Non temere, Dio è con te
Nel capitolo 43 di Isaia leggiamo alcuni versetti che vogliamo condividere. "Ma ora così dice l'Eterno che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha formato, o Israele: non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome, tu mi appartieni" (Isaia 43:1).
"Quando passerai attraverso le acque, io sarò con te. Quando attraverserai i fiumi, non ti sommergeranno. Quando camminerai in mezzo al fuoco, non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà" (Isaia 43:2).
"Perché tu sei prezioso ai miei occhi e onorato e io ti amo" (Isaia 43:4).
Queste parole dobbiamo farle nostre. Quando le leggiamo, entriamo dentro a questo passo, perché è personale. Anche se la Scrittura sta parlando al popolo di Israele, la parola di Dio è qualcosa di così profonda che ci porta a vedere come quando ci sono situazioni nella nostra vita, la prima cosa che sentiamo nel cuore, quando abbiamo passato del tempo col Signore nella comunione, è: "Non temere". Questa parola è scritta tante volte nella Scrittura. Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho redento, ti ho chiamato per nome. Tu mi appartieni.
Tutte queste cose sono belle da leggersi, ma quando diventano realtà nella nostra vita, arriviamo al momento in cui attraversiamo le acque, quando ci troviamo nella prova, quando i fiumi non ci sommergono, quando camminiamo in mezzo al fuoco. La Scrittura dice qualcosa di importante per quelli di noi che hanno camminato una volta in mezzo al fuoco, che sono stati provati e hanno fatto l'esperienza della fede.
L'apostolo Pietro ci dice che la prova della nostra fede è più preziosa del fuoco. Cari fratelli, non vi spaventate quando vi trovate nella prova del fuoco. È importante che sappiamo che c'è uno che è rassicurante. Dio la prima cosa ci dice: non devi temere. Ci rassicura che lui sta con noi, che noi gli apparteniamo. Noi non apparteniamo a noi stessi, lo sapete, no? Sebbene nella realtà poi non sentiamo così sempre, noi non apparteniamo a noi stessi perché, come ha detto Gesù, io ti ho riscattato.
Non avendo più potere su noi stessi, apparteniamo a Dio e non possiamo fare né volere ciò che vogliamo, proprio perché non siamo più padroni di noi stessi. La nostra vita è in Cristo Gesù e noi lì dobbiamo rimanere e lasciarci guidare.
È bello sapere che la parola dice: "Tu sei prezioso ai miei occhi". Ma quando io mi sono guardato spesso allo specchio, ho considerato non soltanto i benefici che il Signore ha fatto per me, perché la Scrittura dice: "Non dimenticare tutti i benefici che il Signore ha fatto con te". Ma quando guardo alle mie miserie, alla mia debolezza, all'uomo vecchio, quando guardo che spesso mi succede di dover dire "Signore abbi pietà di me", allora che cosa devo vedere in questo passo? Come posso pensare: "Io sono prezioso ai tuoi occhi"? Unicamente perché al di là del peccato siamo stati lavati, siamo stati purificati, e allora la nostra giustizia si vede in Cristo soltanto.
Beato l'uomo che si riconosce davanti al Signore e che contempla che tutto ciò che è nella sua vita è soltanto per grazia. È quella grazia che ci deve accompagnare, perché se uno vuole raggiungere la perfezione si deve affidare alla grazia di Dio. Nulla può fare con le sue forze. È la grazia che ti conduce alla perfezione, perché tu ricevi il favore di Dio per il tuo cambiamento, per il tuo modo di pensare.
All'inizio della mia conversione mi sono posto tanti propositi. "Signore, devo digiunare due volte la settimana, devo pregare almeno due ore al giorno, devo leggere la parola". Tanti propositi buoni li ho fatto nel mio cuore, ma poi uno dietro l'altro mi sono accorto che non sono stato in grado di mantenere quei propositi che sono buoni, che li abbiamo nel cuore, e vogliamo farli.
