La nostra autorità in Cristo

Oggi voglio riassumere un po' la serie di messaggi che ho potuto dare in questi giorni. Noi, secondo la Bibbia, sappiamo che Dio ha fatto l'uomo nella sua immagine. E questa è una frase davvero bellissima. È qualcosa che Dio ci ha creato nel suo cospetto, nella sua immagine. Ha creato uomo e donna e ha dato anche il compito di dominare sul mondo. L'ha dato alla coppia insieme, non soltanto all'uomo, non soltanto alla donna: l'ha dato a tutti e due insieme. Questa è l'immagine di Dio.

E poi c'era questa catastrofe, come io dico: il peccato è entrato nel paradiso. Noi leggiamo nel capitolo 3 di Genesi proprio quel fatto dove sta scritto che il serpente era il più astuto di tutte le fiere dei campi che l'Eterno Dio aveva fatto. E disse alla donna: "Ha Dio veramente detto?" Questa domanda, "Ha Dio veramente detto?", è ciò che il diavolo, da inizio, da principio, ha fatto. Lui mette sempre in dubbio: "È così che Dio ha detto? È ciò che è meglio per te? Non potete mangiare di tutti gli alberi del giardino. È vero?" Questa è una delle tentazioni più forti nel mondo: quando mettiamo in dubbio se è giusto così.

Poi voi conoscete, credo, quell'altro passo. Gesù è venuto sulla terra. Il Figlio è venuto, è arrivato a Betlemme, come tanto conosciuto a Natale, e poi è cresciuto. Poi c'era il fatto del battesimo di Gesù. Lui è venuto dalla Galilea e si è presentato a Giovanni Battista. E Giovanni Battista all'inizio ha detto: "Non ti voglio battezzare perché non sono degno di fare questo". E poi lo ha fatto lo stesso perché Gesù l'ha convinto con la frase: "Lascia fare per ora perché così conviene a noi adempiere ogni giustizia".

E poi possiamo leggere: "E Gesù appena fu battezzato, uscì fuori dall'acqua ed ecco i cieli si aprirono ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui". E in Giovanni possiamo leggere che lo Spirito Santo rimase su di lui. Due volte possiamo leggere questo: che lo Spirito di Dio è venuto giù. Ed ecco una voce dal cielo che disse: "Questi è il mio amato figlio nel quale mi sono compiaciuto". Questa è la voce del Signore che parla così.

Questi è il mio amato figlio nel quale mi sono compiaciuto. E subito dopo leggiamo della tentazione di Gesù. Gesù ha sentito questa frase. Lo Spirito è venuto giù su di lui e si è fermato su di lui e poi la voce del Padre: "Questi è il mio amato figlio nel quale mi sono compiaciuto". Allora: "Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo".

Ma io qui devo aggiungere: io non credo che il Signore o lo Spirito Santo ti mandi nel deserto per essere tentato. Questo ha fatto soltanto con Gesù, ma Dio sapeva che Gesù doveva entrare e poi essere il modello e uscire in vittoria, non per essere tentato e poi sconfitto, ma per uscire vittorioso. Così.

Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo. E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Le circostanze lo colpirono: aveva fame. Chiaro? Lui era uomo. Era venuto dal cielo, aveva lasciato la sua divinità, era venuto giù ed era stato uomo come noi. E dopo quaranta giorni, chiaro che aveva fame.

Ora il tentatore accostandosi gli disse: "Se tu sei il figlio di Dio, di' che queste pietre diventino pani". Ma io voglio sottolineare questo. Il tentatore non è venuto dicendo una cosa materiale. Ha chiesto: "Sei tu il figlio?" Si tratta dell'essere: sei tu il figlio di Dio. In una maniera molto astuta: "Se tu sei" implica che se tu sei dovresti fare come dico io. Se tu sei sarebbe così. Se tu sei, sentiamo quella tentazione forte.

Se tu sei il figlio di Dio, di' che queste pietre diventino pani. E poi Gesù risponde: "Sta scritto, sta scritto".

La seconda volta il diavolo, il tentatore, è venuto ancora più astuto e ha detto: "Se sei il figlio di Dio, gettati giù perché sta scritto". E poi cita una citazione da un passo nei Salmi. Allora prende proprio la parola di Dio per distorcerla, per tentarla.

Ma questa domanda "Se tu sei il figlio di Dio", nelle circostanze in cui aveva fame, "se tu sei". Se tu sei, non se tu: e questo voglio dire. Un fratello dall'America ha detto che fra queste due tentazioni, "Ha Dio detto" e "Sei tu il figlio?", fra queste due sono tutte le nostre tentazioni.

