Indossiamo l'armatura
Giovedì abbiamo parlato di "allargate i vostri cuori". Ora io sono convinto, guardandovi tutti, che avete un'attenzione particolare, perché siete venuti qua e siete attenti. Avete cantato — si è sentito il vostro cantico — e state qui ad aspettare che qualcuno vi dica qualcosa del messaggio della parola del Signore. Non sentire un uomo, ma sentire la parola — questo è importante! Quindi si viene con uno spirito di aspettazione e con una disposizione del cuore, perché possiamo sentire: "Signore, parlaci". Per questo noi siamo venuti in questo luogo — onorare Dio significa ascoltare la sua parola, essere attenti, per la nostra edificazione.
Perché oggi, al di là di quello che verrà detto, io voglio uscire da questo luogo — prima io stesso edificato — di aver sentito qualcosa che serve per l'anima mia e che potrà essere utile anche per qualcun altro.
E allora, cari fratelli, dico questo perché noi rimaniamo sui sentieri antichi e non spostiamo i confini dei nostri padri, padri che, quando leggiamo le Scritture, sappiamo come hanno camminato e come amavano il Signore e come tenevano a mettere in pratica la parola di Dio. Perché senza la parola di Dio non siamo nulla — siamo niente. Tutto è concentrato su quello che è la voce dello Spirito, che parla attraverso le Scritture.
E così stamattina io vorrei condividere con voi. Perché non voglio occupare la cattedra di Mosè, come dice qualcuno. No, voglio che insieme, con un cuore aperto, condividiamo qualcosa che il Signore ha messo nel mio cuore, ma che sia utile anche per tutti noi, per capire dove vogliamo andare.
Leggo in Efesini al capitolo 6, dal verso 10 al verso 20: "Del resto, fratelli miei, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. Rivestitevi dell'intera armatura di Dio, per poter rimanere ritti e saldi contro le insidie del diavolo. Poiché il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori del mondo di tenebre di questa età, contro gli spiriti malvagi nei luoghi celesti. Perciò prendete l'intera armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e restare ritti in piedi, dopo aver compiuto ogni cosa.
State dunque saldi, avendo ai lombi la cintura della verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo i piedi calzati con la prontezza dell'Evangelo della pace. Soprattutto prendete lo scudo della fede, con il quale potete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno. Prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello spirito, che è la parola di Dio, pregando in ogni tempo con ogni sorta di preghiera di supplica nello Spirito, vegliando a questo scopo con ogni perseveranza e preghiera per tutti i santi, e anche per me, affinché quando apro la mia bocca mi sia dato di esprimermi con franchezza, per far conoscere il mistero dell'Evangelo, per il quale sono ambasciatore in catene, affinché lo possa annunziare con franchezza come è mio dovere fare."
Amen! Fin qui la parola del Signore.
Ora io sono qui anche per esprimere quelli che sono i miei desideri, anche i sentimenti riguardo alla parola. La lettera agli Efesini, nella mia Bibbia, prende tre pagine. La lettera agli Efesini è un consiglio che posso dare: è come andare a sondare l'oceano. Tu ti immergi per scoprire quanto sia profondo, quante meraviglie ci sono e fin dove arriva. Questa lettera agli Efesini è particolare — c'è tutto quello che un credente può assorbire per diventare veramente un vero discepolo, un vero figlio di Dio. Perché c'è un grande insegnamento. Questa lettera di tre pagine è come scalare la più alta montagna. Però hai bisogno di tutta l'attrezzatura necessaria, per non arrivare alla metà e poi scendere, ma per arrivare fino in cima.
L'Apostolo Paolo ha scritto questa lettera a una chiesa dove si adorava la famosa Diana degli Efesini, e dove c'era il tempio di Diana. E Paolo è arrivato ad Efeso, dove si adorava Diana — è come se io dicessi a qualcuno di voi: "Andate in Vaticano e predicate l'Evangelo lì, dove c'è il tempio di una falsa religione". Lì dove Paolo è andato — in una città dove si adorava questa Diana, che era la Madonna di allora, e questo tempio che tutto il mondo adorava e conosceva. E quindi in questa città, quando è arrivato Paolo, ha portato il mistero di Cristo, l'Evangelo. E gli Efesini hanno accolto con gioia la parola di Paolo, l'Evangelo!
