Non fermarti — prosegui verso la suprema vocazione

Come apertura a questo servizio, gloria a Dio, vorrei leggere pochi versi di ciò che il Signore ha fatto verso un carissimo fratello, verso l'apostolo Paolo, verso questo corpo che un giorno lo ha incontrato ed è avvenuto un cambiamento. Vorrei leggere al libro dei Galati al capitolo 1 dal versetto 11 in poi.

Galati 1:11: "Ora, fratelli, vi faccio sapere che l'evangelo che è stato da me annunziato non è secondo l'uomo, poiché io non l'ho ricevuto né imparato da nessun uomo, ma l'ho ricevuto per una rivelazione di Gesù Cristo. Avete infatti udito quale fu un tempo la mia condotta nel giudaismo, come perseguitavo con grande ferocia la Chiesa di Dio e la devastavo e progredivo nel giudaismo più di molti coetani tra i miei connazionali, essendo estremamente zelante nella tradizione dei miei padri. Ma piacque a Dio che mi aveva appartato fin dal grembo di mia madre e mi ha chiamato per la sua grazia di riceverlo in me per suo figlio."

L'apostolo Paolo dichiara qualche cosa di forte. Dichiara che lui era un uomo religioso, era giudaico, era ebreo, quindi si atteneva solo a quello che era il Vecchio Testamento e che era un grande persecutore della Chiesa di Cristo. Immaginate che lui aveva ricevuto come insegnamento da parte di un grosso rabbino, uno dei più grossi, Gamaliele, che l'aveva preparato dettagliatamente, in maniera rigida, nel seguire quella che era la religione di stato, perché ogni stato ha la sua religione. Loro avevano il giudaismo, avevano l'ebraismo; noi in Italia abbiamo il cattolicesimo e in America ci sono gli evangelici. Ogni stato ha una sua religione, diciamo, no? Come ad esempio anche i musulmani che seguono il Corano.

Ma a un certo punto l'apostolo Paolo annuncia che lui ha avuto un cambiamento. Come sappiamo ha incontrato Gesù, si è rivelato alla sua vita tramite lo Spirito Santo e si è trovato quel giorno sulla via di Damasco a sbalzare a terra da cavallo e non ci vedeva più. Vedeva solo un abbaglio, una forte luce che lo chiamò per nome. Perché quando noi incontriamo Gesù nella nostra vita, lui ci chiama per nome. Lui sa quanti capelli abbiamo sul nostro capo, dice l'evangelo. Lui sa i passi che noi facciamo. Lui sa l'altezza che arriveremo ad avere e lui sa ogni cosa.

L'apostolo Paolo qui dichiara che lui non ha ricevuto la buona novella, l'evangelo tramite uomo, ma l'ha ricevuta secondo la rivelazione di Gesù Cristo. E Gesù Cristo ancora oggi vuole rivelare alla sua chiesa, vuole parlare costantemente, anche se magari certe volte siamo increduli di questo, ci sembra qualcosa di molto lontano, ma il Signore proprio oggi vuole parlare a noi perché egli è vivente.

In Seconda Timoteo 3:16 sta scritto che tutta la scrittura è divinamente ispirata da Dio, è utile ad insegnare, è utile a correggere, ad educare, alla giustizia, a riprendere. Quindi vediamo che la scrittura rivelata secondo lo Spirito Santo ci porta un cambiamento come l'ha potuto portare all'apostolo Paolo. Lo ha portato nelle nostre vite e noi oggi, gloria al nome del Signore, vogliamo solamente attenerci a questa scrittura che è la parola di Dio.

Giovanni 1:1 dice che nel principio era la parola e la parola era presso Dio e la parola è Dio e la luce risplende nelle tenebre. Molti nelle tenebre non l'hanno accettato, ma chi ha accettato quella luce oggi può dire "Gloria a Dio perché viviamo a novità di vita".

