Vivi la tua chiamata — ambasciatore del cielo sulla terra

Questa mattina volevo condividere dal libro dell'Esodo, capitolo 4, al verso 1. Leggiamo: "Mosè rispose e disse: 'Ma ecco, essi non mi crederanno e non ubbidiranno alla mia voce, perché diranno che l'Eterno non ti è apparso'".

Mentre passiamo in lettura tutto il capitolo, il Signore già dal primo verso mi fermava, perché tante volte può capitare nella vita che l'esperienza che abbiamo fatto con Dio venga messa in dubbio. Però io credo che il Signore appare a tutti gli uomini, nessuno è escluso. Ci sono quelli che riescono a cogliere la sua apparizione, la sua chiamata, ad ascoltare la sua voce e a mettere in pratica, a ubbidire a quella che è la chiamata. E poi ci sono quelli—parlo in generale, non parlo della Chiesa, parlo di tutti gli esseri umani.

Ci sono quelli che non riescono ad afferrare e diranno: è soltanto qualcosa che è frutto della mia immaginazione, è frutto dei miei pensieri. Oppure questo che mi sta succedendo, che potrebbe essere da parte di Dio, è una casualità di eventi. E vanno avanti, percorrono la loro strada, vanno avanti nella loro vita indifferenti a quello che accade.

E poi ci sono i figli di Dio che fanno un'esperienza col Signore profonda e vengono quasi marchiati come un sigillo, no? Il Signore mette nel cuore qualcosa che non passa, rimane. E penso che ognuno di noi può dire nella propria vita: "In quel giorno, in quel momento, il Signore mi ha parlato." Ci sono tante situazioni, e non parlo soltanto di quando il Signore ti afferra e c'è proprio una conversione—quindi la strada che percorrevamo non è più quella che percorriamo oggi. Possiamo notare come Dio ha cambiato interamente il nostro cuore e noi ci rivolgiamo a lui, facciamo una vita che possa piacere al Signore.

Ma tante volte ci troviamo di fronte a questo dubbio, e Mosè lo espone proprio davanti a Dio. Mosè aveva appena ricevuto la chiamata di andare a prendere il popolo e portarlo fuori dall'Egitto. E dice una domanda che è anche quasi giustificata. Cercava anche delle scuse. Il contesto parla di un Mosè che dice: "Sì, ma possono dire questo? Sì, ma non sono bravo con le parole a convincerli." Stava un po' trovando delle scuse. Ma in quel momento quello che dice il Signore è: possono anche dirmi, quelli ai quali tu mi stai mandando, che il Signore non ti è apparso. E questa cosa può capitare nella vita di un credente: cerchiamo le conferme intorno a noi, ma non le troviamo. Anzi, a volte troviamo degli scoraggiamenti, ci rendiamo conto che quello che abbiamo ricevuto gli altri non lo comprendono, e tante volte siamo noi stessi a non comprendere l'importanza della chiamata che il Signore ci ha fatto.

Quello che abbiamo ricevuto noi stessi lo mettiamo in dubbio, forse perché influenzati dalle circostanze o anche da qualcuno che non vede proprio quello che abbiamo ricevuto da parte dello Spirito Santo. Eppure il Signore quando mette il suo sigillo, noi non dobbiamo fare altro che segnarlo con una data, con un foglio, far sì che rimanga nero su bianco e ricordarci che quella è stata la parola del Signore che ci ha parlato in quel momento.

Quello che succede dopo a Mosè è la conferma di quello che il Signore ti ha detto prima. E allora noi possiamo anche avere il dubbio personale, ma quando c'è la conferma quel dubbio deve svanire. E allora cerchiamo di prendere quello che il Signore ci ha detto, farlo nostro e cercare la conferma. E quando l'abbiamo trovata, perseverare in essa, perché è lì che il Signore ci sta portando.

