Maria unge i piedi di Gesù — il sacrificio d'amore
Questa mattina dalla Scrittura io vorrei leggere un passo che già conosciamo moltissimo. Chissà quante volte abbiamo ascoltato, nell'evangelo di Giovanni al capitolo 12. Leggiamo: Giovanni 12, verso 1: "Gesù dunque, sei giorni prima della Pasqua, si recò a Betania, dove abitava Lazzaro, colui che era morto e che egli aveva risuscitato dai morti. E qui gli fecero un convito. Marta serviva, e Lazzaro era uno di quelli che erano a tavola con lui. Maria allora prese una libra di olio profumato di nardo autentico di grande prezzo, ne unse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli; e la casa fu ripiena del profumo di questo olio.
Allora uno dei suoi discepoli, Giuda Iscariota, figlio di Simone, quello che stava per tradirlo, disse: Perché non si è venduto quest'olio per 300 denari e non si è dato il ricavato ai poveri? Ed egli disse questo, ma non perché si curasse dei poveri, ma perché era ladro e, tenendo la borsa, ne sottraeva ciò che si metteva dentro. Gesù dunque disse: Lasciala! Essa l'aveva conservato per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me."
Amen. Fin qui la lettura dalla Scrittura. E ogni volta che leggo questo passo, questa mattina io voglio condividere con voi: l'olio, l'olio di Maria era un olio speciale. All'inizio di questo racconto dice la Scrittura che fecero un convito e invitarono Gesù in questa casa. Questo convito si svolse nella casa di Simone il lebbroso, dice in altri passi. Sapete, fratelli, questo passo di Maria, di Marta, particolarmente, è scritto in tutti e quattro gli evangeli. Vi ricordate ciò che Gesù disse? Quello che ha fatto questa donna sarà proclamato per sempre. Il ricordo di lei era stato un gesto che agli occhi di Gesù era prezioso, in quanto nascondeva un significato bello, grande. Quel gesto che aveva fatto Maria.
Certo, quando Gesù andava a Betania era ospitato da questa famiglia. Vedete, Gesù era amato da questa famiglia. E Gesù amava questi fratelli, questa famiglia di Lazzaro, di Marta, di Maria. Spesso Gesù entra in una casa dove si sente amato. In una casa dove Gesù non è amato, egli non entra. Ed è bello vedere come Cristo si sente affezionato a quelli che lo onorano. Perché quando vi arrivava, lo ospitavano con gioia. Non avevano fatto un convito solo per cortesia—Gesù era l'ospite per eccellenza in quella casa. Avevano gioia. Oltre a tutto ciò, perché Gesù si sentiva onorato e amato. Aveva fatto anche un grande miracolo, no? Con Lazzaro, che aveva risuscitato. Quindi ospitare Gesù nella propria casa è una benedizione, quando lo facciamo con amore.
Oltre a tutto ciò, vediamo come la parola di Dio ci insegna che il Signore riconosce gli onori di una persona che precedentemente era stata ospitata nella loro casa. Perché nel primo passo della Scrittura, leggiamo che quando Gesù si trovava a Betania, Marta lo invitò a casa sua. Era Marta. Qui invece c'era Simone il lebbroso. Ma la prima volta quando entrò nella casa di Marta, successe qualcosa di particolare. Marta lo fece entrare in casa sua. Maria lo fece entrare nel suo cuore. E così, appena Gesù entrò, fu come un colpo di fulmine. E Maria si sedette, come dice la Scrittura, ai piedi di Gesù. Quei piedi erano preziosi per lei. E quando leggiamo questo racconto, possiamo comprendere che Maria rimase ai piedi di Gesù.
Ma che cosa ha detto Gesù a questa donna? Quali ragionamenti avrà fatto? E perché era così presa? Lo vediamo dal gesto che Maria ha fatto. Quando questa volta viene invitato Gesù, vediamo che dice la Scrittura: "Maria prese questa libra di olio profumato di nardo autentico." Un altro passo dice che Maria ha rotto il vaso di alabastro. Secondo altre versioni, si capisce che c'era un sigillo a quel vaso. Si poteva versare un po' di olio sul capo di Gesù oppure sui piedi. Ma lei ha preferito rompere il vaso perché non rimanesse nulla di quello che era il più prezioso che poteva dare a Gesù. Tanto era forte il suo amore. Maria non ha risparmiato niente.
Un vaso di alabastro pieno di olio di grande valore, dice la Scrittura, di grande prezzo. La persona che le stava davanti era come se lei dicesse: "Tu vali molto più dell'olio mio, Gesù." E questa era la forza e l'amore che ha vinto quello che questa donna aveva di per sé più caro.
