Non scendere da Gerusalemme
Come abbiamo cantato, siamo più che vincitori in Cristo Gesù. Voglio leggere qualche verso del Salmo 34, di un uomo di Dio, di un uomo che si è affidato al suo cuore a Dio e che è diventato più che vincitore in Cristo Gesù.
Nel Salmo 34, iniziando dal verso 1, leggo: "Io benedirò l'Eterno in ogni tempo. La sua lode sarà sempre sulla mia bocca. L'anima mia si glorierà nell'Eterno, gli umili luderanno e si rallegreranno. Magnificate con me l'Eterno ed esaltiamo tutti insieme il suo nome. Io ho cercato l'Eterno ed egli mi ha risposto e mi ha liberato da tutti i miei spaventi. Essi hanno guardato a lui e sono stati illuminati e le loro facce non sono svergognate. Questo afflitto ha gridato all'Eterno e l'Eterno lo ha esaudito e l'ha salvato da tutte le sue avversità. L'angelo dell'Eterno si è accampato intorno a quelli che lo temono e li libera. Gustate e vedete quanto l'Eterno è buono. Beato l'uomo che si rifugia in lui. Verso 18. L'Eterno è vicino a quelli che hanno il cuore rotto e salva quelli che hanno lo spirito affranto. Molte sono le afflizioni del giusto, ma l'Eterno lo libera da tutti".
Il salmista Davide compone e canta questo salmo, con gioia sotto la guida dello Spirito Santo, perché lui stava uscendo da una situazione molto delicata. Come dice il sottotitolo, lui era stato appena liberato da sotto il re Abimelec, che era il re dei filistei. Ed era questo re molto presuntuoso, molto malvagio, uccideva senza crearsi nessun problema.
Essendo in una profonda crisi, Davide si trovava in una fase della sua vita molto difficile, dove determinate paure lo avevano assalito. Confidante in Dio, lui riusciva a trovare uscita. E che cosa ci fa capire questo salmo? Che dai versi che abbiamo letto possiamo osservare ben quattro punti.
Il primo punto è benedire l'Eterno in ogni tempo. Sia nella buona sorte che nella cattiva sorte, come in un matrimonio. Benedire sempre l'Eterno in ogni situazione che nella vita abbiamo di fronte, perché egli che è stato il creatore del cielo e della terra e di tutto ciò che esso contiene, egli ha tutto nella sua mano.
Il secondo è cercare l'Eterno. Cercare l'Eterno, come dice nel verso 4: ho cercato l'Eterno ed egli mi ha risposto e mi ha liberato da tutto ciò che lo spaventava, da tutto ciò che poteva essere un rischio grave nella propria vita.
Il terzo punto: gridare all'Eterno. Nel verso 6 lui era molto afflitto perché dice: "Questo afflitto ha gridato e l'Eterno lo ha esaudito e l'ha salvato da tutte le avversità".
E il quarto punto: temere l'Eterno in ogni situazione. L'angelo dell'Eterno si accampa attorno a quelli che temono l'Eterno e li libera. Non è la nostra condizione relativa. Se siamo più ricchi, forse l'Eterno ci fa qualcosa in più. Se siamo poveri, forse l'Eterno opera in meno. Davanti a Dio siamo tutti uguali: ricco, povero, malato e pieno di salute. Davanti a lui siamo come vapore, dice la Bibbia.
Questo cosa ci porta ad avere? Questo ci porta, osservando questi quattro punti, noi riceviamo, come dice il verso 8, una beatitudine. Siamo beati e quando siamo beati noi stiamo bene. "Gustate e vedete quanto l'Eterno è buono. Beato l'uomo che si rifugia in lui".
Perché il verso 18 ci dice: l'Eterno è vicino a quelli che hanno il cuore rotto e salva quelli che hanno lo spirito affranto. Molte sono le afflizioni del giusto, ma l'Eterno lo libera da tutti.
Quindi siamo più che vincitori in Cristo Gesù. Gloria a Dio. Siamo più che vincitori nell'uomo e nella donna che grida al Signore. Non è entro le mura della Chiesa che c'è bisogno di gridare al Signore. Oggi è solamente, gloria a Dio, un servizio per glorificare il nome del Signore, di questo amore che lui ci ha dato, dimostrandolo come unico Dio che è sceso su questa terra e ha dato la sua vita sulla croce per ognuno di noi ed è risorto.
