Il sacrificio della lode
Nel Salmo 150, il Signore mi ha dato qualcosa di semplice ma profondo. Desidero leggere e condividere l'invito finale a lodare il Signore.
Salmo 150: "Alleluia. Lodate Dio nel suo santuario, lodatelo nel firmamento della sua potenza. Lodatelo per i suoi portenti, lodatelo secondo la sua grandezza. Lodatelo col suono della tromba, lodatelo con l'arpa e con la cetra. Lodatelo col tamburello e con la danza. Lodatelo con strumento a corda e a fiato. Lodatelo con cembali risuonanti. Lodatelo con cembali squillanti. Ogni cosa che respiri lodi l'Eterno. Alleluia."
Gli ultimi quattro salmi non fanno altro che incitare a lodare il Signore. Invitano Israele a lodare il suo Dio. Invitano l'intera creazione a lodare il Signore. Sono inni di lode al Signore per la restaurazione e la prosperità di Israele, e infine l'invito finale a lodare il Signore. Questa Parola mi girava sempre nella testa e allora ho capito che il Signore mi voleva rivelare qualcosa di profondo.
Dal punto di vista umano, diciamo carnale, la parola "lodare" significa esultare, esaltare qualcosa. Gli studenti che vengono valutati con un voto di lode se sono andati bene. Ci sono molti libri e molti musicisti cristiani che hanno cercato di scrivere qualcosa sulla lode, ma più leggevo, più mi rendevo conto che molte volte neanche loro sapevano quello che scrivevano.
L'unica soluzione è stata quella di pregare lo Spirito Santo affinché io, in prima persona, potessi sperimentare che tipo di lode vuole da me. Mentre, gloria a Dio, ho avuto la grazia, come l'abbiamo tutti, di entrare nel luogo santissimo, il Signore mi fece vedere un paio di ali che rappresentavano le ali della lode per volare verso Gesù. Brevemente, quando finì questo tempo, c'era un vecchio canto nella mia mente che dice: "Dammi le ali della lode e io volerò verso di te, Gesù". È quello che il Signore vuole: che più lo esaltiamo, più lo lodiamo, più lo glorifichiamo, e più Egli prende piacere nei suoi figli nel benedirli in questa lode, in questa adorazione.
L'invito finale è lodare il Signore nel suo santuario. Oggi siamo nel suo santuario, ma la Bibbia dice ancora di più: che noi siamo il suo santuario. Il nostro corpo, questa tenda, come la chiama l'apostolo Paolo, è il suo tempio, il suo santuario dove noi dobbiamo lodare il Signore.
Pensavo che dove due o tre sono radunati nel suo nome, Egli è lì in mezzo. E dicevo: "Ma se io sono solo, che non ci sono ancora fratelli, sorelle, che ancora il culto inizierà fra quattro ore. Come faccio con questi due o tre?" Il Signore mi parlò, mi rivelò che già Padre, Figlio e Spirito Santo sono tre, più tutti gli angeli del cielo. Allora compresi che sono troppo ottuso ancora davanti al Signore per comprendere la sua pienezza. C'è bisogno che noi cresciamo uniti insieme nella lode, nell'adorazione. Possiamo ricaricarci dal tempio materiale, affinché quello spirituale, anche durante la settimana, nonostante i problemi, nonostante i pesi, possiamo sempre stare davanti alla presenza del Signore a lodarlo. Amen.
La vita spirituale è come la vita materiale. Se fai palestra e ti alleni, il fisico ne beneficia. E così è quando noi lodiamo e speriamo nel Signore: più lodiamo, più lo ricerchiamo, e più Egli, gloria a Dio, ci edifica della sua presenza. Amen.
Vi invito a considerare una cosa: il sacrificio della lode è quello che ci porta davanti a Dio. Ed è bello che apriamo la bocca quando stiamo davanti alla presenza del Signore, perché Dio si manifesta nella lode, nell'adorazione. Ma è anche un segnale del nostro cuore, di come stiamo interiormente. Quando cantiamo e lodiamo il Signore, sentiamo gioia nel cuore di sapere che il Signore gradisce tutta questa esposizione che dentro la manifestiamo all'esterno, e questa nostra lode arriva davanti al trono della grazia.
