Il tempo dell'attesa — fedeltà nella valle

Nell'epistola agli Efesini leggo solo due versi. Al capitolo 5, verso 1 e 2 dice Paolo: "Siate dunque imitatori di Dio come figli carissimi e camminate nell'amore come anche Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi in offerta e sacrificio a Dio come un profumo di odore soave." Amen.

È una parola che si può pronunciare in qualsiasi momento della nostra vita. Anzi, è una delle più belle parole del nostro linguaggio e sappiamo che siamo stati salvati per amore. Per amore Cristo ha rinunciato alla sua gloria, al suo regno per amore nostro. Certo, in Giovanni 3:16 è scritto che Dio ha tanto amato il mondo. Conosciamo tutti questa frase, la conoscono anche quelli che non sono di Cristo. Dio ha tanto amato il mondo. In virtù di questo è bello quando possiamo riflettere: come devo camminare nell'amore? In quale maniera?

Certo, noi abbiamo sempre le risposte attraverso la scrittura. Quando non troviamo una risposta subito, per camminare nell'amore non occorre tanta intelligenza, tanta sapienza. Quando chiediamo al Signore con semplicità, col desiderio di adempiere alla sua parola e di camminare veramente nell'amore di Cristo, è facile girare poche pagine e andare a 1 Corinzi 13 e lì si vede chiaramente che significa camminare nell'amore, perché Paolo ci spiega tutto riguardo all'amore. È una parola che sta sulla bocca di molti, ma cari fratelli, Giovanni ci esorta dicendoci, in modo personale: non amiamo soltanto a parole, ma a fatti e in verità. Amen.

E allora per amare nei fatti, in verità, dobbiamo capire quali sono questi fatti, qual è questo amore pratico. Perché anche Giovanni sapeva che tanti cristiani amano a parole, come fa anche il mondo, ma quando devi mettere in pratica l'amore ha un prezzo, un sacrificio. Ma è un sacrificio amorevole, piacevole, che porta gioia in tutte le cose che noi facciamo.

Quelle naturali, quelle pratiche, quelle spirituali, quando le facciamo per amore di Cristo, c'è un cambiamento interiore in noi. Questa è l'opera dello Spirito Santo che crea dentro tutti quelli che vogliono applicare alla loro vita la parola di Dio in maniera pratica. Conoscono un cambiamento interiore e loro stessi si domandano perché adesso sento gioia, sento pace nel cuore. Questa è l'opera dello Spirito Santo.

E quando la scrittura dice "Siate imitatori", cioè dobbiamo imitare il nostro Signore Gesù che, quando venne sulla terra, iniziò prima a fare. E questo è un versetto che non dobbiamo mai dimenticare. Se vogliamo imitare Gesù, lo dobbiamo imitare in tutte le caratteristiche della sua persona. Ma le azioni di Gesù sono esattamente quelle che noi dobbiamo imparare, perché iniziò a fare e poi a insegnare.

Se vogliamo essere un esempio, lo possiamo fare prima nella nostra vita davanti a Dio, poi nella nostra famiglia, poi nella chiesa e poi nel mondo, perché tutti devono conoscere che l'amore di Cristo opera nella nostra vita. E quando leggiamo la parola ci accorgiamo che l'adempimento, il completamento di tutto ciò che è scritto nella parola di Dio, dice Paolo, è l'amore. E quando ci applichiamo a questo e chiediamo al Signore di darci grazia, allora nessuno potrà accusarci.

Perché il vero cristiano non si riconosce dall'aspetto esteriore, dalla sua intelligenza, dalla sua sapienza, non si riconosce dalla conoscenza. Si riconosce unicamente dall'amore che ha per Cristo. Questa è la più grande testimonianza. E il mondo, per mia esperienza personale, è il primo ad accorgersi se questo amore sincero e puro viene dallo Spirito Santo. Perciò in Ebrei ancora dice: "Continuate nell'amore".

