Valorosi guerrieri di Dio
Alleluia! Gloria a Gesù! Dio è buono. Egli conferma sempre la sua parola. Durante i cantici lo Spirito Santo mi confermava quello che è il messaggio che io condividerò con voi questa mattina. Ed è una gioia, fratelli e sorelle. Sapete perché? Perché noi serviamo un Dio vivente. È vero. Il nostro Dio è una realtà che non si può negare. Egli parla attraverso la parola, sogni, visioni, i cantici e l'adorazione. In qualche maniera egli parla al cuore degli uomini. E questo, fratelli, è un privilegio che noi abbiamo questa mattina.
E io voglio condividere con voi nel primo libro delle Cronache un passaggio della Scrittura al capitolo 11. Leggeremo insieme dal verso 10 al verso 25. Così dice la parola del Signore.
Questi sono i capi — valorosi guerrieri — che furono al servizio di Davide e che gli diedero un grande appoggio con tutto Israele nel suo regno per farlo re. Secondo la parola dell'Eterno riguardo ad Israele. Questo è l'elenco dei valorosi guerrieri che furono al servizio di Davide. Yassobeam, figlio di un hamonita, capo dei 30 capitani. Egli impugnò la lancia contro 300 uomini che uccise in un solo scontro.
Dopo di lui c'era Eleazar , figlio di Dodo, loita. Era uno dei tre valorosi guerrieri. Egli era con Davide a Pasdamm, dove i filistei erano radunati per combattere e dove c'era un campo pieno di orzo. Il popolo fuggì davanti ai Filistei, ma essi si piantarono in mezzo al campo, lo difesero e sconfissero i Filistei. Così l'Eterno operò una grande vittoria.
Tre dei 30 capi scesero alla roccia di Davide, nella caverna di Adullam, mentre l'esercito dei filistei era accampato nella valle dei Refaim. Davide si trovava allora nella fortezza, mentre a Betlemme c'era una guarnigione di filistei. Davide ebbe un forte desiderio e disse: "Oh, se qualcuno mi desse da bere l'acqua del pozzo di Betlemme che è vicino alla porta".
Così i tre si aprirono un varco attraverso il campo filisteo e attinsero l'acqua dal pozzo di Betlemme che era alla porta. Poi la presero e la portarono a Davide, ma Davide non ne volle bere, ma la versò in libazione davanti all'Eterno, dicendo: "Mi guardi il mio Dio dal fare una cosa simile. Berrei io il sangue di questi uomini che hanno rischiato la loro vita? Poiché l'hanno portata a rischio della loro vita e non volle bere". Questo fecero quei tre prodi.
Abisai, fratello di Joab, fu il capo di altri tre. Egli brandì la sua lancia contro 300 uomini e li uccise. Così divenne famoso fra i tre. Fu il più illustre dei tre e perciò fu fatto loro capo. Non giunse ad eguagliare i primi tre.
Benaia, figlio di Jehoiada, figlio di un uomo valoroso di Cabseel, fece grandi prodezze. Egli uccise i due eroi di Moab, che erano come leoni. Discese anche in mezzo a una cisterna dove uccise un leone in un giorno di neve. Uccise pure un gigantesco egiziano alto cinque cubiti che aveva in mano una lancia simile a una spola di tessitore. Ma Benaia gli scese contro con un bastone, ebbe la meglio con un semplice bastone, strappò di mano all'egiziano la lancia e lo uccise con la sua stessa lancia. Queste cose fece Benaia, figlio di Jehoiada, e si acquistò fama fra i tre prodi. Fu il più illustre dei 30, ma non giunse ad eguagliare i primi tre. Davide lo pose a capo del suo corpo di guardia.
Un passaggio un po' difficile, direi, ma gloria a Dio perché la Scrittura, fratelli e sorelle, non ci ha mai nascosto nulla — non ci presenta i nostri padri come perfetti. No, ci mostra la storia dei nostri padri, quello che è stato il loro carattere, quelli che sono stati i loro difetti, i loro peccati, le loro cadute. La Bibbia non ci ha mai nascosto nulla, fratelli, per nostro ammaestramento. Nulla. Il Signore nella sua parola ci ha sempre fatto chiarezza su ogni cosa. Si è preso cura a 360° del nostro cuore in tutta la parola.