Si fanno tanti sacrifici nella vita, no? Ma il sacrificio della lode è quello che ci porta davanti a Dio. Quando cantiamo un cantico e io ogni volta mi emoziono. Gerusalemme. Quando pensiamo a questo, non so quanti di noi sentiamo, mentre si canta, il desiderio di sapere che un giorno noi saremo nella Gerusalemme celeste. Non so quanto desideriamo al momento, mentre cantiamo, di stare davanti al trono della grazia.
Ah, finché siamo su questa terra, vogliamo stare qua, poi se ne parla. Vi sembra strano che Paolo dice: "Per me è meglio andare col Signore che rimanere su questa terra"? E perché c'era questo desiderio? Credo che Paolo aveva fatto un'esperienza gloriosa che nemmeno lui poteva esprimere. "Io sono salito fino al terzo cielo e non vi posso raccontare quello che ho visto, cioè nemmeno ad esprimerlo con parole non si può." Tanti momentaneamente hanno gustato questo essere rapiti temporaneamente, ma poi non hanno potuto spiegare con le parole umane quello che hanno visto in cielo.
Allora quanto è desiderabile per noi sentire dentro che più ci avviciniamo a Lui e più sono insignificanti le cose di questa vita. Credo che ognuno deve esaminare se stesso per capire: desidero andare con Gesù, stare con Gesù, stare alla sua presenza? Noi viviamo per il cielo, perciò cantiamo: "La ragione della vita è amare te, servire te." E questo amore verso Gesù diventa un campo magnetico del nostro cuore, che siamo attratti, tirati sempre più su.
La testa e il cuore nel cielo e i piedi sulla terra, finché possiamo compiere l'opera che Lui ci ha dato da fare. Questo è bello. Questo è il fine di ogni credente. Noi siamo stati chiamati per questo.
Martedì abbiamo culto di preghiera. Faccio un appello, poi senza costrizione lascio ognuno di decidere. Vorrei che martedì si facesse un digiuno un po' più serio, un po' più profondo. Chi ce la fa? È chiaro che qualche volta sarebbe opportuno, non per causa altrui, fare un digiuno per se stessi e dire: "Fratelli, io non ne ho bisogno, io sì, ne ho tanto bisogno di digiunare per me stesso per comprendere tante cose ancora nella mia vita." Ognuno sarebbe bene che digiunasse per se stesso.
Ma oltre a questo chiederei anche di digiunare durante il culto di preghiera per la sorella Debora Frisco che dovrà fare degli accertamenti. Preghiamo.
Quanto è importante che la nostra preghiera non sia quella di un appello generico! Va bene, fratello, preghiamo per la sorella, preghiamo per il fratello, preghiamo per quel figlio, preghiamo per quel marito o per quel problema. Ma le preghiere si misurano dal peso, non dalla lunghezza. Perciò dico anche la domenica in chiesa, le preghiere devono essere sintetiche, corte. Non è un culto di preghiera la domenica. La domenica si ringrazia Dio brevemente e possibilmente se c'è qualche preghiera in più si può anche fare. Ma allungarsi, fatelo a casa. La preghiera lunga non la fate in chiesa la domenica.
Qualche volta è difficile, ma lo Spirito Santo ci aiuta ad andare avanti e a credere a quello che il Signore farà nella vita di ognuno di noi.
Nel capitolo 18 degli Atti degli Apostoli leggiamo un passaggio importante che vorrei che questa mattina prestasse un po' di attenzione in più, pregando lo Spirito Santo che ci riveli ciò per cui il Signore mi ha fatto vedere di condividere con voi, che è di vitale importanza per la Chiesa.
Al verso 24-28 parliamo di un racconto di un uomo, un certo giudeo di nome Apollo, nativo di Alessandria, uomo eloquente e ferrato nelle Scritture. Arrivò ad Efeso. Era ammaestrato nella via del Signore, fervente di spirito. Parlava e insegnava diligentemente le cose del Signore, ma conosceva soltanto il battesimo di Giovanni. Egli cominciò a parlare francamente nella sinagoga. Ma quando Aquila e Priscilla l'udirono, lo presero con loro e gli esposero più a fondo la via di Dio.
Poi, volendo egli passare in Aia, i fratelli lo incoraggiarono e scrissero ai discepoli che l'accogliessero. Giunto colà, egli fu di grande aiuto a coloro che avevano creduto mediante la grazia. Egli infatti confutava con grande vigore i Giudei pubblicamente, dimostrando per mezzo delle Scritture che Gesù è Cristo.
