siano i tuoi sandali di ferro e di bronzo e la tua forza duri quanto i tuoi giorni».
E mi sono chiesto che cosa significa, Signore, «siano i tuoi sandali di ferro e di bronzo». Nell'antichità i sandali erano fatti, costruiti, da materiale che si logorava molto presto. I sandali di un tempo erano formati o creati da cuoio e corda, e quindi venivano meno presto durante il cammino. E il Signore dice a questa tribù e a noi oggi: «Siano i tuoi sandali di ferro e di bronzo».
Bene, fratelli, le calzature rivestite di ferro e di bronzo simboleggiano una protezione soprannaturale che viene solo dal Signore, e questi servono contro la ruvidità del terreno, contro le spine, le rocce taglienti. Il Signore oggi ci esorta a continuare a chiedere a lui la protezione per il nostro cammino. Renderà forti i nostri piedi, forti e resistenti. Indossiamo, fratelli, questi sandali.
Al salmo 28 verso 7 Davide si esprimerà dicendo: «L'Eterno è la mia forza e il mio scudo, il mio cuore ha confidato in lui e sono stato soccorso». Amen. «Perciò il mio cuore esulta e lo celebrerò col mio canto. L'Eterno è la forza del suo popolo e il rifugio di salvezza per il suo unto. Salva il tuo popolo e benedici la tua eredità, pascili e sostienili per sempre». Amen. Gloria a Gesù.
Il ferro e il bronzo sono metalli che richiamano la solidità. Questo indica la forza soprannaturale concessa da Dio, che permette ad ognuno di noi di marciare a lungo senza cedere alla fatica e allo scoraggiamento. E Isaia al capitolo 40 verso 28 ci confermerà con queste parole da parte del Signore: «Lo sai forse, non lo hai udito?», dice il Signore. «Il Dio di eternità, l'Eterno, il creatore dei confini della terra, non si affatica e non si stanca. La sua intelligenza è imperscrutabile. Egli dà forza allo stanco e accresce il vigore allo spossato». Amen. Gloria a Dio.
Il ferro e il bronzo erano materiali usati per le armature e le armi. Questo garantiva alla tribù la forza necessaria per difendere i propri confini, calpestando ogni avversario, avanzando con autorità.
Minacce esterne. Questo ci parla della vittoria e della stabilità. Paolo, nella sua prima lettera ai Corinzi, capitolo 15, versetti 57-58, dirà: «Ma ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore Gesù Cristo. Perciò, fratelli miei carissimi, state saldi, irremovibili, abbondando del continuo nell'opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore». Amen. Gloria a Gesù.
E poi vado verso la conclusione. Il Signore continua e dice a questa tribù: «La tua forza duri quanto i tuoi giorni». Il ferro e il bronzo sono materiali che non si consumano, e il Signore ci dice che questo simboleggia la resistenza incrollabile, una forza interiore che non viene meno con il passare degli anni. Tutto questo viene solo ed unicamente da Gesù Cristo nostro Signore. Gloria a Gesù.
Bene, fratelli, questa benedizione che la tribù di Ascer ha ricevuto non era da tenere in considerazione per quello che era il tempo ormai passato. La benedizione del Signore era una benedizione prospettata verso il futuro. Che cosa? Quale futuro? Il popolo doveva entrare nella terra di Canaan.
E noi sappiamo che la terra di Canaan può rappresentare... subito ci viene alla mente: ah sì, una terra dove scorre latte e miele. Fratelli, la terra di Canaan è una terra idolatra, una terra dove ci sono i giganti, una terra dove le nazioni — dice la Bibbia, e quello che sto dicendo lo troverete nella Scrittura — dove le nazioni sono più grandi di te, dice il Signore.
La benedizione serve, fratelli, perché più avanti noi dobbiamo ereditare un terreno dove ci sono i giganti, un terreno dove ci sono delle sfide ancora nel nostro futuro. Brevissimo, come detto prima, e il Signore benedice la sua chiesa per questo futuro. Grandi sono i giganti, ma la Chiesa deve acquistare una doppia porzione del suo Spirito. Grandi sono i giganti, grandi sono le nazioni: un paese idolatra, questo mondo in cui la Chiesa deve entrare e deve conquistare.
E mi ricordo, e concludo, della richiesta che Eliseo fece ad Elia. Vi ricordate? Questo oggi deve essere il nostro desiderio. Elia disse: «Eliseo, cosa vuoi che io faccia?». E ognuno di noi, compreso io stesso, posso dichiarare che, se ci fossimo trovati in quel momento, avremmo detto ad Elia: "Basta solo il 10% della tua unzione". È vero o no? L'avremmo detto? Elia, l'uomo di Dio, basta il 10%.
