Ultimi tempi — vegliate per la venuta di Gesù
Voi che amate il Signore: perché amiamo il Signore? Perché egli ci ha amati per primo. Lui ha mostrato questo amore preventivo duemila anni fa, perché è da lì che è nato il calendario. Prima del Vecchio Testamento, dalla creazione del mondo fino alla venuta del Signore, il calendario è sempre diminuito ed è arrivato a zero. Nella morte e nella risurrezione del Signore il calendario è ricominciato a crescere. Quindi prima è decresciuto, poi è cresciuto, e oggi, anche a scuola quando si studiano i libri di storia e di geografia, diciamo: prima di Cristo, dopo di Cristo. Cristo è ciò che ha compiuto tutto, e Dio stesso, tramite suo figlio, ha creato il cielo e la terra e tutto quello che esiste. Noi, gloria a Dio, non possiamo avere altro che questo giubilo, questo amore, di poter cantare a lui affinché la sua luce risplenda sul giusto.
Noi non siamo nati giusti, ma siamo resi giusti per la grazia del Signore. La gioia appartiene a quelli che sono puri di cuore, perché quel sangue sulla croce ci purifica la vita, il nostro cuore, e per coloro di noi che abbiamo, per la grazia di Dio, la sua pace. La pace che abbiamo solo nel Signore, quella pace che il Signore ci vuole dare e che solo lui può dare alla nostra anima, al nostro vero cuore, al nostro spirito, affinché noi possiamo camminare nelle vie del Signore. Qualunque avversità possa avvenire, quando stiamo col Signore, c'è sempre shalom dentro di noi.
Sappiamo che nel Vecchio Testamento Gerusalemme era il popolo chiamato da Dio, appartato da Dio. Ma sappiamo anche che con la venuta del Signore, Gerusalemme è la grazia che Dio ha manifestato anche ai gentili, a tutti i popoli della faccia della terra. Quindi Gerusalemme rappresentiamo noi, la chiesa di Cristo.
Vi potete accomodare. Gloria a Dio. È sempre poco il tempo. Gloria a Dio. Abbiamo sempre questo orologio che gira, che gira, che gira. E dico sempre che siamo schiavi del tempo perché abbiamo un orario per ogni cosa. Non siamo come i piccoli fanciulli che sono del Signore, che loro mangiano, dormono, piangono in qualunque momento gli vada, che sia la notte o il giorno. Ma un giorno in cielo, gloria a Dio, saremo come dei piccoli fanciulli, non saremo più schiavi del tempo, saremo nella pace perfetta.
E come anche dice il salmista del Salmo 46, che Dio per noi è un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nell'avversità. Perché i tempi che stiamo vivendo, questi ultimi tempi, sono dei tempi tremendi, dei tempi in cui il diavolo, il nemico, vuole che ogni essere umano sia strappato dalla grazia della salvezza di Gesù e vuole che possa vivere nel male. L'apostolo Paolo, nel libro di Timoteo, al capitolo 3, parla di questa crisi morale, di questa crisi economica che negli ultimi tempi sarà manifestata, e dice che negli ultimi tempi l'uomo sarà malvagio, sarà vanaglorioso, sarà invidioso, cercherà le ricchezze di questa terra. E poi vediamo che queste persone che riescono a essere ricchi, a forza di diventare ricchi, fanno sempre del male, fanno determinati crimini, e più diventano ricchi, più cercano altre ricchezze, perché in realtà sono poveri. La vera ricchezza è nel cuore dell'uomo che possiede il Signore.
E allora, anche se i media, le televisioni, gli smartphone ci dicono sempre notizie negative, ci bombardano al punto che purtroppo chi non resiste psicologicamente si suicida. Noi dobbiamo mettere i nostri piedi nel Signore perché egli è un rifugio, è una forza sempre pronto nelle avversità. Quindi, miei cari, non dobbiamo temere le condizioni attuali del mondo, ma dobbiamo guardare a Cristo, perché egli solo è il capo e condottiero della nostra vita.
