Dal bullismo alla libertà in Cristo

Nel Salmo 113, questa mattina il Signore mi ha concesso di meditare su una realtà che vorrei condividere con voi riguardo alla lode e all'adorazione che offriamo al Signore. E dice il Salmo 113: "Alleluia. Lodate, o servi dell'Eterno, lodate il nome dell'Eterno. Sia benedetto il nome dell'Eterno ora e per sempre. Dal sorgere del sole fino al suo tramonto sia lodato il nome dell'Eterno. L'Eterno è eccelso su tutte le nazioni. La sua gloria al di sopra dei cieli. Chi è simile all'Eterno? Il nostro Dio che abita nei luoghi altissimi, che si abbassa a guardare le cose che sono nei cieli e sulla terra, egli rialza il misero dalla polvere e solleva il bisognoso dalla spazzatura per farlo sedere coi principi, coi principi del suo popolo. Egli fa abitare la donna sterile in famiglia, quale madre felice di figli. Alleluia."

E questo era considerato un Alleluja, ovvero il modo in cui il popolo di Israele lodava e adorava, il modo in cui glorificava il nome di Dio durante la Pasqua, la Pentecoste e la festa delle capanne, nelle varie feste in cui citavano proprio dal Salmo 113 fino al Salmo 118. Probabilmente uno di questi inni fu cantato da Gesù insieme ai discepoli all'ultima cena prima di andare al monte degli Ulivi.

Ma la cosa bella che dice è che l'Eterno è eccelso su tutte le nazioni e che nessuno è pari a lui. Anche se può sembrare un Dio generico, un Dio troppo grande, un Dio troppo vasto, in realtà, come dice nella sua Parola, egli si abbassa a guardare sulla terra, rialza il misero dalla polvere e solleva il bisognoso dalla spazzatura. Egli si abbassa a considerare la condizione di quelli che eravamo noi prima di incontrarlo. Ed egli, gloria a Dio, ci ha valorizzati mediante la cosa che ha il massimo valore: ha dato suo Figlio per ognuno di noi. La cosa che egli ha dato di massimo valore per noi è suo Figlio Gesù Cristo. Amen.

Quindi noi questa mattina vogliamo anche noi fare l'Alleluja, ovvero lodare e celebrare questa Pasqua non materiale come calendario, questa Pasqua del suo sacrificio che egli ha compiuto per ognuno di noi. Amen.

## Testimonianza della sorella Lloide

Pace a tutti. È davvero una gioia poter essere questa mattina con voi. È bello poter ricordare quello che Dio ha fatto per noi. È bello e meraviglioso poter ricordare le meraviglie che compie e che continua a compiere ogni giorno nella nostra vita.

Se noi questa mattina siamo qui è per grazia sua. Tante volte diamo per scontate molte cose, le viviamo come se ci devono essere date per forza. Diamo tutto per dovuto, ma è soltanto la grazia di Dio che ci dà la possibilità di vivere tutto quello che sperimentiamo ogni giorno. Il fatto che noi questa mattina ci siamo svegliati e siamo venuti qui, che abbiamo avuto questa possibilità, che possiamo adorarlo liberamente è davvero una grazia di Dio.

Io questa mattina voglio condividere con voi come Dio si è manifestato nella mia vita, come il suo amore ha trasformato i miei pensieri, come il suo amore mi ha dato una nuova opportunità di vita, come il suo amore mi ha concesso una nuova visione di ciò che mi circondava.

Io sono nata e cresciuta in una famiglia di cristiani evangelici e per me leggere la Bibbia, cantare le lodi a Dio, andare in chiesa è stato sempre molto naturale. E lo facevo con gioia perché vedevo che c'era l'amore. Nei miei fratelli, nelle mie sorelle in Cristo, vedevo l'amore di Cristo. Vedevo quell'amore perfetto, vedevo quell'amore sacrificale di Gesù. E anche nella mia famiglia respiravo quest'amore in modo così puro. Soltanto che a un certo punto della mia vita ho iniziato a frequentare altri ambienti e negli altri ambienti che ho iniziato a frequentare, questo amore così buono ha lasciato spazio all'odio.

Perché io sono stata vittima di bullismo per tanti anni. A scuola i miei compagni di classe mi prendevano in giro, mi picchiavano, mi escludevano e tutto quello che mi sentivo dire non era riconducibile sicuramente all'amore, ma verso di me c'era un odio, un odio che io non riuscivo a spiegarmi, un odio che io non capivo da dove potesse venire. E più passava il tempo, più ci facevo caso e più credevo alle parole che venivano dette contro di me, a quelle parole di disprezzo, a quelle parole di odio, a quelle parole che dentro di me hanno iniziato a costruire una prigione, una prigione dalla quale non riuscivo più a uscirne. Era diventata una prigione con mura sempre più alte dalle quali non entrava più luce.

