Zaccheo e la vera conversione
Leggiamo qui al monitor il Vangelo di Luca al capitolo 19. Voi tutti conoscete questa storia, vero? Spesso si racconta ai bambini. Ma per gli adulti, quanto è importante questa storia? Per capire certe cose importanti che ne fanno parte. Sapete, quando leggiamo anche un piccolo racconto della Scrittura, dobbiamo chiederci quanto è importante per il Signore, per lo Spirito Santo, per Luca che ha scritto, avendo ricevuto per rivelazione. Infatti, Luca non ha vissuto tutti i racconti, e lo stesso vale per gli altri evangelisti. Però quello che vediamo è che lo Spirito ha voluto mettere nel libro una storia che per circa duemila anni tutti dovrebbero leggere.
E questa storia, come tante altre, ci fa comprendere che tutto ciò che è scritto nella parola del Signore è per rivelazione, non solo da parte di chi l'ha scritta, ma anche per noi che leggiamo la parola di Dio. Dobbiamo sapere che c'è qualcosa per il nostro insegnamento, per la nostra crescita spirituale. Ma ancor più bello è quando leggiamo la parola e ci viene rivelato qualcosa che forse abbiamo letto tante volte, abbiamo ascoltato tante volte. Capita che ci troviamo in un periodo in cui abbiamo bisogno proprio di quella storia che il Signore ci mette davanti. Forse quel giorno o un altro giorno, sappiamo che al momento opportuno Dio vuole dirci qualcosa.
Succede, per esempio, nei culti e nelle predicazioni: alcuni dicono "Fratello, è una conferma, il Signore mi ha parlato attraverso quello che è stato detto oggi". Alcuni dicono è stato un buon messaggio, altri forse non era per me. Però è chiaro che nella nostra vita ci sono momenti in cui alcuni insegnamenti sono importanti. Il Signore spesso ripete le cose perché vuole che noi comprendiamo non solo ciò che non abbiamo capito, ma anche quello che non abbiamo ancora messo in pratica. Ma veniamo a questa storia di Zaccheo.
Poi Gesù è entrato in Gerico e l'attraversava. Ed ecco un uomo chiamato Zaccheo, il quale era il capo dei pubblicani ed era ricco. Cercava di vedere chi fosse Gesù, ma non poteva a causa della folla perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e salì su un sicomoro per vederlo, perché egli doveva passare di là. E quando Gesù arrivò in quel luogo, alzò gli occhi, lo vide e gli disse: "Zaccheo, scendi giù subito, perché oggi devo fermarmi in casa tua". Ed egli scese in fretta e lo ricevette con gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano, dicendo: "Egli è andato ad alloggiare in casa di un uomo peccatore".
Ma Zaccheo si alzò e disse al Signore: "Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri e se ho defraudato qualcuno di qualcosa, gli restituirò quattro volte tanto." E Gesù gli disse: "Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anche costui è figlio di Abramo. Il Figlio dell'uomo è venuto a cercare e salvare ciò che era perduto". Amen. Dio ci benedica.
Allora, commentiamo insieme questo racconto. Quello che possiamo vedere è che Gesù stava attraversando Gerico. Un momento prima aveva guarito quel cieco Bartimeo in Gerico, però l'attraversava per passare oltre. Ma qui c'era un uomo chiamato Zaccheo, il quale era capo dei pubblicani ed era ricco, dice la Scrittura. Consideriamo ogni parola della parola affinché possiamo comprendere dove possiamo arrivare a capire. Quest'uomo era un uomo di grandi responsabilità: il capo della finanza di quei tempi, il pubblicano, quello che riscuoteva le tasse e i soldi. Nello stesso tempo, la Scrittura dice che quest'uomo era ricco ed egli cercava di vedere chi fosse Gesù. Perché questo
interesse? Voleva vedere chi era Gesù soltanto per vedere questa figura corporea, il Cristo? O perché in quest'uomo c'era qualcosa che lo spingeva a conoscere Gesù? Perché, vedete, noi diciamo: "Questo è un uomo ricco, non ha bisogni particolari. Perché vorrebbe vedere chi è Gesù?" Quando uno è ricco, non è che abbia bisogno. I ricchi di solito sono quelli che col denaro riescono a soddisfare apparentemente quelli che sono i loro desideri. Però allo stesso tempo sappiamo che la Scrittura dice attraverso la bocca di Gesù quanto è difficile per un uomo ricco entrare nel regno dei cieli. Dice: "È più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago che un ricco nel regno di Dio".
