Maria cercava Gesù — il primo amore non dimentica

Leggiamo il passo nel Vangelo di Matteo, capitolo 28, dal versetto 1 al versetto 6: "Ora, alla fine dei sabati, all'alba del primo giorno della settimana, Maria Maddalena e l'altra Maria andarono a vedere il sepolcro. Ed ecco si fece un gran terremoto perché un angelo del Signore sceso dal cielo venne e rotolò la pietra dall'apertura del sepolcro e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come di folgore e il suo vestito bianco come la neve. E per lo spavento che ebbero di lui, le guardie tremarono e rimasero come morte. Ma l'angelo, rivolgendosi alle donne, disse loro: 'Non temete, perché io so che cercate Gesù che è stato crocifisso. Egli non è qui perché è risorto.'"

Gloria a Dio. Egli non è qui perché egli è risorto. Il luogo dove giaceva il suo corpo era completamente vuoto. Gloria al nome del Signore.

Penso che oggi in ogni chiesa si legge qualcosa sulla morte e risurrezione del Signore. In ogni chiesa cristiana, in ogni chiesa cattolica, e questo non lo fanno tutte le altre religioni che esistono sulla faccia della terra. Delle varie religioni che esistono, il Corano e quindi l'Islam, oppure lo yoga, il guru, i mormoni, i testimoni della torre di guardia. Ognuno di loro ha avuto all'apice qualcosa, un leader religioso o una guida spirituale.

Ricordo in particolare modo questo dialogo tra un musulmano e un cristiano. Questo musulmano diceva che ogni anno andava al paese della Medina dove sta la tomba di Maometto e lui diceva: "Ecco, questa tomba è bellissima, è adorna, ci stanno fiori, è curata, eccetera eccetera." E il cristiano disse: "Sì, anch'io sono andato a Gerusalemme a visitare la tomba di Gesù." E il musulmano chiese: "Che cosa c'è?" E il cristiano rispose: "Niente, perché Gesù è risorto."

Così ogni religione del mondo ha una differenza. L'unica differenza che il cristianesimo ha è che noi abbiamo un Dio che è sceso su questa terra, un Dio nel quale poteva compiacersi nelle nostre stesse sofferenze. Molte volte leggiamo nella Bibbia quando Gesù era sulla terra, che Gesù pianse oppure che Gesù ebbe fame. Aveva gli stessi nostri stimoli. Quindi vediamo questo Dio che si è voluto materializzare come ognuno di noi affinché oggi lui potesse comprendere ogni nostra situazione, ogni problema, ogni sofferenza.

E quando Gesù è andato su quella croce con una parola, ha fatto ogni cosa. Tutto è compiuto. Alleluia. Qualunque nostro problema sta inchiodato su quella croce. Per qualunque malattia, per le sue lividure è stato inchiodato su quella croce. Ogni cosa Dio ha fatto, ha compiuto su quella croce in una maniera perfetta e oggi ce l'attesta con la sua risurrezione.

Poiché egli ha tanto amato il mondo, dice la parola, che ha dato il suo unigenito figlio, la cosa di più valore che Dio aveva. Suo figlio Gesù Cristo. Amen.

E noi oggi non possiamo altro che vivere ogni giorno la Pasqua nei nostri cuori e poter offrirgli un servizio, un culto di adorazione, di lode, dove possiamo pregarlo nella libertà dello Spirito.

Nel mondo cristiano si festeggia la Pasqua. Il suo significato è importante perché fu celebrata per la prima volta dagli ebrei quando dovevano uscire dall'Egitto, perciò il suo significato è "Pasqua significa uscita". E quello che è importante che possiamo capire che fin da questo momento, anzi ancora prima, il significato di quello che sarebbe stato il sacrificio di Cristo è già con Abele quando sacrificava i primi agnelli.

E poi il Signore ha ordinato tramite Mosè di poter sacrificare l'agnello e con il suo sangue aspergerlo sull'architrave della porta in modo che il distruttore non potesse toccare il suo popolo. È importante perché è chiaro che la Pasqua, dice Paolo, come è scritto nella parola di Dio, ci porta un riferimento che preferisco leggerlo con le parole della scrittura in modo che prevalga sempre ciò che sta scritto e non ciò che pensiamo noi.

