Il Gigante cadrà — La fede sconfigge i giganti

Questa mattina voglio condividere con voi un messaggio che il Signore ha messo nel mio cuore per questo fine anno. Io darei un titolo: "Il Gigante cadrà." Amen. Il Gigante cadrà.

E con questo, con voi, fratelli, voglio leggere nella parola del Signore nel libro di Primo Samuele, Primo Samuele capitolo 17. Leggeremo insieme dal verso 40 al verso 51. Non leggiamo tutto il passo per via del tempo. Così si esprimerà la parola del Signore:

"Poi prese in mano il suo bastone, si scelse nel torrente cinque pietre lisce, le pose nella sacca da pastore, in un sacchetto che aveva, poi con la sua fionda in mano, mosse contro il Filisteo. Stiamo parlando di Davide. E il Filisteo avanzò, avvicinandosi sempre più a Davide, mentre il suo scudiero lo precedeva. Il Filisteo guardava attentamente e, scorgendo Davide, lo disprezzò, perché era soltanto un giovane rossiccio e di bello aspetto. Il Filisteo disse a Davide: 'Sono io forse un cane che tu vieni contro di me con dei bastoni?' E il Filisteo maledisse Davide nel nome dei suoi dei. Poi il Filisteo disse a Davide: 'Vieni qui, e io do la tua carne agli uccelli del cielo e alle bestie dei campi.'

"Allora Davide rispose al Filisteo: 'Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con giavellotto. Ma io vengo a te nel nome dell'Eterno degli eserciti, il Dio delle schiere di Israele, che tu hai insultato.' Oggi stesso l'Eterno ti consegnerà nelle mie mani, e io ti abbatterò. Ti taglierò la testa, e darò oggi stesso i cadaveri dell'esercito dei Filistei agli uccelli del cielo e alle fiere della terra, affinché tutta la terra sappia che c'è un Dio in Israele. Gloria a Gesù!

"Allora tutta questa moltitudine saprà che l'Eterno non salva per mezzo di spada né per mezzo di lancia, poiché l'esito della battaglia dipende dall'Eterno, ed egli vi darà nelle vostre mani. Quando il Filisteo si mosse e si fece avanti per andare incontro a Davide, anche Davide corse prontamente verso la linea di battaglia, incontro al Filisteo. Mise la mano nella sacca, ne trasse fuori una pietra, la lanciò con la fionda, e colpì il Filisteo in fronte. La pietra si conficcò nella fronte, ed egli cadde con la faccia a terra.

"Così Davide, con una fionda e con una pietra, vinse il Filisteo, e lo colpì e lo uccise, benché Davide non avesse alcuna spada in mano. Poi Davide corse, si gettò sul Filisteo, prese la sua spada, la sguainò, e lo uccise, troncando con essa la testa."

Amen. Fin qui la parola del Signore.

Bene, fratelli, è un passo molto conosciuto. C'è stato parlato di Davide e Golia molte volte nel corso della nostra vita. Mi ricordo i miei genitori quando mi raccontavano di Davide e Golia—il grande Gigante, vinto, sconfitto, abbattuto—dal Davide, da un giovane, da un giovinetto rossiccio di bello aspetto. Mi ricordo, ci ricordiamo, che di Davide e Golia, nelle nostre scuole domenicali, quasi era il centro delle predicazioni, degli insegnamenti. E oggi ancora una volta ci troviamo davanti a una storia meravigliosa. Ci troviamo davanti a una storia nella quale si trova un gigante.

Questa storia parla di un gigante. Sembra, fratelli, che il popolo di Israele abbia avuto a che fare sempre con i giganti. Non era la prima volta. Questa volta era il giovinetto Davide che si trovava davanti a un gigante. Ma il popolo di Dio, sin dal principio—se vi ricordate la storia—dal momento in cui uscì dall'Egitto, si ritrovò davanti al fiume, alle rive del fiume Giordano. Dopo due anni nel deserto, mancava veramente poco perché attraversasse il Giordano ed entrasse nella Terra promessa, nella terra di Canaan. Ricordate, in Numeri 13, questo lo leggiamo. Ma l'Eterno ritenne opportuno dire a Mosè di mandare degli esploratori nel paese di Canaan. E noi sappiamo che furono inviate dodici esploratori. Dieci dei quali, al rientro dalla visita nel paese di Canaan, nella terra promessa, diedero un resoconto attraverso il quale noi troviamo che sin dal principio il popolo di Israele ha affrontato i suoi giganti.

