Morire con Cristo e risuscitare in novità di vita
Come possiamo vedere, non è il solito culto domenicale: oggi è un giorno di festa. Noi festeggiamo nel cielo questo giorno in cui abbiamo ben sei dei nostri cari che hanno scelto di seguire il Signore, di lasciare la vita nelle mani di Gesù — lui che ce l'ha donata, lui che ci ha perdonati dai nostri peccati — e camminare con lui per il resto dei nostri giorni. È una scelta che anch'io, come tanti di noi, abbiamo fatto, e lo posso ricordare con tanta emozione: di come il Signore è riuscito anche ad entrare in un cuore chiuso come il mio.
Tante volte alcuni di voi mi dicono che difficilmente riesco ad esprimere i miei sentimenti; sono una persona abbastanza fredda. Ma se il Signore è riuscito a penetrare nel mio cuore, posso realmente dire che ho gustato la grazia sua. Alleluia! E nella grazia del Signore ho potuto vedere come ha creato una famiglia spirituale intorno a me, ha benedetto anche nella vita di tutti i giorni quello che è stato il mio lavoro, la mia casa. Non mancheranno momenti di debolezza — perché è normale che arrivino — ma questo lo posso dire chiaramente. Ci saranno momenti bui in cui possiamo prendere forza nel Signore, momenti di gioia in cui lo ringrazieremo sempre, ma quello che conta è che quando ricordiamo questo giorno, sappiamo che è il Signore che ha portato luce nella nostra vita. Nelle tenebre è entrata la luce, è entrata la grazia del Signore Nostro Gesù Cristo. Amen.
Vi ringraziamo, Signore, anche stamattina per la tua bontà, perché sei un Dio fedele, un Dio che ancora ha portato i nostri cuori più vicini a te. Ancora stamattina a riconoscere, Signore, quanto sia fondamentale seguirti, colui che è morto ed è risorto, colui che ci ha perdonati, colui che ha versato il proprio sangue per ognuno di noi. Ti siamo grati, Signore, anche oggi, perché tu vuoi imprimere nel profondo del nostro cuore questo: un solo giorno alla tua presenza vale più che mille altrove. E questo vogliamo proclamare, dichiarare, Signore, che sei il re della nostra vita e non c'è nessun altro all'infuori di te — tu che sei fedele, Signore, tu che ci prendi per mano e ci accompagni giorno dopo giorno.
Testimonianza di Davide:
Pace a tutti. Sono Davide, vengo da Napoli, ho 51 anni. Vedendoli è un'emozione; Dio vi benedica per la vostra testimonianza e per quanti oggi vedranno il vostro passo di fede. Già hanno dato la loro vita al Signore, e per noi che stiamo qua che vediamo una cosa nuova degli adulti che si battezzano, voglio raccontare la mia testimonianza.
Vengo da una famiglia cristiana, però la religione a me non mi interessava. Mi interessavano gli amici. Conoscendo questi amici ho avuto modo di conoscere il fumo e le sostanze, e ho provato di tutto. Ero seduto là, vedevo i bambini, dicevo io: «Io sono cresciuto così, mio padre mi insegnava un Gesù che io non accettavo». Camminando per il mio percorso sono sceso proprio negli abissi. Poi hanno fatto un canto che mi ha portato alla mente come Gesù è venuto in quell'abisso e mi ha tirato su.
Vi voglio dire solo un versetto che mi ha portato a Gesù: Giovanni 3:16. Lo conoscono tutti e pure io lo conoscevo, però quando l'ho fatto mio, fatelo vostro. Dice così: «Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito figlio». Io l'ho fatto mio, aprendo il cuore. Stavo male con il fumo — perché fumavo tanto — gridai a lui e dissi: «Signore, il fumo...». Mi trovavo in assemblea, Signore, con questo peso del fumo. Apri il mio cuore, perché c'è una sola porta, non ce ne sono due. Il Signore ha questa sola porta? Noi apriamo il cuore, e il Signore lo apre dall'interno. Aprite il vostro cuore e Gesù entrerà nella vostra vita. Adesso sono qua, sono nella gioia. Il Signore mi porta l'amore, l'amore, l'amore senza fine. Questo è l'amore che vogliamo. Seguire il Signore non ci porta a niente di falso.
