La benedetta parola ispirata

Padre, voglio dirti grazie per la tua fedeltà, per la tua volontà e il mio cuore si dilata quando posso stare alla tua presenza solamente per darti la lode, l'onore, la gloria perché appartiene a te, Dio grande. Allarga il mio cuore alla tua parola. Tienimi stretto perché voglio vivere, sperimentare le tue promesse e avere la vittoria perché tu hai vinto.

Grazie Gesù. E io della società ho trovato perdono, guarigione, liberazione e salvezza. Tutto nel nome di Gesù. Amen.

Grazie Padre per la tua presenza, Signore. Grazie per questo nuovo giorno che non c'era, ma tu l'hai fatto per noi. Alleluia, Signore, grazie. Questa mattina vogliamo entrare dalla porta delle pecore, Signore. Oh, sì, Padre, perché tu riconosci le tue pecore, le chiami ciascuna col tuo nome, Signore. Le tue pecore, Signore, riconoscono la tua voce, seguono ed entrano, o Signore, perché c'è libertà nella tua presenza, Signore.

E con autorità dichiariamo questa mattina che c'è libertà in ognuno di noi, Padre Santo, libertà in questa chiesa, Signore, che ogni opera del nemico possa essere schiacciata via nel nome di Gesù. Questa mattina, Signore, tu ci vuoi dare ancora un'altra parola, Padre. In Isaia 60 tu dici: sorgi e risplendi perché la gloria del Signore è su di te. Alleluia! Signore, che la tua gloria sia su di noi, Padre. Nonostante il buio di questo mondo, Padre Santo, che possiamo essere come quella città su quel monte, Signore, come quella lanterna sul tavolo, Signore, affinché possiamo illuminare ogni cosa intorno a noi.

Oh, sì, Padre, grazie. Grazie perché tu farai un'opera potente per ognuno di noi, Signore. Grazie Signore che la tua luce sia su ognuno di noi. Amen.

Padre, noi ti ringraziamo perché davanti a questa santità noi non eravamo degni, ma tu ci hai fatti degni attraverso il Figlio Gesù Cristo che ha lacerato quel velo e noi possiamo entrare nel santuario per avere comunione con te. Signore, questo desiderio che tu hai avuto dalla formazione del mondo – di avere comunione con noi, o Signore. E vogliamo, Signore, prostrarci davanti al trono della grazia. Liberaci da ogni cosa vecchia, o Signore. Vogliaci, o Signore, affinché tu riempi il nostro cuore di te e amare te, o Signore, il nostro prossimo più di noi stessi.

Padre mio, ti ringrazio perché la tua parola è meravigliosa, perché noi possiamo gustare questa mattina, o Signore, la tua parola. Riempi i nostri cuori, o Signore. Rivela te a chi non ti conosce. Affinché possiamo, o Signore, trasudare questo amore meraviglioso e la grazia di Dio. Nel nome di Gesù ti chiediamo ogni cosa. Amen.

È bello quando non è l'abitudine a dirigere il culto, è lo Spirito Santo. E lo ringrazio. Mi piace appuntarmi, preparo qualcosa da dire e poi magari è il Signore che dice: lascia stare, come oggi l'ordine dei cantici che c'avevamo ha preso un'altra piega. Il desiderio è che sia il Signore a guidare le preghiere, i canti, i cuori che li apra lui, non parole di uomo.

Ho segnato: andiamo in ordine, libertà. Sento che c'è libertà. Sento che possiamo davvero essere liberi. Il Signore è un'opera che non è visibile dall'oggi al domani perché cambia nettamente, ma è una crescita e l'incoraggiamento è di andare avanti perché davvero quando siamo liberi alla presenza del Signore si muove qualcosa. Credo sia la sua mano che tocca i cuori e non guardiamo più noi stessi con un senso di vergogna o siamo impostati rigidi. Ci lasciamo andare e lo Spirito Santo guida ogni cosa. Amen.