Ma questa mattina ci troviamo davanti a un albo d'onore. La Bibbia definisce valorosi guerrieri questi uomini. E in questo passaggio della Scrittura, se avete notato bene, se avete fatto attenzione, più volte la parola del Signore afferma: "Sono uomini valorosi, valorosi guerrieri". Non è a caso, non è inutile che il Signore a volte usi delle ripetizioni, perché niente c'è di inutile nella parola di Dio. Ogni cosa serve per toccare il nostro cuore.
Sembra che il Signore voglia illuminarci questa mattina, voglia ricordare ai nostri cuori, fratelli, che nella sua chiesa, in mezzo al suo popolo, Dio ancora oggi vuole uomini valorosi guerrieri. Il mio desiderio, come il tuo desiderio credo fermamente. E prego, o Signore Dio, che io possa far parte di questo albo d'onore, di questa lista di valorosi guerrieri. Scrivi il mio nome, Signore.
Ma tu oggi mi dirai: "Io non mi sento un valoroso guerriero". Io paragono questo passaggio della Scrittura a quello che noi troviamo negli Ebrei al capitolo 11. Il primo libro delle Cronache capitolo 11 è paragonabile al libro degli Ebrei al capitolo 11 quando il Signore ci elencherà i valorosi guerrieri perché gli uomini di fede sono valorosi guerrieri e tu ed io vogliamo essere dei valorosi guerrieri. Sapete perché, fratelli? Perché la nostra fede sarà ricompensata. La nostra fede, la nostra fedeltà sarà ricompensata da Dio e sarà ricordata.
E il Signore negli Ebrei al capitolo 11 parlerà di Abele — così si esprimerà di lui. Quest'uomo offrì a Dio un sacrificio più eccellente di Caino e la Bibbia dice che perciò egli ricevette la testimonianza che era giusto. E poi aggiunge ancora a questa lista Enoc che fu trasferito in cielo perché non vedesse la morte e la Bibbia dice che egli ricevette la testimonianza che era piaciuto a Dio.
E il Signore ancora aggiunge Noè che fu avvertito divinamente di cose che ancora non si vedevano, con santo timore preparò per la salvezza della sua famiglia l'arca, mediante la quale condannò il mondo e divenne erede della giustizia che si ottiene mediante la fede. E poi che dire anche di Abramo e di Sara stessa, benché avesse oltrepassato l'età, ricevette forza per concepire il seme e partorì perché ritenne fedele colui che aveva fatto la promessa.
E ancora abbiamo Giuseppe e Mosè. Mosè, divenuto adulto, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone, scegliendo piuttosto di essere maltrattato col popolo di Dio che di godere per breve tempo i piaceri del peccato. Amen. Questi sono i valorosi guerrieri che il Signore, Dio, lo Spirito Santo ha ritenuto opportuno inserire in una lista perché Dio si ricorda della fedeltà degli uomini.
Egli si ricorda, fratelli e sorelle, della tua fedeltà. La tua fedeltà, come ho detto prima, sarà ricompensata. Gloria a Gesù. Un giorno ci sarà letto un elenco di vincitori, poiché nulla di ciò che è stato fatto per Dio sarà dimenticato. Amen. Gli uomini dimenticano oggi. Quando gli fai del bene, a volte si girano dall'altra parte, ma il nostro Dio no. Il nostro Signore si ricorderà della tua fedeltà, della mia fedeltà.
Egli è fedele, fratelli, poiché così è scritto nella parola del Signore. È vero, vi ricordate le parole che Dio rivolse a Samuele? Io, dice l'Eterno, onoro quelli che mi onorano. Gloria a Gesù per questo.
Un albo d'onore che ci riporta, fratelli e sorelle, alle parole di Paolo in 1 Corinzi al capitolo 15. Un elenco di valorosi guerrieri. Al verso 58, Paolo nel capitolo 15 della prima lettera ai Corinzi si esprimerà dicendo: "Perciò, fratelli miei, state saldi, irremovibili, abbondando del continuo nell'opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore".
