Ascoltare la voce dello Spirito Santo
Io vorrei condividere con voi il Salmo 146, una realtà meravigliosa, qualcosa che tramite la croce possiamo attuare oggi come Chiesa.
Alleluia, anima mia, loda l'Eterno. Io loderò l'Eterno finché ho vita. Canterò le lodi del mio Dio per tutta la mia esistenza. Non confidate nei principi né alcun figlio d'uomo che non può salvare. Quando il suo spirito se ne va, egli ritorna alla terra e in quello stesso giorno i suoi progetti periscono. Beato l'uomo che ha il Dio di Giacobbe per suo aiuto, la cui speranza è nell'Eterno il suo Dio che ha fatto i cieli, la terra, il mare e tutto ciò che è in esso. Egli serba la fedeltà in eterno, che rende giustizia agli oppressi e cibo agli affamati. L'Eterno libera i prigionieri, l'Eterno apre gli occhi ai ciechi, l'Eterno rialza quelli che sono abbattuti, l'Eterno ama i giusti, l'Eterno protegge i forestieri, soccorre l'orfano e la vedova, ma sovverte la via degli empi. L'Eterno regna per sempre. Il tuo nome, o Dio, dura per ogni età. Alleluia.
Questo salmo ci fa riflettere profondamente perché il salmista invita a confidare nel Signore e a lodare il nome dell'Eterno. Lui dice: "Finché vita avrò". Gloria a Dio. Ci fa comprendere che c'è una continuità nel lodare il Signore, nel confidare in lui. Noi questa mattina siamo riuniti per celebrare questo servizio al nome del Signore e questo è molto fondamentale perché la parola dice che la fede viene dall'udire la parola di Dio. E dove la troviamo se non nella comune adunanza? Ma una volta che abbiamo ricevuto questa comunione fraterna, noi dobbiamo continuare sempre, anche a casa, a lodare il nome del Signore e a coltivare questa comunione intima con la parola di Dio.
Come sta scritto in Giovanni al capitolo 1, verso 1: nel principio era la parola e la parola era presso Dio e la parola è Dio. Noi sappiamo che questo libro è la parola di Dio e ci incita a lodare e a confidare nel Signore.
Nel verso 3 dice: "Non confidate nell'uomo, nei principi". Noi sappiamo che come ex cattolici la religione di questo stato invitava a confidare in un uomo. Se confessavi i peccati al prete, mi dicevano, allora lui potrebbe perdonare i tuoi peccati. Ma come entrai nella Chiesa cattolica, così uscii per divenire testimone della vera fede. Non c'è nessun uomo che può togliere il peccato, non c'è nessun uomo in cui puoi confidare che ti possa dare una soluzione. L'unico che può fare questo è Gesù Cristo, perché egli è il principio di ogni cosa. Amen.
La parola ci fa capire nel verso 5 che quando noi confidiamo in Dio e abbiamo questa comunione con il Signore, noi siamo beati, siamo benedetti e non dobbiamo temere nulla perché si crea una comunione intima in cui il Signore non può fare a meno di darci ciò che gli appartiene. Gesù è venuto sulla terra, è morto e risorto, ma non è scomparso. Ha lasciato, ha mandato il consolatore, lo Spirito Santo. E questo praticamente ci apre gli occhi a mettere in pratica il carattere di Dio in maniera semplice.
Qual è il carattere di Dio? Come abbiamo letto, lui apre gli occhi ai ciechi. Quanti di noi eravamo ciechi prima di incontrare il Signore, vivevamo nelle vie delle tenebre. Lui rialza quelli che sono abbattuti. Quanti di noi sono stati rialzati quando eravamo abbattuti? Egli ama i giusti, protegge i forestieri, soccorre l'orfano e la vedova. L'Eterno completa tutto. E noi come cristiani, nell'unità del Signore, vogliamo lodarlo e prendere sempre il suo carattere: amare il nostro prossimo come noi stessi e amare il nostro Dio più di ogni altra cosa con tutte le nostre forze, con la nostra fede, con il nostro cuore.
Vogliamo questa mattina continuare a offrire un servizio, un sacrificio di ringraziamento affinché possiamo edificarci gli uni agli altri. Amen.