E io sono caduta in un periodo di grande depressione, ho avuto dei disturbi del comportamento alimentare e tutto quello che mi circondava era alimentare l'odio che mi veniva offerto. Quindi andavo nella mia stanza, chiudevo la porta, mi mettevo davanti allo specchio e ripetevo alla mia immagine riflessa tutte le parole cattive che i miei compagni mi dicevano. Tu non vali niente, la tua vita non ha senso, tu sei uno sbaglio. E queste parole giorno dopo giorno costruivano le mura in cui ero intrappolata.

Io pensavo di riuscire a risolvere questo problema da sola, soltanto che più passava il tempo, più i mesi passavano, più gli anni passavano e peggio stavo. Io pensavo di potermi appellare alle mie forze, alle mie capacità, che da un giorno all'altro sarebbe cambiato tutto, ma le mie forze non potevano venirmi in aiuto perché avevo bisogno di qualcuno che potesse veramente cambiare i miei pensieri, che potesse veramente cambiare il mio cuore, che potesse veramente trasformare i miei occhi. E questo era soltanto Gesù.

Soltanto che ancora non riuscivo a farlo mio. Io avevo sentito parlare di Gesù, avevo letto nella Bibbia di questo uomo meraviglioso che aveva fatto cose straordinarie, che aveva salvato tante persone, ma ancora non era diventato il mio Dio. Perché noi possiamo venire in chiesa, noi possiamo leggere la Bibbia, noi possiamo cantare le lodi a Dio, ma quel Dio rimane sempre un Dio intorno a noi e non dentro di noi.

Ma la nostra vita cambia soltanto quando quel Dio di cui noi leggiamo, di cui noi cantiamo, che noi vediamo intorno a noi, diventa il Dio che vive dentro di noi, diventa il re del nostro cuore.

Allora io una sera ho fatto una preghiera semplice. Ho detto: "Signore, diventa il re della mia vita. Io ti vedo intorno a me, ma non ti sento dentro di me. Io voglio che quell'amore che io vedo negli altri sia l'amore che io provo per me stessa. E affinché io possa amarmi è importante che io accetti quel sacrificio di amore che Gesù ha fatto quando è morto per ognuno di noi. Quel sangue che è stato versato per ognuno di noi, quel sangue che ha lavato i nostri peccati, quel sangue che ha cancellato ogni nostra afflizione, ogni parola cattiva, ogni condanna. L'ha cancellata."

E quindi noi vogliamo essere liberi. Vogliamo essere liberi nella mente, nei pensieri, nel cuore e vogliamo fare in modo che la nostra vita possa risuonare dei miracoli che Dio ha compiuto dentro di noi. Che noi possiamo essere un miracolo vivente, un miracolo che cammina affinché, ovunque andiamo, possiamo portare trasformazione. Noi siamo stati liberati per liberare.

Quando Dio è venuto nella nostra vita non ha concluso il suo lavoro, ma l'ha appena iniziato. Quindi noi siamo soltanto all'inizio di un proposito meraviglioso che Dio ha per ognuno di noi.

E quindi vogliamo continuare a camminare nella strada in cui Dio ci ha messo, nel posto in cui Dio ci ha posto, perché sicuramente non sarà facile, sarà difficile, ma abbiamo la certezza che lui c'è, che lui è dalla nostra parte, che lui non ci lascia soli, che lui non ci abbandona mai, che la sua potenza si dimostra perfetta nella nostra debolezza. E quindi quando noi ci sentiamo deboli, quando noi ci sentiamo senza forza, è proprio in quel momento che la potenza di Dio si dimostra perfetta dentro di noi.

E quindi talvolta ci facciamo trascinare da pensieri che non vengono da Dio, da circostanze che Dio sicuramente userà perché tutto coopera al bene di coloro che amano Dio. Quindi non temere della tua prova, ma ringrazia Dio anche per le tue difficoltà.

È facile dare lode a Dio quando tutto va bene, ma è più difficile dare lode a Dio quando le circostanze sono avverse. Ma noi dobbiamo imparare a dire grazie a Dio anche per le difficoltà, perché nelle difficoltà Dio ci forgia, ci trasforma affinché noi possiamo diventare diamanti che brillano di quella luce meravigliosa di Dio.

Soltanto con Dio noi possiamo guardare avanti. Soltanto con Dio noi possiamo recidere quelle catene che ci legano ancora al nostro passato, affinché il nostro presente possa cambiare e il nostro futuro possa essere migliore.