Voglio condividere con voi un messaggio che il Signore metteva nella mia mente. Non era frutto di studio, non era motivo di approfondimento, ma nelle mie giornate questa parola risuonava al mio orecchio e oggi lo voglio condividere con voi, chiedendo l'aiuto allo Spirito Santo di esprimere esattamente quello che è il suo pensiero per ognuno di noi.
Desidero andare nel libro di Neemia al capitolo 6, dal verso 1 fino al verso 9. Così dice la parola del Signore: "Quando Sambalat, Tobia e Geschem, l'arabo e gli altri nostri nemici, seppero che io avevo ricostruito le mura e che non vi era più rimasta alcuna breccia, quantunque allora non avessi ancora messo i battenti alle porte. Sambalat e Geschem mi mandarono a dire: 'Vieni e troviamoci assieme in uno dei villaggi della valle di Ono'. Essi però pensavano di farmi del male. Così io mandai loro dei messaggeri a dire: 'Sto facendo un grande lavoro e non posso scendere'. E questo oggi è il messaggio che il Signore vuole accordare al nostro cuore.
'Sto facendo un grande lavoro e non posso scendere.' Perché si dovrebbe interrompere il lavoro mentre io lascio per scendere da voi? Per ben quattro volte essi mi mandarono a dire la stessa cosa e io risposi loro nello stesso modo. Allora Sambalat mi mandò il suo servo a dirmi la stessa cosa per la quinta volta con in mano una lettera aperta nella quale stava scritto: 'Corre voce fra le nazioni e Geschem l'afferma che tu e i Giudei tramate di ribellarvi. Perciò, secondo queste voci, tu stai ricostruendo le mura per diventare il loro re e avresti persino stabilito dei profeti per fare la tua proclamazione a Gerusalemme, dicendo: 'C'è un re in Giuda'?
Ora queste cose saranno riferite al re. Perciò vieni, consultiamoci assieme'. Ma io gli mandai a dire: 'Le cose non stanno come tu vai dicendo, ma tu le inventi nella tua stessa mente. Tutta quella gente, infatti, voleva farci paura e diceva: 'Le loro mani lasceranno il lavoro che rimarrà incompiuto'. Così risponderà e così pregherà Neemia. Ora perciò, o Dio, fortifica le mie mani'."
Neemia sta lavorando e lui dice: "Sto facendo un grande lavoro". Si sta dando da fare Neemia, sta lavorando per l'opera del Signore in questo momento. Neemia, un uomo straordinario, un uomo che ama l'opera di Dio. Dio stesso lo usa come un uomo che si dà interamente per l'opera del Signore. Trova un amore particolare che brucia nel suo cuore e questo amore nel suo cuore verso l'opera di Dio non è un amore solo a parole, ma questo amore, questi sentimenti si manifestano, si concretizzano.
Vi ricordate nel capitolo 1 di Neemia? Giunge una notizia al suo cuore: alcuni uomini vanno dopo la sua preoccupazione, dopo il suo interesse verso Gerusalemme, verso i suoi fratelli. Questi uomini dicono a Neemia quale è la condizione dell'opera di Dio. La situazione dell'opera di Dio è in grande miseria, in desolazione. Le mura di Gerusalemme sono piene di brecce e le sue porte consumate dal fuoco.
La parola del Signore ci dice che quando quest'uomo udì queste parole, si pose a sedere e pianse. Quindi fece cordoglio per vari giorni, digiunò, pregò davanti al Dio del cielo. Ebbene, fratelli, davanti a una notizia del genere, un uomo di Dio, una donna di Dio, i figli di Dio non possono assolutamente vivere tranquillamente. L'amore si manifesta nel momento in cui veniamo a conoscenza che l'opera di Dio è in grande miseria, un amore che si manifesta.
Fratelli e sorelle, noi oggi non possiamo immaginare di andare avanti e dire di amare Dio e di amare la sua opera senza che questo si concretizzi, si manifesti. E Neemia si mette al lavoro. Un uomo di Dio che ama l'opera di Dio, la Chiesa che ama Dio lavora, lavora per Dio, rinuncia a tutte le proprie comodità.
Perché vi ricordate chi era Neemia? Neemia lavorava gomito a gomito con il re, sedeva alla mensa del re, aveva un posto d'onore, una funzione, una carica di alto ufficiale. Poteva benissimo non interessarsi di quello che accadeva a Gerusalemme oppure mandare qualcuno. Ma questo amore bruciava, bruciava forte per l'opera del Signore. Così si mise al lavoro, diventò un muratore, chiamò i suoi fratelli, insieme con i suoi fratelli incominciò a costruire le mura, ciò che era distrutto.