Il mondo ha bisogno di sentire l'amore di Cristo, e se noi siamo imitatori in questo, allora la gloria va al Signore. Tutto ciò che facciamo, facciamolo per amore di Cristo, perché tutto quello che è fuori dall'amore di Gesù non ha senso, non ha valore. Qualsiasi servizio che noi possiamo fare concretamente, se lo facciamo per amore di Cristo e per amore dei fratelli, allora questo ci porta un grande beneficio, una grande benedizione e sentiamo la presenza di Gesù nel nostro cuore quando tutte le cose si operano in virtù di quello che è l'affetto, il sentimento che noi possiamo avere.

Dico questo perché oggi noi possiamo certamente guardarci intorno: l'odio, il risentimento, la mancanza di perdono, tutte queste cose hanno un'influenza sugli uomini. Ma quello che noi possiamo dimostrare attraverso lo Spirito Santo è che possiamo fare la differenza fra ciò che è sacro e ciò che è profano, quella parte rigenerata, nuova. Perché così dice Paolo anche agli Efesini: "Un giorno eravate tenebre, ma oggi siete luce nel Signore." Amen.

E questo è bello: gli uomini possono vedere la luce in noi, quel cambiamento, quella trasformazione che fa solo lo Spirito Santo. Perciò continuiamo a camminare nell'amore e a farlo praticamente. Perché io dico: quando uno cammina nell'amore lo dimostra praticamente, lo fa in tutti i sensi, in tutto quello che l'amore di Gesù gli ispira per fare del bene, e per farlo unicamente davanti alla presenza del Signore. Questa è la Chiesa di Dio. Amen.

Voglio condividere con voi nel libro dell'Esodo al capitolo 32 un passaggio della scrittura. Noi lo leggeremo dal verso 1 al verso 14.

"Ora il popolo, vedendo che Mosè tardava a scendere dal monte, si radunò intorno ad Aronne e gli disse: «Orsù, facci un Dio che vada davanti a noi, perché quanto a Mosè, l'uomo che ci ha fatto uscire dal paese di Egitto, non sappiamo che cosa gli sia accaduto». Aronne rispose loro: «Staccate gli anelli d'oro che sono agli orecchi delle vostre mogli, dei vostri figli e delle vostre figlie e portatemeli». Così tutto il popolo staccò gli anelli d'oro che avevano agli orecchi e li portò ad Aronne, il quale li prese dalle loro mani e dopo aver modellato con il cesello ne fece un vitello di metallo fuso.

Allora essi dissero: «O Israele, questo è il tuo Dio che ti ha fatto uscire dal paese di Egitto». Quando Aronne vide questo, costruì un altare davanti ad esso e fece un bando che diceva: «Domani sarà festa in onore dell'Eterno». L'indomani essi si alzarono presto, offrirono olocausti e recarono dei sacrifici di ringraziamento. Il popolo si adagiò per mangiare e bere e poi si alzò per divertirsi. L'Eterno disse a Mosè: «Va, scendi, perché il tuo popolo che hai fatto uscire dal paese di Egitto si è corrotto. Si sono presto sviati dalla strada che io avevo loro ordinato di seguire.

Si sono fatti un vitello di metallo fuso, si sono prostrati davanti ad esso, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: «O Israele, questo è il tuo Dio che ti ha fatto uscire dal paese di Egitto». L'Eterno disse ancora a Mosè: «Ho visto questo popolo ed ecco è un popolo dal collo duro. Or dunque lasciami fare affinché la mia ira si accenda contro di loro e li consumi, ma di te io farò una grande nazione». Allora Mosè supplicò l'Eterno, il suo Dio, e disse: «Perché, o Eterno, dovrebbe la tua ira accendersi contro il tuo popolo che hai fatto uscire dal paese di Egitto con grande potenza e con mano forte?

Perché dovrebbero gli egiziani dire: «Egli li ha fatti uscire per dare loro del male, per ucciderli sui monti e per sterminarli dalla faccia della terra? Desisti dalla tua ira ardente e cambia la tua intenzione di far del male al tuo popolo. Ricordati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali giurasti per te stesso, dicendo loro: «Io moltiplicherò la vostra discendenza come le stelle del cielo e darò alla vostra discendenza tutto questo paese di cui ti ho parlato ed essa lo possederà per sempre». Così l'Eterno cambiò intenzione circa il male che aveva detto di fare al suo popolo." Amen.