Noi talvolta vogliamo che il nostro futuro sia splendente, ma non possiamo avere un futuro splendente se noi non prendiamo oggi una decisione: quella di cambiare la nostra vita, quella di fare in modo che possiamo lasciarla ai piedi della croce, nelle mani di Dio, affinché lui possa trasformare il nostro cuore, affinché possa trasformare i nostri pensieri.

Ed è questo quello che Dio ha fatto nella mia vita. Io quel giorno ho messo nelle mani di Dio i miei problemi, lui ha trasformato i miei pensieri, lui ha cambiato il mio cuore e lui ha fatto in modo che potesse venire ad abitare nella mia vita, che potesse prendere il controllo dell'intera mia vita. Non soltanto un piccolo pezzo, ma il controllo intero della nostra vita.

E io ho preso la decisione di parlare di Dio a chiunque e lo faccio attraverso la musica, lo faccio cantando quello che Dio ha fatto nella mia vita, affinché tanti possano comprendere che quello che Dio ha fatto nella mia vita lo può fare nella loro vita. E nessuna vita è troppo rovinata per ricevere la grazia di Dio. Anzi, dove abbonda il peccato, la sua grazia sovrabbonda.

E quindi noi crediamo in questo e non c'è vita difficile che lui non possa trasformare, non c'è situazione difficile che lui non possa rinnovare.

## Testimonianza di Morgan

Siamo molto felici questa mattina di essere qui con voi. È bellissimo, è sempre un onore e una gioia riunirsi insieme al popolo di Dio per celebrare il Signore. Amen. È veramente vero che dove due o più persone sono riunite per celebrare il Signore, lì c'è il Signore stesso che dimora tra le lodi del suo popolo. Che cosa significa? Che Dio dimora tra le lodi del suo popolo? Significa che lì c'è Dio, c'è la vita di Dio.

E voglio dirvi una cosa: Dio non è uno statico, immobile, passivo. Dio è un fiume in piena. Dio è sempre all'opera. Dio è sempre attivo. Quindi che cosa significa? Significa che Dio dimora nelle sue lodi, che Dio è all'opera, che Dio compie miracoli tremendi dove tra le lodi del suo popolo.

Mi presento innanzitutto: io mi chiamo Morgan, sono di Torino, come sentite dall'accento. Io dico sempre che sono un torinese tutto, adottato da 7 anni, però sono originario di Pescara, che diciamo è centro-sud, centro Italia, però siamo più sicuramente affacciati verso il sud a livello culturale. Sono a Torino perché mia moglie, che adesso vi presento, è di Torino. Noi siamo sposati da 7 anni e 7 anni è il tempo anche in cui quel disegno che Dio mi aveva mostrato, che aveva messo nella mia vita, la missione con la quale serviamo, è nata.

Noi siamo missionari, evangelisti, siamo i responsabili di un'opera missionaria che si chiama Urban Vision, una missione evangelistica che lavora sia in Italia che all'estero. La nostra passione sono le nazioni e i popoli tutti per la gloria di Dio.

Da 7 anni abbiamo iniziato a parlare dell'amore di Gesù in tanti modi, e non solo. Poi abbiamo compreso l'importanza di andare nelle chiese, di formare la chiesa per aiutarla a uscire, perché talvolta stiamo troppo bene tra di noi, siamo proprio comodi. Però ho imparato e ho scoperto quanto è importante uscire fuori, perché il Signore non ci ha benedetto solo per stare bene noi, non ci ha salvati solo per godere della sua meravigliosa presenza, ma ci ha salvati affinché potessimo andare e fare la nostra parte.

E quindi 7 anni fa non solo ci siamo sposati, ma abbiamo iniziato a servire. Tutto è iniziato da un progetto molto semplice, con i senzatetto. Abbiamo iniziato a portare un tavolino, un bel pentolone, ci siamo messi alla stazione di Torino e abbiamo semplicemente iniziato a dare dei piatti e naturalmente loro venivano, iniziavamo a parlare di Gesù, dell'amore che avevamo trovato in lui. Abbiamo iniziato anche ad ascoltare quello che loro vivevano e lì potevamo ministrare.

E grazie a Dio in questi 7 anni abbiamo visto veramente la gloria di Dio, perché quando noi ci mettiamo all'opera e l'opera è sua, lui la porta avanti. Tante volte ci saremmo fermati perché è stancante, non è semplice, però questa mattina io sento proprio di dirti: non mollare, fratello, non mollare. Sorella, vai avanti, ricorda chi ti ha chiamato.

