Lo sposo è alle porte

Alleluia. Maranatha, Gesù viene. Ma ci credete che viene? Poche mani alzate. Dice: "Ma gli altri, vabbè, fratelli, lo sappiamo già che viene".

E quando l'altro giorno leggevo questo passo che sto per leggere, Matteo 25, riguarda la parabola delle dieci vergini che tutti conosciamo. Fa effetto anche a me, perché dopo averlo letto tante volte è chiaro come voglio, non dico inculcarvi, ma voglio almeno, per quelli che dimenticano, che la parola di Dio non è una parola di ieri, ma è una parola di oggi, è una parola di domani.

E tanti uomini hanno sempre asserito le stesse cose che, come ho detto prima, pur avendo letto la parola tante volte o averla ascoltata. A me succede, come è successo qualche volta, che vengono fratelli da fuori, tirano fuori una predicazione e vedi che c'è una nuova rivelazione, e tu dici a te stesso: "Questo non lo sapevo". È bello come il Signore illumina quando vuol parlare alla chiesa.

Che per quanto concerne il ritorno di Gesù, non solo non se ne parla nelle chiese mondiali evangeliche ed è scritto, non solo perché siamo dormienti, ma è anche questo quel pensiero che non ci segue per essere convinti oggi che la nostra generazione è quella che vive senza ombra di dubbio. Non perché ho letto da qualche parte che un giovane, stava scritto, un giovane che era l'uomo più intelligente del mondo credente ha detto che Gesù torna presto. Abbiamo bisogno di uomini intelligenti che ci dicono questo, o sentiamo nel cuore, senza che alcuno ci dica: "Verrà, non verrà, è il tempo, non è il tempo, verrà prima, verrà dopo la tribolazione"? Non è questo.

E perché? Se uno legge la parola di Dio, ascolta la voce dello Spirito Santo e la realtà, come ha detto prima Michael, dei tempi che noi viviamo, è evidente che Gesù debba dire, come lui stesso ha detto: «Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino». Anzi, si corregge Gesù: «Anzi, è alle porte». Pensare che egli è vicino. Dice: beh, rispetto a duemila anni fa, tutti pensavano, se si svegliano i fratelli di Tessalonica che aspettavano da un momento all'altro il ritorno di Gesù, e se si svegliano oggi, dico: "Ma sono passati duemila anni? Tutti noi abbiamo creduto che Gesù torna".

Ma quello che noi oggi conosciamo è il mistero della parola, il mistero di Cristo, il mistero dell'evangelo, che non era stato ancora rivelato, ma oggi è stato rivelato a noi, nemmeno ai profeti, e la parola dice nemmeno agli angeli. Vedete di quale privilegio il Signore ci ha riservato: di sapere che l'adempimento dei tempi, e noi oggi siamo testimoni di tutto il capitolo 24 di Matteo e del capitolo 25, dove Gesù, attraverso questa parabola, ci dice chiaramente una cosa importante. La leggiamo dal verso 1 al verso 13.

«Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini, le quali presero le loro lampade e uscirono fuori a incontrare lo sposo. Or cinque di loro erano avvedute e cinque stolte. Le stolte, nel prendere le loro lampade, non presero con sé l'olio; le avvedute invece, insieme alle lampade, presero anche l'olio nei loro vasi. Ora, siccome lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.

E sulla mezzanotte si levò un grido: "Ecco, arriva lo sposo, uscitegli incontro". Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle avvedute: "Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade stanno per spegnersi". Ma le avvedute, rispondendo, dissero: "No, perché non basterebbe né a noi né a voi; andate piuttosto dai venditori e compratene". Ora, mentre quelle andavano a comprarne, arrivò lo sposo; le vergini che erano pronte entrarono con lui per le nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi giunsero anche le altre vergini, dicendo: "Signore, signore, aprici!". Ma egli, rispondendo, disse: "In verità vi dico: non vi conosco". Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora in cui il Figlio dell'uomo verrà». Amen. Amen.