Ci spogliamo dell'uomo vecchio. Il Signore ci riveste con vesti nuove e c'è la gioia quando vediamo che è lui che fa queste cose e non un abito che ci scegliamo per l'apparenza. Gli sforzi umani porteranno sempre apparenza. Non parlo di impegno perché dobbiamo sempre impegnarci. Non dobbiamo mai essere soddisfatti di come la nostra vita è – c'è sempre quel di più che il Signore aggiunge. Un piccolo gradino, ma lo andiamo a salire ogni giorno.

Tante volte l'abitudine è quella che blocca proprio il corso della vita stessa e invece il Signore ce la cambia, ci fa vedere le cose con i suoi occhi. Dobbiamo dire: "Signore, guida tu questo tempo, perché è il tempo alla tua presenza e non saremo certamente noi con sforzi umani."

Certo, quando parlo di impegno e di mettere in pratica – abbiamo anche una testa, riusciamo ad avere un ragionamento, riusciamo a vedere quelle che sono le cose positive. Se prima il suggerimento era anche nelle preghiere di essere brevi e proprio, di non spezzare l'opera del Signore, di accompagnarla, di aprire il cuore e che sia il cuore a parlare. E tante volte nelle preghiere iniziamo col cuore, lo Spirito Santo ci benedice. Però poi magari si decide di allungare un po' di più perché non siamo soddisfatti.

La soddisfazione deve essere del Signore. Il profumo sale a Dio, sia un profumo di odore soave. E anche due parole, ma che glorificano Dio, danno davvero alla Chiesa quella benedizione di cui abbiamo bisogno.

Quindi l'incoraggiamento è: niente abitudine, libertà, libertà nello spirito. E che anche stamattina possa il Signore toccare e portare la sua chiesa verso qualcosa che ancora non abbiamo conosciuto. Che i nostri occhi non hanno visto, ma qualcosa che ci dà quella soddisfazione, quella benedizione abbondante che tanto stiamo chiedendo a Dio. Amen. Alleluia.

Famiglia in Cristo. Amen. Io sono stata ospitata alla chiesa di Rimini. Ho conosciuto il pastore Ramon Daniele, un carissimo fratello, e anche la sua moglie. Loro si sono presi cura di me e anche dei miei cognati che sono stati con me per tenermi compagnia. Ma vi devo dire che veramente il Signore è grande e come mette questo amore nei cuori dei suoi figli.

Io non ho parole per ringraziare il Signore per questa comunione che abbiamo potuto avere con questi cari fratelli. Una cosa mi ha lasciata meravigliata: quando stavamo andando all'ospedale c'erano cinque sorelle che stavano pulendo le stanze per fare la scuola domenicale che iniziava oggi. Una di queste sorelle, contenta, ci ha salutato. E poi una di queste fa: "Sorella Cettina, vuoi che preghiamo prima che ve ne andate?" Ho detto: "Sì, per me è una gioia poter pregare insieme a voi."

Ci siamo riuniti – eravamo otto persone – e sentivamo la presenza del Signore così forte. Io ho visto come è bello quando, come ha detto Salvatore, nella libertà dello Spirito noi possiamo fare ciò che il Signore ci spinge a fare. E veramente io ringrazio il Signore per questa bella esperienza che ho potuto fare.

Non sono andato in un BNB, ma sono andato da fratelli dove veramente ho sentito la presenza del Signore. Il Signore possa benedire questa comunità a Rimini e possa benedire tutti noi. Amen.

E gloria a Gesù. Dio è buono. Questa mattina voglio condividere con voi un messaggio che il Signore ha messo nel mio cuore nella lettera dell'apostolo Paolo in Secondo Timoteo al capitolo 3. Leggeremo dal versetto 10 al versetto 17.

Secondo Timoteo 3:10. Ma tu hai seguito da vicino il mio ammaestramento, la mia condotta, i miei consigli, la mia fede, la mia pazienza, il mio amore, la mia perseveranza, le mie persecuzioni, le mie sofferenze che mi sono accadute ad Antiochia, a Iconio e all'Iconia. Tu sai quali persecuzioni ho sostenuto, ma il Signore mi ha liberato da tutte. Amen. Gloria a Gesù.