Nel periodo invernale e autunnale noi stiamo più a Torino, dove è la nostra base, e lì facciamo vari progetti più sociali ma con uno scopo evangelistico, cioè noi non facciamo solo il sociale, noi parliamo di Gesù. Quindi facciamo questo progetto per i senzatetto che in 7 anni è cresciuto tantissimo. Grazie a Dio adesso ci hanno donato un camper e questo ci permette di riscaldare le pietanze sul momento. Quest'anno abbiamo fatto un bellissimo lavoro perché abbiamo iniziato a dare le colazioni solidali e quindi le persone non si fermavano solo in un grande mercato di Torino che si chiama Porta Palazzo. Non si fermavano soltanto coloro che avevano bisogno, diciamo, ma anche gli anziani che volevano fare una chiacchierata e altre persone. È stato proprio un tempo di grazia dove le persone hanno udito e da questo progetto si sono convertite due persone: un nepalese che a breve si battezzerà e un altro ragazzo che si trova al centro Betesda perché aveva bisogno di disintossicarsi dalla droga.

E poi abbiamo altri progetti che portiamo a Torino. Facciamo la Blessing Boutique, ovvero la donazione di abiti e oggetti usati a persone che hanno necessità, naturalmente in ottime condizioni, e poi il doposcuola per i ragazzi perché quello è anche un modo per iniziare a seminare nelle nuove generazioni.

Invece nel periodo primaverile estivo partiamo per le campagne evangelistiche, lavorando sempre con le chiese locali e quindi andiamo nella chiesa, le formiamo sulla base biblica rispetto all'evangelizzazione, di come poter condividere il Vangelo, perché talvolta questo diventa difficile, non sappiamo come approcciare, come iniziare una conversazione. Quindi in maniera molto pratica diamo alcune strategie e poi evangelizziamo, evangelizziamo.

E noi ringraziamo il Signore perché fin dal primo anno ci ha aperto la porta per le nazioni e quest'anno veniamo da un lungo viaggio. Siamo stati prima a Parigi, poi ad Ancy e poi abbiamo continuato per la Moldavia dove abbiamo fatto due settimane, una delle quali abbiamo lavorato in un campo per bambini rom. Il Signore ci sta dando tanto lavoro con i rom e quindi abbiamo servito lì.

Ed adesso siamo qui a Taranto e poi l'ultimo pezzo sarà in Repubblica Democratica del Congo, dove a breve io con un gruppo di fratelli partirò la prossima settimana dove stiamo lavorando per portare avanti non solo servendo con le chiese, ma stiamo anche sostenendo ormai da tempo un orfanotrofio. Noi crediamo moltissimo in questo perché abbiamo visto tanti bambini persi senza direzione. Questo orfanotrofio si chiama La Voce di Dio e insegna loro ad ascoltare la voce di Dio, che è la cosa più importante.

Per concludere, sapete, da 7 anni ci spendiamo per il Vangelo, eppure la nostra vita è piena di difficoltà. Noi siamo sposati da 7 anni, però non abbiamo ancora figli. Stiamo pregando per questo da tanto tempo e sentivo proprio mentre ero seduto di condividere questo, perché talvolta diciamo "Ebbene, servono perché tutto gli va bene". No, noi serviamo perché siamo stati salvati per uno scopo.

Non so tu, ma credo di sì che Dio non fa le cose a caso. Ci ha salvati per un proposito e oggi io sono qui per ricordarti che tu sei salvo. Sei salva per un proposito che ti è stato affidato e che devi vivere per compiere nel nome di Gesù. E quindi non mollare, sii fedele alla chiamata che Dio ti ha rivolto, anche quando è dura, anche quando alcune cose le stai aspettando da tempo, magari un marito, una moglie, dei figli, o che la tua famiglia venga a Cristo, non lo so quello che stai aspettando o qual è la tua afflizione, però sii fedele.

Sii fedele perché Dio lo sarà.

Io non vengo da una famiglia cristiana. Io vengo da una normale famiglia italiana con le sue difficoltà. In modo particolare, mio padre era un uomo duro, un uomo violento, nei modi di fare e nel parlare. Con uno sguardo ti seppelliva mio padre. Quindi io sono cresciuto con la paura di quella che doveva essere la mia figura di riferimento. Sono cresciuto arrabbiato verso di lui, lo odiavo profondamente. Ero ribelle e all'età di 13-14 anni ho iniziato a usare droga. E poi ho iniziato a usare le droghe pesanti. A 17 anni mi sono ritrovato completamente tossicodipendente e ho fatto 10 lunghi anni di tossicodipendenza, mi bucavo cocaina, eroina.

Io vengo dall'ambiente, per chi ne ha mai sentito parlare, dei revi illegali. Sono cresciuto in questo posto. Ecco perché vedete tatuaggi. E però un giorno a 27 anni, nella sua infinita grazia, nel buio più profondo, Dio sa cosa ha fatto? Ha mandato un suo testimone che mi ha parlato dell'amore di Dio, un ragazzo che veniva da un passato simile al mio: droga, carcere, tossicodipendenza, ma con una vita letteralmente trasformata dall'amore e dalla potenza di Dio.