Apriamo la scrittura. Chi non ce l'ha naturalmente guarderà. Nell'evangelo di Luca leggiamo di due personaggi particolari, per me molto speciali. Nel capitolo 2, dal verso 25 al verso 38, leggiamo:
"Ora, ecco, vi era a Gerusalemme un uomo chiamato Simeone. Quest'uomo era giusto e pio, aspettava la consolazione di Israele e lo Spirito Santo era su di lui. Gli era stato divinamente rivelato dallo Spirito Santo che non sarebbe morto prima di aver visto il Cristo del Signore. Dunque, mosso dallo spirito, venne nel tempio e come i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare a suo riguardo quanto prescriveva la legge, lo prese fra le braccia e benedisse Dio dicendo: «Ora, Signore, lascia che il tuo servo muoia in pace secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza che tu hai preparato davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele».
E Giuseppe e la madre del bambino si meravigliavano delle cose che si dicevano di lui. Poi Simeone li benedisse e disse a Maria sua madre: «Ecco, costui è posto per la caduta e per l'innalzamento di molti in Israele e per essere segno di contraddizione e a te stessa una spada trafiggerà l'anima affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». Vi era anche Anna, la profetessa, figlia di Fanuel, della tribù di Aser , la quale era molto avanzata in età, avendo vissuto dopo la sua verginità sette anni con il marito, era vedova e sebbene avesse ormai ottantaquattro anni, non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta pure in quel momento, lodava il Signore e parlava di quel bambino a tutti coloro che aspettavano la redenzione in Gerusalemme."
Fratelli, mi sono chiesto: Simeone e Anna sono due personaggi che la Bibbia ci dice non hanno scritto libri, non hanno fatto convegni, non hanno fatto culti all'aperto, non erano conosciuti in maniera plateale come tanti nelle Scritture. Ma Dio tiene a farci comprendere che queste persone che vivono all'ombra sono importanti ai suoi occhi e non hanno bisogno di proclami né di essere annoverati sui social. L'importante è che erano conosciute da Dio, e questo è importante pure per noi. Se non siamo conosciuti dagli uomini non fa niente. Ma l'importante, dice Paolo, è che io sono conosciuto da Dio, e questa è la cosa più interessante per noi.
Simeone, leggendo la sua storia, è colui che ancora si porta dietro l'eredità di tutti i secoli perché da quando Luca ha scritto questo passo, tutto il mondo cristiano ha letto sempre di Simeone, sempre di Anna e sempre di coloro che Dio ha potuto benedire, anche se non erano personalità importanti. Quello che conta è che Luca, l'evangelista e il medico, è colui che scrive più dettagliatamente per farci conoscere una situazione dove noi potremmo chiederci: "Luca, ma come puoi conoscere le cose segrete di Anna, le cose interiori di Simeone?" Ma Luca, aiutato naturalmente e unto dallo Spirito Santo (diversamente non avrebbe potuto scrivere il vangelo), dice chiaramente che ha scritto a Teofilo. Nel capitolo 1 di Luca, al verso 3, gli dice: "Parso bene anche a me, dopo aver indagato ogni cosa accuratamente fin dall'inizio, di scrivervene per ordine,
eccellentissimo Teofilo." Ed è bello: quando noi leggiamo la parola di Dio possiamo leggerla in maniera accurata, interessati dal fatto che è parola del Signore, e Dio deve essere onorato attraverso la nostra vita perché è la sua parola.
Lo Spirito Santo ha voluto che noi tutti nell'arco dei secoli potessimo conoscere chi è Simeone e chi è Anna, la profetessa. La scrittura dice: anche le sorelle hanno un ministero, no? Non solo i fratelli. Comincio dalla fine, da Anna, e poi andrò a Simeone.
Questa donna a ottantaquattro anni serviva Dio. Come lo serviva? Non faceva conferenze, ma faceva una cosa importante, perché per servire Dio non c'è bisogno di fare tanta propaganda. La scriptura dice che lo serviva con digiuni e preghiere. Fosse Dio che ci fossero nella chiesa del Signore sorelle che cercassero Dio continuamente con digiuni e preghiere! Dove ci portano questi digiuni e preghiere? Ci portano al Messia, ci portano alla rivelazione, ci portano a conoscere chi è Gesù.