Che significa Cristo? Unto o Messia. Allora, quello che noi vediamo in questo racconto è che io mi faccio sempre tante domande. Quanto è importante per noi che Luca, colui che ha scritto gli Atti, abbia messo la personalità di quest'uomo? Si poteva benissimo dire che c'era questo fratello giudeo e era un fratello eloquente che parlava. Ma ci sono tanti dettagli che non servono soltanto alla nostra conoscenza, ma quello che Dio vuole farci vedere è quanto sia importante una certa cosa che è scritta in questo passo.
Esaminiamoli insieme piano piano con la grazia di Dio e con attenzione, perché è importante che lo Spirito Santo ci faccia capire perché il Signore per duemila anni ha scritto questo passo di questo uomo che era un po' come Billy Graham, quel fratello evangelista americano che da qualche anno è andato col Signore, aveva quasi cento anni.
Dice la Scrittura che quest'uomo era un uomo eloquente: quell'uomo che sa parlare, che si sa esprimere, che si capisce quando parla, quando predica. E quest'uomo dice che era ferrato nelle Scritture, cioè le Scritture erano nella sua vita, nel suo cuore, ben ferrato, ben saldo. Quindi era uno che conosceva l'Antico Testamento (stiamo parlando perché ancora non c'era il Nuovo). E quindi lui conosceva le Scritture, amava le Scritture da quanto noi leggiamo, perché quello che leggiamo è sempre nascosto dietro ogni rigo della Parola per capire che non è soltanto ciò che noi vediamo, ma ciò che lo spirito ci vuol far vedere.
E dice la Scrittura che arrivò ad Efeso, in questa città. Dice che Apollo era ammaestrato nella via del Signore, quindi conosceva le Scritture, era stato ammaestrato in quella che era la via del Signore, e poi aveva un altro pregio perché in questo racconto si vede che quest'uomo era particolare. Apollo era fervente di spirito, e questo è bello. Fervente di spirito. C'era un fuoco in lui che lo spingeva a predicare, a evangelizzare, a parlare della Parola di Dio. E questo fervore che stava in lui non si poteva frenare. Questo fervore lo spingeva sempre più a conoscere la Parola di Dio.
Andiamo avanti a un'altra qualità. Parlava e insegnava diligentemente, in maniera corretta, ordinata, che si poteva capire. Parlava e insegnava. Tenete in mente tutte queste parole perché insegnava.
Ma conosceva soltanto il battesimo di Giovanni. Beh, e allora anch'io vorrei avere soltanto il battesimo di Giovanni apparentemente ed essere come Apollo con tutte le qualità che aveva. Però dice la Scrittura: però soltanto il battesimo di Giovanni. Soltanto egli cominciò a parlare francamente nella sinagoga. Aveva un'altra qualità: senza compromessi. Parlava francamente, non aveva timore di nessuno, né dei Giudei, né dei sacerdoti nella sinagoga. Lui parlava francamente, così come il Signore lo guidava, perché aveva anche in sé questo desiderio.
Dice la Scrittura che quando Aquila e Priscilla, che erano compagni di Paolo (e che mestiere facevano? Fabbricanti di tende, fabbricanti di tende come Paolo) l'udirono, lo presero con loro e gli esposero più a fondo la via di Dio. Qua metto l'enfasi perché qua mi voglio soffermare.
Lo presero, lo sentirono parlare, lo sentirono predicare. Presero quest'uomo e gli parlarono più a fondo sulla via di Dio. Tu cosa capisci? Che cosa hanno potuto parlare più a fondo a uno che insegna le Scritture, che è fervente di spirito, che è eloquente? Se già insegna, che cosa più ha da imparare? C'è qualcuno che gli può dire qualcosa in più?
Forse potremmo vederla così: "No, no, fratè, non credo che io mi sarei fatto parlare così. E chi sono questi Aquila e Priscilla?" Ma loro si sono presentati e hanno detto: "Fratello, noi siamo fratelli come te, Giudei come te, ti vogliamo parlare." E dice la Scrittura che esposero le vie di Dio più in profondità di quello che Apollo già sapeva.