Vi lascio i saluti della mia comunità. Siete bellissimi. Vi amo nell'amore del Signore. Voglio lasciarvi con questo: aprite il vostro cuore a Gesù. Non guardate a noi. Noi siamo come voi, solo che abbiamo un passo in più: abbiamo accettato Gesù nella nostra vita. Dio vi benedica. Amen.
Testimonianza di Emanuel:
Pace a tutti. È una gioia per me essere qui. Il Signore ha fatto un'opera grande nella mia vita, ha stravolto tutto dal peggio al meglio. Sin da piccolo, essendo cresciuto in una famiglia comunque cristiana, i miei genitori e i fratelli mi insegnavano come Gesù ha tanto amato da lasciare il suo posto in cielo e andare a morire su quella croce per me e per tutti noi.
Quest'estate c'è stato un campeggio e io non ero molto propenso ad andarci, perché dicevo: «Ma mi perdo una settimana di mare». Però alla fine ci sono andato, e il Signore mi toccò profondamente, toccò la mia vita. Io pensavo di essere felice, di avere tutto, ma non era così. Poi è arrivato lui, che è venuto verso di me e mi ha preso per mano. Il Signore mi ha parlato con questo versetto che adesso vi leggo. Si trova in 1 Timoteo 4, dal 12: «Nessuno disprezzi la tua giovinezza, ma divieni esempio ai fedeli nella parola, nella condotta, nell'amore, nello spirito, nella fede e nella castità.
Applicati alla lettura, all'esortazione e all'insegnamento. Finché io venga, non trascurare il dono che è in te, che ti è stato dato per profezia con l'imposizione delle mani da parte del collegio degli anziani. Adoperati per queste cose e dedicati ad esse interamente, affinché il tuo progresso sia manifesto a tutti. Abbi cura di te stesso e dell'insegnamento; persevera in queste cose, perché facendo così salverai te stesso e coloro che ti ascoltano».
Il Signore ha parlato a me profondamente con questo versetto. Come ha detto il fratello che ha predicato al campeggio, noi giovani siamo la luce del mondo — ovviamente in Cristo — e non siamo troppo giovani per portare Cristo alle anime. Dio ci benedica. Amen.
Testimonianza di una sorella:
Un caro saluto a tutti voi. Io sono felice di essere qui; è un onore per me stare con voi. Sono nata in questa chiesa e da piccola ho amato il Signore e lo amo tutt'ora. Il Signore... però un giorno mi allontanai, mi inoltrai nel peccato. Questo in me ha portato molta angoscia: ero tormentata da pensieri negativi e non trovavo più via d'uscita, non avevo più riposo nell'anima. Finché un giorno il Signore mi parlò con il Salmo 23: «L'Eterno è il mio pastore, nulla mi mancherà», e poi mi ha parlato ancora: «Perché egli conosce il mio nome, io lo libererò e lo glorificherò». Io oggi sono qui per ringraziarlo, perché da quel momento mi ha attirato a sé, liberandomi da quelle forti catene che mi avevano legato in quella vita che stavo conducendo senza Dio. Perciò ho deciso di battezzarmi oggi, per amarlo e servirlo con tutto il cuore.
Io lo voglio ringraziare con il Salmo 103, un salmo di Davide: «Benedici, anima mia, l'Eterno, e tutto ciò che in me benedica il suo nome santo». Gloria a Dio. Amen.
Testimonianza di Lorenzo:
Mi chiamo Lorenzo, come sapete sono qui da sette anni e mezzo ormai, però la mia storia comincia molto tempo prima — vent'anni fa circa — quando ero a Fano. Sapete dove sia Fano? Vicino Pesaro. Una sera capitai in un'evangelizzazione sul lungomare di Fano. C'era una chiesa americana — non mi ricordo da dove venissero — che organizzavano i canti, le recite e le testimonianze, si distribuivano i volantini. No, era un'evangelizzazione; io non lo sapevo, me l'hanno spiegato dopo. Insomma, mi invitarono gli evangelici di Fano, ed è stata la prima chiesa che ho frequentato vent'anni fa esattamente.
Poi sono successe tante cose perché sono stato in giro al nord d'Italia per lavorare. Ho visitato diverse chiese e ho visto dei battesimi. Sono vent'anni che sento parlare di battesimo nei sermoni, nelle prediche, anche negli studi che facevamo a domicilio. E finalmente dopo vent'anni è arrivato il mio giorno. Perché si compie ogni giustizia. Il battesimo è un passaggio necessario nella vita di un cristiano. Quando esiste il cristianesimo, i cristiani sono sempre stati battezzati — un comandamento del Signore che disse: «Fate miei discepoli, battezzateli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». E il Signore non ha comandato nulla che lo stesso non abbia fatto.