Perché questa donna, Anna, quando ha visto entrare Giuseppe e Maria con il bambino in braccio, chi le ha detto che questo era il Cristo, il Messia? La parola ci dà un insegnamento profondo, imperativo, che non possiamo trascurare: le era stato rivelato dallo Spirito Santo. Senza lo Spirito Santo non c'è rivelazione, non c'è verità, non c'è sapienza. Senza lo Spirito Santo non c'è amore, non c'è misericordia. Senza lo Spirito Santo siamo nulla. È per questo che è importante che noi sappiamo: se non siamo guidati dallo Spirito, la nostra vita è vuota, non ha senso. Ci possiamo chiamare cristiani, evangelici, credenti, di qualsiasi maniera, ma senza lo Spirito siamo nulla. Lo Spirito è colui che vivifica. Dice la scrittura: "La carne non giova nulla", ma questa donna come Simeone avevano nel cuore qualcosa di prezioso.
Dice che Anna non si era mai allontanata dal tempio. Sette anni dopo la verginità il marito non c'era più, era vedova. Probabilmente era ancora giovane e avrebbe potuto pensare: quando passerà il dolore della mia vedovanza, voglio farmi una casa, un avvenire, voglio trovare un nuovo marito perché la legge glielo permetteva. Quando muore il marito o la moglie, allora uno è libero, dice Paolo. Ma finché il marito e la moglie sono in vita, anche se sono nel mondo, non c'è libertà di risposarsi. Così dice la scrittura, non lo diciamo noi.
Ma questa donna non aveva questo pensiero. Il pensiero di questa donna era: ciò che io ho visto è la ragione della mia vita. Era il Cristo, servire nel tempio. In lei c'era il Messia che stava aspettando. Questo la porta a capire che lo Spirito Santo si rivela a chi cerca il Signore. Ecco perché siamo nelle condizioni di poter comprendere attraverso le Scritture che Dio si manifesta. Certo che si manifesta ancora oggi, ma in tutti coloro che lo cercano e che lo aspettano. Ma se il nostro cuore è preso dalle cose di questa vita che sarà ancora breve, che passerà senza nemmeno pensarci. Perché il tempo è qualcosa che per noi ha un inizio, ma già mentre io sto parlando, ciò che ho letto all'inizio è passato. Non c'è più quello che ho detto, né c'è più quello che sarà perché non esiste ancora.
Dice la scrittura che lo Spirito Santo era su di lui. Quest'uomo camminava nello spirito, viveva dello spirito e aspettava la consolazione di Israele perché credeva alle promesse del Signore. E come non potrebbe la fedeltà di Dio manifestarsi in un uomo e in una donna che pregano, che digiunano e che aspettano di conoscere il Messia, il re dei re? Quindi lo Spirito Santo era con Simeone e lui aspettava. Questo è quello che noi sentiamo della parola di Dio. L'agricoltore aspetta il prezioso frutto della terra e tutti noi, dice Paolo, aspettiamo, viviamo di aspettazione. Magari ci sono quelli che non pensano affatto che Gesù sta tornando.
Sono troppo occupati nelle faccende di questa vita e quindi non hanno nemmeno il tempo di pensare che Gesù sta tornando. Magari credono poco a questa storia, ma i cristiani, quelli come Simeone e come Anna, non si preoccupano dell'età. Simeone ha ricevuto divinamente come rivelazione dallo Spirito Santo (che era in lui, non era improvvisato) che non sarebbe morto prima di aver visto il Messia, il Cristo, la salvezza di Israele. Il Signore parlava con Simeone e gli ha detto: "Senti Simeone, tu non morrai fino al giorno che non vedrai il Messia, il Cristo, la salvezza di Israele." E Simeone, con la pace nel cuore, aspettava.
Quanti anni aveva non lo dice la scrittura, ma lui desiderava prima di tutto vedere il Cristo e poi non aveva paura della morte perché dice chiaramente: "Adesso lascia andare il tuo servo, lascia che io muoia", perché nel cuore di quest'uomo c'era la certezza dell'eternità, di aver visto la salvezza. Senza lo Spirito quest'uomo non avrebbe potuto né vedere né pensare di aspettare che Gesù sarebbe nato e che lui lo avrebbe, come dice la scrittura, preso in braccio. Pensate a quale desiderio!
