Eccomi — la disponibilità a Dio

Io voglio cominciare con due parole. Grazie Gesù. Veramente grazie Gesù che posso stare qui ancora in mezzo a voi. Ho passato momenti difficili, mesi difficili, attaccato non soltanto dalla malattia in cui stavo continuamente a letto, ma attaccato anche nella mente, perché il nemico sa quando deve attaccare e sa i momenti giusti. E sono veramente stato attaccato nella mente durante la notte. Certe notti dovevo gridare al Signore e certe volte mi mettevo a cantare, e il cantico liberava l'aria.

Perciò è importante la lode quando uno non sta bene: lodate il Signore, perché l'aria si purifica. E questo io ho potuto sperimentare nella mia vita in questi giorni, in questi tempi di sei mesi, quanto sono stati lunghi mentre stavo continuamente a letto, non potevo muovermi. Ma grazie a Dio, perché Lui è buono; perché Lui quando manda le malattie, lo fa perché vuole vedere fino a che punto noi conosciamo Gesù. Non dice anche del popolo di Israele che Lui lo provò nel deserto per vedere fin dove ubbidiva, fin dove lo amava? E così fa il Signore con noi, perché Lui ci ama, ci ama e ci vuole bene.

Io voglio soltanto leggere alcuni versetti. Certo, una cosa mi ha accompagnato in questi mesi e voglio dirvelo. La parola ci insegna che Dio non ci prova oltre le nostre forze. Allora io dicevo in quei momenti brutti di dolore nel mio corpo: "Signore, io so che Tu hai detto che non mi provi oltre le mie forze. Signore, dammi Tu la forza." E grazie a Dio, Lui sappiamo che anche se noi siamo infedeli, Lui rimane sempre fedele.

Voglio leggere qualcosa in Isaia. Dice qua il Signore: "Nel tornare a Me e nel riposare in Me sarete salvati. Nella calma e nella fiducia sarà la vostra forza." E in quei momenti è molto importante avere calma nel Signore e fiducia in Lui. Io mi fido di Te. C'è un bellissimo cantico che ultimamente quando stavo a letto me lo ripetevo sempre, me l'ascoltavo sempre.

Poi dice ancora qua: "Perciò l'Eterno aspetterà per farvi grazia, poi Egli sarà esaltato per aver avuto compassione di voi." E è quello che ho fatto io. Ho aspettato, dico: "Signore, Tu per certo farai ancora grazia, mi ristabilirai." E adesso dice qua: "Poi Egli sarà esaltato per aver avuto compassione di voi, perché l'Eterno è un Dio di giustizia. Beati tutti quelli che sperano in Lui." E poi dice: "O popolo di Sion che abita a Gerusalemme, tu non piangerai più. Che belle parole! Egli ti farà certamente grazia udendo la voce del tuo grido. Appena udirà ti risponderà."

Quante volte ho gridato al Signore in questi mesi? Quante volte io mi fido di Te. Perciò fidiamoci del Signore, fidiamoci. Abbiamo quella gratitudine verso di Lui, perché poi tante volte il fratello... mi sembra che quando è stato giovedì Davide ha parlato dell'incredulità, vero? Ho ascoltato il culto sull'incredulità, però poi mi sono ricordato un'altra cosa che noi non facciamo: della dimenticanza. Dimentichiamo quante volte il Signore ci ha preservati, quante volte è stato con noi, quante volte Lui ci ha aiutato, e questo posso dirvi che mi ha aiutato in questi sei mesi.

Penso mi sia ricordato di questi quarant'anni, quante volte il Signore mi ha preservato e dicevo: "Signore, anche questa volta Tu mi porterai avanti." Perciò ricordiamoci: è importante questo, che non soltanto dobbiamo essere credenti e non increduli, ma

ricordarci anche—perché anche il popolo di Israele, l'Eterno diceva sempre: "Ricordati, ricordati." Ricordiamoci al Signore quante volte Lui ci ha guidati e ci ha protetti. Che il Signore ci benedica.

Abbiamo ascoltato molto questa mattina, molti insegnamenti da parte dello Spirito Santo, e spero di non prolungarmi e di trasmettervi esattamente quello che il Signore ha messo nel mio cuore, e gloria a Gesù. Voglio condividere con voi nel libro della Genesi al capitolo 22. Leggeremo dal verso 1 fino al verso 14.

