T occa il lembo della sua veste — la fede che guarisce

Questa mattina il Signore mi metteva davanti alcuni passi dal Vangelo di Matteo al capitolo 6, verso 25. Perciò io vi dico: non abbiate ansietà sollecitude per la vostra vita, riguardo a quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, riguardo a quello che vi vestirete. La vita vale più del cibo e il corpo più del vestito. Osservate gli uccelli del cielo: essi non seminano, non mietono e non raccolgono nei granai. Eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? E chi di voi, con la sua ansietà, può aggiungere alla sua statura un sol cubito?

Perché siete in ansietà intorno al vestire? Considerate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano. Eppure io vi dico che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu vestito come uno di loro. Ora, se Dio riveste in questa maniera l'erba dei campi che oggi è e domani è gettata nel forno, quanto più vestirà voi, o uomini di poca fede?

Non siate dunque in ansietà dicendo: "Che mangeremo o che berremo o di che ci vestiremo?" Poiché sono i gentili quelli che cercano tutte queste cose. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che avete bisogno di tutte queste cose. Ma cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non siate dunque in ansietà del domani, perché il domani si prenderà cura per conto suo. Basta a ciascun giorno il suo affanno.

Ho notato come il Signore mi mette davanti le cose che mi servono, perché parlava proprio a me e vedevo anche il mio carattere, il mio atteggiamento. E c'è da dire che noi viviamo nella generazione che forse è la più ansiosa e la più sollecita, la più irrequieta. Noi basta che ci guardiamo intorno e possiamo notare come c'è questo affanno nella ricerca di tanti traguardi. La Chiesa dovrebbe ambire a traguardi spirituali, a ricchezze eterne. Eppure anche noi siamo coinvolti tante volte in questa vita da quello che il mondo fa.

È sempre stato così. Eh, anche se quando vado poi negli Atti degli Apostoli mi posso rendere conto che, se al contrario questa è la generazione più ansiosa, quando il Signore dà lo Spirito Santo ai discepoli, hanno nuova vita. Pietro, gli apostoli e tutti quanti sperimentano quella che è la vita di Cristo nella sua pienezza. Vediamo invece che quella generazione era quella a cui queste cose che venivano rilevate non le appartenevano più. Vendevano le proprietà, vivevano insieme, condividevano ogni cosa e avevano il fondamento sulla parola di Dio. Erano gioiosi ed erano anche perseguitati. Noi non siamo perseguitati, o almeno nella carne non abbiamo la persecuzione, ma siamo ansiosi.

E allora vedevo questo grande contrasto che c'era tra la prima chiesa e i nostri tempi, i nostri giorni. E allora mi dicevo: Signore, noi lo vediamo anche attraverso tanti fastidi, e il corpo ne risente, no? L'ansia, le sollecitudini, ed è chiaro, è sotto gli occhi di tutti, che tante piccole cose e il corpo, i segnali che ci manda oggi fanno anche parte di questo stile di vita in ansia. Dobbiamo per forza fare qualcosa che soddisfi, come chiesa, più la carne che lo spirito. Quando nel Signore abbiamo già ricevuto tutto, e quando Gesù dice queste cose è il sermone sul monte, quindi è ancora il suo ministero che sta andando avanti e non siamo al tempo degli Atti degli Apostoli.

Eppure la prima chiesa viveva con una pace interiore e una gioia, nonostante le prove erano anche forti. Alcuni venivano uccisi, lapidati, perseguitati. Eppure Paolo stesso, prima Saulo, quando ancora non aveva incontrato il Signore, era uno di quelli che li incarcerava. Eppure avevano la gioia, si moltiplicavano ogni giorno, e la Chiesa vedeva come il Signore aggiungeva delle anime. E vediamo anche che queste cose sembrano che Gesù le voglia dire più alle generazioni che verranno, perché poi è quello che nel tempo si è perso.

Allora chiedevo: Signore, come possiamo riacquistare? Perché poi venendo la domenica io noto con grande piacere, con grande gioia che condividere con voi questo tempo è di grande benedizione. Noi, anche in piccola parte, cerchiamo di rivivere quello che è stata l'opera dello Spirito Santo che ha compiuto ai giorni della Chiesa. Però come una sorella mi ha detto questa mattina, c'è di più. Noi quello che desideriamo non è soltanto una caparra, noi vogliamo la pienezza dello spirito che il Signore ci vuole dare. E tutte queste cose, vivendole alla presenza di Dio con i suoi santi e la comunione con lui, con quelli che ha messo accanto, vivendo in questa maniera potremmo realmente vedere come tutte le sollecitudini e tutte le ansietà andranno piano piano sparendo.