Perché il verso 27 dice: "Egli dunque, mosso dallo spirito" – Simeone non era un uomo che viveva di sentimenti. Lui diceva: "Signore, fratello, io sento dallo spirito. Lo spirito mi ha parlato, lo spirito mi ha consigliato." Va bene, però è bene che sappiamo: quando lo Spirito si muove e si realizza ciò che lo Spirito ti mette nel cuore, è chiaro che non dobbiamo avere nessun dubbio su questo.
Ma questo è un mio pensiero: ascoltare la voce dello Spirito Santo non è una cosa semplice, perché la voce dello Spirito Santo è molto sottile e bisogna stare attenti perché ci sono tante voci nella nostra vita. C'è la voce dello spirito, la voce della folla del popolo e la voce del nostro avversario. Quando noi leggiamo accuratamente la parola di Dio, ci accorgiamo senza molta difficoltà che persino i profeti non hanno sempre ascoltato bene la voce del Signore.
Non faccio riferimento soltanto a Samuele che era un uomo santo di Dio. Posso immaginare un altro profeta nell'Antico Testamento che si chiamava Balaam. Ricordate quella storia? Balaam era un indovino, un profeta, e fu visitato dai principi di Balac. Balac era colui che voleva la distruzione del popolo di Dio e mandò dei principi onorevoli a casa di Balaam, dicendo: "Balac ha detto: vieni e maledici il popolo di Dio e io ti riempirò la casa di oro." Allora c'era da scegliere, no? Rifiutare una casa piena di oro e ascoltare la voce di Dio, oppure no?
Ma Balaam dice: "Aspettate qui, voglio sentire cosa Dio mi dice, se vi devo seguire oppure no." Ma se qualcuno ti avesse detto: "Senti, se vieni e maledici il popolo di Dio, io ti do tante ricchezze", c'era bisogno di consultare Dio? C'era bisogno di parlare con Dio e dire: "Signore, come la pensi tu? Seguo loro per maledire il tuo popolo?" Allora vedete il cuore dell'uomo come è fatto.
Non è che Balaam non discernesse la voce dello Spirito Santo. Sapeva benissimo. Ma per la sua prevaricazione, per l'offerta che gli avevano fatto, perché gli avrebbero dato tante ricchezze, allora lui è indeciso, è in dubbio. Dice: "Aspettiamo, voglio chiedere al Signore." E il Signore gli dice: "Va bene, proprio mi hai voluto chiedere, no, non devi seguire questi uomini per maledire." E lui dice: "Va bene, Signore." Poi cambia idea. E perché? Perché il re Balac gli manda ancora dei principi più onorevoli, ancora compromessi e più grandi. E lui di nuovo: "Va bene, aspettate, devo chiedere."
E questa volta il Signore che cosa gli dice? "Ah, vuoi andare con loro? Vai!" Vedete, noi spesso non conosciamo la voce di Dio e qualche volta rinunciamo. Perché è importante ascoltare attentamente la voce dello Spirito Santo? Ma non è sufficiente. Quando noi ascoltiamo attentamente la voce dello Spirito Santo, se è un consiglio, se è un comandamento, se è una decisione, allora adesso dobbiamo metterla in pratica. Che la voce che abbiamo ascoltato dallo Spirito diventi qualcosa di pratico nella nostra vita.
Perché se lo Spirito Santo ti dice: "Senti, questo è il tuo problema", allora tu ti devi rendere conto e dire: "Signore, se questa è la tua voce, io voglio mettere in ordine." Ma c'è dall'altra parte una volontà dell'uomo che conosce quale sia la volontà di Dio, che il Signore gli ha detto alcune cose e lo possiamo leggere nella parola. Non per via di sentimenti. Perché qualcuno dice: "Ma io sento da parte del Signore." Quello che tu senti da parte del Signore, se non è confermato dallo Spirito Santo, dalla parola di Dio e anche da alcuni fratelli e sorelle che vivono alla presenza del Signore, beh, ne ho avute tante di esperienze! Te ne potrei citare tante.
