Visione e responsabilità della chiesa

Leggiamo: "Quando non c'è visione profetica il popolo diventa sfrenato, ma beato chi osserva la legge". Non c'è una visione profetica, torno un momento indietro. Spero che mi state seguendo. Io e tu parlo in linea generale: che propositi abbiamo? Vero è che abbiamo comprato calendari per distribuirli ai pagani, ai parenti che ancora non hanno accettato Gesù, agli amici negli uffici. Vero è che c'è stato anche questo lavoro fatto dai fratelli con i Nuovi Testamenti di Gideone, a migliaia, distribuiti nelle scuole. Tutto questo è vero. Ma pensate che questo sia sufficiente? Dici tu, fratello, che dobbiamo fare?

È bene che l'uno con l'altro possiamo incoraggiarci a capire che abbiamo la possibilità, prima di ogni altra cosa, di fare ciò che ha fatto Nehemia. Perché alla notizia delle mura distrutte, la prima cosa che fece fu umiliarsi. Noi abbiamo peccato, i nostri padri hanno peccato, poi è andato al Signore, ha digiunato e ha chiesto: "Che posso fare io? Sono un semplice copiere, e piango unicamente perché il suo popolo soffriva". Quando ha sentito della grande povertà, il suo cuore non è rimasto indifferente, perché lo Spirito Santo aveva voluto creare in lui una condizione che gli permettesse di dire a Dio: "Che cosa devo fare, Signore?". E lo ha fatto con passione. Perché se manca questa passione nella nostra vita, rimarremo indifferenti davanti ai perduti.

Ho sentito che qualcuno si è ritirato in montagna per pregare per il proprio paese. Noi stiamo pregando per il nostro paese, per la nostra città con 100.000 abitanti a Brindisi. Quando vado in preghiera, me li sono scritti: i fratelli che abitano a Brindisi forse non superano i 60-70 persone. E io dico: 100.000, che sarà di queste persone? E noi possiamo rimanere indifferenti davanti a questo? Questo è quello che mi deve preoccupare. Perché quando vado a leggere ciò che leggo nella Parola, il re stesso dice a Tassers: quando Nehemia si presentò, dopo chissà quanto tempo, per portargli il vino, il re disse: "Perché hai l'aspetto triste, anche se non sei malato? Non può essere altro che un'afflizione del cuore". Non può essere diversamente; non sei malato. Perché sei triste?

Se qualcuno viene e dice: "Ma perché sei triste?", Eh, "non vanno bene le cose a casa, mi manca il lavoro, e a scuola pure non vanno bene, e le finanze arriviamo giusto per pagare...". Ma se c'è un imprevisto, nasce la tristezza anche per queste cose materiali. Abbiamo cantato: "Dal cielo scende la benedizione", e nella benedizione dovremmo seguire le parole di Gesù che dice: "Non siate in affanno per ciò che come vi vestirete, come..." Però abbiamo bisogno di avere nel nostro cuore un Dio a cui credere, alle sue parole.

Nehemia era afflitto per i suoi fratelli, ed è bene che noi ci fermiamo a considerare che la nostra famiglia è così grande. Abbiamo bisogno di pregare al Dio vivente, vero. Ma nel frattempo, nel cuore di Nehemia Dio aveva messo una visione: che cosa chiedere al Re, di andare a costruire le mura. Tu, chi sei? Faccio questo paragone: fratello, io sono una semplice sorella casalinga. Qualcuno dice: "Non ho nemmeno tanti studi". Un altro dice: "Io sono un semplice fratello, che posso fare?". Chi sei tu? Sei esattamente quella persona dove Dio può mettere un progetto, una visione. Il risveglio in Irlanda è nato da due sorelle umili che si sono messe insieme a pregare per il loro paese, per la loro nazione. E per mezzo di queste sorelle Dio ha suscitato degli uomini che hanno

risvegliato un'intera nazione, e così Cristo è stato glorificato. Non sottovalutare. È vero che la Parola ci insegna che ognuno non deve stimare più sé stesso degli altri, no, ma Dio ci ha dato un compito. Può mettere una visione nel tuo cuore: quella di mettere un peso per la fratellanza, per il paese, per i parenti, per la famiglia che ancora non si è convertita del tutto, per i figli perché possano progredire e diventare degli uomini di fede. Per i nostri bambini, come vedo per la nostra generazione, perché questi uomini che hanno cambiato le nazioni hanno cominciato in tenera età.

E io voglio incoraggiare i genitori a spingere i figli più verso le cose che servono per l'edificazione della chiesa, perché abbiano un motivo per cui credere, seguendo il vostro esempio come cristiani.