Nel nostro cuore, fratelli e sorelle, ci sia il desiderio ardente di costruire in questi ultimi tempi, perché c'è qualcuno che vuole distruggere. C'è il bisogno nella Chiesa di un desiderio ardente, di voler chiudere le brecce, di costruire le mura. C'era una sorta di insicurezza a Gerusalemme perché le mura erano distrutte e non c'era protezione.
La Chiesa oggi chieda al Signore: "Dacci amore per l'opera tua". Dacci amore per l'opera tua perché ognuno di noi possa occupare il suo posto in questi ultimi tempi per costruire, per l'avanzamento del regno di Dio.
E Neemia con i suoi fratelli insieme costruiscono, insieme a quei fratelli che avevano la sua visione, insieme a quei fratelli che avevano il suo stesso desiderio, costruiscono. E adesso ci troviamo, fratelli, che la Bibbia ci dice quando il termine dei lavori era quasi giunto. Attenzione: avevo ricostruito le mura, dice Neemia, e non vi era rimasta alcuna breccia. Siamo alla fine dei lavori. Tutto era andato bene.
Si erano affrontate le opposizioni del passato. Se noi vediamo nel capitolo 3 e leggiamo attentamente, ci renderemo conto di come sono avvenuti questi lavori in maniera così precisa, dettagliata, meravigliosa, un lavoro straordinario. Ed ecco che siamo quasi alla fine, le mura sono state ricostruite e non è rimasta breccia in queste mura.
Ma accade qualcosa? La Bibbia ci insegna che non sempre le cose vadano per il verso giusto. È vero, lo abbiamo sperimentato personalmente. Quando ci siamo dati per l'opera di Dio, quando ci siamo dati da fare, quando in noi è salito un sentimento forte per il Signore, non è che è andato sempre tutto liscio. Le cose non vanno sempre nel modo in cui le vogliamo noi, come immaginiamo noi.
E questa mattina è il primo insegnamento che giunge al nostro cuore: attenzione, fratelli, alle distrazioni che si aprono e si chiudono nella nostra vita, nel nostro cammino cristiano, perché c'è qualcuno che in qualche maniera mentre tu lavori ti vuole distrarre.
E oggi l'opera principale del nemico in questi ultimi tempi è portare la sua Chiesa alla distrazione, togliere la concentrazione dalla propria visione di quello che Dio vuole fare per te nella sua opera. Il diavolo oggi, il nemico delle anime nostre viene per distrarre la Chiesa in qualsiasi modo. Distrazioni di vario genere, distrazioni allettanti, distrazioni apparentemente buone per noi.
Attenzione, dice il Signore, alle distrazioni, perché il primo male che il diavolo vuole fare è distrarre la Chiesa dal vero obiettivo, dalla vera visione che il Signore vuole per noi.
Arrivano i nemici. Lo sappiamo, no? I nemici arrivano in indati momenti della nostra vita. Sambalat, dice la scrittura, Geschem e Tobia, l'Arabo. Questi uomini, i nemici arrivano da Neemia.
Brevemente voglio ricordare con voi, fratelli, di non dimenticare che la nostra vita è attaccata sempre da un nemico ed è il nemico delle anime nostre, da qualcuno che in qualche maniera ti vuole distrarre dalla vera visione, come ho detto prima, perché tu ti fermi, non continui più il tuo lavoro, lasci la tua posizione e ne prendi un'altra, quella che Dio non vuole con qualche distrazione.
Paolo ci ha avvertito in qualche maniera nella lettera di primo Corinzi al capitolo 16, verso 13: "Vegliate e state fermi nella fede, comportatevi virilmente. Siate forti! Siate forti!" Gloria a Dio. Vegliate, state fermi nella fede.
Anche Pietro ci dirà qualcosa nella sua prima lettera al capitolo 1, verso 13: "Perciò, cinti i lombi della vostra mente, siate vigilanti e riponete piena speranza nella grazia che vi sarà conferita nella rivelazione di Gesù Cristo".
E al capitolo 4 ancora Pietro, verso 7: "Ora, la fine di tutte le cose è vicina. Siamo dunque sobri e vigilanti per dedicarvi alle preghiere".