Dio dal cielo ha detto a Gesù, la sua voce poteva sentirsi: "Ecco, questo è il mio amato figlio nel quale mi sono compiaciuto". Ecco, tu sei. E il tentatore dice: "Se tu sei". Capite questa tentazione? Si tratta dell'essere.

Se così fa anche il tentatore con noi che crediamo in Cristo, che siamo tutti quelli che sono nati di nuovo. Dice tante volte a noi: "Se tu sei figlio, se tu sei figlia, tu dovresti fare così. Se tu sei, se tu sei, perché le tue preghiere non hanno più forza? Se tu sei, perché hai avuto oggi una sconfitta? Se tu sei, perché non va meglio per te? Se tu sei": voglio dire: "Credo che non lo sei proprio".

Questo sentimento conoscete? Perché io credo che ci sia sempre questa forza del tentatore che vuole impedirci di dire: "No, no, voi no". Lui sa che i credenti hanno autorità, che hanno forza, che sono valutati tanto alto davanti a Dio. Che cosa posso fare? Il tentatore dice: "Io posso fare soltanto una cosa: posso diminuire la loro percezione di sé, chi sono, tu sei".

Io dico, perciò è tanto importante sapere chi siamo davanti a Dio, chi siamo davanti agli angeli, chi siamo davanti a Satana, chi siamo davanti ai demoni. Chi siamo se non sappiamo questo? Siamo sempre deboli, siamo così umili. "Sì, sono credente, sì, ma sono sempre ancora tentato e non mi sento così forte. Sì, ci sono altri. Io no, io no". E poi andiamo così, no?

E il Signore dice: "Ma tu sei chiamato per regnare sulla terra. Tu sei chiamato per avere potestà. Voi avete il potenziale, come si dice, di cambiare il mondo. Ognuno di noi ha il potenziale di essere, soprattutto di essere con autorità, una luce, il sale del mondo. Che cosa vuol dire? Che il Signore dice: 'Voi siete la luce del mondo'".

Eh, è proprio forte, no? "Voi siete la luce del mondo". Io? La luce del mondo? No, io no. Oggi c'è un giorno brutto, no, io non sono la luce del mondo. E il Signore dice: "Ma tu sei la luce del mondo".

Noi dobbiamo credere a tutto ciò che lui dice riguardo a noi, riguardo a quelli che conoscono e seguono il Signore Gesù. Perché Gesù ha detto: "È compiuto. Non manca

niente, è compiuto". Poi lui è risorto con potenza. E oggi siamo con lui nei luoghi celesti e siamo stati benedetti con ogni benedizione del cielo.

Perciò questa tentazione, "Ha Dio detto, sei tu il figlio, la figlia?", queste tentazioni sono così forti, così cruciali, che noi riconosciamo quando il tentatore viene con questa resistenza, sempre un po' da dietro, sempre un po' nel sentimento che noi non ci sentiamo tanto vittoriosi.

Se voglio approfondire questa tentazione, riferendomi a Galati, alla lettera di Paolo ai Galati 4:4. Lì l'apostolo ci fa vedere anche come i Galati sono davanti a Dio. Poi lui dice: "Ma quando è venuto il compimento del tempo, Dio ha mandato suo Figlio, il suo Figlio nato da donna, sottoposto alla legge come noi tutti, perché riscattasse quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l'adozione".

Ora, io non voglio chiedere apertamente, ma lo dico così: hai accettato il riscatto dei peccati? Hai ricevuto l'adozione? Ora, perché poi continua così: "Ora, perché voi siete figli, figlie, Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei vostri cuori".

Voglio dire, all'inizio del versetto 4 leggiamo che Dio ha mandato suo Figlio affinché noi ricevessimo l'adozione. E poi dice: "Ora, perché voi siete figli". Vedete? Gesù il Figlio è venuto e ci ha fatto figli di Dio. Gesù ha guarito; se noi siamo figli, anche a noi tocca di guarire. Gesù ha fatto dei miracoli. Se noi siamo figli, appartiene anche a noi. Gesù era il Figlio, noi siamo figli.

Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei vostri cuori che grida: "Abba, Padre!" Abba, gridare qui, dice veramente in greco, è un termine forte. Krazo si dice in greco. Sentite il grido? Come? Allora vuol dire non gridare con una voce moderata, no?, come quando chiediamo aiuto al Padre o qualsiasi cosa. Ma lì vediamo "Abba", un termine dell'aramaico, che dice di più come "babbo" o "papà". Da noi spesso le nostre figlie dicono a me "Papà".

Papà. Papà.

Ora qui dice lo Spirito del Figlio suo nei vostri cuori che grida. E poi "Padre": tutti e due. Quello intimo, quello che dice: "Ehi, tu, tu mi sei così vicino, tu sei mio, babbo di Dio", e poi quell'altro con la riverenza: "Tu sei Padre". Lo Spirito in noi può gridare tutti e due. "Ehi, papà! Ehi, babbo! Posso venire? Mi aiuti?" o qualsiasi cosa. E lo stesso Spirito può vedere la santità e dire: "Padre! Papà! Padre! Abba! Padre!": come sta scritto qui.

