Coronati di benignità e di compassione
Così, di nuovo è una grande gioia essere fra di voi. E per chi non è stato qui ieri vi porto i saluti della chiesa di Buttikon. Ehm, dove siamo noi, cari fratelli, è tanto importante ciò che abbiamo sentito: che Dio ci ha dato, ci ha chiamato con una santa vocazione. Con una santa vocazione. Se noi potessimo realizzare ciò che vuol dire questo veramente ora, in questo tempo e anche per l'eternità.
Io voglio un po' affrontare questo oggi e toccare all'inizio qualcosa che voi fate. Ogni culto c'è da lodare il Signore. Ehm, ma prima: noi siamo benedetti oggi. Tutti che seguono il Signore, tutti che sono nati da sopra, loro sono già benedetti da sopra. Perché? Perché Gesù ha detto "è compiuto." Amen. Perché il Figlio di Dio è venuto e ha compiuto l'opera di Dio fino alla fine. L'ha compiuta al 100%. E lì qualche volta non capiamo che non ha fatto il 95% e noi dobbiamo ancora compiere il 5%. No, lui ha compiuto il 100%. Proprio lui ha gridato: "È finito, è compiuto, l'opera è fatto!" E poi dopo lui è risorto e andato dal Padre e ha versato il suo spirito sui credenti, che ci dà forza, che ci dà delle possibilità dell'alto che è unica.
Unica. Perciò noi possiamo come cristiani, come credenti, come quelli che stanno credendo, possiamo fare tante cose. Perciò possiamo anche, come ho detto ieri, andare per esempio lì dove abbiamo pregato per i malati, per quelli che sono in lutto, per quelli che sono in miseria, eccetera.
Ho detto ieri che noi eravamo 50 anni di età, ma non è vero, avevamo 62 anni. Ma non ho detto una cosa: chi era qui ieri e ha sentito questo, il gruppo con cui abbiamo pregato, aveva una rottura al piede. I dottori hanno detto forse si deve togliere il piede perché c'era una rottura a farfalla. Allora non c'era proprio un po' qualcosa così, no? C'era veramente qualcosa che si vede. Il Signore è grande e ci vuole che noi iniziamo o facciamo di più anche questo, che ci rendiamo conto che abbiamo la posizione in Cristo Gesù qui sulla terra e così possiamo andare avanti.
Una persona ha detto: "La cosa più importante è che noi rendiamo conto che siamo giusti davanti a Dio." Questo ci dà la posizione da dove noi possiamo agire.
Oggi voglio iniziare un po' col re Davide. Voi conoscete re Davide, probabilmente dalla storia biblica e lui era il grande re di Israele, un uomo secondo il cuore di Dio, dice l'Antico Testamento e anche il Nuovo Testamento. Lui ha sperimentato delle cose che non sono buone, malvagie. Davide era anche un cantore, sappiamo questo, è un musicista. Il libro dei Salmi è un libro di preghiere e di cantici. Molti dei salmi sono di Davide. Noi sappiamo, credo che la maggior parte di noi sappia queste cose. Nei suoi anni più maturi ha scritto o composto il Salmo 103, ehm, che qualche persona qui sa per memoria, credo.
Ma nella Bibbia qualche volta ci sono anche dei contrasti grandi che non si capisce bene. Per esempio nel Salmo 102 è pieno di lamenti. Poi viene il Salmo 103 e lì è tutto diverso. Nei 22 versetti non c'è una sola richiesta, non una sola parola di supplicazione, non una sola. Lui loda il Signore, loda e ringrazia il Signore per tutto. Noi sappiamo che Davide ha vissuto nel tempo dell'Antico Testamento e Gesù aveva il titolo Figlio di Davide, cioè che ciò che Davide scrisse ha una forte coerenza con il Nuovo Testamento. E per oggi prendo i primi cinque versetti del Salmo 103.
Allora, Salmo 103, versetti 1 a 5. "Salmo di Davide. Benedici, anima mia, l'Eterno e tutto quello che è in me benedica il suo santo nome. Benedici, anima mia, l'Eterno e non dimenticare alcuno dei suoi benefici. Egli perdona tutte le tue iniquità, guarisce tutte le tue infermità, riscatta la tua vita dalla distruzione, ti corona di benignità e di compassione. Egli sazia di beni la tua vita e ti fa ringiovanire come l'aquila."