Ma qualcosa mi ha fatto riflettere, fratelli. Neemia aveva affrontato tante opposizioni durante il suo lavoro, ma questa volta questi nemici vengono in modo amichevole. E la parola dice al verso 2 che Sambalat e Geschem mi mandarono a dire: "Vieni, troviamoci assieme in uno dei villaggi della valle di Ono". Essi però pensavano di farmi del male.
Che il Signore accordi alla sua Chiesa, al cuore della sua Chiesa, il discernimento spirituale. Fratelli, noi abbiamo bisogno di chiedere al Signore discernimento spirituale, sapienza per affrontare quelle che sono le macchinazioni di Satana. Attenzione che c'è qui un inganno da parte del diavolo.
"Vieni, troviamoci assieme in uno dei villaggi della valle di Ono". Un invito, un semplice invito. Neemia si trova davanti non già a una forte opposizione. Il nemico non si presenta in maniera arrogante, facendogli capire quello che stava per fare, perché c'era sotto un inganno tremendo per la sua vita.
Il piano del diavolo oggi è fermare i lavori per l'avanzamento del regno di Dio. E noi dobbiamo fare attenzione. Signore, dacci discernimento per capire chi vuole fermare i nostri lavori.
"Vieni, dai, vieni Neemia, incontriamoci, solo un semplice dialogo. Vogliamo passare qualche minuto con te". Immaginate Neemia dopo tanto lavoro che aveva fatto, tutte le cose erano andate nel verso giusto. Gloria a Dio. Le mura erano state costruite, brecce non ce n'erano più. Mancavano solo i battenti alle porte.
Ma quasi potrei prendermi qualche pausa. Non aveva diritto Neemia a prendersi qualche pausa? Non aveva diritto Neemia a riposare un pochettino? Le cose erano andate bene. Poteva dire Neemia, visto che l'invito era allettante, era piacevole, era amichevole: chissà se questi nemici hanno visto il bel lavoro che il Signore ha fatto, il bel lavoro che ne è venuto fuori e vogliono collaborare.
Sapete, fratelli, quando ci si mette a ragionare col nemico è pericoloso. Neemia poteva pensare anche questo: chissà, forse vogliono collaborare con me, forse vogliono finire il lavoro con me. Ma fratelli e sorelle, il Signore ci rivela qualcosa di particolare. "Essi però pensavano di farmi del male". Neemia comprese nel suo cuore che c'era qualcosa che non andava.
Fratelli e sorelle, oggi io voglio comunicare a voi un messaggio che lo Spirito Santo ha messo nel mio cuore. Perché questo piano diabolico per fermare i lavori a Gerusalemme? Quanto è importante per noi Gerusalemme? Quanto è importante per te e per me non lasciare la propria posizione davanti a Dio? Quanto è importante per noi non lasciare la benedizione di Dio?
Quanto è importante per noi non fermare i nostri lavori, il nostro lavoro lì dove tu sei? Lavora per Gesù. Quanto è importante Gerusalemme? Perché il nemico vuole distruggere Gerusalemme?
Non solo vuole distrarti, ma a Gerusalemme doveva essere presentato il Cristo, il Salvatore del mondo. A Gerusalemme, fratelli e sorelle, doveva nascere la Chiesa. A Gerusalemme doveva scendere lo spirito della vita e invadere il cuore dei nostri padri. A Gerusalemme dovrebbe partire la predicazione dell'evangelo sparsa in tutto il mondo. A Gerusalemme Gesù si dichiara, a Gerusalemme accadono miracoli. A Gerusalemme si adempie la volontà di Dio.
Non scendere da Gerusalemme. La frase che giungeva al mio cuore era: "Troviamoci assieme ad uno dei villaggi della valle di Ono". In pratica questi nemici stavano dicendo a Neemia: "Lascia il tuo lavoro, lascia Gerusalemme e scendi a Ono".
Non scendere da Gerusalemme. Non scendiamo da Gerusalemme a Ono. Non scendere da Gerusalemme a Gerico. Ti ricordi, fratello, chi è sceso da Gerusalemme a Gerico? La Bibbia dice che un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei ladroni i quali dopo averlo spogliato e coperto di ferite se ne andarono lasciandolo mezzo morto.
Questo era il piano del nemico, uccidere Neemia. Ma prima ancora di fargli del male, gli fece un altro male: come ho detto prima, prima lo distrasse. Il Signore dice che il nemico vuole distrarre la sua Chiesa, poi ti vuole uccidere.