Ma io mi sono anche fermato a considerare: non tutti i ricchi sono così. C'è una parte che sono ricchi ma usano la ricchezza per il Signore, per fare del bene, e una gran parte dei ricchi che la usano per se stessi. Allo stesso tempo mi chiedevo: quanti si allontanano dal Signore anche fra quelli che non hanno ricchezze? Quanti spendono il loro tempo in tutto ciò che soddisfa la loro vita e la loro natura, pur non essendo ricchi? Però si allontanano dal Signore. Parlo anche di credenti, non di non credenti. Pur non avendo grandi ricchezze, però hanno un'altra ricchezza nel cuore, un altro tempo da trascorrere nella loro vita.
Magari sarà un hobby , magari sarà un'attività, un lavoro, andare in cerca di qualsiasi cosa che si mette al posto di Dio. E quindi non sempre dobbiamo pensare che tante persone, anche non ricche, si allontanano dal Signore. Anche tanti credenti per motivi futili abbandonano la comunità, se ne vanno nel mondo. E uno chiede: "Ma che cos'è che gli mancava a questa persona?"
Quest'uomo cercava di vedere Gesù, ma non poteva a causa della folla perché era piccolo di statura. E io ho pensato: ma quanto era piccolo di statura? Insomma, doveva essere proprio veramente un uomo di piccolo statura per non riuscire a vedere Gesù sopra la folla. C'era la folla, d'accordo. Ma per quest'uomo non era importante la difficoltà della folla né la sua statura. Per lui c'era qualcosa, qualcosa nell'anima che lo spingeva a vedere chi è questo Gesù. E questo è un motivo in più per credere che questa ricerca vale più della vita. Dice la Scrittura. E corse avanti e salì su un albero per vederlo.
Non si fece un problema. Poi oltretutto possiamo pensare che quest'uomo non era ben visto, essendo un esattore, il capo dei pubblicani. E da quello che vediamo, dice che quest'uomo corse, andò su un albero per vedere Gesù. Io lo voglio vedere. Non disse con rassegnazione: "Eh, io sono piccolo di statura e non posso vederlo a causa della folla. Vabbè, fa niente, me ne torno a casa". C'era qualcosa che spingeva il suo cuore, la sua anima. Lui voleva necessariamente vedere Gesù. Salendo su quell'albero aveva la possibilità, ma la Scrittura dice che Gesù doveva passare perché stava attraversando la città.
Era quindi sicuramente una strada dove era necessario passare di là. E lui era convinto: "Gesù di qua deve passare". E io adesso aspetto che lui passi. Quindi allo stesso tempo pensava di essere inosservato.
Ma quando Gesù arrivò in quel luogo, dice la Scrittura, alzò gli occhi, lo vide e gli disse: "Zaccheo, scendi giù subito". Zaccheo voleva vedere Gesù, non l'aveva mai visto. Ma Gesù, quando aveva visto quest'uomo, in quel momento, in quel luogo dove c'era Zaccheo, il Signore alzò gli occhi e lo chiama per nome. Sapeva che si chiamava Zaccheo. Cosa possiamo pensare? L'importante è che anche quando di nascosto, nel silenzio noi vogliamo conoscere Gesù, vogliamo una risposta da Gesù, vogliamo saperne di più. Non pensate voi che il Signore, spero lo abbiate provato tutti, che il Signore si ferma e si manifesta proprio a chi ha dei desideri anche non apparenti?