Benedici, anima mia, l'Eterno. Allora è un discorso a se stesso, alla sua anima. "Anima mia, benedici l'Eterno." Pigrizia vattene, stanchezza vattene. E tutto quello che è in me e che cosa è in me? Sono le emozioni, la volontà, i pensieri, tutto ciò che è in me benedica il suo santo nome. E poi ripeta ancora una volta: "Benedici, anima mia, l'Eterno e non dimenticare alcuno dei suoi benefici."
Noi siamo qualche volta forti nel dimenticare ciò che il Signore ha fatto di buono, ma abbiamo forse il problema che noi riteniamo le cose dove siamo stati feriti, no? Questo tiene a lungo e le benedizioni le dimentichiamo abbastanza veloce. E il Signore qui, per mezzo di Davide, dice: "Non dimenticare alcuno dei suoi benefici."
"Egli perdona tutte le tue iniquità." Questo è il primo, no? Questo ha fatto Gesù. Lui ha perdonato la nostra iniquità, ha perdonato i nostri peccati e poi nello stesso pacchetto c'è: "Guarisce tutte le tue infermità." Noi mettiamo questo in un pacchetto, un versetto. E io conosco bene la situazione di chi non si sente bene. Io ho, per esempio, una spalla con un metallo dentro, non c'è più la giuntura originale perché c'era qualche sbaglio in ospedale con un'infezione. E io conosco anche dolori al cuore e lo stesso io proclamo questo.
Il Signore ha detto: "Perdona tutte le tue iniquità, l'ha fatto. E guarisce tutte le tue infermità." Allora se questo è la verità io lo proclamo e non mi condanno se non sono ancora guarito. Capite bene? Si può condannare e dire "Non sento più queste cose di guarigione." Io dico: "Ma se è la verità, io lo proclamerò ancora di più perché io credo che non la mia situazione ti dice ciò che è la verità, ma la parola di Dio dice ciò che è la verità."
E poi va avanti: "Riscatta la tua vita dalla distruzione." Riscatta la tua vita dalla distruzione. Gesù è nostro grande sostituto che è andato alla distruzione affinché noi non dobbiamo andare alla distruzione. Grazie Gesù, è tanto grande.
Poi sta scritto: "Ti corona di benignità e di compassione." Su questo versetto voglio un po' soffermarmi. Ritorno a questa frase qui: "Egli sazia di beni il tuo essere". È un termine molto difficile in ebraico. Perciò oggi si dice, probabilmente è meglio dire così: egli sazia di beni il tuo essere, il tuo tutto profondo, ciò che è profondamente nel cuore. Sazia di beni ciò che è dentro e ti fa ringiovanire come l'aquila.
Sazia. Voi sapete cosa significa essere saziato o essere saturo. Satura. Essere saturo. Per me sempre viene l'immagine di un detto: un pezzo di stoffa su cui si mette l'olio sopra, sopra, sopra, finché è saziato, impregnato. Saziare. Voglio dire che è pieno, pieno, pieno.
Un predicatore che ha da fare con molte persone, Reinhard Hirtrle, aveva da fare con tante persone in circostanze difficili. Un giorno lui ha detto: "Ma signori, tu devi ritornare presto, sennò io non so se c'è ancora la speranza, perché io vedo che ci sono dipendenze come alcol, pornografia, sesso, mangiare, queste cose da cui non si può liberarsi, i media, i social media, tutte queste cose, no? Allora lui ha detto a Gesù: Io non so come fare perché anche tra i cristiani è così, così diffuso, così tanti sono dipendenti."
E poi lui ha detto che è stato toccato molto da ciò che Gesù ha detto a lui. Ha detto: "Reinhard, l'esperienza e la comprensione della mia profonda amore, sostituisce assolutamente ogni dipendenza dal mondo." Capite? Capire e sperimentare l'amore di Dio veramente, profondamente.
Allora, qui sta scritto che "egli sazia di buone cose il tuo essere e ti fa ringiovanire come l'aquila."