E quindi cosa succede? Attenzione, questa è la voce dello Spirito Santo questa mattina: non scendere da Gerusalemme, non lasciare il luogo della benedizione, non spostare la tua posizione alla presenza di Dio. Altrimenti incontrerai i ladroni, sarai spogliato, sarai coperto di ferite e il nemico ti lascerà mezzo morto.
Questo è quello che il nemico vuole fare. Fratello e sorella, non scendiamo da Gerusalemme ad Emmaus, perché quei due discepoli lasciarono Gerusalemme, scesero ad Emmaus e la Bibbia ci dice che più scendevano più si scoraggiavano. Più scendevano più si scoraggiavano.
Attenzione, non lasciamo Gerusalemme perché più scendiamo e più ci scoraggiamo. Ma questa non è la volontà di Dio. La volontà di Dio nella nostra vita è costruire per il suo regno. Gloria a Gesù.
Fratelli e sorelle, un messaggio di incoraggiamento questa mattina: noi tante volte diciamo: "Ma chissà quando andrò in Chiesa il Signore accorderà al mio cuore un messaggio di incoraggiamento. Cerchiamo, preghiamo. Signore, voglio uscire da questo luogo ripieno di gioia perché mi hai dato un incoraggiamento in base a ciò che io desidero".
Ma fratelli e sorelle, la cosa importante oggi non è uscire da questo luogo gioiosi perché il Signore ci ha incoraggiato per qualcosa che era nel nostro cuore, no? La cosa importante per noi è essere incoraggiati ad andare avanti. Qual è la cosa importante per noi? Essere gioiosi o andare avanti?
Perché la gioia può arrivare, ma se non stiamo lavorando per il Signore, se non stiamo realizzando la potenza di Dio, cosa vale la gioia? Ma io voglio un incoraggiamento che mi aiuta e mi sprona ad andare avanti, perché il tempo è breve, fratelli. Gesù sta per tornare. Noi lo sappiamo, la nostra vita è un soffio, è legata a un filo.
La Bibbia ce lo dice chiaramente nel Salmo 103, verso 15 e 16: "I giorni dell'uomo sono come l'erba. Egli fiorisce come il fiore del campo. Se il vento gli passa sopra, egli non è più e il suo luogo non lo si riconosce più".
Fratelli e sorelle, oggi noi siamo, ma domani possiamo non esserci più. Così dice la scrittura. Isaia ci dice qualcosa: "Una voce dice: Grida! E si risponde: Che cosa griderò? Che ogni carne è come l'erba e che tutta la sua grazia è come il fiore del campo. L'erba si secca e il fiore appassisce quando lo spirito dell'Eterno vi soffia sopra. Certo, il popolo non è altro che erba. L'erba si secca e il fiore appassisce".
Questa è la nostra vita. Gesù sta per tornare, fratelli, e noi dobbiamo capire quello che lui vuole per noi. "Dai, dai", sarà l'invito, quella voce all'orecchio di Neemia e al nostro orecchio a volte. "Scendi, scendi, scendi da Gerusalemme". "Hai diritto pure tu a prenderti adesso più che mai, fratello e sorella, un tempo per riposare".
Mi correggo: non prendiamoci oggi più che mai un tempo di riposo spirituale, perché la Bibbia ci esorta di continuare a pregare, di continuare ad avere fede, di continuare a perseverare.
Il Signore altresì, fratelli, ci sprona oggi, altro che a prendersi un tempo di riposo, ma ad andare avanti e a non fermarsi. Non fermare il tuo lavoro, non ti arrendere, fratello e sorella, qualsiasi età. Ognuno di noi ha la sua età. Non pensare che la tua età ti fermi dal portare avanti quel lavoro che Dio ha segnato per te.
Sapete da dove è venuta la visione di Neemia per costruire le mura? Da un peso che aveva nel cuore, da un amore profondo. Fratelli e sorelle, non è l'età, è l'amore che brucia dentro di noi di vedere l'opera di Dio progredire, prosperare, crescere.
Dio è venuto, ha dato il suo unigenito figliolo perché noi potessimo essere salvati per dare testimonianza di lui alle anime perdute, alle anime che hanno bisogno di salvezza. Il Signore è venuto a salvarci per edificarci gli uni gli altri, per proteggerci gli uni gli altri.
Mettiti al lavoro perché il Signore si vuole usare anche di te, soprattutto di te, nella sua opera. Non scendere da Gerusalemme a Ono. No, disse Neemia, determinato: "Sto facendo un grande lavoro, non posso scendere".
Valorizza il lavoro che ti ha dato il Signore. Valorizzalo, fratello e sorella, perché se non lo valorizzi tu scenderai da Gerusalemme. Oggi ti sentirai forte, domani verrà il nemico per quattro volte. È andato da Neemia quattro volte.
E la Bibbia non ci dice che si è rivelato alla quinta volta si è rivelato l'inganno del nemico. Il nemico non verrà sempre a dirti: "Sono il nemico dell'anima tua". Verrà tante volte, proverà per tante volte venendo a te con delle situazioni ammalianti, apparentemente buone, ma poi si rivelerà e quando si rivelerà sarà troppo tardi se sarai sceso da Gerusalemme.
Vi ricordate il figlio prodigo? Anche lui, anche al suo cuore, anche alla sua vita, il nemico si presentò, lo distrasse. Il prodigo era figlio del padre, stava servendo il padre, stava lavorando per il padre, doveva lavorare per il padre. Ma a un certo punto è stato distratto e il nemico cosa ha fatto? L'ha allontanato da Gerusalemme, l'ha allontanato dalla casa del Padre, l'ha allontanato dalla presenza del Padre.
E poi cosa ha fatto? L'ha fatto scendere giù, sempre più giù. Dice la scrittura, tanto giù che arrivò ai porci e a desiderare di mangiare il cibo dei porci. È lì che il nemico vuole portare i figli di Dio, ai porci, sempre più giù.
Questo è il piano di Satana: distrarre la Chiesa, farla scendere, portarla giù, sempre più giù. E oggi, fratelli, noi viviamo in un mondo e in una società che gentilmente, con un sentimento apparentemente benevolo, in un senso di amicizia, prende la Chiesa e la vuole portare sempre più giù.
Oggi questo mondo e questa società gentilmente sta prendendo la Chiesa e la vuole portare al suo livello. Come si fa ad arrivare a livello del mondo oggi? Come si fa? Come fa la Chiesa a scendere a livello del mondo e a non poter mantenere più la sua posizione?
Sapete, fratelli, come si fa? Incominciando a rinunciare a qualche principio biblico, incominciando a diluire qualche verità biblica, così si incomincia a scendere sempre più giù e la Chiesa perde la sua posizione. Sta scendendo da Gerusalemme.
Questa è la parola di verità. Guai, dice il Signore, a chi aggiunge alla mia parola e a chi toglie. La Bibbia è verità e tale deve rimanere. Ma oggi diciamo: "Basta. È vero, succede a volte, basta sempre con questa verità e basta con questa santità. Basta, fratello". Possibile che non si possa stare attenti a non sparlare di un altro senza che subito la predicazione sia della maldicenza? Basta. Questo è il sentimento che giunge al nostro cuore quando noi lasciamo Gerusalemme. Basta alla verità. No, no, fratelli, per la verità della parola di Dio, per i suoi comandamenti, noi siamo venuti a salvezza.
Non lo dimentichiamo mai. La parola di Dio mi raggiunse quando avevo 16 anni e mezzo sulle scalini di un ambulatorio mentre leggevo Isaia al capitolo 43. La verità della parola di Dio mi prese il cuore, quel roccioso cuore me lo spezzò alla presenza di Gesù. Non potei fare a meno di cedere alla sua presenza. "Tu sei mio, mi appartieni. Io ti amo, io do uomini al tuo posto, nazioni in cambio della tua vita. Tu sei mio, mi appartieni".
Non è stata la parola a poter salvarmi? Come potrei disprezzarla? Noi, fratelli e sorelle, oggi siamo incoraggiati ancora a predicare la verità della parola di Dio, perché essa è potenza per la salvezza delle anime. Gloria a Gesù.
Con gentilezza, non scendere a livello di questa società, a livello di questo mondo, perché, fratelli, questo il Signore non lo vuole.
Ma oggi ti voglio dire una cosa prima di concludere. Il diavolo ha usato questo metodo con Gesù. Vi ricordate in Matteo al capitolo 4 cosa ha fatto il diavolo? Non solo ti distrae, non solo vuole che tu scendi da Gerusalemme, vuole farti scendere, ma vuole portarti sempre più giù.