Per me è prezioso che il nostro Dio non è come il Dio di altre religioni dove non tocca nemmeno. Noi possiamo dire "papà, Padre". Siamo servi o siamo figli? Siamo serve o figlie? Che cosa è la differenza?

I servi hanno un maestro, i figli hanno un padre. Certo, io so che tanti qui sulla terra non hanno avuto un padre come modello, ma questo, come si vede qui, sta scritto e si capisce bene che c'è un padre con amore, con amore.

I servi hanno un maestro, noi un padre. Un padre che col suo nome possiamo avvicinarci e dire: "Abba, Padre!" I servi ubbidiscono perché devono. La relazione tra padre e figlio, quanto è bello!, è amore. Non ubbidire perché si deve, ma perché vogliamo essere insieme al papà.

I servi hanno un accesso limitato alla casa. I figli hanno pieno accesso alla casa. Possono anche andare al frigo e prendere qualcosa fuori, forse non da tutti, ma io so che esiste anche questa libertà, no? Perché hanno pieno accesso alla casa.

I servi lavorano a pagamento e i figli ereditano e ricevono l'eredità. Ricevono l'eredità. Tutto, tutto. Quale differenza?

L'apostolo Paolo ha detto: "Se anche siete servi, ma quando siete liberi nel cuore e appartenete al Signore, allora siete liberi, siete figli". Che cosa sei tu? Come ti senti? Come vai avanti nella tua vita di ogni giorno: come servo, con questo spirito servile, o con la sicurezza di essere figlio, con l'autorizzazione del Padre del cielo?

Ma questo vi voglio che capiamo molto bene, questa posizione.

Perciò noi possiamo anche pregare uno per l'altro. Per esempio, nel nome di Gesù: "Malattia, vattene, io sono un figlio e prego" o lo comando in questa maniera. Perciò possiamo essere molto pieni di coraggio di affrontare i problemi.

Perciò possiamo anche lasciarci i fratelli. Possiamo dire: in ognuno che ha lo Spirito di Dio c'è lo Spirito Santo che lo spinge, che ammaetra la persona. Perciò possiamo lasciarli.

E vi voglio dire una frase che mi ha colpito anni fa quando ho letto un libro. E lì un credente prezioso, un dottore, ha scritto, un teologo anche: niente influenza la tua vita più di ciò che credi riguardo alla tua giustizia, riguardo alla tua posizione in Cristo.

Niente influenza la tua vita più che questo. La lotta quotidiana non si svolge nella vita pratica, ma nella mente. Come ti vedi? Come tu pensi e senti di te stesso? "Io mi sento sconfitto. Mi sento che sono sempre quello che deve prendere le botte. Se mi sento non bello o non accettato dalle persone, allora questo influenza tanto, tanto, tanto come vivo".

L'altra settimana ho anche letto il passo della tempesta sul mare. Forse quelli che erano qui si possono ricordare. E lì, quando c'era la tempesta forte, i discepoli avevano tanto paura e poi hanno pregato: "Maestro, maestro, non ti importa che noi periamo?" Questa è una preghiera di servo. Vuol dire che loro non hanno autorità.

Taci e calmati. Quando Gesù ha detto questo comando, o questa parola, questo è il comando di un figlio. Dio ha accettato tutti e due. Tutti e due. Ma poi Gesù ha detto: "Come non avete fede? Dov'è la vostra fede?"

Capite questo?

Primo Giovanni 4:4. Il discepolo che diceva di se stesso il discepolo che Gesù amava, lui ha scritto: "Voi siete da Dio, e si può dire anche per voi: voi siete da Dio, figlioletti, carissimi figli che avete un Abba, Padre! Voi siete da Dio, figlioletti, e li avete vinti. Lasciamo stare, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo, perché colui che è in voi è più forte di quello che è nel mondo".

Come ha detto il fratello, non c'è pari con Gesù, non c'è. E Gesù, possiamo leggere, il segreto è Gesù nei cuori dei credenti. Questo è il segreto che è stato nascosto per tanto tempo, ma oggi è rivelato. Gesù.

La ricerca scientifica ha scoperto questo anni fa: che ogni persona ogni giorno fa dai tremila ai quattromila brevi monologhi interiori, non ad alta voce, ma per sé, pensieri interni. Come possono essere questi? Dipende molto dalla tua percezione. Possono essere monologhi come questi: "Mh, non basto, non basta, devo fare di più. L'aspetto mio non è come quelli degli altri. Le persone non mi guardano, io sono alla fine, sono soltanto servo". Possono essere tanti pensieri che vengono come prove, capite?

E c'è l'altro lato: "Io sono figlio di Dio. Grazie Signore che tu mi hai privilegiato di vivere una vita di gloria. Grazie Signore che tu mi hai fatto figlio. Grazie, la vita è bella. Grazie che tu sei con me. Grazie che oggi proprio in questo momento, tu mi dai grazia e tu mi hai benedetto. Grazie Signore".

Si vede la differenza. Questi monologhi, così ho letto, hanno un grande impatto, un forte effetto su di noi, sia nel negativo sia nel positivo.

Poi le neuroscienze hanno scoperto il fenomeno della neuroplasticità. Si sente già dal nome: "plasticità". Plastico, no?, che c'è qualcosa che si può formare. La neuroplasticità, cioè il sistema nervoso con i nervi, si adatta al nostro modo di pensare, al nostro comportamento e poi si adatta a questo.

Poi il nostro DNA, conosciuto anche come "DNA", il nostro DNA trasmette poi queste informazioni modificate, anche nella trasmissione dell'eredità. Cioè la probabilità che genitori felici avranno anche bambini con, diciamo, la predisposizione a essere senza preoccupazione e felici è molto grande. Non si può dire sempre che è così, ma la predisposizione diventa così.

Come io capisco, questo ha da fare con la benedizione e la maledizione di ciò che leggiamo nell'Antico Testamento. Questo è la conseguenza della nostra fede e del nostro pensare e agire. Capite voi?

E c'è per me anche bello che Geremia dice: "La tua grazia è ogni giorno nuovo". Vuol dire che noi possiamo sempre scrivere sulle nostre cellule o "la grazia" o "l'autorità" o "la libertà", o possiamo anche scrivere sulle nostre cellule: "Le cose non bastano, non basta, non basta. Mai non basta. Alla fine crolliamo".

Capite? Mi sento così bello che il Signore ci ha benedetti con ogni benedizione di sopra. Noi abbiamo otto nipotini e tutti hanno favore da noi. Certo, siamo i nonni, no?, nonno e nonna. Ma una di loro aveva forse un po' più di favore con me. Non dovrebbe essere così. Ma quella mi è cara. Ah! Ah! Durante un pranzo da noi insieme, all'improvviso l'ho guardato con uno sguardo severo. Lei ad un tratto mi guardava con occhi grandi e splendenti e faceva verso di me: "Non è possibile che il nonno non mi ama. Vedi, non è possibile. Io sono cento per cento sicuro. Il nonno non può fare così di cuore, soltanto per fare finta".

Abbiamo questa sicura fiducia nell'amore di Dio? Dio che è un Padre celeste, non soltanto un nonno qui? Abbiamo questa fiducia? Lui è così, lui ci ama così, così tanto.

Dio ha detto veramente sì, l'ha detto perché mi ama. Ah, Dio ha detto veramente sì, l'ha detto così perché mi ama. Se tu sei il figlio di Dio, tu faresti di più. Tu non avresti avuto questa sconfitta. Le tue preghiere avrebbero un altro effetto. No, io sono figlio di Dio. Anche se queste cose sono ancora così, io sono sicuro. Sì, perché io sono l'amato figlio del Padre in cui egli si è compiaciuto.

Gesù in me è più grande di colui che sta nel mondo. Sono scelto prima che il mondo fosse, nel cuore del Padre, senza condizione, con tutti i miei difetti. Sono amato con un amore infinitamente grande. Sono prezioso davanti a Dio. Ho un Abba, un babbo, un Padre. Ho un papà, un Padre. Dio dice a te, figlio: "Tu sei sempre con me e ogni cosa mia appartiene a te, perché tu sei l'erede".

Con questo voglio riassumere questi messaggi qui che ho avuto.

Eh, forse possiamo dire di nuovo il versetto di Efesini 1:3. Va bene, forse ad alta voce. Va bene. Ci alziamo in piedi chi può e lo dichiariamo, lo proclamiamo con certezza.

Allora: "Benedetto sia Dio Padre del Signor nostro Gesù Cristo che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo. Amen. Amen".

Grazie Signore che tu vedi ognuno di noi, che tu vedi le circostanze. E allo stesso tempo tu conosci non soltanto le circostanze, ma tu vuoi fortificarci, che noi vediamo come tu vedi. Come l'apostolo Giovanni ha detto: "Vedete quale amore il Signore ci ha profuso su di noi!"

Grazie Signore che tu sei qui, che questa autorità qui a Brindisi si ingrandisce, si allarga. E che qui molti che non ti conoscono ancora possono vedere la gloria del Signore nell'amore, ma anche in tutto ciò che tu fai tramite i fratelli qui. Amen. Amen.