Infatti tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati, ma i malvaggi, gli imbroglioni, andranno di male in peggio, seducendo ed essendo sedotti.

Tu però, Paolo parla a Timoteo, tu però persevera nelle cose che hai imparato e nelle quali sei stato confermato, sapendo da chi le hai imparate. E che sin da bambino hai conosciuto le Sacre Scritture, le quali ti possono rendere savio, o sapiente, come volete dire, a salvezza, per mezzo della fede che è in Cristo Gesù.

Tutta la scrittura è divinamente ispirata, è utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, affinché l'uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera. Amen. Fin qui la parola del Signore.

Voglio prima di dare il messaggio pregare un attimo. Padre, rimetto la mia vita nelle tue mani. Mi abbandono completamente, pregando che l'unzione del tuo spirito parla al mio e al nostro cuore ancora questa mattina. Noi ti ringraziamo perché sappiamo che in questo tempo ti prenderai cura di ognuno di noi. La tua Chiesa è alla tua presenza con un cuore aperto per voler udire la parola di verità. Ti ringraziamo, Padre, perché tu sei fedele nel nome di Gesù. Amen.

Bene, fratelli, abbiamo appena finito di leggere qualcosa che Paolo, l'apostolo, ha voluto scrivere come padre a suo figlio Timoteo, suo figlio spirituale. Abbiamo appena concluso di leggere un incoraggiamento che Paolo, questo padre spirituale, ha voluto trasmettere a suo figlio Timoteo. Paolo si sta prendendo cura di questo figlio, come Dio si prende cura di ognuno di noi.

Paolo è interessato e preoccupato per Timoteo, suo figlio spirituale. E così scrive una lettera a lui. E questa lettera viene indirizzata ad un uomo – Timoteo – che è stato inviato a servire l'Iddio vivente in una realtà alquanto priva di situazioni difficili. Anzi, una situazione particolare.

Timoteo viene incoraggiato perché si trova in una realtà particolare, difficile, ostinata, ribelle. E Paolo ci tiene a scrivere con amore a Timoteo per incoraggiarlo. Dice Timoteo: io so dove ti trovi in questo momento. So, Timoteo, che tu vivi in una realtà difficile, particolare, di opposizione. So, Timoteo, che tu vivi in una realtà particolare per te.

Ma tu hai seguito da vicino il mio ammaestramento. Così lo incoraggia. "Ma tu, Timoteo, hai seguito da vicino il mio ammaestramento, la mia condotta, quelli che sono stati i miei consigli, la mia fede, la mia pazienza, il mio amore, la mia perseveranza."

Ma tu, Timoteo, non solo hai visto qual era il mio atteggiamento. Tu sai chi sono io, Timoteo? No, dice: "Eh, tu hai seguito da vicino." Attenzione, Timoteo, stai attento. Ricordati che io ho sofferto tante cose. Tu hai visto chi sono io. Tu hai visto come io ho agito in questo momento così difficile.

Timoteo, tu sai anche un'altra cosa, dirà Paolo: "Le mie persecuzioni, le mie sofferenze che mi sono accadute ad Antiochia, a Iconio, all'Iconia – tu sai quali persecuzioni io ho sostenuto?" Timoteo, tu sai che il Signore mi ha liberato da tutte. Amen. Gloria a Gesù.

E Paolo lo incoraggia e dice: Timoteo, tu sai che io ho sofferto tanto, ma sai anche che Dio si è preso cura di me? E poi Paolo continua e dice: "Tu – tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati."

E ancora Paolo esorta Timoteo nel versetto 14 dicendo: "Tu però, tu invece, Timoteo, in questo momento capisco dove sei, ma tu devi fare la differenza. Tu però hai seguito da vicino il mio ammaestramento. Tu, Timoteo, persevera nelle cose che hai imparato e nelle quali sei stato confermato, sapendo da chi le hai imparate."