Bene, allora cari fratelli, che cosa manca in quest'uomo? Quest'uomo era un uomo completo, possiamo dire, ma il fatto che la Scrittura dica che era solo stato, conosceva soltanto il battesimo di Giovanni. Ci sono altri battesimi? Quale battesimo c'è ancora?
Quindi noi possiamo dire: un momento, fratè, scusami, ma che cosa dobbiamo togliere a quest'uomo per quello come ce lo ha descritto la Parola di Dio? Perché era necessario che Aquila e Priscilla potessero parlare più a fondo a quest'uomo? Era proprio necessario che quest'uomo conoscesse un altro battesimo? Perché è importante.
Vedete, fratelli, tanti si sono fermati al battesimo in acqua anche in questa chiesa. Non sono andati oltre, più a fondo. Non perché non vogliono, non si sono interessati. Hanno detto: "Fratello, il battesimo di Giovanni ci basta per capire che non andremo più all'inferno, saremo salvati." Perché Giovanni battezzò con un battesimo di ravvedimento ed è così che siamo arrivati.
L'uomo nasce nell'acqua, no? Noi siamo nati nell'acqua. Nel ventre della nostra mamma c'è un liquido amniotico e quindi siamo bambini cresciuti già nell'acqua. Se io non sono un medico, però è importante che quando il bambino arriva a una certa maturità, il bambino cresce e vorrebbe uscire, no? Qualche volta si dice che le acque della donna si rompono: vuol dire che deve nascere il bambino, perché nell'acqua non deve stare più e deve necessariamente uscire fuori. E così il bambino comincia il suo percorso di crescita naturale.
Quando i credenti si battezzano, escono dall'acqua e hanno pensato che la maturità si è fermata: ormai siamo arrivati, siamo salvati. Ma Paolo dice: aspettate. Mentre al capitolo 19 degli Atti, seguitemi perché è un continuo: mentre Apollo era a Corinto (perché Apollo poi si è spostato, stava ad Efeso), Paolo ha attraversato la località più alta del paese, giunse ad Efeso e trovati alcuni discepoli, disse loro: "Avete ricevuto lo Spirito Santo quando avete creduto?"
Ma guarda che Paolo non sta parlando ai discepoli di allora. Sono duemila anni già che sono passati. Io quando leggo dico a me: sta parlando a me, cioè la Parola mi sta dicendo "Ma tu hai ricevuto lo Spirito Santo? Tanto quando hai creduto."
Questa è la domanda che io faccio a te, ma non la faccio io. La faccio perché sta scritto così. Allora tu devi esaminarti per capire se questa esperienza l'hai fatta o sei rimasto come Apollo al battesimo di Giovanni, o come questi discepoli.
Perché dice qua? "Avete ricevuto lo Spirito Santo quando avete creduto?" Quelli gli risposero: "Non abbiamo neppure udito che vi sia uno Spirito Santo." Non l'abbiamo nemmeno sentito dire che c'è uno Spirito Santo. Pensate se a ogni credente evangelico gli domandi questa domanda: "C'è uno Spirito Santo?" Sembra strano, no? Eppure noi che siamo pentecostali di denominazione dovremmo saperlo senza problemi.
E Paolo disse loro: "Con quale battesimo dunque siete stati battezzati?" Essi risposero: "Col battesimo di Giovanni." Col battesimo di Giovanni erano discepoli. Sta scritto pure.
Allora Paolo disse: "Giovanni battezzò con il battesimo di ravvedimento." Magari ce ne fossero oggi battesimi di ravvedimento. Oggi ci sono battesimi di appello, di firme, di alzata di mano e tutte quelle contaminazioni carnali che ci sono nel campo evangelico. Ma un vero battesimo di ravvedimento oggi se ne vedono pochi. Perciò dopo fanno naufragio quelli che non ricevono questo ravvedimento.
E la Parola di Dio dice che quelli erano il popolo che doveva credere in colui che veniva dopo di lui, cioè Cristo Gesù. Giovanni ha cominciato un'opera, ma poi Giovanni stesso ha detto: "Io vi battezzo con acqua in vista del ravvedimento, ma colui che viene dopo di me vi battezzà con lo Spirito Santo e col fuoco."
Quindi abbiamo due battesimi. Allora ci dobbiamo chiedere: ma oggi perché dobbiamo leggere questo passo della Scrittura? Fratello, siamo pentecostali, sappiamo che ci sono i battesimi in acqua, il battesimo dello Spirito Santo. Bene, come non lo sappiamo? Pure io lo so. Pure tu lo sai.