Perché quest'uomo non aveva mai dimostrato un interesse particolare. Per lui era importante la ricchezza, il denaro. E quando Gesù arriva là, sembra che Gesù prenda autorità verso quest'uomo. Di solito Gesù era colui che talvolta chiedeva il permesso per le cose. Ma questa volta si mette e comanda: "Scendi subito". Quest'uomo poteva dire: "Ma chi sei tu che devo scendere?" È un capo, no? E di solito chi comanda non si lascia comandare. Non è come il centurione, no? Il centurione dice: "Io ho qualcuno sopra di me, ma ho qualcuno sotto di me". Quel centurione conosceva l'autorità. E qui Gesù si mostra in questa maniera con quest'uomo, assume un atteggiamento particolare.
Il Signore dice: "Oggi devo stare a casa tua. Scendi subito". Non gli dice con calma, subito. Perché oggi starò a casa tua. E quell'uomo potrebbe dire: "Io non voglio che tu stia a casa mia". No, non lo dice. Gesù aveva quell'atteggiamento di una certezza particolare che talvolta a noi è sconosciuta. Lui dà un ordine a quest'uomo. Ma ci si poteva aspettare che quest'uomo dicesse: "No, no, io non voglio ospitarti, non voglio che tu venga a casa mia". Ma che cosa succede quando Gesù guarda nel segreto del cuore? Succede che la Scrittura dice che Zaccheo scese in fretta.
Gesù disse "Scendi subito" e lui ubbidisce, scende in fretta. Potete immaginare: davanti a tutta quella folla un uomo così piccolo che fa fatica già a mettere i piedi a terra. Ma dice che lo ricevette con gioia. Davanti a lui c'era un uomo che mostra nei suoi confronti misericordia, compassione. Quest'uomo non era ben visto, non stava in mezzo alla folla e seguiva Gesù, era isolato. Ma in quel momento, nonostante quel modo di fare di Gesù, dice che scende in fretta e lo riceve con gioia.
È importante capire che la ricchezza, il denaro non è tutto. Qui c'era un uomo che aveva un vuoto nel suo cuore. Sapete quanti ricchi ci sono nel mondo che non lo manifestano? Quante persone colte? Talvolta siamo noi che ci facciamo un problema. Davanti a noi abbiamo persone importanti: un sindaco, un dottore, un professore, una personalità. Ma a questi ci è difficile parlare di Gesù. Dico no, ma è una persona che sappiamo, no? Di solito le persone sapienti di questo mondo non accettano facilmente il messaggio del Vangelo. Ma quante persone, da quello che possiamo leggere in alcune storie, persone colte, persone ricche, persone intelligenti hanno accettato Gesù con una semplice testimonianza.
Allora, da qui anche per noi è un insegnamento. Ma chi poteva mai pensare che un uomo ricco si piegasse fino a quel punto? E tante volte succede, almeno così è successo a me: avendo davanti persone di grande intelligenza, dico: "Ma parlare a questo di Gesù è tempo sprecato". Invece poi scopriamo quante persone importanti, a sentire parlare di Gesù, si sono piegate, si sono convertite. E questo è per noi un insegnamento: capiamo che davanti a Dio non ci sono parzialità. Ricco o povero che sia, il Signore ci spinge talvolta dallo Spirito a parlare anche a queste persone.
Non mancano le opportunità. Quel che manca è che noi non dobbiamo avere pregiudizi. Questo è un fatto molto importante perché la Scrittura dice che il saggio fa conquiste di anime. E quante persone ricche, quante persone colte in apparenza, non dimostrano di aver bisogno di Gesù. Ma quando senti le loro testimonianze! Io ho un libro dove un fratello ha raccolto le testimonianze di uomini noti, di calciatori noti, di cantanti, di attori che poi si sono convertiti ascoltando il messaggio. Tu dici: "Ma può un tale?" Sì, perché in fondo questi uomini non sono sempre soddisfatti di quella che è la loro vita sfarzosa, possiamo dire.