Io gioisco, e quando posso condividere con voi queste cose e anche questa mattina il Signore parlandomi ha benedetto la mia vita, e spero che possano ancora questi passi toccare ognuno di voi.

Con voi voglio condividere un passaggio della scrittura che il Signore ha messo nel mio cuore. Lo leggeremo nell'evangelo di Marco al capitolo 5, dal verso 21 fino al verso 34.

Così dice la parola del Signore: "E quando Gesù passò di nuovo all'altra riva in barca, una grande folla si radunò intorno a lui ed egli se ne stava in riva al mare. Allora venne uno dei capi della sinagoga di nome Giairo, il quale vedutolo gli si gettò ai piedi e lo pregò con molta insistenza, dicendo: 'La mia figliuola è in pericolo: vieni a imporle le mani affinché sia guarita e viva.' Ed egli se ne andò con lui. Una grande folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Ora, una donna che aveva un flusso di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto da parte di parecchi medici, spendendo tutti i suoi averi, senza alcun giovamento, anzi piuttosto peggiorando, avendo sentito parlare di Gesù, venne tra la folla alle sue spalle e toccò il suo vestito.

Poiché diceva: 'Se solo riesco a toccare le sue vesti, sarò guarita'. Immediatamente il flusso del suo sangue si fermò ed ella sentì nel suo corpo di essere guarita da quel male. Ma subito Gesù, avvertendo in se stesso che una potenza era uscita da lui, voltatosi nella folla disse: 'Chi mi ha toccato i vestiti?' I suoi discepoli gli dissero: 'Non vedi che la folla ti stringe da ogni parte e tu dici chi mi ha toccato?' Ma egli guardava intorno per vedere colei che aveva fatto ciò. Allora la donna, paurosa e tremante, sapendo quanto era venuto in lei, venne e gli si gettò ai piedi e gli disse tutta la verità. Ma egli le disse: 'Figliuola, la tua fede ti ha guarita, va in pace e sii guarita dal tuo male.'"

Abbiamo appena letto un passaggio della scrittura molto conosciuto, e questo è un passaggio che noi troviamo in altri Vangeli. Lo troviamo nell'evangelo di Matteo, noi l'abbiamo letto nell'evangelo di Marco e lo troviamo anche nell'evangelo di Luca. Questo episodio ha delle piccole differenze in questi tre Vangeli, ma tutte le versioni hanno dei valori importanti, piccoli cambiamenti, ma valori profondi, valori spirituali.

E oggi vogliamo considerare insieme perché davanti a noi c'è una donna. Questa per noi questa mattina sarà un esempio. Dio l'ha voluto mettere davanti al mio cuore e lo metterà anche davanti a tutti noi. Prendere esempio da una donna, come abbiamo appena letto, che aveva una sofferenza, portava su di lei una sofferenza estrema, una sofferenza che si portava dietro per lunghi anni. E la Bibbia non dice qualche giorno, qualche mese o un anno, dice dodici anni. Ha parlato al mio cuore in maniera profonda inizialmente quando consideravo che in questo passaggio della scrittura, mentre Gesù, spinto a camminare verso colui il quale gli aveva chiesto una preghiera—parliamo del capo della sinagoga di nome Giairo—la Bibbia dice che una grande folla era intorno a lui.

E mentre il Signore camminava con questa folla accalcata intorno a lui, ecco che esce fuori ed emerge una donna. Una donna che fa la differenza. Una donna che si identifica, una donna che non vuole far parte di quella folla che è intorno a Gesù, ma esce fuori per un bisogno personale. Comunque questa donna esce ed emerge fuori. Ed ecco che ce la troviamo davanti.

