Un bambino ci è nato

Prendiamo ancora un po' di tempo per la parola. Vogliamo rimanere ancora sul filo di quello che è la nascita dei bambini, la crescita e il loro sviluppo anche fisico oltre che spirituale. Nel libro di Isaia leggiamo dalla parola di Dio il capitolo 9, leggiamo il verso 5 e il verso 6. Isaia capitolo 9, dal verso 5.

«Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato. Sulle sue spalle riposerà l'impero e sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace. Non ci sarà fine all'incremento del suo impero e pace sul trono di Davide e sul suo regno, per stabilirlo fermamente e rafforzarlo mediante il giudizio e la giustizia, ora e sempre. Questo farà lo zelo dell'Eterno degli eserciti». Amen. Amen.

Circa 650 anni prima della venuta di Gesù, il profeta messianico Isaia parla di questo bambino riferito al Signore Gesù, dicendo che questo bambino sarà un bambino grande, un bambino dove riposerà l'impero, dove sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente. Che bambino è questo? Ora non abbiamo un altro motivo per cui questa mattina possiamo parlare, se non di questo bambino che è Gesù, dove noi abbiamo presentato anche questa mattina nel suo nome questi bambini. Ma cari, voglio che sappiate che Gesù non era escluso da quelle che erano le leggi di Mosè, le leggi dell'Eterno. Tanto è vero che nella parola di Dio, nell'evangelo di Luca, è stato fatto esattamente quello che noi abbiamo fatto questa mattina a riguardo di Gesù.

Perché dovete pure sapere che Gesù ha avuto la sua nascita, ed è stata universale: non ce n'è stata un'altra come lui. Possiamo dire di lui, come dice la Scrittura, che è nato da seme di donna, come dice in Genesi, sarebbe non seme di uomo, ma da generazione, dalla donna. E quindi di Gesù possiamo dire che lui si è fatto uomo, è sceso in mezzo a noi e intorno a lui si sono adempiute le Scritture riguardo al fatto che anche lui è stato presentato, come dice la Scrittura in Luca al capitolo 2: «Quando poi furono compiuti i giorni della purificazione di lei secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore».

Questo fu fatto anche intorno a Gesù nella sua natura umana, da che venne il giorno in cui nacque Gesù. Lui era vero uomo, era un vero bambino, era un vero adolescente, era un giovane, dove non sentiamo parlare molto riguardo alla sua infanzia, riguardo alla sua adolescenza. Sappiamo soltanto che quando i genitori andarono per la festa di Gerusalemme e non trovarono Gesù nella comitiva, allora si verificò questo fatto, che Gesù dodicenne stava in mezzo ai dottori della legge e parlava con loro. E quindi già il Signore lo stava benedicendo, perché era chiaro che i genitori ancora non tutto avevano capito di quello che sarebbe stato il suo ministerio, il suo compito.

E dice la Scrittura, questo conosciamo da ciò che sta scritto, che Gesù cresceva in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini. Così cresceva Gesù. Non era un bambino speciale, era soltanto un ragazzo che cresceva in sapienza sotto l'aspetto spirituale, poi in statura fisicamente come tutti noi, e in grazia in quella che è la sapienza di Dio. Queste erano quelle poche parole che conosciamo. Poi lui ha il suo ministerio come uomo.

Questo bambino che noi leggiamo in Isaia è quel bambino che, crescendo in una vita naturale in mezzo agli uomini, è cresciuto con tutte quelle che sono le manifestazioni che ci sono nella persona normale. Questo Gesù era quel Gesù che si rallegrava, quel Gesù che piangeva, quel Gesù che era dispiaciuto davanti all'ipocrisia degli uomini, quel Gesù che fu battezzato da Giovanni. E allora uno si chiederà e dice: "Ma se Gesù era senza peccato, perché si è fatto battezzare?". Perché chi andava da Giovanni, andava per confessare i suoi peccati. E poi si battezzava da grande, perché doveva essere cosciente: un bambino piccolino di mesi non può confessare i suoi peccati.

E quindi il battesimo viene attraverso le persone che coscientemente confessano, si ravvedono del proprio peccato, della propria vita, e poi confessano Gesù come Salvatore della propria vita, come colui che dona la liberazione, la salvezza, la guarigione e la luce, oltre che la pace interiore. E questa è un'esperienza che fanno soltanto quelli che conoscono il Signore, che hanno vita nel Signore. Tu dici: "Ma pure noi conosciamo?". Certo, in Italia ci sono 60 milioni di cristiani, ma non conoscono Dio. Non tutti lo conoscono. Qualche volta anche la religione ci porta a non conoscere Dio, perché pensiamo che la nostra religione non solo ci porti salvezza, ma ci faccia conoscere Dio. Ma così non è.