E allora troviamo una vera conversione, quella di Zaccheo. Da dove si evince? Vedendo ciò, tutti mormoravano, dicendo: "Egli è andato ad alloggiare in casa di un uomo peccatore." Allora potete capire che Zaccheo non era simpatico a nessuno. Tutti mormoravano. Magari ce ne fosse qualcuno che ha detto: "Beh, oggi è una bella giornata per quest'uomo, nessuno lo può vedere. Però..." Ma perché la gioia è entrata nel cuore di quest'uomo? Perché è arrivato un uomo come Gesù che ha sentito che c'è un interesse per lui. A motivo di questo è entrata gioia nel suo cuore. Sapete quando tutti ti odiano, tutti non ti possono vedere?
Poi trovi una persona che mostra verso di te un interesse particolare, allora qualcosa cambia. Sei incoraggiato. E dice che quest'uomo era un peccatore, era un pubblicano.
Ma Zaccheo si alzò e disse al Signore. Tutti dicevano: "No, questo è un peccatore, questa è una persona malvagia. Non lo possiamo vedere. Non è possibile che il Signore entri in casa di quest'uomo." Ma Zaccheo sente questo mormorio. Non se ne fa un problema perché in quel momento la sua vita in un attimo sta cambiando. È entrata quella gioia che non ti dà il denaro che aveva lui. A motivo di questo non ha fatto problemi per ospitare Gesù perché finalmente c'è una persona che aveva un interesse per lui. E dice la parola che Zaccheo si rivolge a Gesù.
Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri. Una vita trasformata in un momento. Non è andato in chiesa per due anni, non ha letto prima la Bibbia, non gli è stato testimoniato, non ha sentito predicazioni. Ma il cuore di quest'uomo nell'arco di brevissimo tempo assume un atteggiamento diverso. Quanto tempo ci è voluto per te e per me perché il nostro cuore potesse cambiare? Magari non c'è stato un fulmine a ciel sereno. Ma il Signore si manifesta anche in maniera particolare, come si è manifestato nella nostra vita. E qui vediamo quanto è importante per quest'uomo dire: era ricco, i miei beni.
Una metà. Non ha fatto come Anania e Saffira fingendo. Sapete la storia, no? Lui dice: "Io una metà la do ai poveri". E il cuore di quest'uomo è entrato in una sincerità. Non ha nascosto nulla. Era libero di fare quel che voleva con le sue ricchezze. E questo è quello che Gesù ha apprezzato. Una metà dei miei beni io la do ai poveri. E se ho defraudato qualcuno, restituirò quattro volte tanto. Come dice l'Antico Testamento, no? Quando uno prende qualcosa di qualcuno deve restituire quattro volte.
Gesù ha sentito: valeva la pena fermarsi per quest'uomo perché lo Spirito lo aveva spinto a dire: io sono circondato da tante persone, una folla enorme. E fra tante di queste persone trovo un peccatore che si ravvede. Tutte queste persone che seguivano Gesù lo seguivano, ma noi sappiamo il motivo. Quanti lo seguivano e perché lo seguivano? Ma Gesù si ferma lì dove c'è un peccatore che si ravvede, no? Dove ci sono tante persone che non sono interessate a ravvedersi del peccato. Il Signore dice: "Una pecora va bene, lascio le novantanove e ne trovo una. Si ferma, torna indietro".