Venerdì parlavo con i giovani al culto dei giovani e dicevo che oggi ci sono queste manifestazioni dell'uomo che in realtà non vuole il governo di Dio e che cantavano una specie di coro dicendo "Nessun Dio, nessuno mi comanda, il corpo è mio e faccio quello che voglio". Io meditavo insieme a loro e dicevo: se ci pensate, il corpo è mio, ma non possiamo fare quello che vogliamo. Il corpo è di Dio. Noi non possiamo fermare il processo di invecchiamento. Noi non possiamo fermare una malattia, ma solo Dio può fare ogni cosa. Molti uomini confidano nella medicina o nella scienza, sono cose buone, dei progressi che il Signore ha permesso. Anche l'evangelista Luca, secondo il Vangelo di Luca, era un dottore, quindi un dottore che curava gli ammalati. Ma c'è un certo punto in cui l'uomo arriva fino a un certo punto e si ferma perché non riesce a andare oltre, mentre Dio va oltre per chi ha fede. Gloria a Dio.
E ho meditato che se la medicina o la scienza avessero avuto questo successo, questo progresso che davanti al Signore non è nulla, a quest'ora gli ospedali dovevano essere vuoti, ma purtroppo sono pieni, sono stracolmi. Allora ho meditato e ho pensato che abbiamo veramente bisogno del Signore Gesù. Un verso dice: "Fermatevi e riconoscete che io sono Dio. Io sarò esaltato fra le nazioni e sarò esaltato sulla terra. L'Eterno degli eserciti è con noi, il Dio di Giacobbe, il nostro rifugio." Qualunque guerra, Dio è il Dio degli eserciti. E in questi ultimi tempi noi abbiamo più che bisogno del Signore Gesù.
Gli ultimi tempi si qualificano così: sono partiti dal momento in cui Cristo è morto e risorto sulla croce e stanno andando fino al giorno in cui lui ritornerà. Questi ultimi tempi ci stanno facendo vedere chiaramente che il ritorno del Signore è vicino. Aspettiamolo, aspettiamo il Signore, cerchiamo di incoraggiarci a vicenda per stare fermi, anche se nelle battaglie giornaliere che passiamo al lavoro o in qualunque situazione, sappiamo che noi abbiamo il Dio degli eserciti che è della nostra parte.
Gloria a Dio. Bene, l'apostolo Pietro ci avvisa dicendo che negli ultimi giorni, negli ultimi tempi, verranno degli schernitori. Dice in Secondo Pietro al capitolo 3, verso 4: "Dov'è la promessa della sua venuta? Da quando infatti i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione." Ma dimenticano volontariamente che per mezzo della parola di Dio... E dice che per il Signore mille anni sono come un giorno e un giorno sono come mille anni. Quindi, da quando Pietro ha scritto, quanti anni sono passati? Più o meno duemila anni, no? Ma per il Signore sono due giorni.
L'orologio e il tempo del Signore non è lo stesso di quello nostro. Ma gli schernitori dicono che fanno parte della Chiesa perché dicono: i nostri padri hanno detto che torna Gesù, ma noi non abbiamo visto che torna. Ma la scrittura dice: "Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di noi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento."
Perché io penso a tanti parenti, amici del mondo, tanti figli, tanti parenti dei miei stessi fratelli che ancora non hanno accettato Gesù, che ancora non lo conoscono. Ecco perché io dico: Signore, questa è la mia preghiera, manda un risveglio, Signore, salva prima tutti quelli che non ti hanno accettato, quelli che non ti conoscono, quelli che non sono nati di nuovo nello spirito. Salva, o Eterno, quando la tua parola si compirà. E allora la sposa sarà pronta e dirà: vieni, perché lo spirito e la sposa diranno al Signore: vieni presto, Signore Gesù.
E allora, fratelli, noi siamo davanti a dei tempi maturi, e dove non ci rendiamo conto, facciamo progetti. Come ho detto prima, viviamo come se il Signore non torna. Alcuni fanno dei progetti per i figli e per i figli dei loro figli, per l'eredità, per tutte quelle cose che la scrittura dice: purtroppo, cari miei, "la fine di tutte le cose è vicina". E io mi sono chiesto: ma come tutti gli apostoli dicevano che Gesù torna, che Gesù sta per tornare, e poi sono passati duemila anni? Allora pure noi possiamo dire la stessa cosa? No, perché noi sotto i nostri occhi vediamo adempiersi tutte le profezie del Signore Gesù ed sono già pronte. E la differenza è che noi dobbiamo sapere questo.