Ma quando vediamo che abbiamo bisogno dell'intervento dal cielo, che ci arrendiamo a lui e che diciamo al Signore: "Aiutami a mantenere quello che c'ho nel cuore. Questa mia volontà sta nelle tue mani. Aiutami a fare tutto ciò che è gradito ai tuoi occhi". Perché la ragione principale è proprio questa: che noi possiamo attenerci pienamente alla parola di Dio e cercare quella santificazione che appartiene solo al Signore.
"Non temere perché io sono con te". Sono con te. Non è necessario che il Signore sia sveglio nella barca. Quando lui dorme e a noi sembra che dorme, lui sta con te. Non è andato via, sta sempre con te. Non si è mai allontanato nemmeno per un momento dalla nostra vita.
Possiamo dire al Signore: "Signore, vogliamo avere il piacere in ogni cosa di attenerci fermamente alla tua parola e di coltivare le virtù di cui abbiamo parlato: fede, speranza e amore. Queste ci sostengono per andare avanti. Ma coltivarle significa metterci in questo, curarle, e poi il Signore farà crescere perché questo è il suo compito".
Come Paolo dice: "Uno pianta, l'altro annaffia, ma è Dio che fa crescere". La grazia sua ci porterà verso la perfezione.
Voglio condividere una testimonianza molto significativa che il fratello Gianluca Delo Monaco mi ha chiesto di leggere in questa chiesa. Questo è quello che ha scritto:
"Cara sorelle e cari fratelli, improvvisamente una tempesta si è abbattuta sulla mia famiglia, colpendo in una sequenza improvvisa i miei figli e togliendo ad Alessandra l'unico legame familiare che le era rimasto dopo la morte dei genitori. La successione di questi tre eventi è stata immediata, contemporanea, un disegno diabolico.
Ho avuto paura, mi sono sentito senza forze e stanco. Il mio cuore era pieno di angoscia finché non ho gridato al Signore. La mattina prima di andare in ospedale con Giada, l'angoscia mi toglieva il fiato. Sono caduto faccia a terra e dalla mia bocca uscivano parole incomprensibili, ma che mi restituivano leggerezza nel cuore.
Ho chiesto al Signore: dimmi cosa sto dicendo. E poco dopo il Signore mi ha parlato dicendo: non temere perché io sono con te. Non smarrirti, perché io sono il tuo Dio. Io ti fortifico e anche ti aiuto e ti sostengo con la destra della mia giustizia" (Isaia 41:10).
"Questa è stata la prima parola ricevuta dal Signore quando mi sono convertito e mi ha sempre accompagnato nei momenti difficili. Non vi nascondo che ho tanta paura. Sapere i propri figli in ospedale e non conoscere i motivi di un malessere, in particolare quello di Giada, è terribile. Ti leva il fiato.
Quando sei stanco il diavolo viene e colpisce duro. Ma io sperimento sempre la potenza di Dio in questi momenti, come già nel passato. Se il diavolo vuole accusarmi, io gli mostrerò il sangue di Cristo. Amen.
Carlotta si sta rimettendo. Giada deve ancora fare degli accertamenti. Vi chiedo di pregare per loro, di pregare per me e per Alessandra, perché il suo cuore è lacerato.
Nella stanza di Giada c'è una signora anziana che sta molto male e non dorme da quando è lì. Ieri sera chiedeva aiuto a Giada. Lei le ha chiesto se voleva che chiamasse gli infermieri, ma la signora ha rifiutato. Voleva Giada. Giada si è avvicinata, le ha preso la mano e la signora ha iniziato a dire: 'Gesù mio, aiutami'.
A quel punto Giada le ha chiesto: vuoi che preghi per te? La signora inizialmente ha rifiutato, ma Giada ha insistito e ha iniziato a pregare. La signora ha cominciato a urlare dal dolore e poi di colpo si è calmata e si è addormentata. Questa esperienza ha fatto bene a Giada, ha fatto bene anche a me.
Dio si manifesta. Vi amo. Pregate senza sosta, perché se è vero che le battaglie a volte sono dure, è altrettanto vero che il Signore stesso combatte per noi e vince, perché c'è vittoria nel nome di Gesù. Amen.
