La parola brucia nel cuore — il coraggio di Geremia

Ho sempre tanti spunti quando nell'adorazione e nelle preghiere siamo ricchi perché è lì la nostra vera ricchezza. O pensate magari che le proprietà e tutto quello che ci offre questo mondo siano quello che conta. Le ricchezze che il Signore ha messo nei cieli per noi sono quelle a cui dobbiamo ambire e desiderare grandemente. Il nostro cuore deve essere rivolto a esse, e stamattina quelle ricchezze eterne le sento attraverso le vostre preghiere, attraverso la lode, l'adorazione.

Sento che ci sono sicuramente momenti anche di scoraggiamento e difficoltà perché viviamo una vita anche naturale ed è lì che con il nostro spirito dobbiamo prendere autorità nel nome di Gesù e vincere il naturale. E questo lo possiamo fare attraverso la parola del Signore. Altrimenti camminiamo su una strada che non è illuminata e noi abbiamo bisogno della lampada che illumina il nostro sentiero.

Allora, il verso che ho letto a inizio del culto, voglio leggervi anche un altro, sempre dal salmo 5 al versetto 8: "O eterno, guidami per la tua giustizia a motivo dei miei nemici, raddrizza davanti a me la tua via."

E mi son fatto delle domande: raddrizza davanti a me la tua via. Il salmista Davide dice: "Signore, la tua via raddrizzala davanti a me." Ho detto: "Signore, siamo noi che dobbiamo raddrizzare le nostre vie o sei tu che raddrizzi la tua via davanti a noi?"

È bello quando posso pormi dei quesiti, altrimenti scorro i versi e non rimane nulla. Allora mi fermo e quando ho dei dubbi e delle domande è lì che il Signore inizia a parlarmi. Penso che capita a tutti quelli che si accostano alla parola del Signore e ho voluto cercare anche dei paragoni. Quando un verso mi parla forte, lo cerco anche in altri testi che parlano sempre dello stesso verso.

E allora ho visto anche leggendo sempre lo stesso verso, come il Signore ai nostri occhi ci fa vedere che la sua via diventa diritta. E quando succede questo, lui raddrizza la sua via o piuttosto sono i nostri occhi che vengono toccati da parte del Signore e possono vedere che la sua via è diritta. La sua via è sempre stata diritta. Non c'è bisogno di prendere scorciatoie, seguirla così.

Dipende dalla situazione in cui ci accostiamo, in cui vogliamo prendere questa strada per servire il Signore. Come la vuoi prendere? Facendo dei compromessi, dicendoti sì, ma adesso ho bisogno di seguire quello che mi sta dicendo la testa? Non voglio, so che non è la cosa giusta, ma lo farò lo stesso. Signore, apri i miei occhi, raddrizza i miei occhi, guarisci i miei occhi, toccameli affinché il percorso che tu vuoi per me appaia così com'è, diritto come lo hai fatto tu.

E me lo ha rivelato attraverso questa meditazione stamattina e ho notato che il Signore mi stava dicendo: "Vedi quanto è più semplice quando mi chiedi di aprirti gli occhi? Vedi quanto è più semplice per te seguire la mia strada? Non è un'opera faticosa."

Allora, queste settimane abbiamo svolto qualche servizio in più, però vedevo che non mi pesavano. Stamattina anche nella vita domestica, la moglie deve dare qualche incoraggiamento al marito, no? E viceversa.

E allora quello che mi è stato detto è: quando siamo nel Signore e quando le nostre attività sono ripiene delle cose che piacciono a Dio, mi rendo conto che posso vedere quanto non sono gravose, non sono faticose. Quanto anche andare a fare un culto in più, due culti in più o qualche servizio per il Signore. Quando c'è quell'occhio preparato, aperto, quel collirio che ti ha toccato e la mente e gli occhi si sono schiariti, allora vedi. E noi sappiamo che questa vista è una vista spirituale, non la possiamo ricevere da noi stessi, ma è il Signore Gesù che ce la dona quando siamo in lui.