Un po' come avviene nella nostra vita spirituale: all'inizio del nostro cammino spirituale incontriamo subito dei giganti davanti a noi, da affrontare, da abbattere. Sono esperienze reali, pratiche, che noi facciamo nella nostra vita. E gli esploratori si espressero esattamente così. Numeri 13:32, leggo: "Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese che divora i suoi abitanti. E tutta la gente che in esso abbiamo visto è gente di alta statura." Come vedete, fratelli, il popolo di Israele ebbe a che fare con questi giganti.

Inoltre si espressero ancora: "Là abbiamo visto i giganti, i discendenti di Anak. Provengono dai giganti di fronte ai quali ci sembra di essere delle cavallette." E così dovevamo sembrare a loro. Davanti a questa scena, il popolo di Israele si tira indietro, spaventato, in morsa alla paura, disonorando Dio, non avendo fede in Dio. Ritorna, ritorna per ben quaranta anni a vagare nel deserto.

Ma nel libro di Deuteronomio capitolo 9, dopo quaranta anni—questo lungo tempo—ci ritroviamo ancora una volta nella nostra storia che il popolo di Israele si ritrova davanti alle rive del fiume Giordano. E la parola del Signore dice proprio così: "Ascolta, Israele. Oggi tu stai per passare il Giordano per entrare ad occupare nazioni più grandi e più potenti di te, città grandi e fortificate fino al cielo, un popolo grande e alto di statura, i discendenti degli Anakim, che tu conosci e dei quali hai sentito dire: 'Chi può far fronte ai discendenti di Anak?'"

Come vedete, fratelli, di nuovo il popolo di Israele si ritrova davanti al Giordano, a che fare con i suoi giganti, da affrontare e da abbattere. Questo ci ricorda che i nostri giganti, fratelli, non scompaiono da soli. I giganti sono ancora lì! Quaranta lunghi anni e i giganti sono ancora lì. E questo ci dice che i giganti non vanno via da soli. I giganti devono essere affrontati e abbattuti.

E fratelli, qualcosa di importante io vorrei dirvi questa mattina: questi giganti minacciano la nostra vita. Questi giganti incutono paura alla nostra vita. E il popolo di Israele è proprio colui che testimonia oggi che è venuto meno davanti ai suoi giganti. Oggi si dice: "Il tempo passa." Si usa questa espressione: "Il tempo guarirà. Il tempo risolverà." Quaranta anni e i giganti sono ancora lì. Il tempo risolverà? Ma la parola di Dio ci dice che non funziona così con i giganti della nostra vita.

Ma di chi stiamo parlando, fratelli? Abbiamo introdotto oggi questo messaggio della parola di Dio, parlando dei giganti. Ma chi sono i giganti? Mentre leggevo questo passaggio della Scrittura, e leggevo come Davide, attraverso il suo comportamento, la sua forza, la sua determinazione spirituale, agiva contro questo gigante, mi sono chiesto: "Ma quali sono i giganti della nostra vita?"

E voi sapete, fratelli, che a me piace approfondire e ancorarmi alla parola stessa. E se vogliamo scoprire oggi, secondo le Scritture, chi sono i giganti che si ergono sulla nostra vita spirituale, che devono essere affrontati e abbattuti, bene, oggi abbiamo davanti a noi alcuni giganti che io ho trovato nella parola di Dio.

Uno dei più grandi giganti che sono stati abbattuti e sconfitti—sapete chi è? Il diavolo. Il nemico delle nostre anime. Gesù lo sconfisse sul legno della Croce quando gridò "È compiuto." Quello fu il primo gigante sconfitto dal Signore Gesù.

E poi ci fu Golia. Questo grande gigante, che voleva inveire sulle schiere di Israele. Golia —il gigante chiamato dell'orgoglio. Il suo nome significa "splendore." Incarna l'orgoglio umano che si erge per oltraggiare il Signore e la sua parola. Questo gigante dice sempre: "Io sono, io sono." Egli non vuole essere mai secondo a nessuno. E guai a dirgli di sottomettersi a Dio! Questo gigante Golia esce ogni giorno, mattina e sera—mattina e sera—ergendosi sulla nostra vita, dicendoci che non abbiamo bisogno di nessuno, distogliendo dal dipendere. Amareggiato, fratelli, l'orgoglio è una delle cose che contaminano l'uomo.