Pensate che c'era un sacerdote nell'Antico Testamento che si chiamava Eli e che aveva due figli, Ofni e Fineas. Questi due figli, dice la Scrittura, erano malvagi ed erano sacerdoti. Stavano nel tabernacolo del Signore, ma la Bibbia dice che non conoscevano Dio. Mai possibile una cosa del genere? Sacerdoti, servivano nel tempio e non conoscevano Dio. E anche questo è vero, è una verità, perché questi bambini alla piccola età non erano cresciuti secondo la disciplina del Signore.

Tanto è vero che Dio disse un giorno a Samuele, perché Samuele fu un bambino cresciuto da una donna sterile. Samuele era un bambino che sapeva ascoltare già da bambino la voce del suo Dio, perché sua madre lo aveva educato ad ascoltare la voce, a ubbidire. Sua madre lo aveva cresciuto per presentarlo a Dio come figlio unico, primogenito: lo presentò al Signore, ma è cresciuto fra le braccia della sua mamma. E poi, a una tenerissima età, Samuele doveva essere lasciato, perché la madre lo aveva consacrato a Dio con promessa, dicendo: "Se tu mi darai un figlio maschio, io lo darò a te".

Questo dovrebbe essere tutto il sentimento di ogni mamma, di ogni papà: di lasciarli, i figli, nelle mani del Signore. E questo bambino, quando cresceva in questo tempio, in questo tabernacolo, con questo sacerdote, aveva già cominciato a conoscere piano piano cosa significa ubbidienza, cosa significa sentire, ascoltare la voce di Dio. E questo è importante, quando i genitori si applicano fin dalla tenera età a fargli comprendere chi è il Signore Gesù, dov'è il senso della vita, come disciplinarlo: non metterli ore vicino al telefonino, ma raccontargli la storia di Cristo, raccontargli la vita di Gesù, raccontargli di quello che è la storia di colui che ha salvato tutti noi attraverso il suo sacrificio.

Così noi vediamo che Gesù si lascia battezzare da Giovanni. Chi è questo Giovanni? Tutti sappiamo la storia di Giovanni? Penso di sì. Anche Giovanni fu concepito in un'età che non c'era, secondo la medicina, possibilità di concepire un bambino nella tarda età. I genitori ormai, Zaccaria ed Elisabetta, erano molto ma molto avanti in età. E la Scrittura dice, nell'evangelo di Luca, e lo vogliamo leggere, che questi genitori servivano Dio, erano irreprensibili nella legge del Signore e non avevano figli: Elisabetta era sterile.

E voi vedete nella Bibbia tutti i bambini prodigi, grandi giganti della fede: alcuni di loro nascevano da donne sterili. Se pensate, la moglie di Abramo, Sara, era sterile; Rebecca era sterile; Rachele era sterile e nasceva un Giuseppe. E poi possiamo andare avanti. E qui vediamo anche nella parola di Dio che Giovanni Battista nasce da una donna sterile, ma molto avanti nell'età. Questi sono i miracoli che Dio fa, e questi genitori hanno pregato una vita per ricevere un bambino, ma non l'hanno ricevuto.

E allora tu dici: Dio non ha risposto alla preghiera di questo sacerdote, di questo Zaccaria e anche di sua moglie. Ma noi sappiamo che Dio risponde alle preghiere, perché Dio è fedele. Ma tu dici: "Ma qui non ha risposto?". Sì, certo che ha risposto, come no? Perché Dio si prende del tempo per rispondere: ci può mettere un giorno, un mese, un anno, decine di anni come in questo caso.

Oppure come nel caso mio, perché questa notte verso l'una ho fatto un gesto particolare girandomi nel letto, da che soffro di cervicali, e ho capito subito che la stanza non era più quella: girava tutto intorno. Ho detto: "Signore, questo significa per me domani non essere al culto, questo significa rimanere con gli occhi chiusi, come alcune volte mi succede, e devo soltanto chiudere gli occhi non muovendomi, perché mi prendono anche i crampi allo stomaco con vomito". E allora ho detto: "Ma io domani mattina vorrei stare al culto". E allora ho fatto solo una preghiera. Ho detto: le altre volte sono stato ore e qualche volta qualche giorno coricato, prima che passasse questo cervicale.