Perciò stamattina questo è il mio incoraggiamento. Cerchiamo di dilettarci nell'opera dello Spirito Santo. Cerchiamo di chiedere al Signore di preparare ogni giorno qualcosa affinché, non con le nostre sole forze, ma con un grande desiderio, con una grande gioia, noi possiamo compiere le opere che Dio ci mette davanti. Alleluia.

Questo è quello che condivido con la Chiesa quest'oggi e con tutti voi. Amen.

Allora, cari fratelli, anche questa mattina vogliamo condividere insieme un passo della parola del Signore nel libro di Geremia al capitolo 1. Leggiamo di questo grande profeta e uomo di Dio. Il ministero di Geremia è un ministero particolare rispetto a tutti gli altri profeti. L'Eterno innalza, l'Eterno esalta. Questo è il significato di Geremia. Ma è chiamato anche il profeta che si lamenta, il profeta che piange, il profeta che denuncia il peccato, perché per questo è stato anche chiamato.

E insieme vogliamo leggere in Geremia 1 dal versetto 4, leggo fino al versetto 9. La parola dell'Eterno mi fu rivolta, dicendo: "Prima che io ti formassi nel grembo di tua madre, ti ho conosciuto prima che tu uscissi dal suo grembo, ti ho consacrato e ti ho stabilito profeta delle nazioni."

Io risposi: "Ahimè, Signore eterno, io non so parlare perché sono un ragazzo."

Ma l'Eterno mi disse: "Non dire sono un ragazzo perché tu andrai da tutti coloro ai quali ti manderò e dirai tutto ciò che ti comanderò. Non temere davanti a loro, perché io sono con te per liberarti", dice l'Eterno.

Poi l'Eterno stese la sua mano e toccò la mia bocca. Quindi l'Eterno mi disse: "Ecco, io ho messo le mie parole nella tua bocca." Amen.

Geremia fu chiamato quando ancora era un ragazzo. L'umiltà di questo profeta la riconosciamo nel momento in cui, come Mosè fu chiamato e disse "Ma io non so parlare, io non sono adatto a questo." E il Signore dice: "Ma prima ancora che tu nascessi, io ti ho scelto."

Tu lo sai questa mattina? Non so se hai mai pensato a questo, che tu sei stato scelto, come dice in Efesini, prima della fondazione del mondo. Dio aveva scelto te, così come ha scelto Geremia per essere il profeta delle nazioni.

Ed è bello quando dopo aver conosciuto Cristo entriamo in una concezione vera, cioè che Gesù aveva già messo la sua mano sulla nostra vita. E qua dice che io ti ho conosciuto prima che tu uscissi dal seno di tua madre. Ecco perché oggi possiamo dire: Dio aveva un piano e ha un piano ancora per ognuno di noi. Tutto dipende da come ci mettiamo nelle sue mani.

Allora Geremia è quel profeta che denunciava il peccato, si trovò in un periodo particolare ai suoi tempi dove il popolo viveva nel peccato. I re, i sacerdoti e lui era stato scelto da Dio per entrare in questa fase dell'era di questo popolo che si era sviato, si era allontanato da Dio e non è stato un ministero facile per lui.

Ecco perché troviamo che questo profeta si è trovato in un periodo particolare, ma ricevette anche una promessa, perché gli promise già il Signore dicendo che il popolo combatterà con te, ma non ti vinceranno perché io sono con te per liberarti, dice l'Eterno.

E anche su questo Geremia iniziò il suo ministero parlando al popolo in maniera che non fu accettato. Il parlare di Geremia era la verità che Dio aveva messo sulla sua bocca. Ma la scrittura dice una cosa importante. Al capitolo 20 troviamo che Geremia viene messo in prigione dal sommo sacerdote. E perché viene messo in prigione? Perché Geremia dice la verità.

Ma il popolo non voleva sentire la verità, voleva sentire ben altro. Geremia profetizzò al popolo dicendo: "Arrendetevi ai babilonesi." E il popolo diceva no. Geremia diceva: "Guardate che i babilonesi verranno e occuperanno", ma loro volevano sentire il contrario.

