La donna peccatrice che unge i piedi di Gesù — Luca 7
Questa mattina voglio leggere un salmo e voglio farvi notare quante promesse ci sono da parte del nostro Dio. Afferriamolo decisamente, perché se la parola di Dio dimora in voi, chiedete quello che volete, disse Gesù, e vi sarà dato. Amen, amen. E questo è importante: la parola del Signore, quando diventa una rivelazione, è compresa. Allora noi possiamo esperimentare la fedeltà del nostro Signore Gesù.
Salmo 34, lo leggiamo tutto: "Io benedirò l'Eterno in ogni tempo; la sua lode sarà sempre sulla mia bocca. L'anima mia si glorerà nell'Eterno; gli umili l'udranno e si rallegreranno. Magnificate con me l'Eterno ed esaltiamo tutti insieme il suo nome. Io ho cercato l'Eterno ed egli mi ha risposto e mi ha liberato da tutti i miei spaventi. Quelli che hanno guardato a lui sono stati illuminati e le loro facce non sono svergognate. Questo afflitto ha gridato e l'Eterno lo ha esaudito e lo ha salvato da tutte le sue avversità. L'angelo dell'Eterno si accampa attorno a quelli che lo temono e li libera.
Gustate e vedete quanto l'Eterno è buono. Beato l'uomo che si rifugia in lui. Temete l'Eterno voi suoi santi, poiché nulla manca a quelli che lo temono. I leoncelli soffrono penuria e fame, ma quelli che cercano l'Eterno non mancano di alcun bene. Venite figliuoli, ascoltatemi e io vi insegnerò il timore dell'Eterno. Qual è l'uomo che desidera la vita e che ama lunghi giorni per vedere il bene? Ritieni la tua lingua dal male e le tue labbra dal dire menzogne. Allontanati dal male e fai il bene. Cerca la pace e procaccia con essa. Gli occhi dell'Eterno sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti al loro grido.
La faccia dell'Eterno è contro quelli che fanno il male per sradicare la loro memoria dalla terra. I giusti gridano e l'Eterno li ascolta e li libera da tutte le loro sventure. L'Eterno è vicino a quelli che hanno il cuore rotto e salva quelli che hanno lo spirito affranto. Molte sono le afflizioni del giusto, ma l'Eterno lo libera da tutte. Egli preserva tutte le sue ossa e nessuna di esse è spezzata. La malvagità uccide il malvagio e quelli che odiano il giusto saranno puniti. L'Eterno riscatta la vita dei suoi servi e nessuno di quelli che si rifugiano in lui sarà distrutto."
Allora vedete ciò che fa Dio. Quando un uomo ha timore di Dio, il timore dell'Eterno ci allontana dal peccato. Il timore dell'Eterno è qualcosa che ci lega molto di più al Signore. Non è paura, come abbiamo detto tante volte. Il timore di Dio è riverenza e rispetto per quello che è la sua parola. Perciò noi abbiamo di che gloriarci della sua parola. È bello questo passo della Scrittura, quando dice al verso 8: "Gustate e vedete quanto l'Eterno è buono." Cos'è questo "gustate" se non aver piacere di assaporare qualcosa? Gustare quanto l'Eterno è buono. L'apostolo Pietro dice: "Se avete gustato quanto l'Eterno è buono." Gustate la parola del Signore, dategli sapore e forza, perché è bello quando noi leggiamo la parola.
Almeno io questa mattina ho potuto gustare la parola del Signore, perché quando smetti di leggere un passo e poi senti una soddisfazione interiore, allora cominci a capire che lo Spirito si sta muovendo dentro di te, perché ti dà piacere ad ascoltare la voce del Signore. Non il rumore della voce di Dio, ma la voce di Dio la sentiamo quando leggiamo la parola, perché lo Spirito Santo nel suo silenzio meraviglioso ci attesta che la sua presenza sta dentro di noi. Perciò, quando noi possiamo leggere la parola del Signore, abbiamo a cuore di sapere che la fedeltà di Dio non può essere messa in discussione.