Diamo noi ciò che è più caro al Signore, o lo riteniamo per noi stessi? Vicino a lei c'erano i discepoli. C'era Giuda, che ha calcolato che quell'olio valeva 300 denari. A quei tempi, la giornata di lavoro di un operaio di 12 ore—non come quella di oggi, di 6 ore—era di un denaro al giorno. Quando leggiamo in altri passi, quindi c'era in quel vaso lo stipendio di un anno. Grande valore. E Giuda sapeva calcolare, perché era un uomo che amava il denaro, un uomo avaro. Però non sapeva valutare il valore di Gesù—che lo ha venduto per 30 denari e ne ha fatto di Gesù una merce di scambio.
Così, quel vaso era 300 denari. Perché lo hai rotto? Perché questo spreco? Tutto ciò che viene dal nostro cuore e che facciamo con amore non è mai uno spreco agli occhi del Signore. Ma è qualcosa di prezioso, qualcosa che ha un ricambio spirituale molto grande.
Ora, vediamo ciò che si nasconde nell'offerta di questa donna. Io conosco un'altra offerta che ne parlo spesso, perché sono dei passi che ti rimangono nel cuore che non puoi dimenticare, perché dietro questi passi c'è un significato grande per un credente, per un cristiano. Vi ricordate quel passo della povera vedova che ha messo due spiccioli nella cassa del tesoro? E Gesù pone lo sguardo su quella donna, perché Gesù pone sempre lo sguardo su chi opera col cuore.
300 denari e due spiccioli—quale è il valore? La differenza è enorme. Ma come vedete, Gesù non ha guardato a nessuno dei due. Ma guardate al cuore dei donatori. Perché Dio guarda al cuore del donatore. Ci sono quelli che danno il superfluo. Mettono la mano in tasca e danno quello che possono. Va bene. È un gesto che si fa. Ma quella donna, con due spiccioli, dice la Scrittura, aveva dato tutto ciò che aveva per vivere. Quanto vale Gesù per noi? Io questo mi chiedo. Quando alcuni dicono: "È un sacrificio. Eh, mi costa tanto." Che cosa costa a te l'amore di Cristo? È inestimabile. Non c'è paragone.
A chi potreste assomigliarvi, voi? Dice la Scrittura in Isaia. Io non so se Maria aveva altri tesori in cui poneva il cuore. Per cui ha detto: "Questo vaso di alabastro posso pure darlo. Tanto poi ho delle altre ricchezze dove metterci il cuore." Ma è probabile che lei ha dato tutto quanto era prezioso per se stessa. E questo è bello. L'amore guarda lontano. E questa donna era stata afferrata dall'amore di Cristo.
Maria ha sentito cose che altri non potevano sentire. Ai piedi di Gesù, è importante per uomini e donne sentire cose che Gesù trasmette personalmente a voi. Tu pensi che
Maria si sia consigliata con Marta? Che abbia detto: "Che pensi? Posso fare questo gesto per Gesù?" Che poi non era un semplice gesto. Si trattava di rompere quel vaso e versare tutto il suo contenuto ai piedi di Gesù. Non ha fatto questo con il timore di ciò che gli altri avrebbero pensato—perché i sentimenti che Gesù ci trasmette, altri non possono comprendere. Oppure altri potrebbero dire: "Ma sei esagerato. Parli sempre di Gesù." O altri ancora potrebbero dire: "C'è sempre un 'ma'." No. Ma non importa quello che gli altri pensano—quello che importa a te è che tu faccia ciò che Gesù ti ha detto di fare, ciò che tu senti nel cuore di fare. Fallo. Non ti preoccupare delle persone che stanno vicino, di quello che dicono gli altri. Perché a volte siamo un po' così, no? Ci occupiamo di ciò che pensano gli altri.
C'era un'altra donna, dice la Scrittura, una donna peccatrice che andò da Gesù. Quando Gesù fu invitato da Simone, quel fariseo, quel dottore della legge, invitò Gesù. Ma non lo fece per amore. Aveva un altro scopo. E quando entrò, questa donna peccatrice andò ai piedi di Gesù. Ma con le lacrime gli bagnava i piedi e li asciugava con i suoi capelli. Proprio come Maria fece con Gesù. Unse i piedi di Gesù, li asciugò con i suoi capelli. E la casa fu ripiena del profumo di quest'olio.
