Creati per una relazione personale con Dio
Siamo riuniti per incontrare, per avere un incontro con il Dio nostro creatore. Amen. E ti chiedo: che aspettativa hai in questo giorno per ricevere, per avere un incontro personale con Dio, con il Dio creatore?
Padre, grazie che tu stai adesso in mezzo di noi, per mezzo dello Spirito Santo. Ti prego che tu tocchi stamattina ogni cuore qui dentro e pure quelli che guardano la diretta, e che tu tocchi ogni cuore con il tuo amore divino, con il tuo messaggio divino. Alleluia. Amen.
Voglio leggere all'inizio da Giovanni 17, versetto 3: «Or questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e Gesù Cristo che tu hai mandato.» E questo è la causa per riunirci, o no? Per ricevere vita eterna. Ma non soltanto una vita eterna così così, ma vita eterna con questo Dio creatore, vita eterna in gloria, perché siamo creati per essere esseri che vivano in eternità, non soltanto qui sulla terra, ma in eternità. Ma dipende dov'è l'eternità.
Noi abbiamo il privilegio di conoscere Dio e anche di conoscere Gesù Cristo, il suo Figlio, e pure lo Spirito Santo. Non sta scritto qua, ma noi abbiamo un Dio di Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo, e quelli sono uno. E questo Dio di Trinità ci ha creato per avere comunione con lui, comunione eterna, non soltanto un momento, ma per l'eternità. È una comunione personale, perché il nostro Dio creatore, questa Trinità, sono tre persone. Così una relazione personale tu puoi avere soltanto con una persona, no? Una relazione personale tu puoi avere soltanto con una persona.
È molto importante, perché ci sono altri esseri spirituali, per esempio angeli o demoni, e noi possiamo avere una relazione con questi esseri spirituali, ma non siamo creati per avere una relazione personale con questi esseri spirituali. E quando noi parliamo del Dio della Bibbia, del Dio della Trinità, ci sono altre, ci sono religioni. Devo dire che il cristianesimo non è una religione. Il cristianesimo, l'essenza del cristianesimo, è una relazione personale, intima. Amen. E questo distingue il cristianesimo dalle religioni.
Nella religione tu devi fare qualcosa, ma in nessuna religione tu puoi avere una relazione personale con un Dio. Tu puoi avere relazione con un essere spirituale, ma non con una persona di Dio. Allah è un essere spirituale, ma non è una persona. Un musulmano mai raggiunge il cielo, perché un cielo non esiste nell'Islam, per esempio: esiste l'inferno ed esiste il paradiso. Ma di là, nel paradiso, io non lo voglio questo paradiso: anche in questo paradiso nessun musulmano può avere una relazione personale con Allah. E anche questo paradiso vuol dire completa separazione da Dio.
In altre religioni, o nell'induismo, come ci sono tanti spiriti e demoni, tu puoi stabilire una relazione con questi demoni o con questi esseri spirituali, ma tu non sei mai creato per stabilire una relazione così, perché alla fine queste relazioni spirituali ti distruggono.
Noi siamo creati per avere una relazione personale, personale, intima con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. E come possiamo avere questa relazione personale? La base di una relazione personale è la comunicazione, no? Così noi siamo creati che possiamo comunicare con Dio Padre, Figlio e lo Spirito Santo.
Sì, ognuno di noi, ogni uomo nel mondo può comunicare con questo Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, poiché siamo creati così. L'unica condizione è che un uomo come me lo voglia. Se io voglio comunicare con Dio, Padre, Figlio e lo Spirito Santo, io posso. Ma abbiamo ricevuto una propria volontà: vuol dire che io posso decidere se voglio o no. Alla fine è la nostra decisione che fa la differenza, di avere una comunione, di avere una relazione personale con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, o no.
Ti devo dire, questa relazione personale è una cosa meravigliosa, perché in questa relazione personale tu tiri giù il cielo qui sulla terra. Tu puoi sperimentare il cielo qui sulla terra. Vero? O pensi: "Oh, Robert, questo è troppo"? No. Chi non lo crede?