Gloria a Dio. Pregate per Giada, per la sua salute e per l'anima sua, perché il seme che è stato piantato in lei, anche se negli ultimi anni si è allontanata, è ancora lì e sarà proprio quel seme a ristabilirla nel corpo e nell'anima. Stamattina mi ha chiesto di portargli ricambi e altre cose. Le ho chiesto: porto una Bibbia per te? E lei mi ha risposto: Sì. Dio ci benedica."
Vogliamo sostenere il fratello Gianluca nella preghiera e per la sua famiglia. Sosteniamoci gli uni gli altri nella preghiera.
Con voi questa mattina, fratelli, voglio condividere un passo molto conosciuto. Questo messaggio è stato motivo di preghiera per me. Mentre nella settimana pregavo il Signore nel silenzio, pregavo che lui proteggesse la nostra vita, i nostri figli, la nostra comunità dalle astuzie di Satana. Lo Spirito Santo mi ha ispirato così fortemente, dicendomi: "Rivestitevi dell'intera armatura di Dio". E mentre ero lì che combattevo nella preghiera, lo Spirito del Signore mi ha rivelato: Io ho provveduto già per voi. Dovete fare solo una cosa: dovete, come dice la Scrittura, prendere, rivestirvi di questa intera armatura, perché io ho provveduto ogni elemento di difesa e di attacco.
E di questo vogliamo parlare questa mattina condividendolo insieme.
Leggiamo in Efesini, capitolo 6, dal versetto 10 al versetto 18:
"Del resto, fratelli miei, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. Rivestitevi dell'intera armatura di Dio per poter rimanere ritti e saldi contro le insidie del diavolo. Poiché il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori del mondo di tenebre di questa età, contro gli spiriti malvagi nei luoghi celesti.
Perciò di nuovo prendete l'intera armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e restare ritti in piedi dopo aver compiuto ogni cosa. State dunque saldi, avendo ai lombi la cintura della verità, rivestiti con la corazza della giustizia e avendo i piedi calzati con la prontezza dell'Evangelo della pace.
Soprattutto prendendo lo scudo della fede, con il quale potete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno. Prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito che è la parola di Dio, pregando in ogni tempo con ogni sorta di preghiera e di supplica nello Spirito, vegliando a questo scopo con ogni perseveranza e preghiera per tutti i santi" (Efesini 6:10-18).
Ebbene, così introduce Paolo questa sua lettera agli Efesini. Mi piace tanto studiare nei particolari la parola di Dio. Così lui si esprime dicendo: "Del resto". Questo apre l'ultimo passo di questa lettera. "Del resto" sembra un'espressione di poco conto. Sembra un'espressione semplice, ma anche le virgole, i punti nella parola di Dio sono così importanti quando noi apriamo il cuore volendo capire, inoltrandoci, chiedendo l'aiuto e l'unzione dello Spirito Santo.
Paolo dice così "del resto" per dire un'espressione che avvalora tutto ciò che è stato detto in precedenza. Un'espressione che l'apostolo usa per completare il suo discorso, il suo ragionamento, volendo dirci che tutto ciò che abbiamo letto prima non deve essere trascurato.
"Il resto", sta dicendo Paolo, "continuiamo il nostro discorso riguardo alla nostra santissima fede. Paolo sta continuando: non trascurate le cose di prima, ma continuiamo, continuiamo a parlare, a dialogare riguardo alla nostra amata e santissima fede".
Che bello, fratelli, poter così insieme prendere esempio dai nostri padri. È vero, attraverso le loro espressioni sappiamo quello che è dentro il loro cuore. Parliamo della nostra santissima fede, della nostra amata fede: quello che la Chiesa oggi deve coltivare. Di che cosa mai dobbiamo parlare, fratelli e sorelle, quali sono le nostre argomentazioni oggi in questi ultimi tempi, se non parlare, edificarci riguardo alla nostra santissima fede, amata fede?
D'altronde l'apostolo Paolo stesso ci dirà come cresce la fede, fratelli. Ce lo dice la Scrittura: "La fede dunque viene dall'udire e l'udire viene dalla parola di Dio" (Romani 10:17).