Genesi capitolo 22, dal verso 1 al verso 14. Così dice la parola del Signore:

"Dopo queste cose Dio mise alla prova Abramo e gli disse: 'Abramo.' E gli rispose: 'Eccomi.' E Dio disse: 'Prendi ora tuo figlio, il tuo unico figlio, colui che tu ami, Isacco, nel paese di Moria e là offrilo in olocausto sopra uno dei monti che Io ti dirò.' Così Abramo si alzò al mattino presto, mise il basto al suo asino, prese con sé due dei suoi servi e Isacco suo figlio, e spaccò della legna per l'olocausto. Poi partì per andare al luogo che Dio gli aveva detto. Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e vide da lontano il luogo.

Allora Abramo disse ai suoi servi: 'Rimanete qui con l'asino; io e il ragazzo andremo fin qui, adoreremo, poi ritorneremo da voi.' Così Abramo prese la legna per l'olocausto e la caricò su Isacco suo figlio. Poi prese in mano sua il fuoco e il coltello. Si incamminarono tutti e due insieme, e Isacco parlò a suo padre Abramo e disse: 'Padre mio!' Abramo rispose: 'Eccomi, figlio mio.' E Isacco disse: 'Ecco il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto?' Abramo rispose: 'Figlio mio, Dio provvederà l'agnello per l'olocausto.' E proseguirono tutti e due insieme. Così giunsero al luogo che Dio gli aveva indicato, e là Abramo edificò l'altare, vi accomodò la legna.

Poi legò Isacco, suo figlio, e lo pose sull'altare sopra la legna. Abramo quindi stese la mano, prese il coltello per uccidere suo figlio, ma l'angelo dell'Eterno lo chiamò dal cielo e disse: 'Abramo, Abramo.' E gli rispose: 'Eccomi.' L'angelo disse: 'Non stendere la tua mano contro il ragazzo, non gli fare alcun male, ora. Infatti so che tu temi Dio, poiché non mi hai rifiutato tuo figlio, l'unico tuo figlio. Allora Abramo alzò gli occhi e guardò. Ed ecco dietro di lui un montone preso per le corna in un cespuglio. Così Abramo andò, prese il montone e l'offerse in olocausto invece di suo figlio. E Abramo chiamò quel luogo Jehovà Jirè. Per questo si dice: 'Fino al giorno d'oggi al monte dell'Eterno sarà provveduto.'"

Amen. Gloria a Gesù. Voglio pregare un attimo.

Padre, in questo momento sono alla tua presenza per condividere coi miei fratelli la Tua parola. Io prego che la Tua unzione, Signore, scenda sulla mia vita, perché possa essere uno strumento nelle Tue mani, affinché il cuore del Tuo popolo sia edificato per la Tua gloria nel nome di Gesù. Amen.

Il verso 1 di questo capitolo 22 della Genesi dice: "Dopo queste cose Dio mise alla prova Abramo e gli disse: 'Abramo?'" Abramo rispose: "Eccomi." E questa espressione, fratelli e sorelle, di cui oggi voglio parlare con voi è proprio questa espressione. Io oggi voglio parlare con te, poiché lo Spirito Santo ha preso il mio cuore e mi ha detto: "Condividi con la mia Chiesa: eccomi."

Che espressione è mai questa, fratelli e sorelle? Eccomi. È un'espressione molto comune nel linguaggio italiano che si usa per indicare la propria disponibilità, la propria presenza in risposta a una chiamata, per dire: "Sono qui, sono pronto." Questa mattina vogliamo studiare insieme brevemente cosa ha detto Abramo, come ha risposto Abramo a Dio? È una semplice espressione o che cosa rappresenta per noi? Cosa ci vuole dire Dio a ognuno di noi oggi? Dove vuole portare il nostro cuore?

Secondo le Scritture, fratelli e sorelle, l'espressione "eccomi" dall'ebraico "inneni" significa: "ci sono, sono qui." È una risposta di disponibilità totale, prontezza, obbedienza, con un'apertura totale a fare la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio. Eccomi. È disponibilità immediata.