Quando leggete negli Atti degli Apostoli, vedete come è cominciata questa chiesa. E poi vediamo che Paolo ha trascorso molto tempo, rispetto agli altri luoghi, in questa città di Efeso. E qui ha potuto già parlare di molte cose. Sono stati istituiti degli anziani, dei Vescovi. Paolo si è raccomandato per questo. E poi vediamo che Paolo era colui che ha dovuto girare il mondo di allora. E così ci ritroviamo con una lettera che, soltanto a leggere l'inizio e cercare di capire, quanti misteri sono stati rivelati a questa chiesa — dove dicono che è anche la chiesa dell'amore! Gli Efesini. E in questa lettera Paolo parla molto della parola, dell'amore di Dio.
E quindi guardiamo come Paolo comincia con le benedizioni a questa chiesa. Parla di come il Signore li ha redenti. Parla di essere in piedi davanti a lui nell'amore di Cristo. Parla di ogni benedizione spirituale in Cristo. Come abbiamo sentito, dice anche di un'eredità futura. Dice della sapienza e la rivelazione della conoscenza di Dio. Così faccio una carrellata — dice ancora Paolo a questa chiesa che stia attenta, perché noi abbiamo a che fare con i principi, con le potestà dell'aria, come abbiamo letto prima.
E poi va avanti — dice che noi siamo stati salvati per grazia mediante la fede, e non in virtù di opere, perché nessuno si glori. E va avanti Paolo ancora e spiega tutte queste ricchezze che ci sono in questa chiesa. In questa lettera, lui parla agli Efesini, e poi in maniera particolare, cominciando dal capitolo 4 degli Efesini fino alla fine, è così personale questa lettera che se la vuoi ignorare, allora va bene. Ma se vuoi cercare in te la santificazione, la perfezione in Cristo, la devi cercare esattamente così come Paolo la manifesta, parlando di ogni soggetto che appartiene alla chiesa, ma principalmente a te stesso.
Tutti i soggetti che tu vuoi trovare, per essere una creatura completa, li trovi qua dentro, in questa lettera. Non trascurarla — prenditi un po' di tempo. Perché ci sono delle lettere — come per esempio il libro dei Proverbi — non è un libro da leggere quando ti capiterà fra un anno. Se lo leggi almeno tre volte in un anno, ti accorgi quanta sapienza puoi acquistare attraverso i Proverbi. O i Salmi, che ti portano alla lode — sono delle lettere dove tu puoi, per un momento, tralasciare la tua lettura e applicarti a queste.
E io la stessa cosa ti chiedo — che tu possa fare anche con la lettera agli Efesini. Tanto più posso dire che arriviamo alla fine di ciò che abbiamo letto — senza andare a leggere tutti i consigli, tutte le cose che noi leggiamo — come Paolo dice — per essere formati nell'uomo interiore. Parlando anche di questo — no? Sapete, Paolo ha parlato anche della famiglia, dei figli, dei mariti che devono sottomettersi alle mogli, o delle mogli che devono sottomettersi ai mariti. E così dei figli, che non devono essere più i padroni della casa, ma che devono essere sottomessi ai genitori. Questi tesori stanno tutti in questa lettera!
E Paolo dice — però — "Perché Dio vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere con potenza, per mezzo del suo Spirito, nell'uomo interiore". Perché quello conta! L'uomo interiore è quel che dirige la nostra vita. E lo Spirito Santo, che in questa dimora si muove in noi, per dirigere i nostri pensieri, le nostre azioni, il nostro comportamento — l'uomo interiore è quello che ha valore davanti a Dio e il suo Spirito.
"Perché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo della fede, affinché radicati e fondati nell'amore, possiate comprendere con tutti i Santi quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l'altezza, e conoscere l'amore di Cristo".