Allora questa mattina dico: Signore, fa che io possa essere iscritto nella lista dei valorosi guerrieri. Fratelli e sorelle, la vostra fatica non è vana nel Signore e io vi voglio spingere questa mattina a desiderare di far parte di quella lista nel libro che il Signore aprirà e ricorderà perché ci sarà un ricordo eterno alla gloria di Dio per coloro che lo hanno servito con fedeltà.
E allora in questo giorno, questa mattina non mi rimane che invitarvi a scendere a combattere. Questa mattina il mio invito è: scendi, fratello, scendi, sorella, a combattere perché probabilmente il Signore ha bisogno di te. E tu mi dirai: veramente il Signore ha bisogno di me? Non è che il Signore non può operare senza di te, ma sapete qual è la gioia che raggiunge il nostro cuore attraverso la parola di Dio? Che il Signore, dice la Scrittura, manifesta la sua gloria e la sua potenza in soggetti fragili come te e come me.
Il Signore, dice la Scrittura, manifesta la sua potenza in vasi di terra, in vasi fragili. Perciò questa mattina ti dico: se tu non ti senti degno di far parte dei valorosi guerrieri nella lista del Signore Dio l'onnipotente, ti dico questa mattina che il Signore vuole manifestare la sua potenza proprio in te quando ti senti debole, quando ti senti fragile, quando ti senti indegno.
Paolo ce lo dirà chiaramente nella sua seconda epistola, fratelli, al capitolo 4, verso 6, si esprimerà così: "Poiché il Dio che disse: Splenda la luce fra le tenebre, è lo stesso che ha fatto brillare il suo splendore nei nostri cuori per illuminarci nella conoscenza della gloria di Dio che rifugge sul volto di Gesù Cristo".
Or noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra affinché l'eccellenza di questa potenza sia di Dio e non da noi. Amen. E anche al capitolo 12, Paolo esprimerà qualcosa della seconda epistola ai Corinzi al verso 9. Lui si esprimerà: "Ma egli mi ha detto, La mia grazia ti basta, perché la mia potenza è portata a compimento nella debolezza. Perciò molto volentieri mi glorierò piuttosto nelle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. Perciò io mi diletto nelle debolezze, nelle ingiurie, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle avversità per amore di Cristo, perché quando io sono debole allora sono forte. Amen. Gloria a Gesù.
Fratelli, uomini in questa lista che sconfiggono giganti, uomini dei quali Dio annota delle imprese gloriose. Mentre discorrevo nella lettura pensavo e dicevo: "Com'è possibile che accadano queste cose così forti all'uomo?" Ed è proprio questo che noi vogliamo capire questa mattina. Fratelli, è proprio in un atto di fede, è proprio in un atto di coraggio, è proprio nel momento in cui i nostri padri hanno piantato i piedi a terra per difendere la causa dell'Evangelo, per difendere e appoggiare, come abbiamo letto al principio, il regno di Davide, il regno di Dio e il Signore li ha investiti della potenza del suo spirito.
E qui di questo si tratta. L'uomo e i nostri padri non sono forti da se stessi. Loro non si sono autoiscritti in questa lista. È Dio che li ha scritti perché hanno confidato in lui, hanno avuto coraggio, sono stati fermi davanti al nemico, davanti ai Filistei, ai Moabiti, non si sono arresi e il Signore li ha investiti del suo spirito e sono diventati più forti. Non erano più uomini ordinari, ma uomini straordinari.
Gloria a Gesù per questo, perché la Chiesa non deve essere più una chiesa ordinaria, ma una chiesa straordinaria, perché la potenza di Cristo abita in mezzo a noi, nei nostri cuori. Questo noi desideriamo, fratelli. E allora possiamo dire le parole dell'apostolo Paolo quando dirà: io posso, puoi tu? Puoi tu? Fatti questa domanda. Posso io? Sì, sì, io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica. Amen.
