La vera luce — il Natale di Gesù

Capitolo 9 di Isaia: "Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato. Sulle sue spalle riposerà l'impero e sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace. Non ci sarà fine all'incremento del suo impero e della pace sul trono di Davide e sul suo regno, per stabilirlo fermamente, rafforzarlo mediante il giudizio e la giustizia, ora e sempre. Questo farà lo zelo dell'Eterno degli eserciti." Amen. Amen. Questa è la parola del Signore. Un bambino ci è nato. Torniamo a quello che è per noi, per ognuno che può testimoniare quello che è il Natale, la nascita di Gesù.

Lui è nato e a noi ci ha fatto rinascere, perché con la sua nascita siamo rinati noi. Con la conoscenza di questo bambino noi abbiamo potuto ricevere quella vita, quella vita vera. E quindi è bello quando noi possiamo testimoniare che siamo rinati. Quando nacque Gesù, dice in Luca, i pastori stavano in mezzo ai campi a guardare il gregge, e a loro si presentò un angelo; si manifestò la gloria dell'Eterno e illuminò tutto quel luogo. Dice la Scrittura che insieme all'angelo si unì una schiera di angeli dal cielo per lodare e glorificare il nome di Gesù.

Il nostro Natale qualche volta noi lo sminuiamo, lo facciamo piccolo, quasi insignificante; ma ho pensato: per la nascita di Gesù una schiera di angeli in cielo si manifestò a questi pastori. Voi sapete, forse non gli diamo molta importanza— quando noi ci siamo convertiti e ci siamo ravveduti, che cosa è successo in cielo? Ve lo siete mai immaginato? Un peccatore che si ravvede muove il cielo: gli angeli fanno festa in cielo. L'importanza di questo è che il cielo si muove per un peccatore? Questo è l'amore di Dio per farci comprendere quanto siamo importanti agli occhi del Signore, che Dio debba muovere una schiera di angeli nel cielo per fare festa, perché il vero ravvedimento porta gli angeli a fare festa.

Noi sentiamo anche del figlio prodigo: al ritorno del padre, fu accolto dal padre con gioia e il padre fece una grande festa anche per lui. Questo è bello: che noi sappiamo agli occhi di Dio quanto sia importante quando un uomo riconosce se stesso, si pente del suo peccato e poi rinasce. E con questa nuova nascita c'è qualcosa di particolare nel cuore, nella vita di ogni uomo. C'è una trasformazione che il mondo non può sperimentare, perché la Scrittura ci insegna: chiunque è nato dallo Spirito è figlio di Dio. E nello stesso tempo, se riflettiamo sul privilegio che la parola di Dio attribuisce a tutti quelli che hanno accettato—perché così dice l'apostolo Giovanni nel suo Vangelo, al verso 12 del capitolo 1: "Ma tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l'autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome"—figli di Dio.

È importante. Figlio di Dio significa ricevere la stessa natura, ricevere la stessa natura, cominciare a comprendere lo stesso sentimento, lo stesso carattere. E qualche volta noi diciamo, fratello: "Per come mi vedo io, non penso di sentirmi con la stessa natura divina." E certo! E perché noi non riflettiamo qualche volta? La parola è fedele, ci dice tutto ciò che è vero, rendendoci partecipi, dice la parola, della stessa natura di Gesù. E con il Natale, nella nostra vita noi abbiamo ricevuto la stessa natura. Dici tu: "Da dove lo riconosciamo?" Partiamo dal fatto che quando siamo rinati, in noi sono nati dei frutti che lo Spirito Santo ha fatto attraverso quella nuova nascita.

Diversamente non può essere. E chi non si riconosce nella nuova nascita lo riconosce dal fatto che mancano quei frutti essenziali. L'apostolo Paolo dice ai Galati che quei frutti sono preziosi per un uomo che nasce di nuovo. Uno dei primi frutti è l'amore. E Paolo cita l'amore come il vero amore. L'amore di Dio è diverso dall'amore degli uomini. Il nostro amore, dice la Scrittura, è come una nuvola mattutina; poi evapora, esce il sole e non c'è più. Ma l'amore di Dio rimane per sempre. E quando uno si converte, si ravvede e diventa una nuova creatura, questo è uno dei primi segnali della vita di un credente, perché Gesù stesso ce l'ha attestato: "Tutti vi riconosceranno dall'amore che c'è fra voi." E allora questo nascere di nuovo ci porta a comprendere l'importanza di quel Natale quando è nato Gesù.