Non dice la scrittura: "Verranno i tempi dove non saprete discernere". No, dice: «Non sapete il giorno e l'ora», ma i tempi li conosciamo. Il tempo lo conosciamo, perché se siamo consapevoli del capitolo 24, di tutto ciò che Gesù ha detto, allora i tempi sono più che maturi. E non soltanto ciò che Gesù ha detto: «Sappiate che egli è vicino», giacché i tempi sono maturi. Guardate al fico, fa questo esempio, ma dice: alle porte. È più vicino di quanto noi pensiamo, ma non lo pensiamo.

E allora, mentre io meditavo su questo passo, il Signore mi parla con un altro verso della scrittura, e mi sono emozionato. Isaia 53 al verso 1 dice: «Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione? E a chi è stato rivelato il braccio dell'Eterno?». Poi ho potuto continuare, ma lì mi sono fermato e ho detto a me stesso: chi crederà, dopo aver predicato questo passo, che Gesù può tornare stasera? Chi crederà nella chiesa? Pochissimi. Nessuno quasi è convinto che Gesù torna.

E sapete perché? Perché i nostri tempi ci dimostrano che noi viviamo come se Gesù non dovesse mai tornare. Troppo attaccati ai beni, troppo attaccati alle cose di questa vita: programmi, acquisti, futuri naturali, eredità, tutte quelle cose che offuscano. Poi Gesù viene in un momento, viene. E mi ricordo quella parabola di quell'uomo ricco: farò dei granai, farò questo, farò quest'altro. E il Signore, come alle vergini stolte, dice: stolto, questa notte stessa la tua anima sarà ridomandata. Di chi saranno i tuoi beni, i tuoi programmi, il tuo futuro, i tuoi pronostici?

Fermiamoci un momento, perché se crediamo ciò che Gesù ha detto attraverso questa parabola, allora noi non vivremo più come persone naturali. Dice: come, fratello, come dobbiamo vivere? Dobbiamo vivere come persone spirituali, che hanno lo sguardo fisso. E allora, cosa dobbiamo fare? E io ho chiesto prima a me stesso: per non addormentarmi, perché c'è questo pericolo di addormentarsi.

Perché qui erano tutte e dieci vergini, tutte e dieci credenti, tutte e dieci avevano acceso le lampade, tutte e dieci, dice la scrittura, si erano preparate per andare incontro allo sposo. Tutte e dieci si addormentarono. Qual era la differenza? La vedremo più tardi. Che nel prepararsi, comincia con le stolte: «Le stolte, nel prendere le loro lampade, non presero con sé l'olio; le avvedute presero le lampade e i vasi con l'olio».

Che è successo? Va bene, siamo pronti, potevano dire. Ma la scrittura dice: «Ora, siccome lo sposo tardava», tardava. Signore, perché tardi? Non devi tardare. Ma Gesù veramente tarda? Dio veramente tarda nei suoi progetti, nei suoi piani? Eppure la scrittura ci dice che il Signore ci suggerisce di pregare: Signore, vieni presto, come sta scritto in Apocalisse: Gesù, vieni presto.

Allora vi confesso qualcosa che voi non potete nemmeno credere, ma può darsi che mi credete: la mia preghiera oggi non è "Gesù, vieni presto", benché la scrittura dice di aspettare il Signore con pazienza e di pregare "Gesù, vieni presto". La mia preghiera è, e ve lo dico col cuore: Gesù, non venire. Gesù, non venire. Perché intorno a me ci sono anime che non hanno deciso per Cristo. Ci sono figli, nipoti, padri, madri, sorelle, fratelli che ancora non hanno fatto. Ma se tu, Gesù, dovessi tornare oggi, che sarà di questi nostri giovani, di questi nostri parenti che stanno nella carne, di queste nostre anime che si sono allontanate dalla chiesa, di quelli che vengono in chiesa da tanti anni ma che non fanno parte della chiesa, fanno solo presenza? Che sarà di loro se tu torni adesso?