L'olio di Maria è un olio che, quando si spande, riempie il luogo dove si sente il suo profumo, la forza di quel profumo. Ed è bello, cari fratelli, sapere questo. Certo, qualcuno dice, in passato riguardo alle donne con i capelli—quanto devono essere lunghi? La risposta fu bella quando qualcuno disse: "Devono essere lunghi come per asciugare i piedi di Gesù." Quindi i capelli della donna devono essere segno di dignità. Ma anche se non sono così lunghi, ciò che conta è il cuore.
Ma quello che noi possiamo vedere di questo racconto è che, di questa donna, ciò che conta per noi è il suo sentimento, il valore che ha dato non a ciò che aveva, ma a colui che poteva ricevere questo bene. Questa espressione del cuore—perché conta molto più l'espressione del cuore. Quella vedova ha dato due spiccioli. Ma Gesù ha guardato nel cuore al sentimento di quella donna. Così, credo non l'abbia fatto diversamente neanche questa donna, Maria.
Ella ha conservato quest'olio per il giorno della mia sepoltura. Quali discorsi avrà fatto Gesù con Maria? Quali segreti le ha rivelato, che altri non potevano certamente ricevere? Qui vediamo come quelli che stanno intorno a Gesù non ne comprendono il valore. I discepoli, insieme a Giuda, vedono solo uno "spreco"—rovinare tutto quel valore. Ma per Maria non era così. Perché quando l'amore supera i calcoli materiali, si capisce benissimo che altri valori scompaiono. Quando uno realizza Gesù nella propria vita, ha realizzato tutto.
Ed è chiaro che potremmo pensare: "Eh, ma se questo era il tesoro della sua vita. Per una ragazza che si deve sposare, adesso ha fatto questo gesto? Non ha più niente di così prezioso. Che cosa le rimane?" Quello che è successo nella mia vita, e credo nella vita di molti, è che quando Gesù è entrato nella nostra vita, tutto quello che pensavamo essere di grande valore—ciò che era materiale, ma anche dove stavano i nostri affetti—ha perso importanza. Non ti pare? Se tu fai ancora oggi questo paragone? Abbiamo delle persone che ci amano e che noi amiamo: figli, mogli, madri, padri. Certamente. Gesù però dice che lui è la persona più importante. E quindi dobbiamo esaminare noi stessi per capire quale amore prevale: quello per Cristo, il valore che diamo a lui, e quello per la persona più cara che sta su questa terra. E facendo questo paragone, possiamo capire quale amore predomina. Perché l'amore spirituale non è come quello naturale.
Vedete, fratelli, lì dove sta il cuore, sta il nostro tesoro. Quindi possiamo dire di Maria che il suo tesoro era Gesù. Tante giovani ragazze pensano che sia naturale che ogni ragazza, ogni giovane abbia un amore su questa terra: un ragazzo, uno sposo, una sposa. Per Maria era diverso—aveva raggiunto il suo traguardo. Aveva realizzato tutto quello che c'era da realizzare per riempire il suo cuore di pace, di gioia e pieno d'amore. Dove poteva portarla ancora il suo interesse? Non lo sappiamo. Quali erano? Qual era il suo futuro? Non ci dice niente la Scrittura. Quello che ci dice soltanto è questo: che lei, nel suo cuore, aveva realizzato Gesù, tanto da dare la cosa più preziosa della sua vita.
Ora tocca a noi. Per noi è importante capire: che valore ha Gesù ancora oggi nella nostra vita? Per renderci conto che non c'è niente che noi possiamo ritenere nel nostro cuore come impedimento a quello che è il legame che possiamo avere col nostro maestro.
Dalla Scrittura vediamo come, attraverso i tempi, le donne sono state delle protagoniste nella parola di Dio. E con il loro sentimento hanno espresso anche agli uomini come si dovrebbe agire nei confronti del nostro maestro. Io penso a un'altra storia. Quando vedo fino a dove arriva la sensibilità della donna, vi ricordate il passo di Eliseo? Quando Eliseo passava sempre da quella città, quella donna diceva un giorno al marito: "Quest'uomo di Dio. Quella donna sapeva che Eliseo era un uomo di Dio. Quest'uomo di Dio passa sempre di qua. Perché non gli facciamo una stanza? Mettiamo un letto e lo ospitiamo?" La sensibilità della donna—qualcosa che noi dobbiamo imparare.
Non aveva nessun motivo particolare per agire così. Però era una donna che, come Maria, come Marta, praticava l'ospitalità. E quando noi pratichiamo l'ospitalità, ci sono delle sorprese. Perché, come dice la Scrittura, alcuni per praticare l'ospitalità hanno ospitato degli angeli. Faceva riferimento anche ad Abramo, no? E quindi in questa casa c'era pace, c'era armonia, in questa casa c'era amore per il maestro.