E lì dove ho sentito e non ho consultato il Signore, ma avevo la certezza che non era un peccato, era una cosa regolare – sentire di fare un acquisto, una decisione o di andare da una parte – il Signore dice: "Ma hai chiesto a me? Hai sentito la mia voce?" E quante cadute ho fatto una dietro l'altra, finché non devo stare attento a dire: "Signore, dimmi tu." Ma ascoltare la voce dello Spirito insieme con la nostra voce non è tanto facile, perché noi sentiamo sempre che non c'è niente di male. E questi sono i tempi in cui ascoltiamo che ormai non c'è niente di male. Tanto ci siamo amalgamati a ciò che è il presente, a ciò che viviamo, che diciamo: "Questo è buono, questo non c'è niente di male, quest'altro lo stesso", e piano piano facciamo come Lot, no? Che dalla pianura del Giordano andò a finire a Sodoma. Questo è quando si chiudono gli occhi.
Balaam, questo profeta, a motivo di quelle ricchezze ha disubbidito la voce del Signore. Tanto che dice la scrittura che lui, mentre era sull'asino per andare a maledire il popolo di Dio, l'asino gli parlò. Che un asino parli al profeta da parte di Dio è una cosa straordinaria! E l'asino gli disse: "Ma dove stai andando?" Così vedete: quando lo Spirito Santo volontariamente lo mettiamo da parte, non lo ascoltiamo, poi ognuno fa come gli pare bene, decide con la sua intelligenza.
Lo Spirito Santo non ci dà soltanto l'intelligenza, ma ci dà anche la sapienza. E questo è importante per i credenti oggi, per i tempi che stiamo vivendo.
Così Simeone, spinto dallo spirito, siamo sempre spinti dallo spirito. Allora dobbiamo imparare a consultare il Signore e la parola, e per certe decisioni possiamo prenderci del tempo o consultare qualche fratello, qualche sorella che ha un po' di sapienza, che vivono davanti al Signore. Perché anche Davide era un uomo saggio, era un uomo che amava Dio, che stava alla presenza di Dio, ha scritto quasi tutti i salmi. Eppure aveva i suoi consiglieri, aveva coloro che potevano consigliarlo, i profeti che lo consigliavano, quelli che parlavano con lui.
Questo significa che noi siamo un corpo e la mano non può dire al piede: "Io non ho bisogno di te." Eh no, non funziona così, perché la mano può fare alcune cose, ma sono i piedi anche che ne fanno altre. Così siamo un corpo e ogni membro ha la sua funzione. E la Chiesa di Cristo, che è un corpo, serve proprio a questo, per edificarsi. E Gesù ha aggiunto nella Chiesa i ministeri perché possiamo crescere e andare avanti.
Ma torniamo al nostro caro uomo Simeone. Lui sentì nello spirito: "Devo andare al tempio oggi." Adesso in questo momento aveva aspettato tanto tempo – non sappiamo quanto – ma a un tratto sente spinto dallo spirito, capito? È diverso da "ho sentito, fratello", no? Sente spinto dallo spirito e si alza e va nel tempio. E quando arriva di là, dice la scrittura, prese il bambino in braccio. Immaginate in quel momento come si è sentito di prendere Gesù nelle braccia! Qualcosa che lui stava bramando, stava aspettando, stava desiderando e si realizza. Perché si realizza? Perché divinamente il Signore gli aveva detto: "Questa è la promessa. Tu prima vedrai il santo e l'unto di Israele, poi, vuoi morire, muori in pace, ma prima deve succedere questo." E lui prende Gesù in braccio.
Ma non finisce qua, perché un uomo unto, dove lo Spirito Santo era su di lui, era completamente quell'uomo che noi abbiamo sentito per tutti questi anni – delle parole profonde che non sono state dette da grandi personalità, ma da un uomo di cui la Bibbia parla una sola volta, che vive all'ombra dello spirito, ma che è unto da Dio.
E dice la scrittura che dopo aver preso il bambino in braccio: "Ora Signore, lascia che il tuo servo muoia in pace secondo la tua parola." È qui che si risolvono i problemi dei credenti – secondo la tua parola, non secondo come mi sento. Io non sempre mi sento bene. Ogni tanto la mattina mi alzo con un umore sbagliato. Sarà la tiroide, dicono i dottori. Ma non ci credo tanto. Può essere anche, ma è anche una questione di cuore, di anima. Non sempre mi alzo cantando.