Perché, fratelli e sorelle, ho considerato: perché noi non vogliamo far parte della folla? È vero. Noi vogliamo essere cristiani che fanno la differenza. Una donna che decide in cuor suo, nonostante le sofferenze, nonostante la sua debolezza fisica e poi vedremo più avanti anche quella spirituale, lei decide di sperimentare personalmente Gesù e la sua gloria. Mentre la folla, dice il Signore, era intorno a Gesù. Solo questo dice questo racconto, ma della donna il Signore si ferma a parlarne e ce ne parla a tutti noi in modo così semplice, ma così forte per farci capire qual è la sua volontà per noi. Noi non vogliamo essere la folla, fratelli. Oggi vogliamo sperimentare la gloria di Dio.

Questa donna ha sperimentato—la Bibbia ci dice proprio così—che una potenza uscì da Gesù o una virtù. Noi oggi il desiderio che dobbiamo avere dentro di noi è sperimentare personalmente Gesù e sentire la sua gloria, toccare Gesù perché da lui escano una virtù. Ed egli, come abbiamo sempre detto, è là, Dio largo nel donare. E se sappiamo che Dio è largo nel donare, come non possiamo desiderare: Signore, voglio toccarti personalmente perché da te escano le tue virtù ed io possa portare frutto per la tua gloria?

La folla viene rappresentata dalla parola di Dio da una massa anonima, volubile, indefinita, spinta da curiosità, emozioni o dal desiderio di miracoli piuttosto che da una vera conversione. Questa stessa folla può acclamare Gesù un giorno, ma può al giorno dopo chiedere la sua crocifissione, evidenziando la tendenza umana a seguire l'emotività collettiva. Gesù descrive la folla come pecore che non hanno pastore. Questo indica una condizione di smarrimento spirituale. Rappresenta il pericolo della superficialità religiosa. Gesù ci invita a cercare invece un incontro personale con lui.

E allora oggi mi chiedo e dico: Signore, che cosa c'è nel mio cuore? Cosa c'è adesso nel nostro cuore? Di chi vogliamo far parte? Della folla oppure di quella donna che personalmente ha deciso in cuor suo di incontrare il suo maestro? E io vi lascio questa domanda questa mattina nel vostro cuore, credenti e non credenti: che cosa vuoi fare? Vuoi far parte della folla o vuoi far parte di quella donna che sperimenta personalmente Gesù?

E la Bibbia ci dice che questa donna soffriva, soffriva terribilmente, era portata all'estremo. Era una sofferenza che sicuramente non desiderava più portare su se

stessa. E quindi la Bibbia dice che per far sì che potesse essere liberata dalla sua sofferenza, la parola del Signore dice che consultò molti medici spendendo tutti i suoi averi, senza alcun giovamento, anzi piuttosto peggiorando. Questa donna disse: "La mia sofferenza è grande, consulterò pure qualcuno". Sofferenza più sofferenza, dolore più dolore. Si rivolse agli uomini, e così la Bibbia ci descrive, anzi peggiorò ancora di più, probabilmente le cure per lei erano anche sbagliate, e quindi continuava a soffrire sempre di più.

E al verso 27 la Bibbia ci dice: "Avendo sentito parlare di Gesù". Fratelli e sorelle, quanti oggi, o amici ascoltano, hanno udito parlare di Gesù? Quanti oggi ascoltano? Noi abbiamo un altro esempio in Marco al capitolo 10. Un altro verso del genere lo troviamo di un episodio di un uomo, Bartimeo il cieco. Vi ricordate di quest'uomo? Anche di lui la Bibbia dice che quando sentì che Gesù passava, gridò.

Non tutti quelli che odono parlare di Gesù sono attenti alle sue parole, lasciando che queste raggiungano il proprio cuore. Non tutti quelli che odono le parole di Gesù si aprono in umiltà e in semplicità al messaggio della verità. Non tutti quelli che odono parlare di Gesù credono alla buona novella dell'evangelo. Non tutti fanno attenzione alle parole di Gesù. Noi molto ascoltiamo di lui, ma chi fa attenzione alle sue parole?

Questa donna aveva sentito parlare di Gesù, dice la Bibbia. Probabilmente qualcuno aveva parlato al suo cuore, probabilmente qualcuno gli aveva predicato l'evangelo della verità e lei aveva fatto attenzione alle parole di Gesù. Quando sentì che Gesù passava, venne per incontrarlo. E un po' mi ricordavo della parabola del seminatore nell'evangelo di Matteo al capitolo 13. Vi ricordate quando Gesù ci dà questo passaggio, questo insegnamento importante per noi, per capire che oggi noi tutti ascoltiamo la parola di verità, ma questo seme meraviglioso, eterno, in quale tipo di terreno cade? E il Signore paragona il terreno al nostro cuore.