Fratelli e sorelle, usciamo fuori dai nostri pensieri limitati. Immergiamoci nella parola di Dio perché il Signore ci vuole portare a un livello più alto. Noi siamo uomini limitati, ma con la potenza di Dio, dello Spirito dell'Eterno, noi saremo uomini straordinari, uomini che compiranno imprese straordinarie.
Fratelli e sorelle, le battaglie non finiranno fino alla fine della nostra vita. Il regno di Dio sarà attaccato giorno dopo giorno e i figli di Dio devono prendere posizione. Noi dobbiamo scendere in battaglia, non smettere di combattere. Continua a desiderare di essere un valoroso guerriero. Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica.
E allora vogliamo dire questa mattina: Signore, io so che non sono forte. Questa mattina prego il Signore. Signore, io so che ho le mie debolezze. Io vengo a te con tutte le mie debolezze. Vengo a te con tutte le mie fragilità. Perché io so che tu sei con me. Tu puoi fare di me un valoroso guerriero perché so che tu sei con me.
Vogliamo andare in quel passo, non lo cercheremo, lo diremo a memoria. In Romani al capitolo 8, verso 31, cosa dice Paolo? Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi? Amen, fratelli. Gloria a Gesù. Gesù è con me.
Allora io voglio condividere con voi brevemente, fratelli, tratto dalla Scrittura, come il Signore me lo ha rivelato, l'impresa di quattro uomini: l'uomo così chiamato Yassobeam, figlio di un hamonita, capo dei 30 capitani. La Bibbia ci parla di lui scrivendolo nella lista, dicendo che egli impugnò la lancia contro 300 uomini che uccise in un solo scontro. 300 uomini. È possibile che un uomo possa vincere 300 uomini? Bene, Yassobeam li uccise in un solo scontro.
Com'è possibile, fratelli? Dobbiamo meditare la parola di Dio? È necessario? Com'è possibile? In un solo scontro. Quest'uomo non ha fatto 300 incontri, non ha ucciso i 300 uomini in 300 incontri, ma in un solo incontro. Ci sono cristiani oggi che vengono affrontati giorno dopo giorno da 300 uomini. In un'altra lista nel secondo Samuele, un uomo uccise 800 uomini. Siamo sempre lì a fronteggiare difficoltà. Combattiamo contro noi stessi. I Filistei rappresentano il nostro nemico, il nemico della nostra vita spirituale in un solo incontro. Da quanto tempo stiamo combattendo? Da quanto tempo ci portiamo dietro? Forse da anni portiamo dietro difficoltà che si ripresentano sempre e non riusciamo a prendere la vittoria come uomini valorosi nel nome di Gesù.
In un solo scontro quest'uomo vinse 300 uomini. Ebbene, Yassobeam ci ricorda ciò che dice il profeta Zaccaria al capitolo 4. Il profeta ci dirà qualcosa. E che cosa, fratelli? Non è per forza, non è per potenza, ma è per il mio spirito, dice il Signore. Amen. Non è per la tua forza, non è per la mia forza, non è per la potenza, non è per il numero degli eserciti o il numero delle persone con cui si vince una battaglia, ma è per lo spirito di Dio vivente.
E io mi sono ricordato della storia del primo Samuele al capitolo 17. Vi ricordate? Il popolo di Israele si trovava davanti ai Filistei e la Bibbia dice che ogni giorno per 40 giorni, mattina e sera — quindi stiamo parlando di 80 volte — un gigante di nome Golia usciva e minacciava le schiere di Israele, li insultava per 80 volte mattina e sera. E la Bibbia ci dice che il popolo di Israele era costernato, ebbe paura.
Fino a quando, lasciatemelo spiegare, così come il Signore me lo ha rivelato, fino a quando in un momento arriva un ragazzino di nome Davide, egli arriva e dice: "Adesso basta, adesso basta. Hai insultato già troppo le schiere di Israele. Hai costernato già troppo. Hai fatto prendere paura al popolo di Dio. Adesso hai finito. Basta fin qui".