Mosè aveva un grande compito. Ricordiamoci che Mosè era l'uomo che vedeva il Signore, parlava faccia a faccia, non in sogni o visioni. La Bibbia ci dice che Dio parla a Mosè e dice: "Io con te parlo faccia a faccia come si può parlare ad un amico." E questo era la sua chiamata. Cerchiamo la nostra affinché possiamo ben discernere quelle che sono le parole che vengono da parte di Dio. E poi ci sono anche delle cose che magari non sono da parte del Signore—quelle non troveranno conferma. Ma lì dove lo sentiamo forte, sentiamo che qualcosa sta imprimendo, si sta mettendo con forza dentro di noi, allora lì è il Signore che ci sta guidando.

E poi vediamo—la storia la sappiamo: poi Mosè va, ci sono anche delle difficoltà col popolo perché inizialmente Mosè non vede quella mano forte e potente, anche se il Signore gliel'aveva detto, che Faraone non avrebbe ascoltato da subito quella che era la parola di Mosè. Ma poi vediamo come si adempiono tutte le promesse che Dio aveva fatto a Mosè e al popolo.

E questo è quello che ancora il Signore ci vuole dire questa mattina: che la benedizione del Signore poi non si fermerà a noi, ma come è stato per Mosè, per tutto il popolo, possiamo davvero essere quella fonte di acqua viva che nutre anche chi ci sta accanto. Così il Signore possa benedire anche la sua parola questa mattina che ci ha concesso di condividere insieme.

Noi siamo creati. Ognuno di noi è una creazione di Dio. Siamo creati perché siamo creati per vivere in comunione con Dio. Siamo creati come esseri umani con una volontà libera. Questo vuol dire che noi possiamo decidere se voglio vivere in comunione con Dio, e anche posso decidere di non volerlo. Questa è la mia decisione. Ma oggi vogliamo vedere cosa significa vivere nella comunione, in comunione con Dio, con il nostro creatore. Vogliamo che tu oggi, che stai qui, entri un po' più profondamente in questa vita con Dio, in comunione intima.

Ma cosa significa? Bene, noi siamo creati all'inizio e l'uomo purtroppo ha deciso anche: io non voglio la presenza di Dio. Pensava potrebbe vivere senza di Dio. Sì, potrebbe, ma le conseguenze le conosciamo, no? Ma Dio, sapete una cosa? Tante volte noi pensiamo: "Oh, il peccato era così male per noi". Sì, è male per noi, ma come era per il creatore? Il creatore Dio ha perso una relazione personale con la creazione che lui ama di più. Lui ha perso una relazione personale con noi. Ma nel suo amore divino lui ha portato la soluzione: perché il suo unigenito figlio, il Signore, ha chiesto: "Sei pronto di andare sulla terra per pagare per tutti i peccati dell'essere umano? Per restaurare la comunione di nuovo, per permettere a ognuno di noi di entrare di nuovo in una relazione personale e intima."

Così è possibile che io entro in una relazione personale con questo Dio creatore. E questo è meraviglioso. E se tu qui stai oggi questa mattina e non hai mai scoperto, non hai mai fatto una decisione che io voglio prendere, voglio prendere questo regalo, voglio decidere che voglio seguire il mio creatore per tutta la vita, voglio vivere una vita in comunione con questo creatore.

Se tu non hai fatto ancora questa decisione, tu hai l'invito oggi per farlo, e ti raccomando che tu non esci fuori di questa sala prima che tu hai fatto questa decisione, perché adesso parliamo di cosa significa fare una decisione, la decisione di vivere in comunione con questo creatore.

Cosa significa? Cosa tu hai ricevuto quando tu hai deciso di voler vivere in comunione? Vuol dire che lo Spirito Santo è entrato nella tua vita, vuol dire che lui abita in te, giusto? Non è già una cittadinanza divina sufficiente? Oh, cosa significa? E perché noi viviamo ancora sulla terra? Perché abbiamo bisogno di una cittadinanza per la terra, una cittadinanza divina? Perché abbiamo bisogno di una cittadinanza divina per la nostra vita qui sulla terra? Perché non è abbastanza che il Signore ci aiuta?