Già quando l'ho incontrato, perché lo Spirito Santo, il sommo testimone di Cristo, il vero e grande evangelista, la persona dello Spirito Santo, vive in noi. Già quando lui mi ha parlato, mi ha salutato, non mi ha detto nulla di particolare, lo Spirito Santo già mi stava toccando il cuore. La sua testimonianza mi ha letteralmente sconvolto. Io però ho continuato sulla mia strada. Il giorno dopo ho fatto un brutto incidente per droga dove mi sono rotto lo sterno, lussato una vertebra, il piede, mi sono distrutto. E solo mesi dopo, quando stranamente, io dico in maniera miracolosa, ho ritrovato il suo numero di telefono sopra un bigliettino in cui me l'aveva scritto, l'ho chiamato e lui è venuto subito a trovarmi, come dovrebbe fare ogni vero cristiano.

E ogni vero cristiano è stato chiamato a essere non solo un missionario, ma un missionario. Ci sono persone che hanno una missione, una chiamata, uno scopo da parte di Dio. E le persone che compongono la nostra vita, le persone che talvolta entrano accidentalmente nella nostra vita, sono il campo di missione che Dio ci ha assegnato per poterlo lavorare e far fruttare per Cristo.

E lui si è comportato proprio in questa maniera. Mi è venuto a trovare in ospedale con la carrozzina, ero su la carrozzina in quel tempo, mi ha portato in un angolino della clinica e mi ha detto: "Morgan, devi fare solo una cosa adesso. Devi metterti a posto con Dio per mezzo di Cristo Gesù. Devi chiedere perdono a Dio per i tuoi peccati, ok? E far entrare Gesù nella tua vita."

E sapete, io le avevo provate tutte: pasticche, psicofarmaci, comunità di recupero, delle persone che cercavano di starmi accanto, ma era stato tutto fallimentare. Quel giorno ho detto: "Proviamo pure questa pillola spirituale, questo Gesù". E così ho aperto il mio cuore a Dio, gli ho chiesto perdono per i miei peccati, l'ho riconosciuto come mio Signore e Salvatore e quel giorno ho fatto un incontro con la presenza di Dio che ha letteralmente trasformato la mia vita.

Sono stato guarito anche fisicamente, liberato in un momento da più di 10 anni di tossicodipendenza e il giorno dopo mi sono svegliato e io non ero più la stessa persona. Perché quando Dio entra in una vita non ci dà una rattoppatina esterna, lui fa tutto nuovo. Amen.

E dal giorno dopo ho iniziato a parlare a tutti di Gesù, ho iniziato a dire a tutti: "Ehi, Dio c'è, Dio ti ama, Dio può salvarti, c'è speranza". E in breve quella era anche la mia vocazione, quella di essere un evangelista, un missionario e poi da lì è partito il mio percorso.

Venerdì prossimo partiremo per quest'ultima nazione di questa estate: il Congo, la Repubblica Democratica Kinshasa. Lì abbiamo un orfanotrofio con 55 bambini. 55 bambini che sono nati orfani in una città di 18 milioni di abitanti, quelli registrati. Una città brutale. La prima volta che sono stato a Kinshasa, davanti ai miei occhi in due settimane hanno investito quattro persone. Vi ho detto tutto, no? Voi immaginatevi un bambino piccolo così, senza genitori, senza nessuna persona che si prenda cura di lui, che possibilità ha di sopravvivenza? Zero.

Ma hanno incontrato un'arca della salvezza, una grande famiglia cristiana, questo orfanotrofio, che li accoglie nell'amore di Dio, presenta loro Gesù, li manda a scuola, li educa, li veste e non solo questo, li educa nelle cose di Dio, in poche parole li discepolano, affinché attraverso piccoli orfani senza speranza possano diventare figli di Dio e futuri servitori del Signore: pastori, missionari, evangelisti.

Come facciamo, quando vediamo questo, a non offrire noi stessi, le nostre finanze e tutto per vedere l'avanzamento del regno di Dio attraverso quelli che erano piccoli orfanelli senza speranza? Tremendo quello che fa il Signore.

## Il frutto dello Spirito - Il messaggio da Giovanni 15

Vogliamo entrare nella Parola. Un breve messaggio che però credo parlerà ai nostri cuori. Se voi prendete in Giovanni capitolo 15, se non lo prendete, ascoltatemi. Preferibilmente prendete Galati capitolo 5 dal versetto 22 al versetto 25. Ok? Però se voi andate a vedere in Giovanni 15, che è un capitolo molto importante della Parola di Dio, ci dice: "Voi siete tralci e io sono la vite e il Padre mio è vignaiuolo. Colui che dimora in me che cosa fa? Porta molto frutto."