Questo piccolo ragazzino, dice la Scrittura, che si elevò e disse a questo gigante: "Oggi stesso l'Eterno ti consegnerà nelle mie mani e io ti abbatterò. Ti taglierò la testa e darò oggi stesso i cadaveri dell'esercito dei Filistei agli uccelli del cielo, alle fiere della terra, affinché tutta la terra sappia che c'è un Dio in Israele. E poi dice: Tu vieni a me, tu vieni a me con lancia, con giavellotto, ma io vengo a te nel nome dell'Iddio degli eserciti".
Amen. E questo gigante cosa fa? Cade. Non è per forza né per potenza, ma per il mio spirito. Nel nome dell'Eterno, l'Iddio degli eserciti. Cadono i giganti, si vincono delle guerre.
E quest'uomo vinse questa guerra contro 300 uomini perché era unto dalla presenza dello Spirito di Dio. Fratelli e sorelle, quando inizi una battaglia, iniziala nel nome di Gesù e finiscila nel nome di Gesù. Quest'uomo in un solo scontro vinse 300 uomini. Quando inizi? Inizia con Gesù e finisci sempre con lui e tu vedrai la gloria di Dio, la vittoria nella tua vita. Tu sarai un valoroso guerriero.
E poi viene Eleazar , quest'uomo che voglio condividere con voi, per ricordarvi attraverso la voce dello Spirito Santo che la Bibbia ci dice che quest'uomo, figlio di Dodo, loita, era uno dei tre valorosi guerrieri. La Bibbia dice che era con Davide a Pasdamm, dove i filistei si erano radunati per combattere e dove c'era un campo pieno di orzo. La Bibbia ci dice che il popolo fuggì davanti ai Filistei, ma essi si piantarono in mezzo al campo, lo difesero e sconfissero i Filistei.
Che bella questa frase! Volesse Dio che si potesse essere scolpita nel nostro cuore e sulla nostra mente: L'Eterno operò una grande vittoria. L'Eterno operò una grande vittoria. Ebbene, Eleazar ci parla di un messaggio che ogni giorno dovrebbe essere presente nei nostri cuori e nelle nostre menti: cioè Gesù non ti lascerà e non ti abbandonerà mai.
Sapete perché, fratelli? Eleazar non era da solo, era con Davide. Davide era il re e tu non sarai da solo perché con te sarà sempre il Figlio di Davide, Gesù Cristo, il Signore. Io non ti lascerò, ricordalo, non ti abbandonerò.
Eleazar era con Davide, non rimase solo. Perciò il Signore ci ricorda in questo giorno nel libro di Giosuè, queste parole al capitolo 1, verso 5, quando la parola si esprimerà dicendo: nessuno ti potrà resistere tutti i giorni della tua vita come sono stato con Mosè. Io sarò con te. Io non ti lascerò, non ti abbandonerò.
Gloria a Dio. Non te l'ho io comandato? Al verso 9. Sii forte e coraggioso. Non aver paura, non sgomentarti, perché l'Eterno, il tuo Dio, è con te dovunque tu andrai. Amen. Gloria a Gesù.
Eleazar non era da solo nelle sue battaglie. Tu non rimarrai da solo nelle tue battaglie, fratello e sorella. Gesù è sempre al tuo fianco, non ti lascerà e non ti abbandonerà. Giuseppe, quando fu venduto dai suoi fratelli, non era da solo. Cosa ha fatto il Signore nella sua vita? Lo rese l'uomo più importante di Egitto dopo il faraone. Daniele, vi ricordate? Era da solo, non era in compagnia quando fu gettato nella fossa dei leoni. Cosa ha fatto il Signore? L'Eterno chiuse la bocca dei leoni. Gloria a Dio. Tu non sarai da solo.
Io non ti lascerò e non ti abbandonerò.
E poi c'è Abisai. Quest'uomo, dice la Scrittura, fratello di Joab, fu il capo di altri tre e brandì la sua lancia contro 300 uomini e li uccise. Così divenne famoso fra i tre. Bene, fratelli, di Abisai voglio dirvi che il Signore ci rivela qualcosa di prezioso. E cioè che cosa? Il Signore ci rivela con Abisai di non smettere mai di combattere, perché Abisai è quell'uomo che lo troviamo sempre in battaglia. Abisai non è un uomo che si tira indietro.