Infatti il Signore Gesù, in Marco al capitolo 7, verso 20, si esprimerà proprio così, dicendoci: "Disse ancora: 'Ciò che esce dall'uomo, quello lo contamina dal di dentro.' Infatti, dal cuore degli uomini procedono pensieri malvagi, adulteri, fornicazioni, omicidi, furti, e cupidigia, malzie, frodi, insolenza, invidia, bestemmia, orgoglio, e stoltezza. Tutte queste cose malvagie escono dal di dentro e lo contaminano."

Attenzione, fratelli, a questo grande gigante!

Un altro gigante che si può trovare, si erge sulla nostra vita spirituale, volendo soffocare, con arroganza, il nostro rapporto con Dio, è il gigante di cui noi sentiamo parlare nel libro di Secondo Samuele al capitolo 21, verso 15 e 16. Stiamo parlando del gigante Isbi-Enob. Così è il suo nome. Così è chiamato il gigante della pigrizia. Il suo nome significa "indugiar a Nob." Questo gigante si erge sulla nostra vita spirituale, e, dal nostro rapporto con Dio, abbiamo forza ed energia per muoverci, per lavorare, per compiere grandi sacrifici in tanti settori. Ma non per darci da fare per l'opera del Signore.

Questa mattina ti faccio una domanda, fratello e sorella. Ma tu hai dei giganti da battere? È una domanda. E hai dei giganti da battere? Io ce li ho ancora. E voglio, perché la manifestazione della gloria di Dio si compie nella mia vita, affrontarli e abbatterli.

Isbi-Enob—ricordiamocelo, fratelli, il gigante della pigrizia. Quante volte durante la giornata—mattina e sera, mattina e sera, ripetutamente—la Bibbia dice che il gigante, mattina e sera, per quaranta giorni, minacciava il popolo di Israele. Quante volte nella nostra vita, mentre andiamo, abbiamo il desiderio di cercare la faccia del Signore, si erge questo gigante della pigrizia. E viene sulla nostra vita per far sì che noi non cercassimo la faccia del Signore.

Romani capitolo 12, all'apostolo Paolo, al verso 11 e 12, si esprimerà così, dicendo: "Non siate pigri nello zelo. Siate ferventi nello Spirito. Servite il Signore. Allegri nella speranza, costanti nell'afflizione, perseveranti nella preghiera. Provvedete ai bisogni dei Santi. Esercitate l'ospitalità."

Amen. Gesù. Un altro dei giganti che noi troviamo nel libro di Secondo Samuele 21 è il gigante così chiamato "Saf," o nel libro delle Cronache lo chiama "Sipai." Descritto nel libro delle Cronache, definito "il gigante della trascuratezza," del lassismo. Il suo nome significa "soglia." Sapete, no? Cos'è la soglia? È quella striscia di pietra o di marmo che viene posta, delimita la parte inferiore di una porta, distingue un dentro e un fuori.

Questo gigante si erge in tutta la sua forza contro i figli di Dio, inducendoci a lasciare incustodita la soglia del nostro cuore, così che il mondo possa entrare liberamente, lasciando incustodite le porte del nostro cuore.

Cosa dice la Bibbia? In Proverbi al capitolo 4, verso 23: "Figlio mio, custodisci il tuo cuore con ogni cura, perché da esso sgorgano le Sorgenti della vita."

Amen. Gloria a Gesù! Anche Paolo, nella sua lettera ai Filippesi al capitolo 4, verso 8, si esprimerà così, dicendo: "Dunque, fratelli, tutte le cose che sono veraci, tutte le cose che sono oneste, tutte le cose che sono giuste, tutte le cose che sono pure, tutte le cose che sono amabili, tutte le cose che sono di buona fama, se vi è qualche virtù e se vi è qualche lode, pensate a queste cose."

Sì, poi durante il giorno si erge sulla nostra vita spirituale e ci spinge a non proteggere la nostra soglia del cuore, a non custodire il nostro cuore dal mondo. Attenzione, fratelli, a questo gigante! Perché non ci permette neppure di custodire la nostra mente. E Paolo dice: "Pensate a queste cose. Quelle che avete imparato, ricevuto e udito da me, e veduto in me, fatele. E il Dio della Pace sarà con voi."