Qui ci sono tante promesse in questo Salmo. Davide aveva fatto questa esperienza. Io dico: ognuno di noi facciamo le esperienze con il Signore, perché quando facciamo l'esperienza con la parola di Dio, siamo ancora più convinti. E chi ci ascolta avrà più convinzione di capire che Gesù ha fatto qualcosa nella nostra vita. Come abbiamo detto giovedì, quando abbiamo cantato "grande è Dio" e certo, mi è rimasto quella parola. Tante volte lo cantiamo o leggiamo un passo per tanto tempo, ma poi quando arriva un lampo di luce ti rimane: "Dio, certo che è grande." Se lo posso dire tante volte, dirà il fratello: "Vabbè, lo sappiamo, lo cantiamo," ma per me è grande in questo momento, perché mi illumina e mi fa capire che la sua grandezza si manifesta nella vita dei santi oggi in mezzo a noi.
Perciò dobbiamo cantare e lodare: "Io benedirò l'Eterno in ogni tempo." In ogni tempo. Perciò mettiamo da parte i tempi bui e gridiamo al Signore, perché egli è fedele e ci ascolterà.
Gesù, questa mattina, così dice il Signore: "Ho qualcosa da dirti." Nella nostra vita ci sono momenti meravigliosi nei quali lo Spirito Santo parla al nostro cuore e dice: "Ho qualcosa da dirti." E questa espressione, fratelli e sorelle, non è altro che un invito ad ascoltare qualcosa di molto, molto importante. Quando si dice l'uno all'altro: "Scusa un attimo, ho qualcosa da dirti," è perché ci vogliamo appartare, ci vogliamo isolare per un momento perché vogliamo dire qualcosa, o vogliamo ascoltare qualcosa di molto profondo. Ed è esattamente quello che il Signore Gesù ha da dirci questa mattina a noi, chiesa del Signore: "Io ho qualcosa da dirti."
E con questo voglio andare con voi, condividendo un passo della Scrittura. Nell'evangelo di Luca, leggeremo al capitolo 7, dal verso 36: "Così dice la parola del Signore: Uno dei farisei lo invitò a mangiare con lui; ed egli, entrato in casa del fariseo, si mise a tavola. Ed ecco, una donna della città che era una peccatrice, saputo che egli era a tavola in casa del fariseo, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato e, stando ai suoi piedi di dietro, piangendo, cominciò a bagnargli i piedi di lacrime e ad asciugarli con i capelli della sua testa, e glieli baciava, glieli ungeva con olio profumato.
Al vedere questo, il fariseo che lo aveva invitato, disse fra sé: Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e quale genere di persona è la donna che lo tocca, perché è una peccatrice. E Gesù, rispondendo, gli disse: Simone, ho qualche cosa da dirti. Ed egli disse: Maestro, di pure. E Gesù gli disse: Un creditore aveva due debitori; l'uno gli doveva 500 denari e l'altro 50. Non avendo essi di che pagare, egli condonò il debito ad entrambi. Secondo te, chi di loro lo amerà di più? E Simone, rispondendo, disse: Suppongo sia colui al quale egli ha condonato di più.
E Gesù gli disse: Hai giudicato giustamente. Poi, volgendosi verso la donna, disse a Simone: Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato dell'acqua per lavare i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i capelli della sua testa. Tu non mi hai dato neppure un bacio; ma lei, da quando sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi. Tu non mi hai unto il capo di olio; ma lei ha unto i miei piedi di olio profumato. Perciò ti dico che i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato.
Ma colui al quale poco è perdonato, poco ama. Poi disse a lei: I tuoi peccati ti sono perdonati. Allora quelli che erano a tavola con lui cominciarono a dire fra loro: Chi è costui che perdona anche i peccati? Ma Gesù disse alla donna: La tua fede ti ha salvata; va' in pace.'"