Se leggiamo bene la sua storia e studiamo chi è Abisai, ci renderemo conto che quando Davide fece un appello: chi voleva andare con lui a Saulo nell'accampamento, disse Davide: "Chi vuole venire con me?" Sempre Abisai. Il valoroso guerriero disse: "Vengo io". E la Bibbia dice che Abisai era pronto a difendere il re e disse a Davide: "Vuoi che uccida Saulo? L'Eterno l'ha dato nelle tue mani. No, disse Davide, non farlo. Non toccare l'unto dell'Eterno".
Abisai era lì. Vengo io con te, Davide. Non smettere mai di combattere perché Abisai lo troviamo nella guerra nel primo libro delle Cronache 18, quando il popolo scese in guerra contro 18.000 edomiti nella valle del Sale, la Bibbia dice che è ancora lì. Abisai era lì a combattere, non si tirò indietro e quando Davide ormai era anziano scese in battaglia, si trovò davanti un gigante di nome Isbibenob. Nel secondo Samuele al capitolo 21 la parola del Signore dice che Abisai lo difese.
Fratelli e sorelle, non smettiamo di combattere. Abisai non si tirò indietro. Non smettere di lottare, non smettere di combattere, non prendere l'armatura di Dio e metterla da parte. Non ti levare l'armatura. Noi lo leggiamo nella lettera agli Efesini al capitolo 6, lo sappiamo molto bene, ma l'invito questa mattina, quando si presenta un nemico, una difficoltà, non smettere di combattere.
Sii sempre presente lì, pronto a difendere il regno di Dio da quello che lo distrugge nella tua vita. Non togliere, non slacciare, fratello e sorella, la cintura della verità. Non ti spogliare della corazza della giustizia. Non togliere i tuoi piedi calzati con la prontezza dell'Evangelo della pace. Non togliere lo scudo della fede, non mettere giù l'elmo della salvezza, non lasciare la spada dello spirito che è la parola di Dio. Non ti spogliare dell'armatura di Dio, continua a combattere.
Abisai ci dà un grande insegnamento.
E poi concludo. Benaia. Benaia è un uomo che si accosta molto alla nostra vita pratica, alla nostra vita di oggi. La Bibbia dice che Benaia, figlio di Jehoiada, figlio di un uomo valoroso di Cabseel, fece grandi prodezze. E la Bibbia dice: "Egli uccise i due eroi di Moab, che erano come leoni, discese anche in mezzo a una cisterna dove uccise un leone in un giorno di neve, uccise pure un gigantesco egiziano e così via".
Quest'uomo per noi è una grande lezione perché si avvicina alla nostra realtà. Un problema dopo l'altro, un problema dopo l'altro. Lo avete letto, fratelli? Uccise prima due eroi di Moab che erano come leoni, poi discese in mezzo a una cisterna e uccise un leone in giorno di neve. Sembrava che non bastasse, come quando noi diciamo non basta, quando ce ne stiamo appena uscendo da una prova, ne arriva un'altra.
Questa è l'esperienza di Benaia. Una dopo l'altra, una dopo l'altra, passiamo dei momenti difficili. Sembra che succedono le cose tutte d'un tratto, una dopo l'altra. Non finisce il tempo della difficoltà delle nostre battaglie. Uccise pure un gigantesco egiziano alto cinque cubiti, di circa 2,5 m, che aveva in mano una lancia simile a una spola di tessitore. Ma Benaia, dice la Scrittura, gli scese contro con un bastone, ebbe la meglio con un semplice bastone, strappò di mano all'egiziano la lancia e lo uccise con la sua stessa lancia.
Queste cose fece Benaia, figlio di Jehoiada, e si acquistò fama fra i tre prodi. Gloria a Gesù.
