Non temere — la tua preghiera è esaudita

Ogni volta che cantiamo la canzone di Gerusalemme celeste, naturalmente è bello poter fissare lo sguardo su Gerusalemme celeste, perché essa diventi per noi una realtà. Essendo troppo impegnati e distratti dalle cose di questa terra, dimentichiamo che il resto dei nostri giorni eterni li trascorreremo nella Gerusalemme celeste, dove contemperemo il Re dei re, il Signore dei signori.

È forse per questo che Paolo aveva ben presente quando diceva: "Per me è meglio partire e stare col mio Signore." Era un desiderio, una realtà. E quando diventa realtà la nostra Gerusalemme, allora diciamo: "Ma non vorremmo andarvi da soli; vorremmo portare con noi qualcuno — magari non solo della famiglia — affinché non percorriamo quella strada soli verso la città santa, ma possiamo portare nel nostro cuore il desiderio di condurre con noi qualche altra anima."

Questo ci aiuterebbe ancora di più a fare la volontà di Dio, perché il fine della fede è la salvezza delle anime, di portarli nell'eternità, così come il Signore sta facendo con noi.

Per questo motivo volevo leggere, prima che continuiamo con la lode e l'adorazione, nel libro del Deuteronomio al capitolo 4. Dice la parola: "Ma voi che siete rimasti fedeli all'Eterno, il vostro Dio, oggi siete tutti in vita. Ecco, io vi ho insegnato statuti e decreti come l'Eterno, il mio Dio, mi ha ordinato, affinché li mettiate in pratica nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso. Vi osserverete, dunque, e li metterete in pratica, poiché questa sarà la vostra sapienza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli. I quali, udendo parlare di tutti questi statuti, diranno: 'Questa grande nazione è un popolo saggio e intelligente. Quale grande nazione ha Dio così vicino a sé come l'Eterno, il nostro Dio?' Egli è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo. E quale grande nazione ha statuti e decreti giusti come tutta questa legge che oggi io vi metto davanti? Solo bada bene a te stesso e veglia diligentemente sull'anima tua."

Amen. È una realtà nostra oggi questo passo che abbiamo letto, perché è vero: siamo noi che siamo rimasti fedeli al nostro Dio e oggi siamo in vita per testimoniare, per lodare, per glorificare. Questa è la grazia meravigliosa di Dio; soltanto, talvolta tendiamo a dimenticare, come dice il Salmo 103, tutti i benefici che il Signore ci ha recato fino a questo momento.

Perciò dice la parola: "Osserverete e metterete in pratica tutto questo che io vi insegno e questa sarà la vostra sapienza. Non c'è sapienza fuori della parola di Dio nel mettere in pratica, perché Mosè si raccomandava di metterla in pratica affinché tu non debba dimenticare. E poi dice chiaramente: 'Quale grande nazione ha infatti Dio così vicino a sé come l'Eterno, il nostro Dio? Egli è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo.'"

Ma è vero? Vi vedo perplessi. Ogni volta che lo invochiamo, Dio è vicino a noi. Amen. Fratello, ma io non lo sento. Tu vivi dei sentimenti, no? La parola di Dio ci dice che il suo orecchio non è troppo duro per udire. Voi pensate soltanto a questo, e io talvolta faccio riflessione — la scrittura ci dice che tutti i capelli del nostro capo sono contati. Allora l'Onnipotente, dice la scrittura, non dorme, non sonnecchia e ogni volta che noi eleviamo una preghiera a lui, lui ascolta.

E dice Mosè: è vicino a noi e ci ascolta. E questo è bellissimo. Dobbiamo tenere fede a quello che è la parola di Dio. E poi ancora dice chiaramente: "Nessuno ha un Dio grande come noi, come il nostro Dio." Ed è meraviglioso che Dio ci ha dato dei decreti, dei comandamenti che sono giusti. Solo questa raccomandazione: "Bada bene, bada bene a te stesso." E perché il Signore doveva raccomandarsi? Perché conosceva il cuore dell'uomo e il cuore del suo popolo. "Veglia, veglia, non dormire; veglia diligentemente sull'anima tua." E su questo dobbiamo vegliare sulla nostra anima.