Era un'uscita dall'Egitto, simbolicamente lasciare la schiavitù, lasciare il paese del peccato per entrare nella terra promessa che il Signore aveva stabilito già ancora prima per la bocca sua ad Abramo. Poi è venuto Gesù e Paolo dice così ai Corinzi, sta parlando in primo Corinzi al capitolo 5: "Togliete via dunque il vecchio lievito affinché siate una nuova pasta, come appunto siete senza lievito. La nostra Pasqua, infatti, cioè Cristo, è stata immolata per noi. Celebriamo perciò la festa non con vecchio lievito, né con lievito di malvità e di malizia, ma con azimi di sincerità e verità."

Cristo è la nostra Pasqua. Amen.

Così questa mattina abbiamo sentito molto su quello che i cantici ci hanno detto. Con la sua risurrezione Gesù ha gridato e compiuto. Ma sulla croce ha portato i nostri peccati, le nostre malattie, le nostre infermità, il nostro carattere. Tutto ciò che è del vecchio lievito. Secondo la parola, il lievito è il peccato, è la corruzione e crea nell'uomo questa situazione interiore. Perciò Dio ordinò a Mosè l'agnello e pane azzimo senza lievito.

Dobbiamo presentare al Signore questa mattina. Noi vogliamo glorificare il Signore. È chiaro che continueremo a pregare da casa perché negli ultimi tempi il Signore ci sta impegnando in questo senso. Statisticamente la Chiesa prega poco. Più o meno hanno calcolato che i credenti pregano 5-10 minuti al giorno. Allora credo che il Signore ci vuole impegnare a intercedere, a pregare affinché Cristo sia glorificato in mezzo a noi e che possiamo veramente chinare il nostro capo davanti a lui.

Sapendo che abbiamo una convinzione, almeno questo è per me, spero che sia anche per voi, che Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno. E quindi niente rassegnazione, perché facciamo spallucce e diciamo "Eh no". Paolo dice: "Noi siamo più che vincitori in colui che ci ha amati" e questo è bello.

E così, cari fratelli, anche questa mattina voglio condividere con voi un passo nell'evangelo di Giovanni, al capitolo 20, al verso 18 e oltre, una storia che già conosciamo di Maria Maddalena. Voglio parlare di questa donna per evitare gli errori che nel mondo cristiano escono come eresie. Si chiama Maria Maddalena perché era di Magdala, un villaggio di Israele, come Maria di Betania.

E allora alcuni attribuiscono a Maria Maddalena colei che ha unto i piedi di Gesù come ha fatto la prostituta nell'evangelo. Ma non è così. Non è lei. E alcuni dicono "No, ma forse è Maria di Betania, Maria Maddalena." No, perché lei è Maria di Betania. E poi attribuiscono altre eresie un po' più cattive nei riguardi di questa donna, ma vediamo un po' se a questa donna ci possiamo accostare per imparare delle cose che sono necessarie alla nostra comunione col nostro Signore Gesù.

Leggiamo dal verso 11 in poi: "Ma Maria era rimasta fuori del sepolcro a piangere e mentre piangeva si chinò dentro il sepolcro e vide due angeli vestiti bianco che sedevano l'uno al capo e l'altro ai piedi del luogo dove era stato posto il corpo di Gesù. Essi le dissero: 'Donna, perché piangi?' Ella rispose loro: 'Perché hanno portato via il mio Signore e io non so dove l'abbiano posto.' Detto questo, ella si volse indietro e vide Gesù che stava lì in piedi, ma ella non sapeva che fosse Gesù. Gesù le disse: 'Donna, perché piangi? Chi cerchi?' Lei, pensando che fosse l'ortolano, gli disse: 'Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove l'hai posto e io lo prenderò.' Gesù le disse: 'Maria.' Ed ella allora, voltatasi, gli disse: 'Rabboni, che significa maestro.' Gesù le disse: 'Non toccarmi, perché non sono ancora salito al Padre mio, ma va dai miei fratelli e di loro che io salgo al Padre mio e padre vostro, al Dio mio e Dio vostro.' Allora Maria Maddalena andò ad annunziare ai discepoli che aveva visto il Signore e che lui le aveva detto queste cose."

Amen. Vediamo che erano già andati al sepolcro, ma la pietra non c'era più, era stata rimossa. Non l'ha rimossa il Signore Gesù, perché Gesù è risorto il terzo giorno. Non aveva bisogno di rimuovere lui stesso la pietra, ma vediamo come questa donna, dopo tre giorni della sua morte, è andata al sepolcro. Voleva vedere Gesù. Un altro Vangelo dice che volevano portare degli aromi per imbalsamare, per ungere Gesù.