E questo è quello che mi porta un'angoscia nell'anima, e non riesco a dire: "Signore, vieni presto". Contraddico la tua volontà, la tua preghiera, ma io sento. Una madre che ha un figlio che vive nel mondo, una figlia, un parente, sente il peso di quell'anima; o pensa in se stesso e dice: "Sì, ma un giorno verrà il Signore, il Signore me l'ha rivelato, c'è pure una promessa, dice tu e la casa tua". Attenzione, perché noi non viviamo di emozione, di sentimenti, perché attraverso la parola possiamo crearci un nostro castello, ma la parola si regge a trecentosessanta gradi.

Ed ecco perché è importante. Se Gesù torna oggi, e nessuno sa. Nessuno sa, dice Gesù, non lo sa nessuno, non lo sanno nemmeno gli angeli, non lo sa nemmeno il Figlio dell'uomo. Finché Gesù era uomo sulla terra, realmente non sapeva quando era il giorno e l'ora. Dici tu: come, Gesù non lo sapeva? No, certo, adesso lo sa, perché nella gloria è alla destra del Padre: Gesù uomo e Gesù Dio nello stesso tempo.

Ma, Signore, non venire, per favore, tarda. Ma io leggo un'altra realtà, e questo ancora di più mi preoccupa, perché so che Gesù non tarda. Ma è la mia preghiera per le anime perdute, per i nostri giovani che hanno scambiato il tempo di dare un po' alla parola, al messaggio, di perdere ore, ore, ore in tutto ciò che è vanità.

L'apostolo Pietro ci raccomanda in seconda Pietro. Quella parola è troppo forte, perché gli scettici la potranno ignorare, e anche nella nostra stessa realtà evangelica. Ma Pietro si ricorda e dice, in seconda Pietro al capitolo 3 al verso 9: «Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di noi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento». Amen. Preghiamo: se siete con me, Signore, non venire adesso.

Benché tu potresti essere certo che, se viene il Signore, sarai portato con lui sulle nuvole, come dice la scrittura, sarai rapito, farai parte della prima resurrezione e potrai montare un altro castello con la parola. Va bene, ti sentirei certo. Ma se Gesù dovesse chiederti, tu certo dici: "Signore, io sono salvato e aspetto che tu torni". E intorno a te? Quel fratello stava nell'aereo, stava lì, e dall'aereo il pilota comunicò che le cose stavano andando male e che l'aereo poteva precipitare da un momento all'altro.

E questo fratello cominciò a rallegrarsi, a gioire. Beato lui, perché diceva a se stesso: "Ah, Signore, adesso io sarò con te. Quando quest'aereo non ci sarà più, nessun vivente, io sarò con te". E credo che il Signore abbia detto anche a lui: stolto, guardati intorno, vedi quante anime stanno in questo aereo perdute? Piuttosto prega, perché io ti possa dire qual è il problema di quest'aereo, perché questo non potesse precipitare. E il Signore gli rivelò il problema, che poi comunicò al pilota, e il problema si è risolto. Ma per lui fu una grande lezione di egoismo, perché diceva: "No, io vado in cielo", e intorno a te, e intorno a noi.

Ma che mi importa? Non ne vogliono sapere. Ho parlato al vicino e mi ignora. Ho parlato a mio marito, ho parlato a mia moglie, non ne vogliono sapere. I miei figli ormai stanno andando nel mondo, non ci vogliono nemmeno pensare. Questo è il ragionamento che poi viene, ma ti viene di dire: "Signore, torna presto". Benché il Signore non ritarda l'adempimento, però lui vuole che tutti vengano a ravvedimento: e tu non lo vuoi? Allora, se lo vuoi, andiamo avanti con la parola di Dio.

«Sulla mezzanotte si levò un grido: "Ecco, arriva lo sposo, uscitegli incontro"». Perché sulla mezzanotte? Benché la parola dice che il Signore potrebbe tornare la mattina, il pomeriggio, al cantar del gallo. Ma questa mezzanotte è il periodo buio dell'umanità, è il periodo buio della chiesa, è il periodo dove a mezzanotte si dorme, spiritualmente parlando.