Tante volte la verità non ci fa sentire ben visti o stimati. La verità è qualcosa che quando la sentiamo dagli altri va bene. Quando la sentiamo su di noi qualche volta ci fa male. Anche se la scrittura dice: "Dite la verità, dite la verità con amore, perché la verità è bella quando non nuoce agli altri, ma quando la verità è offensiva e fa male, è bene procedere con discernimento." Qual era quello di Gesù? Gesù diceva la verità, denunciava il peccato e non era ben visto, era odiato. E questo era il ministero di Geremia.

E la parola dice un riferimento. Prendo questi versi in Geremia 20 dal versetto 7, leggo ancora fino al versetto 11, così capiamo ancora meglio questo profeta e che cosa doveva passare: "Tu mi hai persuaso, eterno, e io mi sono lasciato persuadere o convincere. Tu sei più forte di me e hai vinto. Sono diventato oggetto di scherno ogni giorno. Ognuno si fa beffe di me. Poiché ogni volta che io parlo grido e proclamo violenza e saccheggio. La parola dell'Eterno per me è un motivo di obrobrio e di scherno ogni giorno."

"Allora ho detto, non lo menzionerò più e non parlerò più nel suo nome, ma la sua parola era nel mio cuore come un fuoco ardente. Chiuso nelle mie ossa, mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo."

"Udivo le calunnie di molti, terrore all'intorno, denunciatelo e lo denunceremo. Tutti quelli con i quali vivevo in pace aspettavano che io inciampassi e dicevano: 'Forse si lascerà persuadere, così noi prevarremo contro di lui e ci vendicheremo di lui'."

"Ma l'Eterno è con me come un potente eroe. Perciò i miei persecutori inciamperanno e non prevarranno. Saranno grandemente svergognati perché non riusciranno. La loro vergogna sarà eterna e non sarà dimenticata."

Geremia viene messo in prigione e dalla prigione lui fa questa preghiera, parla col Signore, dice: "Signore, tu mi hai convinto e io mi sono lasciato convincere perché tu sei più forte."

E perché Dio è più forte? Perché Geremia non avrebbe più voluto parlare, denunciare il peccato, perché a motivo della verità era stato messo in prigione e la verità è quella che tante volte ci mette in una condizione dove gli uomini non vogliono ascoltare.

Giovanni Battista, per dire la verità fu decapitato. E questa è la condizione di quelli che una volta che entrano nella verità non sono più stimati secondo il mondo. Perché se tu dici la verità e parli di Gesù che è la via, la verità e la vita, non sempre troverai le persone a tuo favore.

Ma qui Geremia è costretto. Ecco, questo è uno dei pochi momenti dove Dio costringe. Geremia non voleva più parlare perché lui dice "Io non voglio più nominare il tuo nome, non lo voglio più nominare perché ogni volta che dico al popolo che avranno un giudizio su di loro, per me sono sempre problemi."

E allora la parola dice che ha provato a stare in silenzio, ma qualche volta la volontà di Dio prevale sulla nostra volontà. Noi vorremmo stare in silenzio. Ma come si può stare in silenzio quando tu ti trovi davanti a persone che implorano aiuto, che hanno bisogno di sapere che vivono nel peccato e che tu vuoi denunciare questo peccato? Come vuoi stare in silenzio pensando che quell'anima, se tu non parli, che cosa sarà di quell'anima?

E Geremia voleva trattenere questo sentimento in lui, ma la volontà di Dio è diversa dalla nostra e Dio ci pone dinanzi al suo volere e alla sua volontà. E Geremia ha capito che Dio era più forte di lui, di quello che era la sua volontà.

La parola del Signore, il diavolo non vuole che la possiamo pronunciare, né mettere il nome di Gesù sulle nostre labbra. Vi ricordate nel capitolo 4 degli Atti degli Apostoli quando i sacerdoti dissero ai discepoli: "Non dovete più parlare in questo nome?" E i discepoli cosa risposero? "Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini e noi non possiamo tacere." Quanto a noi dissero: "Non possiamo restare in silenzio."

Quanto a noi, cari fratelli, non possiamo restare in silenzio, nonostante che i tempi siano così difficili. Ma dall'altro canto perché non possiamo stare in silenzio? Pensate, l'altro giorno ho letto in una statistica il libro più letto in tutto il mondo e hanno messo tanti libri. Quello più letto era quello dell'Islam, il Corano. 800 milioni di copie sono state stampate. Ma quando ho letto il risultato della parola di Dio, 7 miliardi di copie sono state stampate da quando è uscito il primo libro. 7 miliardi della Bibbia.