E lì ci parla di dipendenza da parte del Signore, ci parla di dimorare nel Signore, questo concetto molto importante, e ci parla anche dello scopo della vita cristiana e quello che è uno scopo di Dio stesso per la nostra vita. E lo scopo che ci viene mostrato in Giovanni 15 è questo: che portiamo frutto. Amen. Dio non vuole che siamo secchi, aridi. Quella era la vita prima di Cristo.

Vi ricordate la testimonianza di Lloide? Ce l'ha descritta con parole di morte che l'avevano uccisa dentro. E sapete perché l'avevano uccisa dentro? Ecco perché. Perché aveva una voce meravigliosa con la quale avrebbe innalzato il nome del Signore e avrebbe raccontato a tutti le grandi cose che Dio ha fatto nella sua vita. Ok? E quindi lo scopo del Signore per la nostra vita, il suo proposito è che noi possiamo portare frutto e poi aumenta il dosaggio, che possiamo portare molto frutto e che sia un frutto permanente che rimanga.

Ora questa è la normale vita cristiana: una crescita che ci porterà a portare frutto, a portare molto frutto e quello sarà un frutto permanente. Amen.

Leggendo il Nuovo Testamento, io mi rendo conto però che molte volte molti cristiani si fermano al primo tipo e sono totalmente ingannati. Io mi rendo conto, leggendo il Nuovo Testamento, che ci sono due tipologie diverse ma complementari di frutto. Ok? Il primo frutto è il frutto dello Spirito, cioè quello che lo Spirito Santo fa in noi, non attraverso di noi, ma in noi, per formare la persona di Cristo in noi, per formare, edificare, far crescere la persona di Cristo in noi.

Questo frutto, come abbiamo detto prima, è il frutto dello Spirito, ovvero il carattere di Cristo in noi, ovvero la persona di Cristo in noi, ovvero la gloriosa, meravigliosa vita di Cristo in noi, che ci ha innamorato. Questo frutto lo troviamo, come abbiamo detto prima, in Galati capitolo 5 dal versetto 22 al versetto 24. Precisamente nel versetto 22 facciamo un piccolo ripassino. So che li conoscete tutti, ma leggiamo anche i versetti che arrivano subito dopo, che sono molto importanti e che ci aiutano a capire meglio dove voglio arrivare.

Dice così: "Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine e autocontrollo. Contro questo non c'è legge." E poi ascoltate che cosa dice, e questa parte è importante per cortesia. "Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne, ok? Con le sue passioni, i suoi desideri." E guardate che cosa dice poi nel versetto 25. È molto importante questa parte e vi chiedo di tenerla a mente: "Se viviamo per lo Spirito, camminiamo altresì per lo Spirito."

Alcuni hanno fatto notare che in realtà il frutto dello Spirito non sono questi nove, ma in realtà il frutto dello Spirito è uno solo. Il frutto dello Spirito è amore, perché Dio è amore, e l'amore è gioioso, paziente, benevolo e buono, fedele, mansueto e pieno di autocontrollo. Ok? Indipendentemente se i frutti sono questi, se il frutto è uno e si manifesta in tutte queste maniere, non è importante. Questo è il frutto dello Spirito, ovvero l'opera che con la nostra collaborazione lo Spirito Santo deve realizzare in noi per formare la persona di Cristo in noi. Ed essere cristiani significa questo.

Perché i primi cristiani ad Antiochia furono chiamati così? "Piccoli cristi." Naturalmente lo fecero in maniera dispregiativa, ma perché gli fu dato questo soprannome che poi in realtà rappresenta ciò che siamo? Perché rappresentavano Cristo. Perché le persone vedevano loro e li vedevano dei piccoli Gesù. Perché? Perché l'opera dello Spirito Santo in loro era così potente che aveva formato la persona di Cristo. E questo è quello che Gesù, che lo Spirito Santo vuole fare anche nella nostra vita, affinché la persona di Cristo sia formata nella nostra vita. Amen.

E io voglio chiederti questa mattina la prima domanda. La prima è preparatoria, la seconda è quella veramente sfidante. A che punto è il frutto dello Spirito nella tua vita? A che punto è? Quanto amore c'è? Quanta gioia c'è in mezzo alle tempeste? Quanta pace in mezzo a quelle situazioni che fanno paura? Quanto dell'opera dello Spirito Santo, del carattere di Cristo, del frutto dello Spirito è in te?