Ma ritorno al versetto 4 dove sta scritto: "Riscatta la tua vita dalla distruzione e poi ti corona." E io voglio chiedere: chi si corona? Chi a chi si faceva questo, che si è coronato con una corona? Chi? I re. Eh, no, e proprio questa parola prende qui di corona, di benignità. Vuol dire che porto una corona di benignità e io ho chiesto se qualcuno ha una corona, non è proprio reale, ma ho ricevuto stamattina questa corona che metto. La parola che si dovrebbe spiegare perché include tanto.
Benignità in ebraico - in inglese è più facile. Include la grazia, include l'amore, include favore, include anche bellezza. Vuol dire che Dio ci corona di una corona di grazia, di amore, del suo amore, del suo favore, della sua bellezza e andiamo davanti al mondo invisibile. Noi ci muoviamo con questa corona. Per questo dico: per tutti quelli che seguono Gesù, quale privilegio, quanto sei privilegiato, favorito, diciamo, non di un re, non della signora Meloni, non di questi, no, ma dal Dio in eternità. Quanto andiamo intorno con questa corona: corona di grazia, di amore, di favore!
"Ti corona di benignità e di compassione." Compassione qui - raham o il plurale rahamim - vuol dire c'è una compassione dolce, sensibile ed è molto preciso. È molto vicino alla parola per il grembo della madre. Allora si può immaginare: noi ultimamente potevamo avere un piccolo bambino veramente piccolissimo e subito il nostro cuore ha avuto compassione con questo e ci siamo innamorati di questo piccolo bambino. E questa parola che è usata per il grembo della madre, noi certamente credo che conosciamo anche quel versetto in Isaia 49:1 dove Dio dice: "Può una donna dimenticare il bambino e non aver compassione del figlio delle sue viscere?" È proprio questa compassione.
E poi Dio dice: "Anche se esse dovessero dimenticare, io non dimenticherò." Così dice il Signore: "Io non ti dimenticherò. Tu puoi stare a Montreux, tu puoi stare in Svizzera, tu puoi stare in circostanze belle o brutte, ma io non ti dimenticherò perché io ho questa compassione profonda per te. Tu sei corona. Tu porti questa corona."
"Riscatta la tua vita dalla distruzione, ti corona di benignità e di compassione." Così andiamo intorno e noi dimentichiamo tante volte ciò che vuol dire di essere in questo, di muoversi, di essere nella posizione davanti a Dio con questa corona, vero? Noi camminiamo nella macchina, uh, uh, dobbiamo andare lì, ma non ci rendiamo conto, non o dimentichiamo che c'è la corona per il mondo invisibile, ci vede così. Ma questo è tanto bello, no? Tanto bello perché noi abbiamo questo valore davanti a Dio.
Di qui, proprio di questo versetto che "ti corona di benignità e di compassione," voglio andare a Esodo 34:4. E vi faccio vedere anche ciò che vuol dire questo termine in questa relazione qui di ciò che sperimenta Mosè nel deserto al Sinai.
C'era Mosè, Giosuè e Mosè era come un amico di Dio. E c'è un momento dove Mosè ha detto a Dio: "Fammi vedere la tua gloria. Fammi vedere la tua gloria." Mosè ha detto questo. E l'Eterno gli rispose - questo è in Esodo 33:18-19 - e l'Eterno gli rispose: "Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà." È così prezioso!
Mosè chiede per vedere, per sperimentare la sua gloria e l'Eterno disse: "D'accordo," non sta scritto così, ma così sembra, - "io farò passare davanti a te tutta la mia bontà. Vedete? La bontà di Dio - al riguardo della gloria di Dio. Queste due vanno insieme."
"E proclamerò il nome dell'Eterno davanti a te. Farò grazia a chi farò grazia e avrò pietà di chi avrò pietà."
Poi ha spiegato a Mosè che lui non poteva vedere la faccia di Dio perché nessuno può vedere la faccia di Dio senza morire. Poi allora ciò che ha promesso lì: ha detto Mosè, "Vieni da me sul monte Sinai e là sopra ti voglio dimostrare, voglio farti vedere la mia gloria, voglio farti vedere come sono. Io lo dico così."