Ripeto: con questa relazione personale, o in questa relazione personale, noi tiriamo il cielo qui sulla terra, e noi possiamo già nella nostra vita qui sulla terra sperimentare le cose celesti, una vita celeste. Ah, se tu pensi: "Oh, di che cosa parla Robert? Una vita celeste?" Ma fratelli e sorelle, dobbiamo imparare qualcosa, dobbiamo ancora credere qualcosa, dobbiamo ancora capire cosa significa essere cristiano.
Perché cosa siamo? Per cosa il Padre ha mandato Gesù qui sulla terra? Perché tu puoi avere già qui sulla terra una vita celeste? Perché questo prezzo che Gesù ha pagato alla croce vale per tutto. Lui ha detto: «È compiuto.» Ma ci vuole una relazione personale perché diventi rivelata questa verità. Io posso dirti questa verità, ma alla fine tu devi avere una rivelazione dallo Spirito Santo che ti rivela questa verità.
E Dio vuole comunicare con te. Ha un desiderio così grande, un desiderio divino di comunicare con te, per mostrare la sua gloria a te e per spiegare: sai, tu puoi avere una vita celeste qui sulla terra, tu puoi averlo. L'unica cosa, l'unica condizione è che tu lo voglia, perché Dio è gentile. Dice: "Ok, tu decidi", perché lui vuole quelli che volentieri, con un desiderio, vogliono la comunione con lui.
E ti posso dire: quando tu cominci ad avere comunione con Dio, quando tu cominci a comunicare con Dio, una relazione intima di amore comincia, perché il nostro Dio è un Dio di amore, è l'unico Dio di amore. Allah è un Dio che punisce, che giudica soltanto. Il nostro Dio... attenzione, noi non abbiamo un Dio che punisce.
Purtroppo io, quando sono stato giovane, oppure quando ero già credente, io ho avuto il concetto qui dentro: abbiamo un Dio che punisce, e quando io sbaglio, oh... Questo era il mio concetto. Eh, pure era insegnato, purtroppo, nelle chiese, no? Ma noi non abbiamo un Dio che punisce. È molto importante capirlo, perché le punizioni che valgono per noi, queste punizioni, le ha portate qualcun altro, se le è prese Gesù alla croce.
Vuol dire che il nostro Dio non punisce: ci corregge. Sì, ma c'è una grandissima differenza tra punire e correggere, perché la correzione divina è una cosa di amore, divina. Come padre e madre, tu vuoi il migliore per il figlio o la figlia e tu correggi normalmente, no? Da un'attitudine di amore, da un cuore di amore. E noi abbiamo un Padre divino che ci ama in una maniera divina.
E così vogliamo leggere in Luca 4:4: «Ma Gesù gli rispose dicendo: "Sta scritto già nel Vecchio Testamento: l'uomo non vivrà soltanto di pane, ma di ogni parola di Dio".» Vuol dire che senza parola di Dio tu non puoi vivere, tu puoi soltanto esistere. Capiamo la differenza tra esistere e vivere. Vivere, avere la vita che Dio ha preparato per ogni uomo qui sulla terra. Preparata, ma fa l'offerta: lo vuoi o non lo vuoi? Questa vita ha bisogno di parole di Dio, sempre.
Ma cos'è la parola di Dio? Tante volte pensiamo alla Scrittura. Nella lingua greca ci sono due parole che sono tradotte in italiano con "parola". C'è il logos: questo è la Scrittura, la Scrittura generale. E c'è la rema, e la rema è la parola personale per te, in una specifica situazione della tua vita. E là, in greco, sta scritto la parola rema. Vuol dire che tu vivi soltanto quando ricevi sempre di nuovo, sempre di nuovo rema, parole di rema, vuol dire parole specifiche per la tua vita, parole personali specifiche per la tua vita, in una specifica situazione della tua vita.