E Paolo conclude questo capitolo 3 dicendo a Timoteo: "Tu adesso devi fare una cosa importante. Però hai visto chi sono, come ho agito, hai visto come il Signore si è preso cura di me? Ma ora devi fare una cosa, Timoteo. Tu da bambino hai conosciuto le Sacre Scritture, le quali ti possono rendere savio, o sapiente, a salvezza per mezzo della fede che è in Cristo Gesù."

Tutta la scrittura. Vedete, fratelli, Paolo ora sta facendo capire a Timoteo qualcosa di importante. "Ma tu, ma tu Timoteo, invece, come fai la differenza in questo momento? Lo fai attraverso la Santa Parola di Dio."

Questa mattina, se volessimo dare un soggetto a questo messaggio, è: la benedetta parola ispirata. Quello che Paolo sta trasmettendo a Timoteo, il Signore oggi ce lo vuole dire a me e a te, fratelli, in un momento così particolare e ostile della nostra vita – in cui si trova Timoteo e noi oggi – cosa dobbiamo fare?

Dobbiamo ritornare a qualcosa che è stato completamente trascurato, messo da parte. Oggi si pensa con tutti i mezzi di comunicazione che abbiamo, con tutte le possibilità che abbiamo, che raggiungere questo mondo lo si può raggiungere con tutte le cose che il mondo ci presenta. Abbiamo dimenticato una cosa importante: la benedetta parola ispirata è quella che convincerà il mondo del peccato, del giudizio, della giustizia. La parola di Dio.

"Tutta la scrittura, Timoteo, è divinamente ispirata. È utile ad insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia. Ma devi sapere ancora qualcosa. Affinché l'uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera. Amen. Gloria a Gesù."

Paolo dice a Timoteo: "Attenzione Timoteo, ora è il momento di fare affidamento sulla parola ispirata, sulla parola di Dio. La tua vita, il tuo operato sarà completo, Timoteo, sarà pienamente fornito per ogni buona opera."

La Chiesa oggi deve essere ammaestrata, deve essere insegnata, deve essere convinta, deve essere corretta per essere completa. Noi vogliamo essere uomini di Dio completi, pienamente forniti per ogni buona opera.

Che cosa faremo noi questa mattina? Ci prodigheremo nel fare opere per il Signore senza la parola di Dio? Nulla si può fare e da nessuna parte si può andare se non col messaggio della parola di Dio, la parola ispirata.

Fratelli e sorelle, questo mi ricorda che è sempre stata la parola di Dio, no? Che ha convinto gli uomini a farli uscire da situazioni di peccato, di freddezza, di religiosità. È stata sempre questa parola ispirata, la parola dei profeti a parlare al popolo.

Vi ricordate di Gerusalemme? Noi ci ricordiamo di Gerusalemme quando il tempio era distrutto. Intorno ai Giudei, agli Ebrei, c'era ormai distruzione. Il tempio non c'era più. Era stato chiesto a un gruppo di Giudei di edificare il tempio, di riedificarlo – una missione impossibile: tutto distrutto.

Ma cosa ci dice la scrittura? Gli anziani dei Giudei, secondo il capitolo 6 versetto 14 di Esdra, continuarono a costruire e a far progressi sostenuti dalle parole ispirate del profeta Geremia e Zaccaria, figlio di Ido. Essi terminarono la costruzione secondo il comando del Dio di Israele.

Per essere Timoteo un uomo completo, fornito per ogni opera buona, i nostri padri per costruire il tempio erano accompagnati dalle parole ispirate dei profeti.

Fratelli e sorelle, per continuare, per costruire, per essere ispirati ad andare avanti, per essere uomini completi, forniti, abbiamo bisogno oggi della parola ispirata di Dio.

La parola oggi viene messa da parte. Oggi qualcuno pensa e dice: "Fratè, ma i tempi sono cambiati. Dobbiamo usare altre cose per raggiungere le anime." Fratello, i tempi ormai non sono più quelli di una volta. Ci sono altri tipi di difficoltà. Forse un tempo si poteva predicare la parola. Ma oggi, fratello, quando predichiamo la parola, probabilmente qualcuno si avvicinerà, ma poi si allontanerà di nuovo. Dobbiamo fare qualcosa di diverso.