E qui vediamo una cosa importante. Sono passati tre giorni, il sepolcro è chiuso. Vale la pena andare al sepolcro a piangere? Perché Maria andava al sepolcro? Qual era il suo scopo? Poteva fermarsi lì a rassegnarsi che non c'era nemmeno la possibilità di andare a vedere il corpo di Gesù.

E poi troviamo che la scrittura ci dice che lei comunque va ugualmente e trova il sepolcro aperto e guardando dentro vide due angeli. Non li riconosce come angeli, ma chiede se casomai Gesù stava di là. Dice la scrittura che questi due angeli le chiedono perché l'hanno vista piangere. Donna, perché piangi?

Perché piangeva Maria? L'amore di questa donna era così grande che tre giorni non sono bastati a farle dimenticare l'affetto che aveva per il Signore. Del resto sappiamo che Maria Maddalena era stata liberata, guarita da sette demoni e seguiva Gesù ovunque andava fino alla croce, fino alla morte di croce. Maria stava lì.

Poi la storia non finisce lì perché vediamo che quando uno ama non dimentica facilmente. Non bastavano tre giorni per dire "Va bene, ormai è passato". Dicono che il tempo cancella, no? Ma secondo le parole di Paolo che dice: "Né morte, né vita, né angeli, né potestà, né potenze, né cose presenti, né cose future potranno separarci dall'amore di Cristo."

E per questa donna non c'era nulla che potesse separarla dall'amore di Cristo, dal desiderio di vedere di nuovo il suo Signore. Perché è bello che stiamo attenti quando leggiamo la parola. Perché ella risponde così agli angeli e dice: "Hanno portato via il mio Signore." Non dice il Signore, non dice il nostro Signore. Hanno portato via il mio.

Ora io non voglio generalizzare, ma Gesù è il tuo Signore. Qualcosa che tu possiedi dentro di te e che nessuno può toglierti. Lei parla così per l'affetto, per l'amore che aveva verso il suo padrone, il suo signore. L'hanno portato via e piangeva. Maria, dai, ormai non c'è più. L'hanno portato via. Piangere a che cosa serve?

Oggi le lacrime sono diventate una cosa rara, specialmente nella chiesa. Hanno portato via il Signore, ma ci sono poche lacrime, molti occhi asciutti che pensano "Ma il Signore è sempre in mezzo a noi." Certo, vorrei anch'io affermare questo perché non è solo che sentiamo la presenza di Dio, ma nella lode e nell'adorazione, tanti hanno un modo particolare di vedere le cose, diverso da quello che dovrebbe essere.

Sembra che noi non l'abbiamo perso il Signore perché lo incontriamo nelle piazze, nelle manifestazioni, nei convegni, nei raduni giovanili, nei congressi pastorali. Quando si presentano i problemi, quando si presentano i casi difficili, quali sono i segni? Quali sono i segni della presenza, della potenza di Cristo?

E così ci siamo convinti che in qualche momento possiamo sentire che il Signore sta con noi. Certo, dalle parole di Gesù, lui dice: "Io sarò con voi tutti i giorni." Lui fa una promessa e dice "Io non ti lascerò e non ti abbandonerò." E noi crediamo a queste parole, ma non è tutto, perché abbiamo cantato prima che Gesù è vivo e noi dobbiamo sentire la vita di Gesù nella Chiesa come ai tempi antichi.

Ecco perché Maria sente che Gesù non c'è, non lo vede fisicamente. Non si rassegna, ma il suo cuore è lì. E quando il cuore è per Cristo, noi lo cerchiamo continuamente e cerchiamo di vedere che lui può manifestarsi in maniera gloriosa alla Chiesa.

In quel momento gli occhi di Maria erano chiusi. Di solito un angelo si riconosce, no? Ma lei non li ha riconosciuti in quel momento. Va avanti e dice la scrittura che viene qualcuno e gli dice, ripetendo quello che hanno ripetuto gli angeli. Perché piangi? Chi cerchi?