Ma adesso bisogna capire se questa realtà è in noi o meno. Continuando a leggere, leggiamo che udito questo, furono battezzati nel nome del Signore Gesù. Di nuovo che pensi? Erano già stati battezzati in acqua? Era necessario battezzarli in acqua o non era un battesimo in acqua ed erano battezzati di Spirito Santo nel nome di Gesù? Bisogna capire, no?
E quindi è importante chiedere allo Spirito Santo per cui noi abbiamo creduto di spiegarci questo. Ma allo stesso tempo dice la Scrittura: e quando Paolo impose loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro e parlavano in altre lingue.
Un'altra domanda: da quanto tempo non parli in lingue? O non hai mai parlato? O non è necessario? Ci sono dei segnali evidenti dove nella Parola di Dio sta scritto che ogni volta che scende lo Spirito Santo i credenti hanno parlato in lingue.
Questo insegnamento qualche volta divide un po' i pensieri degli evangelici in modo un po' strano, perché ci sono evangelici pentecostali, luterani, battisti, apostolici e possiamo andare avanti. Ma non tutti credono all'opera dello Spirito Santo. Alcuni dicono: "No, no, no, fratello Giovanni." Ed è importante che noi sappiamo che la Parola non si può contraddire con quelli che sono i pensieri umani.
È una necessità. È una necessità che lo Spirito Santo possa cominciare a farci capire in noi che non possiamo farne a meno. Il bambino non rimane nel grembo, nelle acque della mamma, esce fuori e comincia a crescere. Non si ferma al battesimo della vasca battesimale e poi siamo arrivati. Va avanti perché un uomo come Apollo, un uomo con tutte le sue qualità doveva conoscere più a fondo l'esperienza.
Il pastore che avevamo noi, fratello Paolo, che grazie a Dio ancora vive, era di stampo Battista di Chiesa dei Fratelli. Non c'era il parlare in lingue, non c'era lo Spirito Santo come manifestazione. Ma un giorno si racconta che nel treno incontrò un fratello apostolico dove credono alla potenza, alla presenza dello Spirito Santo e al battesimo. E gli spiegò più a fondo questa realtà, e lui era perplesso. "Ma è vero, questo non me l'ha detto mai nessuno. Avevo fatto la scuola biblica già, tre anni di scuola biblica." E quando andò in Svizzera dal suo pastore che era un pastore disse: "Ho incontrato un fratello nel treno che mi ha parlato dell'esperienza dello Spirito Santo." Hanno pregato, hanno approfondito e hanno capito che era una realtà che non c'era ancora nella loro vita. Hanno pregato e il Signore li ha battezzati con lo Spirito Santo e hanno cominciato a dare questo insegnamento alla Chiesa.
Allora, fratelli, un altro esempio perché dobbiamo camminare sempre con le Scritture. Come si manifesta Dio e in quale maniera? Sentiamo che è un uomo, un diacono, Filippo, va a Samaria e predica Cristo, predica l'evangelo. Questi uomini hanno creduto e furono battezzati. Ma dice la Scrittura al capitolo 8 degli Atti che arrivò alle orecchie degli apostoli a Gerusalemme che a Samaria era arrivata la Parola di Dio, e mandarono Pietro e Giovanni. E dice: giunti là, essi pregarono per loro affinché ricevessero lo Spirito Santo.
Gli apostoli sapevano: "Ah, è arrivata la Parola di Dio, andiamo a vedere." E quando andarono videro che la chiesa non aveva ancora ricevuto lo Spirito Santo. E dice la Scrittura che loro andarono e pregarono per questi che avevano creduto, e ricevettero lo Spirito Santo imponendo loro le mani.
Così noi vediamo che gli apostoli sapevano che anche questi credenti dovevano conoscere più a fondo la via di Dio. Senza lo Spirito Santo ti fermi a una certa altezza, non puoi andare oltre, perché la Scrittura stessa ci insegna che noi siamo il tempio dello Spirito Santo, e quindi il fatto stesso che noi siamo il tempio non possiamo nemmeno escluderlo, perché Dio dimora in te e in me, il suo Spirito.