E poi lì Mosè andava in un posto un po' nascosto e il Signore ha messo la sua mano sopra di lui e è passato e ha proclamato il suo nome davanti a Mosè. E qui poi nel capitolo 34 versetto 5 leggiamo: "Allora l'Eterno discese nella nuvola e si fermò là vicino a lui e proclamò il nome dell'Eterno."
Ehm, forse è importante che anche questo passo per i Giudei è molto importante. È come un pezzo del cuore dei Giudei. "E l'Eterno passo davanti a lui." E credo che proclamò chiamando il nome dell'Eterno. In Esodo 34:6: "Yahvè, Yahvè, misericordioso e pietoso." Proprio queste due parole, come abbiamo letto prima, che Davide ha scritto "ci corona con grazia e con misericordia." Qui il Signore stesso dichiara che lui è così. Sono i primi, ehm, sono le prime parole che lui usa qui per descrivere come il suo carattere è, come l'Eterno Dio è misericordioso, cioè pieno di amore, e pietoso - che ha tanta misericordia. "Lento all'ira, ricco di benignità e fedeltà."
Io voglio dire: questo è la dichiarazione di Dio lui stesso. E è proprio la parola che usa Davide per dire: lui ci dà la corona della qualità di Dio come Dio è. Non è meraviglioso? Amen.
Così, così andiamo. Così possiamo dire: siamo privilegiati tantissimo perché lui ci ha chiamato con una vocazione santa. E noi siamo santi per questo. Non perché ci sentiamo santi, non perché facciamo tutte le cose belle, non per questo, ma perché lui ci vede così, perché lui ci tratta così, perché lui ha detto che noi abbiamo questa corona e che lui in eternità si rivelerà come questo santo Dio che ci ha dato questo privilegio grandissimo, inesprimibile di essere i suoi figli amati, preziosi.
Se andiamo avanti e vediamo dove è usato o dove vengono usate queste parole, vediamo per esempio quando c'era l'inaugurazione del tempio di Salomone. Lì hanno preparato il tempio, fatto molto bello e poi gli strumenti hanno suonato e i cembali e altri strumenti musicali lodarono l'Eterno. Poi sta scritto che con una voce lodarono l'Eterno perché egli è buono. Da un'altra parola: perché la sua benignità - di nuovo - dura in eterno. E quando hanno cantato questo - come Dio è, come il carattere di Dio è - avvenne che la casa, la casa dell'Eterno fu riempita da una nuvola e i sacerdoti non poterono rimanere a servire a motivo della nuvola, perché la gloria dell'Eterno riempiva la casa di Dio.
Quando quando si dichiara come buono è il Signore, quando non - quando si dice come santo è il Sì, è lo stesso, ma quando si dichiara come buono è il Signore. Capite? La bontà di Dio, questo ci ha toccato, che lui è buono, sempre buono, ma non buono? In ogni caso buono. E quando ci succedono delle cose che non sono buone, allora non era il Signore, perché c'è come una KPA, come ha detto ieri Rocco, come una KPA intorno a questo mondo di cose malvagie, tenebre, cupo. Perché Satana oggi regna qui - non qui, spero, non qui, ma sulla terra.
Sì, ma non dimenticare che Dio ha detto: lui è il re dei re, è il principe dei principi, lui è il più alto e viene un giorno quando tutti devono inginocchiarsi davanti a Dio e lodare Dio.
Vi voglio dire in questa situazione anche un'esperienza che noi abbiamo fatto con un uomo che conosciamo, si chiama Franz Feller . Ehm, si può trovare la sua testimonianza anche sul computer , su YouTube può darsi. Quando si mette il nome Franz Feller , sarà tedesco, allora dovrete usare un traduttore o qualcosa di questo.
Franz Feller abita forse 15 km da Berna in Svizzera e noi come chiesa facciamo forse due volte l'anno quello che noi chiamiamo "Church Brunch." Brunch, no? Brunch è come una ricca colazione e facciamo una ricca colazione con i tavoli nella sala. E poi prima abbiamo con ospiti, molti ospiti. Abbiamo colazione e poi possiamo ancora prendere un caffè o stare lì. E poi un oratore viene e porta la sua testimonianza. E così per ospiti del mondo è qualche volta più facile di non essere in una riga così, ma stare lì e poi ascoltare. Poi si perdono nell'ascoltare, sentono l'evangelo.