A motivo di questo, per vegliare sulla nostra anima, abbiamo una necessità che non possiamo trascurare assolutamente. È una raccomandazione continua che Mosè ha fatto al suo popolo. Quando entrerai nella nazione che io vi do, osserva i comandamenti e mettili in pratica.

E chiudo qui. Paolo dice a Timoteo al versetto 16 del capitolo 3 di 2 Timoteo: "Tutta la scrittura — tutta la scrittura, non come alcuni che prendono solo una parte della scrittura — tutta la scrittura è divinamente ispirata ed è utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, affinché l'uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera."

Amen. Ecco perché il Signore ci raccomandava di mettere in pratica la parola, perché la parola di Dio è utile a tutte queste cose. E quando seguiamo la parola di Dio non andremo né a destra né a sinistra, ma manterremo la barra dritta finché arriveremo al porto desiderato. Amen.

Gloria a Gesù! Dio è stato fedele ancora una volta con la sua chiesa, accogliendo ognuno di noi con la sua presenza. Gloria a Dio per questo. Voglio condividere con voi questa mattina un passaggio della scrittura che noi troviamo nell'Evangelo di Luca al capitolo 1. Leggeremo dal versetto 5 al versetto 25.

Così dice la parola del Signore: "Ai giorni di Erode, re della Giudea, vi era un certo sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia. Sua moglie era discendente da Aronne e si chiamava Elisabetta. Erano entrambi giusti agli occhi di Dio, camminando senza colpa in tutti i comandamenti e le leggi del Signore, ma non avevano figli perché Elisabetta era sterile ed entrambi erano già avanzati in età. Ora avvenne che mentre Zaccaria esercitava il suo ufficio sacerdotale davanti a Dio nell'ordine della sua classe, secondo l'usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio del Signore per bruciare l'incenso. Intanto l'intera folla del popolo stava fuori in preghiera nell'ora dell'incenso.

Allora un angelo del Signore gli apparve, stando in piedi alla destra dell'altare dell'incenso. Al vederlo, Zaccaria fu turbato e preso da paura. Ma l'angelo gli disse: 'Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti partorirà un figlio al quale porrai nome Giovanni ed egli sarà per te motivo di gioia e di allegrezza. E molti si rallegreranno per la sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore. Non berrà né vino né bevanda inebriante, sarà ripieno di Spirito Santo fin dal grembo di sua madre. Convertirà molti dei figli di Israele al Signore loro Dio e andrà davanti a lui nello spirito e nella potenza di Elia per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti per preparare al Signore un popolo ben disposto.' Zaccaria disse all'angelo: 'Da cosa conoscerò questo?

Poiché io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni.' L'angelo rispondendo gli disse: 'Io sono Gabriele che sto alla presenza di Dio e sono stato mandato per parlarti e annunziarti queste buone novelle. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole che si adempiranno al loro tempo.'

Intanto il popolo aspettava Zaccaria e si meravigliava che egli si trattenesse così a lungo nel tempio. Ma quando uscì non poteva parlare loro. Allora essi compresero che egli aveva avuto una visione nel tempio. Egli faceva loro dei cenni, ma rimase muto. E avvenne che quando furono compiuti i giorni del suo servizio, egli ritornò a casa sua.

Ora, dopo quei giorni, sua moglie Elisabetta concepì e si tenne nascosta per 5 mesi e diceva: 'Ecco cosa mi ha fatto il Signore nei giorni in cui ha volto il suo sguardo su di me per rimuovere la mia vergogna tra gli uomini.'"

Amen. Gloria a Dio. Fin qui la lettura della parola del Signore.

