Da quale roccia siamo stati tagliati — cercare il risveglio

Quando leggiamo questo passo noi facciamo riferimento all'opera del Signore e ci ricordiamo come dice la Scrittura. Qui il caso è quello di Israele, del suo popolo, dove il Signore dice che sarebbe bene di vedere da quale roccia siamo stati tagliati, da quale Cava siamo stati tratti. E fa l'esempio di Abramo riguardo a Israele, ma riguardo a noi, certo, possiamo dire che anche noi veniamo da Abramo secondo la fede. Ma con la venuta di Gesù e con la nuova nascita abbiamo a cuore di dire che adesso siamo stati tagliati da un'altra pietra, che è la pietra vivente che è Gesù. Siamo stati tratti da quella cava, e ora abbiamo la possibilità di cominciare a capire che non siamo più gli stessi.

E questo è quello che fa il mondo oggi. Cioè che prima della fine dell'anno, ogni azienda, ogni governo, ogni istituzione fa la conclusione di quello che è l'inventario dell'anno che hanno trascorso, per capire se i conti tornano riguardo a ciò che sono le finanze, se il governo ha governato bene riguardo al governare la nazione, se una famiglia ha avuto la possibilità di capire che le cose sono andate a essere migliorate, se nella propria vita c'è un inventario. Perché ognuno possa dire: che cosa è cambiato nell'anno che è passato?

Eppure Dio non vede come vediamo noi. Nel senso che diciamo: adesso è un anno nuovo, adesso ricominciamo tutto. Continua come prima, c'è soltanto il cambio della data. Prima era 2024, adesso 2025. Ma non è cambiato niente, neanche tra gli uomini. E tanto più abbiamo a cuore di capire se è cambiato qualcosa nella chiesa di Dio, nella nostra vita. Se c'è stato un progresso. Se l'inventario della nostra vita è quello di aver avanzato nelle vie del Signore. Se l'Evangelo è cresciuto. Se la parola di Dio si è sviluppata. Se lo Spirito in noi è cresciuto per santificarci ancora di più. Tutto questo fa parte naturalmente di qualcosa che noi abbiamo a cuore, perché il mondo va avanti e spera che le cose possano cambiare. Però quando senti il Papa che dice: "Io affido le nazioni alla Santa Vergine Maria", ti accorgi che non è cambiato niente.

Ha aperto le porte del Giubileo. Quest'anno è un anno del Giubileo secondo la chiesa cattolica. E quindi a questo Giubileo: biblicamente, nel Giubileo si rimettevano i debiti, si rimettevano quelli che erano i terreni che le persone avevano ceduto, e si rimettevano gli schiavi finché non fossero più schiavi. Questo era il Giubileo dell'Antico Testamento.

Come noi leggiamo, poi naturalmente quello che noi vediamo in questo passo che abbiamo letto, di ricordarci: il Signore ci dice "Attenzione! Aprite bene gli occhi. Vedete da dove siete stati tratti. Siete fermi sull'opera di Abramo, perché da lui siete stati tratti secondo la fede, oppure vi siete bloccati? Siete rimasti indietro?" La Scrittura ci insegna che l'Eterno infatti sta per consolare. È bello! "Sta per consolare Sion!" Nella parola di Dio, Sion rappresenta la chiesa. Sion non è altro che il monte dove poggia Gerusalemme. E quindi per noi è importante che abbiamo a cuore che Dio sta per fare qualcosa. E se qualcuno lo sente potentemente nel cuore, farebbe bene a perseverare nella preghiera.

Perché la chiesa non può rimanere nello stato in cui si trova oggi. Non parlo soltanto in linea generale, ma parlo anche di noi, in modo che capiamo se c'è stata una maturità, una crescita. Se i credenti stanno maturando. Se si stanno santificando. Se stanno cercando di più il Signore, oppure se non tengono a un risveglio. Per capire: quando parlo di risveglio, parlo di ciò che è storico, deve sperimentare. Altrimenti rimarrà stagnante, senza vita. Si accontenterà di qualche conversione. Ma di solito, senza il risveglio, sono più le mortalità nella chiesa che le nuove nascite.