E la parola dice: si levò un grido. Ho sempre cercato di capire: Signore, ma chi è che grida, se tutti stanno dormendo? Da dove si leva questa voce che grida? Ho cercato di capire, ho cercato di immaginare, e ho pensato: ma ci saranno quelli che vegliano, come dice Isaia, che la sentinella sta sulle mura di Gerusalemme. Ci sarà qualcuno che griderà e dirà alla chiesa dormente: "Sveglia! Gesù torna, Gesù viene". E la scrittura dice che proprio nel periodo buio, quando tutti dormono, quando nessuno se l'aspetta, si levò un grido: «Ecco, arriva lo sposo».

Ecco, ripeto: lo potresti mettere, per favore, sullo schermo, il verso 6 del capitolo 25. C'è una parola, un avverbio. Io non sono professore di italiano, la sorella Raffaella sì, però mi sono interessato, perché mi interessa quando leggo la parola, quell'«ecco, arriva lo sposo». Questa parola, ecco, la puoi mettere davanti a tanti discorsi: ecco, te l'avevo detto; ecco quello che ti avevo. Ecco significa qualcosa che è vicino, qualcosa che sta per essere presentato.

Ecco, non l'hanno messo così, a occhio, perché anche in Apocalisse al capitolo 1, anche lì troviamo la stessa parola. Ma quando la troviamo? Per caso, mentre stavo pregando, il Signore ha messo davanti anche a me questo verso. In Apocalisse al capitolo 1 dice la scrittura che Gesù parla, sta parlando alla chiesa, e al verso 7 dice: «Ecco, egli viene con le nuvole, e ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo hanno trafitto, e tutte le tribù della terra faranno cordoglio per lui. Sì, amen». Dice la scrittura: ecco, egli viene.

E così troviamo che arriva lo sposo, ma non è ancora arrivato. Non dice "è arrivato", no: arriva. Ancora nella sua misericordia, nella sua compassione, Dio ci dà il tempo, non so quanto tempo, ma arriva. C'è qualcuno che guarda lontano, però lo vede e dice: "Sta arrivando, che facciamo?". Perché arriva, e questo è buono per noi.

«Uscitegli incontro». Basta, non aspettate più, andate voi incontro, muovetevi, perché se vi fermate e aspettate ciò che ancora non è arrivato, vi potrete addormentare di nuovo. Uscitegli incontro: la chiesa si deve muovere. Quattromila opuscoli. Magari qualcuno dice: sono un po' di soldi sprecati. Non sono troppi soldi sprecati.

Spendere quattrocento euro per quattromila opuscoli non è troppo. E se con quattromila opuscoli si converte un'anima, una, che paragone faresti? Che un'anima vale quattrocento euro di spesa? E qual è il valore di un'anima? Quante volte lo leggiamo? Non c'è un valore di un'anima, non c'è. Ma qualcuno si spaventa.

Ninive era una grande città, ed erano centoventimila anime che non sapevano distinguere la destra dalla sinistra. E il Signore mandò Giona a predicare, perché c'era tanta malvagità. Centoventimila. A Brindisi siamo centomila, solo Brindisi. Se stampiamo quattromila opuscoli, sono una piccola percentuale. Vorremmo distribuirli a tutti, non ce la…

facciamo. Ma l'opuscolo è qualcosa di cui uno dice: come devo approcciarmi a un'anima? Gli do un opuscolo e dico: prego, io sono cristiano evangelico. Diversamente non erano i tempi di Paolo, di Pietro, degli apostoli: non c'erano opuscoli, non c'era online, non c'era internet, non c'era niente.

Ma che cosa spingeva questi uomini ad evangelizzare il mondo senza mezzi, senza tecnologia? C'era il fuoco dentro che bruciava, e quando tu con una piccola fiamma incendi un bosco... E allora questo era quello che c'era e quello che avevano queste dieci vergini, che pur si sono addormentate, ma le cinque avevano l'olio. Allora, avete capito qual era la differenza fra le cinque vergini stolte e le avvedute? L'olio. Quella era l'unica differenza: che le cinque avvedute avevano l'olio e i vasi dell'olio.