Bene, fratelli, i due versetti chiave, attraverso i quali il Signore ha accordato il suo messaggio al mio cuore per condividerlo con voi, sono questi due questa mattina. Uno è la risposta dell'angelo dell'Eterno al sacerdote Zaccaria, alla sua domanda, dopo avergli annunciato la buona notizia in risposta alla preghiera. Ed è il versetto 20, fratelli: "Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avranno avverranno, perché non hai creduto alle mie parole che si adempiranno al loro tempo."

E un altro versetto è al versetto 45. Sono le parole di Elisabetta, la moglie di Zaccaria, il sacerdote, quando si incontrò con Maria, la madre di Gesù. Non saremo qui per via del tempo a leggere tutta la storia, ma prendiamo quello che è necessario per noi in questo giorno. Versetto 45: "Elisabetta così si esprime dicendo: 'Beata' — e ci puoi mettere anche il tuo nome questa mattina — 'beato per gli uomini, colui o colei che ha creduto perché le cose dette avranno compimento.'"

Amen. Questi due versetti, fratelli, noi condivideremo questa mattina. Ma vorrei pian piano, con l'aiuto dello Spirito Santo, commentare con voi questo passaggio della scrittura.

E noi vediamo che Luca, il medico, in modo dettagliato e preciso, ci pone davanti una coppia, un'anziana coppia — il sacerdote Zaccaria e sua moglie Elisabetta. E la Bibbia dice che questi uomini erano anziani. Zaccaria, il cui nome significa "il Signore ricorda."

Fratelli e sorelle, io vi voglio dare un consiglio questa mattina. Amate la parola di Dio. Quando la leggete, approfondiscila, perché ogni qualvolta noi leggiamo le Sacre Scritture c'è una grande benedizione per l'edificazione del tuo spirito, della tua anima e del tuo corpo. Il Signore già sta parlando.

Zaccaria, il cui nome significa "il Signore ricorda." Ahimè, per quanti oggi rimangono lontani dalla parola di Dio. Ahimè, per quanti oggi non amano leggere la parola di Dio. Ahimè, per quanti oggi hanno scelto di rimanere lontani dalla parola di verità, perché giorno dopo giorno si perde una benedizione grande. La provvidenza di Dio arriva attraverso la sua parola.

E in ogni momento della nostra vita, quando leggiamo — è successo a me mentre leggevo questo passaggio della scrittura e lo meditavo — e mentre meditavo studiavo e mentre studiavo il Signore ha parlato e edificato il mio cuore.

Zaccaria, l'Eterno ricorda, il Signore ricorda — due genitori, dice Luca, dai quali sarebbe poi nato il famoso, se così vogliamo dire, il così tanto conosciuto Giovanni Battista, del quale il Padre stesso più avanti profetizzerà chiamandolo il profeta dell'Eterno, l'Altissimo — il profeta dell'Altissimo — riconosciuto come precursore del Messia, Gesù nostro Signore, mandato da Dio a preparare la via a Gesù per annunciare il ravvedimento dei peccati, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nel perdono dei peccati. Amen.

E Luca ci racconta così questa storia molto profonda. Al versetto 6 ci dice che questi due genitori erano entrambi giusti agli occhi di Dio, camminando senza colpa in tutti i comandamenti e le leggi del Signore.

Il primo messaggio che arrivava al mio cuore mentre Luca espone questo passaggio della scrittura era proprio nel versetto 6, quando leggiamo che il Signore dice nella sua parola che entrambi erano giusti agli occhi di Dio. Notate una cosa, fratelli: il primo messaggio che riceviamo come chiesa è che la Bibbia non ci dice che questi due uomini vennero reputati giusti a motivo del parere degli uomini. No, ma c'era una dichiarazione aperta e così chiara da parte di Dio stesso per questi uomini.

E l'insegnamento per noi oggi è che la cosa più importante per noi, Chiesa del Signore, non è il parere degli uomini, ma è quello che dichiara Dio per me. Cosa dichiara Dio di me? Cosa dice Dio di me? Cosa pensa il Signore di me?