Poi ieri era caldissimo, aria condizionata della macchina, aria condizionata in una casa, insomma, sapete come funziona. Allora ho detto soltanto: "Signore, guariscimi, perché anche questo hai portato sulla croce", come dice Isaia 53, che Gesù ha portato le nostre malattie, i nostri dolori. Mi sono addormentato. Quando ho aperto gli occhi dopo qualche ora, la stanza era sempre quella: questa volta non si era mossa. E ho detto: "Signore, grazie". Questa è la risposta più veloce che potevo ricevere, riguardo a un'altra risposta che ho ricevuto quando mi sono convertito.

E così vediamo che Dio risponde alle nostre preghiere, come è successo a questi. Allora, la Scrittura dice che l'angelo del Signore va a trovare Zaccaria quando lui era nel tempio a pregare, a presentare il sacrificio della sera, perché era il suo turno di sacerdote. E l'angelo gli dice: «Zaccaria, non temere, perché la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti partorirà un figlio, al quale porrai nome Giovanni».

Giovanni. La tua preghiera è stata esaudita. "Signore, che preghiera può essere esaudita?", avrebbe detto Zaccaria, "sicuramente ho più di 80 anni, e mia moglie. E quale preghiera?". Perché lui aveva pregato per un bambino, però poi, quando ha visto che non c'era più nessuna possibilità, anche fisicamente parlando secondo la scienza, allora ha smesso di pregare. Ma la Scrittura dice che la tua preghiera è salita davanti a Dio come una ricordanza.

La fedeltà di Dio non è in discussione. Quello che conta è che noi continuiamo a credere: che non solo i bambini naturali, ma anche le anime, quelle spirituali, Dio le può condurre a lui anche in tarda età. Che la Chiesa possa concepire anime nuove che conoscono Dio, che conoscono la salvezza, perché non c'è un tempo nemmeno per questo.

E a motivo di questo vogliamo pur dire quanto sia importante che questo bambino Giovanni sia cresciuto anche lui in una maniera particolare. Miracolosamente è nato e miracolosamente ha portato avanti la sua vita. Era l'araldo della sua venuta, della venuta di Gesù, colui che ha annunciato la venuta di Gesù. Fra i nati di donna, dice la Scrittura, nessuno mai è nato come Giovanni Battista, grande come lui.

E uno si chiede: quando non c'è più speranza, quando ormai è tutto buio, com'è possibile che Dio possa intervenire? Dai forza alla tua preghiera e fede, perché tutto quello che chiedete pregando, dice la Scrittura attraverso la bocca di Gesù, credete di riceverlo e lo riceverete. Amen. E questa è la vera fede, che conosce attraverso un'intima comunione con Gesù, l'autore della nostra fede, colui che ci aiuta a credere e a sperare.

E a motivo di questo, anche questa mattina, vogliamo ricordarci di quelle che sono le preghiere dove il Signore risponde in maniera molto ma molto veloce: la preghiera, la confessione del peccato, la preghiera del perdono. Pensate che un uomo secondo il cuore di Dio, che si chiamava Davide, lui ha fatto un'esperienza particolare, anche questa un po' particolare, e lui ha sperimentato la bontà di Dio, la grazia di Dio, la potenza di Dio, i miracoli di Dio e il perdono di Dio in un momento. Ha lavorato un anno per nascondere un peccato gravissimo: adulterio e omicidio.

Voleva nascondere a tutti, ha trovato tante vie traverse per poter non far vedere il suo peccato. Ma davanti a Dio non possiamo nascondere il peccato, e nemmeno la nostra bontà, il nostro umanesimo. Perché l'uomo per natura dice: "Io non ho fatto grandi peccati". Lo dicono tutti. Nemmeno io ne facevo tanti, di peccati, prima di convertirmi: un semplice padre di famiglia, un lavoro, una macchina, una tranquillità. Che cosa potevo esigere di più?

Ma quando sono andato a Cristo, la luce, i miei occhi si sono aperti, gli occhi spirituali, e ho visto chi era il vero Davide, quello che nascondeva agli occhi degli altri. Perché agli occhi degli altri siamo tutti bravi: chi non mi conosceva poteva dire "no, è un bravo uomo, è un bravo operaio anche sul lavoro". Ma quante persone ho odiato? Quante persone avevo come risentimento nel cuore? E quante mancanze di perdono e quanti peccati che solo Dio conosce.