Sai, questo non è ancora tutta la verità. Non soltanto abbiamo ricevuto una cittadinanza divina, ma il nostro compito è non essere straniero sulla terra, ma essere ambasciatore celeste con un passaporto celeste.

Cosa significa? Io come austriaco, quando io voglio vivere in Italia, per esempio, come straniero, per me, anche da straniero, vale la legge dello Stato italiano, no? Sì o no? Ma quando io vengo a vivere in Italia come ambasciatore, per esempio, dello Stato austriaco in Italia, cosa vale per me: la legge dell'Austria o di Italia? Austria.

Quando tu hai una cittadinanza celeste e tu vivi qui sulla terra come ambasciatore, che legge vale per te? Le cose terrene o le cose del cielo?

Cosa significa vivere come ambasciatore? Sai, questa è una decisione. È più facile per la carne vivere come uno straniero. No, ma tu non vivi qui sulla terra per essere uno straniero. Tu vivi qui come ambasciatore. Vuol dire per te vale quello che vale nel cielo e nessuna cosa terrena vale per te. Sì, noi viviamo ancora qui sulla terra, siamo influenzati dalle cose che succedono qui sulla terra, no? Sì, ma la mia vita deve essere determinata dal cielo e non dalle cose terrene, dalle circostanze che succedono nel mondo.

Ma quando io vivo la vita celeste, cosa vuol dire? Cosa vuol dire? Vuol dire io porto il cielo qui sulla terra. Il cielo si manifesta qui sulla terra per mezzo di me, per mezzo di te. E questo è il nostro compito, o no? Leggiamo in Efesini 2:10: "Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato perché le compiamo."

E per favore sappiamo che questo vuol dire che siamo qui come ambasciatore per compiere qualcosa. Che cosa? Opera sua. Tu hai ricevuto, quando—prima che tu sia nato qui sulla terra—tu hai già ricevuto una chiamata, un piano di Dio per la tua vita. La volontà di Dio è che tu lo vivi, e queste opere sono opere soprannaturali perché noi, come ambasciatore, il nostro compito è una vita soprannaturale. La differenza non è un'altra maniera umana, no, ma la differenza è tra le cose celesti e le cose terrene.

Vuol dire che queste opere sono opere di Dio attraverso di te e attraverso di me. Non sono le nostre, dalla nostra forza, no? Dalla nostra forza possiamo essere al massimo uno straniero, ma tu, nessuno qui dentro è chiamato per essere straniero, bensì per essere ambasciatore. Vuol dire io vivo la mia chiamata, io vivo il piano di Dio per la mia vita e non un'altra vita. Un piano divino.

Non è meraviglioso? Devo aspettare un po'. Eh, sai, sta scritto in Romani 8 che tutta la creazione aspetta la rivelazione dei figli di Dio. A che cosa aspetta il mondo? Aspetta ai stranieri o agli ambasciatori? Agli ambasciatori, sì. No, perché il mondo sa. Il mondo sa quando tu dici "Io sono cristiano". È interessante. Il mondo sa "Ahah, tu sei un cristiano. Ahah, per te vale questo livello." Per te quale livello vale? Non quello di uno straniero. Il mondo aspetta a te e a me che noi viviamo come ambasciatore.

Come entriamo in questa vita da ambasciatore, come essere ambasciatore ai piedi tuoi? Ricordi? Ai piedi tuoi, nella comunione che tu prendi, che tu ti lasci. Padre e figlio stanno nel cielo, ma noi abbiamo ricevuto lo Spirito Santo. E lo Spirito Santo è sempre con noi. E lo Spirito Santo ti guida. Ti guida, e lui sa, lui vive 100% come ambasciatore. E quando tu ti unisci con lo Spirito Santo, quanto vivi tu come ambasciatore? Quanto? 10? 20? 30? Quanto?

Sei contento? Sai, questo è il nostro problema. Noi siamo tanto contenti con il 10, 20, 30% e ci fermiamo. Oh, spero che sono salvato e ok, un po' di più. Oh, sono salvo nella mia vita. Oh, voglio vivere, voglio vivere una vita comoda, no? Mi posto nella zona di comfort, no? Conoscete questa zona di comfort? Oh, tutto è così comodo. Oh, no, no, no, no, no, no, no, no, no, lasciami.