E così in Apocalisse al capitolo 1 verso 3, il Signore definisce coloro i quali ascoltano la parola di Dio, coloro che la leggono, ma in particolare coloro che la mettono in pratica come profondamente beati. Come si coltiva la fede? Se si coltiva, fratelli, ascoltando la parola del Signore, leggendo la sua parola, ma in particolare mettendola in pratica.
E Giacomo ce lo ricorda, vero? Dice: "Non siate solo uditori della parola, ma anche facitori" (Giacomo 1:22). La fede, la nostra amata e santissima fede, noi dobbiamo coltivarla perché cresca, progredisca, porti frutto per la gloria di Dio.
Proseguiamo. "Del resto, fratelli miei", che bello questa espressione che Paolo usa. Fratelli miei. Inoltriamoci, soffermiamoci quando leggiamo le Scritture, perché Paolo esprime quello che è il suo sentimento, il suo amore verso chi? Verso i suoi fratelli. Un sentimento di unione, di comunione. Paolo sta esternando il sentimento di Cristo. Fratelli e sorelle. Oggi nel mondo si usa un linguaggio che crea distanza fra l'uno e l'altro, dando del lei, del voi o dicendo signor Tizio, signor Caio. L'uomo ha voluto sempre creare delle distanze tra l'uno e l'altro, tra gli uomini. L'uomo crea le distanze, ma nell'ambiente spirituale — e diamo gloria a Dio per questo — noi ci chiamiamo fratelli. Gloria a Gesù.
Fratelli miei. Questo è l'affetto di Paolo per la Chiesa, e noi dobbiamo coltivare la comunione e l'unità. La Chiesa deve coltivare la comunione e l'unità. E quando io posso dire "fratello mio, sorella mia", esprimo esattamente quello che è l'amore di Cristo che è in me e l'opera che Cristo ha compiuto già in mezzo al suo popolo.
È importante anche che ci ricordiamo che siamo tutti fratelli in Cristo. Lo siamo e vogliamo rimanere in questo. Lo siamo perché riconosciamo che Gesù Cristo è il nostro Signore e che Dio è Padre, il Padre nostro, l'unico Padre. E a lui vogliamo dare la gloria, perché la Scrittura dice che "in lui siamo". Paolo stesso lo dirà nelle sue lettere: "In lui siamo, in lui ci muoviamo, in lui viviamo" (Atti 17:28).
Fratelli, la Scrittura dice che noi non siamo più forestieri, non siamo più ospiti. Paolo lo dirà in questa lettera: noi siamo cittadini dei santi, membri della famiglia di Dio, edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Gesù Cristo stesso la pietra angolare, su cui tutto l'edificio insieme ben collegato, cresce per essere un tempio santo nel Signore.
E Paolo così scriverà ancora nelle sue lettere: "Studiatevi di conservare l'unità dello Spirito nel vincolo della pace" (Efesini 4:3). Gloria a Gesù, fratelli miei. Paolo dice: "Studiatevelo, studiatevelo, studiatevi di conservare questa unità nello Spirito". Studiare significa indagare, analizzare attentamente qualcosa.
E noi oggi siamo chiamati, fra di noi, personalmente, individualmente, a indagare noi stessi, analizzare noi stessi attentamente per capire se siamo ancora nell'unità e nella comunione. Noi siamo fratelli, abbiamo detto questa mattina. Siamo tutti fratelli, ma non voglio dimenticare l'intera parola di Dio, perché la somma della tua parola è verità.
Non dimentichiamo le parole di Gesù: "Ecco, qualcuno andò e disse: Ecco tua madre e i tuoi fratelli sono là fuori, cercano di parlarti. Cosa rispose Gesù?" (Matteo 12:47-50).
Gesù rispose: "Chi è mia madre? Chi sono i miei fratelli?" E distesa la mano verso i suoi discepoli disse: "Ecco mia madre, ecco i miei fratelli, poiché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, mio è fratello, sorella e madre".
