Benedetti con ogni benedizione
Nella Genesi al capitolo 1, dice al versetto 10: "E Dio chiamò l'asciutto terra, chiamò la raccolta delle acque mari, e Dio vide che questo era buono." Da qui noi vediamo che per sei volte nella creazione il Signore dice che questo era buono. Al versetto 31, sempre del capitolo 1 di Genesi, dice: "Allora Dio vide tutto ciò che aveva fatto ed ecco, era molto buono." E qui mi sono fermato e ho detto: per sei volte il Signore ha detto "è buono", ma la settima volta quando guarda l'opera che lui ha fatto, tutte le cose messe insieme, disse il Signore: "Questo è molto buono."
Faccio riferimento a una cosa. Noi siamo un corpo. Ognuno di noi è una singola parte. Già nell'aspetto fisiologico Dio ha fatto i nostri organi perfetti, buoni; ognuno ha la sua funzione. E per la Chiesa io credo che sia la stessa cosa. Quando Dio ci ha rigenerati penso che abbia detto sicuramente "questo è buono." Ma quando anche questa mattina il Signore ci ha messo tutti insieme e lui ha visto l'opera sua in noi, credo che oggi il Signore dirà: "Questo è molto buono," perché possiamo stare tutti insieme in un solo corpo con tutte le funzioni necessarie.
Questo è bello quando il Signore fa riferimento anche a ciò che noi leggiamo nel Salmo 133: "Quanto è buono e quanto è piacevole che i fratelli stanno insieme." E quando stanno insieme il Signore dice: "È molto buono."
E questo dobbiamo imparare: a stare insieme, a fare questa comunione l'uno con l'altro. Così si forma il corpo di Cristo. E facciamo riferimento per concludere a ciò che un caro fratello, John Wesley , diceva: "Il meglio di ogni cosa è che Dio è con noi." Amen. E se Dio è con noi, gloria a Dio, dice Paolo. Questo per noi è una grande gioia: sapere che Dio sta con noi principalmente quando stiamo insieme nella lode e nell'adorazione.
Voglio invitare il fratello Ross. Può venire avanti?
Giustamente, in caso che qualcuno si dimentica, come sono solito di dire sempre: chi serve Dio vive felice e chi non lo serve perisce. Amen. E noi ancora oggi siamo qui per grazia di Dio e siamo tutti qui perché abbiamo un solo obiettivo: servire Dio, onorare Dio, glorificare Dio, benedire Dio, ringraziarlo dal profondo del nostro cuore insieme.
Non so da quanto tempo manco da qui, nel senso di un culto. Mi pare, se mi ricordo bene, l'ultima volta che sono stato qui per un culto era quando si sono sposati Francesco e Maria Giovanna, forse. E quindi quello sarebbe quando? 2020. Wow , come vola il tempo. Sono contento di essere qui insieme a voi. Dio è buono e veramente posso solo dire che ogni giorno Dio è buono. La sua grazia, la sua fedeltà si manifesta sempre nella nostra vita, non perché noi meritiamo, ma proprio perché è una conseguenza della sua misericordia verso di noi. Ricordiamoci che la misericordia significa proprio questo: che Dio non ci tratta secondo ciò che noi meritiamo. Ed io ringrazio Dio per questo. Amen.
Alcuni dei fratelli di Bisceglie, di Matera e di Bari sono qui insieme, anche grazie a Dio. Poi mio fratello menzionerà i fratelli di Monopoli. È vero che sono qui, grazie al nome del Signore. Amen. Siamo contenti di avere questa giornata insieme. Che Dio ci benedica e vi ringrazio dell'ospitalità già in anticipo. Vi ringrazio per il vostro servizio, vi ringrazio per tutto quello che farete per noi. Che Dio vi benedica, ve ne renda, amen, e vi faccia prosperare soprattutto nelle sue vie, le vie spirituali, perché questo noi abbiamo bisogno: di essere forti nello spirito. Amen. E che questo sia l'obiettivo di ognuno di noi. E Dio ci benedica.
Mi chiamo Samuele Höller e io sono stato originariamente insegnante di scuola, e poi ho lavorato 10 anni sulla traduzione di tre Bibbie in tutto, ma soprattutto sulla Bibbia tedesca. E poi sono stato pastore nella nostra chiesa a Buttikon, e da 5 anni sono in pensione, non proprio in pensione, ma diciamo lo stesso in pensione, e sono contento che è possibile di venire qua. Abbiamo i saluti dei fratelli della chiesa di Buttikon. Cari saluti per voi tutti qui.