Ma sai, la zona di comfort è un posto molto pericoloso perché tu perdi tanto. Perché la vita di ambasciatore è piena di miracoli, è una vita soprannaturale, è una vita di gioia divina, è una vita di potenza divina, è una vita di amore divino, tutto questo che vale nel cielo.

Quanto tempo il nostro creatore deve ancora aspettare che noi decidiamo di vivere come ambasciatore? E per me è necessario soltanto una decisione, una decisione che dice: io non voglio vivere la mia vita. Anche quando tu hai detto una volta "io voglio seguire il Signore", ma poi devi anche lasciare che lo Spirito Santo operi in te, attraverso di te e con te, e ti mostri tante cose—le cose che tu fai ancora con la tua propria forza, con i tuoi propri pensieri, con le tue proprie idee.

Almeno io lo so. Io sono stato ventotto anni cristiano quando ho scoperto che io ho una chiamata, una chiamata divina, vuol dire non una vita che non è determinata dall'aspettativa degli uomini, neanche dai fratelli e sorelle. Io ho vissuto una vita in cui la maggioranza delle decisioni che ho fatto era secondo l'aspettativa degli uomini. Ma poi diciotto anni fa ho scoperto che io ho una chiamata—non sapevo chi era, ma ho scoperto che ho una chiamata. E allora ho deciso, e questo è anche il giorno quando tu sei ancora già tanti anni cristiano, di fare una decisione: "Io voglio vivere e finire la mia chiamata. Non soltanto vivere, sopravvivere come cristiano, no, neanche una vita mediocre da cristiano, no? Perché mediocrità non esiste nel cielo. Il cielo è sempre 100%. No, così è la mia decisione."

E quando ho scoperto, ho deciso, ho detto: "Signore, io voglio conoscere la mia chiamata e io voglio trovare la mia chiamata. Io voglio vivere la mia chiamata e io voglio finire la mia chiamata."

Adesso non dico che io non so dove sono, no, nella mia vita posso dire che io ho cominciato di vivere nella mia chiamata. Posso dire non di più, perché quasi ogni giorno il Signore viene nella mia vita e dice: "Robert, ok, questo", ma ho ancora tanto di più. E quando ho finito un periodo, bah, è soltanto l'inizio, vedi? Ah, per me, per me lo stesso. Io ti prometto che tu sperimenti lo stesso quando tu decidi e pensi: "Oh non ho mai pensato di sperimentare questo." Oh, ciao, ah. E poi il Signore viene, ah, sai, c'è ancora tanto altro, tanto di più, tanto di più.

E il Signore oggi guarda ai nostri cuori e cerca cuori che dicono: "Io voglio il 100%." Io voglio il 100%. Sai, la tua chiamata, la chiamata è una cosa divina. Vuol dire che tu non puoi vivere la tua chiamata con la tua forza umana. Soltanto—ogni chiamata che riceviamo noi come cristiano, ogni chiamata è soprannaturale e di maniera divina, no? Così io non posso farlo, nessuno può vivere la propria chiamata con la propria forza. Vuol dire io sono ogni giorno, ogni momento dipendente dal cielo come ambasciatore.

Non decido la terra cosa deve succedere nella mia vita. Il cielo ha un piano e io decido se sì, sì, sì, o no. Tu stai qui.

Quando questo succede, che il Signore possa aprire i tuoi occhi spirituali? Cosa? La bellezza, la gloria che ha preparato per te.

Io voglio, ma tu devi iniziare ai piedi suoi. Devi prendere il tempo perché il nemico vuole che tu stai sempre occupato, occupato con le cose terrene, e ha paura che tu vada ai piedi di Dio e ascolti cosa Dio ha preparato per la tua vita. E lui non soltanto ti mostra, lui anche ti guida a vivere quella vita meravigliosa, meravigliosa, perché è celeste, sono cose celesti.