Fratelli, chi stiamo cercando? È vero che abbiamo tanto tempo davanti a noi, le nostre attività, tutti quelli che sono i nostri impegni, ma quanto al cercare Dio c'è poco tempo. Poi gli uomini sono strani, no? Perché gli uomini dicono "Ma gli anni degli uomini sono pochi, la vita dura poco", però si comportano come se dovessero vivere un'eternità.

Così si comportano gli uomini. Dicono: "Eh, la vita è breve", però non pensano che Gesù sta tornando e le attività ci fanno perdere la visione. Donna, dice Gesù, perché piangi? Chi stai cercando? La parola dice: "Cercatemi e vivrete."

Cercatemi e vivrete. Chi stai cercando? Vediamo che questa donna è l'unica che ha visto Gesù risorto per la prima volta. Gesù si è manifestato a Maria e io mi sono chiesto: perché è privilegiata? Perché, vedete, fratelli, per Maria si addicono le parole che dice in Apocalisse Gesù alla chiesa di Efeso: "Ma io ho questo contro di te, che hai lasciato il primo amore." Maria non aveva lasciato. Il suo primo amore era Cristo e Cristo onora l'amore, la fede che hai per lui.

Io mi sono chiesto e voglio parlarne con voi, prima è importante conoscere che Gesù dice "Donna." E allora lei pensa che fosse l'ortolano. Ma ditemi, dopo tre giorni, se una persona non c'è più e si presenta a te, tu non la conosci più? Impossibile. No, come non vedi che è Gesù?

Ma in quel momento tutti noi comprendiamo che Gesù aveva chiuso gli occhi e aveva fatto in modo che non fosse riconosciuto a Maria. E allora lei dice: "Signore, se hai portato via", pensando che fosse l'ortolano. Qualche volta quando Gesù ci parla sembra che sia qualcosa di ordinario, invece lui vuole dirci che è la sua voce. Ma in quel momento il cuore di Maria è chiuso, non vede.

Arriva un momento particolare dove dice: dimmi dove l'hai messo Gesù. E questo è il desiderio che c'è in questa donna e che a noi serve per imparare a bramare la presenza di Dio. Dove l'hai messo? Non mi interessa che è morto. Dimmi, io lo prenderò.

E allora come possiamo non pensare che Gesù onora tutti quelli che lo onorano? E qui troviamo che Gesù le risponde e le dice una parola. Maria. Quando per la prima volta mi fu rivelato questo passo, solo questo nome. Non c'è nulla di cui possiamo pensare che sia particolare. Ma che cosa ha detto di particolare Gesù?

Quando prima l'ha chiamata donna, lei non l'ha riconosciuto. Ma quando Gesù ti chiama per nome, qualunque sia il tuo nome, allora tu sai chi sei. Sei una persona che egli stima, di cui lui si interessa e ti chiama per nome. Quando ti chiama per nome, tu conosci e senti nel tuo cuore come Maria in quel momento si è sentita chiamare. Allora ha sentito. Questo è Gesù nel suo cuore.

Pensate da come è stato il funerale, il lutto, è passato a una gioia indescrivibile. Pensate in quel momento quando si è sentita chiamare da colui che lei ama. Lo so che non tutti si chiamano Maria, ma quando Gesù ti chiama col tuo nome e tu hai l'amore per lui, allora la tua vita si riempie di gioia di sapere che non è morto Gesù, è vivente. È vivente.

E questo è il desiderio del Cristo di farsi riconoscere affinché lo cerchiamo e abbiamo un reale scopo nella nostra vita. Mettere Gesù al primo posto, quello che c'era nel cuore di questa donna. Maestro. Gesù le dice: "Non toccarmi, non sono ancora salito al Padre." Che significa questo?

Allora, nel mio cuore si è creato un pensiero. Gesù, perché non sei salito subito al Padre dopo la risurrezione? Perché noi sappiamo anche questo, che il suo corpo era nel sepolcro, ma il suo spirito non c'era nel sepolcro. Dove stava Gesù in quei tre giorni? Dove stava? A predicare ai prigionieri spirituali di coloro che durante il periodo di Noè erano morti. Così dice la scrittura.

Ma Gesù dopo la resurrezione non era ancora salito al Padre. È come se dentro di me fosse nato un pensiero, però posso anche sbagliarmi, ma è un mio pensiero. Come se Gesù volesse onorare, presentarsi a questa donna prima e annunziare ai suoi fratelli, ai discepoli, prima di salire al Padre. Come Dio ci onora.