Voglio all'inizio raccontare un piccolo racconto di un fratello che si chiama Sasha Ernst. Lui è svizzero ed è responsabile di una organizzazione umanitaria che soprattutto sostiene i perseguitati. E loro hanno, dopo il cambio del governo in Siria ultimamente, hanno iniziato a aiutare e a distribuire aiuti umanitari nella città di Kobane. E appena che l'hanno iniziato, se ne è parlato e dopo poco tempo veniva un padre musulmano con sulle braccia un piccolo figlio tanto ammalato che tutti potevano vedere che quel ragazzo non lo faceva più di qualche giorno. E questo padre musulmano è arrivato lì, ha visto questo collaboratore che distribuiva gli aiuti e ha portato suo figlio a lui e ha detto: "Preghi al tuo Gesù che egli lo guarisca."
Ma poi noi diciamo Baran - questo uomo collaboratore lì - e questo Baran ha rifiutato, dicendo: "No, no, no, non devi venire da me, devi andare dal pastore." Ma poi il padre ha insistito e ha detto: "No, tu devi pregare al tuo Gesù, tu." E dopo un po' di discussione qui e là, Baran, questo collaboratore, ha visto un ragazzo della chiesa che sapeva che lui amava il Signore Gesù e lo ha chiamato a sé e ha detto: "Eh, prega per favore per questo piccolo ragazzo ammalato."
E il ragazzo di 12 anni, forse, ha detto: "Ma posso fare io?" E questo Baran ha detto: "Sì, sì, di' soltanto a Gesù ciò che vorresti." E poi quel ragazzo ha preso quel piccolo figlio e ha detto: "Per favore, Gesù, guarisci quel ragazzo. Grazie. Amen." Poi il padre ha preso suo figlio di nuovo e se n'è andato.
Poche settimane dopo quel padre con il figlio è entrato la domenica in chiesa e tutti potevano vedere che il figlio era guarito. E la lode, l'onore andava al Signore e non a una persona.
E io questo mi ha toccato perché ho pensato: "Devi andare dal pastore. Io non mi sento di pregare. Io non mi sento. Non so per quale ragione io non mi sento. Devi andare dal professionista." No, lì io sento che questo Baran ha sentito la sua mancanza in qualche maniera. Potete capire. Lui non si sentiva proprio adatto per questo, "non mi sento abbastanza, sento la mia mancanza."
Questo punto, questo argomento voglio affrontare e spero che voi potete venire con me nella Bibbia. Vogliamo iniziare con la lettera dell'apostolo Paolo ai Colossesi, al versetto 1:13. Leggiamo: "Poiché egli ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio, in cui abbiamo la redenzione per mezzo del suo sangue e il perdono dei peccati."
Ripeto: "Poiché egli" - e si riferisce a Dio - "poiché Dio ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre." E voglio sottolineare qui che "riscossi", la parola in greco, vuol dire proprio "prendere fuori, prendere." In inglese mi piace dire "to snatch out, take away", prendere così. Lui ci ha riscossi dalle potestà delle tenebre. Vuol dire lui ci ha preso e ci ha trasportati. Dove ci ha trasportati? La parola lì è la stessa che si dice per le metastasi, metastasi del cancro. Vuol dire ci ha preso. In tedesco diciamo "ci ha trasportati", fare il trasloco. Allora, per dire così, il Signore Dio ci ha preso del peccato, delle tenebre, dal regno delle tenebre, ci ha preso e ci ha portato nel regno del suo figlio amato. Amen.
Ma allora vuol dire che questo non è più lì, ora è lì. Amen. E noi ci sentiamo qualche volta come se fossimo qui e là. La nostra coscienza ci dice qualche volta: "Ma siamo metà? Metà?" No, qui sta scritto: "Poiché egli ci ha riscossi e ci ha trasportati, ci ha traslogati nel regno del suo amato Figlio." Amen.
E questo si riferisce per tutti quelli che hanno dato la loro vita a Gesù, che hanno ricevuto lo Spirito di Dio, che sono rinati da sopra. Per questi. E io credo che qui dentro sono assolutamente la maggior parte. Si riferisce questo passo e io devo essere sicuro che io appartengo al regno del suo amato Figlio e che sto lì con tutte le cose che si includono.