Fin qui la lettura della parola del Signore. Abbiamo appena letto nel verso 1 di questo capitolo di Esodo: il popolo, vedendo che Mosè tardava a scendere dal monte, si radunò intorno ad Aronne. Il verbo che noi troviamo in questo primo verso di questo passaggio – il verbo "tardare" – questo messaggio che il Signore introduce, ci apre il cuore e la mente a un messaggio particolare, profondo, che dobbiamo tenere presente.

Mosè tardava: questo verbo, questo messaggio, il Signore lo usa in svariate parti della sua parola. Molte volte troviamo introdotto questo messaggio, e fratelli, ho pensato che questo è un tempo – un tempo che lo possiamo definire di attesa secondo la volontà di Dio, oppure un tempo di inadeguata gestione secondo la volontà dell'uomo.

Quindi se la scrittura in molte parti ci parla di questo particolare tempo e di "Mosè tardava", noi oggi consideriamo questo come uno dei messaggi più importanti da tenere in considerazione nelle nostre meditazioni e nelle nostre preghiere: il messaggio del ritorno di Gesù. Gesù stesso introduce questo verbo, come voi sapete, quando parla del suo ritorno. Ed egli spiega come accadrà e quando accadrà.

Vi ricordate in Matteo al capitolo 24 quando Gesù dice al verso 37: "Ma come fu ai giorni di Noè, così sarà anche alla venuta del Figlio dell'uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio, le persone mangiavano, bevevano, si sposavano ed erano date in moglie fino a quando Noè entrò nell'arca e non si avvidero di nulla". E al verso 48 Gesù fa l'esempio di quel servo malvagio, così come lui lo definisce, quel servo indolente che dice: "Ma il padrone tarda a venire".

E noi siamo stati avvertiti riguardo a questo tempo, il tempo dell'attesa. Siamo stati avvertiti quando Gesù sarebbe tornato o no? Questa è una domanda che vi pongo questa mattina. Vogliamo immergerci insieme nelle Scritture. Siamo stati avvertiti quando sarebbe tornato il Signore?

Ma qualcuno questa mattina mi dirà: "Fratello, è scritto: «Quanto a quel giorno e a quell'ora nessuno li conosce»". È vero o no? Ma io vi dico che il Signore invece ci ha detto proprio il tempo, il momento in cui egli tornerà. E lo leggo con te al verso 44: "Perché il Signore così dice: «Perché anche voi siate pronti. Perciò anche voi siete pronti, perché nell'ora che non pensate il Figlio dell'uomo verrà»". Amen, fratelli. È vero, nessuno lo sa, ma noi lo sappiamo. È proprio in questa ora, è proprio in questo tempo, è proprio in questo momento, quando tu ed io non ce lo aspettiamo, egli tornerà.

E poi il Signore continua con questo suo messaggio di questo tempo di attesa, di questo ritardo in cui oggi si trova il popolo di Dio. E il Signore fa l'esempio – vi ricordate in Matteo al capitolo 25 quando parla delle 10 vergini? E di nuovo noi troviamo questo verso: "Ora, siccome lo sposo tardava, si assopirono tutti e si addormentarono". E la Bibbia dice, parlando delle cinque vergini stolte, che lo sposo arrivò, un grido si elevò. Ecco, lo sposo è arrivato. Ma queste vergini arrivarono in ritardo e la porta fu chiusa.

E Pietro nella sua seconda epistola al capitolo 3, verso 9 ci dirà: "Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di noi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento." Vedete di nuovo questo verbo, questo messaggio. Il Signore tarda, il tempo dell'attesa. Ma altresì il Signore ci incoraggia riguardo a questo tempo di attesa, parlando delle sue promesse.

E Gesù ci incoraggia e dice in Abacuc al capitolo 2, verso 3: "Poiché la visione è per un tempo già fissato, ma alla fine parlerà e non mentirà. Di nuovo questo verbo, ma se tarda aspettala perché certamente verrà e non tarderà." Amen. Gloria a Gesù.

E Paolo raccomanda anche a Timoteo nella sua prima lettera, 1 Timoteo capitolo 3, verso 15. Quando Paolo dirà a Timoteo: "Mi raccomando, Timoteo, se io dovessi tardare, tu sappia come bisogna comportarsi nella casa di Dio, che è la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità".