E questo Franz Feller è un capo di una ditta di falegnameria. Ehm, fanno lavori col legno e lui ha forse una quarantina di persone impiegati. E lui è un credente molto modesto, un credente dedicato, un credente che ogni giorno, prima che i lavoratori sono venuti, lui è andato al suo ufficio, è lì, ha pregato e ha messo tutto nelle mani del Signore.
Un giorno capitava così che lui stava lì e sentiva qualcosa, una porta che si apriva e non poteva scoprire nessuno lì. Poi doveva andare a Berna, andava alla stazione di Berna lì. Alla stazione ha aspettato il treno e ad un tratto il suo cuore si è fermato e lui è caduto sui binari. Persone l'hanno preso, l'hanno subito chiamato l'ambulanza. L'ambulanza è venuta un po' tardi. L'ambulanza poi hanno provato di fare quegli electroscoc per mettere in azione il cuore di nuovo. Hanno fatto una volta, non è successo niente. Hanno fatto due volte, non è successo niente. La terza volta non è successo niente. Poi sono andati in macchina, hanno provato. Alla fine otto volte. Non si fa otto volte, di solito si fa tre, quattro volte, ma non otto volte, ma non hanno lasciato di provare di rivivificarlo.
Lì subito l'hanno messo alla macchina cardiopolmonare e lì alla stazione hanno informato anche la moglie. Lei era con noi anche la moglie di Franz. Eh, poi lì hanno provato di tenerlo vivente, ma lui era 3 giorni clinicamente morto - tre giorni - e al terzo giorno sono venuti dalla moglie e hanno detto: "Quando possiamo spegnere gli apparecchi?" E lei ha fatto: "No, fate tutto ciò che potete, fate tutto ciò che potete fare."
Allora non hanno ancora spento e poi proprio in questo giorno - non mi ricordo i dettagli - ma poi ad un tratto gli infermieri hanno visto che lui ha mosso le dita del piede e poi è ritornato. Hanno detto prima alla moglie: "Se lui può vivere ancora, non può mai studiare, lui sarà uno stolto. Non può parlare più, non può fare niente più."
Ma poi non mi ricordo più - fra una settimana o due settimane - poteva lasciare l'ospedale. E tutti hanno detto: "Ma che cosa è successo qui? Che cosa è successo qui?"
E questo Franz Feller in questi tre giorni lui era al di là, sull'altro lato, lì dove non si vede di solito. E lui ha detto che subito, subito si sentiva nella presenza di Dio. Saputo. Qui è Dio. Qui è Dio. L'ambiente tutto chiaro, tutto limpido, ma anche la presenza di Dio così che non può esprimere.
E quando lui ha parlato si poteva vedere anche le sue emozioni, ricordandosi questi tre giorni lì.
Eh, voglio anche dire questo: lui dopo questo ha scritto tutto, ha fatto le notizie di tutto perché ha detto: "Se devo raccontare questo che è successo a persone, forse in futuro esagerò o dimentico, perciò scrivo subito tutto come è stato per essere sicuri di rimanere sulla verità."
Così l'ha letto anche proprio prima di venire da noi. La mattina prima di venire da noi ha letto di nuovo le sue notizie e poi eh lì stava nella presenza di Dio. Sapeva: "Dio è qui." E sapeva anche che Dio è qui dietro a lui, dietro a lui. E stava così. "Io tolgo la mia corona, ma ce l'ho ancora. Ma voi non la vedete."
E ha sentito la purezza, la chiarezza del cielo e non osava di vedere dove Dio è. Guardato così, sapendo "Dio è qui," ha detto lentamente, ha osato di levare, di alzare la testa poco a poco con gli occhi. E poi se ne è accorto che Dio è così grande che lui non poteva afferrare e ha abbassato la sua testa di nuovo.
E ciò che mi ha toccato tanto è che lui ha detto: "Ma questo grande Dio che non posso descrivere, che non posso dire come è, soltanto provo di esprimermi così con una voce cordiale, intima, dolce, amichevole. Ha parlato con lui e ha detto: 'Franz, questo è ancora il tuo compito.'"