Fratelli e sorelle, solo la parola di Dio può convincere gli uomini del loro peccato. La parola ispirata. Nel libro di Ebrei, capitolo 4 versetto 12 leggiamo: "La parola di Dio infatti è vivente, efficace, più affilata di qualunque spada a due tagli e penetra fino alla divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e del midollo, ed è in grado di giudicare i pensieri e le intenzioni del cuore."

Oggi lo Spirito Santo richiama la sua Chiesa a rimanere fermi in questa realtà. Fratelli e sorelle, e per quanto riguarda questa chiesa, il popolo di Dio, noi crediamo ancora che per la salvezza delle anime e perché il Signore manifesti la sua gloria – liberando, guarendo e salvando – abbiamo bisogno di predicare soltanto la parola di Dio. Amen. Gloria a Gesù.

Solo la parola, fratelli, raggiungiamo il mondo solo con la parola di Dio, la predicazione della parola.

Ultimamente parlavo con qualcuno riguardo alle scuole domenicali, all'insegnamento dei ragazzi. E qualcuno mi ha detto: "Fratello, magari il messaggio sarebbe un po' pesante, no? Leggere la parola di Dio. Raccontiamo qualche testimonianza."

Credetemi, fratelli: forse è stata una rivelazione che il Signore mi ha dato sin dal principio – dal momento in cui tanti anni fa incominciammo con i ragazzi di allora – oggi i nostri adolescenti. Leggevamo solo la parola di Dio, loro ve lo possono confermare. Noi studiavamo la parola. Loro aprivano la parola, ripetevano i versi.

La parola è un seme vivente. La parola, fratelli e sorelle, tocca il cuore. La parola è come un martello che spezza il sasso. È la parola che manifesterà la sua gloria nella vita dei nostri giovani.

Fratelli e sorelle, lo Spirito Santo mi richiamava a presentare nuovamente: se abbiamo messo da parte la parola ai nostri bambini, diamo loro la parola nelle mani perché loro possano leggere. Preoccupiamoci se stanno leggendo la parola. Io parlo e predico a me stesso, fratelli. Lo condivido con voi questa mattina.

La parola nelle nostre case, nelle nostre stanze. Leggiamo loro la parola perché questa farà grazia. Questa parola renderà bellissimi i nostri figli. La parola stessa lo dice: insegnerà. Avrà l'utilità della parola. Potremmo mai cambiare qualcosa che il mondo offre con l'utilità della parola di Dio?

La parola insegna, convince, corregge, istruisce nella giustizia. Amen.

E Paolo dice: "Timoteo, attenzione, Timoteo. Fai la differenza. Timoteo, tu mi hai seguito da vicino, hai seguito il mio ammaestramento. Attenzione, Timoteo, tu però, nonostante vivi questa situazione così difficile in mezzo al peccato, all'ostilità, tu però fai la differenza. Persevera nelle cose che hai imparato."

Ma dove si trovava Timoteo? Era Paolo stesso che gli dirà al capitolo 3 versetto 1 che negli ultimi tempi verranno tempi difficili. Timoteo, gli uomini saranno amanti di se stessi, avidi di denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, scellerati, senza affetto, implacabili, calunniatori, intemperanti, crudeli, senza amore per il bene.

Alcuni pensano che questo Paolo lo scrive per il mondo o per gli ultimi tempi. Sappiamo che siamo negli ultimi tempi. Sì, questo è un esempio per noi, ma questa era la realtà in cui si trovava Timoteo. Fratelli, senza affetto, traditori, temerari, orgogliosi, amanti dei piaceri invece che amanti di Dio.

Timoteo si trovava in una realtà pericolosa che influenzava anche la Chiesa. Infatti il versetto 5 dice: "Amici Timoteo, tu stai in mezzo a persone aventi l'apparenza della pietà, ma avendone rinnegato la potenza, da costoro ti devi allontanare."

Timoteo, sta dicendo Paolo, attenzione, allontanati da chi disprezza Dio, allontanati da chi disprezza la parola di Dio. Allontanati, Timoteo, non ti fa bene. Attenzione a coloro che vivono nel peccato.