Oggi mi battezzo. Desidero dire questo: questa veste bianca che mi viene data nella resurrezione di Cristo, io prego di tenerla sempre bianca così come mi è stata data, senza macchia. Nella nostra professione di fede noi diciamo di rinunciare al peccato, ma rinunciare al peccato non è una cosa da poco. Perché nella vita tante situazioni succedono: tempi di disorientamento, periodi di scoraggiamento, persone che la vita ce l'avvelenano. Insomma, e allora uno è indotto ad agire ad impulso, spinto dalla collera, dall'impazienza, e a fare ciò che è spiacente per Dio. Cioè, io non sono troppo sicuro che strada facendo non farò qualche sciocchezza. Però come scritto: «Se confessiamo i nostri peccati, egli è giusto ed è fedele nel perdonarci i peccati». Il Signore ci dà la forza di rialzarci tutte le volte che cadiamo, e in lui noi troviamo la forza per la vita. Senza di lui tutto ciò non sarebbe possibile.
Io ringrazio il Signore per tutte le cose che ha fatto nella mia vita, per avermi condotto fin qui a conoscere questa famiglia che è così benedetta nel Signore. Lo ringrazio per le benedizioni che ho avuto finora e per quelle che verranno. Vorrei parlarvi di come il Signore ha operato nella mia famiglia, delle tante esperienze sovrannaturali che abbiamo fatto, perché tante volte ognuno di noi è come Tommaso: non crede se non tocca. Ma non credo di avere tutto il tempo a disposizione, quindi ve ne dirò alcune.
Come quella volta che partecipai a un raduno cristiano solo per far piacere a mia moglie, perché per me era un raduno di persone religiose esaltate che avrebbero cercato di farmi il lavaggio del cervello — che pregavano e gridavano a uno spirito santo virtuale. Vi chiedo scusa per questo. Ad un certo punto, nonostante la mia incredulità, sento entrare delicatamente nella mia testa un fuoco che piano piano mi avvolge. Un dubbio mi assale e mi toglie le mie sicurezze carnali. Non ci credevo, e quando sta per uscire, sempre delicatamente, chiedo al Signore: «Se sei tu, non te ne andare». E all'improvviso rientra dentro di me rapidamente.
O di quella volta che venni in chiesa e durante la lode fui compunto da questo spirito che non riuscii più a stare in piedi, tremando e piangendo. Scappai nella chiesa per non farmi vedere da nessuno, con dentro un fuoco ardente nel mio cuore che è difficile da spiegare.
O di quella volta che gridavo a lui nella disperazione affinché potesse guarire mio padre che stava morendo, e la sua voce reale, intensa, mi annunciava: «Non è la mia volontà». Ma da lì in poi ho avuto una pace che solo lui può dare, e tante altre esperienze bellissime.
Ma anche io, come il popolo di Israele che vide i suoi miracoli, continuavo — come dice in Efesini 4:17 — a camminare nella vanità, ottenebrato nell'intelletto, estraneo nella vita di Dio per l'ignoranza che era in me, per l'indurimento del mio cuore. Essendo diventato insensibile, mi sono abbandonato alla dissolutezza. Ero morto spiritualmente a causa del peccato, perché non ho mai umiliato me stesso.
Poi un giorno c'è stato un incontro ancora più forte con Dio che ha cambiato tutto nella mia vita. Dio ha le sue vie. Quando ci poniamo in umiltà, Dio scende e dice: «Voglio che tu mi conosca e mi ami ardentemente. E tutte le cose che prima cercavi con zelo e ardore, ora volgi tutto a me e con lo stesso ardore, amami». Dio mi ha rinnovato e trasformato.
Ora vi dico: non c'è nessuna divisione che possa separarvi dall'amore di Dio. È lui che ci ha creati, è lui che conosce i nostri pensieri più profondi. Dobbiamo solo tornare a lui e ad ascoltarlo. Siamo pieni di peccati — chiunque lo sa. Chi potrebbe non vergognarsi dei pensieri che ha fatto, del male che ha dentro di sé? Ma Gesù lo ha detto: «Il male proviene dal nostro cuore ferito, dal nostro cuore peccatore». E il Signore è Redentore, è colui che può ripulirci. Dice in Isaia: «Se i nostri peccati fossero come lo scarlatto, diventeranno come la neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana».