Attenzione, fratelli, perché il Signore ci sta prendendo la mente e il cuore al suo messaggio: disponibilità immediata alla chiamata di Dio, con una piena fiducia nella sua parola, anche quando i comandi ricevuti sono umanamente difficili da comprendere, esprimendo la volontà di voler essere strumenti nelle sue mani per realizzare il suo piano d'amore.

Abbiamo compreso cosa significa "eccomi" alla chiamata di Dio. Tanti uomini nella parola del Signore hanno risposto con questa espressione alla chiamata di Dio: "Eccomi, Signore." Ci ricordiamo di Mosè nel libro dell'Esodo al capitolo 3. Fu colui che rispose: "Eccomi" alla chiamata di Dio—ricordate, fratelli? Quell'uomo, quando Dio gli parlò dal roveto ardente affidandogli la missione di liberare il popolo di Israele dall'Egitto.

E poi ci ricordiamo del giovane Samuele nel libro di Primo Samuele al capitolo 3, fu colui che rispose: "Eccomi" per ben tre volte, pensando fosse il sacerdote Eli, ma imparando ad ascoltare e rispondere alla voce del Signore.

E fu pure il profeta Isaia al capitolo 6, verso 8, proprio lui rispose con slancio alla chiamata del Signore per essere suo messaggero. Lui stesso si esprimerà così, dicendo: "Ecco, o eccomi, manda me."

E fu Maria colei che nell'Evangelo di Luca al capitolo 1, verso 38. Quando l'angelo Gabriele le riferì che avrebbe concepito nel grembo un figlio al quale avrebbe dato il nome Gesù, rispose: "Ecco, o eccomi—come lo vuoi interpretare? La serva del Signore mi sia fatto secondo la tua parola."

Molte volte troviamo questa espressione da uomini e donne alla chiamata di Dio: "Eccomi, Signore, eccomi."

Fu l'espressione dell'intera vita di Gesù al Padre. Lui stesso si esprimerà dicendo: "Ecco, o eccomi, io vengo; nel rotolo del libro è scritto di me. Io vengo per fare, o Dio, la tua volontà. Eccomi, Signore."

E il verso 1 di Genesi 22 dice: "Dopo queste cose Dio mise alla prova Abramo. Mise alla prova Abramo."

Fratelli e sorelle, parliamo spesso di prove, ma qui non si tratta di una prova che ci parla delle vicissitudini della vita, di prove difficili che incontriamo nella nostra vita, ma si tratta del fatto che Dio mette alla prova il nostro cuore. Non stiamo parlando di altri generi di prove, ma della prova che Dio manda per provare il cuore di Abramo, il nostro cuore. E questo ci dice la Scrittura, che per noi è una grande benedizione.

In Proverbi al capitolo 17, verso 3, così dice la Scrittura: "Il crogiuolo è per l'argento e la fornace per l'oro, ma chi prova i cuori è l'Eterno."

E Pietro nella sua epistola, nella prima epistola al capitolo 1, al verso 6, ci dice questo: "Voi gioite, anche se al presente per un po' di tempo dovete essere afflitti da varie prove, affinché la prova della vostra fede, che è molto più preziosa dell'oro che perisce, anche se viene provata col fuoco, risulti a lode, onore e gloria nella rivelazione di Gesù Cristo."

Amen. E la Bibbia dice che Dio prova Abramo. Abramo gli risponde: "Eccomi." Quando Abramo risponde a Dio, fratelli e sorelle, non sapeva cosa Dio stava per chiedergli; non lo sapeva. E rispose: "Eccomi."

Ma io con te, fratello e sorella, voglio condividere insieme, meditare insieme questo passaggio, per capire qual era questo "eccomi" di Abramo. La storia ci racconta nel discorrere della Scrittura, che l'eccomi di Abramo era pieno di sincerità, era un eccomi di amore, di devozione, di disponibilità, prontezza, obbedienza, con piena fiducia in Lui. Un eccomi che viene premiato, un eccomi che ha avuto un seguito, un eccomi che ha prodotto qualcosa di sostanzioso per tutto il suo cammino.