No, fratelli, Eliseo ha detto: «Io non sono qui per copiare te. Io non sono qui per osservare quello che è accaduto in passato. Sono qui perché voglio di più. Sono qui perché voglio una doppia porzione del tuo spirito». E noi dobbiamo pregare, fratelli, che il Signore unga la sua Chiesa con una doppia porzione, perché tanto grandi sono i giganti, tanto grandi sono le nazioni, tanto grandi sono le sfide, tanto la Chiesa deve essere unta dalla benedizione di Dio, dalla potenza dello Spirito Santo.
E allora, fratelli, immergiamo il nostro piede nell'olio, indossiamo sandali di ferro e di bronzo. Perché? Perché così ci ha benedetto il Signore e così ci benedirà. Amen. Gloria a Gesù.
Allora, preghiamo. Vi prego, alziamoci in piedi. Preghiamo. Chiudiamo questo servizio con un canto e preghiamo che il Signore possa suscitare in noi un nuovo desiderio. Fratelli, abbiamo bisogno di essere trasformati, abbiamo bisogno di essere vivificati dall'unzione dello Spirito.
Ormai il vecchio è passato, il tempo del deserto è passato ed è alla fine. Abbiamo visto miracoli, abbiamo visto prodigi, abbiamo visto la mano del Signore muoversi, ma oggi il tuo sguardo si è proiettato verso il futuro. Noi siamo una nuova generazione e il Signore vuole fare una cosa nuova, vuole ungere la sua Chiesa con il suo Spirito. Ma tu va' a Dio, ritorna al Signore e chiedi a lui la forza di poter attraversare. Perché? Perché la Bibbia dice che questo paese fu dato nelle loro mani.
Questo mondo è dato nelle mani del Signore, ma noi siamo chiamati a chiedere di più e a consacrare un tempo maggiore davanti alla presenza del Signore. Abbiamo parlato col pastore ieri: dopo aver parlato di ogni attività che si può fare, che si può svolgere, lui ha detto: "Basiamo ogni cosa sulla preghiera". Preghiamo, preghiamo, chiediamo al Signore un'unzione fresca. Chiediamo al Signore che ci possa guidare, fratelli.
Togli i tuoi sandali di corda e di cuoio e indossa i sandali di ferro e di bronzo. Tu sei il favorito del Signore. Tu sei il benedetto più degli altri fratelli. Prendi questo messaggio per te individualmente e sigillalo nel tuo cuore, perché così ha detto il Signore. Amen. Amen.
Così vogliamo pregare. Padre, noi ti ringraziamo con tutto il nostro cuore, perché ancora una volta il tuo amore si è manifestato dandoci un messaggio fresco. Sì, o Signore, esortandoci a guardare avanti. E noi questo vogliamo fare: non vogliamo più girarci dietro, ma vogliamo guardare avanti, perché c'è un futuro glorioso. È vero, tante sfide affronteremo, ma quello che ci dà sicurezza è l'unzione del tuo Spirito, e noi lo desideriamo ancora oggi.
Ridona nuove forze al tuo popolo. Lo Spirito della vita rigeneri le nostre menti e i nostri cuori, per desiderare le cose che appartengono al regno di Dio. Noi ti ringraziamo per le tue benedizioni, così come le abbiamo ricevute. Noi questa mattina, spiritualmente parlando, togliamo questi sandali, i quali sono fatti di materiali che presto si logorano lungo il cammino, e indossiamo, Signore, sandali di ferro e di bronzo.
Dio, vogliamo cercare in te, Signore, la forza, la forza per andare avanti, l'unzione e la potenza dello Spirito Santo. Sì, essendo fedeli a te. È vero, il percorso è lungo, gli anni passano, le vicissitudini si fanno presenti, gli ostacoli; ma noi, o Signore, vogliamo rimanere fermi in te, ubbidendo alla tua parola, ai tuoi comandamenti.
Noi oggi abbiamo il desiderio, come la tribù di Ascer, o Dio, di contare, di assaporare, di odorare la tua benedizione, perché la benedizione è quella che conta in tutta la nostra vita. E noi ti benediciamo, e io benedico i miei fratelli qui presenti, le mie sorelle. Glorifica il tuo nome in ogni cuore che ha ascoltato la tua parola e adesso prega e dice: "Signore, una fresca unzione, una doppia porzione del tuo Spirito scenda su di noi". Benedici, Signore, esaudisci la preghiera del nostro cuore nel nome di Gesù. Grazie, accompagnaci alle nostre dimore sotto la protezione del tuo sangue, nel nome di Cristo Gesù, benedetto in eterno. Ogni cosa ti chiediamo. Amen. Amen.