Oggi voglio farvi un invito. Faccio mio l'invito di San Paolo, il suo disperato appello: «Lasciatevi riconciliare con Dio. Pentitevi dei vostri peccati. Aprite il cuore alla sua misericordia infinita». Non è una questione di religione. Incominciate ad avere un'intimità con il Signore, con Gesù. Non c'è peccato che lui possa prendere, trasformare e redimere come il buon ladrone. Non fatelo in punto di morte: potrebbe essere troppo tardi. Che il Signore vi benedica dal profondo del mio cuore. Pace a tutti.
Testimonianza di Ester:
Mi chiamo Ester e sono figlia di una famiglia di credenti. Quindi sono cresciuta nella fede. Però diciamo che questa cosa non deve essere scontata. Nel senso che nella mia vita, fino a circa un anno fa, io credevo nell'esistenza di Dio, ma non l'avevo mai sperimentato.
Arrivata a un certo punto della mia vita — dove per tanti di noi, soprattutto noi giovani e soprattutto dopo le superiori cerchiamo un obiettivo, siamo in preda al panico su cosa fare della nostra vita — io sono arrivata a quel momento dove dovevo scegliere qual era il mio obiettivo. Quindi cercavo cosa potesse significare avere un obiettivo.
Come tutte le persone normali, avevo tutto: amici, il lavoro andava bene, gli esami dell'università andavano bene. Quindi come persona normale avevo tutto, però è arrivato un momento — che penso sia capitato a tutti — dove la mattina mi alzavo con un senso di vuoto, oppure mi alzavo con un senso di tristezza. Non capivo il perché, mi chiedevo: «Ho tutto. Perché questa tristezza?»
Poi a un certo punto, un giorno mentre in chiesa stavamo cantando, mi chiedevo: «Signore, liberami da questa tristezza che mi affligge. Perché ho capito che cosa mi manca: è accettare te nel mio cuore». Ed è così. Da quando ho iniziato a credere veramente che Dio esiste, ha creato un segno nel mio cuore che non se n'è più andato. E quel vuoto che prima c'era, ora non c'è più. Mi ha cambiato dalla testa ai piedi, anche caratterialmente, perché prima non avevo neanche il coraggio di parlare con le persone, avevo un carattere più timido. Adesso mi ha fatto riscoprire il mio vero io. Quindi volevo ringraziare il Signore per tutto quello che ha fatto nella mia vita. Pace a tutti.
Testimonianza di Sharon:
Sono Sharon. Per quanti non mi conoscono, ho 13 anni e sono nata e cresciuta in una famiglia cristiana. Sin da piccola i miei genitori mi hanno insegnato quella che è la verità. E man mano che crescevo, un giorno ho sentito forte il peso del peccato, perché sì, anche se ero cresciuta in una famiglia cristiana, questo non significava che fossi salvata. Anche se ero cresciuta in una famiglia cristiana dove cercavano Dio, io avevo bisogno di una scelta personale. E così un giorno ho sentito forte il peso del peccato. Lo confessai a Dio ed egli entrò nel mio cuore trasformando la mia vita completamente.
Quindi io decisi di battezzarmi perché il Signore ha cambiato la mia vita, non solo per quello che lui ha fatto, ma per quello che lui è. E magari il Gesù di cui i miei genitori parlavano non è più il loro Gesù, ma è anche il mio Gesù. Amen.
Predicazione sulla teologia del battesimo:
Così dice il Signore: «Ecco, io sto alla porta e busso. Se qualcuno ode la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me». Così invito i fratelli battezzati questa mattina ad alzarsi in piedi, e voglio fare una preghiera per loro, per questa decisione che hanno preso.
Questi miei fratelli hanno udito la voce di Dio in un dato momento della loro vita. Hanno sentito bussare alla porta del loro cuore. Non è una religione; è un'esperienza personale che uno può fare con Dio e raccontare. È un'esperienza, non una religione.