Hai ricevuto una chiamata, opere. E sai una cosa, tu hai ricevuto la tua chiamata già prima che tu sia nato. Puoi leggere in Galati 1:15. Anche l'apostolo Paolo scrive della sua chiamata, come lui ha trovato la sua chiamata.

Tu hai già ricevuto la tua chiamata prima che tu sia nato. E una cosa molto importante è una buona notizia: è uguale come tu hai vissuto la tua vita fino oggi, la chiamata sopra la tua vita non cambia mai. Quando io sono, per esempio, infedele nel cammino con il Signore, Dio non pensa: "Ah, ok, Robert, tu non sei stato fedele. Ok, io devo prendere questo, io devo togliere questo dalla tua chiamata, devo togliere questo e ok, per il resto almeno puoi farlo." No, no, Dio non pensa così. Questo è un pensiero umano, no? Almeno una piccola porzione puoi fare, no? No, no.

Quando io ho scoperto che ho una chiamata, sì, ho pianto, ho pianto molto davanti al Signore. Ho chiesto: "Signore, perché non ho scoperto questo ventuno anni prima? Perché ho perso tanti anni della mia vita?" E il Signore ha detto: "Robert, quando tu decidi oggi di cercare, trovare, vivere e finire la tua chiamata, succede perché è la mia cosa, e le mie io non ho limiti. Io posso accelerare tutto o prolungare la tua vita. Nessun problema."

La cosa è, anche quando tu stai già anziano, non è, non deve dire è una menzogna per gli anziani, è una menzogna del nemico. Ah, ok. Tu sei troppo vecchio adesso. No, per i giovani devono farlo. No, la tua chiamata vale fino alla fine della tua vita e non è troppo tardi. Tu puoi decidere oggi. Tu puoi decidere "Io voglio. Io lo prendo."

La decisione deve essere ogni giorno di nuovo. Non una volta, ma ogni giorno. Non la mia volontà, ma la tua volontà sia fatta. Vuol dire io muoio ogni giorno di me stesso per la tua volontà. Ma sembra come se fosse una tragedia. No, no, no. Quando tu fai la volontà, quando tu lasci fare la volontà di Dio, quando tu sei ubbidiente, tu sperimenti un miracolo. Ogni volta, ogni volta, e di più tu sperimenti wow . Quante volte di più tu diventi innamorato, ti innamori del creatore e dello sposo, sai?

La tua chiamata, la tua chiamata è la preparazione per essere parte della sposa. Una vita in unità con il creatore. La nostra testa umana non può pensare—è troppo per la nostra testa umana—ma tu puoi ricevere una rivelazione divina nel cuore. La tua chiamata è per te e tu sei la persona creata per la tua chiamata. Vuol dire non c'è nessun'altra persona in tutto il mondo che è creata per fare, per vivere la tua chiamata. Nessun'altra persona può farlo meglio di te.

E la tua chiamata puoi anche dire ministero. Tu hai ricevuto un ministero? Oh, penso: "Oh, sono apostoli, profeti, pastori." La tua chiamata vale lo stesso come la chiamata dell'apostolo Paolo, per esempio. Tu sei così importante quanto un altro. Davanti a Dio siamo tutti allo stesso livello. Tu hai ricevuto una chiamata e voglio finire con un versetto di Colossesi 4:17: "Dì ad Archipo: 'Bada al ministero che hai ricevuto dal Signore per adempierlo. Adempierlo'". E poi lo stesso vale per te.

Non so chi era Archipo. Il nome Archipo sta scritto soltanto due volte. Una volta qui, l'altra volta nell'epistola di Filemone, ma solo in un saluto. Sì, non sappiamo chi era, ma aveva un ministero. E non vale che tu diventi una persona famosa o no? Vale che tu compi la tua chiamata, il tuo ministero.

E oggi è il tempo per non perdere più tempo, e per noi, ognuno di noi, fare una decisione: "Io voglio cercare il Signore come mai prima. Io voglio cercare la mia chiamata. Io voglio trovarla, viverla e finirla. E io voglio essere pronto per essere parte della sposa."