Gloria a Gesù. Quante volte durante il nostro pellegrinaggio cristiano abbiamo risposto alla chiamata di Dio? Eccomi, Signore. In un modo o nell'altro, in un tempo—forse lontano o tanti anni fa—qualcuno di noi pure si ricorderà che ha risposto in qualche maniera a Dio dicendo: "Eccomi, Signore."

Probabilmente quando la grazia di Dio ci visitò un giorno e noi rispondemmo a quella voce: "Eccomi, Signore." Probabilmente quando Dio ti ha rivelato qualcosa che avrebbe voluto fare attraverso di te, un servizio, un lavoro, ti avrebbe voluto usare—ti avrebbe voluto usare come strumento nelle sue mani—ti chiamò. Tu lo sai, fratello; tu lo sai, sorella. E tu rispondesti: "Eccomi, Signore." Alla chiamata di Dio, sono qui. Quante volte abbiamo risposto: "Eccomi"!

La domanda è proprio questa, fratelli e sorelle, che il Signore oggi rivolge alla sua Chiesa: quell'eccomi pronunciato tanto tempo fa, che valore ha ancora oggi nella mia e nella tua vita? Che valore ha ancora oggi?

Abramo l'ha dimostrato nel tempo: il suo eccomi era sostanzioso, pieno d'amore e disponibilità, sincerità, fedeltà, perseveranza. Nel tempo si è dimostrato, è stato premiato. Io e te, oggi, dopo tanto tempo dalla nostra conversione o nel tempo del nostro pellegrinaggio, quanto valore ha questo eccomi? È come se fosse alla presenza di Dio.

E lo Spirito Santo di questo vuole parlare oggi a ognuno di noi, vuole parlare al nostro cuore e ci dice: che peso ha, che valore, che valore ha ancora il mio eccomi in mezzo al mio popolo?

Abramo ha dimostrato, fratelli e sorelle. Sì, lo vediamo insieme, perché nel verso 2, Dio disse: "Prendi ora tuo figlio, il tuo unico figlio, colui che tu ami."

Dio non ha detto ad Abramo: "Abramo, prendi un figlio come a te piace." No, ha detto: "Prendi tuo figlio, colui che tu ami. Isacco. Vai nel paese di Moria e là offrilo in olocausto sopra uno dei monti che Io ti dirò."

Signore, se avessi saputo che alla risposta del mio "eccomi" avrei dovuto offrire a te un sacrificio, ci avrei pensato dieci volte prima di dirti: "Eccomi." Tante volte ci salgono questi pensieri in mezzo alla prova e alle difficoltà, quando Dio prova il nostro cuore e ci chiede qualcosa—cioè di mettere in sacrificio qualcosa che non è qualcosa che è rimasto, ma è il tutto della tua vita.

Noi possiamo rispondere: "Se avessi saputo prima tutta questa sofferenza, se avessi saputo prima, ci avrei pensato prima di dire: 'Eccomi.'" Il nostro eccomi deve essere accompagnato da fedeltà e fiducia, perché il Signore sa ciò che ci sta chiedendo.

L'eccomi che Dio vuole non è "Padre, ti ringrazio per quello che mi hai dato." No, Abramo non dimostrò questo. Grazie per quello che sei. Amen. Fratelli, quell'eccomi di Abramo è gratitudine, non per quello che mi hai dato, ma per quello che tu sei.

E al verso 3 leggiamo che la Bibbia dice: "Così Abramo si alzò al mattino presto, mise il basto al suo asino, prese con sé due dei suoi servi e Isacco suo figlio, e spaccò della legna per l'olocausto. Poi partì per andare al luogo che Dio gli aveva detto."

Abramo si alza al mattino presto. La richiesta di Dio non lo aveva fermato, non lo aveva afflitto, non gli aveva creato nessun disturbo. Fratelli e sorelle, la mattina presto, sapete cosa fa Abramo? Si alza perché ha nel cuore la brama di esaudire il desiderio di Dio. All'alba, nel cuore di compiere la volontà di Dio.

Quando ci alziamo oggi la mattina presto, fratelli e sorelle, apriamo i nostri occhi. Quante volte abbiamo detto: "Eccomi, Signore. Questo sia un giorno in cui sia adempiuta la tua volontà nella mia vita." Quante volte l'abbiamo detto?