Non avevo paura, certamente avevo timore solo di confessarli quando vivevo sotto peccato, ma quando è venuta la luce di Cristo, allora ho dovuto confessare i miei peccati al Signore, perché senza confessione di peccato non c'è ravvedimento, non c'è salvezza. E Davide dice queste parole riguardo alla sua vita e alla sua esperienza.

Dice: «Beato colui la cui trasgressione è perdonata e il cui peccato è coperto! Beato l'uomo a cui l'Eterno non imputa l'iniquità e nel cui spirito non c'è inganno. Mentre tacevo, le mie ossa si consumavano fra i gemiti che facevo tutto il giorno, poiché giorno e notte la tua mano pesava su di me; il mio vigore era diventato simile all'arsura d'estate». E qui sta la chiave: «Davanti a te ho conosciuto il mio peccato, non ho coperto la mia iniquità. Ho detto: "Confesserò le mie trasgressioni all'Eterno", e tu hai perdonato il peccato del tuo servo». Ho confessato e tu hai perdonato.

Perché Dio non ci mette giorni per perdonare: basta che noi apriamo la bocca e confessiamo quello che sta nel cuore, quello che è nascosto. Perché sempre il salmista Davide dice, nel Salmo 139: «Dove me ne andrò lontano dalla tua presenza, Signore? Se vado in cielo, tu sei là; se vado sulla terra, tu sei là». Dove vado, tu sei sempre là. Ogni tenebra tu la fai diventare luce. Dissero un giorno gli apostoli: «Signore, dove ce ne andremo noi? Tu hai parole di vita eterna».

E questo è quello che per noi è importante. La nostra anima verrà nella pace soltanto nel momento in cui saremo liberati dalla vecchia natura, dal vecchio uomo. E il Signore fa grazia di porre la sua mano sulla nostra vita e di darci la certezza della vita eterna, perché sulla croce lui ha sofferto per te e per me.

Lui è venuto come un agnello sacrificale, e certamente verrà, questa volta non come sacrificio, ma come autore di salvezza per tutti coloro che credono. Credi nel Signore Gesù: questa è la parola di Dio. Fai l'esperienza di colui che ci ha amati e ha dato tutto se stesso per noi. Quel bambino, quel consolatore, colui che è il Consigliere ammirabile: lasciati consigliare da Gesù, perché lui ha in mano le fonti della vita, le fonti di ogni sorgente per noi.

Per questo noi questa mattina vogliamo concludere glorificando Dio, dando a lui tutta la lode e pregando il Signore, alla sua pazienza, perché egli è paziente affinché tutti gli uomini raggiungano la salvezza, il ravvedimento. E lui tarda la sua venuta proprio per noi e per quelli che ancora non hanno accettato Gesù nella loro vita. Lui è paziente, è benigno, è misericordioso, è pietoso, è lento all'ira, ma di grande bontà. E il Signore vuole benedirti ancora questa mattina. Così io voglio pregarvi di alzarvi in piedi e così di concludere questo servizio.

Vogliamo pregare. Signore, noi veniamo davanti alla tua presenza, veniamo nel glorioso nome di Cristo Gesù, che ha pagato, ci ha liberati dall'inganno, dal peccato, da ogni iniquità, perdonando ognuno di noi. E ti preghiamo ancora questa mattina che quella libertà a cui noi siamo stati chiamati possa produrre pace e salvezza interiore. Una benedizione particolare che scaturisce dal tuo trono possa avvenire su ogni anima qui presente, e ogni cuore sia toccato attraverso le tue compassioni che si rinnovano per noi ogni mattina.

Grande è la tua fedeltà, Signore. Fai grazia ancora, perché alla tua parola tu puoi mettere un sigillo, poiché tu hai detto che non sarebbe tornata a vuoto senza averla mandata ad effetto. E a motivo di questo noi crediamo nella tua misericordia, nella tua grazia, che tu ancora in questo giorno, Signore, possa continuare a rimanere con noi e a benedire il resto di questa giornata, tutti quanti, o Signore, che hanno ascoltato, facendo sì che alcuni che torneranno alle loro dimore, che tu li possa benedire, proteggere e ancora preservare. Grazie per il sangue di Cristo, Padre. A te questa mattina vogliamo lasciare tutta la lode, tutta l'adorazione del nostro cuore, nel nome di Gesù. Amen. Amen.