E l'evangelo di Matteo dice: "Una parte del seme cadde lungo la strada, un'altra cadde in luoghi rocciosi, dove non c'era molta terra, e un'altra cadde fra le spine e la soffocarono. Ma gloria a Dio, un'altra parte di questo seme cadde in buona terra e portò frutto dando il cento, il sessanta e il trenta."

Oggi dove cade il seme della parola di Dio? Quando Gesù parla e quando noi ascoltiamo il suo parlare, tutto ciò che riguarda la sua verità, dove stai lasciando cadere questo seme? Perché ti voglio dire una cosa questa mattina: il futuro della tua vita lo determina proprio questo seme. Il futuro della tua vita lo determina quando questo seme cade in buona terra. Se oggi tu prepari il tuo terreno, il tuo cuore alla parola di verità e l'accetti, tieni considerazione della sua voce, ti posso dire che, come questa donna che noi abbiamo appena letto, tu vedrai la gloria di Dio. La benedizione del Signore cadrà sulla tua vita solo per aver ascoltato un giorno la parola di verità.

Questa donna aveva ascoltato già di Gesù. Ecco perché dice: quando sentì parlare che Gesù passava, venne tra la folla. Alle sue spalle, dice il Signore, e toccò il suo vestito. Ecco che davanti a una realtà di questa viene in azione la fede. Questa donna attiva la sua fede in Gesù e lei dice: "Se solo riesco a toccare il lembo della sua veste, io sarò guarita."

Questa mattina ti voglio dire una cosa. Non so se c'è qualcuno qui che sta vivendo la stessa situazione di questa donna dal flusso di sangue, una perdita così, ma probabilmente ci sarà ancora qualcos'altro che ti stai portando dietro e porti dentro di te una sofferenza che te la porti dietro da anni, come questa donna la portava con sé da anni. Io non so qual è la tua situazione, la tua condizione del cuore, ma come ho detto all'inizio, non è solo una sofferenza fisica, ma è una sofferenza spirituale. Può essere una sofferenza morale, può essere una sofferenza a motivo del peccato, dell'impurità, può essere una sofferenza familiare, finanziaria. Io non so qual è la tua sofferenza.

Oggi io ti voglio dire che Gesù premia la tua fede quando tu la riponi in lui. Egli loda la tua fede. Nel momento in cui la tua fede si attiva in Gesù, non c'è religione o legge che tenga. Non ci sono condizioni umane che possono fermare. Non ci sono pensieri, idee, ideologie, teologie che possano rallentare il passo di Gesù verso di te. Quando tu poni la tua fede in Gesù, niente può fermare la sua mano. Egli è pronto a poterti guarire, liberare, perdonare, salvare. Questo fa la fede. La fede in Gesù realizza miracoli e guarigioni, perdono e salvezza.

In Luca al capitolo 7, verso 36, a una donna peccatrice Gesù dirà: "I tuoi peccati sono perdonati". E più avanti ancora Gesù disse alla donna: "La tua fede ti ha salvata, vai in pace". La fede in Gesù realizza la risposta alle nostre preghiere, fratelli. Egli stesso dirà: "Perciò tutte le cose che domanderete nel mio nome pregando, credete di riceverle, e le otterrete."

Anche una piccola fede paragonata a un granello di senape, ma autentica e riposta in Gesù, può fare cose straordinarie. Nell'evangelo di Matteo al capitolo 17, verso 20, Gesù dice: "Direte a questo monte: spostati di qui a là, ed esso si sposterà. Niente vi sarà impossibile."

E in Ebrei al capitolo 11 la Bibbia ci dice: "Ora, senza fede è impossibile piacergli, perché chi si accosta a Dio deve credere che egli è e che egli è il rimuneratore di quelli che lo cercano."