C'è ancora la domanda: c'è ancora dentro di me questo entusiasmo, questa voglia, questo amore, questa disponibilità, questa prontezza di voler far sì che la volontà di Dio si compia in noi? C'è ancora? Lascio a voi e lascio a me, come lo Spirito Santo mi ha parlato, la domanda. Ma veramente brucia ancora?

Abramo desiderava, al mattino presto. Non aspettò, non attese. Subito voleva adempiere quella che era la volontà di Dio. Gloria a Gesù.

Fratelli e sorelle, non trascuriamo il nostro cammino con Dio. Ogni mattina quando ci alziamo dobbiamo dire: "Signore, oggi è un giorno consacrato a Te. Oggi quando apri gli occhi la mattina, ti alzi presto e dici: 'Signore, oggi sia fatta la tua volontà in me. Eccomi, Signore Gesù. Fa di me quello che tu vuoi.'"

Gloria a Gesù. E al verso 6, Abramo continua; dice ai suoi servi: "Rimanete qui con l'asino; io e il ragazzo andremo fin qui, adoreremo." E al verso 6 dice: "Così Abramo prese la legna per l'olocausto e la caricò su Isacco suo figlio. Poi prese in mano sua il fuoco, il coltello, e si incamminarono tutti e due insieme."

Che bello, fratelli e sorelle! Abramo non scherza. Abramo qui dimostra la sua serietà verso il suo Dio. Era un eccomi bello, sostanzioso. Che bello, fratelli. E Abramo non è stato qualcuno che ha fatto solo sceneggiate. Abramo era un vero cristiano. Abramo era un vero credente. Amava il suo Dio e dimostrava apertamente che faceva sul serio. Aveva tutto l'occorrente: la legna, il fuoco e il coltello. Abramo ce l'aveva con lui, perché la sua serietà davanti a Dio fu premiata.

E noi oggi, fratelli e sorelle, abbiamo bisogno di mantenere la nostra posizione di serietà davanti al nostro Dio. Non faceva sceneggiate. Non era un uomo, Abramo, che disse ai servi: "Oh, Isacco, andiamo, facciamo finta che stiamo preparando quello che il Signore ci ha chiesto." No, no, fratelli. Veramente nelle sue mani c'era il coltello per sacrificare suo figlio, e la parola ci dice qualcosa.

Io spero vivamente che oggi in mezzo a noi non ci siano cristiani che fanno solo sceneggiate o vogliono dimostrare che sono figli di Dio. Questo non lo vogliamo fare, ma vogliamo dimostrare sincerità, vogliamo dimostrare al nostro Dio prontezza, fermezza, rispetto, obbedienza, umiltà.

Perché la Bibbia ci avverte in Galati al capitolo 6, al verso 7: "Non vi ingannate. Dio non si può beffare, perché ciò che l'uomo semina, quello pure raccoglierà. Perché colui che semina per la sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione. Ma chi semina per lo Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna."

Alleluia! Gloria a Gesù!

Abramo non faceva sceneggiate. C'era tutto il necessario per dimostrare la sua serietà. E al verso 7, la parola del Signore continua: Isacco parlò a suo padre. Parlò a suo padre e disse: "Padre mio." Abramo rispose. Che cosa ha risposto Abramo? "Eccomi, figlio mio."

L'eccomi di Abramo era all'inizio e l'eccomi di Abramo era alla fine. L'eccomi di Abramo in tutto il suo cammino, fratelli e sorelle: "Padre mio, eccomi. Figlio mio," Abramo stava dicendo al suo figlio: "Figlio mio, eccomi. Sono qui. Eccomi. Non mi sono allontanato, non sono fuggito. Eccomi qui, lì dove Dio mi ha chiamato, lì dove Dio mi ha messo. Eccomi qui, figlio mio. Sono ancora qui dove Dio ha scelto per me il luogo."

Non ti allontanare, non ti spostare. Di' al Signore: "Eccomi, Signore." Voglia il Signore fare grazia, fratelli, di darci il coraggio ancora di dire: "Eccomi, Signore, sono ancora qui, lì dove Tu mi hai messo."