E mi sono ricordato di un famoso imperatore romano ha voluto distruggere tutte le bibbie che c'erano in giro. A un certo punto si arrivò a dire: abbiamo distrutto la parola di Dio. Bene, quando fu affermato questo, 5.000 copie erano scritte a mano della parola di Dio. Pensate l'Iliade di Omero e altri pochi manoscritti sono stati ritrovati, ma della parola di Dio 5.000 copie.

Cieli e terra passeranno, ma la mia parola non passerà. Perciò non possiamo tacere. Possiamo soltanto dire: "Signore, fammi sentire ciò che Geremia sentiva, quel fuoco ardente nel cuore, perché Geremia non poteva restare in silenzio. "Allora ho detto, non lo menzionerò più e non parlerò più nel suo nome, ma la sua parola era nel mio cuore come un fuoco ardente."

Qualche volta avrebbe voluto soffocare questa parola in Geremia, ma era così forte la parola di Dio nel suo cuore che era come un fuoco e non poteva tacere. Nonostante le conseguenze.

Ma è bello quando noi possiamo vedere che abbiamo un esempio davanti a noi perché Gesù era perseguitato e perché è venuto sulla terra per liberarci dal peccato. E quando Gesù parlava e diceva la verità, la stessa parola dice in Giovanni al capitolo 8: "Se ubbidite la mia parola, sarete liberi e la verità vi farà veramente liberi."

Quanto è importante quel veramente liberi? Liberi da che cosa? Liberi dal peccato, liberi dalla schiavitù. E Gesù ha proclamato sempre quella verità e per questo diceva: "Voi mi volete lapidare", diceva ai sacerdoti, "perché dico la verità." E questo è importante per noi sapere che quando proclamiamo la verità, gli uomini non sono sempre disposti ad accettarla.

È forse per questo che tanti ai giorni nostri quando dicono che la verità è in Cristo Gesù, troviamo molta opposizione. L'opposizione la troviamo anche nella famiglia. Gesù stesso disse chiaramente che i suoi nemici saranno quelli della stessa casa. Ovunque si presenta la verità c'è opposizione. Quindi vuol dire che l'uomo nella sua natura preferisce l'inganno, preferisce la menzogna.

Ma su questo possiamo dire che quando Gesù parlava ai sacerdoti e voleva correggerli, voleva riprenderli, perché dietro quella severità apparente c'era, nelle parole di Gesù, una correzione amorevole, come un padre quando corregge i figli. Lì per lì sembra duro ascoltare una riprensione, anche se è verità.

Ma la parola di Dio ci dice nella epistola agli Ebrei al capitolo 12, quanto è importante per noi sapere che il nostro Padre celeste dice queste cose: "Se voi sostenete la correzione, Dio vi tratta come figli. Qual è infatti il padre che il figlio non corregga?"

Quel sentimento che aveva Geremia di avvisare il popolo, di dire: "Guardate che Dio comunque vi ama. Guardate che Dio vuole stabilire con voi un nuovo patto. La sua legge la vuole scrivere nei vostri cuori."

Geremia era quel profeta che diceva nel capitolo 17 che il cuore dell'uomo è ingannevole, è insanabilmente malato. Geremia era quell'uomo che non solo denunciava il peccato, ma incoraggiava gli uomini del suo popolo, dicendo pure chiaramente al capitolo 33 un incoraggiamento: "E io ti risponderò e ti annunzierò cose grandi che tu non conosci."

L'amore e la misericordia di Dio qualche volta non si manifesta sotto l'aspetto che noi pensiamo. Di Gesù dicevano: questo parlare è duro, perché Gesù voleva correggerli perché amava la sua nazione, amava il suo popolo, ma non è stato compreso per tutti quegli anni che è stato sulla terra a predicare la parola di Dio.

Pure quello che è importante per noi è quello che ascoltiamo da Davide, dal salmista nel salmo 51, un verso che a me piace tanto perché quando il Signore mi parlò e mi fece capire che la verità è ciò che al Signore piace. Ma Davide dice così quando confessava il suo peccato. Al versetto 6 del salmo 51: "Ma a te piace la verità che risiede nell'intimo e mi insegni la sapienza nel segreto del cuore."