La mia domanda è: ma perché tutti questi consigli, questi avvertimenti da parte del Signore riguardo al suo ritorno, di essere trovati degni in quel giorno, nel tempo dell'attesa? Ci sono due tempi. Ho detto all'inizio che il tempo dell'attesa secondo la volontà di Dio è il tempo dell'adeguatezza, mentre il tempo dell'inadeguata gestione è secondo la volontà dell'uomo.

Possono accadere cose strane, fratelli e sorelle, oggi molto strane nel tempo dell'attesa. Perché quando noi aspettiamo, mentre aspettiamo, può accadere qualcosa nella nostra vita. Cose che non avremmo mai voluto fare e cose che non avremmo mai voluto dire accadono nella nostra vita nel tempo dell'attesa.

È un'esperienza che i figli di Dio fanno oggi e noi lo vogliamo considerare insieme perché questo popolo, mentre aspettava ai piedi del monte in questa valle, Mosè tardava. Mentre Mosè era sul monte, il popolo era a valle e mentre aspettava, mentre Mosè tardava, è accaduto qualcosa di strano, qualcosa di incredibile.

E la frase che martellava il mio cuore, la mia mente era proprio quello che il popolo ha espresso. Disse: "Ma quel Mosè che ci ha fatto uscire dal paese di Egitto, non sappiamo neanche che fine ha fatto".

Non accade questo a volte nella nostra mente, nel tempo dell'attesa secondo la volontà di Dio – il pensiero: ma dov'è Dio? Non sappiamo che fine ha fatto Dio? Non sale a noi anche questa domanda, fratelli? A volte paragoniamo il nostro Dio alle nostre situazioni della vita. A volte paragoniamo la potenza di Dio e la sua grandezza a quelle che sono le condizioni e le vicissitudini della nostra vita, mentre oggi possiamo dire come popolo del Signore che Dio è sempre lo stesso ieri, oggi e in eterno.

Noi oggi paragoniamo la presenza e la potenza di Dio in base a ciò che accade nella nostra vita, ma Dio è benedetto in eterno. Egli è il grande Dio.

Non c'è un canto che noi cantiamo molto bello, molto profondo che dice: "La mia fede non è fondata su ciò che fai per me, Gesù. Ed ho imparato ad adorarti per chi tu sei". Gloria a Gesù. In Gesù c'è il sì e l'amen. Amen. Gloria a Dio per questo, fratelli.

Ma il popolo vive in un'incertezza. Dov'è quel Mosè? Ci sono momenti nei quali cadiamo nell'incertezza, nel dubbio, non sappiamo cosa dobbiamo fare in alcune situazioni, proprio come questo popolo. Dov'è quel Mosè? Dove sei Dio? Perché non rispondi? Queste sono le frasi che assalgono la nostra mente, fratelli. Ma perché?

Perché Mosè ha lasciato il popolo di Israele nell'incertezza. Mosè disse al popolo: "Guardate, io devo andare sul monte, mancherò. Ma io tornerò". Passano due giorni, passano 5 giorni, passano 10, poi ne passano 15. E quindi cosa accade nel nostro cuore? Il popolo freme. Il popolo va in agitazione. E quando si freme, si va in agitazione. Quando siamo nell'incertezza, cosa accade?

La prima cosa che accade: si dimentica tutto quello che Dio ha fatto per te e per me, perché il popolo aveva presente quello che Dio aveva fatto. Aveva fatto un bel percorso, aveva visto la gloria di Dio, era stato liberato miracolosamente dall'Egitto, ma in questo momento, nel tempo dell'attesa secondo la volontà di Dio, ci si dimentica facilmente. Presto, dice la scrittura, dimenticarono.

E quindi quando si dimentica e quando si vive questo momento di agitazione, ecco che questo io lo definirei un terreno fertile per il nostro nemico, il nemico delle anime nostre, fratelli.

E sì, è un terreno fertile perché il nemico vuole che in questi momenti ci allontaniamo dalla presenza di Dio, che ci allontaniamo dal Signore. Questa è ciò che il nemico può fare nel tempo dell'attesa. E noi, fratelli, oggi vogliamo dire: "Signore, liberaci. Noi vogliamo rimanere alla tua presenza".