Vorremmo a volte non citare alcuni passi, ma la Scrittura è completa, la Scrittura è meravigliosa. Divide sempre il vile dal prezioso, il sacro dal profano. È sempre bella la parola di Dio perché ci porta sempre secondo quella che è la perfetta, buona, accettevole volontà di Dio.
"Del resto, fratelli miei", dice Paolo, "fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza". Che cosa ci sta dicendo Paolo? Ci sta dicendo che abbiamo bisogno di una forza che non potremo trovare in noi stessi. E questo a volte ce lo dobbiamo ricordare.
Questo appello rende chiaro che la nostra forza non basta, non è sufficiente per vincere le nostre battaglie, le battaglie di dentro e quelle di fuori. E a volte veniamo ingannati dall'orgoglio. Veniamo ingannati dall'orgoglio credendo di poter fare ogni cosa da soli, che siamo abbastanza forti da soli.
E il Signore nella sua parola ci avverte di un pericolo dicendoci che l'orgoglio di credere di farcela da soli precede la caduta. Paolo ci sta dicendo: "Fratelli miei, fortificatevi nel Signore". "Del resto", oggi lo Spirito Santo ci invita a prendere forza in Dio.
Se tu oggi hai pensato, noi abbiamo pensato che potevamo farcela da soli, tanti oggi pensano di farcela da soli in questo cammino così angusto, in questa vita così difficile, in questi combattimenti che noi dobbiamo affrontare. Questo è l'orgoglio, l'orgoglio della natura umana che ci porta sempre a poter così poi cadere.
E la Bibbia dice: "Attenzione, perché l'orgoglio viene prima della caduta" (Proverbi 16:18). E Paolo in Primo Corinzi 10 dice: "Perché chi pensa di stare in piedi guardi di non cadere" (1 Corinzi 10:12).
Oggi tanti si prendono cura del proprio corpo. È vero. E questo è una cosa veramente buona. Tanti oggi ci tengono al proprio corpo, prendendo forza nel corpo. I medici dicono che questo fa bene. Raccomandano l'attività sportiva e fisica regolare come una vera medicina naturale per la prevenzione e il trattamento di tante patologie.
Ma la parola ci dice di non trascurare e rafforzare la parte spirituale. Gloria a Dio per questo. E noi dobbiamo rafforzare la parte spirituale fortificandoci nella forza della sua potenza. Il corpo ha bisogno, ma io vi invito con tutto il cuore, come lo Spirito Santo me lo ha rivelato a me: date forza allo Spirito.
Date forza allo Spirito perché acquisti forza. E lo dobbiamo fare come, fratelli, "fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza". E allora vogliamo dire questa mattina insieme: c'è potenza nel nome di Gesù. Amen.
Come mi devo fortificare oggi nella forza della sua potenza? C'è potenza nel nome di Gesù. E brevemente vorrei ricordarvi come assumiamo noi questa potenza, questa forza. Come la prendiamo sempre dalle Scritture, perché vogliamo considerare la potenza e l'autorità del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.
Leggiamo che ebbe il potere e l'autorità sulla natura. Vi ricordate? Sulla tempesta. Gesù poteva comandare la tempesta di fermarsi, poteva moltiplicare il pane e il pesce, poteva comandare i pesci di riempire le reti dei discepoli.
Gesù è potente sulle forze del male. I demoni gli erano sottomessi. Non potevano, dice la Bibbia, resistergli. Gesù ha il potere sulla morte, risuscitando i morti. E ancora di più, lui stesso dichiara di avere il potere sulla propria morte. Giovanni capitolo 10 verso 17-18. "Per questo mi ama il Padre, perché io depongo la mia vita per prenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio" (Giovanni 10:17-18).
Gesù ha il potere di perdonare i peccati. Al paralitico di Capernaum nell'Evangelo di Marco: "Figliolo", disse Gesù, "i tuoi peccati sono perdonati" (Marco 2:5).