E devi sapere anche qualcos'altro, Timoteo. Nel numero di questi, infatti, vi sono quelli che si introducono nelle case e seducono ad ogni giorno le cariche di peccati, dominati da varie passioni. Le quali imparano sempre, ma senza mai pervenire ad una piena conoscenza della verità.

Ora, come Ianne e Mambré si opposero a Mosè, così anche costoro si oppongono alla verità. Uomini corrotti, di mente, riprovati quanto alla fede.

In questa situazione oggi, si trova Timoteo. E Paolo dice: "Tu, tu, Timoteo, cosa farai in questo tempo così difficile in mezzo a un mondo di peccato? Fai affidamento alla parola di verità."

Quello che ha colpito il mio cuore era proprio questo che Paolo scrive al versetto 15 dicendo: "Sin da bambino hai conosciuto le Scritture, le quali ti possono..." La scrittura può. La parola di Dio può – può fare al di là di quanto tu pensi. Non devi prendere qualcos'altro pur di vedere realizzata la gloria di Dio.

La Bibbia dice, Paolo rafferma, la parola può renderti saggio, sapiente alla salvezza. La parola, fratelli e sorelle, ci ha portato, ci ha reso sapienti e saggi per arrivare alla salvezza delle anime nostre. È vero o non è vero?

Ci è stata predicata la parola di Dio. Quando io mi trovavo seduto su quegli scalini di quell'ambulatorio e leggevo la parola di Dio. Stavo leggendo la parola. Sono stato cresciuto, accostato alla parola. Se mio padre e mia madre non si ricordano, ma penso di sì, ero un ragazzo sempre spronato. Hai letto la parola? Quando passava mio padre, mi ricordo, diceva: "Hai letto oggi?" Non so se si ricorda. Mia madre è la stessa cosa. Hai letto qualcosa? La parola. Sempre la parola.

Mi ricordo quando questo mi fu inculcato, leggevo la parola senza interesse. Non avevo interesse, ma ero abituato ad aprire la parola. E quando mi ritrovai in Isaia 43, fu la parola che colpì il mio cuore. Fu la parola che spezzò la durezza del mio cuore quando Dio mi disse: "Io ti amo, ti ho chiamato per nome, tu sei mio, tu mi appartieni."

La parola – mentre leggevo la parola. Fratelli e sorelle, noi non dobbiamo inventarci niente. Oggi ci si inventano tante cose, pur di far raggiungere il messaggio alla gente, al mondo. Niente di tutto questo. Rimaniamo fermi in questa realtà. La parola ispirata. Questa, fratelli, è la volontà del Signore per ognuno di noi. Gloria a Gesù.

E vado verso la conclusione. Il tempio di Dio fu terminato grazie alla parola ispirata. Fu predicato dai nostri profeti.

Vi ricordate in Ageo quando Ageo si rese conto che il popolo e gli anziani al capitolo 1 non avevano in cuore di ricostruire il tempio? Questo popolo diceva: il tempo non è ancora giunto, il tempo in cui la casa dell'Eterno deve essere ricostruita. C'era una situazione anche qui molto particolare. È vero, c'era un rifiuto. Non c'era interesse per la parola di Dio, non c'era interesse per il tempio di Dio.

E Ageo predicò a questo popolo. Il tempo, dice, il tempo non è ancora giunto. E diceva: "È forse questo il tempo per voi di abitare nelle vostre case ricoperte, mentre questo tempio giace in rovina? Considerate bene il vostro comportamento."

I nostri padri, i profeti, hanno predicato la parola ispirata. Quando c'erano situazioni difficili, quando si viveva nel peccato, quando il popolo si sviava, i profeti predicavano la parola. E Ageo disse: "Ma che cosa state facendo? Considerate bene il vostro comportamento."

E poi la Bibbia ci dice che il popolo ebbe timore della presenza del Signore. Allora essi iniziarono il lavoro sulla casa dell'Eterno degli eserciti, il loro Dio. Amen.