Da qui possiamo vedere come Dio ci onora. No, mi rivolgo a te, Maria. Mi presento prima a te che hai un cuore per me. Poi naturalmente dopo questo si presenta al Padre. La scrittura ci fa intendere che poi scende di nuovo e si fa vedere ai discepoli. C'è da mettere insieme i quattro evangeli per comprendere tutti i passaggi che il Signore ha fatto.

Ma da qui noi possiamo vedere una cosa importante: come il maestro vuole onorare il suo popolo, la sua chiesa e principalmente quelli che hanno un interesse particolare, in modo che non ci allontaniamo da quello che sono i propositi più amorevoli, più belli, di vedere che Gesù si manifesta a te perché tu hai un cuore per lui e Dio è fedele. E Dio è fedele.

E su questa fedeltà dobbiamo basare la nostra esistenza. Ora Gesù è il risorto, è il vivente, e un'opera che lui vuole fare in noi è quella di manifestare la sua gloria nella Chiesa prima del suo ritorno. E a noi ci porta un esempio che è quello di un credente che ha a cuore le sue vie, che cerca la sua faccia, che perde meno tempo per le cose futili di questa vita, di questo mondo.

Sapendo che il tempo è breve, ma che Gesù vuole entrare nel nostro cuore per prendere pienamente possesso e che il suo amore possa crescere sempre più dentro di noi, perché un altro scopo non ce l'abbiamo, un'altra ragione non ce l'abbiamo se non è quella di servire. Come ha fatto Maria Maddalena che lo seguiva ovunque e lo serviva, perché servire significa amare, servire significa donarsi. Servire significa sacrificarsi.

Ma tutto questo quando lo fai per amore di Gesù ha un suo risultato. Lascia entrare Gesù nel tuo cuore e conoscerai la verità. Magari alcuni non la conoscono ancora, ma la scrittura dice che la verità ci fa liberi.

Questo è quel Gesù che tanti non conoscono ancora, ma che Gesù vorrebbe far conoscere. Apri la porta del tuo cuore e fallo entrare, perché oggi, dice la scrittura, è il giorno della salvezza. Oggi se ascolti la sua voce non chiudere il tuo cuore, non lo indurire, aprilo perché Gesù vuole entrare.

E noi facciamo appello a chiunque questa mattina secondo le Scritture perché Gesù possa fare grazia. Avviciniamoci a lui, egli non ti respinge. Oggi non capiamo tante cose. I tempi però sono difficili. Le persone vivono nell'ansia, nella paura, nelle guerre.

Ma come ho detto domenica scorsa, Gesù dice: "Io sono la pace, la tua pace." Allarga il cuore e vedrai le meraviglie. E Cristo certamente ti inonderà di luce, si rifarà conoscere perché ti chiamerà per nome.

Che il Signore faccia grazia anche quest'oggi. Vogliamo alzarci in piedi, fermarci qualche minuto nel pregare e nel chiedere a lui di poter anche in questo giorno godere questa comunione, questo stare insieme, questo agape che è amor fraterno, perché possiamo sentire nel continuo, nel resto di questa giornata, la sua presenza.

Padre, noi siamo grati a te, o Signore, per questo giorno, per la tua parola, per la grazia di poterci accostare al trono della grazia per ricevere quella misericordia, o Signore, quelle compassioni che si rinnovano per noi ogni mattina. Grazie perché tu vivi e noi viviamo in te. Ti ringraziamo per questo tempo, Signore.

Ancora ti preghiamo che tu possa operare potentemente. È vero, Signore, questa verità non ci può essere tolta. Siamo figli tuoi, o Dio. Non apparteniamo più a noi stessi. Sei tu il re, il signore, il padrone. E a motivo di questo confidiamo pienamente in tutte quelle che sono le richieste del nostro cuore.

Giacché dalla tua bocca è uscita questa parola di andare al Padre a chiedere ogni cosa nel nome tuo perché tu la fai. Grazie per la tua fedeltà. Ora ti crediamo e preghiamo, Signore, che tu per il resto di questo giorno ci puoi proteggere col tuo sangue, puoi proteggere questi nostri bambini e puoi mettere la tua mano su coloro che faranno ritorno alle loro dimore.

Proteggi, o Signore, e benedici il resto di questa giornata nel nome di Gesù. Amen. Amen. Amen.