Allora, se io metto questo: se guardo la storia che vi ho detto prima, questo ragazzo di 12 anni non ha pensato "Sono degno o non sono degno." Lui ha preso e ha pregato. Questo collaboratore, lui si è chiesto "Ma sono degno? Ma tutto è bene? No, no, non posso fare questo io. Deve andare dal professionista." E io credo che dobbiamo scoprire che noi siamo tutti professionisti, professioniste alla vista del nostro Signore.
E con questo vado al secondo passo che voglio dichiarare questa mattina: il passo in Efesini. Efesini è una lettera che mi tocca tanto, tanto, che leggo spesso, spesso. E noi vogliamo iniziare proprio all'inizio della lettera e facciamo lì un po' veloce.
"Paolo, apostolo di Gesù Cristo, per la volontà di Dio, ai santi che sono in Efeso e fedeli in Cristo Gesù."
Lasciatemi spiegare questo. "Ai santi, ai santi, ai santi. Chi sono in Efeso, no? Ai santi." Così scrive anche ai Corinzi. E i Corinzi erano quelli che hanno avuto un po' di mescolanza e confusione nella chiesa, no? Che avevano problemi lì e là. E con questo, con quelle altre cose, lo stesso apostolo Paolo dice: "Ai santi che sono in Corinto" o "in Efeso qui, ai fedeli in Cristo Gesù" o "ai credenti in Gesù Cristo."
Vuol dire che noi siamo santi, vuol dire che il ragazzo era santo, che ha pregato, che vuol dire che anche Baran fosse santo o sarebbe stato santo in questo senso come cristiano, come uno che ha creduto in Gesù Cristo, ma non se n'è accorto tanto bene.
Allora, grazie a voi. "Grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo."
E poi viene questo versetto che mi ha toccato tanto. Versetto 3: "Benedetto sia Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti."
Io voglio sottolineare: "Benedetto sia Dio." Sì, diamo la lode a lui. "Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci include me, include te, include noi, che ci benedirà. Non sta così. Che ci forse benedirà? No, non sta così. Che ci percossi?" No, non sta nemmeno così. Qui sta scritto: "Che ci ha benedetti." Che ci ha benedetti. Allora, passato prossimo. Passato prossimo. È successo. È successo. Non succederà. È successo una volta per sempre che ci ha benedetti. E poi sta scritto: "Con ogni benedizione, ogni vuol dire con tutte le benedizioni, tutte, tutte."
Allora, io ritorno: ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale. Se io ti chiedessi - o chiederei - sei tu benedetto con tutte le benedizioni del cielo? Sei o non sei? Che cosa avresti detto? Non lo so, ma forse avresti detto "Non lo sento così," ma "So che sta scritto nella Bibbia." Sta scritto nella Bibbia, forse così, non lo so, ma almeno qui sta scritto che ci ha benedetti con ogni benedizione.
Ma allora faccio un esempio. Se io fossi l'uomo più ricco della terra - non lo sono, eh, chiaro, chiaro - se io fossi questo, io direi a te: "Io ti do tutto ciò che ho, tutto, veramente tutto ciò che ho. Tu puoi usare le mie carte di credito, tu puoi usare tutto, tu puoi avere, tu puoi." È tutto a te. E poi tu verresti da me e diresti: "Per favore, mi puoi dare quei soldi per comprare quella macchina o ne ho bisogno?" Che cosa avrei detto? "Eh, non capisci bene? Tu hai la capacità di usare tutto ciò che ho. Perché vieni da me e chiedi? Ce l'hai ciò?"
Soltanto io vedo che di questo noi spesso non siamo consci che è così. Io potrei dire, allora, in questo caso, in questo esempio che ho fatto, potrei dire: "Ma io non ho più niente a darti perché ogni cosa te l'ho dato, ogni cosa, tutte le cose. Se tutte le cose sono tue, che cosa ho ancora per darti in più? Non ho più niente. È tutto a te, capisci?"
Ma questo mi ha toccato perché cambia come noi ci vediamo, cambia come noi viviamo. Cambia come noi vediamo le cose. Che ci ha benedetti con ogni benedizione.