Attenzione, non intendo che non bisogna essere una testimonianza davanti agli uomini e questo è importante, perché la Bibbia ci parla chiaro a riguardo. E noi ricordiamo le parole di Gesù stesso quando egli si esprimerà così, esortandoci nell'Evangelo di Matteo al capitolo 5 versetto 16, dicendo così: "Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli."

Amen. E Paolo scriverà nella sua epistola ai Filippesi capitolo 2 versetto 15: "Affinché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo, in mezzo a una generazione ingiusta e perversa, fra la quale risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la parola della vita."

Amen. Gloria a Gesù. Ma — perché noi possiamo pensare che Dio stesso ha potuto definire questi due uomini, questa coppia, uomini giusti e irreprensibili? Sapete cos'è, fratelli? Perché questi uomini, Zaccaria ed Elisabetta, erano uomini giusti non della propria giustizia, perché la Bibbia dice che la propria giustizia è un panno sporco davanti a Dio, ma della giustizia di Dio come dono di Dio. Tutte le volte che avevano peccato, ma scrupolosamente e rigorosamente osservavano le leggi cerimoniali e offrivano. Non mancava che offrissero un sacrificio a Dio per il perdono dei peccati. E il Signore poteva guardarli come ognuno di noi.

Noi non siamo giusti per la nostra giustizia, ma possiamo essere definiti giusti perché noi siamo timorati di Dio. Noi bramiamo non offendere Dio e nel momento in cui cadiamo nel peccato o nell'errore, scrupolosamente ricorriamo alla grazia del Signore, andiamo a lui, chiediamo perdono, riconosciamo i nostri peccati. E il Signore ci lava e ci purifica da essi con il suo sangue.

E la Bibbia dice: "Elisabetta e Zaccaria sono uomini giusti perché erano uomini timorati di Dio e non degli uomini."

Fratelli e sorelle, preoccupiamoci oggi di essere timorati di Dio e non degli uomini, perché la Bibbia ci dice proprio così: "È importante come Dio ci vede, studiarsi di essergli graditi." E Paolo in 2 Corinzi capitolo 7 versetto 1 dice: "Purificandoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore del Signore."

Amen. Gloria a Dio. E allora questa mattina non mi rimane che dire: "Signore Gesù, il mio desiderio è che tu possa definirmi una persona giusta — non per la mia giustizia, ma per la tua — affinché io possa, e noi possiamo essere uomini timorati di Dio." Ed egli viene in soccorso, perché la nostra vita è gradita davanti ai suoi occhi.

E così andando avanti, Luca ci racconta che c'era un problema. Zaccaria ed Elisabetta non avevano figli perché Elisabetta era sterile ed entrambi erano già avanzati in età, dice la Bibbia. E ora avvenne che mentre Zaccaria esercitava il suo ufficio sacerdotale davanti a Dio nell'ordine della sua classe, secondo l'usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio del Signore per bruciare l'incenso.

Poniamo attenzione, fratelli, su questi due versetti. Il secondo messaggio. Intanto, dice la scrittura, l'intera folla del popolo stava fuori in preghiera nell'ora dell'incenso. Versetto 11: "Allora un angelo del Signore gli apparve stando in piedi alla destra dell'altare dell'incenso."

Si conosce con esattezza il momento della giornata corrispondente all'ora del profumo. Ma è importantissimo notare una cosa e la voglio notare con voi, fratelli: Luca introduce il suo Evangelo con un sacerdote e un popolo che pregano e lodano Dio nel tempio e conclude nell'ultimo passo di nuovo con un popolo che loda e adora Dio nel tempio. E la parola del Signore dice: "Allora un angelo dell'Eterno del Signore gli apparve."

Fratelli e sorelle, il secondo messaggio che Dio ha voluto accordare a noi questa mattina è che non c'è un momento più propizio, più ideale per ricevere la rivelazione di Dio quando c'è un popolo che prega. E noi oggi siamo esortati da parte dello Spirito Santo a esercitare nella nostra vita un tempo di preghiera. Ogni giorno è necessario.