L'apostolo Pietro dice, per quanti ancora non conoscono le Scritture, perché tanti dicono: "Ma chi ha scritto la Bibbia?" Non l'hanno scritta gli uomini, non sanno però da dove scenda la verità della parola di Dio. E l'apostolo Pietro dice sempre nella Seconda Epistola, al capitolo 1, ai versi 20 e 21: "Sapendo prima di questo che nessuna profezia della scrittura è soggetta a particolari interpretazioni, perché tanti dicono: 'Sì, ma bisogna sapere come interpretare la scrittura. Non è facile', ma è solo una giustificazione." La parola però va avanti e dice: "Nessuna profezia, infatti, è mai preceduta da volontà d'uomo, ma i santi uomini di Dio hanno parlato perché spinti dallo Spirito Santo."
Questa è la parola di Dio. È vero. I santi uomini di Dio hanno scritto la parola di Dio, ma spinti dallo Spirito Santo. E questo è bello, è la verità. Perciò noi dobbiamo credere alle profezie perché nessuna profezia della parola di Dio è caduta a terra. Non c'è uomo sulla terra che possa dire: "Ma la Bibbia ha detto questo e non è mai successo" o "la Bibbia ha detto questo ed è successo il contrario". Non esiste sulla terra.
Poi gli increduli ci sono sempre, quelli che non credono in Dio. Uno dei primi scienziati di questo mondo, credete, si chiamava Pascal. Parlando con un suo amico che era incredulo, diceva: "Senti, io credo in Dio, tu non credi in Dio. Se Dio non esiste, io non ho perso nulla. Ma se Dio esiste, tu passerai il resto della eternità nelle pene eterne." Questo era il suo linguaggio. Allora, su questo noi dobbiamo capire che la parola di Dio confrontatasi con la storia e con la scienza non è caduta per nulla a terra, è perfetta.
Ma vogliamo capire ancora questa mattina il ritorno del Signore. Parliamo della sua venuta ancora. Quali segni particolari? Il fratello Francesco mi ha preceduto, oltre quello che ha detto Gesù in Matteo 24. Dice l'apostolo Paolo a Timoteo, naturalmente al capitolo 3 del Secondo Timoteo: "Ora sappi, dice Paolo al suo discepolo, sappi queste cose: negli ultimi giorni verranno tempi difficili perché gli uomini saranno amanti di se stessi, avidi di denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, scellererati, senza affetto, implacabili, calunniatori, intemperanti, crudeli, senza amore per il bene, traditori, temerari, orgogliosi, amanti dei piaceri invece che amanti di Dio, aventi l'apparenza della pietà, ma avendone rinnegata la potenza. Da costoro allontanati."
Questi sono i segni degli ultimi tempi. Quindi con che cosa ci dobbiamo confrontare? Queste parole sono state dette anni fa. Paolo, ma tu come sapevi che saremmo andati a finire su questa strada? Nessuna profezia è da interpretazione umana. Paolo era spinto dallo Spirito Santo a scrivere perché aveva una rivelazione grande del suo maestro Gesù e perciò avvertiva che c'erano questi segnali evidenti degli ultimi tempi, degli ultimi giorni.
Come non dovremmo noi prepararci e affrettarci a far sì che, appena torna, al suono dell'ultima tromba, quando torna Gesù, possiamo essere rapiti? Ma alcuni si chiederanno: ma cos'è questo rapimento? Abbiamo sentito parlare poco. Si sente parlare nel mondo di rapimento, già si sente parlare poco nella chiesa. Pensa nel mondo. Paolo, sempre lui, ci dice nella sua epistola ai Corinzi al verso 51 del capitolo 15: "Ecco, vi dico un mistero, perché questo è un mistero. È un mistero già per i credenti, pensate per il mondo. Ma il credente che legge e crede nella parola di Dio sa che si deve preparare, che deve vegliare. Ecco, io vi dico un mistero: tutti morremo, ma tutti saremo mutati in un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba. La tromba infatti suonerà, i morti risusciteranno incorruttibili e noi saremo mutati, trasformati."
Capite quanto sia importante per il Signore farci capire, farci credere che quei momenti possano essere imminenti da un momento all'altro? Va bene tutto. Come ho detto ieri al fratello Giovanni che Lutero diceva: "Se Gesù torna domani, io oggi pianterò un albero di melo." Cioè le nostre attività le dobbiamo fare lo stesso. Che facciamo? Aspettando Gesù, stiamo fermo? No. Mentre Gesù torna, noi facciamo le nostre attività naturali e principalmente spirituali, vegliando nella preghiera, pregando, intercedendo per le anime che non conoscono Dio, che non sanno che sono i perduti. Questo fa la Chiesa.