Posso dirti una cosa? Essere cristiani non significa essere delle brave persone, tutte carine, tutte educate, sempre gentili, sempre che magari non rispondono mai male, poi appena si gira di corsa via. Visto questo? Essere cristiani non significa questo. E posso dirti una cosa, questo non è il frutto dello Spirito.

Quando c'è veramente il frutto dello Spirito in una persona, la testimonianza del frutto dello Spirito in te, sapete qual è? È che tu comincerai a portare un altro frutto che arriva sempre da Dio, ma che non è il frutto dello Spirito di Galati 5:22, ma è un frutto che tu sei stato chiamato a portare per Dio. Amen.

E queste sono le due tipologie di frutto che io vedo nel Nuovo Testamento: il frutto dello Spirito e, se c'è veramente il frutto dello Spirito, ci deve essere una testimonianza e non è quella che sei sempre carino e gentile, non è quella, ma che tu comincerai a portare frutto per Dio.

Vi chiedo di prendere quest'altro passaggio. Tito capitolo 3 versetto 14. L'apostolo Paolo sta parlando a questo suo figlio spirituale Tito, un leader di chiesa che lui aveva stabilito. Quindi gli dà delle istruzioni affinché i credenti della chiesa potessero crescere, affinché ci fosse un ordine, affinché ci fosse crescita nella chiesa, affinché quella chiesa potesse essere veramente come una vigna fruttificante.

Guardate che cosa dice nel versetto 14: "Anche i nostri imparino a dedicarsi a opere buone per provvedere alle necessità altrui, affinché stiano senza portare frutto." Di che frutto sta parlando? Del frutto dello Spirito, del carattere di Cristo? No, sta parlando di quella che è una conseguenza del carattere di Cristo, ovvero il frutto che noi siamo chiamati a portare per Dio. Qui sta parlando: datevi da fare, producete buone opere, andate incontro alle necessità delle persone affinché non rimaniate senza portare frutto. E quale frutto è questo? Il frutto che noi siamo chiamati a portare per Dio, che sarà una diretta conseguenza del frutto dello Spirito.

Che cosa significa questo? Se io ho l'amore di Dio in me, se io ho la gioia di Dio in me, la pace, il carattere di Cristo in me, questo nella mia vita porterà, influenzerà gli altri e porterà un frutto per Dio.

Vi chiedo di prendere quest'ultimo passaggio. 1 Corinzi capitolo 3, versetto 6. Qui l'apostolo Paolo ci aiuta a capire meglio che cos'è questo frutto per Dio. Ok? Sta parlando della chiesa di Corinto. Guardate che cosa dice. "Io ho piantato, io ho fatto una parte del lavoro," dirà l'apostolo Paolo. "Il mio collaboratore che è un insegnante, Apollo, che cosa ha fatto? Un'altra parte del lavoro ha annaffiato. Ma Dio, Dio ha fatto crescere."

Che cosa significa questo? Paolo ha fatto una prima parte del lavoro, ok? In collaborazione con lui, Apollo ha fatto un'altra parte del lavoro, ma Dio ha benedetto l'opera delle loro mani, affinché l'opera delle loro mani potesse portare frutto per Dio. E qual è questo frutto che ha fatto crescere il Signore? La Chiesa stessa di Corinto, i convertiti di Corinto, i discepoli di Corinto, i nuovi leader di Corinto.

Quindi, qual è il frutto che noi dobbiamo portare per Dio come conseguenza del frutto dello Spirito? Fratelli, il frutto che noi dobbiamo portare per Dio come conseguenza diretta del frutto dello Spirito sono persone che si convertono perché noi gli parliamo di Gesù, perché noi gli predichiamo il Vangelo, perché noi le amiamo come Gesù. E voglio dirti una cosa: se tu hai l'amore di Dio, il frutto dello Spirito, il frutto dello Spirito ti porterà ad amare come egli ama. Amen. E lui ha dato la vita per i peccatori. Amen.

Il frutto dello Spirito ti porterà a fare questo. Il frutto dello Spirito ti porterà a essere una persona edificante. Che cosa significa una persona edificante? Non solo una persona simpatica che fa delle belle battute con cui è bello stare una mezz'oretta insieme, ma una persona che quando tu ci stai insieme è così piena di Cristo che ti edifica nello Spirito. Che cosa significa questo? Se parliamo di un'edificazione, costruzione significa che costruisce qualcosa. Se parliamo di vita spirituale significa che quando tu stai con me, anche se non lo faccio apposta, io edifico la vita di Cristo in te. Amen. E questa è una conseguenza di una persona dove c'è il vero frutto dello Spirito. Amen.

E l'ultima cosa che significa portare frutto, che forse è la cosa più importante, penso di sì, è quella di fare discepoli. Fratelli miei, essere un vero discepolo, una persona che ha il carattere di Cristo, non significa semplicemente essere una persona. Il frutto di un vero discepolo è che produce altri discepoli.