Io vi voglio fare una domanda questa mattina. Possiamo pensare, se vi dicessi, fratelli, pensate che in questo momento potessimo mettere da parte Dio o rinnegare Dio? Qualcuno mi dirà: "No, fratello, no, assolutamente questo non è possibile. Io non rinnegherò mai il Signore".

Ho detto prima che in questi momenti può accadere qualcosa che noi non immaginiamo. Possiamo dire delle cose che non vorremmo mai e possiamo fare delle cose che non avremmo mai fatto e non ci saremmo mai aspettati di fare. Non dire mai, mai, non lo dire, perché il Signore ci dà l'esempio.

Vi ricordate in Luca al capitolo 22 quando Gesù si esprime a Pietro dicendo: "Simone, Simone, ecco Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano, ma io ho pregato per te affinché la tua fede non venga meno e tu, quando sarai ritornato conferma i tuoi fratelli. Ma egli disse: «Signore, io sono pronto ad andare con te, tanto in prigione che alla morte». Ma Gesù disse: «Pietro, io ti dico che oggi il gallo non canterà prima che tu mi abbia rinnegato tre volte»".

E fratelli, questa mattina io vi voglio dire: Dio è fedele. Dio è fedele con te e con me. E vogliamo riconoscerlo perché ce lo dice la scrittura e noi sempre ad essa ci vogliamo rivolgere. Timoteo stesso si esprimerà al capitolo 2, verso 13 della sua seconda epistola proprio con queste parole: "Se siamo infedeli, dice il Signore, egli rimane fedele perché egli non può rinnegare se stesso". Amen. Gloria a Gesù.

Allora, per questo non sappiamo quel Mosè che fine ha fatto. Fratelli, oggi vi voglio dire una cosa. Mentre Mosè era sul monte per ricevere la legge di Dio, i comandamenti e le istruzioni riguardo al tabernacolo, nella valle il popolo era nell'incertezza. A volte accade proprio così. Quello che accade sul monte non accade nella valle.

Ma oggi il Signore dice: "Io non sono indifferente alla tua situazione, io non sono sul monte per prendermi un tempo di ferie. Io sono sul monte per scrivere con il mio dito".

Se il popolo del Signore avesse volto lo sguardo al monte, invece di pensare a modo suo, avrebbe visto la gloria di Dio. Si sarebbe accorto che Dio scendeva lì sul monte per salvarli dalla morte certa, per proteggerli, per dettare col suo dito la sua legge, i suoi comandamenti. Quello che accade sul monte a volte non accade in valle, ma per noi è importante capire che il Signore non si dimentica di te e di me.

E quello che ti voglio dire oggi, fratello e sorella, è che su quel monte non è salito più Mosè, è salito Gesù una volta per tutte per far sì che sia fatta la volontà di Dio per il beneplacito della mia e della tua vita. Amen. Gloria a Dio.

Non accade sempre la stessa cosa, ma il Signore è dalla tua parte e dalla mia. Egli sta operando. Vuoi credere o no che Dio sta operando? Ma noi siamo nel deserto, siamo nella valle. E ti dico una cosa, fratello: è vero, il Signore sta operando, ma in questo tempo di attesa ci vuole del tempo. Ci vuole del tempo. Lo dice la parola di Dio.

Dio sta già operando. Ma ci vuole del tempo, forse nel tempo della tua agitazione, forse nel tempo della tua ansia, forse nel tempo della tua paura, forse nel tempo del tuo turbamento. Ci vuole del tempo, ma sappi che Dio è fedele, sta già operando.

Aspetta il suo tempo, fratello, per non rischiare di essere quegli uomini e quelle donne che gestiscono questo tempo in modo inadeguato davanti al Signore.

E questo lo troviamo proprio in Aronne. È vero, la scrittura dice che questo popolo si accostò a lui e gli chiese di fare loro un altro Dio. Aronne significa "brillante" o "illuminato", ma noi vediamo che Aronne è tutto fuorché brillante davanti al Signore.

Probabilmente non ha tenuto considerazione che il Signore dice in Romani al capitolo 12: "E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, accettevole e perfetta volontà." Amen.