Così abbiamo bisogno ogni giorno, ogni momento, di queste parole divine, e queste parole divine non sono mai di condanna, no? Anche quando queste parole ti correggono, no, ti edificano, ti esortano e ti consolano. Sempre è così, perché sono piene di amore. E come possiamo riceverlo? L'unica condizione è che io lo voglia. Ed è importante che noi impariamo a camminare nello spirito, no? Vuol dire: io ascolto sempre la voce di Dio. Io ascolto quello. Ma tu puoi dire: "È così difficile". Non è così difficile.
Io sono stato tanti anni credente. All'inizio, quando sono stato credente, ho già sentito tante parole di Dio, tante parole personali. E poi sono entrato un po' in una religiosità e ho avuto dubbi: è la voce di Dio? E una cosa che era per me una grande distrazione, la più grande distrazione, era che io ho voluto servire il Signore, ma io ho voluto anche... così io ho voluto soddisfare Dio, ma io ho voluto anche soddisfare le aspettative degli uomini.
Io ho voluto fare tutto, no? Come cristiano io devo essere un esempio, un esempio che la faccia sta bene, no? Lo volevo, e mi sono concentrato tanto sull'apparenza, e pensavo: "Oh, sto servendo il Signore". Ma sono diventato tanto frustrato che in un momento ho gridato al Signore: "Cosa devo fare? Questo non può essere la vita che io leggo qui dentro. Io leggo qui dentro un'altra vita, non è la vita che io vivo adesso".
E dopo più di vent'anni di essere cristiano, ho fatto una decisione: "Signore, io voglio ascoltare la tua voce e camminare secondo le risposte che tu mi dai". Io non vivo più secondo le aspettative degli uomini. Non vuol dire che non ho comunione con i fratelli e le sorelle, ma io cerco la risposta di Dio. E posso chiedere a un fratello o a una sorella: "Puoi pregare per me? Io sto davanti a una decisione molto importante". Per esempio, tu puoi chiedere ai fratelli che preghino, no? È buono.
E noi dobbiamo essere molto attenti quando qualcuno ci prega, quando qualcuno ci chiede di pregare, che preghiamo in un certo modo: non di influenzare secondo la nostra idea, no, ma pregare che lui o lei riceva la risposta direttamente da Dio.
E questo è vero quando entriamo in questo. E poi, sempre di più, il Signore mi ha detto tante cose, e ci vuole coraggio. Sì. E tante volte ho avuto dubbi — non sono male i dubbi — ma è un processo di imparare ad ascoltare sempre meglio la voce di Dio. E noi comunichiamo con Dio con tutti i nostri sensi spirituali, no? Abbiamo cinque sensi naturali, e come noi comunichiamo nel naturale con tutti i sensi, anche noi comunichiamo con Dio con i cinque sensi spirituali che abbiamo anche ricevuto.
Ed è come quando conosci qualcuno, no? Sempre di più tu capisci cosa vuole dire, cosa significa, no? E con Dio è così, che tu sempre di più diventi innamorato. Innamorarti è un processo, è un processo di innamorarsi. Innamorarsi, oppure... ho letto su un furgone in questi giorni, qui stava scritto: "rinnamorarsi". Ho detto a Teresa: "Ah, forse tu hai bisogno di rinnamorarti". Sì, di rinnamorarti. Alleluia.
Sai, forse potete pensare: "Ok, ho avuto questo primo amore, no?" La Bibbia parla del primo amore, no? E pure in una chiesa, no, a Efeso, sta scritto che ha perso il primo amore. Ma sai, il primo amore è soltanto per l'inizio. Non è che dobbiamo cercare il primo amore. Forse sì, quando siamo deviati, no, dalla via, può essere. Ma il primo amore è l'inizio, e l'amore sempre cresce e aumenta.