Amen. Gloria a Gesù! Nel libro di Secondo Samuele, abbiamo un altro gigante, il fratello di Golia di Gat, del quale troviamo il suo nome nel libro delle Cronache, cioè "l'Ami." Che significa "mio pane." Questo gigante si erge con arroganza sul nostro cammino spirituale e rappresenta il cibo con cui il mondo vorrebbe nutrire la nostra anima.

Cosa dice il Signore Gesù? Cosa dice il Signore Gesù ai nostri cuori questa mattina, fratelli? Che l'uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio.

Amen. Quando questo gigante si erge in tutta la sua forza, sin dal mattino, e viene a te, fratello e sorella, e viene a noi, volendo la nostra anima di tutto quello che appartiene a questo mondo, custodiamo il nostro cuore e diciamo: "L'uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio."

C'è un altro gigante, e concludo con i giganti (ma ce ne sono tanti altri): il gigante dalle sei dita, sempre in Secondo Samuele capitolo 21, che noi troviamo. Questo è simbolo dell'imperfezione, definito "il gigante della carnalità." La mano è figura dell'opera umana, mentre il piede è la condotta dell'uomo. La Bibbia ci dice che questo gigante aveva sei dita alle mani e sei dita ai piedi. Questo rappresenta l'opera degli uomini e la condotta dell'uomo.

Questo gigante si erge sul nostro cammino, offuscando la mente e il cuore dei figli di Dio, impedendogli di capire le cose che appartengono al suo regno. L'apostolo Paolo ci dice qualcosa anche a riguardo in Primo Corinzi capitolo 3, verso 1 e 2. Lui rimproverò la chiesa dei Corinti. Avrebbe voluto parlare in maniera spirituale a loro, ma non potè farlo. E con dolore li rimproverò, dicendo: "Io, fratelli, non ho potuto parlare a voi come uomini spirituali, ma vi ho parlato come a dei carnali, come a bambini in Cristo. Vi ho dato da bere del latte, non vi ho dato del cibo solido, perché non eravate in grado di assimilarlo. Anzi, non lo siete neppure ora, perché siete ancora carnali."

Il gigante della carnalità—cosa fa, fratelli? Porta in mezzo a noi invidia, disputa, divisioni. Così dice la Scrittura: "Fra voi c'è invidia, dispute, divisioni. Non siete voi carnali e non camminate secondo l'uomo?" Questo è un altro gigante che negli ultimi tempi si erge con potenza sulla nostra vita spirituale.

Ma ritornando alla nostra storia, vorrei, fratelli, pormi qualche domanda con voi. Come si abbattono i giganti nella nostra vita? Come ha fatto Davide? Davide ce ne dà un insegnamento perfetto, molto forte. E noi vogliamo apprendere da questa Scrittura, da questo passo che abbiamo letto, come si abbattono oggi i nostri giganti.

Certo, ci devono essere delle buone motivazioni. Ci devono essere delle giuste motivazioni. Perché i giganti vengano affrontati e abbattuti. Parlo di motivazioni spirituali. Una delle quali la troviamo proprio nella vita di Davide.

Davide si trova, a un certo punto, mandato da suo padre Isai per andare a trovare i suoi fratelli, dandogli del cibo. I suoi fratelli erano in mezzo alle schiere di Israele. Sapete la storia. Il popolo di Israele era da una parte e il popolo dei Filistei dall'altra. Uno contro l'altro uno voleva soggiogare. Mandò Davide lì, in mezzo alle schiere di Israele. E la Bibbia ci dice che, quando Davide è arrivato in mezzo alle schiere di Israele, si ritrovò con Saulo e i suoi fratelli e il popolo di Dio, in morsa alla paura, tremavano.

E Davide—Davide aveva un desiderio nel cuore che gli bruciava! Davide aveva una motivazione valida, perché potesse affrontare il suo gigante. Questo gigante disonorava Dio, il suo Dio, e le schiere di Israele. La Bibbia ci dice, nel verso 26, che questo Filisteo si faceva avanti mattina e sera. Continuò a presentarsi per quaranta giorni, minacciando il popolo di Dio.