Tanti pensano che per poter avere una vita di preghiera c'è bisogno di tanto tempo a disposizione o c'è bisogno che non abbiamo tanti impegni. Ma Gesù ci ha dato la dimostrazione chiara che benché avesse tanti impegni, non ha mancato quel tempo per appartarsi e per pregare al Padre. E noi oggi dobbiamo prenderci del tempo, dobbiamo prendere esempio da Gesù, ci dobbiamo appartare ogni giorno, consacrare il nostro cuore, pregare, pregare.

Popolo di Dio, unitevi e uniamoci nella preghiera, perché la rivelazione viene da parte del Signore nella preghiera. E allora: un angelo del Signore — in questo momento lo Spirito Santo mi parlava e mi diceva: "Allora in questo momento io mi rivelerò ai vostri cuori. Pregate," dice il Signore.

Noi ce l'abbiamo, è vero, i consigli nella parola del Signore ce ne abbiamo abbastanza. Giacomo al capitolo 4 versetto 2 dice: "Voi desiderate e non avete. Non avete perché non domandate?" Attenzione, fratelli: dedicarsi alla preghiera è indispensabile per mantenere viva la nostra comunione con Dio, per non cadere in tentazione, per crescere nella conoscenza di Cristo, per ricevere nuove forze, per continuare a sperimentare la sua gloria nel proprio cuore e vederlo all'opera.

E Giacomo continuerà nella sua lettera al versetto 16 del capitolo 5 dicendo: "Confessate i vostri falli gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri, affinché siate guariti."

Amen. Ecco Gesù all'opera. Molto può la preghiera del giusto fatta con efficacia. Gloria a Dio. Il segreto di una chiesa potente oggi è la preghiera. Uomini e donne che piegano le proprie ginocchia ogni giorno.

Io direi: impariamo ad essere metodici. Lo condivido spesso con mia moglie quando siamo indaffarati con tanti impegni e preoccupazioni. Cerchiamo di essere metodici. Abbandoniamo le cose che riguardano questa terra — non abbandonarle nel senso di trascurarle, ma prenderci un tempo con il Signore e dire: "Da oggi, da questo momento, io obbedisco alla chiamata di Gesù che mi chiama a sé per avere una comunione con lui."

La storia continua. Al versetto 12 la parola del Signore ci dice che Zaccaria, al vedere questo angelo, fu turbato e fu preso da paura. Ma l'angelo gli disse: "Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti partorirà un figlio al quale porrai nome Giovanni" — il cui nome significa dono di Dio, grazia di Dio.

Le prime parole — il terzo messaggio che il Signore vuole dare al nostro cuore in questo giorno — è come l'angelo si rivolge a Zaccaria. Zaccaria è turbato, è preso da paura. La prima parola che l'angelo rivolge al cuore di Zaccaria è: "Zaccaria, non temere. Perché la tua preghiera è stata esaudita."

Probabilmente Zaccaria aveva smesso di pregare. Aveva pregato per tanto tempo per una benedizione di un figlio ed erano passati tanti anni e questo gli dava motivo di pensare che era opportuno ormai mettere da parte la speranza. Aveva pregato tanto, ma non era accaduto nulla. E fratelli, io vi voglio dire qualcosa questa mattina: non sta a noi decidere il tempo o il modo in cui le nostre richieste saranno esaudite.

E voglio condividere con voi due frasi così potenti come sono arrivate al mio cuore. E sono le parole di Paolo nella sua epistola ai Romani capitolo 4 versetto 16. Attenzione, fratelli, Paolo dice: "L'eredità è per fede." Lo ripeto ancora. L'eredità è per fede "e in tal modo essa è per grazia." Gloria a Dio.

La tua eredità — io non so il motivo per cui tu stai pregando, tu solo lo sai. Io questa mattina ti dico da parte del Signore che la tua eredità arriverà, arriverà e arriverà soltanto per fede e questo è solo per grazia.