Che cosa ci ha trasmesso? La pace, la fede, la bontà. Tutte queste cose fanno parte di quei credenti che hanno conosciuto il vero Natale. Quando Gesù sta dentro il nostro cuore, quando Gesù sta dentro anche la nostra natura, non siamo più gli stessi. Magari ci sarà un percorso, ci sarà un cammino per noi. Ma quando è venuto Gesù, ha portato un cambiamento radicale. Possiamo dire: l'umano non c'è più, l'uomo spirituale è venuto fuori. E la Scrittura dice che quando è venuto Lui ci ha portato la vita. E dice in Giovanni, sempre al capitolo 1, al verso 4: "In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini." Allora, quando noi diciamo che abbiamo ricevuto la sua natura e siamo rinati, non è forse Gesù stesso che ci ha detto: "Voi siete la luce del mondo?" E se siamo la luce è perché Egli ci ha illuminati e noi siamo il riflesso di quello che Gesù è stato in noi; e le sue opere si vedono nella nostra vita.

Quindi Egli è la luce che illumina ogni uomo. E più avanti, al verso 9, dice la parola: Gesù era la vera luce che illumina ogni uomo. Ci sono tante luci oggi nel mondo, sono simboliche perché simboleggiano la luce del Signore. Ma la vera luce, quella vera, come noi leggiamo, l'abbiamo ricevuta noi quando vivevamo nelle tenebre. Perché Paolo ci dice: "Voi eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore." Luce nel Signore è sempre l'opera Sua. È Lui—da quando è nato—che ci ha portato tutte queste cose. Poi parla di quello che è la vita di Gesù, la vita vera.

E questa vita si deve manifestare in noi, perché Cristo può essere glorificato quando noi lo rappresentiamo nel vero cambiamento interiore. E questo credo sia importante per i credenti, perché possano manifestare la gloria di Dio ancora ai giorni nostri. Quando è venuto Gesù, quella donna che è stata usata perché portasse nel suo grembo il nostro caro maestro, ha detto qualcosa che oggi tanti non sanno, non conoscono. Ma la stessa Maria, quando sentì che lo Spirito Santo stava dentro di lei, innalzò un cantico e disse: "L'anima mia magnifica il Signore e lo Spirito mio esulta in Dio mio Salvatore." Quindi vediamo che cade quello che ci hanno trasmesso in tutti questi anni riguardo a Maria, ma Maria dice che la sua anima glorifica Dio.

Forse con questo sentimento, anche nei momenti più belli, più di adorazione, più di comunione, possiamo dire noi la stessa cosa. Lo Spirito mio esulta in Dio che è il mio Salvatore. Questa è la testimonianza che noi possiamo portare. E Maria va avanti e dice: "Perché Egli ha avuto riguardo alla bassezza della sua serva." Dov'è che Dio mette il suo riguardo, il suo sguardo? Maria si definisce bassezza. E noi con questo sentimento possiamo proseguire, perché Dio ha guardato la bassezza quando ci siamo veramente abbassati, umiliati davanti a Lui; e Lui non si è risparmiato di volgere il suo sguardo sulla nostra vita.

Va avanti dicendo: "Perché il Potente mi ha fatto cose grandi e santo è il suo nome." Noi possiamo metterci al posto di questi protagonisti della parola qualche volta. Dio ha fatto cose grandi. Il Potente ha fatto cose grandi nella nostra vita, e qualche volta per "cose grandi" immaginiamo chissà quale grande miracolo. Quando uno nasce di nuovo riceve ciò che il mondo non può ricevere: il dono dello Spirito Santo, che cambia il cuore dell'uomo, lo cambia e lo porta al sentimento del suo Creatore. E questo è bello per noi, che possiamo restare in quella bassezza dove Maria si riconosce e dove noi un giorno, credo, ci siamo riconosciuti.

"E la sua misericordia si estende di generazione in generazione verso quelli che lo temono." Il timore di Dio è il principio della sapienza. Dice la Scrittura che il timore di Dio ci allontana dal peccato, perché vogliamo onorare il nostro Signore, colui che è venuto per noi; e senza quel giorno e quella nascita di Gesù tutte queste opere nella nostra vita non si potevano manifestare. Dice al verso 52: "Egli ha rovesciato i potenti dai loro troni e ha innalzato gli umili. Ha innalzato gli umili." L'umiltà precede sempre la gloria. E questo è bello per noi, vedere con quali sentimenti questa donna, sotto l'impulso dello Spirito Santo, ha potuto dichiarare queste cose.