E quindi arriva un momento: Gesù è lì e bussa alla porta del cuore ripetutamente ogni giorno, perché c'è un progetto di salvezza di Dio in Cristo Gesù per chiunque crede. Il Signore dice: «Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato». E questi miei cari questa mattina dimostrano davanti al mondo visibile: muoiono alla vecchia vita, al vecchio uomo, al peccato, e risuscitano in novità di vita in Cristo Gesù.
Per qualcuno è stato un fatto diverso, interessante. Magari siete stati invitati da amici, parenti, per assistere a qualcosa che forse per alcuni è nuovo. Ma il battesimo è un comando dal Signore che risale a migliaia di anni fa, cominciando con il precursore Giovanni Battista, che cominciò a battezzare nel Giordano e tutti andavano a confessare i loro peccati da Giovanni Battista. Egli era l'araldo, colui che spianò la strada a Gesù. Quindi il battesimo originale cristiano è proprio quello che voi avete potuto assistere questa mattina.
Nel nostro paese cattolico romano non è questo il battesimo, naturalmente. Alcuni dicono: «Beh, ormai ci siamo battezzati da piccoli, come io stesso sono stato battezzato da piccolo; non c'è più questa necessità». Però voglio che tutti noi siamo consapevoli che il battesimo è un comando del nostro Signore Gesù. E il battesimo ha un significato simbolico molto profondo, più di quanto noi possiamo vedere. Non è un rito — come dicevo prima — è un comando. Ed è proprio per questo che voi avete sentito quando si sono battezzati questi cari, che qualcuno ha detto chiaramente: «A base della tua decisione, io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». A base della tua decisione.
È bene che arrivi sempre il giorno, il momento in cui ognuno possa decidere di fare una scelta — una scelta profonda, importante, eterna. Perché di natura noi diciamo che siamo cristiani. No, dobbiamo correggere un po' il nostro modo di parlare: non si nasce cristiani. Avete sentito Sharon, 13 anni, quando ha detto: «Io sono nata in una famiglia cristiana». Bene, anche i miei figli sono nati nella famiglia cristiana, ma non sono nati cristiani. Cristiani si diventa nel momento in cui facciamo entrare Gesù Cristo nella nostra vita, facciamo una decisione per lui, andiamo a lui, confessiamo i nostri peccati, ci ravvediamo di quello che siamo stati.
Perché senza ravvedimento — dice la Bibbia, parliamo come parla la Parola di Dio — non c'è nessuna remissione di peccato, non c'è salvezza. Allora dobbiamo capire che cosa significa essere battezzati. Questa parola nell'originale significa immergere, andare sotto. Questo è il significato originale della parola in greco. Questo è il battesimo.
Allora spiegherò più avanti ancora meglio cosa significa questo, ma come dicevo, per volontà umana, per tradizione dell'uomo, si è inventato — qualche papa, senza critica, credetemi — di battezzare i bambini. Si possono battezzare secondo il rito cattolico fino a un anno. Qualcuno ha chiesto al sacerdote: «Ma perché dobbiamo battezzare questi bambini? Perché così possiamo garantire loro che se dovessero morire andranno in cielo». Tutto questo contraddice quello che ha detto Gesù.
Allora questo papa — mi sembra che si chiamava Pio X — si inventò la storia che i bambini non battezzati che muoiono piccoli vanno nel Limbo. Vanno nel Limbo. E che cos'è il limbo per loro? Il limbo è un luogo di stagnazione. Se un bambino muore piccolino, non va né in cielo né all'inferno. Questo è il limbo. Questa è la voce umana, le invenzioni dell'uomo che hanno sempre un fine.
Allora, che cosa sta scritto riguardo al battesimo dei bambini nella Bibbia, nella Parola di Dio? Si vede che non c'è scritto niente. È un'invenzione umana. Nella Bibbia non c'è scritto che i bambini devono essere battezzati. Infatti noi siamo qua per assistere a qualcosa di reale, di vero, di ciò che facciamo secondo le Scritture. Ecco la contraddizione alle parole di Gesù che disse: «Lasciate che i piccoli fanciulli vengano a me, perché di loro è il regno di Dio».
Come può un bambino di pochi mesi o settimane scegliere di seguire Dio? Oppure, se lo battezziamo, va in cielo? Gesù ha detto: «I bambini, lasciateli venire a me. E se non diventate come piccoli fanciulli, voi non entrerete nel regno di Dio». Ha detto Gesù, perché i discepoli li sgridavano, no? I bambini che andavano a Gesù.