E questa mattina siamo qua per esprimere con il nostro corpo, con la nostra anima, con il nostro cuore quello che è veramente in noi Gesù Cristo, che egli si è rivelato non come una religione, ma come una fede vivente. Ed è avvenuto questa grande cambiamento, questa grande pace interiore. Quando io, non so se con voi, mi sono convertito, ho sentito il peso del peccato rotolare via. Mi sentivo leggero come l'aria. Gloria a Dio. E da allora mi sono sempre di più innamorato di Gesù.

Vogliamo insieme continuare ad ampliare questo amore verso Gesù. Gloria a Dio. Dobbiamo benedirlo. La vera ricchezza non sono i soldi o come viviamo. La vera ricchezza è Cristo Gesù in noi. Amen.

Ho pensato questa mattina che oggi c'è un referendum e gli uomini devono votare. Ho sentito spesso questi giorni questa parola: "una giustizia giusta". E ho pensato, faccio sempre riferimento alle Scritture perché per quanto possa parlare mai l'uomo e dire la sua, da quando conosco il Signore, da quanto la scrittura ci insegna, sta scritto che la giustizia dell'uomo è come un abito, un panno lordato. Quale giustizia ci può essere mai nell'uomo? Una giustizia giusta?

Ci sono dei regolamenti, ci sono delle leggi, ma non significa che l'uomo si attiene sempre a quelle leggi, a quei regolamenti. Ogni tanto ci mette un po' del suo e allora quella giustizia viene calpestata. È un po' come i cristiani. Noi abbiamo un libro che ci dice come dobbiamo agire, come dobbiamo camminare, come dobbiamo servire, che cosa dobbiamo fare, qual è la volontà di Dio. Ma poi fino a che non diventiamo maturi nella parola, non sempre applichiamo ciò che sta scritto. Un po' di disubbidienza verso la parola nasce sempre, ma non è volontaria. E poiché impariamo a scoprire che cosa c'è nel cuore, perché la lettera è un conto, ma lo spirito è un altro conto.

E così è ancora riguardo all'uomo. L'uomo però si appoggia su quella che è la Costituzione italiana. Quello è il libro sacro della nostra Repubblica e non si può toccare, anche se qualcosa non va, ormai è stata stabilita così dagli uomini. Invece noi sentiamo che Gesù disse ai discepoli: "Io vi ho costituiti per portare frutto". E questo è bello: la nostra costituzione è nella parola di Dio. E il giusto, se parliamo di giustizia, il giusto vive per fede. Ci sta a cuore di camminare secondo le vie del Signore.

Perciò nessuno si faccia illusioni riguardo a cambiamenti di regolamenti, di leggi, di regole, no? È l'uomo che deve cambiare il cuore e di conseguenza allora si possono vedere le cose che il Signore mette nel cuore, perché giustizia e diritto, dice la scrittura nel salmo, sono la base del suo trono e noi siamo su quella base. Il Signore faccia grazia perché possiamo pregare per queste autorità del nostro paese perché i tempi sono molto difficili e quindi anche se si applicano regolamenti, come sapete fanno le leggi nuove, no? Negli ultimi 10 anni sono emerse delle malvagità nell'uomo: femminicidi, bullismo, gang di minorenni che vanno con i coltelli e dettano legge.

Che cosa cambia se non cambia il cuore dell'uomo? A che cosa servono le leggi? E gloria a Dio che Dio ci ha dato veramente la parola del Signore che possiamo camminare in essa. Amen.

Bene, fratelli, vogliamo aprire la parola del Signore. Quelli di voi possono guardare anche qua in Secondo Re. Leggiamo un passo che conosciamo al capitolo 2. Leggiamo dal versetto 1 al versetto 6.