Quando abbiamo preso questo stabile stavamo in una chiesa più piccola; pochi di voi ormai si ricordano, perché sono passati tanti anni. E allora abbiamo pensato: "Signore, che dobbiamo fare? Stiamo troppo stretti". E pensando di prendere un posto più grande, per la grazia di Dio abbiamo ricevuto questo luogo fuori dalla città. E abbiamo pensato: "Ma stiamo fuori dalla città. Chi è che può venire fin qua?". Abbiamo pensato che ci vuole un posto più largo, perché la visione era che ci potessero essere più anime. Naturalmente il proposito era buono, ed è quello che ogni credente, ogni chiesa deve pensare: che la chiesa possa crescere nelle vie del Signore e che possano aumentare i convertiti, i fedeli, quelli veri.

Però, a motivo di questo, naturalmente la Scrittura non ci rimprovera il fatto che qualche volta siamo immobili, ma ci dà la forza di capire che in questo nuovo anno... Tu dici, fratello: "Ci sorprendi con un messaggio che insomma ci lascia un po' perplessi. Vorremmo un messaggio un po' più dolce, più incoraggiante, più amorevole".

Vedete, cari fratelli, il più bel messaggio che noi abbiamo potuto ricevere all'inizio era quello della Croce. Come Paolo, in tutto quello che era la sua vita, noi abbiamo a cuore di capire che alla Croce possiamo raggiungere certi obiettivi che riguardano prima noi stessi. Nel libro di Isaia, al capitolo 54, dice al verso 2: "Allarga il luogo della tua tenda, e i teli delle tue dimore si distendano senza risparmio. Allunga le tue corde e rinforza i tuoi pali". Che cosa ci sta dicendo Isaia oggi? Noi vogliamo allargare la nostra tenda, piantare i pali un po' più in là, in modo che ci sia spazio ancora per altri. È quella la raccomandazione che il profeta, per mezzo del Signore, fa. Ma per fare questo, abbiamo un momento il bisogno di tornare indietro, perché è incoraggiante sentire che il Signore ci dice: "Allargo il luogo della tua tenda". E come possiamo fare, Signore?

Certo, per Nehemia è stato un'impresa. Sentire che la grazia di Dio è venuta sulla sua vita e lui ha detto ai suoi fratelli: "Che io ho in cuore per noi, per me e per voi? Leviamoci, mettiamoci a costruire". Così presero coraggio per mettere mano a questo importante lavoro. Non dobbiamo pensare: "No, ma Monterone non vuole saperne più. Nessuno, dopo tanti anni che abbiamo sparso, abbiamo evangelizzato". E quell'altro dirà a Francavilla la stessa cosa. E noi a Brindisi: "Ma sono tanti anni, non è che cambia niente, non sta cambiando nulla".

Ricordatevi soltanto questo: c'è il tempo di Dio. E questo è importante, perché il tempo di Dio noi dobbiamo rincorrerlo e capire che cosa è l'intuito, il fiuto che il Signore sta cominciando a scuotere il popolo di Dio. Come Dio ha scosso il cuore di Nehemia con quel messaggio, dicendogli: "Le mura di Gerusalemme sono piene di brecce, e i tuoi fratelli stanno soffrendo". Questo scuotimento è quello che Dio vuole dare alla chiesa oggi, perché riusciamo a non convincerci che non siamo i soli a poter godere della lode, come questa mattina, di poter godere della comunione fraterna, dell'amor fraterno. Ma no, è bene che ci sia anche uno scuotimento, come Dio ha fatto vedere nella Parola. Come ho ben detto giovedì: "Casa, famiglia e lavoro", e va bene così, e tutto va bene. Non è così, non è questa la chiamata che abbiamo. Non è questo il mandato che abbiamo ricevuto.

Noi abbiamo un altro compito. Oltre quello che la benedizione del Signore ci assiste a provvedere anche per le cose materiali (questa è la grazia di Dio), ma se non mettiamo avanti le cose spirituali ci sarà una decadenza in ciò che è materiale. Così dice l'Eterno. Il profeta Aggeo: "Tanti di voi ormai non portano più la Scrittura, perché abbiamo il quadro qua, no? Sarebbe bene che la portate comunque, perché anche questo poi diventerà un male nel futuro, spero di no".

Così dice l'Eterno degli eserciti: "Questo popolo dice il tempo non è ancora giunto, il tempo in cui la casa dell'Eterno deve essere ricostruita". Attenzione a che dice lo Spirito per la Parola: "Allora la parola dell'Eterno fu rivolta a loro per mezzo del Profeta Aggeo, dicendo: 'E forse questo il tempo per voi di abitare nelle vostre case ricoperte mentre questo tempio giace in rovina'?".