Quanto affetto ci ha messo Paolo per parlare a questa chiesa! Perché Paolo ha detto questo: "Io prego per voi, perché voi avete dimostrato di avere tanto amore per tutti i Santi". Almeno questo era rimasto impresso in questa chiesa — che Paolo aveva trasmesso alla chiesa l'amore di Cristo. E che tutte le cose sono vincolate all'amore di Gesù. E quando manca l'amore in una chiesa, ci può essere grande conoscenza, dottrina, insegnamento — tutto quello che vogliamo — ma quando viene a mancare l'amore in una chiesa, non siamo nulla. Dice Paolo in Primo Corinzi.
Adesso voglio spendere gli ultimi minuti in quello che abbiamo letto all'inizio: l'armatura di Dio. E in questi tempi, abbiamo la necessità di comprendere quanto sia importante. In tempi di guerra, come viviamo noi oggi — guerre reali. Ci sono circa 54 conflitti oggi in questo mondo fra i popoli. Poi c'è una guerra spirituale per noi credenti — non per il mondo. Il mondo non conosce questa guerra spirituale. Ma la conosciamo noi, attraverso gli insegnamenti e lo Spirito Santo che ci è stato dato, per ricevere la sapienza, il discernimento, di capire che quando noi combattiamo, non combattiamo contro carne e sangue, così come Paolo ci dice.
"Il nostro combattimento non è contro sangue e carne". Qualche volta ho pensato ad alcune dispute che si fanno — qualche volta con i fratelli, qualche volta col mondo, qualche volta nella famiglia, con parenti che non hanno dato il cuore a Gesù. E allora ci sono delle contese. Se sei spirituale, capisci che in quel momento, l'uomo che hai davanti a te, che contende, e che magari è preso dall'ira, dalla collera, tu non puoi combattere con le stesse armi, facendo prevalere la tua ragione. Perché in quella persona, che è colma di ira — e l'ira non opera la giustizia — in quella persona c'è un altro spirito.
E tu non puoi combattere con quella persona se hai il discernimento spirituale. Capisci che devi fermare quelle acque, quelle liti. Perché è importante che sappiamo che
dall'altra parte — tu, se reagisci uguale a quella persona, pretendendo di aver ragione — lo stesso spirito di quella persona si trasmette a te, e tu hai perso una battaglia!
Perciò vale la pena di cominciare a comprendere che quando parla Paolo e dice "l'intera armatura di Dio", non dice parzialmente. Come quella del diavolo — vi ricordate? — che si travestì con un'armatura di un soldato normale, perché pensava: "L'avversario non sa che sono il re — nessuno mi potrà ferire". Invece c'era una piccola fessura in quell'armatura. E una freccia — dice la Scrittura — "a caso" andò proprio in quella fessura, lo colpì e lo ferì a morte!
Quando la Bibbia dice "l'intera armatura", Paolo ha guardato quello che era allora — l'armatura dei Romani — un'armatura completa, compreso l'elmo. Perché uno può andare a combattere senza l'elmo. Però magari c'hai tutta l'armatura necessaria. Ma un colpo in questa potresti anche averlo, no? E allora una ferita potrebbe provocarti una debolezza. E quando noi parliamo dell'intera armatura, Paolo parla della verità, della fede, della pace, della giustizia. In tutto questo, Paolo mette queste cose attraverso alcune protezioni, alcune armi.
Prendendo per esempio lo scudo della fede, il quale "potete spegnere tutti i dardi infuocati del diavolo". Non ti credere che sei cambiato. Non ti credere che puoi passare sopra a ciò che hai detto, a come ti sei comportato, e quella bugia che tu pensi che ti è stata perdonata, e quel tuo carattere che ancora è esplosivo. E quante accuse ti arrivano da parte dell'avversario! Perché il combattimento è qua dentro. Non è contro carne e sangue!