"Or quando l'Eterno volle portare in cielo Elia in un turbine, Elia partì da Gilgal con Eliseo. Allora Elia disse ad Eliseo: 'Fermati qui, ti prego, perché l'Eterno mi manda fino a Betel'. Ma Eliseo rispose: 'Com'è vero che l'Eterno vive e che tu stesso vivi? Io non ti lascerò'. Così discesero a Betel. I discepoli dei profeti che erano a Betel andarono quindi a trovare Eliseo e gli dissero: 'Sai che l'Eterno quest'oggi porterà via il tuo Signore al di sopra di te?' Egli rispose: 'Sì, lo so, tacete'. Poi Elia gli disse: 'Eliseo, fermati qui, ti prego, perché l'Eterno mi manda a Gerico'.

Egli rispose: 'Com'è vero che l'Eterno vive e che tu stesso vivi? Io non ti lascerò'. Così discesero a Gerico. Allora i discepoli dei profeti che erano a Gerico si avvicinarono a Eliseo e gli dissero: 'Sai che l'Eterno quest'oggi porterà via il tuo Signore al di sopra di te?' Egli rispose: 'Sì, lo so, tacete'. Poi Elia gli disse: 'Fermati qui, ti prego, perché l'Eterno mi manda al Giordano?' Egli rispose: 'Com'è vero che l'Eterno vive e che tu stesso vivi? Io non ti lascerò'. Così proseguirono il cammino assieme."

E allora, fratelli, anche se abbiamo sentito un po' di questa storia più volte, io mi fermo sempre a considerare tutte le cose belle che il Signore ci vuole insegnare. Con voi voglio condividere questa sola parola, questa sola frase che è stata ripetuta più di una volta: quando Elia dice a Eliseo "Fermati qui". Non hai mai sentito nel cuore "Fermati qui, non andare oltre"?

E qui possiamo un po' portare avanti questo messaggio prendendo tanti esempi. Parliamo prima un momento di quello che è successo fra Elia e Eliseo. La storia la sappiamo: come Eliseo è stato scelto come successore di Elia per essere il profeta in Israele. E per circa 20 anni, più o meno secondo i calcoli, Eliseo ha servito al suo padrone Elia. Era stato unto profeta, ma il profeta era Elia finché era in vita. Ma Eliseo sembra che non abbia avuto tanta fretta di essere lui il profeta. È un po' diverso dai tempi di oggi. Quando si ha un po' di conoscenza, allora subito si vuol fare un salto di qualità, ma nelle vie del Signore non è così, perché Dio ha il suo tempo.

E così possiamo vedere come anche Davide era stato unto re da Samuele, ma dovette aspettare molti anni perché c'era una scuola di formazione nella vita di questi uomini. E quindi il Signore ha un metodo particolare per formare prima l'uomo e poi affidargli un compito, un ministero. Eliseo era un uomo non di teoria, un uomo pratico. Dice che quando Elia andò a trovarlo per ungerlo, lui stava arando con i buoi, 12 paia di buoi davanti a lui, quindi stava lavorando. Non era un missionario teorico, era qualcuno che conosceva il significato del lavoro, quella pratica che è importante per tutti gli uomini di Dio, perché Dio non ha scelto uomini che nella vita non hanno fatto niente, non sapevano niente. Ha scelto sempre uomini pratici e poi Dio li ha formati. Ed Eliseo ha versato l'acqua sulle mani di Elia per 20 anni.

Ma adesso che cosa succede? Nel cuore di Eliseo non si era fermato il desiderio non solo di servire Dio, ma di avere per sé quello che aveva il suo padrone Elia. E qui possiamo vedere che quando arriva il momento in cui Elia deve essere rapito in cielo, portato in cielo, perché Elia è uno di quegli uomini che non ha conosciuto la morte e insieme a lui c'era ancora un altro, no? Chi era? Enoc. Enoc camminò con Dio e poi il Signore lo portò perché gli piaceva Enoc. Perché? Perché camminava con Dio.