Domanda: è questa la condizione oggi? No, in linea generale parlo che il popolo di Israele si era un po' assuefattto. Ah, adesso siamo un po' più liberi, e hanno cominciato a costruire le loro case, ad aggiustarle, ad abbellirle, a cambiare la ceramica, a cambiare le porte. Quelli in moda non le hanno messe. Quindi hanno pensato: perché? Ciò era soddisfacente ai loro occhi, per non dire alla loro carne. E il Signore ha voluto un po' scuoterli e dire: "Ma è questo il tempo di pensare alle vostre case? È questo il tempo che noi pensiamo troppo alle nostre case, alla nostra vita, ai nostri figli, ai nostri parenti? E giriamo intorno a quello che più ci aggrada secondo la natura, le cose materiali, non quelle spirituali? Perché manca la visione".

E questo è quello che Dio ha voluto dire al suo popolo ai tempi di Aggeo. Ma vi sembra proprio questo il tempo? Non è forse il tempo che la casa del Signore...? E quando diciamo "la casa del Signore", non dobbiamo intendere soltanto un luogo dove ci riuniamo, ma, come dice in Ebrei, la casa del Signore siamo noi, sono i fratelli, sono le anime. E per questo è bene che noi sentiamo dalla Parola di Dio: "Perciò, ora dice l'Eterno degli eserciti, considerate bene il vostro comportamento".

Ci fermiamo. A me mi piacciono i messaggi che mi scuotono. Se ciò non fosse stato per me, questa mattina avrei potuto pure dire: "Possiamo iniziare l'anno in questa maniera. Forse ci dobbiamo rimproverare qualcosa? Niente, niente di tutto questo". Abbiamo soltanto la grazia di sapere che la Parola di Dio ci tiene sobri, svegli, che ci scuote per poter capire qual è la volontà del Signore, che possiamo cominciare a fare qualcosa in più per l'edificazione delle mura di Gerusalemme. E nel cuore di Nehemia c'era questo proposito che veniva dal cielo, e Dio l'aveva messo nel suo cuore perché potesse completare questo grande lavoro. "Ci mettemmo all'opera, perché la mano del Signore era sulla nostra vita".

È così, fratelli. Che cosa ci manca oggi? Nessuno di voi ha un problema che lo affligge così tanto da poter dire: "Mi porto dietro una tristezza grande"? No. Grazie a Dio, come cose materiali? Non credo, non ci manchi nulla. E se qualcuno dovesse avere un bisogno, c'è sempre la chiesa, no? I fratelli che fanno da supporto, se c'è qualche necessità. Ma sono le cose spirituali a cui noi non dobbiamo trascurare, e dobbiamo impegnarci di più per il mandato che abbiamo ricevuto. E Dio ci vuole incoraggiare a dire: "Ma che avete capito? Volete rimanere così come state? Se volete che i vostri figli, i vostri mariti, le vostre mogli che ancora non servono il Signore possano cominciare ad essere scossi, cominciate da voi, sì".

Cari fratelli, è così. Cominciamo da noi a capire che cosa Dio ci sta chiedendo. Vi aspettavate molto, ma in realtà c'è stato poco? Non ci aspettiamo molto. Sì, stiamo evangelizzando, abbiamo distribuito forse 3-4000 Nuovi Testamenti, centinaia di calendari. Ci aspettiamo che il Signore possa operare, ma c'è un problema dove noi dobbiamo andare in cerca di capire perché. E quel perché è quello che abbiamo bisogno di vedere, come il Signore ci vuole scuotere.

Allora la Scrittura dice: "Zorobabel, figlio di Scealtiel, Giosuè figlio di Iosadat, il sommo sacerdote, e tutto il resto del popolo, diedero ascolto alla voce dell'Eterno il loro Dio e alle parole del Profeta Aggeo, perché l'Eterno il loro Dio lo aveva mandato, e il popolo ebbe timore della presenza del Signore".

Amen. Che cosa è che ci può scuotere? Abbiamo bisogno di un profeta che ci venga a dire: "Fratelli, potete fare di più, cercare di più la faccia del Signore, cercare una visione". Perché tutti noi, vuoi o non vuoi, una visione dobbiamo averla. Qual è la tua visione? E io sto pregando da anni per la mia famiglia. È già una buona visione quella che si possano convertire quelli della tua casa, quella dei tuoi parenti. Questo è quello della tua famiglia, e questa è la visione che noi dobbiamo avere, perché abbiamo una visione profetica in virtù di ciò che la Scrittura ci insegna. E non lasciarci scoraggiare dalla voce dell'avversario: "Ma tanto non si convertono. Ma tanto vedi come vivono nel peccato. Ma tanto ti disprezzano, ti deridono quando parli della Parola".

Quando sono venuti questi risvegli, gli uomini più malvagi si sono gettati con la faccia a terra. Uomini che non hanno voluto saperne niente, ubriachi, peccatori, ladri di ogni genere. Non c'è stato ostacolo. Quando è scesa la potenza di Dio, questi uomini hanno soltanto piegato le loro ginocchia.