Perciò tu non contendi con l'uomo, non combatti con una persona fisica. Ma combatti contro gli spiriti dell'aria. E perciò il maligno viene e ti fa credere: "No, è troppo semplice, facile per te, pensare di essere perdonato, per tutto quello che hai fatto. No!" Allora, se siamo maturi, e questa armatura è veramente l'armatura di Dio per te, capisci che questi sono quei dardi infuocati del diavolo che ti accusano.
E questo non succede a un principiante nella fede. Succede anche a chi ha tanta fede, tanti anni di fede. Perché il maligno non si stanca. Lui sa e capisce. Però una cosa importante: sa della tua vecchia vita, di quando tu vivevi nel peccato. Conosce le tue debolezze e studia la tua persona, per capire quale debolezza ti è rimasta — chiamiamola così, non la chiamiamo "peccato" — quale debolezza ti è rimasta, e lui la vuole colpire.
Quando la tua armatura non è completa, lui colpirà, provocando una ferita. Inizialmente è una ferita. Se tu non la risani, perché hai discernimento spirituale, quella ferita va in putrefazione, e poi complica le cose. Ne va di mezzo tutto il corpo! Spero che capiate dove stiamo arrivando, perché tutti noi facciamo questa esperienza. E forse per questo l'Apostolo dice di vegliare e di stare attenti!
Così tu c'hai lo scudo della fede. I Romani erano preparatissimi — erano i più abili nel combattimento — erano quelli che si allenavano spesso e capivano il tipo di protezione, ma anche di armi, per potere conquistare vittorie e difatti divennero uno dei regni più grandi, degli imperi più grandi di tutti i tempi. Proprio perché la loro armatura era un'armatura sia di difesa che di attacco.
E Paolo fa questo esempio: "Prendete anche l'elmo della salvezza". Come dicevo prima, tanti sono andati in guerra, ma non con un'armatura completa. Se non c'hai l'elmo della salvezza — la certezza che tu sei un figlio di Dio, salvato per grazia — e che questa salvezza è un'eredità acquisita. Perché vi dico di leggere bene la lettera agli Efesini. Perché è un'eredità acquisita. Perché Paolo, quando scrive la lettera agli Efesini — se voi leggete tutti i versi iniziali, vi accorgerete chiaramente che lui dice che siamo stati eletti prima della fondazione del mondo. Poi va avanti e dice — noi — parla al presente di cose che saranno future: "Voi siete stati risuscitati con Cristo adesso, sedetevi nei luoghi celesti". Ma no, come sediam? Parla Paolo. E perché parla così Paolo a voi? Poi lascio la risposta — se andate a cercare bene. Perché ci vuole anche questo, no? Che lo Spirito Santo ci riveli ciò che leggiamo.
Così, "Prendete l'elmo della salvezza", che vi ripara dalle insidie del diavolo — i pensieri cattivi, i pensieri impuri, che mette nei giovani. No? Ma anche negli anziani. Quindi è un campo di battaglia, la nostra mente. Ma se noi mettiamo l'elmo, ci proteggiamo con quell'elmo che parla Paolo.
"E la spada dello spirito, che è la parola di Dio". Sapete quante volte ho dovuto combattere contro l'avversario? E non era un sogno. È come se lo avessi di fronte, in maniera presente. E tu non puoi combattere contro di lui, perché lui è un vecchio Arcangelo — di quelli generali, i primi. Poi, per il suo orgoglio, è decaduto. Ora pensate un momento — anche la Scrittura dice così — no? Se il diavolo ha trascinato con sé una schiera di angeli, figurati se non può trascinare con sé noi uomini, che siamo deboli!
E perciò abbiamo bisogno di essere ben rivestiti dell'armatura di Cristo, e di avere la spada dello spirito, che appartiene a tutti noi, per grazia di Dio. Ma che lo stesso nostro Signore Gesù usò, contro Satana, nel capitolo 4 di Matteo. Come il Signore usò la parola, la spada dello spirito, per contrastare i detti del maligno.