Poi devo spiegare anche questo: "Spirituale." Qui sta scritto "con ogni benedizione spirituale." Forse "spirituale" vuol dire ha da fare con lo spirito. Spirituale è un po' non si può tenere. Spirituale è di più nel mondo che non si vede, no? Così si pensa. Ma io vi voglio chiedere: quando Gesù ha detto sulla nave, lì, "tempesta, fermati," era questo spirituale o era questo materiale? Sento tutt'e due, eh, materiale e anche spirituale. Lo spirito ha da fare con la tempesta. È vero. Ma chiedo un'altra cosa. Se possiamo leggere nella Bibbia della moltiplicazione dei pani, Gesù ha detto ai suoi discepoli: "Date a loro da mangiare." Voi sapete oggi c'era un numero abbastanza grande per mangiare, no?
E lì erano 5.000 uomini più le donne e i bambini. Allora: "Date loro da mangiare." E Gesù poi ha ricevuto materiale: cinque panini, due pesci, pesci, pesci, e poi ha pregato e ha moltiplicato tutto questo. Era questo materiale o spirituale? Materiale. Era soltanto materiale. Io credo che queste due cose vanno insieme, che non si può distaccare l'una dall'altra. E noi facciamo qualche volta così: noi pensiamo lo spirituale - questo è ciò che conta soltanto questo. E noi siamo in un mondo che si vede, un mondo che si può toccare. Noi abbiamo bisogno del materiale. Io sono convinto che il regno di Dio è sopra al mondo visibile e che questi due vanno insieme, non si può distaccare tanto uno dall'altro.
Nemmeno quando Gesù ha detto a Pietro: "Va al lago e prendi l'amo. Il primo pesce che prendi, aprili la bocca e sarà ciò che devi pagare."
Io conosco, forse tu conosci Davide, forse conosci anche questo uomo della Romania che aveva da fare anche con Berna lì, la zona di Kurama, e lui era in America e non aveva abbastanza soldi perché avevano tanti ospiti rifugiati. E poi lui sapeva che i soldi bastavano soltanto ancora per poco cibo. E lui ha detto a sua moglie: "Io vado per comprare ciò che abbiamo bisogno." E poi andava sulla strada. Ad un tratto un motociclista si è fermato accanto a lui, ha fatto un segno e ha abbassato il vetro. E lui ha pensato: "Ma forse non sa via dove andare." Ha fatto così. Poi questo uomo, questo moto - lui ha dato la mano e poi l'ha ritirata, è andato sul moto e se ne è andato. E lui trovò una banconota di 50 dollari nelle mani. Io credo che questo era un angelo sulla moto. Un po' strano, no?
Allora, io sono convinto che questo qui - "che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo Gesù" - si riferisce a tutto. Ma non voglio dire in questo che sto indietro a questo "Gospel of Welfare" che noi tutti possiamo o dobbiamo essere ricchi. Non è questo che voglio dire, ma voglio dire che noi ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo, che Gesù... allora, quando in lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo.
Ma io voglio rimanere col versetto 3. Sapete, io credo - o io so - di un uomo: lui ha letto, lui era pastore, ha un ministero abbastanza grande, eh. E lui quando la prima volta è venuto a questo passo consapevolmente e ha riconosciuto che qui sta scritto che ci ha benedetto. Allora lui ha detto: "Ma allora questo potrebbe cambiare la mia vita? Perché allora vado dal Signore e chiedo: 'Signore, io ho bisogno di questo, Signore...'" Allora lui ha iniziato a fare qualcosa d'altro. Lui ha detto: "Mi decido di prendere questo versetto e di camminare in questo versetto finché lo sperimento. E io non faccio più così. Quando c'è la mancanza nella mia vita io dico: 'Grazie Signore che tu hai compiuto sulla croce di Golgota. Tu hai compiuto sulla croce di Golgota. Tu hai detto: è compiuto. Allora che cosa è ancora il mio compito? Che cosa? Ti ringraziare per ciò che tu hai fatto e poi di prendere ciò che tu hai fatto.'"
E come posso prendere? Come fare questo? La moglie di questo predicatore - che ho detto prima - lui è un uomo molto, molto. Quando si decide per una cosa la persegue, la persegue veramente. Allora lui ha detto: "Allora io imparo a pregare in un modo diverso. Io entro in una vita di ringraziamento: che tutto è compiuto. Grazie Gesù. Grazie Gesù. Al momento sembra così, ma io so che tu sei colui che provvede. Io so che tu sei quello. Io so che tu hai fatto tutto alla croce e perciò ti lodo, ti lodo, ti lodo, ti lodo."