È importante che possiamo camminare con Dio, perché se camminiamo con Dio nel giorno del rapimento non rimarremo su questa terra. È importante che sappiamo che Elia gli dice a Eliseo "Fermati qua perché io devo andare a Gilgal. Il Signore mi ha chiamato di là". Ed Eliseo ubbidisce, dice: "Ah, mi devo fermare qua". Eliseo era un discepolo, doveva ubbidire al suo padrone, ma questo è il momento in cui lo Spirito Santo ti spinge a capire che una volta tanto bisogna ubbidire a Dio e non agli uomini, come dice la scrittura, perché gli uomini hanno sempre i loro pensieri. E quindi, come ho detto prima, ci sono situazioni dove bisogna saper discernere. E allora lo dice pure l'apostolo Paolo, no? Di sottomettersi alle autorità. E così fecero anche i discepoli, si sottomettevano alle autorità, ma quando i sacerdoti gli dissero di non predicare più nel nome di Gesù, allora no, bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini.

E allora è bello che possiamo imparare a discernere. Qui però c'è un uomo che dice "Ma io sono stato accanto a Elia per 20 anni e adesso lui deve essere rapito, portato in cielo, io rimango qua e lui se ne va. E quelli che sono i miei desideri, i miei propositi, che fine faranno?" Allora, fermati. Qui ci possiamo fermare o c'è una volontà in noi che vuole andare avanti? Perché sentiamo anche un'altra voce nel cuore.

Fermati. È inutile che ancora continui a parlare a tuo marito. È inutile che continui a parlare a tua moglie. Non ne vuole sapere. Fermati. E ai tuoi figli, non vedi, non ti considerano nemmeno. E agli amici di lavoro, ai tuoi parenti più stretti, fermati a pregare. Hai visto? Non succede nulla, magari avete anche digiunato. Non vale la pena più pregare. Ma ci dobbiamo fermare o dobbiamo sentire la voce dello Spirito? Avete pregato per quella malattia, però non è successo niente. Ci conviene non pregare più, allora ci fermiamo. Però un conto è fermarsi e un conto è rimanere fermi. È diverso.

"A colui che è fermo nei suoi sentimenti, io dono la pace." Perché confida. Rimanere fermi non significa fermarsi, scoraggiarsi, no? Guardate la risoluzione che Eliseo aveva. Che cosa ci vuole insegnare la parola questa mattina? Che dobbiamo essere risoluti nel cuore. Quando andiamo a Dio a chiedere, dobbiamo rimanere fermi.

Ecco perché Eliseo dice: "No, no, mi dispiace, io non ti lascerò. Com'è vero che vive l'Eterno e che tu vivi, dice Eliseo, io non ti lascerò, ti seguirò". Perché Eliseo sapeva che cosa voleva. Allora Elia dice: "Io non vado avanti se tu non ti fermi". Elia tace. Eliseo lo segue a ogni fermata. E più di una volta si sente dire a Eliseo "Fermati" da Elia e lui sempre fa le stesse cose, la costanza di sapere che cosa vogliamo, perché si tratta di questo. Che cosa vogliamo dal Signore noi? Se ci fermiamo vuol dire che ciò che abbiamo chiesto non era così interessante, così importante. Se invece perseveriamo, perché Dio vuole la costanza, la perseveranza del suo popolo.

Se tu ti fermi a pregare per la salvezza delle anime, poi pensi che fine faranno. E quando abbiamo delle persone care che stiamo pregando da anni, è bene che non ci fermiamo perché il Signore non ci dice, o non ci ha detto "Fermati", perché quell'anima andrà in perdizione, perché la volontà di Dio è che tutti gli uomini siano salvati.