E quindi se ci fermiamo a quello che il mondo dice, come si usa dire: "Tutto lavoro e famiglia". Bene, ok. Ma è qualcosa di egoistico, di personale. Tutto lavoro e famiglia. Ma noi non abbiamo avuto questa chiamata da parte del Signore. Il Signore ci ha chiamato per poter servire l'Eterno, per portare avanti l'opera, per avere una responsabilità, per cercare la sua faccia. Perché Dio ha affidato l'opera, dopo la sua Risurrezione, l'ha affidata alla chiesa per mezzo dello Spirito Santo, per continuare.

Casa e famiglia significano: io e la mia casa. Ma ascoltami: la mia casa non è tutta cristiana. La mia casa, poi succede che la mia famiglia non sono tutti convertiti, non sono tutti salvati. E se noi rimaniamo nello stato in cui ci troviamo, nel senso che le nostre preghiere sono indirizzate soltanto a qualcuno che affettivamente siamo legati— che sia un marito, che sia una moglie, che sia un figlio—e il Signore ci dice: "Tutto qua! Tutto questo è la tua conversione, tutto questo è l'Evangelo!" E i perduti di questo mondo? I risvegli non cominciano mai al di fuori della chiesa. Dio sceglie anche persone laiche, non quelle persone che fanno parte di una chiesa sedentaria.

Come può succedere? Mi ricordo aver letto dei risvegli in Inghilterra dove la chiesa anglicana era la madre chiesa, un po' come la Chiesa Cattolica, era ormai stagnante, basata sulla sua feccia. C'era anche corruzione. Perché quando non c'è risveglio, non si muove lo Spirito Santo. Gli uomini diventano sedentari. Si appoggiano su quello che sono la propria religiosità. Si accontentano di quel poco che possono accontentarsi. E non scoprono le grandi ricchezze che Dio può manifestare.

Mentre ci sono dei risvegli. Ma come iniziano i risvegli? Noi sappiamo che ci sono dei risvegli dove sono venuti fuori i metodisti, la chiesa metodista. Dove è venuto fuori la chiesa dei moravi. Movimenti come l'Esercito della Salvezza. Ma com'è che Dio si è svegliato e ha cominciato, attraverso i membri, alcuni membri della chiesa, a poter dargli quella potenza di poter arrivare a evangelizzare intere masse? E la chiesa sedentaria è rimasta lì. Anzi, i peggiori nemici dei fratelli di risveglio sono stati proprio i responsabili della chiesa di Inghilterra, la chiesa presbiteriana. E anche Lutero ha fatto questa esperienza. No? Quando Lutero si è risvegliato e Dio ha suscitato un uomo come Lutero, allora anche la Chiesa Cattolica ha messo su una persecuzione nei confronti di Lutero.

Quindi noi adesso dobbiamo soltanto renderci conto se vogliamo rimanere, o accontentarci che qualche anima si avvicinerà al Signore, aggiungere qualche sedia, oppure di capire: ma qual è l'opera di Dio? Com'è che Dio si muove? Dobbiamo elemosinare una piccola guarigione? Lo facciamo pure. Dobbiamo cercare di dare forse tre o quattromila di questi Nuovi Testamenti, dei Gedeoni, per cercare se sì esce qualche anima che si converte? Avere un contatto, tempo del Signore, è come il tempo degli ultimi battezzati da noi, che hanno ascoltato. Sono stati lì, sono nati nella chiesa, nelle famiglie. Ma a un certo punto è arrivato il tempo dove il Signore ha detto: "Adesso!" E c'è il tempo del Signore.

Ora, noi non è che diciamo che Dio farà tutto—il braccio dell'Eterno si muoverà. Ma abbiamo coscienza di sapere che Dio va cercato. Dio va cercato attraverso la preghiera, la comunione, la parola, perché possiamo ricevere da parte sua quello che hanno ricevuto, per esempio, questi fratelli Wesley , Whitfield. Questi erano una serie di studenti che si sono messi insieme, hanno creato un club. Ecco! Si sono messi insieme e hanno discusso intorno alla religione. Si davano da fare ad aiutare i poveri, andavano nelle carceri. Ma tutto in maniera naturale. Non c'era ancora nessun movimento di risveglio.