Le donne sapienti, le donne sagge, il credente saggio sapevano che il solo olio della lampada... Non sappiamo quanto tarda lo sposo, ma se la lampada si spegne, come facciamo? Ma l'olio, che rappresenta lo Spirito Santo, è lo stesso olio che Eliseo disse a quella vedova: «Riempi i vasi, perché senza olio i tuoi debiti rimarranno e tu sarai venduto con tutti i tuoi figli».

E quanti cristiani non vogliono comprendere che senza olio il tuo debito, il tuo peccato, la tua natura vecchia è rimasta e rimane, e non puoi essere sollevato. E tu dici: "Ma io sono un credente, sono stato battezzato". Lo erano anche le stolte, ma col tempo avevano perso il loro olio. Il mondo li aveva accecati. Le spine avevano soffocato il seme della parola: non pregavano più, non leggevano più la parola, non ubbidivano, non erano sensibili, e l'olio si era perso. Nel momento in cui l'olio doveva servire, non ne avevano più.

Ma ci possiamo fermare, cari fratelli, a che cosa? Al fatto che, quando arrivò lo sposo e dicevano "uscite a incontrarlo", tutte si destarono, ma poi quelle che non avevano l'olio dissero alle avvedute: "Dateci del vostro olio". Come possiamo dare noi dell'olio a chi non ne ha? È un dono di Dio. Lo Spirito Santo è quell'olio che ci ravviva, che ci ha dato una nuova vita, che ci ha dato una testimonianza, che ci ha dato la luce, che ci ha dato la rivelazione, che ci ha dato il cambiamento della nostra stessa natura, che ci ha liberato dal peccato: lo fa solo quell'olio.

Non so che cosa è successo nel loro cuore, perché la Scrittura dice che mentre andavano a comprarne — perché le avvedute dissero: "Andate" — mentre andavano, dice la Scrittura, arriva lo sposo. Quelle che erano pronte, che avevano l'olio, entrarono. E la porta fu chiusa. La porta fu chiusa.

Signore, ma quelli si sono dati da fare, hanno riconosciuto che si sono addormentati e sono andati a procurarsi dell'olio. Ma la porta è stata chiusa. Hanno bussato, hanno detto: "Signore, Signore, aprici, stiamo qui". Ma non si poteva aprire quella porta. Perché non è stata aperta quella porta?

Quando Noè ha predicato ai suoi tempi, anche per lui vale la parola: chi ha creduto alla predicazione di Noè, chi ha creduto alla predicazione di Mosè, chi ha creduto alla predicazione di Gesù, chi ha creduto? Ma c'è sempre una scadenza, benché il Signore sia paziente. Ma sapete qual è il problema di queste vergini stolte? E io mi auguro che nessun credente di questa, e non solo di questa chiesa... Hanno disprezzato l'opera dello Spirito Santo.

Se tu parli di bestemmia contro lo Spirito Santo, che non sarà perdonata, ricordati: è una questione di incredulità. E per questo Gesù dice: «Tutto sarà perdonato, anche la bestemmia contro il Figlio dell'uomo, ma contro lo Spirito Santo non sarà perdonato». L'incredulità non è stata mai perdonata.

Allora, arriviamo al dunque. La porta fu chiusa. Ai tempi di Noè fu Dio stesso a chiudere la porta, non la chiuse Noè. Noè ha predicato per tutti quegli anni, finché l'arca fu completa, ma Dio chiuse la porta, perché quegli uomini disprezzarono la predicazione di Noè. "Ma Signore, aprici": non ci sarà più quel tempo. Una volta che Gesù torna, prende la chiesa, la porta con sé, non ci sarà più questo tempo.