Amen. Fin qui la parola del Signore. Ci troviamo, fratelli e sorelle, davanti a un uomo e una donna, davanti a due tipi di sentimenti, due tipi di condizioni, due tipi di attitudine davanti al cospetto di Dio. Stiamo parlando di un sentimento, di una condizione, di un'attitudine, come la vogliamo chiamare, di indifferenza, di ingratitudine, di freddezza e di distacco davanti a Gesù. E stiamo anche vedendo un sentimento di gratitudine, di rispetto, di riverenza, di amore, di fede, di speranza da parte di una donna. La Bibbia la definisce una donna peccatrice. È un invito, così dice la Scrittura.
Troviamo davanti un invito. Gesù riceve un invito, e l'invito viene da un fariseo chiamato Simone. E il verso 39 ci fa capire con che sentimento questo fariseo ha invitato Gesù. Ma qui la Scrittura dice che il fariseo che lo aveva invitato disse fra sé: davanti all'atteggiamento della donna. "Se costui fosse un profeta," era un sentimento di disprezzo, non era di ammirazione. Certamente, forse non lo riteneva neppure un profeta. Anzi, dice proprio chiaramente: "Se fosse un profeta," quindi non lo riteneva neppure un profeta.
Ma riceve un invito. Chi sono i farisei? Per spiegare a qualcuno che non lo sa, erano i religiosi di un tempo, erano coloro i quali si sentivano migliori degli altri, coloro i quali si sentivano giusti. E sapete, fratelli? Gesù non ha mai avuto un pieno accordo con i farisei. Non è andato sempre d'accordo. Infatti, i farisei vengono giudicati dal Signore Gesù proprio con queste parole, dicendo e consigliando: "Non fate tutte le cose che vi dicono di osservare, perché essi dicono, ma non fanno." Più avanti, questi farisei vengono definiti da Gesù coloro i quali amavano farsi chiamare maestri, guide, coloro i quali trascuravano le cose importanti: il giudizio, la misericordia, la fede.
Gesù definiva questi farisei ipocriti. Più avanti ancora, leggiamo che Gesù li definisce proprio così: questi farisei si tenevano a pulire l'esterno della coppa e del piatto, mentre l'interno era pieno di rapina e di intemperanza. E Gesù così discorre, dice: "Voi siete degli… degli ipocriti. Rassomigliate a sepolcri imbiancati, i quali di fuori appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putredine."
E proprio così Simone, il fariseo, invita Gesù. E questa è la prima lezione, fratelli, che noi riceviamo quando leggiamo la parola di Dio: non facciamo altro che conoscere il carattere del nostro maestro, Gesù. Non rimane indifferente, e la sua attenzione è sempre lì dove l'umanità lo ricerca, lo chiama, lo invita. Egli non fa differenza. Nel momento in cui l'uomo chiama il Signore, richiede al Signore qualcosa, lo invita, il Signore è attento a quella chiamata. Perché, fratelli, dal momento in cui un uomo, una donna apre il suo cuore al Signore Gesù, noi sappiamo che il suo cuore viene potentemente liberato, guarito, perdonato. E l'opera che Gesù può fare nel cuore dell'uomo è così… va al di là di quello che l'uomo può pensare o può giudicare. Questo fariseo invita Gesù nella sua casa e si mise a tavola, ma qualcosa di straordinario avviene in questo momento, in questo passaggio della Scrittura.
Ogni qualvolta mi trovo a leggere, nella mia lettura ordinaria, questo passo, mi emoziona. E la Bibbia dice che "una donna della città che era una peccatrice, saputo che egli era a tavola in casa del fariseo, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato." Mentre Gesù era lì in casa del fariseo, una donna si permette—nella sua impurità, ripeto, la Bibbia descrive che era una peccatrice, una prostituta—nella sua impurità si permette di invadere, di entrare nella casa di Simone. Entra in questa casa, e la Bibbia ci dice ciò che fa, fratelli. Simone non l'aveva invitata, questa donna. Il fariseo non aveva detto a questa donna: "Vieni, perché c'è Gesù in questa casa." No. Ma questa donna si sente un invito personale da Gesù. Non c'è bisogno che l'uomo faccia degli inviti. Quando Gesù tocca il cuore, quando l'umanità apre il cuore a Gesù, non c'è bisogno che uno ti faccia l'invito. Questa donna sentì un invito direttamente dal Salvatore delle anime nostre. Sente l'invito e va.