E ha fatto così, sempre di più. La sua moglie non era convinta che lui avesse ragione. L'ha osservato, l'ha osservata, ma finalmente ha detto: "Io so che tu sei benedetto?" "Sì, sono benedetto. Sì, sono benedetto." Così andava avanti e oggi ha un'opera grandissima. Ma lui ha detto: per stare in questa realtà, lui doveva meditare su questa parola sempre e sempre di nuovo, sempre essere in questa verità, sempre muovere avanti con questi pensieri perché è la verità di Dio. È la verità di Dio.
Noi abbiamo un amico nella chiesa di Buttikon. Lui viene da un paese dell'Africa, è un amico veramente prezioso. Lui ha lavorato in Africa per la Croce Rossa e lui ha fatto qualcosa, era il suo compito, che era pericoloso. E alla fine il governo l'ha perseguitato e la Croce Rossa l'ha ritirato e l'ha mandato in Svizzera. Allora sta lì, ma poi quelli che lo hanno perseguitato hanno ferito sua moglie perché non sapevano dove il marito era. Allora una storia per sé.
E lui proprio quest'aprile viaggiava in Africa - non in questo paese dove lui era perseguitato, ma nel paese accanto - e lui doveva attraversare il confine. E al confine hanno lasciato passare la moglie e lui. Hanno detto: "Ma con i tuoi documenti qualcosa è sbagliato, noi dobbiamo controllare." E poi lo hanno preso e messo in una stanzetta, rinchiuso in una stanzetta. E lui sapeva. Poi hanno detto: "Noi dobbiamo ricondurlo al paese dove sei perseguitato, perché abbiamo questa legge."
E lui ha detto a noi: il suo cuore ha fatto così perché lui sapeva questo potrebbe anche significare la morte per lui. Lui così era lì. Poi lì in questa casetta, in questa stanzetta gli hanno lasciato ore e ore. E lì si è ricordato di questo versetto e poi lui - perché lo sapeva a memoria - ha iniziato a pregare, ha detto: "Signore Gesù, qui sono in questo paese, in queste circostanze e non sembra che io sono benedetto qui con ogni benedizione spirituale. Non sembra. Ma io lentamente ho ritrovato il coraggio di ringraziare il Signore che sono benedetto. Benedetto."
E benedire, o anche "la benedizione" vuol dire come in italiano. L'italiano è buono su questo. La benedizione vuol dire "chiamare buone cose." E quando Dio chiama buone cose, la voce del Signore, anche la nostra voce ha una forza di creazione, crea qualcosa.
E lui allora si è ricordato di questo: "Che ci ha benedetti con ogni benedizione" e ha iniziato a ringraziare il Signore. Dopo ore poi quell'ufficiale, quell'uomo della dogana è venuto e ha detto - era la notte - ha detto: "Noi non riusciamo a fare contatto con l'ambasciata di questo paese. Allora ti dico: vai da quell'altro confine lì, Togana lì, eh, 30 km da qui e lì io informo il doganiere che tu puoi passare." E poi poteva andare con la moglie, prendere un taxi e poi andare a questo punto e attraversare il confine. E lui sta da noi. Questo è successo in aprile.
Ma proprio questo versetto - noi era - io ho predicato su questo testo anche. E per lui l'ha preso. Io ho sentito. No, lui l'ha preso quando era in Svizzera e poi andava sul viaggio lì. E allora si è ricordato di questo. E questo - o vorrei dire - la verità della parola di Dio l'ha salvato perché lui si è messo lì, l'ha salvato.
Per me è così importante che ho iniziato - già da mesi - a cambiare, o a provare di prendere questo versetto per me. E qualche volta la mattina quando mi alzo sono ancora un po' nella nebbia, no? Ci sono quelli che si alzano, pu, sono qui. Io no, io ho bisogno di un po'. Ma quando sono poi nella doccia mi aiuta ancora, no? E poi sotto la doccia, spesso, qualche volta, sempre mi vengono questi versetti.
"Benedetto sia Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che mi ha benedetto con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti."
E quando io posso dire questo, posso anche dire: "Oggi devo predicare alla Chiesa di Brindisi e non solo in italiano. Allora, Signore, io sono benedetto anche oggi con la tua benedizione per portare la parola a ciò che abbiamo tutti bisogno."