Quelli che rimarranno su questa terra si chiederanno... Io sono convinto che non credono. Tanti cristiani non credono a questo ritorno del Signore, non credono al rapimento, perché vivono come se non ci sarà mai questo, e allo stesso tempo non hanno nemmeno il desiderio di guardare come sarà il regno di Dio, il regno millenario di Gesù. Perché Gesù tornerà per prendere la Chiesa e ritornerà un'altra volta con la Chiesa, per regnare mille anni sulla terra, dove non ci sarà più malvagità.

Non ti incuriosisce questo fatto, non ti mette un desiderio nel cuore? È bello vedere che un leone sta con l'agnello, che un bambino si siede insieme a un aspide velenoso e quello non lo tocca; vedere i leoni e gli animali selvaggi che mangiano l'erba come il bue; vedere gli alberi che emanano un profumo e un frutto fuori di quello che è il naturale. Si ritorna a quello che è il primo paradiso, no? La prima terra, dove tutto era puro. Non vorresti vederli quei tempi? Oggi la natura è malvagia, la natura ormai è in ribellione.

Ma credo a queste parole della Scrittura, che il Signore sta tardando volutamente. Sì, cari fratelli, perché qualcuno si era fatto l'idea: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto". Anche oggi è la stessa cosa: "Signore, se tu fossi stato qui, si sarebbero convertiti tutti". Non è questo.

Quando Gesù ha saputo la notizia di Lazzaro, disse ai discepoli: "Dobbiamo andare di là, perché Lazzaro dorme". E sapevano i discepoli che era pericoloso, perché i Giudei cercavano la morte di Gesù. Ma Gesù disse: "Non vi preoccupate". Lazzaro è morto; ma se è morto, perché dobbiamo andare? Ormai è morto. Non ti convincere che le anime ormai sono perdute, che nella tua casa chi è perduto è perduto, che nella tua famiglia ormai non c'è più niente da fare.

Gesù non tarda. E perché noi abbiamo a cuore di poter gridare e dire al Signore: "Signore, salva! Signore, salva, manda un potente risveglio!". Perché non saranno le nostre forze naturali, la nostra tecnologia, i nostri pulpiti trasformati, le nostre marce su Roma, tutto quello che facciamo e che a noi sembra tutto apparentemente spirituale.

L'adempimento della sua promessa è che le anime si ravvedano, e non si ravvedono in altro modo se non con lo Spirito, con quell'olio che la Scrittura ci insegna. E quando verrà lo Spirito Santo, convincerà l'uomo di peccato, di giustizia e di giudizio. Non trovate, non cercate vie traverse.

Siamo tutti contenti delle belle testimonianze, dei bei sermoni, delle belle predicazioni che ascoltiamo sui telefonini, e diciamo: quel fratello, quella sorella, come predicano! E ci riempie il cuore tutte queste belle predicazioni. Mai, benché tutta questa propaganda — così la chiamo io — mai si è visto tante anime che si perdono nella stessa chiesa, che se ne vanno, perché non riescono, non trovano, perché sono le emozioni, i sentimenti. Non c'è l'olio, l'olio no.

L'olio mantiene pure gli alimenti, e così è che l'olio mantiene la vita di ognuno di noi: è l'olio che dà vita. E così, fratelli, credo che l'ultima esortazione — e non sarà l'ultima, ma sarà un'altra finché Gesù torna, perché Gesù lo ha ripetuto più volte — è questa: «Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora in cui il Figlio dell'uomo verrà». La conclusione di questo discorso, di questa parabola e di tutto il discorso profetico di Gesù si chiude con queste parole: «Vegliate».

Vegliate, non lasciatevi addormentare, state svegli, perché quando sentirete quel grido, tutto sarà pronto. Non lasciatevi derubare dell'olio, non lasciate che le vostre lampade si spengano. Tenetele accese e portatevi la riserva sempre. Può succedere che ci addormentiamo un periodo della nostra vita, ma non abbiamo sprecato l'olio; e quindi per questo abbiamo bisogno di quel timore di Dio che ci fa credere.