Questa donna era impura. La città la conosceva. Infatti, ce lo descrive anche Simone stesso, il fariseo, quando dice: "Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, quale genere di persona è la donna che lo tocca," perché è una peccatrice. Sembra che questa donna fosse conosciuta bene in città attraverso il suo peccato, la sua perversione. Ma questa donna non considera la criticità dell'uomo. Non le importa il giudizio dell'uomo. A lei ha in cuore di incontrare Gesù. Sente il bisogno nel proprio cuore di Gesù. Fratelli e sorelle, la domanda, questa mattina, è: come invitiamo noi il Signore Gesù nelle nostre case? O quando lo invitiamo nelle nostre case, nel nostro cuore, qual è la nostra condizione del cuore per invitare il maestro? Ma lo vedremo fra poco.
Ed ecco che questa donna entra in questa casa. Non era degna neppure di avvicinarsi alla soglia della porta del fariseo. Ma lei entra. Non gli importa nulla. Forse questa mattina oscillate fra due opinioni: "Voglio seguire Gesù; non lo voglio seguire. Voglio decidere per lui; non lo voglio fare." Ci sono tante domande che ti salgono nella mente. Forse questo è uno dei tanti problemi che sorgono nel cuore dell'uomo quando deve andare a Gesù: che cosa penseranno gli altri? Che cosa diranno gli altri? Che figura farò? Bene, questa donna non aveva interesse per quello che si diceva intorno a lei, per ciò che poteva dire lo sguardo o la bocca di questo fariseo. Era sotto lo sguardo del giudizio anche di Simone, ma non le importava. Entra, porta un vaso di alabastro pieno di olio profumato.
Probabilmente questa donna, prima di andare da Gesù—guardate, fratelli, che atteggiamento straordinario che ci insegna a noi qualcosa, oggi—questa donna sente il bisogno di Gesù, ma prima di andare da Gesù pensa qualcosa e dice: "Che cosa porterò io a Gesù? Che cosa gli porterò? Gli porterò qualcosa che gli è gradito. Gli porterò qualcosa che gli faccia piacere." Quando noi ci presentiamo davanti a Gesù, oggi, fratelli, stiamo andando alla sua presenza solo per chiedere, per chiedere e per chiedere. Perché tante volte così sono le nostre preghiere. Quando vogliamo andare da Gesù, andiamo solo per chiedere. Questo è un disonorare il maestro.
Ma la donna ci dà un grande insegnamento. Oggi, quando ci presentiamo davanti a Dio, cosa facciamo? Riflettiamo e diciamo: "Signore Gesù, ho qualcosa da offrirti. Posso offrire qualcosa a te che ti renda felice, gioioso, che rallegri il tuo cuore, che è gradito davanti a te?" Fratelli e sorelle, Gesù è degno di essere lodato, adorato, ringraziato. Gesù è degno di essere adorato, e il nostro cuore deve desiderare di passare un tempo davanti alla presenza di Dio, non solo per chiedere e per chiedere e poi rimanere sempre indifferenti, ma di dare a Dio quello che è di Dio, e a Dio spetta tutta l'adorazione del nostro cuore.
Impariamo, fratelli, ad andare a Dio glorificando il suo nome, e vedrai che una grande unzione scenderà sulla tua vita, perché tu stai onorando Dio. E quando ci presentiamo davanti a lui, onoriamolo con tutto il nostro cuore.
Questo ha fatto questa donna. "E stando ai suoi piedi di dietro, piangendo, cominciò a bagnargli i piedi di lacrime e ad asciugarli con i capelli della sua testa; glieli baciava, gli ungeva con olio profumato." Qualcosa di grande valore era stato sparso davanti al Signore Gesù. E il Salmo 34 ci conferma al verso 18: "Il Signore dirà: L'Eterno è vicino a quelli che hanno il cuore rotto e salva quelli che hanno lo spirito affranto."