E questo è arrivato ai gentili. E quando Pietro è andato a casa di Cornelio, che cosa ci insegna ancora la Scrittura? Che Pietro stava predicando, stava parlando a questi gentili, a questi fratelli. E dice che Pietro stava ancora dicendo queste cose. Capitolo 10 verso 44. Stava ancora parlando Pietro quando lo Spirito Santo scese su tutti coloro che udivano la Parola di Dio.
E com'è, fratello, non erano ancora battezzati in acqua, però era arrivato già lo Spirito Santo su questi. Dov'è lo Spirito del Signore c'è libertà. Non c'è una regola. Non c'è uno schema, perché Dio si muove come Egli vuole.
Così qua prima è sceso lo Spirito Santo e poi dice la Scrittura: "Può alcuno vietare l'acqua perché siano battezzati costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo proprio come noi?" Come Pietro l'ha ricevuto a Pentecoste, così lo hanno ricevuto questi fratelli.
È necessario? A che cosa serviva che Aquila e Priscilla prendessero un uomo come Apollo e gli insegnassero più a fondo?
Perciò io ti sto dicendo questa mattina, caro fratello, cara sorella, ciò che sta scritto non è di niente di personale. Noi dobbiamo andare più a fondo. Deve essere un desiderio di dire al Signore: "Signore, io voglio conoscere più a fondo le vie di Dio." E senza lo Spirito Santo ti fermerai soltanto a una certa altezza e non potrai capire tante cose che Dio vorrebbe dirci.
È attraverso lo Spirito Santo che tu puoi ricevere i doni e i frutti. Sì, perché senò Galati al capitolo 5 non ci può spiegare quello che senza lo Spirito Santo tu non potresti mai essere e mai avere in virtù di quale necessità.
Perché l'apostolo Paolo dice ai Galati: "Ma il frutto dello Spirito." Chi conosce i nove frutti dello Spirito? Ma il frutto dello Spirito, se tu non hai quello Spirito, quel battesimo di Spirito Santo, dimmi: potrai mai avere tanto amore? Gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà o benignità, fede, autocontrollo, mansuetudine?
Ma serve allora che noi siamo battezzati di quel battesimo, di quella caparra, di quel sigillo. Senò che pentecostali siamo? Siamo battisti allora. Non dobbiamo più pregare per le lingue, né per le guarigioni, né per i segni. Perché Gesù ha detto e tutti quelli che hanno creduto in Marco 16 avranno questi segni, e fra questi c'è anche il parlare in lingue.
Su questo io non voglio metterti pressione, no? È bello però che noi possiamo chiedere al Signore che quel battesimo di Spirito Santo possa accompagnarci nella vita e ravvivare quello che Dio ci ha dato. Rendere vivo quello che Dio ci ha dato. Perché se non c'è quello Spirito in noi che è santo, non so quanto siamo capaci di amare, di essere gentili, di essere pazienti, di autocontrollarci in tutte le azioni della nostra vita, ma il frutto dello Spirito.
Ora, fratelli, solo ancora un verso che ci mette nelle condizioni di comprendere perché è necessario andare più in profondità. Perché dice in Osea al capitolo 6. Lo leggo spesso perché mi viene sempre da leggere questo passo in quanto mi spinge non solo a me, ma anche a voi.
"Venite, ritorniamo all'Eterno, perché Egli ha lacerato, ma ci guarirà. Egli ha percosso, ma ci fascerà. Dopo due giorni ci ridarà la vita. Il terzo giorno ci farà risorgere e noi vivremo alla sua presenza."
Senza lo Spirito Santo ti chiedi perché il profeta nomina due giorni. Che significato ha che lui dica: "Venite, perché il Signore ci guiderà, ci fascerà, ci guarirà dopo due giorni"? Due giorni, fratello. Perché due giorni?
Perché se noi non ci facciamo delle domande quando leggiamo la Parola di Dio e diciamo: "Signore, aprici il cuore e la mente, facci comprendere che cosa ci vuol dire lo Spirito Santo, che il profeta dica dopo due giorni ci ridarà la vita, il terzo giorno ci farà risorgere e noi vivremo alla sua presenza."
Io non devo dare una spiegazione. Ho detto già troppo, ma poi mi sorge ancora questa quest'opera che lo Spirito di Dio vuol farci conoscere.