E Paolo parlerà di Abramo più avanti, dicendo che egli, sperando contro ogni speranza, credette per diventare padre di molte nazioni, sapendo ciò che gli era stato detto: "Così sarà la tua progenie." E non essendo affatto debole nella fede, non riguardò al suo corpo già reso morto, avendo egli quasi 100 anni, né al grembo già morto di Sara. Neppure dubitò per incredulità riguardo alla promessa di Dio, ma fu fortificato nella fede e diede gloria a Dio.

Quando tu credi alle promesse del Signore, quando tu smetti di essere incredulo e dai gloria a Dio, Dio stesso fortificherà la tua fede. Pienamente convinto che ciò che egli aveva promesso era anche potente da compiere. Anche questo gli fu imputato a giustizia.

Amen. Gloria a Gesù. Ebbene, Luca continua a raccontare di quest'uomo, di questo suo figlio e dice: "Egli sarà per te motivo di gioia e di allegrezza. Non c'è un motivo più grande per essere allegri e gioiosi come genitori: il sapere che un figlio e una figlia hanno accettato Cristo nella propria vita. Per noi genitori non c'è una gioia più grande. È la cosa più importante per noi: che i nostri figli vengano alla salvezza e accettino Gesù come personale salvatore."

Perché "egli sarà grande," dice, "agli occhi del Signore." Questa è la cosa più importante. Non sono le ricchezze.

Giovani, parlo a voi, perché voi non siete esclusi dal corpo di Cristo, ma voi fate parte della chiesa del Signore. Non c'è un futuro per voi se non accettate Cristo nella propria vita. Non ci potrà essere un futuro — almeno secondo la conoscenza delle Scritture sappiamo qual è il futuro. Ma Gesù è il vostro futuro.

E la cosa più bella non sono le ricchezze, non è quello che il mondo può offrire. Ma la Bibbia dice: "Essere grande agli occhi di Dio."

Amen. E noi dobbiamo pregare, fratelli, come genitori: "Signore, rendi grande ai tuoi occhi i nostri figli. Rendili grandi davanti a te." La grandezza in questo mondo viene definita per un titolo, per qualcosa che l'uomo può ereditare, ma è terreno. Non è grande davanti a Dio. E Dio vuole una grandezza davanti ai suoi occhi.

I nostri figli siano grandi davanti agli occhi del Signore. Benedicili, genitore. Tu sarai grande agli occhi di Dio, perché questo vuole il Signore.

"Sarà pieno di Spirito Santo fin dal grembo di sua madre." Se tu pensi che la potenza di Dio non può raggiungere tuo figlio fin dalla sua tenera età, stai sbagliando, perché stai sminuendo la potenza dello Spirito Santo, l'onnipotenza di Dio. Il Signore può raggiungere anche tuo figlio, il più piccolo in questa chiesa, può essere raggiunto dalla potenza dello Spirito Santo.

Prega, sorella, prega, fratello, per tuo figlio. Preghiamo per i nostri figli sin dalla loro tenera età, perché il Signore dice: "Sarà ripieno di Spirito Santo fin dal grembo di sua madre." Perché no? Noi abbiamo l'Idio dell'impossibile. Amen. Gloria a Gesù.

E la storia continua. Stiamo raggiungendo la conclusione, fratelli, il messaggio principale. Dopo avergli dato la buona notizia, l'angelo a Zaccaria — Zaccaria risponde: "Da che cosa conoscerò questo? Poiché io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni."

Si nascondeva qualcosa nel cuore di Zaccaria. La sua domanda testimoniava i suoi dubbi, la sua incredulità nel cuore. E l'angelo lo dovette rimproverare, dovette dichiarare su di lui qualcosa di incredibile che oggi è il messaggio di Dio a noi. "Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole che si adempiranno al loro tempo."