Fermati perché quelli che abitano vicino a casa tua, nel tuo condominio, sì, lo sanno che tu sei evangelica o evangelico, ma non ne vogliono sapere del Signore. È inutile che ancora parli? Oppure allarga i pioli della tua tenda, vai all'altra via, vedi se puoi evangelizzare. Dice "Fratello, ma noi ci conosciamo tutti e allora è inutile che più parliamo con loro." Allora ti fermi a pregare e questa è la cosa ancora più sbagliata, perché se le persone al momento non vogliono saperne, non vuol dire che è chiuso e che noi ci fermiamo, no? Ma dobbiamo essere risoluti perché anche con me è stato parlato per tanti anni e non ho mai smesso di pensare che fosse importante, ma è arrivato il giorno. Perché è arrivato il giorno? Perché mio padre, che era un credente, non ha mai smesso di pregare. Puntualmente lui aveva il suo orario di preghiera.

Il diavolo verrà a dirti "I tuoi figli stanno nel mondo, vedi come si comportano. Anzi, quando gli parli di Gesù dicono: 'Basta, mamma, non ne voglio sapere più, non mi parlare più'. Parla a Dio anziché parlare a loro, perché Dio è certo che ti ascolta. E Dio ascolta la preghiera del giusto fatta con efficacia".

Perché è vero che noi diciamo, fratello, ma abbiamo parlato, abbiamo evangelizzato, ma non vogliono saperne. Noi chiediamo sempre al Signore, chiediamo tante cose, chiediamo benedizioni, ma non chiediamo mai: "Signore, spezzami, rompimi", perché non abbiamo capito ancora che il segreto sta proprio in questo: morire a se stessi.

Di questi discepoli di Gesù si parla, hanno camminato con Gesù, ma poi è arrivato il momento dove lo Spirito Santo li ha visitati. Da uomini arroganti, orgogliosi, sono diventati uomini rotti, spezzati, composti secondo il desiderio di Dio. E con un semplice sermone Pietro porta al Signore 3000 anime. Allora da chi dipende? Dal cuore indurito di quelle persone o dall'opera che Cristo vuol fare nei suoi figli, nella chiesa?

E quanto bisogna riflettere su questo? Perché la via del Calvario è la via per eccellenza, dove possiamo conoscere l'umiltà e la misericordia, la compassione. Questo metterà in risalto il tuo cammino, la formazione che abbiamo avuto dal Signore.

Allora, se non c'è desiderio di poter ricevere le cose necessarie alla nostra pace e a quello che è lo scopo per cui ci siamo convertiti, come sta scritto nella prima epistola ai Tessalonicesi, no? Che noi ci siamo convertiti dagli idoli a Dio per servire il Dio vivente e vero. E la forma migliore per servire è quando Cristo in noi, che è la speranza di gloria, ci riempie e possiamo camminare sulle sue orme.

Facciamo il giro del mondo per cercare tanti escamotage perché la gloria di Dio si possa manifestare nella Chiesa. Ma poi la chiesa si accorge che si è fermata. La chiesa in generale dice "Questo metodo non funziona più. La croce, i sacrifici, le sofferenze di Gesù? Ma no, dai, cambiamo sistema" e così creiamo delle situazioni più agevolate per il credente.

Perché essere un credente porta per se stesso anche un sacrificio spirituale, perché noi ci siamo dati al Signore e non vogliamo più vivere nel comfort. Perché si tratta di questo: la chiesa di oggi vuole vivere nel comfort seduta in poltrona. Magari se gli capita l'opportunità di parlare a qualcuno, andate. Queste furono le parole di Gesù. Andate! Perché va bene fratelli, io voglio servire il Signore, però piano piano dai, non è che ci dobbiamo proprio affaticare. Poi se ci viene davanti l'opportunità ci siamo fermati o vogliamo andare avanti?

"Il vostro progresso spirituale sia noto a tutti gli uomini," dice Paolo. Ed è per questo che abbiamo la necessità di essere risoluti, perché Eliseo sapeva che cosa voleva. Ma poi vengono altri 50 profeti. Sono profeti e gli dicono "Lo sai che il tuo Signore oggi dovrà essere rapito?" E lui dice "Sì, lo so, tacete".

Erano profeti tutti, compreso lui. Ma non significa che siamo tutti credenti, che tutti abbiamo lo stesso desiderio, la stessa passione, lo stesso fuoco, gli stessi pensieri di poter arrivare alla meta, perché di questo si tratta e non ci possiamo fermare.