E poi Gesù stesso — quanti Salmi ha citato? Quante parole profetiche ha usato, quando doveva parlare contro i Farisei, e dire ai Farisei tante cose che i profeti hanno detto? Gesù ha usato la parola, la spada dello spirito. Non è un'arma naturale. Non è frutto della nostra intelligenza. La parola è lo Spirito. E con questo possiamo affrontare l'avversario che, in questi tempi, è diventato più agguerrito, più forte, più feroce verso i credenti.
Perché sa che il suo tempo è vicino. Sa che il suo tempo è vicino. E allora vorrà fare quanto più possibile strage nelle chiese e nei fratelli. Usiamo la spada della parola!
"Pregando in ogni tempo con ogni sorta di preghiera e di supplica nello Spirito, vegliando a questo scopo, con ogni perseveranza e preghiera per tutti i Santi". Questo è un peccato di omissione, quando noi non preghiamo per i fratelli. Commettiamo peccato, no? "Fratello, ma io non c'ho pensato". No, fratello. "Però hai pregato soltanto per la famiglia tua, per qualche problema, non hai preso in considerazione che ogni Santo nella chiesa ha bisogno della tua preghiera". E che valore può avere la mia preghiera?
Il valore lo conosce soltanto il Signore. Perché è importante che noi sappiamo — quando la Scrittura ci dice di "pregare in ogni tempo, con ogni sorta di preghiera" — ci sta dicendo che tutte le preghiere hanno il suo significato, la sua utilità. Intercedendo per le anime, per una malattia, per una prova, per se stessi. E quanto è importante che noi possiamo essere costanti e perseveranti nella preghiera, per tutti i Santi! Capite quella parola? "Tutti". Non tralasciare nessuno.
E oltre alla chiesa, abbiamo tanti parenti — che sono figli, genitori, mogli, mariti — che non conoscono il Signore, non sono nella fede, e hanno bisogno della tua preghiera. Perché è importante che tu possa pregare, con quel sentimento, di vedere l'anima che sta vicino a te, che ha bisogno di Gesù. Questo è importante!
Perciò, fratelli, credo sia per noi questa mattina un momento di grande riflessione, per sapere che, per andare avanti, abbiamo bisogno di aprire il nostro Scrigno, trovare il tesoro che abbiamo dentro depositato, di aprire quella cassaforte, di trovare la combinazione giusta, per poterla aprire, e scoprire che cosa c'è dentro. Perché di questo si tratta la lettera agli Efesini — si tratta di andare a scoprire che c'è dentro a questa lettera!
Non parlo perché dobbiamo leggere soltanto questa. Perché tutta la parola di Dio è ispirata, è utile a insegnare, a correggere, a riprendere — così sta scritto, no? Tutta la parola di Dio. Però abbiamo la necessità di capire che il personale, il carattere, l'identificazione di quello che siamo nell'uomo interiore, Paolo ce lo spiega in questa lettera, in maniera meravigliosa!
Perciò, fratelli, io ritengo opportuno — quando abbiamo qualche consiglio, qualche esortazione, che possiamo trasmetterci l'uno l'altro — facciamolo con gioia. Perché tutto ciò serve per l'edificazione del corpo, in se stesso, come sta scritto in questa lettera. Per la chiesa, per la quale Paolo dice — "la stessa chiesa dove Gesù ha versato il suo sangue", dove Gesù è morto, per purificare — sempre scritto in questa lettera — per renderla perfetta, immacolata. Tutto questo è scritto in questa lettera!
Perché io credo che nel desiderio del nostro Signore, nella chiesa, lui trovi una sposa, dove un giorno lui potrà unirsi, nel cielo, per aver fatto quel grande sacrificio. E poter dire: "Vieni, o sposa mia, io ho fatto tanto per te". E perciò non disprezziamo ciò che Dio ha fatto volontariamente. Volontariamente ci liberi il Signore dal pensare che noi possiamo mai disprezzare l'opera di Cristo! Non ci posso credere. Però possiamo farlo involontariamente, trascurando questi tesori, che sono per il nostro cuore, per la nostra anima, e per chi ci sta intorno. Perché possano vedere in noi Cristo, il Re di gloria. Amen!