E questi fratelli—questo gigante non era un uomo qualsiasi. Non era un uomo qualsiasi. La Bibbia ce lo descrive nei primi versi del capitolo 17, verso 4, 5, 6. Ci dice che questo gigante Golia di Gat era alto sei cubiti e un palmo (circa tre metri e quaranta centimetri). Aveva in testa un elmo di bronzo. Era vestito di una corazza a maglie, il cui peso era di cinquemila sicli di bronzo (circa sessantacinque chili). Alle gambe portava gambiere di bronzo. Un giavellotto di bronzo sospeso alle spalle. L'asta della sua lancia era come un subbio di tessitore. E la punta della lancia pesava seicento sicli di ferro (circa dieci chili).

Davanti a lui camminava il suo scudiero. Fratelli, non stiamo parlando di un uomo normale. La domanda, questa mattina, è: qual è il motivo per cui oggi posso dire, davanti a Dio: "Signore, io voglio abbattere il mio gigante"? Fatti questa domanda! Facciamoci questa domanda. Quando ci troviamo dei giganti davanti alla nostra vita, degli ostacoli, giganti che si ergono per soffocare il nostro rapporto con Dio.

Fatti questa domanda: "Per quale motivo voglio vincere il mio gigante?" La motivazione di Davide era che questo uomo disonorava il nome dell'Eterno. Disonorava Dio. Nel cuore di Davide c'era un desiderio—vedere la manifestazione della gloria del suo Dio. Il desiderio di Davide era che il piano del Signore potesse avanzare. Nel suo cuore il desiderio ardente di Davide, che bruciava nel suo cuore, era quello che il Signore potesse far progredire, crescere, la sua vita spirituale, vedere la gloria di Dio nella sua vita.

Qual è la tua motivazione? Se non hai una motivazione, non affronterai mai un gigante. Abbi questa motivazione—la prima che Davide ebbe nel cuore. "Questo gigante, incirconciso Filisteo, insulta le schiere dell'Onnipotente Dio!" Noi non vogliamo disonorare il nostro Dio. Amen! Noi lo vogliamo onorare. Abbiamo una motivazione, per cui questa mattina possiamo gridare a Dio e dire: "Signore, voglio abbattere i miei giganti per la tua gloria, per la manifestazione della tua gloria nella mia e nella tua vita."

Gloria a Gesù! E Paolo, nella Scrittura al capitolo 10, verso 31 della Prima Lettera ai Corinti, ci dirà queste parole: "Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate alcun'altra cosa, fate tutte le cose alla gloria di Dio."

Amen. Gloria a Gesù! Davide aveva una motivazione valida. Ma chi è mai questo Filisteo, incirconciso, che osa insultare le schiere del Dio vivente? Verso 36, sempre Davide si esprimerà dicendo: "Sì, il tuo servo ha ucciso il leone e l'orso. E questo incirconciso Filisteo sarà come uno di loro, perché ha insultato le schiere del Dio vivente."

Amen! Tutto ciò che insulta l'Eterno, che disprezza il Signore, e tutto ciò che ci impedisce di avere un rapporto autentico con il nostro Dio—fratelli e sorelle—diciamo: "Signore Gesù, aiutaci! Perché il gigante cadrà nel nome dell'Eterno degli eserciti!"

Gloria a Gesù! Un'altra motivazione, per cui il gigante cadrà, fratelli, sono i metodi di Davide. È una lezione veramente forte per noi. Sono i metodi di Davide. E quali metodi sono, fratelli e sorelle? Sono sempre gli stessi metodi. Vorrai cambiare metodo per abbattere i tuoi giganti? Non c'è metodo diverso da quello che ha usato Davide. Perché Davide sperimentò che lo stesso metodo con cui ha abbattuto i suoi giganti, dando gloria a Dio nel passato, era ancora lo stesso metodo in questo momento. E lo sarà ancora per sempre.

Sapete qual è, fratelli? La fede in Dio! La fede in Dio! Davide confidava nel suo Dio. Ci sono altri metodi che noi conosciamo? Non credo, fratelli. Noi lo troviamo questo al verso 38 di questo capitolo. Perché Saul, il re, rivestì Davide. Dice la Scrittura della sua armatura. C'è sempre qualcuno che vuole indurci ad usare altri metodi per affrontare i nostri giganti. Ma fratello e sorella, usiamo la nostra fede in Dio!

Alleluia! Noi vediamo, vedremo la sua gloria. Gli mise in capo un elmo di bronzo. Gli fece indossare la corazza. Davide quindi cinse la spada di Saulo sopra l'armatura. Cercò di camminare, perché non vi era abituato. Ma Davide disse a Saul: "Io non posso camminare con questa armatura, perché non ci sono abituato."