Fratelli e sorelle, è importante per noi che ci troviamo lì dove Dio ci vuole. Ci sono tanti momenti nella nostra vita in cui il Signore ci ha chiamati. Quante volte ho sentito la voce del Signore personalmente, ma non ho potuto rispondere: "Signore, eccomi." Ve lo posso dire a cuore aperto. Tante volte nella mia vita ho sentito la chiamata del Signore per qualsiasi cosa, in ogni luogo, ovunque l'ho fatto per esperienza; e non avevo la possibilità di dire "eccomi Signore" con quell'eccomi pieno di sincerità, prontezza, amore, devozione, consacrazione.

E io oggi vi dico, fratelli, vi esorto per la voce dello Spirito Santo: se ti sei allontanato, ritorna. Ritorna a quell'eccomi, perché il Signore in un dato momento della tua vita e della mia vita verrà e ti chiamerà. Ma se lì dove Lui ha voluto tu non ci sei, non potrai rispondere alla sua chiamata, perché il Signore vorrà udire: "Eccomi." Ti prenderà e ti userà per la sua gloria. Tu sarai premiato, fratello. Io e tu saremo premiati per aver onorato quel posto in cui Dio ci ha messo.

Mostriamo perseveranza e fiducia. "Figlio mio, Dio provvederà." Gloria a Gesù. Dio provvederà, dice il Signore, quando ti trovi nel posto giusto, perché puoi dire a Dio: "Eccomi," e lo puoi dire sempre.

Questo è un eccomi che crede che Dio provvederà. È un eccomi che crede che Dio farà. È un eccomi che ci dice che Dio si rivelerà.

Fratelli e sorelle, questo è quello che il Signore vuole per noi.

Così la Bibbia dice: giunsero al luogo che Dio gli aveva indicato. E là Abramo edificò l'altare, vi accomodò la legna, poi legò Isacco suo figlio e lo depose sull'altare sopra la legna.

Isacco non era più un bambino. Isacco era grande. E mentre riflettiamo e meditiamo su quella che è la parola di Dio, vediamo qualcosa di molto prezioso, un insegnamento forte per la Chiesa.

Oggi Isacco, dice la Scrittura, si fece legare e si fece porre sull'altare. Era un ragazzo che comprendeva, ma con serenità si fece fare tutto questo dal padre. Sapete perché, fratelli e sorelle?

Perché Abramo, il padre, aveva dimostrato al figlio la sua serietà verso Dio. Abramo aveva trasmesso a suo figlio il suo timore verso Dio. Abramo aveva dimostrato a suo figlio la prontezza di voler ubbidire a Dio. E Isacco comprese quello che il padre stava facendo e pensò in cuor suo: "Se mio padre sta onorando Dio e ritiene che bisogna fare la volontà di Dio in questo modo, allora lo voglio fare anch'io."

Qual è l'insegnamento oggi? Noi genitori siamo chiamati a dimostrare ai nostri figli serietà per la parola di Dio, serietà, obbedienza, umiltà per la volontà di Dio. I nostri figli in noi dovranno riscontrare e sentire quanto amore noi abbiamo per Dio. I nostri giovani.

Questa generazione non ha più bisogno di tanti bei discorsi, di tanti sermoni eloquenti preparati per loro—no. Vogliono vedere nei loro genitori la sincerità, l'amore, la prontezza, la consacrazione, la devozione che il suo genitore, il suo papà e la sua mamma spendono per Dio. E allora potranno dire, saranno punti nel cuore e dire: "Io voglio fare quello che fa papà. Io voglio fare quello che fa mamma." Devono essere attratti, fratelli e sorelle, non dalle parole, ma dalla nostra sincerità verso Dio.

Questo è importante.

E Isacco si lasciò fare. Pensò: "Quello che fa mio padre lo voglio fare anch'io. Ci sarà un motivo."

Abramo quindi stese la mano, prese il coltello per uccidere suo figlio, ma l'angelo dell'Eterno lo chiamò dal cielo e disse: "Abramo, Abramo." E gli rispose: "Ancora, eccomi, eccomi," dice Abramo.

Se siamo pronti a servire il Signore nella prova con perseveranza, con obbedienza, sottomessi alla volontà di Dio, siamo pur certi, fratelli e sorelle, che saremo presenti quando Dio provvederà. Amen.