Così io questo passo qui fino ai versetti 6-7 mi è nella mente che lo posso ripetere, ripetere, ripetere. Ma io sto scoprendo questo - eh, soltanto per annunziare un po' - noi abbiamo anche provato: abbiamo detto, "Ma allora quando è così anche noi possiamo pregare ovunque, possiamo pregare, possiamo dire a chi è ammalato: possiamo pregare perché noi siamo unti. Siamo unti. Allora possiamo farlo." Ma forse un'altra volta un po' di più su questo.
Ma io voglio dire una cosa prima di terminare, di finire. Ehm, come prendere una cosa per me? Come afferrare quando Gesù ha fatto tutto, che questo è vero, che lui ha compiuto? E a noi di afferrare ciò che lui ha fatto. O di prendere una cosa - ho già detto ringraziare che è compiuto. Ringraziare. Questo è come una chiave generale: ringraziare perché lui ha fatto e vedere che nei luoghi celesti è così.
Ma poi c'è una seconda cosa che voglio dire qui. Forse voi sicuramente conoscete anche il versetto, eh, Vangelo di Giovanni 1:16. Potete vedere questo versetto anche con me perché è molto, molto conosciuto. Questo versetto qui sta scritto: "E noi tutti abbiamo ricevuto dalla sua pienezza grazia sopra grazia. Noi tutti abbiamo ricevuto."
È bello di ricevere, no? Ma qui di solito è buono di sapere - o di leggere la Bibbia e di pregare - e il Signore può far vedere i suoi pensieri. Ma qui qualche volta aiuta anche di conoscere il testo originale.
Qui per "ricevuto" è una parola che nel corso del tempo - o nella Bibbia - è tradotto con "ricevere" e negli altri casi è tradotto con "prendere." Mi potete seguire ancora? Sì? Una parola, ma io in tedesco, per esempio, nella mia Bibbia di Lutero sta scritto: "E noi tutti abbiamo preso dalla sua pienezza."
È tradotto così e la traduzione di questa parola intende tutte e due - tutte e due - i significati: "prendere" e "ricevere."
E quando un greco ha sentito questo "lambano" in greco, allora per lui era chiaro: ci sono due cose che devo fare. Una cosa è che mi è stato dato e l'altra cosa è che io lo devo tenere e prendere. No, io posso. Quando io dico a te, Fabio: "Ti regalo questo libro." Non è così importante, no? E io faccio così. Ma tu non fai niente. Tu stai seduto qui. Eh, ti regalo questo. Eh, prendilo. Eh, allora? Eh, prendilo. Appena che lui capisce "io devo prendere," allora ce l'ha prima. No, se lui lascia le mani così io prendo il libro. "Oh, non ha preso." Ma il regalo è qui. Ma tu non hai fatto niente. Allora non ha un effetto per niente.
Avete capito ciò che voglio dire? Se io non riesco, se la mia vita non corrisponde a questo versetto, tutte le cose sono state fatte - ehm - sono grazie al Signor Gesù Cristo che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale. Quando non corrisponde a questo, allora non è la parola di Dio che è sbagliata. Sono io che devo imparare qualcosa.
E questo vi voglio dare sulla via per oggi. Questo è il mio cuore al momento di entrare in questa realtà.
Voi conoscete anche questo versetto - ma a tutti coloro che l'hanno ricevuto egli ha dato l'autorità di essere figli di Dio. Ma lì è lo stesso "lambano" che vuol dire: "ma tutti quelli che lo hanno preso, prendere Gesù." Vedete?
Allora, questo è la cosa per questa mattina che mi è tanto importante. E io voglio che possiamo ancora una volta dire questo insieme e due volte. Una volta, come sta scritto così: "Benedetto sia Dio Padre..." e eccetera, con il "che ci ha benedetti." È la seconda volta che mi ha benedetto.
Amen. Io prego. Grazie Signore che tu hai fatto un'opera che non si può aggiungere qualcosa ancora perché è fatto. Tu hai fatto questo fino alla fine. Fino alla fine. E tu ci hai dato lo Spirito Santo per farci vedere ciò che la parola di Dio vuole esprimere. Quali sono le verità che tu ci vuoi? Che tu ci vuoi che noi le afferriamo. Grazie Gesù che tu sei grande e grazie Gesù che questa parola può fare un cambiamento nelle nostre vite. E ti chiedo che non dimentichiamo - anche se questo è in una domanda speciale - perché tu vuoi che non la dimentichiamo, che noi la teniamo ferma, che noi meditiamo su questo, che noi possiamo anche vedere che questo è la verità. E vi benedico nel nome del Signore, nel nome di Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen.