Siate pronti per il ritorno del Signore

Quando la lode e l'adorazione è forte, si canta col cuore, è forte anche la presenza del Signore. Amen. E io ho speranza che tutti sentano questa presenza. Non è soltanto dal fatto che la Scrittura dice dove due o tre sono riuniti, io sono in mezzo a loro. Va bene. Questa è una verità. Ma dobbiamo sentire ognuno individualmente che il Signore sta in mezzo a noi, sentire la sua presenza. Certo pure che la Scrittura dice che il Signore abita in mezzo alla lode del suo popolo.

E quando cantiamo liberiamo anche l'aria dalle nostre preoccupazioni, dalle nostre debolezze, da qualche ansietà, da qualche pensiero che occupa la nostra mente a qualsiasi livello, sia bambini, sia giovani, sia adolescenti, sia adulti. La lode apre il cielo e permette al nostro Signore di poter fare in modo che egli sia glorificato, perché l'intento del nostro cuore è l'amore verso di lui. Sapere che tutte le cose che facciamo sono gradite ai suoi occhi ci porta gioia, vera gioia. Perché? Perché tu senti nel tuo cuore la presenza dello Spirito Santo.

Bene, fratelli, io vorrei portarvi nel Vangelo di Luca al capitolo 12. Abbiamo cantato molto sui cantici riguardo al ritorno di Gesù, alla bellezza di Gerusalemme, a quello che il Signore vuole fare. Fratello Francesco ha dato un po' l'informativa intorno a ciò che sta succedendo nel Medio Oriente e con il popolo di Israele. Certo, non tutti i credenti sono interessati a sapere le notizie di quello che si svolge nel mondo. Io dico almeno ascoltate chi si interessa unicamente perché collega gli eventi di cui stiamo assistendo alla profezia biblica, perché non succede niente se non che il Signore non metta la sua mano.

Israele, Gerusalemme è il centro di ogni questione mondiale perché sapete benissimo che il popolo di Dio da sempre è stato quello che il diavolo ha voluto distruggere. Non dovete fare una grande memoria delle cose che sono successe nella storia, perché Satana ha cominciato già con Mosè—voleva distruggere tutti i bambini del popolo di Israele. Perché? Perché Dio benediceva queste donne, e poi in tutti i secoli, ogni volta, fino all'olocausto fin oggi è la stessa cosa. Sempre Gerusalemme è l'occhio del mondo.

In Zaccaria, come abbiamo letto, noi abbiamo detto che il Signore profeticamente ha rivelato questo. Se non vi interessate delle questioni che stanno succedendo in giro che riguardano—non che non ci riguardano, perché un giorno o l'altro saremo coinvolti tutti, anche noi, sperando che il Signore, come dice la Scrittura, ci preservi da quei momenti difficili della storia, di quella grande tribolazione. E questo è importante per tutti noi perché la parola di Dio almeno bisogna che noi la confrontiamo con quelle che sono le cose che stanno accadendo.

Ecco, scritta nella Bibbia: "Io farò di Gerusalemme una coppa di stordimento per tutti i popoli circostanti. Verranno pure contro Giuda quando cingeranno d'assedio Gerusalemme. In quel giorno avverrà che io farò di Gerusalemme una pietra pesante per tutti i popoli." Quindi Gerusalemme, Israele sarà una pietra pesante per tutti i popoli. A questo punto abbiamo la consapevolezza che attraverso questi eventi sta per compiersi il più grande degli eventi di tutto l'universo. Perché con questi segni particolari il nostro Signore Gesù ci ha avvisati dicendoci chiaramente: "Quando vedrete tutte queste cose sappiate che io sto tornando."

E allora che cosa chiede da noi? Signore, noi non possiamo fare niente per questi grandi della terra, per questi uomini che cercano soltanto gloria, che cercano di fare queste guerre. Lo so, ma proprio per questo momento il Signore dice: "A motivo di questo, tenete presente che voi siate pronti."

Abbiamo prima cantato quel cantico che Gesù tornerebbe sulla terra nella sua venuta, metterà i piedi sul monte Sion. Quello è il ritorno visibile di Gesù, ma non è il ritorno che noi aspettiamo. Quello che noi aspettiamo è il rapimento della Chiesa. Gesù tornerà una seconda volta, ma in maniera invisibile. Paolo dice in Tessalonicesi che noi lo incontreremo sulle nuvole. Sei interessato a questo? Però credo che sia importante che la Chiesa che sa che ormai i tempi si sono compiuti tutti—cosa fa? Fa esattamente ciò che stiamo per leggere.

Nel Vangelo di Luca al capitolo 12, versetto 35: "I vostri lombi siano cinti e le vostre lampade accese e siate simili a coloro che aspettano il loro padrone quando ritorna dalle nozze per aprirgli appena egli arriva e bussa. Beati quei servi che il padrone troverà vigilanti quando egli verrà. In verità vi dico che egli si cingerà, li farà mettere a tavola ed egli stesso si metterà a servirli. E se verrà la seconda o la terza vigilia e li troverà così, beati quei servi.

Ora sappiate questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe forzare la casa. Anche voi dunque siate pronti perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate. E Pietro gli disse: Signore, questa parabola la dici per noi soli o per tutti? E il Signore disse: Chi è dunque quell'amministratore fedele e saggio che il padrone costituirà sui suoi domestici per dar loro a suo tempo la porzione di viveri? Beato quel servo che il suo padrone arrivando troverà a fare così. In verità vi dico che lo costituirà su tutti i suoi beni. Ma se quel servo dice in cuor suo il mio padrone tarda a venire e comincia a battere i servi e le serve e a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo verrà nel giorno in cui non se l'aspetta e nell'ora che egli non sa. Lo punirà severamente e gli assegnerà la sorte degli infedeli.

Quel servo che ha conosciuto la volontà del suo padrone e non si è preparato né ha fatto la sua volontà, riceverà molte battiture. Ma colui che non l'ha conosciuta, se fa cose che meritano le battiture, ne riceverà poche. A chiunque è stato dato molto sarà domandato molto e a chi molto è stato affidato molto più sarà richiesto."

Vedete, fratelli, io pensando a quello che in questi giorni il Signore mi sta parlando, penso anche a voi di trasmettere un messaggio—non che vi porta angoscia, preoccupazione pensando a quello che sta succedendo in questo mondo, no? Perché il ritorno del Signore non deve portare preoccupazioni, angoscia, pensiero per il futuro che sarà dei nostri parenti, dei nostri figli, dei nostri bambini. Possiamo creare tutti i pensieri che vogliamo, ma la Scrittura ci insegna che noi dobbiamo aspettare il Signore con gioia, come l'agricoltore aspetta il bel frutto della terra, così anche noi allo stesso modo.

Però dall'altro canto abbiamo un po' di preoccupazione. Se torna Gesù in questo momento facciamo una carrellata della nostra vita personale, della nostra famiglia, dei nostri parenti, dei mariti, delle mogli non convertiti o dei credenti che sono disordinati, che amano una parte della parola, l'altra parte la disprezzano perché non è piacevole alla carne. Tutte queste condizioni ci mettono un po' di pensieri.

È vero, Signore, che la Scrittura dice dobbiamo amare la tua apparizione, no? Dice così: "Dobbiamo amare l'apparizione del Signore." Ed è bello quando cantiamo Gerusalemme, le strade d'oro, tutte quelle cose belle, la presenza del Signore. Quello che Davide dice nel suo salmo quando dice che io ho desiderato grandemente di stare alla presenza del Signore, di contemplare la sua faccia. Ma mi chiedo: è una realtà nella Chiesa del Signore o è fantasia?

È un desiderio che noi sicuramente lo accettiamo nel nostro cuore, quello di sapere che il Signore sta tornando. E io che faccio? Perdo ancora il tempo in distrazioni vane che mi occupano tutto il giorno, tutta la mente, che di qualsiasi cosa non ho più il tempo di pensare che il Signore sta per tornare.

I segni ci sono tutti, non ne manca nessuno. Ma dice che il Signore torna, sapete quando? Quando non lo pensate. Siamo sinceri con noi stessi. Ognuno di noi sia sincero con se stesso. Stai pensando al ritorno del Signore? Sei consapevole ogni giorno che da un momento all'altro torna il Signore? Cioè, conservi questo pensiero nel tuo cuore? Anche se per una settimana non ci pensi, ma sai però che il Signore deve tornare da un momento all'altro. Però sei occupato nelle tue faccende ancora. Pensi di salvare tante situazioni, prima per te stesso e poi per quelli che stanno intorno a te.

Ma qui il Signore è lui stesso che parla e parecchie cose di questo racconto, di questa parabola, sono scritti esempi in Matteo 24 che Gesù stesso cita. E allora fratelli, che dobbiamo fare? Non possiamo fermare le guerre, i terremoti, i maremoti, le carestie, le epidemie. Tutta la malvagità che c'è in giro la viviamo, però ancora abbiamo un po' di libertà, un po' di grazia di sentirci liberi di venire in chiesa. Non ci sono restrizioni dai governi come certi governi che vietano fin anche di avere una Bibbia in casa. Tutto questo noi non ce l'abbiamo. Abbiamo ancora quella libertà, quella grazia di poter divulgare la parola di Dio e avvisare e intercedere per tutti quei parenti che ancora non sono convertiti.

E i miei figli sono convertiti, ma in quante famiglie ci sono figli non convertiti? Che sarà di loro? È una domanda o è una risposta? Perché sta scritto che cosa sarà di loro. Anche se tu dici mio figlio è un ingegnere, l'altro è una mente brillante, l'altro è lodato nel suo lavoro, sempre l'inferno lo aspetta. L'eternità la passeranno là. E noi oggi, sapendo che è imminente il ritorno del Signore, vogliamo mettere i piedi per terra. Certo. E smettiamo di dormire perché il tempo è vicino ormai. Come Paolo dice: la fine di tutte le cose è vicina. Lo diceva già lui. Adesso che l'adempimento della profezia si è completato, che cosa dobbiamo fare?

Gesù dice: "I vostri lombi siano cinti e le lampade accese." Abbiamo parlato delle dieci vergini, no? Giovedì, che avevano le dieci lampade, le cinque stolte e le cinque avvedute. Alcuni mancava l'olio e gli altri invece erano avveduti, l'olio l'avevano e le lampade erano accese e vedevano chiaramente la realtà spirituale, quella invisibile. Quella è l'unica realtà. Il resto è tutto umanità. Tutto quello che noi facciamo su questa terra è tutto vanità, non ha valore. Tutto scomparirà. Quello che rimane è quella realtà spirituale che non si vede.

Chi è che si cinge i lombi? Lo dice anche Paolo in Efesini 6. Colui che serve si mette quello che serve, si cinge e poi serve. Allora Gesù così dice: "Cingetevi i lombi e mi raccomando che le lampade siano accese." È un avvertimento solenne perché se la lampada si spegne non vedi, non sai dove mettere le mani, cammini a tastoni. E quando manca lo Spirito Santo, come in certe realtà evangeliche, è triste la situazione. C'è un evangelo annacquato, c'è un evangelo superficiale, c'è un evangelo permissivo, c'è un evangelo senza restrizioni, molta libertà e ipergrazia. Ma le nostre lampade devono essere accese, così dice la Scrittura.

"Siate simili a coloro che aspettano il loro padrone quando ritorna dalle nozze per aprirgli appena egli torna." Siamo simili a quei servi che aspettano non il loro salvatore. A noi ci piace la parola salvatore, ma la parola padrone, signore è un po' diverso, no? Perché se tu hai il Signore devi essere sottomesso in tutto perché lui è il Signore, è il padrone.

Una volta negli anni 70 si diceva che il padrone sarebbe il titolare dell'azienda. Si voleva che morissero i padroni. L'uomo non accetta mai il padrone. L'uomo di natura è così. Anche i credenti non accettano l'autorità, il padrone in assoluto. Ma abbiamo due tipi di servi: quello che lo fa per dovere e quello che invece lo fa con amore. E noi di questo stiamo parlando questa mattina.

"Beati quei servi che il padrone troverà vigilanti quando egli verrà. In verità vi dico che egli si cingerà, li farà mettere a tavola e egli stesso si metterà a servirli." Quale privilegio, Signore! Che cosa ci stai dicendo? Che se noi siamo pronti, se noi siamo vigilanti secondo quello che tu ci incomandi, quando tu entri, che fai? Togli a noi quello che abbiamo cinto e lo metti tu e tu ci servi. Tu sei il padrone e noi invece siamo i servi. Ci mettiamo al posto tuo. Beati quei servi!

Questo farà il Signore per quelli che hanno nel cuore il desiderio di servirlo, perché per questo ci siamo convertiti, no? Non ci siamo convertiti soltanto per essere salvati. O sì, come alcuni pensano? Come alcuni pensano: siamo convertiti per non andare all'inferno, per andare in cielo. Poi il resto degli anni di questa terra la viviamo a modo nostro, com'era una volta, in modo naturale, con le nostre esigenze, i nostri piaceri. Però siamo salvati perché abbiamo quel giorno detto al Signore: Signore, grazie, io sono stato battezzato, adesso sono un cristiano evangelico e finisce là. Non è così.

Sembra che la Bibbia ci dia delle imposizioni, ma non sono imposizioni. Vedete, cari fratelli, quando noi leggiamo la parola per intero e lo Spirito ci trascina in luoghi, come dice il salmo 23, allora noi conosciamo com'è bello servire il Signore. Abbiamo pure un cantico, no, che dice: "Quanto è bello servire il Signore"—e se lo facciamo con gioia e per amore di Cristo nulla ci è pesante nel servire.

Quel servo, quello schiavo come dice in Esodo 21, aveva la libertà di essere liberato dopo sei anni. Al settimo anno era libero. Stiamo parlando dello schiavo non straniero, ma del popolo di Israele che, poveretto, aveva dei debiti e quindi stava con il suo padrone come servo. Scritta: "Se compri uno schiavo ebreo, egli ti serverà per sei anni, ma il settimo se ne andrà libero senza pagare nulla. Se è venuto solo, se ne andrà solo. Se aveva moglie la moglie se ne andrà con lui. Se il suo padrone gli dà moglie e questa gli partorisce figli e figlie, la moglie e i figli di lei saranno del padrone ed egli se ne andrà solo."

La moglie e i figli sono del padrone, non sono tuoi. Non li tenere troppo stretti, perché anche quella donna, mi ricordo sempre, che ha seguito il figlio con lacrime, con preghiere, è stata ingannata finché lui parte e va a Roma. Questo figlio che lei aveva cresciuto, un oratore. Poi però questo figlio viveva nel peccato, in maniera mondana. E quando è arrivato il punto che ormai lei si accaniva così con tutte le sue forze per tenerlo stretto, il Signore glielo toglie.

Il Signore gli toglie alla mamma questo figlio e lui se ne va per la sua via. E lei quando ha capito che ormai questo figlio non lo poteva ritenere più con se stesso, ha pensato soltanto di piangere e pregare per questo figlio, perché lei era credente. E quando arriva il momento opportuno, un santo uomo—questa madre che va da questo vescovo, ve l'ho raccontato già altre volte questa storia—va da questo vescovo Ambrogio a Milano e gli chiede: "Questo figlio mio."

Il vescovo le dice una cosa particolare perché la mamma andava sempre da lui, e gli diceva: "Chiamalo, parlati di Gesù e vieni." E il vescovo le dice: "Senti, adesso ti dico una cosa, poi non te la dico più. Un figlio di tante lacrime non si può perdere." Lei capì. Da quel momento lasciò questo figlio nelle mani del Signore. Questo figlio a trenta anni fece una conversione tutta particolare e questo figlio è diventato l'uomo, il teologo, il vescovo che ancora oggi è nominato in tutta la terra. Quando noi sentiamo parlare di Santo Agostino, forse non siete interessati, ma se leggete i suoi libri e vedete quanta sapienza Dio ha dato a una mente così raffinata, un ragazzo e un giovane che viveva nel peccato, alla fine diventa uno dei più grandi di questa terra e tutti seguono ancora la sua dottrina che fa riferimento alla parola di Dio.

E allora, cari fratelli, io voglio che noi sappiamo che la Scrittura ci dice chiaramente: i figli, le mogli, i mariti, i padri, le madri sono miei, dice la parola, sono del padrone. Ma se lo schiavo apertamente dice: "Io amo il mio padrone, mia moglie e i miei figli e non voglio andarmene libero. Io amo il mio padrone"—e questo schiavo per sei anni ha servito il suo padrone. Il padrone gli ha dato una moglie, gliel'ha data il padrone, non se l'è presa attraverso i sentimenti come si fa oggi. Quando il padrone ti dà una moglie, te l'ha data il padrone, no? E quindi sono nati dei figli che la moglie del padrone ti ha dato e sono benedetti insieme alla moglie, sono i figli.

Il servo serve il padrone, ma non vuole andarsene libero. Perché? Perché ama il padrone, cioè il suo servire era fatto con amore e per amore. E se non serviamo Dio con amore e per amore, fermiamoci un momento. Qualche volta ci sembra stretta come questa camicia mi va un po' stretta perché sono un po' ingrassato la pancia. Allora vorrei liberarmene e dire una più larga, perché tutti desideriamo non sentirci stretti.

Ma chi ama? Chi ama servire e ama servire non gli sembra pesante andare a una visita agli ammalati? Non gli sembra pesante venire e chiedere al fratello: "Non c'è niente da fare all'arca, è così grande, dobbiamo pulire, dobbiamo pitturare, dobbiamo fare il giardino, dobbiamo fare tante cose." Servire, che cos'è? Conoscenza, teoria? Che cos'è servire? Cingiti, datti da fare.

Allora, cominciamo a capire che la realtà spirituale è anche questo. Il suo padrone lo farà avvicinare a Dio. Questo racconto è bello. Lo farà accostare alla porta e allo stipite. Quindi il suo padrone gli forerà l'orecchio con un punteruolo ed egli lo servirà per sempre. Questo servo dice al padrone: "Io ti amo, amo mia moglie, i miei figli, non me ne voglio andare libero."

Il padrone dice: "Sicuro io ti faccio giurare davanti a Dio." Sicuro, non l'abbiamo fatto anche noi? Non abbiamo detto al Signore: "Io voglio"? E il padrone dice: "Lascia un segno. Ti foro l'orecchio, metto vicino allo stipite della porta con un punto e ruolo." Questo è il segno che tu hai deciso di servirmi per sempre con amore nella prova, nelle situazioni difficili, in tutte le situazioni della vita come vengono.

"Io ti voglio servire unicamente, Signore, perché ti amo e tu sei colui che trasmette a me questo amore perché mi renda costante." Quando si serve per amore non si abbandona il padrone come tanti fanno e hanno fatto.

Poi la Scrittura dice: "Se verrà alla seconda o alla terza vigilia e si troverà così, beati quei servi." Se viene alla seconda e alla terza vigilia, che ora è? Perché dice la Scrittura la seconda e la terza? Perché le vigilie negli Ebrei erano tre, invece con i Romani erano quattro e avevano degli orari specifici. Ma qua Gesù dice: se viene alla seconda e alla terza vigilia, la seconda vigilia parte dalle ore 9 di sera fino alla mezzanotte e la terza dalla mezzanotte alle tre del mattino. Quindi negli orari più bui dove si dorme. E se il padrone torna in quegli orari quando nessuno se l'aspetta.

E poi Gesù va avanti e fa l'esempio: "Ora sappiate questo. Se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, il ladro non è che viene di giorno, no, veglierebbe e non si lascerebbe forzare la casa." Se sapesse il padrone a che ora, beh, lui veglia, non dorme. E questo è importante. Non lo sappiamo pure noi che il padrone viene? Non sappiamo tutti noi che i segni si sono pronti perché torna il Signore e quindi che fa? Dormiamo ancora?

Dice che dobbiamo vegliare. "Anche voi dunque siate pronti perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate." È difficile qualche volta immaginare che uno ha preparato le valigie, il treno sta per tornare per arrivare, però si tarda, c'è un ritardo. Però perché il treno tarda, mi metto a fare altre cose. Poi quando arriverà se ne parla. Ma tu non lo sai, però può darsi il treno arriva e poi riparte. E la stessa cosa è con quello che Gesù ci sta dicendo.

E quindi che facciamo? Prendiamo una decisione, no? È ora che ci fermiamo. Se questo è un messaggio che è una realtà, è stato detto dalla bocca di Gesù, nemmeno profeticamente attraverso altri profeti, no? Questo messaggio viene direttamente dalla bocca di Gesù. Allora la Scrittura ci porta avanti. Pietro gli dice: "Signore, questa parabola la dici per noi soli o per tutti?" E il Signore disse: "Chi è dunque quell'amministratore fedele e saggio?"

Ad un tratto questo servo diventa un amministratore e Gesù vorrebbe dire: se tu sei un amministratore devi fare quello che ti è stato concesso, cioè che tu devi aiutare il resto dei servi a dare a ognuno la sua porzione. Così ognuno ha un compito. Se io l'ho detto per te questa parabola, tu farai il tuo. Però se si tratta di dirlo per altro, quell'altro farà il suo. E il Signore proprio questo sta dicendo.

"Beato quel servo che il suo padrone arrivando troverà a fare così," cioè lo troverà pronto, lo troverà a servire, lo troverà che sta vegliando. "In verità vi dico che lo costituirà su tutti i suoi beni." Vi siete mai fermati al fatto che quando il Signore tornerà a rapire la Chiesa, poi passeranno pochissimi anni e poi il Signore tornerà fisicamente con la Chiesa e poi ci sarà il millennio—i mille anni? In tutte le parti della Bibbia c'è scritto che quando Gesù regnerà ci saranno degli amministratori. Ci saranno come adesso: presidenti di quello stato, di quella regione, di quel comune. Ci saranno dei compiti.

A chi saranno dati questi compiti? Chi li porterà avanti? Non sarà come una responsabilità di oggi dove noi diciamo: "No, no, fratè, per favore, fallo fare a un altro. Io non mi voglio prendere questo peso né questa responsabilità." Ma se uno deciderà, sentirà quello che ha detto Gesù: "Bravo, buono e fedele servo. Tu hai seminato, tu hai trafficato, ti ho dato due mine e tu me ne hai riportate altre due. Io ti darò di più, ti farò governare di più su quello che tu hai fatto."

Questo succederà nel millennio. Però se siete interessati, se non lo siete, fa niente. Vuol dire che sarete dei semplici sudditi della parola di Dio.

"Quel servo in cui il cuor suo dice il mio padrone tarda a venire"—perché così è. C'è un servo che dice il Signore tarda a venire e quindi che faccio? Continuo a sacrificarmi, continuo a servire. No, lui sa che in quello stato di cose ci sono anche quei servi che dicono: "Ma Signore tarda, mangiamo, beviamo, divertiamoci tanto domani se ne parla." E così succede che quei servi mangiano, bevono e si ubriacano pure e poi stanno tranquilli perché poi quando sappiamo che il Signore viene allora ci mettiamo di nuovo in sesto, smettiamo di cercare tutte le cose del mondo.

"Il padrone di quel servo verrà nel giorno in cui non se l'aspetta e nell'ora che egli non sa." Quanti avvertimenti, quante esortazioni ai cristiani. Basta, metti un po' di tempo per le cose del Signore. Basta con tutte le occupazioni, con tutte le distrazioni, perché pensi che il Signore tarda, no? Nel cuor tuo? Perché così sta scritto che quel servo in cuor suo dice tarda. Ma lo stesso noi, la stessa cosa. No, voglio comprare un terreno che voglio farmi una villa, no, voglio fare questo. No, ma poi mi compro una macchina e facciamo programmi e processi per la nostra vita. Ma questo non lo fa il credente spirituale, quello che sta aspettando il Signore.

E allora, cari fratelli, non parliamo della sorte di quelli che la Scrittura dice si comportano in questa maniera, perché la Scrittura gravemente parla in questa maniera, dicendo chiaramente che quel servo che sarà trovato in queste condizioni il Signore gli assegnerà la sorte degli infedeli. Ma veramente, Signore, questo è un servo? Si è distratto, si è allontanato, non ha capito, si è sviato. Com'è possibile che gli toccherà questa sorte?

La sorte degli infedeli qual è? Se i cristiani cominciano a rientrare in sé, si rendono conto che "salvati una volta, salvati sempre." È una teoria bugiarda che anche nel campo evangelico si è sparsa e fa vivere tranquilli tutti, anche in maniera mondana, tanto così sarà, no? Eh, ma la parola, grazie a Dio, ci mette davanti una realtà diversa.

Colui che non ha conosciuto la volontà del Signore e non la fa, riceverà molte battiture. Dove ci troviamo noi? Non sappiamo noi qual è la volontà di Dio? Il Signore anche questa mattina ci dice: "Vegliate, siate pronti, ma fatelo con amore. Cercate prima la mia faccia, fate ogni cosa con amore, perché se volete servirmi in maniera forzata, io non sentirò questo servizio."

È come quando noi vogliamo fare un'offerta al Signore e vogliamo dare da lui. Lo facciamo con gioia, lo facciamo con amore. È diverso farla con la costrizione nel cuore, con l'amarezza, perché noi dobbiamo onorare il nostro padrone. Egli ha lasciato tutto per noi, non si è risparmiato dando fino anche la sua vita. E che cos'è di così importante per te oggi che tu lo tieni per te stesso?

"Signore, questo non te lo posso dare. Ti do anche il resto, ma questo non te lo posso dare." Tutto dice la parola. Chi non ha dato tutto non ha dato niente. Non è così severo il nostro Dio. È il suo amore. Perché se una ragazza si prende un ragazzo e poi una parte del suo cuore non sta proprio lì, voi pensate che quel ragazzo è contento? Non vuole che quella ragazza sia tutta per lui? E il Signore la stessa cosa, non lascia lo spazio a nessuno. Lui ci riempie totalmente e così vuole che in questi giorni noi possiamo riflettere.

Forse avremo la possibilità, se non oggi, magari domani, di dire: "Signore, è vero, è vero, la tua parola è verità. Devo ricredermi su certe cose. Voglio essere aiutato. Voglio allontanarmi da quello che mi allontana da te e voglio avvicinarmi a te."

Accostiamoci al Signore perché il tempo ormai è scaduto ed è molto breve. Ma quelli che amano Gesù, quelli che amano la sua apparizione, non hanno paura, non hanno angoscia, non hanno preoccupazione, non hanno ansietà, perché tutto ciò che noi leggiamo e che sta scritto è stato scritto per noi, perché possiamo metterlo in pratica.

Perciò, miei cari, facciamo la differenza. Cerchiamo la faccia del Signore, perché questo vuole lui: che possiamo cercare la sua faccia, non le sue spalle, ma la sua faccia. Questo ci porterà gioia e speranza e non solo per noi stessi, ma anche per quelli che ci circondano, che possiamo avere un peso per queste anime prima che torna Gesù, che possiamo, come dice la Scrittura, strapparle dal fuoco.

Facciamolo, mettiamoci nelle mani del Signore. Il Signore farà grazia, vedrete, perché lui è fedele ed è verace. A lui la gloria.

Noi siamo grati a te, Padre celeste, perché possiamo venire davanti alla tua presenza con un nobile pensiero nel cuore di sentire, o Signore, dalla tua bocca che la nostra vita sia interamente tua, che tu sei il padrone per eccellenza, il Signore a cui hai sottomesso ogni cosa. Per intero la nostra vita, o Signore, poiché anche questa mattina vogliamo decidere per te, o Signore, di venire all'altare, di consacrarci e di far sì che la nostra vita sia guidata, i nostri passi siano guidati, come dice la tua parola.

Sì, o Signore, vogliamo pregarti che il nostro cuore sia riempito di quell'amore sincero, puro. Sì, o Signore, grazie ancora perché tu ci esorti nel tuo amore, o Signore, a stringerci ancora più a te, a cercarti ancora più, giorno dopo giorno, conoscendo il tempo.

Signore, ti preghiamo, nessun cuore questa mattina, nessuna mente disprezzi la tua parola. Lo vogliamo fare, o Signore, con sincerità, con timore di Dio, accostandoci al trono della grazia e pregandoti, o Signore, che tu possa illuminare le nostre lampade col tuo olio.

Dacci grazia, o Dio del cielo, nel nome di Gesù. Ti preghiamo ancora che tu possa benedire e accompagnare questi cari alle loro dimore. Sostienici ancora per il tempo che ci rimane, riflettendo interamente sulla tua parola. Nel nome di Gesù. Amen.