Ora c'è una contraddizione fra le Scritture e ciò che l'uomo si è inventato. Del resto, non è una coincidenza che tu ti trovi qui questa mattina per ascoltare qualcosa che magari non avevi mai sentito prima. È normale.
Noi abbiamo una guida sicura che è la Parola di Dio. È importante che sappiamo anche questo. Quindi arriviamo al punto che la Scrittura dice per la bocca di Gesù: «Chiunque avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato». Chiunque avrà creduto — poi un bambino di mesi, che cosa deve credere? Poi si fa grande, diventa ragazzo, non crede più, come le ultime generazioni. Noi vediamo questi giovani, questi adolescenti di oggi: di tutto si parla, hanno un Dio che si chiama cellulare, smartphone. Ma della fede non sanno nulla. Perciò ci ritroviamo in questa situazione catastrofica in questo mondo, perché l'uomo ha pensato che senza Dio si può andare avanti comunque. Ma non è così.
È bene che tutti noi siamo consapevoli della profondità di questo battesimo che noi abbiamo fatto questa mattina. E non c'è un'età dove noi possiamo decidere... Tony qualche settimana fa ha fatto 50 anni, Lorenzo forse avrà qualche anno in più, sì. Poi c'è Giovanna che ne ha 35. Poi c'è mia nipote Ester che ha più di 20 anni, e poi l'altra ancora: Sharon, 13 anni, o Emanuel, 14 o 15. Ciascuno si può decidere per Gesù. Loro stessi hanno deciso in cuor loro. Gesù li ha visitati. Quando il Signore è entrato nel loro cuore, hanno fatto una scelta: di morire con Cristo e di risuscitare con lui.
Leggiamo dalla Scrittura il passo simbolico che hanno composto — così importante — in modo che tutti noi siamo consapevoli di ciò che stiamo dicendo e di ciò che significa. E celebriamo il passaggio di questi cari che sono venuti alle acque battesimali per loro scelta, perché il Signore ha operato nella loro vita.
Allora dice la Scrittura nell'epistola ai Romani. Questo è l'apostolo Paolo che parla ai Romani e dice chiaramente nella Parola di Dio: «Giustificati dunque per fede, abbiamo pace presso Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore. Per mezzo del quale abbiamo anche avuto, mediante la fede, l'accesso a questa grazia nel quale siamo saldi e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio. E non soltanto questo, ma ci vantiamo anche nelle afflizioni, sapendo che l'afflizione produce perseveranza, la perseveranza esperienza, e l'esperienza speranza. Ora la speranza non confonde, perché l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato».
«Perché mentre siamo ancora senza forza, Cristo a suo tempo è morto per gli empi. Difficilmente infatti qualcuno muore per un giusto. Forse qualcuno ardirebbe morire per un uomo da bene. Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo: mentre eravamo ancora nel peccato, Cristo è morto per noi». Amen. Mentre eravamo nel peccato, Gesù — perché lui è il centro questa mattina, no — Gesù è morto per noi.
La Parola di Dio dice: «Voi siete salvati per grazia mediante la fede. Ciò non viene da voi; è un dono di Dio. Affinché nessuno si glori». Ma è un dono di Dio. Dio ci ha fatto un dono. Ha detto prima il fratello che ha testimoniato che Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unico figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca ma abbia la vita eterna.
C'è una ragione per cui noi siamo qui a predicare la Parola del Signore. L'unica ragione per cui facciamo questo è la vita eterna, della quale tanti trascurano e dormono con il collo su un rasoio, perché non sanno che da un giorno all'altro questa vita può finire. Noi sappiamo soltanto quando siamo nati, ma il Signore ha due certificati: quando siamo nati e quando arriverà il giorno che lasciamo questa terra. E perché lasceremo questa terra? Perché viene la morte. E perché è venuta la morte in questo mondo? La Bibbia dice che il salario del peccato è la morte, e il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù il nostro Signore.
Allora il peccato è quello che ha creato un muro fra l'uomo e Dio. Abbiamo letto questo passo perché qui ci dice che noi siamo stati riconciliati per mezzo di Gesù Cristo. Del resto, dice la Scrittura che Gesù è stato dato a causa della nostra offesa ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione. È Gesù che ci giustifica davanti al Padre, per mezzo del suo sangue. È lui che ha detto al Padre: «Padre, io ho pagato per loro». È lui che ha sofferto, che ha dato la sua vita, quando ancora noi vivevamo nel peccato, nel pantano, nel fango. Ma non abbiamo capito l'importanza di colui che ha fatto questo grande sacrificio, e che l'uomo ignora.