E qualcuno potrebbe dire: "Morgan, ma dove l'hai letto questo versetto? Io non l'ho mai letto." Matteo 28, andate per tutto il mondo e fate miei discepoli. A chi sta parlando lì? Solo ai pastori? Solo agli apostoli, solo agli evangelisti? Lì, quegli 11 che erano con lui, c'erano degli apostoli, c'erano degli insegnanti, c'erano degli evangelisti e c'erano dei normali discepoli. Quella era un'immagine di noi, fratelli, della Chiesa. Che cosa significa questo? Che la testimonianza di un vero discepolo è che produrrà altri discepoli. Come la testimonianza che uno è un melo è che produrrà delle mele, giusto? Non delle fragole.

Un vero discepolo produce altri discepoli e un vero discepolo è una persona che ha il carattere di Cristo. E quando c'è il carattere di Cristo, l'amore di Dio, la pace, la sua pace e tutte queste cose qua, quello automaticamente come conseguenza ci porterà a portare un frutto per Dio. Amen.

E io ti voglio chiedere questa mattina, perché ti voglio sfidare, non perché ti voglio giudicare o cose del genere, ma perché ti voglio sfidare: dove sono quei frutti che tu stai portando per Dio? Dove sono quei frutti che tu stai raccogliendo per la gloria del suo nome? Dove sono quelle persone che si sono convertite e battezzate perché tu gli hai testimoniato di Cristo? Dove sono quelle persone che quando stanno con te dicono: "Wow , ma quanto è edificante questo fratello? Sta sorella." Dove sono, fratelli miei, i tuoi discepoli? Discepoli di Cristo. Ma che dobbiamo fare noi? Perché quelli sono il frutto che noi portiamo per Dio.

E quel frutto, fratelli miei, è una diretta conseguenza del carattere di Cristo, del frutto dello Spirito, della vita di Cristo in noi. Amen.

Dico questo, fratelli, perché molte volte noi ci inganniamo con una bella religione. Purtroppo questo è un grande rischio, soprattutto per le persone che sono cresciute in chiesa. Mia moglie a 14 anni ha conosciuto Gesù. Gloria a Dio. È cresciuta in una famiglia cristiana. Però, sapete, il grande rischio molte volte di crescere in una famiglia cristiana è che noi impariamo una forma esteriore, una sorta di educazione evangelica dove sembriamo tutti bravi e carini e spacciamo quell'essere carini, gentili, tutti belli come se fosse la vita di Cristo.

Fratelli miei, e con questo concludo, se c'è la vita di Cristo qui dentro, il vero frutto dello Spirito, il vero amore di Dio, questo amore ci porterà a fare l'opera di Dio e a portare tanto frutto per lui. E il proposito di Dio, fratelli, sapete qual è? Una vita fruttuosa che porta molto frutto e un frutto che rimanga. Amen.

Padre, grazie veramente. Come dice la tua Parola, conoscerete la verità e la verità vi farà liberi, Signore. La libertà è veramente quella verità che ci libera da tutte le menzogne davvero demoniache di questo mondo, ma anche veramente da tutte le menzogne che talvolta la religione, Signore, ci insegna, Signore, e anche da tutte quelle menzogne, Signore, che noi stessi ci possiamo raccontare in qualche modo per poter scusare delle cose che invece sarebbero da sistemare nella nostra vita.

Grazie Signore perché io credo che tu attraverso i canti, le testimonianze, Signore, e anche questa Parola hai parlato alle nostre vite, Signore, perché tu desideri, Spirito Santo, che come abbiamo letto veramente prima in Tito 3, Signore, nessuno di noi, Signore, resti infruttuoso, resti senza portare frutto.

E noi vogliamo questo veramente, Spirito Santo, che lo Spirito di Dio possa veramente produrre, Signore, edificare, far crescere il frutto dello Spirito, la vita di Cristo in noi, affinché, Spirito Santo, questo ci porti all'azione e a portare tanto frutto, Signore, per te.

Vogliamo essere veramente una voce influente, Signore, una voce attiva, non seduta, non addormentata, non inattiva, Signore, una voce attiva veramente in quella che è l'opera del grande mandato.

Grazie di tutto, Padre. Grazie per questa chiesa, per questo punto, Signore, di luce, di vita, di salvezza, per quest'arca della salvezza, Signore, che tu in maniera così strategica hai pensato di mettere in questo luogo, Signore, che le sue porte siano sempre aperte, pronte ad accogliere, Signore, e a portare tanto frutto per la gloria e l'onore del tuo nome. Nel nome potente di Gesù. Amen.