Ed è per questo che credo sia importante fare attenzione a questi avvertimenti che la parola di Dio ci dice. Nel frattempo preghiamo e diciamo: "Signore, nella tua parola c'è anche scritto che negli ultimi giorni tu manderai il tuo spirito e i vecchi e i giovani profetizzeranno, e il cielo sarà mutato, e molti si ravvedranno." Questo è quello che aspettiamo, ed è bello per noi pregare perché senza la mano di Dio questo mondo è completamente perduto. Non c'è speranza.
Ha voglia a predicare la pace. Sempre Paolo dice: quando pace non c'è, gli uomini grideranno pace, e allora verrà la grande rovina. Pensate che in Germania la più grande azienda delle auto la stanno trasformando in industrie di armi, e con questo fatto dell'intelligenza artificiale si stanno costruendo sempre più armi. Ma non è una novità per noi, perché noi sappiamo che negli ultimi sette anni verranno delle piaghe su questa terra dove gli uomini non sapranno che cosa succederà. Ed è importante invece per noi non ritrovarci in quei tempi, ma che possiamo far parte della sposa per essere rapiti. Perché in Apocalisse l'apostolo Giovanni dice alla chiesa di Filadelfia: "Io ti preservo da quei tempi malvagi", e Dio faccia grazia perché tutti noi possiamo dire: "Signore, oggi se ascolti la mia voce non indurire il cuore."
E non è soltanto per quelli che ancora non conoscono Dio, ma è anche per la Chiesa, perché è normale che con i tempi che corrono, come ho detto prima, la scrittura dice: "Tutto il mondo giace nel maligno." Dov'è Dio? Ditemi dov'è Dio oggi? Un tempo, quando gli uomini mettevano Dio nelle istituzioni, nelle scuole c'era il sacerdote che ti faceva recitare la preghiera, ti leggeva un po' di storia della parola, si andava al catechismo, si andava dai Salesiani, c'era la religione che si metteva nelle condizioni di avere un piccolo timore di Dio. Oggi, oggi chiedete a questa generazione che sta crescendo e già quella che è cresciuta: né nelle famiglie né nelle scuole non insegnano più che c'è un Dio dove bisogna aver timore.
Perciò i tempi dell'apostolo Paolo, dove gli uomini sono quelli che sono, noi li stiamo vivendo. Ed è bene che tutti noi ci rendiamo conto quanto sia importante per noi e per i nostri figli portarli sulla retta via, perché questa generazione non conosce Dio e sta pensando di mettere ordine, un ordine mondiale attraverso gli sforzi degli stessi uomini che vogliono conquistare sempre qualche pezzo di nazione, di terra. Perché l'uomo è guidato dall'avversario.
Per noi che sappiamo che questi giorni sono giorni difficili, è bene che rimaniamo sullo stesso binario e camminiamo davanti alla presenza del Signore e che non ci allontaniamo dalla parola di Dio, perché la parola di Dio è la nostra lampada e che rimaniamo costanti in quello che è la scrittura.
Per concludere, perché a noi bastano quelle poche parole per comprendere che quando Dio parla al cuore è bene che osserviamo quello che la parola di Dio ci insegna. L'apostolo Giovanni, naturalmente, volevo ancora andare avanti per qualche minuto, ma voglio soltanto dire che lui disse chiaramente: "Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo." Quando sentiamo il mondo dicono: "Ma alcuni non capiscono cos'è il mondo." Te lo spiego io, non io. Te lo spiega la parola di Dio, perché dice: "Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui."
Quindi non si tratta di amare il globo, la terra, le cose che stanno nel mondo. E quali sono? Quelle che il diavolo ci ha messo davanti, quello che il diavolo ci fa vivere, quello che ha sedotto gli uomini, i giovani, gli adolescenti, i bambini, tutti sedotti da questo spirito: il telefonino, c'è tanta distrazione, non c'è il tempo di pensare che Gesù deve tornare, non c'è tempo di pensare che tutte le cose sono ormai alla fine, perché ci sono tante cose che ci occupano. Questo è il mondo, e poi va avanti.
Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi, l'orgoglio della vita non viene dal Padre, ma dal mondo. Cos'è la concupiscenza? Un ardente desiderio. Questo è il suo significato. Desiderare le cose di questo mondo. E sono tante, ma tantissime. Però Giovanni va avanti: "Il mondo passa con la sua concupiscenza, ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno."