Hanno iniziato e hanno capito che la situazione non cambiava. Comunque, finché non sono stati visitati da Dio personalmente. In loro c'è stato un cambiamento. Ma da dove ha iniziato? Loro hanno iniziato in maniera naturale e un po' spirituale. Perché nella religiosità, tutti sanno fare del bene. Tutti vanno alla Caritas ad aiutare. Tutti vanno ai supermercati. Come fanno le chiese evangeliche oggi che vanno ai supermercati e dicono: "Qui c'è un carrello, dobbiamo aiutare i poveri. Tutti mettono un po' della spesa", sapete come funziona? Poi ci siamo adeguati anche a un altro tipo di Evangelo. Io non potrò essere che contrario a certi modi di evangelizzare.

Adesso, con il fatto che noi non abbiamo più la forza e la potenza di Dio di poter evangelizzare a tu per tu con gli uomini—e poi vi spiego perché—allora adesso usiamo i bambini nelle piazze. Portiamo un po' di bambini, gli facciamo fare un po' di giochetti, pensando che si avvicinano gli adulti e dicono: "Che bello! Questi bambini. Ma voi siete evangelici!" E così abbiamo una testimonianza. Oppure qualche concerto gospel, no, spirituale. E invitiamo qualcuno a sentire un po' di musica di quella spirituale. Oppure ci sono altri metodi che la chiesa si è inventata oggi, evangelica, pur di strapparne qualcuno a questo mondo, con metodi e organizzazioni umane.

Ma da quale Cava siamo stati cavati? Da quale Pietra? Se noi pensiamo a quelle che sono le origini della prima chiesa, forse faremmo bene a pensare a fare un inventario di quello che erano i cristiani. Come Dio evangelizzò il mondo attraverso un piccolo gruppo di credenti che ha avuto a cuore il mandato che Dio gli ha dato. E questi uomini, quando hanno iniziato in questa maniera, sono stati visitati da Dio. E Dio ha dato loro quello che era necessario, l'attrezzatura necessaria per poter far sì che la mattina si alzassero alle quattro, alle cinque, prima che i minatori entrassero nella miniera. Whitfield e John Wesley predicavano a queste persone. Tu dici: "Ma chi è che va in un campo sportivo a parlare di Gesù? Ma chi è che va in una fabbrica di mille operai, prima che entrano, e tu li attiri a te per parlare del Signore?"

Allora è bene che capiamo questo. Che noi abbiamo delle abitudini dove pensiamo: "Questo metodo non funziona. Ne troviamo un altro, lo useremo. Cercheremo di capire: ma come dobbiamo fare per portare le anime a Cristo? Dobbiamo usare YouTube? Dobbiamo usare Facebook?" Come facciamo noi in diretta. Ma come facciamo, e le anime stanno lì? È cambiato l'anno, ma i cuori rimangono fermi, insensibili. Daremo anche i calendari, lo dobbiamo fare. Dobbiamo continuare a evangelizzare. Certo! Ma arriva il momento dove, quando arriva il risveglio, il braccio dell'Eterno comincia a muoversi, prima in quelli che lo conoscono e che non sono abituati alla religiosità.

Andremo domenica in chiesa, andremo il giovedì, canteremo, pregheremo, ce ne torneremo a casa e ci vedremo la prossima volta—il prossimo giovedì, la prossima

domenica—finché Dio non susciterà in noi il desiderio di fermarci a riflettere, affinché la voce del Signore non sia sempre la stessa. Cioè: "Tutto qua. Non c'è niente di più". Allora quando pensiamo a questi movimenti! Come Dio ha usato questi uomini! Ma perché questi uomini hanno dato il loro cuore a capire come si poteva fare? Pensate che col movimento metodista, l'Inghilterra, con tutto il suo regno, è stato salvato da una guerra civile per mezzo dei fratelli che hanno risvegliato intere città. E attraverso l'Evangelo, le persone hanno cambiato. Sono diventati tutti quelli che erano pronti alla ribellione, tutti quelli che riempivano locali dove c'era tanto peccato.

E quando tu leggi di questi uomini, le storie dicono: "E ma loro erano così..." Ma loro erano anche quelli che, come noi, erano nella nostra stessa condizione. E allora l'unica cosa che avevano in cuore era quella di capire: com'è che Dio può agire in questi certi paesi? Erano dei paesi dove c'era tanta malvagità, tanto peccato. Ma erano loro che erano cambiati, non erano gli stessi. E Dio ha dovuto usare adesso uomini nuovi per portare qualcosa di nuovo nei cuori.