Questo è il nostro potente Salvatore, Gesù Cristo, il nostro Signore. Ha ogni potere in cielo e sulla terra e tutto è sotto il suo controllo. Fratello, ma di che cosa stiamo parlando? Ti stai parlando della potenza di Cristo. Hai citato dei fatti della Scrittura che ci dicono quanto è potente il nostro Salvatore? Ma perché?
"Fortificatevi nella forza della sua potenza". Tenendo in considerazione, fratello e sorella, che ogni situazione della tua e della mia vita, ogni nemico, ogni forza che si innalza contro di te, tutto è sotto il controllo di Gesù Cristo. Amen. Lo vogliamo ricordare insieme.
Non c'è nessuna forza che sia più grande di Gesù. Non c'è nulla che possa ostacolarlo. Perciò, per quanto possiamo attingere dalla forza della sua potenza, la parola ci incoraggia dicendoci che questa è sempre la stessa, non è diminuita. Il nostro Dio è il Dio di ieri, di oggi e lo sarà per sempre.
Non pensare mai che la potenza di Dio è diminuita o che sia assente. Egli è sempre lo stesso. Lascia nelle sue mani ogni tua situazione: che sia malattia, infermità, peccato, paura, qualsiasi cosa che passa per il tuo cuore o per la tua vita. Lasciale nelle mani di Cristo, perché lui solo ha la potenza e lui stesso ti fortificherà secondo la sua potenza. Gloria a Gesù.
E Paolo così conferma nelle sue lettere dicendo: "Non cesso mai di pregare per voi affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, illumini gli occhi della vostra mente, affinché sappiate qual è la speranza della sua vocazione e quali sono le ricchezze della sua gloria, della sua eredità fra i santi" (Efesini 1:16-18).
"E quale straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi che crediamo secondo l'efficacia della sua potenza che egli ha messo in atto in Cristo risuscitandolo dai morti e facendo sedere alla sua destra nei luoghi celesti" (Efesini 1:19-20). Amen. Gloria a Gesù.
"Fortificarsi nel Signore e nella sua potenza" non è qualcosa che succede solo una volta e poi vale per sempre. Fortificarci nel Signore è una necessità, fratelli, ogni giorno. Ogni giorno i credenti, noi figli di Dio, devono prendere forza nel Signore.
Sapete perché, fratelli? Perché noi siamo in un combattimento spirituale. Lo abbiamo appena letto. Paolo ce l'ha appena detto: "Il nostro combattimento non è contro sangue e carne" (Efesini 6:12).
Perciò, se tu pensi di prendere forza in Dio solo un giorno e poi vale per sempre, abbiamo proprio sbagliato. Siamo soldati pronti ad essere colpiti, sconfitti. Noi dobbiamo prendere forza dal Signore ogni giorno.
E vi voglio dire una cosa, fratelli, questa mattina. Se tu hai compreso di quanto bisogno tu abbia di Cristo, e tanto quanto lo avrai compreso e lo prenderai per te, tanto avrai capito dove ti trovi. Tanto avrai capito quanto è aspro il combattimento in cui ti trovi.
Se tu smetti di prendere forza in Dio, vuol dire che non hai capito il luogo in cui ti trovi, che tu ed io stiamo combattendo, che tu e io siamo dei soldati e dobbiamo combattere e dobbiamo vincere.
E se io non capisco che oggi devo prendere forza dal Signore, devo fortificarmi nella forza della sua potenza, non ho compreso che sto combattendo. E noi abbiamo bisogno oggi di combattere, fratelli. Tutti i giorni abbiamo bisogno.
E allora Paolo elenca questa nostra famosa armatura. Io dico che questa armatura ha sette elementi. La Scrittura ci dice: "Rivestitevi, rivestitevi".
Siamo dunque saldi, avendo ai lombi la cintura della verità. La cintura della verità, rivestiti con la corazza della giustizia. Fratelli e sorelle, oggi in un mondo in cui gira la menzogna, in un mondo in cui la menzogna viene chiamata verità e la verità viene chiamata menzogna.
Oggi noi siamo in un mondo terribile e la Chiesa è chiamata a proclamare la verità. Cristo è la verità. Gesù è la nostra verità. Lui stesso ha pronunciato: "Io sono la via, la verità e la vita" (Giovanni 14:6).