Che esempio meraviglioso che noi possiamo considerare ancora oggi, ancora una volta, attraverso la parola di Dio. Il Signore ci sprona a voler fare la differenza. Signore Gesù, è il mio desiderio: non voglio far più parte della folla. Forse qualcuno starà pensando che stiamo parlando ai non credenti, ma tante volte anche noi ci immergiamo in mezzo a questa folla. Non c'è più il desiderio di voler toccare il lembo della veste di Cristo. Non c'è più, a volte, con le sofferenze o senza sofferenze, il desiderio di voler far sì che da Gesù escano le sue virtù sulla nostra vita, che noi possiamo sperimentarlo personalmente. Questo fa la differenza, fratelli.

E la Bibbia ci dice che immediatamente il flusso del suo sangue si fermò. Al verso 30 dice: "Ma subito Gesù, avvertendo in sé stesso che una potenza era uscita da lui, voltatosi nella folla, disse: 'Chi mi ha toccato i vestiti?'"

Vi voglio far notare una cosa importante, fratelli. La risposta dei discepoli. Nell'altro passaggio del Vangelo di Luca troviamo che parlò proprio Pietro in questo modo. I suoi discepoli, alla domanda di Gesù risposero: "Non vedi che la folla si stringe da ogni parte e tu dici chi mi ha toccato?" Pietro, proprio lui, colui il quale era stato a contatto con Gesù, colui che stava vivendo le benedizioni di Gesù, dice a Gesù: "Maestro, ma che cosa stai dicendo? Possibile che non ti accorgi che tanta folla, tanta gente ti tocca e stai a dire proprio chi mi ha toccato?"

È un po' di quello spirito di scetticismo che oggi c'è in mezzo alla chiesa. Quando succede qualcosa, un giovane viene investito dallo Spirito Santo, ma sì, ma chissà. No, ma forse, ma c'è un vero cambiamento, fratello. No, ma quel giovane che l'altra volta... E così via dicendo, a volte siamo increduli, siamo scettici verso l'opera gloriosa di Gesù in mezzo a noi. Questo non deve esserci più.

Quando Gesù parla, quando Gesù tocca, tocca e trasforma, perdona e salva, battezza con lo Spirito Santo e col fuoco. E noi crediamo nell'opera di Cristo Gesù, nella sua potenza, nelle sue virtù.

E oggi questo spirito di scetticismo, di incredulità è nel mondo, e la Chiesa ne deve restare fuori, non si deve amalgamare, ma deve dire: "Vai via nel nome di Gesù". Dio è vivente, Gesù è potente ed egli ancora oggi è capace di trasformare e di salvare ogni anima che si accosta a lui.

E allora, fratelli, che cosa accade? Gesù si guarda intorno per vedere colei che aveva fatto ciò. E allora la donna, paurosa e tremante, sapendo quanto era avvenuto in lei, venne, gli si gettò ai piedi e gli disse tutta la verità. Questa donna a un certo punto si sentì toccata nel cuore. Sentì che Gesù la leggeva nel cuore, non poteva fare a meno di restare nascosta. Uscì fuori e raccontò dicendo alla folla: "Perdonatemi se ho sentito il bisogno di andare a Gesù. Perdonatemi se ho messo da parte la vergogna di quello che era il parere degli altri e sono andata dritta da Gesù per sperimentare la sua gloria."

E io ti dico una cosa questa mattina per te che ancora non ti sei accostato, tentenni fra due opinioni: non ti importare dell'opinione degli altri, vai a Gesù, desidera di toccare Gesù perché lui è pronto a manifestarsi nella tua vita e a farti sperimentare la sua potenza, la sua gloria, il suo perdono, la sua salvezza. Vai a Gesù.

Quello che ti voglio dire questa mattina per incoraggiarti è: non importa ciò che dice l'uomo intorno a te, è importante quello che dice Gesù di te. Quello che dice Gesù, che cos'è? Lo leggiamo insieme: "Figliuola, la tua fede ti ha guarita. Vai in pace e sii guarita dal tuo male."

Cosa importa oggi le parole degli uomini, il giudizio degli uomini, quando davanti a noi abbiamo qualcosa di straordinario: Gesù, il Figlio di Dio. La Bibbia dice: "Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figliuolo affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna." La tua fede posta in Gesù ti darà la vita eterna. Sarai liberato dalla morte eterna e avrai la vita eterna. Abbi fede in Gesù perché egli è pronto a manifestarsi al tuo cuore. Tocca il lembo della sua veste, toccalo con mano e lui si manifesterà.