Nelle parole di Paolo nel capitolo 11 della sua seconda lettera, 2 Corinzi 11, Paolo dirà proprio così al verso 23: "Lui dice: Nelle fatiche, nelle battiture, nelle prigionie, spesso in pericolo di morte, ho ricevuto cinque volte 40 sferzate, meno una. Tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto un naufragio, ho trascorso un giorno e una notte sull'abisso, spesso in viaggio fra pericoli di fiumi, pericoli di ladroni, pericoli da parte dei miei connazionali, pericoli da parte dei gentili, pericoli in città, pericoli nel deserto, pericoli in mare, pericoli fra falsi fratelli, nella fatica, nel travaglio, spesso nelle veglie, nella fame, nella sete, spesso in digiuni, nel freddo e nella nudità".
Questo accade nella nostra vita a volte, come è accaduto a Benaia, una dietro l'altra, una dietro l'altra. Ma questa mattina possiamo dire insieme: "Io so in chi ho creduto".
Fratello, vuoi tu essere un valoroso guerriero? Il Signore vuole fare di te e di me dei valorosi guerrieri. La Chiesa ha bisogno di valorosi guerrieri. Basta essere vittime. Noi vogliamo essere vincitori. Amen.
E quando i Filistei e i prodi di Moab vengono e ti vogliono affrontare, allora ricordati di Yassobeam che il Signore ti dice: non per forza né per potenza, ma per il mio spirito. E quando i prodi di Moab, i Moabiti e i filistei vengono e ti affrontano, ricordati ancora di Eleazar . Gesù ti dice: "Io non ti lascerò e non ti abbandonerò".
Quando vengono i giganti davanti a te per affrontarti, per insultarti, per costernare e farti prendere paura, come dice la Bibbia, sii un Abisai. Ricordati di Abisai questa mattina. Non smettere mai di combattere quando verrà la battaglia, la difficoltà. Quando verranno i giganti e i nemici della tua fede, ricordati di Benaia. Egli trasformò le difficoltà in opportunità. Amen.
Che Dio benedica la sua parola per questi nostri padri della fede e il Signore è fedele anche con te, vuole fare di te un guerriero valoroso. Un giorno noi troviamo scritto nella Scrittura che il Signore si ricorderà di coloro che temono il Signore e lo hanno onorato e ascolterà la loro voce.
Forse un giorno il Signore leggerà questo elenco e io voglio dire: "Signore Gesù, fa di me un valoroso guerriero perché possa dare gloria a te in terra e in cielo per l'eternità". Amen. Che Dio benedica la sua parola. Amen.
Padre, noi ti ringraziamo con tutto il nostro cuore perché ancora una volta questa mattina ti sei preso cura di ognuno di noi. La gioia più grande che la Chiesa può provare in questo momento è sapere che chi ci conduce è Cristo Gesù. Grazie Signore perché tu ci hai detto questa mattina ancora una volta: "Non smettere di combattere, sii un valoroso guerriero, io sarò con te. Non ti lascerò, non ti abbandonerò".
Grazie Signore Gesù per la tua parola, perché ancora una volta ha fatto breccia nei nostri cuori e per i prossimi giorni vogliamo alzarci in piedi, piantarci nel campo e dire basta, io vengo a te nel nome dell'Eterno, l'Iddio degli eserciti. Sì, Signore, grazie perché tu, Signore, compirai per noi le nostre vittorie. Sì, grazie perché le nostre battaglie saranno vinte da te, tu le compirai.
Tu hai iniziato un'opera meravigliosa nella tua chiesa e noi vogliamo gioire questa mattina dicendo: "Signore, noi sappiamo che tu le porterai a compimento per l'amore del tuo nome, perciò ancora fai un'opera più profonda nei nostri cuori, più forte, Signore, perché non è per forza né per potenza, ma è per il tuo spirito.
E noi questa mattina ti diciamo: Signore Dio, veniamo a te, ci presentiamo a te, dicendo: "Veniamo a te con le nostre debolezze, con le nostre fragilità, ma tu riempici della tua presenza e della potenza del tuo spirito per fare di me e dei miei fratelli questa mattina non più uomini ordinari, ma uomini straordinari.
Nel nome di Cristo Gesù io proclamo una grande benedizione su questa assemblea perché tu, Signore, ci accompagni alle nostre dimore mettendoci sotto la protezione del tuo sangue. Nel tuo nome ti chiediamo ogni cosa. Amen. Amen. Amen. Dio ci benedica.