Con la nascita di Gesù è nata una nuova generazione. È nata la Chiesa, sono nati i figli di Dio che hanno manifestato quello che è il Re dei re, il Salvatore, il Signore dei signori. E questo ci ha portato a riflettere ancora sulla nostra vita per dire: "Signore, Tu sei venuto su questa terra, hai lasciato la gloria celeste e sei venuto a nascere in una casa abbandonata, umile." Maria lo ha deposto in una mangiatoia. Però pensate un momento: questo bambino riceve la visita dei magi che gli portano oro, dice la Scrittura, incenso e mirra. Questi hanno una rappresentanza.

Ora noi stiamo vivendo i tempi dove non sarà facile manifestare quello che il Signore vorrebbe fare ancora nelle nostre comunità, nelle nostre vite. Ma sicché Gesù è venuto, insieme a Lui è venuta la speranza, perché con Lui è venuta pure la speranza—quella speranza che era morta—e con Lui è venuta la vita, la risurrezione, e la speranza di una vita eterna. Tutto questo è perché Dio ha avuto misericordia di noi e ha voluto mandare il suo figlio. Credo che quando predichiamo queste cose noi sentiamo, per la grazia di Dio, che ci sono amici, parenti che non hanno tante volte ascoltato che cos'è il vero Natale; però è bello che noi possiamo testimoniare quello che è stato per noi e come possiamo trasmetterlo a chi ci ascolta.

Ora, cari fratelli, io che cosa potrei aggiungere ancora? C'è un ringraziamento nel nostro cuore, unicamente perché quest'anno sta per terminare e ancora quest'anno, come qualcuno ha detto, non vedremo ancora miglioramenti in questo mondo—guerre, rumore di guerre, epidemie, la malvagità che si manifesta ogni giorno. Tanto che adesso nei presepi mettono qualsiasi tipo di animale— anche se è un simbolo—e quindi tutto sembra così tenebroso, così buio. Ma per noi che sorge la luce vera, è bene che continuiamo a pregare, a ringraziare il Signore per l'opera che ha fatto nella nostra vita e che possiamo andare avanti in questo anno che sta avvenendo, affinché possiamo aggiungere un po' di tempo in più alle nostre preghiere.

Sembra che quando tutto è buio non si manifesta più niente. Se guardiamo oggi il mondo come va, sembra che non c'è più speranza. Ma Paolo dice: "Noi non siamo come il mondo che non ha speranza. Noi siamo i figli della speranza," e quindi vogliamo continuare a cercare la faccia del Signore e andare avanti, perché indietro non si può tornare. Il Signore ci ha messo davanti una via, ci ha messo davanti un futuro, e tutto quello che ci potrà portare a testimoniare al mondo e dire che la vita non finisce qua, ma che c'è ancora qualcosa di molto prezioso e lo possiamo dimostrare con la nostra testimonianza.

A Lui vogliamo dare la gloria anche quest'oggi e vogliamo benedire il Signore. Prego di alzarvi in piedi e di poter far sì che ancora un altro cantico.

Uno. Luca 1:66—del libretto. Mi guardi e mi conosci. Tu chi sei su di me. La carezza di un padre, un sorriso d'amore. La tua grazia che cresce in me. Sei Tu che mi hai cercato. Venendo fino qui, dai confini del cielo. Alla porta del cuore hai atteso il mio "sì". E correrò da Te alla verità. Non per potenza, non per forza, ma per lo Spirito Tuo, percorrerò con Te questa vita. E poi mi accoglierai fra le braccia del tuo amore. Da Te alla verità. Non per potenza, non per forza, ma per lo Spirito Tuo. Però percorrerò con Te questa vita.

E poi mi accoglierai fra le braccia. Tu amore mi accoglierai fra le braccia del tuo amore. Prego il fratello Giosuè di chiudere in preghiera. Grazie Signore Gesù. Padre, una profonda gratitudine sale al trono della grazia ancora questa mattina, perché il Tuo servo è stato unto dalla Tua unzione, o Signore, per predicare e per ricordare insieme al Tuo popolo il vero Natale, la vera luce che illuminò le tenebre del nostro cuore. Oggi possiamo testimoniare a questo mondo che in noi c'è la vera luce. Grazie Signore, perché Tu sei stato il nostro Salvatore, il nostro Redentore. Grazie Signore Gesù, perché oggi possiamo ricordare che un potente miracolo è avvenuto in noi e noi parliamo di questa bellissima nuova nascita.

Abbiamo potuto decidere di lasciare il vecchio uomo e rinascere in Cristo. E noi Ti benediciamo, Signore. Noi vogliamo continuare questo nostro cammino. È vero, il termine di questo anno; ma che sia, o Signore, un nuovo inizio per noi, per continuare a predicare e a tenere alta la parola della vita. Sì, grazie, Signore, perché Tu ci benedirai ancora. Noi crediamo che possiamo essere ancora luce e sale di questo mondo, il buon odore di Cristo.