E la nostra vita deve essere cinta dalla verità che Gesù Cristo è il Signore. E il diavolo combatte proprio contro la verità. Paolo, guidato dallo Spirito Santo, come primo elemento ha detto: "Indossate, avendo ai lombi la cintura della verità".
E la parola ci dice chiaramente in Giovanni al capitolo 8 che il diavolo fin dal principio non è rimasto nella verità. Perché la Chiesa oggi deve indossare questo primo elemento, la verità, perché il diavolo è proprio quello che attacca.
E la Bibbia dice: in lui non c'è verità. Quando dice il falso parla del suo, perché è bugiardo, padre della menzogna.
Ma gloria a Dio, perché il Salmo 60 verso 4 il Signore ha detto: "Ma ora tu hai dato a quelli che ti temono una bandiera perché sia innalzata in favore della verità" (Salmo 60:4).
Cristo Gesù è la nostra bandiera. Amen. Non disperare. Non disperare quando intorno a te gira menzogna, falsità in questo mondo. Oggi vengono cambiate ormai le cose, ma noi, tu ed io, fratelli e sorelle, siamo chiamati ad innalzare questa bandiera. Cristo Gesù è la nostra bandiera. Lui solo è la nostra verità.
E poi la corazza della giustizia è il secondo elemento. La corazza è un elemento che protegge gli organi importanti. Uno dei più importanti di questi organi secondo le Scritture è il cuore. La corazza della giustizia, ripeto, è uno degli elementi dell'armatura che protegge gli organi importanti.
Secondo le Scritture, qual è l'organo più importante per i cristiani, per i figli di Dio? Il cuore. La parte più importante di cui la Scrittura ci invita a prenderci cura dicendo in Proverbi: "Custodisci il tuo cuore con ogni cura, più di ogni altra cosa, da esso sgorgano le sorgenti della vita" (Proverbi 4:23).
Oggi il secondo elemento di questa armatura è importantissimo. Indossa la corazza della giustizia. Fratelli e sorelle, custodiamo il nostro cuore perché da esso sorgono le sorgenti della vita.
Oggi tanti vanno avanti, servono il Signore, vogliono progredire, si prendono cura di tante cose. Ma poi c'è qualcosa di cui non si prendono cura. È importante, fratelli. Non è un giudizio, ma è la realtà dei fatti, perché la Bibbia dice che "l'albero lo si riconosce dai frutti" (Matteo 12:33).
Non prenderti cura di niente se non riesci a curare il tuo cuore, perché da esso sgorgano le sorgenti della vita. E se non ci sono queste sorgenti, ahimè, a volerci chiamare figli di Dio, cristiani, fino a quando non ci saremo presi bene cura del nostro cuore. Allora gloria a Dio, da dentro di noi sgorgheranno fiumi di acqua viva. È qualcosa che il Signore ha già promesso.
E noi manifesteremo a questo mondo questi frutti. Prenditi cura del tuo cuore.
E poi Paolo, il terzo elemento, mette i piedi calzati con la prontezza dell'Evangelo della pace. Un cristiano senza conoscenza del Vangelo è un soldato scalzo. Si ferirà alle spine della vita.
Grazie ai calzari un soldato poteva muoversi velocemente, senza timore di ferirsi i piedi. Abbiamo detto, fratelli e sorelle, che noi ci troviamo in un combattimento spirituale e mentre combattiamo dobbiamo fare attenzione a non scivolare.
Ma la Bibbia dice: "Dobbiamo rimanere ritti in piedi, fermi e pronti". Perché verranno giorni difficili e abbiamo appena letto che verrà il giorno malvagio.
Indossa, fratelli e sorelle, i calzari con la prontezza dell'Evangelo. Se tu non conosci bene le Scritture, se tu non leggi la parola di Dio, sarai un soldato vulnerabile, scalzo.
Noi ci ricordiamo di Giuseppe, vi ricordate? Ci sono momenti nei quali dobbiamo fuggire e ci sono momenti nei quali dobbiamo rimanere ritti, fermi e combattere.