Però scopro nella natura umana che per le cose di Dio qualche volta siamo restii, ci fermiamo, facciamo poca strada, ma per le nostre attività naturali, familiari, personali, non ci fermiamo. Quando abbiamo una meta davanti: io voglio una macchina di quelle che si usano oggi, una macchina dove mettono tutto dentro. Sto sognando una macchina, mi devo darmi da fare per mettere da parte i miei risparmi. Voglio quella macchina, anche se costa molto. Sai, adesso fanno le macchine dove tu stai sul volante, se chiudi gli occhi la macchina ti avvisa, dice "Ehi, non dormire". Fanno anche queste macchine oggi. E allora il nostro cuore qualche volta si volge a tutte quelle cose che apparentemente sembrano buone, però ci accorgiamo che ci fermiamo sulla via della vita perché la natura umana è così: cerca sempre qualcosa per la propria carne, ma lì non si ferma.

Questo è un altro particolare della natura umana. Qui Eliseo dice: "Io so che cosa voglio. Non voglio ricchezze. Io non voglio diventare un grande. Io so che cosa voglio". E segue il suo maestro e va avanti e non si ferma. Ed Elia sapete che cosa fa? Apre le acque del Giordano e passano tutti e due insieme dall'altra sponda.

Perché ci dobbiamo fermare al Giordano? Come fanno tanti credenti. Di quale battesimo siete stati battezzati? disse Paolo a quei discepoli. Del battesimo di Giovanni. Ma Giovanni ha battezzato per il ravvedimento e quindi questi discepoli si erano fermati, come tanti cristiani oggi, al Giordano. Non l'hanno attraversato perché dall'altra parte c'è una doppia porzione perché il Signore non ha detto che il tutto si ferma al Giordano, al battesimo in acqua. E perciò Paolo benedice questi discepoli, prega perché potessero ricevere lo spirito della vita di Cristo Gesù.

Questo è l'essenziale per cui il Signore nostro Gesù ha detto: "Rimanete a Gerusalemme, fermatevi finché dal cielo non sarete benedetti dall'alto." E quello è quello che era importante. Eliseo sapeva, no, io voglio la benedizione. E che cosa gli dice Elia? "Che cosa vuoi? Che cosa posso fare per te?" Perché di questo si tratta. Che cosa vogliamo? Vogliamo fermarci al Giordano e accontentarci di qualche briciola? Perché quello che noi possiamo vedere anche di Bartimeo, quel cieco. Quando gridò al Signore, Gesù stava camminando e si fermò perché c'era un uomo che aveva bisogno e Gesù gli chiese "Che cosa vuoi che io faccia per te?" E questa è una bella domanda.

Non ti sei mai sentito dire "Che cosa vuoi? Che cosa cerchi, chi cercate?" E così arriviamo alla conclusione del nostro messaggio che Eliseo dice: "Io voglio una doppia porzione del tuo spirito". Un po' esagerato, no? Poteva dire "Io voglio quello che vuoi tu, quello che hai tu". No, dice "Io voglio il doppio di quello che tu hai". Tu credi che il Signore abbia protestato? No, perché se chiedi molto al Signore, lui non dice "Hai chiesto molto". Magari ti dice quello che ha detto Elia a Eliseo: "Tu hai chiesto una cosa difficile. Perché ricevere lo Spirito Santo non è facile? È difficile, bisogna affaticarsi. Che cos'è che ci vuole per ricevere questa porzione della grazia di Dio, della provvidenza dal cielo che mette in ordine tante cose e vedere tante cose che oggi non vediamo, quando lo Spirito Santo prende pienamente forza e possesso di noi.