Quel che serve, cari fratelli, è che noi chiediamo la Misericordia di Dio perché possa scendere, proprio con una preghiera accorata, chiedere a Dio di darci quella preghiera che ha fatto il profeta Isaia quando disse chiaramente: "Oh, squarciassi tu pure i cieli e scendessi!". È proprio quella preghiera che ha creato uno scuotimento nella vita del popolo di Israele. Quando venne questa preghiera, al capitolo 64, e chiudo, perché vorremmo anche noi chiudere con questa preghiera e ce la dobbiamo portare dietro ogni mattina:

"Oh, squarciassi tu i cieli e scendessi! Davanti a te sarebbero scossi i monti come il fuoco brucia i rami secchi, come il fuoco fa bollire l'acqua. Scendi per far conoscere il tuo nome ai tuoi avversari e far tremare le nazioni davanti a te. Quando facesti cose tremende che non ci aspettavamo, tu discendesti e i monti furono scossi alla tua presenza".

Amen. E questo scuotimento che non ci deve lasciare il sentimento non di indifferenza davanti a ciò che i nostri occhi vedono oggi, a tanta malvagità, a tanta indifferenza, davanti a tanta sofferenza che noi vediamo oggi, ma che il popolo di Dio, chiamato a responsabilità, possa essere prima scosso e poi cercare il Signore per dire: "Signore, opera, fa un'opera nuova nel mio cuore, che io possa comprendere pienamente qual è il desiderio che io voglio portarmi avanti, spinto dallo Spirito tuo, che mette in me quella passione che non è soltanto per me, ma per quelli che stanno accanto a me".

Se solo potessimo vedere per un momento quello che saranno i perduti! Allora ci renderemo conto che l'eternità è qualcosa di così tremendo da sfuggire all'immaginazione del nostro cuore.

Ora la mia preghiera insieme a voi è proprio questa, cari fratelli: che in questo nuovo anno possiamo perseguire un'altra strada, che possiamo dare una sterzata alla nostra vita per dire: "Signore, non mi basta, non mi basta che sono salvato io. Perché io non mi sono convertito per sfuggire alle fiamme eterne e andare in cielo, no. Ci siamo convertiti per servire il Dio vivente e vero, e per portare avanti quello che è il suo pensiero, la sua volontà, unicamente per uno scopo (perché non ce ne sono tanti, uno solo): è glorificare Gesù".

E Dio ci benedica. Amen.

Il tuo popolo, Signore, il tuo popolo, Signore. Preghiamo, ci umili noi. Preghiamo. Giù ad ogni peccato. Rinunci il peccato in un... E gridi. Gridi ancor . Piogge ancora. Spandi il tuo Spirito. Scenda il fuoco tuo. La unzione sia fresca su di noi. Pioggia... Spandi il tuo Spirito. Il fuoco tuo. La unzione sia fresca su di noi. Spirito, scenda il fuoco tuo. La unzione sia fresca su di noi. Tuoc. Lazione sia fresca su di noi. Anche tuo Spirito. Scenda il fuoco tuo. La unzione sia fresca su di noi. Unzione sia fresca su di noi. Scenda il fuoco tuo. La tua unzione sia fresca su di noi. Alleluia.

Gloria a Gesù. E quale altro desiderio? Padre, nel nostro cuore quello che è il fuoco dell'Eterno possa scendere sulle nostre comunità, e lo Spirito Santo possa creare quella condizione che ci permettere di scuotere il cielo. Signore, perché il tuo braccio non si è accorciato, né il tuo orecchio troppo duro per udire le nostre richieste? Metti in noi tanto desiderio quanto il desiderio del tuo cuore, per vedere il tuo popolo prosperare nelle tue vie. Che segni, prodigi e potenti operazioni possano essere svolte, o Signore. Che un potente risveglio possa scuotere questi nostri paesi. Che lo Spirito Santo possa creare prima in me e nei miei fratelli quella condizione di umiliazione di ricerca, sì, Signore, la tua faccia.

Perciò veniamo davanti a te questa mattina, perché Spirito ci inviti, o Signore, a piegare le nostre ginocchia e a chiederti di vedere le tue meraviglie ancora nei nostri giorni. Sì, o Signore, benedici così questa assemblea, questa fratellanza. Assorba tutta la Parola per intero perché possa rimanere nel nostro cuore, Signore. Fai grazia ancora anche a quelli che sono ammalati. Mettiamo davanti a te anche la sorella Carmelina, che tu la puoi guarire interamente, o Dio. E quanti soffrono nel corpo, mettiamo, Signore, la tua chiesa, perché la tua mano benefica possa posarsi su ogni cuore. A te la gloria, padre, nel nome di Gesù. Amen. Amen.

Dio ci benedica.