Questo è quello che il diavolo ha provato a fare con Gesù. La Bibbia dice in Matteo al capitolo 4, verso 8: "Di nuovo il diavolo lo trasportò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: 'Io ti darò tutte queste cose se prostrandoti a terra mi adori'".
Vedete qual è l'astuzia del nemico? Quale era l'inganno rivolto a Neemia per fermare i lavori? Il diavolo voleva far scendere Gesù sempre più giù, prostrandoti a terra sempre più giù.
Ricordati, il nemico vuole farti scendere sempre più giù. L'ha fatto con Gesù. Come possiamo pensare che non lo può fare con noi? Come possiamo pensare che lui non va attorno come un leone ruggente, portando, volendo portare la sua Chiesa sempre più giù?
Ma l'incoraggiamento questa mattina è quello che ha fatto Neemia. Cosa ha fatto Neemia? Una calunnia da parte del nemico a suo riguardo. Noi sappiamo quanto è brutta la calunnia. La calunnia ha lo scopo di distruggere, di uccidere il prossimo. È difficile combattere una calunnia.
La Bibbia dice che ormai si era sparsa la voce. Quando si calunnia qualcuno, la voce si sparge in maniera incredibile. Ma non temere, non temere, fratello e sorella, perché il tempo parlerà. Se tu sei a Gerusalemme, se tu sei alla presenza di Dio, il tempo parlerà.
Cosa fa Neemia? Contende? No, non è vero. Io non ho fatto questo, non ho fatto quell'altro. Sei un bugiardo. Distrazione. Il nemico vuole distrarti. Neemia non era lì a contendere. Quello che vuole il nemico è che tu sia distratto.
E creerà qualsiasi situazione pur di distrarre il tuo cuore dalla visione che Dio ha per te. E allora stai lì a contendere. Neemia non ha conteso.
Sapete cosa ha fatto Neemia? "Ora perciò, o Dio, fortifica le mie mani". Amen. Gloria a Gesù. Neemia pregò il Dio del cielo e disse, rimise la sua vita nelle mani di Dio e disse: "Sì tu, o Dio, fortifica le mie mani. Non ti distrarre oggi".
Questo è il messaggio che il Signore accorda al nostro cuore. Non ti lasciar distrarre. Non scendere da Gerusalemme e non scendere giù, sempre più giù. Gesù ti vuole portare in alto, fratelli e sorelle, in un luogo di vittoria. Quello è il tuo posto.
Non ti lasciar convincere che tu hai un posto così basso da non poter risollevarti. Il tuo posto, sai dov'è, fratello? Sai dov'è, sorella? Nei luoghi celesti in Cristo Gesù. Ce lo insegna la parola di Dio: che noi siamo già seduti nei luoghi celesti in Cristo Gesù.
Rimani a Gerusalemme e tu vedrai la gloria di Dio. Costruiamo, fratelli, continuiamo a costruire, rimaniamo concentrati perché uno è il desiderio che deve rimanere nel nostro cuore: o avere una chiesa distratta per il diavolo o avere una chiesa concentrata per Gesù.
E noi vogliamo una chiesa concentrata per la gloria di Dio.
Signore, noi questa mattina preghiamo. Sì, quello che ha pregato Neemia: "O Dio, fortifica le nostre mani. C'è un grande lavoro da fare. Io non scenderò. Questo è il proponimento del nostro cuore, il desiderio ardente che brucia dentro di noi. Noi non scenderemo.
C'è un grande lavoro da fare, ci sono anime da salvare. Signore Gesù, io ti prego, aiutaci. Aiutaci, Signore, a continuare. Benedici le nostre mani, il nostro lavoro nei prossimi giorni. Metti in noi, Signore, amore per la tua opera. Ispira i nostri cuori, ungili tu stesso, Signore, mettendo in noi il peso, il peso, Signore, perché la tua opera progredisca, porti frutto per la tua gloria.
Grazie, Signore, perché questa mattina imploro una benedizione particolare sulla vita dei miei fratelli e le mie sorelle. Signore, sigilla la tua parola nei nostri cuori. Dacci forza, o Dio, dacci gioia per andare avanti. Grazie, Signore. Accompagnaci alle nostre dimore; noi ci mettiamo sotto la protezione del tuo prezioso e potente sangue nel nome di Cristo Gesù, benedetto con te in eterno. Amen.