Non mi ricordo più ciò che ha detto, ma mi ricordo soprattutto di questo: che questo Dio grandissimo, non da afferrare, non da comprendere la grandezza. Che questo Dio ha parlato di una voce tanto cordiale, tanto intima, tanto dolce con lui. E quando ha finito di parlare con lui, Franz è lentamente ritornato. Lui poi se n'è andato, è ritornato a casa. E quando era lì ha pensato che lui doveva morire subito dopo - forse vivere ancora qualche settimana - e poi morire e andare da Gesù. Ma non è così. Lui sta sempre ancora vivo.
Voi potete leggere la sua, voi potete sentire la sua testimonianza. Ma ehm vedete, è questo che voglio dire: noi qualche volta possiamo sottolineare la santità di Dio, la santità di Cristo, la santità del cielo. Ed è giusto. E noi e le chiese possono anche sottolineare che Dio è amichevole, che lui è un amico, che lui è intimo con noi, che lui è come un amico. E tutti e due è vero, ma non è soltanto una cosa. Ci sono tutti e due i lati, parti di questo. E questo voglio sottolineare oggi.
Dio è santo, ci ha chiamato con una vocazione santa. Ci ha chiamato e ci ha preferito, ci ha favorizzato tanto che ci vede tramite il sangue di Gesù, che ci vede con il suo favore, grazia. E con tutto questo è questa parte. E l'altro è che lui è anche santo e lui è la vita, la vita eterna, sempre rimane lo stesso.
E quando si può parlare con un uomo che ha sperimentato questo, si sente il suo desiderio - si può dire bramare di essere, di vivere con tutto il cuore con il Signore. Lui è ritornato alla sua ditta e ha chiamato tutti i suoi impiegati e ha detto ciò che ha sperimentato. E ha detto: "Se uno di voi non conosce ancora il Signore, per favore, per favore, è tanto importante. Un giorno voi siete davanti a questo Dio di amore."
E poi è venuto da noi per il brunch, lui e sua moglie. E lui ha detto una cosa che lui non ha capito. Lui ha detto davanti a Dio, lui era assolutamente nella volontà. Lui ha detto: "Io non mi ho potuto immaginare volere qualcosa diverso che Dio vuole. Non va davanti a Dio. Sì, tutti vogliono ciò che Dio vuole."
E poi ho letto di Mosè - che Mosè ha detto a Dio, "No, no, non mandarmi, manda un'altra" - e lui ha detto: "Ma come mai in cielo non funziona? Come, come, com'è, com'è questo?"
E poi ha detto a me, a noi, ha detto: "Credo che c'è qualche filtro sopra il mondo che qui possiamo dire no a Dio, facciamo così, facciamo così, no, no, Dio, veniamo dopo o lasciamo ancora un po' stare così."
Lui ha detto: "Mentre in cielo tutti vogliono, non possono fare diverso che la volontà di Dio, non possono."
Questa cosa mi ha toccato molto e perciò voglio dire: lui ci ha chiamato con una vocazione grandissima. Stimiamo questo, ciò che lui ha fatto e diamoci al Signore al 100%. Conviene, conviene perché lui è pieno di favore, pieno di misericordia. Lui è come un amico. Amen.
Grazie, Signore che possiamo alzarci e che possiamo dire sì. Qui siamo, qui siamo, qui sono io. Qui sono io e mi voglio lasciare riempire della tua benignità, della tua grazia, del tuo amore, del tuo favore e della tua bellezza. Mi voglio lasciare riempire della tua compassione, del tuo amore, del tuo sentimento come ha una madre verso il suo piccolo, sentimento che tu hai per me.
E io voglio che noi tutti possiamo andare avanti nella consapevolezza, o nel sapere, che noi portiamo davanti al mondo invisibile questa corona di benignità, di compassione, di grazia, di amore, di favore. Che noi portiamo questo e che ci comportiamo anche come questo. Grazie Signore, tu sei buono. Benedizioni sono sopra di noi. Ti ringrazio per questo. Amen. Amen.