Al verso 3: "Conosciamo l'Eterno, sforziamoci di conoscere. Il suo levarsi è certo come l'aurora. Egli verrà a noi come la pioggia, come l'ultima e la prima pioggia alla terra. Conosciamo l'Eterno."
Ma come si può conoscere l'Eterno se non hai lo stesso Spirito suo per dire un figlio? Dice: "Io conosco mio padre perché è uscito da quelle viscere, e noi siamo usciti da quelle viscere paterne, da quella stessa natura." E senza lo Spirito Santo, la conoscenza di Colui che soltanto ti guida non ti rivelerà. Va più in fondo, ti fa conoscere le sue vie.
E poi per non dire che Gesù in Giovanni 17 verso 3 dice: "Questa è la vita eterna: che conoscono te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo." Questa è la vita eterna. Conosciamo l'Eterno, ma senza la stessa natura divina noi l'Eterno non lo conosceremo a fondo.
E Aquila e Priscilla dovettero prendere un uomo così ricco, così eloquente, gli parlarono più a fondo. E quando Apollo si spostò in Aia, dice che fu di grande aiuto alla Chiesa di quei fratelli. Ad un tratto diventa che quest'uomo battezzato con lo Spirito Santo è di grande aiuto. E di grande aiuto puoi essere tu e posso essere io quando possiamo ravvivare l'opera dello Spirito Santo in noi. Si sente e si vede la persona che cerca Dio e che ha l'unzione, perché l'unzione ci insegna, dice la Scrittura.
Perciò, fratelli, non lasciamoci addormentare dal solo fatto di essere battezzati in acqua e non aver fatto la vera esperienza dello Spirito Santo. Perché questo è il segno evidente di una nuova nascita completa, possiamo dire.
Ma non ci siamo fermati questa mattina per dare un insegnamento sullo Spirito Santo, ma per essere sollecitati a cercare la faccia del Signore, perché possiamo essere ribattezzati come in Atti al capitolo 4, quando furono rilasciati i discepoli dai sacerdoti, pregarono e lo Spirito Santo fece tremare il luogo dove stavano.
Perciò abbiamo bisogno che quel fervore possa entrare in noi e ravvivare quello Spirito che Dio ci ha voluto mettere nel cuore. E quelli che non hanno mai fatto l'esperienza dello Spirito Santo, anche se si chiamano pentecostali, possono venire ai culti di preghiera, perché possiamo pregare affinché il Signore possa fare quest'opera più a fondo. Di questo abbiamo bisogno.
Che Dio ci benedica. Amen.
---
Signore, ti ringraziamo perché Tu hai mostrato questa via, una via che ci ha potuto dare la grazia di venire davanti a Te. Noi che non meritavamo, Signore, questo grande privilegio di poter stare alla tua presenza, Tu ci hai donato la grazia di questa unica via, Gesù Cristo, che è il Dio che è sceso sulla terra, si è fatto uomo e patendo ogni nostra sofferenza, ogni nostra malattia, Lui l'ha inchiodato su quella croce, Signore. E per quella croce noi abbiamo la grazia oggi di avere la vita eterna.
Noi ti ringraziamo, Signore, e non abbiamo ringraziamento più grande se non quello di consacrare le nostre vite a Te, così come siamo, Signore, perché Tu hai compiuto tutto per ognuno di noi.
In questo nuovo giorno, noi con un'unica mente, un unico cuore noi ti lodiamo, ti adoriamo, perché Tu solamente, Signore, ne sei degno, Dio. Tu solamente ne sei degno di ricevere la lode, la gloria e l'onore.
Ti vogliamo dire questa mattina che il Tuo Santo Spirito possa entrare nella profondità dei nostri cuori, che il Tuo Santo Spirito possa guidarci, Signore, a prepararci per questo incontro imminente dove Tu rapirai la Tua Chiesa, Signore.
Ma la nostra preghiera si volge anche a tutte quelle anime perdute, Signore, che Tu possa convincerli, Spirito Santo, del loro peccato, di giudizio e di giustizia, affinché, Signore, il Tuo risveglio possa avvenire, Signore, prima del Tuo imminente ritorno.
Noi ti ringraziamo perché tutto questo sappiamo che possiamo averlo per grazia, e in questa grazia noi vogliamo glorificare il Tuo nome, benedicendoti da ora e per sempre in eterno. Amen.