La nostra realtà che stiamo vivendo in questi ultimi tempi è terribile. Gli uomini hanno pensato di risolvere i problemi di questo mondo con le loro capacità. Noi vediamo soltanto guerre, disastri, alluvioni — come abbiamo sentito ultimamente in Spagna — alluvioni che in poche ore hanno distrutto ogni cosa. Persone sono morte, e quante cose ancora ne verranno.
Sapendo che qualcuno già ha testimoniato circa duemila anni fa, parlando al suo discepolo: «Sappi questo: negli ultimi giorni ci saranno tempi difficili dove gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, disubbidienti». Tutte queste cose che noi vediamo oggi sono state profetizzate già duemila anni fa dall'apostolo Paolo.
Se Gesù è venuto nel mondo per farci riconciliare col Padre, tutto questo significa che noi siamo stati giustificati per la fede in Cristo Gesù, per mezzo del suo sangue. E questo ci aiuta a capire che c'è una ragione per vivere su questa terra. Perché se noi pensiamo che non ci sarà una vita dopo la morte, puoi anche non credere; una cosa sicura è questa: che la Bibbia — non un uomo, la Parola di Dio — dice chiaramente che arriva il giorno che l'uomo muore una volta soltanto, e non finisce lì. Dopo ci sarà un giudizio di tutte le opere che l'uomo fa su questa terra.
Ora, Gesù Cristo è venuto in questo mondo per darci vita eterna e per darci una speranza. Nel passo che abbiamo letto troviamo tre parole meravigliose: la speranza, la fede e l'amore. Questa è la natura di Dio. Queste cose sono diventate rare in questo mondo. Magari si parla di amore, certo, quando senti alcune correnti di questo mondo, alcune leggi affermano che c'è amore, specialmente quando si tratta di creare nuove famiglie — due uomini, due donne. Ma la creazione non era così; non era il piano di Dio. Ma non è importante. L'importante è che c'è l'amore.
Di quale amore stiamo parlando? La pace. Quale pace c'è in questo mondo se non c'è il Principe della pace che può mandare la pace a questa terra? L'uomo da quando è nato sta cercando la pace, ma non la può trovare perché non è nella sua natura. Senza Cristo non c'è pace. È lui il Principe della pace.
Ma poi c'è quella pace personale che ognuno vuole raggiungere, perché ha un vuoto nel suo cuore. Sapete quante persone cercano di trovare quella pace in tanti modi, cercano scorciatoie. Perché in ogni cuore di ogni uomo c'è sempre un vuoto. Ma la pace non c'è. La pace viene proclamata anche dal Vaticano, da Roma, ma questa pace non arriva mai. Perché? Perché quell'uomo, Gesù, disse un giorno: «Venite a me voi tutti che siete travagliati, aggravati. Sono io che vi do la pace. Sono io che vi do riposo».
Allora, se questi battezzati hanno fatto un'esperienza personale — perché non è un cambio di religione — la religione non porta nessuna salvezza. La religione non ti dà la pace. Soltanto Gesù ha detto: «Io sono la via, la verità e la vita». Solo Gesù può fare quello che gli uomini non potrebbero mai fare. Ma se non fai l'esperienza personale di andare a lui, non puoi ottenere questo.
Quello che abbiamo detto prima: «Ora la speranza non confonde, perché l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori». Perché viviamo? Perché davanti abbiamo una speranza che è la vita eterna. Se vivessimo solo per questa vita, immaginatevi che cosa ci offre questa vita su questa terra. Non sono sempre tutte gioie, no? Poi vengono i dolori, le prove, le avversità. Tanti vanno in depressione. Tanti, non conoscendo Gesù, fanno una fine che non dovrebbero fare se avessero conosciuto Gesù.
E quindi noi ci troviamo oggi, cari amici e cari fratelli e parenti, tutti a essere veri con noi stessi. Voglio concludere con il concetto di quello che vi ho detto prima: che cosa è il battesimo realmente?
Non lo sapete? Che noi tutti siamo stati battezzati in Gesù Cristo — siamo stati battezzati nella sua morte. Noi dunque siamo stati sepolti con lui per mezzo del battesimo nella morte, affinché come Cristo è resuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi similmente camminiamo in novità di vita.