Chi fa la volontà di Dio, il mondo passa, tutto passa. Le ricchezze, dice Salomone in Proverbi, sono quelle che come salire sulle ali dell'aquila, che sale più su, poi svaniscono, non li vedi più. Ma l'uomo è amante del denaro, non sa che nudo è uscito e nudo ritornerà, non si porterà dentro niente.
E allora per concludere, cari miei, questo infatti dice Giovanni al capitolo 1, al verso 3 della Prima Lettera: "Questo infatti è l'amore di Dio: che noi osserviamo i suoi comandamenti e i suoi comandamenti non sono gravosi." Come testimonianza personale devo dire anche questo, perché tutti dobbiamo capire che quando uno nasce di nuovo nello spirito, tutti quei desideri della carne, quella concupiscenza svanisce, non c'è.
Come esperienza personale, posso dire dopo quarantaquattro anni quasi che non ho mai desiderato, non io, per la grazia di Dio, di trovarmi qualcosa a cui dovevo soddisfare la mia anima. Niente affatto. Posso soltanto dire che niente di ciò che Dio mi ha comandato era pesante per me. Tante volte alcuni dicono: "Eh, fratello, ma questo è un po' difficile." Ciò che ci comanda il Signore da astenerci da alcune cose, ma anche di ubbidire ad altre cose. Come si fa? Siamo fatti di carne. Lo so, certo che lo so. Anch'io sono fatto di carne, ma ti posso assicurare: quando la parola di Dio dimora dentro di te, tu non devi preoccuparti, non ti devi sforzare, no, è la tua nuova natura, la natura dello spirito. Perché tu sei stato fatto partecipe di Gesù, e Gesù non desiderava nulla di questo mondo. Tu che sei fatto della stessa natura, non desideri niente, non devi concupire niente.
Quello che è bello è che i comandamenti di Dio non sono gravosi, non sono pesanti. Davide diceva: "Io amo la tua parola", perché ci dobbiamo chiedere se amiamo la parola di Dio, e quando abbiamo finito di leggere un capitolo della parola, nel cuore nostro nasce questo desiderio: "Grazie Signore. La tua parola è meravigliosa. La tua parola mi ammaestra. La tua parola mi purifica. La tua parola mi mette in confronto con la tua stessa natura, col tuo pensiero, con la tua volontà."
E quanto è importante il seme della parola di Dio. E Giovanni va avanti, dice: "I tuoi comandamenti non sono gravosi." Poiché al verso 4: "Tutto quello che è nato da Dio che fa? Vince il mondo. Vince il mondo, e questa è la vittoria che ha vinto il mondo, la nostra fede."
E che bello. Che cosa ha vinto? Tu non vincerai mai il mondo, non lo vincerà mai. Te lo posso assicurare, ma è la tua nuova disposizione nella fede che vince il mondo. Abramo e Lot stavano insieme. Lot godeva della benedizione dello zio Abramo, ma quando si dovettero separare, mi piace quel passo, perché Abramo dice al nipote: "Scindi, dove vuoi andare? Se tu vai a destra io vado dall'altra parte." Ma Lot guardò lontano, guardò la pianura. E Abramo disse: "Vai, non è un problema. La benedizione di Dio ti segue nel deserto, al mare, in montagna, in qualunque posto." Abramo non aveva questo problema.
Anzi, quando si separò dal nipote che scelse la parte più bella, quella del mondo, e allora dice: allora il Signore disse ad Abramo: "Guarda in cielo, mira le stelle perché così sarà la tua generazione." E Dio benedisse Abramo. Quando noi serviamo Dio, la benedizione di Dio ci segue ovunque noi andiamo, tutto ciò che diciamo, perché egli è gioioso di darci tutti i beni che appartengono a lui.
E perciò, Signore, diciamo: fai grazia perché tutti abbiano a conoscere la bontà di Dio. E la parola naturalmente dice queste parole che io dico a tutti voi e a me stesso: "La grazia del Signore Gesù Cristo sia con tutti voi." Queste sono anche le parole di Pietro che diceva: "Crescete, crescete nella grazia del Signore nostro Gesù Cristo." Dobbiamo crescere, però abbiamo bisogno di un cibo spirituale che ci fa crescere e ci mette davanti alla conoscenza del nostro Signore. Egli ci guiderà perché il suo amore passa attraverso la croce. E quando l'amore passa attraverso la croce, noi sappiamo che siamo amati da colui che ci ha creati. Dobbiamo ricambiare soltanto questo amore obbedendo e praticando i suoi comandamenti.