Gloria a Dio! Noi, chiesa del Signore, non dobbiamo abituarci a quelli che sono i metodi umani—quelle cose che ci fanno capire che abbiamo forza, cose materiali, cose che vengono dal mondo. Non ti abituare mai a prendere forza dalle cose che appartengono a questa terra. Prendi forza in Dio soltanto! Perché a lui soltanto appartiene la gloria.

Non ci sono abituato! Gloria a Gesù! Sia questo! Ho pregato in questi giorni che il Signore potesse scolpire sulle tavole del mio cuore e della mia mente questa espressione di Davide: "Non ci sono abituato!" Non ti abituare a quello che il mondo offre. Abituati a usare sempre la stessa strategia, sempre la stessa che Davide usò: la fede nel suo Dio. Alleluia! Gloria a Gesù! Dio è buono. Sappiamo, no, la storia? Davide, con una semplice fionda e con una pietra, la Bibbia dice che abbatte questo gigante.

Ora vado verso la conclusione, fratelli, e vi vorrei dire alcune cose. Per abbattere i nostri giganti, dobbiamo credere. Dobbiamo credere, fratelli, alle parole di Gesù, che noi troviamo in Matteo al capitolo 28, verso 18. E cioè, il Signore Gesù stesso dice: "Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra."

Isaia al capitolo 43, verso 13, ancora ci dirà: "Prima dell'inizio del tempo Io sono sempre lo stesso. E nessuno può liberare dalla mia mano. Quando io opero, chi può ostacolarmi?"

Confida in queste parole, fratello e sorella! Quando un gigante appare, si erge contro la tua vita, ricordati delle parole che noi ascoltiamo da parte del Signore. Lui è sempre lo stesso. Non muta. Non cambia. Quando egli opera, ma chi può ostacolare il nostro Dio?

E concludo: il Signore nostro Dio non ci lascerà in balia dei nostri. Credete voi questo? Lo confermiamo con la parola del Signore nell'epistola di Primo Giovanni al capitolo 4, verso 4. Così la parola del Signore dice: "Voi siete da Dio, figlioletti, e li avete vinti. Perché colui che è con voi è più grande di colui che è nel mondo."

Amen. Gesù! Voi li avete vinti, dice il Signore. Fratelli e sorelle, colui che è dentro di noi è più grande di colui che è nel mondo.

Amen! Che Dio benedica la sua parola, perché rimanga scolpita nei nostri cuori! Fratelli e sorelle, quanti giganti nella nostra vita! Se in questo momento tu riconosci che ci sono dei giganti che impediscono alla tua crescita e tuo progresso spirituale, allora io ti invito a confidare in Dio, ad avere fede in Dio, ad avere delle giuste motivazioni, ad usare sempre gli stessi metodi. Abbi fede in Dio, perché egli compirà la sua opera in te e in me.

Amen. Dio ci benedica. Noi ti ringraziamo, Padre, ancora per questo momento che tu ci hai donato, per poter sostare ai tuoi piedi e ascoltare la voce dello Spirito Santo che parla al nostro cuore, dicendo: "Oh mia chiesa, Io voglio manifestare la mia Gloria nella tua vita."

Grazie, Signore! Perché questo è il nostro desiderio questa mattina, che brucia nel nostro cuore. Sì, la manifestazione della gloria di Dio nel nostro cuore. Grazie, Signore! Perché possiamo esporre davanti a te, presentandoti le nostre debolezze, e dicendo: "Signore, abbiamo fede in te, che il nostro cammino sarà un cammino di Vittoria nel nome dell'Eterno degli eserciti."

Grazie, Signore! Perché vogliamo onorari tutti i giorni della nostra vita. Vogliamo dare gloria a te. Vogliamo che il tuo nome sia glorificato, sia innalzato, sia riconosciuto. Sì, Signore! Per quest'opera meravigliosa che tu porterai a compimento in ognuno di noi.

Grazie! Perché proclamo una grande benedizione sulla vita dei miei fratelli, delle mie sorelle, che volgeranno alle loro case, faranno ritorno alle loro dimore, mettendoci sotto la protezione del tuo sangue nel nome di Cristo Gesù.

Amen. Amen. Amen.