Quella verità che sta alla punta del cuore, nell'intimo. A Dio piace questa verità e credo che per noi sia importante anche se questa mattina viviamo tempi difficili e il Signore vuole che noi possiamo continuare su questo cammino lì dove siamo stati chiamati perché la parola del Signore ci spinge a non rimanere in silenzio, anche se le persone non vogliono accettare la parola di Dio.

Però verranno i tempi dove il Signore ci farà vedere chiaramente che la parola di Dio prevarrà. Perciò credo che quando uno si mette a leggere la parola di Dio, la scrittura dice che il Signore ci guiderà in ogni verità. E poi ci dice ancora che noi dobbiamo portare la parola di Dio come la cintura della verità, come dice in Efesini al capitolo 6. E ancora ci esorta il Signore perché dice chiaramente che la tua fedeltà alla verità ci aiuta perché egli ha una parola che è veritiera per noi.

Quando lo Spirito Santo ci fa conoscere la parola di Dio e allora tutti noi sappiamo che le tue parole, dice il salmista, sono verità e veri. E allora, cari fratelli, credo che anche questa mattina noi abbiamo un compito che è quello di presentarci davanti al Signore con un cuore sincero, con un cuore puro e chiedere a Dio che egli ci possa guidare, sostenere, fortificare, proclamare ciò che Gesù ha proclamato e questo è bello per noi che possiamo seguire le sue orme.

Quando uno si avvicina alla parola di Dio, legge la scrittura, conosce la sua verità, quella che non conosceva quando viveva nel peccato. Lo fa lo Spirito Santo che ci rivela tutte le cose necessarie alla nostra vita.

E per noi è una grazia ancora questa mattina che possiamo sentire un'altra volta. Non temere, non ti spaventare, non aver timore di parlare a quelli che non ti vogliono ascoltare, ma parla, dice la scrittura, e non tacere. Quando il governatore disse all'apostolo Paolo: Paolo, tu farnetichi, tu dici cose strane, lui rispose: "No, io non farnetico, io proferisco parole di verità."

E Paolo sapeva benissimo che per mezzo di quella verità lui aveva una vita di persecuzione perché seguiva le orme di Cristo. Ma noi non temiamo perché Gesù farà quello che ha fatto con Geremia. Io metterò le mie parole sulla tua bocca e tu parlerai nel mio nome. Amen.

Padre, noi ti ringraziamo e ti benediciamo, poiché in quel giorno tu hai rivelato il tuo figlio alla nostra vita per liberarci dal peccato, per darci grazia di comparire davanti a te con un cuore sincero. Perché dalle nostre labbra, o Signore, possa uscire una parola di grazia anche per gli altri, o Signore.

Che questa verità per la quale tu, o Signore, ci hai chiamati possa essere annunciata, o Signore, ai giorni nostri. Pregandoti che tu possa mettere forza, coraggio nel nostro cuore e fede di poter credere, o Signore, che tu prevarrai del continuo su ogni uomo che accetta tutto ciò che tu hai scritto e hai lasciato per noi come esempio perfetto.

Noi ti ringraziamo per quel sacrificio che ci ha tratto fuori, o Signore, dal fango e dal peccato. E sappiamo con certezza, o Signore, come tu ci hai detto anche questa mattina, che questa verità ci fa veramente liberi dalla schiavitù del peccato e ci dà grazia di conoscerti ancora di più.

E ci mette nel cuore questa promessa, o Signore, per tutti noi e per chiunque ancora non ti conosce dicendo: alza la voce, invocami e io mi mostrerò a te, mi farò conoscere. Questa è la verità, o Signore, che noi tutti in questo luogo abbiamo conosciuto e ci rallegriamo perché possiamo appartenere al Dio vivente.

È vero. Benedici così, o Signore, ancora questi fratelli. Io comando una benedizione sulla loro vita e che lo Spirito Santo li guidi e il sangue di Gesù possa proteggere questo giorno ognuno di noi nel nome di Gesù. Amen. Amen. Amen.