Fratelli, il Signore Gesù è vicino. Questa donna sentiva il peso del peccato, sentiva il bisogno di essere perdonata, e andò a Gesù. Non c'è condizione più bella, più straordinaria di questa: quando noi andiamo a Gesù consapevoli di aver bisogno di essere perdonati dal peccato. Ma tu mi dirai: "Ma io sono un cristiano, un figliolo di Dio. Fratello, non è che vivo una vita di peccato ogni giorno." Ognuno di noi manca in qualcosa. Abbiamo bisogno, Signore Gesù, del perdono del peccato. E questa è la condizione più bella. Tanti si vergognano oggi di parlare di queste cose, del peccato: "Vado da Gesù a chiedere perdono?
Sono un cristiano. Ho la fede da più di 20 anni. E forse ci vergogniamo, in qualche maniera." Ma io vi voglio dire, fratelli, che questa è la condizione più giusta, più bella, più forte. Non ti sentire debole quando devi chiedere perdono a Dio. Non ti sentire vergognato di dire: "Perdonami, Signore, per i miei peccati." Ma gioisci, perché tu sei un uomo straordinario davanti a Dio, perché hai avuto fede in Gesù, hai avuto fede che Gesù avrebbe guarito, perdonato e liberato i peccati della tua vita. Questi sono gli uomini e le donne che Gesù onora, perché hanno fede in lui e hanno bisogno di lui.
Noi, oggi, ci sentiamo bisognosi di Gesù. Oggi, noi, come lo invitiamo il Signore nel nostro cuore? Come ci presentiamo? A vedere questo: "Il fariseo che lo aveva invitato disse fra sé: Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è e quale genere di persona è la donna che lo tocca, perché è una peccatrice." Si sentiva migliore, Simone. Si sentiva giusto agli occhi del Signore. Si sentiva migliore di quella donna. Cosa ci dice il Signore in Primo Giovanni, capitolo 1, verso 8? "Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi.
Ma se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele ed è giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità." Amen. Gloria a Dio. Questo, fratelli, noi vogliamo realizzare nella nostra vita. Non ci vogliamo sentire migliori degli altri. Non vogliamo assumere un atteggiamento farisaico quando ci presentiamo a Gesù. Fratelli, andiamo con un cuore rotto, con un cuore contrito, se bisognosi di lui, del suo perdono, della sua grazia. E noi esperimentiamo la sua gloria, perché di questo si tratta.
E Gesù dice a Simone—scopre qual è il suo sentimento—dice: "Simone, ho qualcosa da dirti." Ed egli disse: "Maestro, di pure." E poi Gesù gli dice questa storia del creditore, dei due debitori, e continua e dice: "Simone, rispondendo, disse: Suppongo sia colui al quale egli ha condonato di più." E Gesù gli disse: "Hai giudicato giustamente. Ho qualcosa da dirti, Simone. Devo parlare con te." Volgendosi verso la donna, disse a Simone: "Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato dell'acqua per lavare i piedi."
Fratelli, in quel tempo c'era questa usanza: si lavavano i piedi ai viandanti, a qualcuno che veniva nella casa per essere ospitato. C'era questo senso di onore, di rispetto. L'ospite lo si faceva entrare in casa, gli si dava dell'acqua e gli si lavavano i piedi. E Gesù dice a Simone: "Mi hai invitato nella tua casa? Sì, mi hai chiamato. Ma sai, Simone, non mi hai lavato, non mi hai dato dell'acqua, non mi hai lavato neppure i piedi. Cioè sta dicendo: Non mi hai onorato, non mi hai rispettato."
Questa donna invece lo ha fatto. "Lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i capelli della sua testa. Tu non mi hai dato neppure un bacio"—un bacio era un saluto comune che si dava semplicemente per onorare, per rispettare colui il quale veniva nella propria casa. "Neppure quello da parte di Simone, il fariseo. Neppure un bacio. Un semplice gesto, un saluto comune, non una stretta di mano, ma un bacio. Neppure quello," dice il Signore. "Tu non mi hai dato neppure un bacio, ma lei, da quando sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi. Tu non mi hai unto il capo di olio. Ma lei ha unto i miei piedi di olio profumato."