Ricordando questo terzo elemento, ricordiamo quel fatto che accadde a Giuseppe. Vi ricordate la storia di Giuseppe in Genesi al capitolo 39? La Bibbia dice che una donna, la moglie del suo padrone, mise gli occhi su di lui. Giuseppe era un bel giovane e questa donna gli mise gli occhi sopra.
E la Bibbia dice che ogni giorno, ogni giorno, questa donna lo importunava dicendogli: "Coricati con me, unisciti a me". È quello che fa il mondo oggi, specialmente con i giovani. Unisciti a me, coricati con me.
E noi cosa dobbiamo fare? Dobbiamo avere ai piedi i calzari per poter fare quello che ha fatto Giuseppe. La Bibbia dice che Giuseppe corse via. Corse via, rifiutò questa tentazione, questo peccato. Ebbe la forza di fuggire.
La Bibbia dice che Giuseppe si espresse dicendo: "Come posso io fare questo grande male contro Dio?" (Genesi 39:9).
Fratelli e sorelle, oggi abbiamo proprio bisogno che il Signore ci incoraggi a poter essere pronti per fuggire il male.
E Pietro così dirà al capitolo 5 verso 9 che quando viene un leone ruggente, vi ricordate quel verso, contro di noi, resistetegli stando fermi nella fede (1 Pietro 5:9). Dobbiamo resistere e il diavolo fuggirà da noi. La prontezza dell'Evangelo è un elemento importante dell'armatura di Dio. Amen. Gloria a Gesù.
E Paolo nel suo quarto elemento mette lo scudo della fede. Lo scudo veniva unto di acqua, veniva bagnato per renderlo flessibile finché non si spezzasse durante il combattimento. Veniva bagnato per evitare che le frecce infuocate lo bruciassero.
Lo scudo della fede. La fede nella parola di Dio, mediante lo Spirito Santo, ci aiuterà a spegnere i dardi infuocati del maligno. Amen. Gloria a Gesù. Indossa lo scudo della fede, fratelli e sorelle.
È importante. Così nell'armatura antica noi possiamo fare questo paragone. Veniva bagnato, unto per spegnere i dardi infuocati. Noi oggi siamo chiamati a ungere la nostra vita dello Spirito Santo.
Il quinto elemento dice: "Prendete anche l'elmo della salvezza" (Efesini 6:17). Sappiamo già, fratelli, quanti pensieri passano per la nostra testa. Quanti pensieri, quanti dubbi, incredulità.
Noi vogliamo indossare questo elmo. Oggi ubbidire al Signore. Perché "le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti in Dio a distruggere le fortezze, affinché distruggiamo le argomentazioni ed ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio e rendiamo sottomesso ogni pensiero all'ubbidienza di Cristo" (2 Corinzi 10:4-5). Amen.
La spada dello Spirito, che è la parola di Dio, il sesto elemento. Questo elemento ci serve per attaccare, per prendere posizione. Ci sono momenti nei quali, abbiamo detto prima, si può scivolare. Ma ci sono momenti in cui dobbiamo prendere posizione e la posizione la prendiamo con la parola di Dio.
Gesù quando venne attaccato dal diavolo usò la parola. "Sta scritto" (Matteo 4:4). E il diavolo disse a lui, dopo questo lungo digiuno: "Di' a questa pietra che diventi pane". Gesù rispose: "Sta scritto che l'uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio" (Matteo 4:4).
E concludo, fratelli, il settimo elemento: pregare in ogni tempo. Pregare in ogni tempo. L'armatura finalmente è completa. La preghiera ci rende completi. Il soldato non scende in battaglia senza difesa.
Rivestiamoci dell'intera armatura di Dio e resistiamo, fratelli, perché Dio è buono con noi. Egli ci sosterrà e ci aiuterà. Così ha detto il Signore all'inizio: "Io non ti lascerò e non ti abbandonerò" (Deuteronomio 31:6).
Che Dio benedica la sua parola nei nostri cuori. Amen.