Quando fu predicata la parola, allora la Bibbia dice che Zorobabel, figlio di Shealtiel, Giosuè il sommo sacerdote, tutto il resto del popolo diedero ascolto alla voce dell'Eterno.

Fratelli e sorelle, è la parola di verità che oggi vogliamo tenere alta, la parola di verità, la parola di Dio, la potente parola di Dio. La parola che ci ha parlato chiaramente del sacrificio di Cristo, della sua morte sulla croce, della sua risurrezione, della sua vita. La parola che ci ha detto: "Io sono la via, la verità, la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me."

È la parola, fratelli e sorelle, che ha fatto breccia nei nostri cuori.

Timoteo, io concludo con questo: Paolo ti scongiura, ti prega. E così io esorto voi, fratelli e sorelle. "Vi scongiuro dunque davanti a Dio e al Signore Gesù Cristo che ha da giudicare i vivi e i morti nella sua apparizione, nel suo regno. Predica la parola. Insisti a tempo e fuor di tempo. Riprendi, rimprovera, esorta con ogni pazienza e dottrina." Amen. Gloria a Gesù.

Allora, fratelli, possiamo semplicemente guardare fuori questa mattina e osservare il sole, la luna, le stelle, tutto quello che noi guardiamo – la creazione fu creata per mezzo della parola di Dio. Amen.

Se vogliamo essere uomini completi e istruiti, pienamente forniti per ogni buona opera, se vogliamo vedere la gloria di Dio, allora fratelli, ritorniamo alla parola. Leggiamo la parola, studiamo la parola, perché il Signore ha in serbo per noi cose più grandi di quelle che pensiamo.

La parola di Dio è un vero miracolo. Sapete che cosa dice il diavolo alla Chiesa oggi? Mettete da parte la parola. No, no, ormai è cosa vecchia la parola. Questo dice il diavolo alla Chiesa oggi. Mettetela da parte. Ci sono tante novità per questa ultima generazione. La parola è qualcosa di vecchio.

No, no, fratelli. Il Signore ci dice che la parola di Dio è un miracolo e noi vogliamo vedere miracoli in mezzo a noi e in questo mondo. Che Dio benedica la sua parola. Amen. Amen.

Noi ti ringraziamo, Signore, perché ancora una volta abbiamo ricevuto l'onore di essere assistiti dal tuo Spirito Santo. Noi ti ringraziamo, Signore, perché l'esortazione era ancora questa mattina: volete costruire? Volete vedere il mio regno progredire? Allora ritornate alla mia parola.

La mia parola è quella che insegna, convince, è utile a correggere, a istruire nella giustizia. E poi, o Signore, il desiderio del nostro cuore è essere uomini completi, forniti per ogni buona opera. Chi ci può fornire oggi se non la tua parola, Padre?

E noi ti ringraziamo e ti benediciamo ancora una volta per la tua bontà, per la tua fedeltà. Vogliamo tenere alta la parola della vita. Sì, Signore, quella parola che, un giorno, fece breccia nei nostri cuori, ci liberò dalla morte eterna, ci fece comprendere che credere in Gesù per fede ci avrebbe procurato la salvezza eterna.

Sì, Signore, grazie perché siamo stati liberati dalla morte attraverso il convincimento della tua parola. E grazie perché possiamo pregare. Preghiamo che tu possa fare grazia in mezzo al tuo popolo affinché ritorniamo ai sentieri antichi. Sì, Signore, affinché possiamo tornare al tempo dei nostri padri – quando veniva predicata solo la parola e la Bibbia ci dice che migliaia di anime venivano toccate nel cuore.

Sarà diverso il tempo oggi, ma la parola di Dio rimane in eterno. Amen. La parola tua non è cambiata. E noi ti ringraziamo, Padre, per ogni cosa. Io benedico questi miei fratelli e queste mie sorelle che faranno ritorno alle loro dimore con la tua particolare benedizione. Spirito, anima e corpo siano benedetti nel nome di Gesù. Amen. Amen. Dio ci benedica. Amen.