E il Signore è bello quello che dice quando Zaccheo confessa e sente il suo cuore è cambiato. Gesù ha creato in lui una condizione favorevole per quello che è la sua vita, il suo futuro. Che cosa hanno detto questi peccatori, la folla che mormoravano, che lo giudicavano? Quando hanno sentito Zaccheo dire che dona la metà dei suoi beni. Non pensate voi che quando Gesù entra nella vita, trasforma una persona? Quella persona trasformata non crea meraviglia negli altri? Dicono: "Come mai? Chi ti ha cambiato? Come mai questo tuo modo di agire? Ah, non vai più a rubare.
E che fai adesso? Che è successo?" Gesù cambia e mette gli uomini nella condizione di fare quello che per natura non possono fare. Quel ricco disse: "Signore, che posso fare per ricevere la vita eterna?" E il Signore gli dice: "Questo devi fare". Che differenza! Questo giovane è dispiaciuto, non vuole lasciare quello che gli sta nel cuore e se ne va. Ma qui, oggi dice Gesù, la salvezza è entrata in questa casa perché anche costui è figlio di Abramo. È importante che il Signore dicesse: costui è figlio di Abramo. In lui c'è la fede. Lui crede al perdono dei peccati.
Lui crede all'opera dello Spirito Santo. Oggi è entrata la salvezza. Perché? Perché c'è un uomo che ha lasciato quello che è il peccato. Nel suo cuore adesso c'è un altro interesse. È gioioso. Non è dispiaciuto di perdere quello che ha accumulato in tanto tempo. Perché il Figlio dell'uomo è venuto a cercare e salvare ciò che era perduto. Anche i figli di Abramo si perdono. Così posso comprendere io. Forse che anche i credenti si possono perdere. Va bene, ma ci lascia un dubbio però, pensare che talvolta abbiamo per certezza le cose che invece... e lasciamo perdere.
Quello che conta è che qui c'è un'anima trasformata alla presenza del Signore. Un uomo che ha dato una testimonianza che tutti hanno pensato impossibile. E talvolta questi pensieri entrano nella nostra vita: pensando che i ricchi, gli occulti, i docenti, i professori, gli assessori, i sindaci, a loro non possiamo parlare perché sono uomini intelligenti. Ci prenderebbero per pazzi se parliamo di Gesù. Ma a me questa storia ha parlato dicendo: "La prossima volta quando ti troverai davanti a qualsiasi persona e senti nel cuore che davanti a te c'è un perduto, al di là della sua qualità, apri la bocca e parla di quello che Gesù ha fatto nella tua vita".
Agostino: io lo cito perché era un insegnante di retorica e filosofia. Viveva nel mondo, viveva nel peccato, fra donne e divertimenti. Ma quando entrò in chiesa e sentì la predicazione del vescovo Ambrogio a Milano, il vescovo no, quei vescovi di oggi. Allora il vescovo era il pastore che dice la parola. Quando sentì la parola, allora questo filosofo, questo uomo che insegnava retorica, che lui poi quando si è convertito, ha detto era soltanto retorica, niente di più, chiacchiere la chiamava lui. Ma quando sentì Ambrogio parlare di Gesù, allora il Signore lo toccò, e lo toccò in maniera profonda. Chi poteva mai pensare? Costui che insegnava filosofia e retorica, saper parlare, potesse arrivare a essere toccato nel cuore. Questo è uno di tanti esempi dove qualsiasi uomo, noi non sappiamo. Ma quando apriamo la bocca e parliamo di Gesù, sicuramente se lo facciamo col cuore, il Signore farà grazia.
E di questo racconto io ho detto: "Signore, quante volte mi sono trovato davanti a persone dove non mi è passato nemmeno per la mente di pensare che quell'uomo, ascoltando la parola, potesse essere cambiato, trasformato, ricco o colto che sia". E allora da questo credo che quando ci saranno le opportunità, sarebbe anche bello ricordarsi che il Signore è venuto per salvare e cercare quelli che sono perduti. E noi dobbiamo imitare il Signore nel poter fare quello che lui ha fatto. A lui vogliamo dare gloria. Amen.