E come si poteva far sì che un uomo si mettesse su un'altura, un po' più alto, per parlare? Ma quanti minatori si fermavano la mattina? Fino a cinquemila persone! Qualche volta diecimila persone! Non avevano il microfono come ce l'ho io. Era il fatto che operava Dio. Perché quando Dio vuol risvegliare il popolo, quando Dio vuole mandare salvezza, allora quello che è importante è che lì vedi la mano del Signore.

Noi possiamo dire: "Va bene, fratello. Però sento dentro che non c'è questo pensiero. Non c'è questo pensiero per i perduti. Non c'è questo pensiero che Gesù si possa manifestare in maniera potente". Perché Dio ha cominciato con questi risvegli riguardo a quello che è la fede e la salvezza. Ma quando è nato il movimento pentecostale nel 1900, non era più soltanto la parola a operare e portare le anime a Cristo. Ma erano i segni che Dio ha dato a questo movimento nuovo. Perché questi nuovi movimenti hanno creduto nei miracoli. Hanno creduto nelle guarigioni, nelle liberazioni, nei segni. Perché Dio manifestasse tutta la sua gloria.

Anche questo è biblico, non è come dicono alcuni: "Questo era solo per un tempo" oppure "era solo per gli apostoli". No. Qualche volta io mi sono messo a pensare, ho riflettuto, ho detto: "Ma va bene. A me mi piace leggere. Ho un'intera libreria che ho letto. Tutti questi libri. Tutto questo che è successo, Signore. Ma mi sembra che anche ai tempi ci sono stati decine e decine di anni di fermo. Non c'era nessun movimento spirituale. Non c'erano uomini che hanno portato risveglio. Non c'era niente. Ma poi arriva il momento dove Dio dice: 'Io sto per consolare il mio popolo. Io non vi ho abbandonati. Io non vi lascerò, non vi abbandonerò'".

Ma siamo esortati a pregare, affinché tutta la malvagità che noi vediamo oggi, l'indifferenza degli uomini. Ma non, non dobbiamo andare molto lontano. Abbiamo nelle nostre famiglie figli, padri, madri che ancora non si sono avvicinati a Cristo. Qual è la parte nostra? Pensate che noi abbiamo una responsabilità. Penso che qualche volta ci arriva qualche segnale evidente. Quant'è il peso che hai per tuo figlio, per tua figlia? Quant'è il peso che hai per i tuoi parenti? Parliamo di quelli più vicini. È così proprio forte il peso che hai per la loro salvezza, o ti sei abituato a vederli prosperare naturalmente, finanziariamente? Dice: "No, ma stanno bene, li ho tutti". Sì, però sono arrivati fino alle ginocchia nell'inferno, nelle fiamme. E domani che sarà?

E noi che siamo stati chiamati a responsabilità, rimarremo nella condizione in cui ci troviamo: salvati. Noi, bene, così. E che cosa dobbiamo fare, fratello? Che cosa dobbiamo fare? Dobbiamo continuare così? Finché... Io credo sia opportuno che intanto chiediamo a Dio quello che raramente chiediamo: che in noi nasca un cambiamento interiore. Perché nasca in noi qualcosa che ci faccia dire: "Signore! Salva!" Che nasca in noi un sentimento come quello che è nato in Gesù. Che è: tutto ciò che vedevano i suoi occhi era pronto per aiutare, per salvare. Non era una persona interessata a vedere gli uomini o le donne che erano perduti.

Quella donna di Samaria è andata a tingere l'acqua. Il Signore aveva già sete, per conto suo, era accaldato. Ma qual era il suo primo pensiero? Ha pensato all'anima di quella donna. Che quella non è stata un'occasione casuale, nulla per caso. È stata un'occasione dove lo spirito del Signore era quello di: come fa a salvarsi una donna che ha cambiato cinque uomini? Chissà che vita porta avanti. E noi pensiamo: "Ma eppure..." Ci sono dei fratelli che vanno. Mi sono ricordato quando stavo a Venezia che c'era una sorella che era una prostituta. Era stata evangelizzata in mezzo alla strada. Dio ha toccato il suo cuore. Si era convertita. Era diventata una sorella che ormai seguiva il Signore. Ha lasciato quel peccato. E adesso faceva la badante. Ma era puntuale nei culti, nella chiesa. C'era stato un cambiamento di vita.