Alcuni giorni fa... vi dico un segreto. Devo? No. Ok. Teresa, non è che noi oggi siamo innamorati come mai prima? Questo è il modello: anche tu diventi sempre di più innamorato. E quando tu vuoi una relazione personale con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, tu diventi innamorato automaticamente. Perché questi incontri sono così meravigliosi! Sì, c'è sempre un incontro celeste. Tu sempre sperimenti qualcosa di celeste.
Eh, ho sentito alcuni che dicono: "Ma io sono deluso di Dio". E perché? "Perché ho pregato tanto e non è successo niente". Dio ci dà sempre una risposta, ma non istantanea, non subito, perché l'orologio in cielo non esiste. Lui ci dà la risposta, e quando tu non senti, chiedi anche al Signore dove sono gli ostacoli, perché tante volte, o normalmente, noi stessi siamo l'ostacolo per non ascoltare, perché abbiamo fortezze mentali: eh, come deve succedere qualcosa, come Dio deve fare qualcosa.
E forse preghiamo per un intervento, no, che il Signore intervenga in una situazione, ma noi abbiamo un concetto qua, di come Dio deve intervenire. E questo non va, perché se lui interviene secondo la mia volontà non aiuta, alla fine è per la distruzione. E poi anche il tempo è per ascoltare, per ascoltare dove sono gli ostacoli, no? E il Signore dimostra l'ostacolo, ma la cosa importante è che tu rimani fermo davanti a Dio. Tu non dici: "Oh, è troppo". No, non ti fermi mai.
Tu stai davanti a Dio finché non hai ricevuto la chiara risposta per fare un altro passo di fede. E quando tu ricevi il passo di fede, o la risposta, tu devi fare il passo di fede. E sì, sempre ci vuole coraggio. Ci vuole coraggio. Sì. E può essere che tu sbagli, ma se tu sbagli non è una tragedia, perché Dio vede il tuo cuore. Tu puoi dire: "Scusa, ma adesso voglio ascoltare meglio, perché ho sbagliato". È questo il processo di imparare.
Ma quando tu non fai mai un passo di fede, perché tu rimani di là, il nemico celebra. Ma quando tu ascolti la voce, poi chiedi una seconda, una terza volta se tu hai dubbi. Sì. Ed è la volontà di Dio che tu abbia certezza, ma la certezza non è mai al cento per cento, no, così tu rischi qualcosa. Qualcosa tu rischi.
Ma quando tu fai il passo di fede, e quando tu decidi: "Io voglio scoprire tutto quello che Dio ha preparato per la mia vita" — vuol dire passo di fede dopo passo di fede — sempre di più tu diventi cambiato nell'immagine di Gesù Cristo. E tu, come membro della sposa, la sposa diventa un essere divino, e tu alla fine sei così innamorato, tu sei così innamorato che tu soltanto vuoi, tu non vedi l'ora di incontrare lo Sposo degli sposi. No, non perché tu vuoi fuggire qui dalla terra, eh, perché non ti piace qui sulla terra, ma perché tu sei così innamorato dello Sposo degli sposi. Lo vogliamo? Lo vogliamo, lo vogliamo. Amen.
Sento di finire qui, e prego che... perché sento che lo Spirito Santo adesso sta parlando nei nostri cuori, sta parlando grandemente adesso, perché questa è la cosa: lo Spirito Santo adesso ti vuole dare una rivelazione di questa verità, dell'amore divino, dell'amore divino per la tua vita.
Grazie Padre che tu hai parlato in ogni cuore in questo giorno, adesso. E dico grazie per il seme che tu hai messo nei nostri cuori, che dà il frutto come tu lo vuoi, secondo il tuo concetto. Grazie Padre, grazie Gesù, grazie Spirito Santo. E io sigillo ogni cosa che tu hai dato in questa mattina, che il nemico non possa rubare niente, nulla, ma possiamo ognuno di noi sperimentare la tua gloria infinita. Amen. Il Signore vi benedica grandemente.