Ma se tu ti alzi così, gloria a Dio, è una cosa buona. Ma ogni tanto succede, no? Perché succede? Poi lo dobbiamo scoprire. E la parola di Dio dice: "Perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza." Gli occhi di Simeone hanno visto la salvezza del Signore, quello che lui aspettava. E se tu aspetti da parte del Signore qualcosa che ti è stato rivelato attraverso lo Spirito Santo, quello si realizzerà. E se tu hai questa fede che l'hai ricevuta dal Signore, voglio esagerare: non devi aver paura di morire finché non si realizza ciò che il Signore ti ha promesso. Lì arriva la fede vera, quella vera!
"Che tu hai preparato davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele." Come vedete, Gesù non era venuto soltanto per salvare il suo popolo, ma tutte le genti, tutti i popoli. E questa è una profezia che Simeone ha ricevuto sempre dall'unzione dello Spirito Santo.
Giuseppe però e sua madre si meravigliavano delle parole che Simeone ha detto riguardo a questo bambino. Com'è possibile? Vi sembra normale o strano che Gesù all'età di dodici anni abbia potuto dire a sua madre, a suo padre: "Perché vi siete meravigliati che io mi trovavo qua? Non sapevate che io dovevo interessarmi delle cose del Padre mio?" Maria, quando ti è stato rivelato da Gabriele che Gesù sarebbe stato colui che avrebbe salvato il popolo, e tu sapevi chi sarebbe nato dal tuo grembo? Ma l'hai dimenticato? Ti sei scoraggiata? Maria, fammi capire: eri sempre unta dallo spirito o solamente quella volta?
Perché altre volte, che cosa ha fatto Maria con i suoi figli? Mentre Gesù parlava alla gente, lei ha pensato che fosse impazzito. Vi sto dicendo qualcosa di strano? L'avete letto: quando la famiglia di Gesù e Gesù predicava, dice: "Mandatelo a chiamare perché non sta ragionando più", dicevano i fratelli e sua madre. "Tua madre, i tuoi fratelli sono fuori, ti stanno aspettando." E Gesù: "Chi è mia madre? E chi sono i miei fratelli?" Sarà questa la spada? Non ancora.
Allora noi vediamo come l'uomo può cambiare quando non ha una rivelazione profonda di chi è Gesù, di chi è il Messia. La parola arriva. Loro si meravigliarono delle parole di Simeone.
Poi Simeone li benedisse e disse a Maria sua madre: "Ecco, costui è posto per la caduta e per l'innalzamento di molti in Israele e per essere segno di contraddizione." E abbiamo visto in quanti passi della scrittura Gesù era segno di contraddizione, perché la gente era sempre confusa. Anche i suoi parenti erano confusi, non capivano. Ma tanti non hanno capito. Tuttavia chi sapeva ascoltare bene la voce del Signore non ha mai pensato che Gesù fosse l'ortolano.
Vi ricordate il passo dove Maria Maddalena – quando Gesù non stava più nel sepolcro – lei si trovava proprio lì piangendo e Gesù si manifestò a lei, ma i suoi occhi erano chiusi, non per sua volontà, perché Gesù momentaneamente aveva chiuso gli occhi di Maddalena? Lei dice: "Signore, dimmi dove hanno messo il mio Signore e io lo prenderò", pensando che fosse l'ortolano.
Quanti cristiani pensano che Gesù è l'ortolano e non conoscono la deità, non conoscono la persona, l'onnipotenza, colui che ha creato tutte le cose? Quando i cristiani non cercano la faccia del Signore, scambiano Gesù con l'ortolano. Non fanno questa differenza preziosa agli occhi di Dio, ma a un tratto Maria, lei che era stata liberata da tanti spiriti, quando Gesù si rivela, non c'è bisogno che dica: "Io sono Gesù, non sono l'ortolano." No, è bastato che lei sentisse quella voce. "Maria!" – "Rabboni, maestro!" Questo è bello: la gioia di sapere che quando Gesù si manifesta, quella voce noi la riconosciamo.