Quando nessuno se l'aspetta... Gesù fa questi esempi, Gesù fa l'esempio del ladro: se il ladro viene di notte e tu non vegli, ti porta via tutto. È sempre lo stesso motivo, che il Signore vuole che possiamo rimanere svegli, come la parola, la preghiera, la comunione fraterna, ed eliminare tutte quelle che sono le scorie che ancora stanno nella nostra vita, che ci impediscono di elevarci in volo come le aquile e raggiungere i luoghi celesti per ascoltare meglio la voce dello Spirito.

Che Dio faccia grazia alla Chiesa oggi. Ma non dimenticate, non vi fate pronostici, non vi fate pregiudizi: "Gesù non tornerà". Attenzione, Gesù potrà tornare in ogni momento, e proprio tornerà quando noi non lo pensiamo. Ma se nel nostro cuore sentiamo che Gesù può tornare, allora che cosa facciamo? Ci prepariamo.

Ci prepariamo, e quando siamo pronti, allora possiamo dire: "Signore, fa' tu l'opera, ma oggi abbiamo bisogno che tu mandi un potente risveglio dal cielo, perché tante anime intorno a noi non periscano, ma possano venire al ravvedimento". Tu sei l'esempio, la luce, per poter convincere queste anime che in noi Cristo ha messo l'olio, e quell'olio ci aiuta a rappresentare colui che ha dato la sua vita per tutti noi. A lui vogliamo dare gloria. Amen. Vogliamo alzarci in piedi?

Padre, noi veniamo, veniamo a te così come siamo, con nel cuore, o Signore, un solo desiderio: quello che tu, o Signore, attraverso la tua parola e la tua pazienza e il tuo amore e la tua misericordia e le tue compassioni, che si rinnovano per noi ogni mattina, attraverso di essa, o Signore, noi possiamo comprendere quanto sia importante ascoltare la tua voce, credere alle tue parole e far sì che possiamo essere sollecitati, essendo avvertiti, o Signore, del tuo ritorno; che la nostra vita possa cambiare, che il nostro sentiero, Signore, possa essere ancora di più illuminato, che la tua parola possa essere ancor di più desiderata.

Fame e sete e conoscenza di te in questi ultimi giorni, o Signore. Fai che la tua Chiesa, solo la tua Chiesa, possa venire, o Signore, da te, a piegarsi, a comprendere, ad avere un peso, Signore, per le anime. Nessuna illusione entri nel nostro cuore, ma soltanto la realtà di ciò che stiamo vivendo e di quello che è la promessa della tua parola, di far sì che un grido dal cuore possa raggiungere il trono della grazia, perché nella chiesa tu possa mandare piogge di benedizioni abbondanti, e che possiamo essere di quelli che gridano, che destano quelli che dormono e che sono luminari per le anime perdute.

Signore, ti preghiamo, fai grazia, perché possiamo vedere la tua luce risplendere ancora su di noi. Aiutaci così, o Signore, avvicinandoci a te. Nel nome di Gesù ti preghiamo ancora questa mattina: rimani, sigilla, rafferma tutto ciò che è stato ascoltato, perché nessuno possa dire che non abbiamo ascoltato, Signore; ma che la tua misericordia ci raggiunga e il tuo timore possa venire sulla nostra vita, per far sì che questo messaggio anche questa mattina possa essere sigillato nei nostri cuori e nelle nostre menti.

Padre, perché un cambiamento nel nostro cuore ci porti a dimostrare che tu realmente sei alla porta. Ti ringraziamo, Dio, per tutto ciò che fai con noi. Benedici tu questi cari e benedici questa assemblea e tutte le assemblee che si rivolgono a te, perché tu, o Signore, possa operare potentemente nelle nostre famiglie, nei nostri cuori. Ti benediciamo, Padre, anche questa mattina, chiedendoti una benedizione su tutti questi cari e di accompagnarci nelle nostre dimore sotto la tua protezione, nel nome di Gesù. Amen. Amen.