Una vita nuova. Entrare nell'acqua e il vecchio uomo viene sepolto — questo è simbolico. Poi si esce dall'acqua e si risuscita in Gesù a vita nuova. Una nuova vita. Si rinasce. Quando si rinasce, non si ha più a che fare col peccato volontariamente. Questa è l'esperienza che si fa.
«Poiché se siamo stati uniti a Cristo per una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua Risurrezione». Se vivessimo solo per questa vita, che cosa ne avremo? E se Cristo è venuto per morire per noi, è perché è venuto per darci la vita eterna. E la Scrittura dice: «Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e Gesù Cristo, colui che tu hai mandato».
Cari amici, è bene che tutti noi sappiamo che arriva sempre un momento dove qualcuno deve prendere una decisione nella sua vita. Come dicevo prima, non è un cambio di religione. È trovare una Persona nella propria vita. Questa Persona è Cristo. Non è venuto a creare nessuna religione. È venuto soltanto su questo mondo per portarci una viva speranza.
Tre parole contano — dice Paolo — tre durano: fede, speranza e amore. La più grande di esse è l'amore. Quell'amore che è stato sparso nei nostri cuori. La fede e la speranza dureranno finché siamo su questa terra. Quando saremo in cielo, non ci sarà più bisogno né di fede né di speranza, ma l'amore durerà in eterno.
Se sei in cerca di questo amore, devi andare solo da Gesù. Non andare troppo lontano. Non fare viaggi in Francia, a Medjugorje, a San Giovanni Rotondo. Nessuno ti può dare la pace che dà Gesù. Lui è l'autore della vita, ed è l'unico mediatore fra Dio e gli uomini: Cristo Gesù.
Tutto è stato importante questa mattina, secondo ciò che sta scritto. Voi avete fatto una buona cosa accettando questo invito, perché avete colto un'opportunità che non sempre viene nella vita. Cogliete questa opportunità per chiedere a Dio di entrare nel vostro cuore e di dare la vostra vita a Gesù, in modo che la vostra speranza abbia un fine. E oltre a questo, dovete fare un'esperienza personale, perché è qualcosa che non si può spiegare.
Quando la Bibbia dice l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori, bene, ma questo amore io non te lo posso raccontare. Ti posso trasmettere da cuore a cuore quello che io ho ricevuto da parte di Dio, e perché ho voluto che la mia vita potesse essere cambiata, trasformata. Ma tu devi fare l'esperienza personale con Gesù.
Credi nel Signore Gesù. Questo è importante, perché col cuore si crede, con la bocca si fa confessione di peccato, per ricevere la vita eterna. Cogli questa opportunità. È un appello che io faccio questa mattina al tuo cuore, perché tu possa conoscere la verità attraverso la Parola di Dio. Perché tu riconosca questa occasione. Non è a caso che tu ti trovi qua questa mattina.
E io voglio soltanto dirti che Dio possa benedire la decisione che tu fai, nel cuore di scegliere per Gesù e di crescere, di vivere per lui. Questo puoi fare. E Dio ci benedica ancora in questo giorno.
Preghiera conclusiva:
Padre, noi ti ringraziamo dal profondo del cuore perché possiamo stare davanti alla tua presenza. Io chiedo grazia, oh Signore, per questi cari che stamattina sono venuti in questo luogo, onorando te. E questo è bello, perché la tua Parola dice che tu onori tutti quelli che ti onorano. E ancora in questo giorno, Considera la decisione del cuore di ognuno di poter venire a te, oh Signore, con tutta sincerità. Io chiedo una benedizione particolare per quanti ancora non hanno fatto una scelta nella loro vita, affinché conoscano te, il solo vero Dio, e che ancora in questo giorno tu possa aprire il cuore, e lo Spirito Santo possa così parlare in profondità.
Benedici tu, Signore, queste anime, questi amici, questi fratelli, e chiunque ancora si trova in questo luogo. La tua presenza noi chiediamo. Grazie ancora, e ti chiediamo di rimanere con noi in questa giornata, in questa piena libertà dello spirito, e di benedire anche quelli che faranno ritorno alle loro dimore, proteggendoli e parlando ancora al loro cuore. Tutte queste cose noi te le chiediamo questa mattina, Padre, nel nome di Gesù. Amen.