Marta nel primo passo era affaccendata, quella che si dava da fare per preparare per Gesù. Maria invece scelse di stare ai piedi di Gesù. E qui poi vediamo che Marta poteva andare benissimo da Maria e dire: "Ma ti pare bello? Non mi puoi dare una mano?" No. Ma andò da Gesù. Gesù gli diede una risposta che non servì solo per Marta, ma servì per tutti i credenti di tutti i tempi. Perché Gesù disse chiaramente: "Marta, Marta, tu ti inquieti. Tu ti affatichi per molte cose." E questi sono i tempi in cui dobbiamo stare attenti, perché ci possiamo affaticare.
Avrebbe Maria provato, in quel momento, un po' di orgoglio? No, il maestro mi ha difeso. Ma nella seconda parte, tutto l'orgoglio di Maria va messo ai piedi di Gesù. Perché per la donna il suo orgoglio è rappresentato dai capelli, la vanità della donna è la sua chioma, i suoi capelli. La seconda volta vediamo Maria come una donna rotta, come il suo vaso, e mette ai piedi di Gesù il suo orgoglio, la sua vanità, e asciuga con essi i piedi di Gesù.
Che fa Maria ai piedi di Gesù? E i suoi capelli si impregnarono di quel profumo di Cristo. Quando una donna perde il suo orgoglio, la sua vanità, i suoi capelli emanano un profumo particolare. E lo sentono tutti quelli a cui testimoni l'amore di Cristo. Lo sentono e dicono: "Come sei dolce quando parli." Perché tu hai messo ai piedi di Gesù il tuo orgoglio, la tua vanità. E quindi adesso c'è soltanto l'amore per Cristo. E tutto ciò che fai è per la gloria di Gesù. E questo è importante: che noi possiamo mettere Gesù al primo posto, e che possiamo dare a lui il valore che gli spetta. Egli ci onorerà, come ha onorato questa casa.
Perché quando Gesù risuscitò Lazzaro, spesso sentiamo parlare di Maria. È vero. Ma in un secondo momento, anche Marta aveva imparato la lezione. Perché quando morì Lazzaro, Marta andò da Gesù. E la Scrittura ci dice: "Gesù amava Marta, Maria e Lazzaro." Così possiamo vedere che Gesù amava tutti. C'è sempre una lezione. E Marta ricevette quella lezione quel giorno, molto forte. Non è bello se una lezione forte ci insegna a camminare nel futuro in maniera degna di colui che ci ha corretto, di colui che ci corregge, di colui che ci ferisce? Ma che poi guarisce le nostre ferite. È sempre bello sapere che tutto quello che Gesù fa per noi lo fa per la gloria sua. E questo è bello.
Ora, a conclusione di ciò che noi abbiamo letto in questo passo, io traggo questa conclusione, innanzitutto per me: perché certi passi, anche se li rilleggi più volte, trovi sempre qualcosa di nuovo. Ma anche se tu sai ciò che sta scritto, la tua gioia, il tuo sentimento è diverso. Perché stiamo parlando di qualcosa che riguarda il maestro, che lui vuole ancora valorizzare di più quello che ha voluto trasmettere a noi.
"Tutto quello che questa donna ha fatto sarà predicato in memoria di lei." Che ha fatto questa donna? Allora noi ci dobbiamo interessare di ciò che ha fatto, perché le sue azioni rimangano nella memoria. Questa donna ha dato tutto di se stessa. Si è data a Gesù. Questa donna ha dato tutto il suo cuore a Cristo. Hai dato tu tutto il tuo cuore a Cristo? C'è ancora qualche riserva?
Che cosa ci insegna Maria in questo passo? La cosa più necessaria. Il risultato di quel stare ai piedi di Gesù lo vediamo in questo racconto. Quel risultato: quando si sta ai piedi di Gesù, non è un tempo sprecato. È un tempo prezioso. Lì il Signore ti parla. Lì il Signore ti rivela. Quando tu vai ai piedi di Gesù, egli ti dice delle cose meravigliose, delle cose preziose, e riempie il tuo cuore di quell'amore. Così da non riuscire a trattenere più nulla. Così da non resistere più, da quel momento in poi: "Che cosa rappresenta ancora un sacrificio per me? Voglio darti tutto me stesso." E il Signore ti darà tutto ciò che è necessario per la sua gloria.