Se sei disposto ad ubbidire a Dio e a mostrargli onore, perché il Signore ci dice: "Io onoro quelli che mi onorano." Se noi siamo disposti a onorarlo e ad essere sinceri—un eccomi sincero, puro, pieno d'amore—noi saremo anche pronti nel momento in cui Dio provvederà, per dire ancora: "Eccomi, Signore."

Gloria a Gesù. E fu premiato Abramo, perché il Signore dice: "Ora infatti so che tu temi Dio. Ora so che tu temi Dio, perché non mi hai rifiutato tuo figlio, l'unico tuo figlio." E la Bibbia ci dice che Abramo alzò gli occhi, guardò ed ecco dietro di lui un montone preso per le corna in un cespuglio. Così Abramo andò, prese il montone, l'offerse in olocausto invece di suo figlio e chiamò quel luogo Jehovà Jirè, al monte dell'Eterno sarà provveduto.

Gloria a Gesù.

Fratelli e sorelle, questa storia della Scrittura è l'immagine della disponibilità di Dio Padre e di suo figlio. L'unica differenza è che per Isacco fu trovato un sostituto. Ad Abramo fu trovato un rimedio: Abramo fu liberato dal suo dolore se avesse ucciso suo figlio. Ma per il nostro Padre celeste non c'è stato rimedio. Gesù morì per ognuno di noi. Gesù morì per la salvezza del mondo.

Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito figliuolo, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna. Gesù è morto per noi. Non c'è stato nessuno che lo ha potuto sostituire.

Questo è la provvidenza di Dio per la tua e per la mia vita.

La domanda oggi è—concludo: quanto è importante per te l'eccomi di Abramo nel tuo cuore, per ciò che Gesù ha fatto per me e per te? Quanto valore ha oggi quel "eccomi," considerando che Gesù è sceso, si è abbassato fino a noi, ha lasciato la gloria, ha lasciato un posto d'onore, si è lasciato sputare, inchiodare su quella croce crudele?

Ecco il messaggio della croce, perché oggi ci fosse stata provvidenza per te e per me.

Il Signore vuole premiarti, fratello. Sì, il Signore ci vuole premiare. C'è stato un premio per Abramo. E allora la mia preghiera è:

Signore, se ci siamo allontanati da questo eccomi sincero, l'eccomi di Abramo, aiutaci a rispondere a Te in ogni momento della nostra vita. Signore, dacci grazia e forza di risponderti: "Eccomi, sono qui, sono presente, sono disponibile, sono per Te. Fa di me quello che vuoi."

Amen.

Che Dio benedica la sua parola. Padre, in questo momento noi ci offriamo a Te. Ti diamo l'intero nostro cuore. Se ci siamo allontanati, se non ci siamo fatti trovare nel luogo in cui Tu avresti voluto, ti chiediamo perdono.

Oggi vogliamo riconsacrare la nostra vita a Te e vogliamo dire, Signore Gesù: "Eccomi. Io voglio fare la tua volontà."

Grazie perché sei un Dio d'amore. Grazie perché ci hai assistito con la voce del tuo Spirito. Grazie perché Tu sei un Dio largo nel donare e la Tua provvidenza è qui; e noi, o Signore, non ci siamo fatti trovare per rispondere alla Tua provvidenza. "Eccomi, Signore, perdonaci, perché se oggi non abbiamo ancora realizzato la Tua provvidenza, è perché probabilmente siamo fuggiti via. Ma oggi come Tuo popolo ritorniamo e Ti diciamo: 'Eccomi qui, Signore, sono ancora qui.'"

Benedicici, o Padre, nel nome di Gesù, e risveglia i sentimenti più profondi del nostro cuore, della nostra fede, o Signore, perché il nostro rapporto sia autentico, vero, sincero, Dio, perché questo mondo riconosca che c'è una Chiesa che vive solo ed esclusivamente per Gesù.

Grazie Signore, perché Tu sei il nostro Dio e il nostro Salvatore. Grazie. Benedici i miei fratelli e le mie sorelle. Accompagnaci alle nostre dimore sotto la protezione del Tuo prezioso e potente sangue. Ogni cosa Te la mettiamo davanti nel nome di Gesù.

Amen.

Dio ci benedica.