Qualche volta noi pensiamo: "E come facciamo a convertire i malvagi, i peccatori, i delinquenti, quelli che sono stati nelle organizzazioni mafiose? Come si fa?" Quando arriva il risveglio, quando scende lo Spirito Santo, un po' come dice Isaia, no? "Marcia tu pure. I cieli e scendessi!" Allora quando nasce quella preghiera potente, voi pensate che ci sono ostacoli davanti agli occhi di Dio? Un figlio che non ha mai voluto saperne del Signore, ad un tratto si butta con la faccia a terra e piange, riconosce il peccato. Un genitore che non ha mai voluto sapere niente del Signore... Quando Finney si convertì, il primo suo pensiero erano i suoi genitori, il papà e la mamma, che del Signore non avevano mai voluto saperne. Ma quando Finney cambiò il suo cuore, andò con questo peso dai suoi genitori, gli parlò di Gesù. Gesù toccò questi cuori e si convertirono.

Ma dove stava il segreto? Il segreto stava nella persona di Finney che era cambiato. Il segreto sta in noi quando siamo cambiati. Non troverai le persone che si opporranno solamente. Ma dalla tua testimonianza, dal cambiamento tuo stesso, loro si convertiranno. Perché sarà Dio ad aggiungere alla chiesa, come sta scritto: "E Dio aggiungeva alla chiesa!" È come se il Signore prende le anime da fuori e le porta in chiesa. Tu non devi fare niente se non quello di permettere che Dio possa fare un cambiamento profondo in mezzo al suo popolo.

Allora questo è importante, cari fratelli. È un mio desiderio, ma credo è un desiderio di molti, che non pensano a questo: che tutto deve procedere come prima. Come era nel passato, così sarà nel futuro. Ma non è così. Abbiamo a cuore di capire che se Dio suscita uomini e donne che hanno a cuore le meraviglie del Signore, come Dio si può manifestare. E vedere i peccatori che gridano del peccato, che si avvicinano a Dio, e senza che tu abbia potuto fare chissà che cosa. Ecco che la chiesa riceve grandi benedizioni.

Dio ha chiamato ad Abramo, ha chiamato Sara, li ha benedetti, e da loro sono uscite una grande moltitudine. Non credete voi che la stessa benedizione possa cadere in maniera potente sulla chiesa? Perché poi ci possa essere questa moltiplicazione e vedere le anime che si avvicinano al Signore? Allora tu dirai in cuor tuo: "Chi ha generato costoro? Io ero infatti stata privata dei miei figli, ero sterile, esule e scacciata di qui e di là. E questi, chi li ha levati? Ecco, io ero rimasta sola, e questi dov'erano? Dov'erano questi? E adesso sono tutti qua!" Adesso dobbiamo allargare i pioli della tenda.

Perché quando Dio scende con potenza, tocca prima il suo popolo. Poi ne verranno da tutte le parti. Dice: "Ma questi da dove vengono?" Li ha portati il Signore. Però comincia prima da noi. Poi Dio farà il resto. La mia preghiera è: "Signore, metti prima in me un desiderio, un grande desiderio di vedere la gloria tua". L'unico pensiero che mi sale nel cuore non è vedere una chiesa grande, non è vedere grandi guarigioni, non è vedere chissà quante opere, ma vedere la gloria di Gesù Cristo glorificato. Questo sarà quello che cambierà tutto.

Perciò, fratelli, preghiamo. Cerchiamo la faccia del Signore, perché solo lui può fare cose tremende, cose meravigliose. Abbiamo una parola, abbiamo delle promesse. Non dobbiamo disperare. Dobbiamo dire soltanto, come dice la Scrittura: "Ecco, io ti ho scolpita sulle palme delle mie mani. Le tue mura mi stanno sempre davanti". Questo è quello che riguarda la chiesa. Questo è che Isaia ci ha promulgato, perché noi possiamo credere, come è successo nei secoli passati, che Dio adempie la sua parola. Ma abbiamo bisogno che la chiesa si possa umiliare, possa cercare il Signore. Dio è potente da cambiare le cose. Credi tu questo?