Non mi hai versato l'olio. Anche questo si faceva per onorare e rispettare l'ospite che entrava in una casa. Si prendeva dell'olio e si ungeva il capo di colui che aveva fatto tanta strada sotto il sole cocente di Israele. Si metteva quest'olio; si usava così: lenitivo, rinfrescante, ammorbidente. Simone non fece neppure questo. Eppure era un dottore della legge, era un uomo che conosceva bene la legge, era un fariseo, si riteneva giusto, ma non riusciva neppure a fare quello che era semplice fare di rispetto verso il prossimo. E Gesù dice: "Ma lei mi ha unto i piedi di olio profumato. Perciò ti dico che i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato. Ma colui al quale poco è perdonato, poco ama."
Questa donna sentì l'amore del suo Salvatore in modo diverso da quello del fariseo. Quando noi invitiamo il maestro, fratelli, è importante capire questo: come ci presentiamo? Da uomini giusti? Sì. Ci sentiamo solo di fare richieste al Signore. Abbiamo diritto di ricevere per forza qualcosa? Guardate, fratelli, il nostro cuore rimane in una condizione fredda, distaccata dal maestro. Non si riceve neppure l'amore. Ma quando tu ti accosti a Gesù desideroso e bisognoso, riconoscendo te stesso davanti a lui per quello che egli ha fatto nella tua vita, tu sentirai il suo amore profondo nel tuo cuore, e non potrai fare a meno di glorificare e di adorare il Signore.
Fratelli e sorelle, il Signore ha bisogno di adoratori veri. E noi vogliamo essere una chiesa che adora Dio in verità, perché sentiamo e riconosciamo quello che Gesù ha fatto nella nostra vita: come ci ha liberati, come ci ha salvati, come ci ha guariti. L'amore di Gesù dentro di noi è forte, e noi non guarderemo più né a destra e né a sinistra. A noi non ci importerà più delle dicerie dell'umanità. Che cosa mi diranno? Che cosa faranno? Assolutamente no. La donna peccatrice era in una posizione proprio pericolosa a quel tempo. Non le importò di nulla.
Sentiva questo amore forte. La tua comunione con Gesù è diversa da quella che si vive nella religiosità, nel sentirsi buoni, sinceri, a posto davanti a Dio senza aver bisogno di lui. Questo non ti farà vivere una vera relazione con Gesù. Noi vogliamo esperimentare Gesù nella nostra vita, e egli ha detto alla donna queste parole: "I tuoi peccati ti sono perdonati. La tua fede ti ha salvata. Va' in pace."
Noi vogliamo esperimentare Gesù nella nostra vita. Vogliamo essere i veri adoratori, coloro i quali hanno compreso l'amore di Gesù e ora lo vogliono manifestare anche al prossimo. "La tua fede ti ha salvata." Abbi fede, fratello, questa mattina. Non ti scoraggiare. Non temere. Non ti vergognare. Se non lo sei, vai a Gesù. Vai a lui con tutto il tuo cuore e apri il cuore a Gesù. La parte più importante che il Signore Gesù vuole è il tuo cuore. È il tuo cuore. Ed egli nel tuo cuore vuole fare meraviglie, cose straordinarie. Perciò, fratelli, volgiamo lo sguardo al Signore.
Questo grande insegnamento: la donna portò un vaso prezioso. Non ti risparmiare di portare a Gesù la cosa più preziosa che hai: il tuo cuore, la tua vita. Ama Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutte le tue forze. Non dare a Gesù il superfluo. Ma dai l'intero tuo cuore. Dai la cosa più preziosa che hai. Fratelli, il vaso di alabastro era il cuore di questa donna. Noi offriamo a Gesù il nostro cuore, ed egli ci riempirà della sua presenza, della sua gloria. Che Dio ci benedica. Amen.