E Aronne, dice la scrittura, fece qualcosa subito. Disse al popolo: "Datemi, staccate dai vostri orecchi gli anelli d'oro." E dice la Bibbia al verso 4: "Li prese dalle loro mani e dopo averli modellati con il cesello ne fece un vitello di metallo fuso".

Cos'è il cesello? Il cesello è un piccolo strumento in acciaio, simile ad uno scalpello usato dagli orafi e dagli artigiani per decorare, per incidere o raffinare metalli come oro, argento e bronzo a freddo, mediante piccoli colpi di martello, mirando alla perfezione nei particolari. Fratelli, mi ha lasciato pensare: quando il popolo è andato da Aronne, Aronne subito ha preso questo attrezzo e ha impiegato molto tempo per costruire questo grande Dio. Lui più avanti si esprimerà: "Ho preso dell'oro e l'ho gettato nel fuoco e ne è uscito un vitello".

Quando Aronne ha passato del tempo, fratelli, si è preso del tempo per fare in modo che quest'idolo, questo grande idolo, fosse uscito in maniera perfetta. Noi a volte siamo proprio così. Passiamo del tempo, impieghiamo il nostro tempo ragionando con i nostri pensieri nel modo che pensiamo migliore, per realizzare tutto in maniera perfetta con le nostre forze.

Aronne confidò in se stesso perché la Bibbia dice che subito prese il progetto, risolse il problema, non aspettò il Signore, confidò nelle sue forze. E noi oggi siamo chiamati, fratelli, a non perdere più tempo. Non c'è più il tempo di pensare, di gestire le cose come vogliamo noi, ma il Signore ci chiede invece di guardare qual è la sua volontà per ognuno di noi.

Anziché invocare il Signore, Aronne si comporta in questo modo. E fratelli, non ci dice la Bibbia nel Salmo 50, verso 15: "Invocami nel giorno della difficoltà, ti trarrò fuori e tu mi glorificherai." Invoca il Signore. Basta con il tempo che abbiamo già passato, volendo fare le cose a modo nostro, con le nostre forze.

Oggi è il tempo, nel tempo dell'attesa secondo la volontà di Dio, di invocare il nome del Signore, perché egli ti ha detto questa mattina: "Invocami nel giorno della difficoltà e io ti risponderò." Amen. Gloria a Gesù.

Fratelli, Aronne era un uomo che parlava bene, era stato al fianco di Mosè dall'inizio partecipando attivamente alla liberazione d'Egitto, sostenendo le braccia di Mosè durante il combattimento contro Amalek. Era ancora il braccio destro di Mosè. Ma non basta avere dei buoni requisiti, una buona testimonianza. Per servire il Signore è necessaria la fedeltà. Ripeto, per servire il Signore è necessaria la nostra fedeltà. Perché la Bibbia così ci dice?

"Perché sebbene camminiamo nella carne, non combattiamo secondo la carne. Infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti nel cospetto di Dio a distruggere le fortezze, perché distruggiamo i ragionamenti ed ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio e facciamo prigionieri ogni pensiero traendolo all'ubbidienza di Cristo." Amen. E gloria a Gesù.

E io concludo, fratelli, con questo messaggio. Te lo voglio lasciare così come il Signore me lo ha rivelato. Ci sono due tempi adesso, come abbiamo letto: il tempo dell'attesa secondo la volontà di Dio e il tempo dell'inadeguata gestione secondo la volontà dell'uomo. In che tempo ci troviamo?

Perché quello che noi vogliamo fare è trovarci nel tempo dell'attesa secondo la volontà di Dio. Rimaniamo fermi nel Signore, fratelli, questo è il mio incoraggiamento. Rimaniamo fermi nel Signore e dobbiamo essere fedeli a lui in tutte le cose e egli opererà. Il Signore opererà.

Fratello e sorella, forse la tua situazione è ancora difficile. Sul monte accade qualcosa, nella valle accade un'altra cosa, ma sappi che Dio è fedele e sta già operando per te e per me, in tuo favore e in mio favore. Affidati a lui interamente e dona il tuo cuore a lui e egli opererà. Amen.