Zaccaria, un ebreo così istruito, conoscitore dell'Antico Testamento, al udire la buona notizia dell'angelo poteva anche pensare — no, poteva pensare a chi? A Sara e ad Abramo, all'impossibilità di un figlio da parte di Sara. E Dio mostrò la sua grandezza. Poteva pensare alla moglie di Manoa, vi ricordate? Sansone — anche lei, per lei era impossibile avere un figlio e Dio fece un grande miracolo. E poteva pensare anche ad Anna quando lei pregò per un figlio — a Samuele. Ma Zaccaria si dimentica di tutto ciò e diventa incredulo.

Io ti lascio un messaggio questa mattina, come è arrivato al mio cuore ed è così importante. È stato importante per me, lo voglio condividere con voi. Ogni volta che il credente nutre dei dubbi riguardo alla parola di Dio, perde la capacità di testimoniare e di cantare. L'incredulità serra le labbra, le mantiene serrate fino a quando la fede ritorna esplodendo nella lode e nella testimonianza.

Ogni giorno egli dovette ricordare di aver offeso il Signore con la propria incredulità. L'angelo disse: "Zaccaria, tu sarai muto, non potrai più parlare."

Fratelli, quella chiesa incredula perde la parola, perde la testimonianza. Non la riesco a fare più. Lo sapete voi? L'avete mai sperimentato? Quando entra quello spirito di incredulità nei figli di Dio, non riescono più a lodare, non riescono più a cantare, non riescono più a testimoniare. E così una chiesa non la può fare.

Perciò è meglio stare in silenzio e non contagiare gli altri riguardo alla nostra incredulità, perché questo ci renderà muti — non solo a noi, ma anche al resto di tutti coloro che avranno a che fare con la nostra vita. È meglio stare in silenzio e aspettare e pregare: "Signore, rimuovi dal mio cuore questo spirito di incredulità."

"Tu sarai muto, Zaccaria, perché non potrai testimoniare, non potrai lodare Dio e io ti chiudo la bocca."

Questo, fratelli, è arrivato al mio cuore. Pochi peccati sembrano irritare il Signore quanto quello dell'incredulità. Dubitare che egli può compiere ogni cosa significa rinnegare la sua onnipotenza. Mettere in dubbio che egli desidera adempiere qualcosa quando lo ha promesso in modo indubitabile equivale a smentire Dio.

Un uomo del Signore, un uomo di risveglio, scrive: "L'incredulità deruba il credente della pace interiore, indebolisce le sue mani, concentra nubi sulle sue speranze. L'incredulità è la vera causa di migliaia di malattie spirituali. Non abbassare mai la guardia davanti al gigante dell'incredulità, fratello e sorella."

Perché l'autore degli Ebrei capitolo 3 versetti 12 e 13 dice: "State attenti, fratelli, che talora non vi sia in alcuno di voi un malvagio cuore incredulo che si allontani dal Dio vivente. Ma esortatevi a vicenda ogni giorno finché si dice 'oggi,'" perché nessuno di voi sia indurito per l'inganno del peccato.

E concludo, concludo così. Ti lascio così questa mattina. Ora, proprio ora, in questo momento, fratello e sorella, tu che ascolti la voce del Signore, egli ti chiama beato. Beata, profondamente appagato. Sei tu, fratello, sei tu, sorella, che hai creduto. Tu sei beato perché le cose dette da parte del Signore avranno compimento.

Amen. Gloria a Dio. Zaccaria ritornò a credere in quello che l'angelo gli aveva detto e più avanti il Signore ci dice che recuperò la parola e cantò un canto meraviglioso che poi, se volete, leggerete a casa, glorificando Dio e profetizzando di quello che sarebbe accaduto dopo.

Bene, fratelli, Romani 4 versetto 16. L'eredità è per fede, in tal modo essa è per grazia.

Amen. Gloria a Dio. Continuiamo a pregare, fratelli, che il Signore possa rendere la sua Chiesa proprio così: gradita agli occhi di Dio. E affinché un messaggio di gradimento venga direttamente dall'alto per ognuno di noi, entrambi. "Voi siete giusti agli occhi miei. Camminate senza colpa in tutti i comandamenti e le leggi del Signore."

Che Dio benedica la sua parola. Amen.