E non facciamo confusione con la folla, non facciamo confusione con la voce dell'avversario. Perché per sentire la voce dell'avversario è un po' quello che era il discernimento di Balaam, perché lui non ha capito che era la voce dell'avversario – ha pensato alle ricchezze. Ma quando uno sente la voce di Dio, dove ci porta? Ci porta alla parola, ci porta a comprendere cos'è la gioia, la pace, l'amore, la misericordia, le compassioni, la comunione fraterna. Come puoi confondere questa voce dello Spirito Santo quando vengono su di te tutte queste manifestazioni, queste virtù?
E questo è bello, cari fratelli: ai giorni nostri, e concludo, noi possiamo discernere quando lo Spirito Santo vuole manifestarsi, unicamente perché noi abbiamo acquisito, mettiamola così, di essere partecipi di quella natura spirituale. Perché solo attraverso lo spirito possiamo ascoltare la voce del nostro Signore. Diversamente non la possiamo ascoltare. Questo è una regola spirituale privilegiata che Dio ha riservato per noi.
Ma Simeone profetizza e dice: "Ecco, costui è posto come caduta e innalzamento di molti, come segno di contraddizione. A te stessa" – si rivolge a Maria – "una spada trafiggerà l'anima affinché siano svelati i pensieri di molti cuori."
Alcuni dicono che questa spada era il fatto che Gesù stava in croce, è morto e Maria era addolorata per questo. Non ci credo. Quello che è importante: quando non riusciamo a capire, che facciamo? Diciamo: "Signore, rivelaci per lo Spirito Santo la tua parola. Dacci un cuore saggio, un cuore che comprende, che sa ascoltare la tua voce, che discerne, che non ha dubbi."
La fedeltà di Dio ti aiuterà perché in questi passi che abbiamo letto, che cosa abbiamo visto se non la fedeltà di Dio, che si è manifestata in uomini e donne che lo hanno cercato, che hanno digiunato, che hanno pregato, che hanno messo in pratica la parola di Dio?
Forse qualcuno penserà: "Ma io ho settanta, ho settantacinque, ho ottanta anni, ancora il Signore si può manifestare?" Hai il dubbio che Dio si possa manifestare nonostante l'età? Dio non guarda l'età. Dio guarda il cuore. E questo è importante. Possa il Signore rivelarci la persona di Cristo perché possiamo andare avanti, ascoltare la sua voce e mettere in pratica ciò che dice la sua parola. Amen.
Vogliamo alzarci in piedi e ringraziare il Signore.
Padre, ti ringraziamo. Solo a te, o Signore, sale la lode, la gloria, l'onore, la benedizione, la potenza e l'unzione dello Spirito. Signore, che ci vuol portare ancora più vicini a conoscere colui che è il santo, il verace, il re dei re, il signore dei signori. Una grazia perché possiamo anche noi ricevere questo sentimento che hanno ricevuto questi tuoi servi, o Signore, di stare alla tua presenza, di ascoltare la tua voce, di poter amare te, di servire te, o Signore.
Che il nostro cuore sia bramoso di te, desideroso di sperimentare la gloria tua ai giorni nostri, secondo la tua parola e le tue promesse, o Signore. Fai sì che possiamo alzare il nostro capo e guardare in alto. Sì, Signore, aspettando la manifestazione dell'unico vero Dio. Sì, Signore, grazie perché nei giorni nostri tu vuoi rivelarti ad ogni anima e fai sì, o Signore, che lo Spirito possa spingere, mossi da esso, per poter proclamare le tue virtù, per parlare di te a tutti coloro che non ti conoscono.
Dacci grazia perché questo per noi sia un sentimento profondo che nasce da te. Benedici questa assemblea questa mattina. Benedici la tua parola, benedici quanto l'hanno accolta col proprio cuore e dacci grazia, o Signore, che tu possa seguire il resto di questa giornata con i tuoi pensieri e aiutaci, o Dio Santo, affinché ogni preghiera e ogni digiuno sia utile per la tua gloria e per la rivelazione del figlio tuo. Manifestati ancora oggi, Padre. Tutte queste cose noi le chiediamo a te nel nome di Gesù. Amen.