Lo troviamo scritto in quello che succede, no? Nella parola di Dio. Allora, cari fratelli, quello che chiediamo non è una cosa semplice, ma non impossibile, perché Dio ha desiderio che noi possiamo chiedere le cose utili all'avanzamento non solo della nostra formazione, della nostra vita, della nostra santificazione, ma l'avanzamento stesso dell'evangelo, della grazia di Dio, della salvezza delle anime.

Perciò non ci dobbiamo fermare, ma andare avanti. E qui possiamo vedere che Eliseo va bene, va bene. Quali sono le condizioni? Elia gli mette le condizioni davanti. Ma voi pensate che il Signore non ha guardato al cuore di Eliseo? Poteva mai fargli mancare di vedere il suo padrone che viene rapito su un carro di fuoco? Perché molto dipende da ciò che desideriamo. Quello ci concede il Signore.

Non è un chiedere semplicemente qualcosa che poi dimentichiamo, non la chiediamo più, non preghiamo più e allora si vede che non era importante. Ma se ci sono a cuore quelle cose interessanti per la nostra vita, importanti per le anime che abbiamo davanti, quando nasce quel sentimento profondo in noi di capire che cosa realmente è la ragione della nostra conversione, del nostro seguire Gesù, che cosa vogliamo e poi vedere che il Signore esaudisce la tua preghiera?

Vedere come il Signore si muove quando chiediamo con tutto il cuore, ci incoraggia a credere, a esercitare la nostra fede, perché di questo si tratta: che Dio onora la tua fede, la mia fede. E quelle preghiere, quelle richieste che noi facciamo sono quelle che Dio mette in conto, non le dimentica.

Sta a te credere. Perché il Signore disse a Cornelio: "Le tue preghiere e le tue limosine non sono state dimenticate davanti a Dio." Perciò non ti fermare, vai avanti. Perché se tu hai creduto e hai fiducia che ciò che hai nel cuore Dio te lo può dare, allora caro fratello, cara sorella, è bene che siamo ogni tanto rinnovati nella mente per credere che non sia soltanto un'abitudine, ma una forza che viene dal Signore di proseguire il nostro cammino.

Sì, proprio come Paolo diceva: "Io proseguo verso la meta, verso la suprema vocazione che in Cristo Gesù". Non si è mai fermato Paolo davanti a qualsiasi situazione. Lui andava avanti e questa è la situazione, questo è l'insegnamento.

Eliseo ha ricevuto ciò che ha creduto e Dio vuole darci ciò che tu credi, non ciò che superficialmente non credi, perché se tu credi vedrai la gloria di Dio.

Padre, noi siamo grati a te unicamente per la parola della vita che ci trasmette qual è il tuo pensiero, oh Signore, il desiderio del tuo cuore verso di noi, che possiamo, Signore, accostarci al trono della grazia con piena fiducia per chiederti tutte le cose che sono utili, o Signore, al nostro progresso spirituale e che lo Spirito Santo possa visitare, o Signore, con potenza dal cielo il tuo popolo, che piogge di benedizioni abbondanti possano cadere, o Signore, dall'alto.

Ti prego, o Dio, che Cristo si manifesti copiosamente nella tua Chiesa e in ogni famiglia il timore di Dio non manchi, o Signore, ma dacci costanza, perseveranza per credere che tu sei l'Eterno, che tu sei il Signore della gloria, che tu fai segni e prodigi, ma che vuoi usarci e formarci unicamente perché possiamo essere degli strumenti utili per la tua gloria, Padre, in questi tempi così difficili.

Attrezza dal cielo il tuo popolo e dà grazia che possiamo avere a cuore di cercare la tua faccia e di avere costanza, o Signore, perseveranza, affinché tu, o Signore, guardando a questo dal cielo puoi esaudire la preghiera che nasce dal cuore. Io ti prego ancora per questi miei cari, che una benedizione particolare questa mattina scenda sulla vita di ognuno e che tu possa mettere un sigillo alla tua parola. Padre benedetto, proteggi questi cari che faranno ritorno alle loro dimore nel nome di Gesù. Amen.