La pesca miracolosa — ubbidienza e consacrazione
La lode ci sta, ci allontana da un'aria di oppressione. La lode spezza le catene. Così dice la Scrittura. Sapete già la storia di Paolo e Sila che lodarono il Signore e le fondamenta della prigione furono scosse. Dio si manifesta in mezzo alla lode del suo popolo. Perciò, apriamo la nostra bocca e cantiamo e adoriamo, perché la presenza di Dio si possa manifestare.
Onorando così, cari fratelli, questa mattina avrei una Parola nell'Evangelo di Luca al capitolo 5, di una storia che conosciamo già riguardo a Gesù e alla pesca miracolosa. Capitolo 5, leggiamo dal versetto 1 al versetto 11. A Dio la gloria.
"Ora avvenne che mentre egli si trovava sulla riva del lago di Gennesaret, la folla gli si stringeva attorno per ascoltare la Parola di Dio. Vide due barche ormeggiate alla riva del lago, dalle quali erano scesi i pescatori e lavavano le reti. Allora salì su una delle barche, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Postosi a sedere, ammaestrava le folle dalla barca. E quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: Prendi il largo e calate le vostre reti per pescare. E Simone rispondendo gli disse: Maestro, ci siamo affaticati tutta la notte, non abbiamo preso nulla; però alla tua Parola calerò la rete.
E fatto ciò, presero una tale quantità di pesci che la rete si rompeva. Allora fecero cenno ai loro compagni che erano dall'altra barca perché venissero ad aiutarli. Ed essi vennero e riempirono tutti e due le barche, tanto che stavano affondando. Vedendo questo, Simon Pietro si gettò ai piedi di Gesù dicendo: Signore, allontanati da me, perché sono un uomo peccatore. Infatti, Pietro e tutti quelli che erano con lui furono presi da grande stupore per la quantità di pesci che avevano preso. Lo stesso avvenne pure a Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano compagni di Simone.
Allora Gesù disse a Simone: Non temere; da ora in avanti tu sarai pescatore di uomini. E essi, tirate in secco le barche, lasciarono ogni cosa e lo seguirono". Amen, amen.
Ora, se questa storia ci ha parlato tante volte ed è stata predicata — chissà quante volte in quanti sermoni, quanti culti — del resto, noi sappiamo che la Parola di Dio è vivente ed efficace. Ed è sempre Manna fresca. Non è qualcosa che abbiamo mangiato ieri, abbiamo detto: "L'abbiamo già saputa, l'abbiamo già imparata". Devo ripetervi le stesse cose. Perché personalmente faccio l'esperienza che, pur leggendo tante volte gli stessi passi della Parola di Dio, devo sempre dire: "Signore, questa Parola è fresca!" C'era un uomo di Dio che si chiamava John Wesley . Lui diceva: "Dopo aver predicato più di venti volte la stessa Parola, per me è sempre più bella". Perché la Parola di Dio è di refrigerio alle nostre anime.
Quando noi desideriamo di conoscere quello che il Signore vuole insegnarci — come insegna il testo — Gesù viene e si trova sulla riva del lago di Gennesaret per predicare alla folla. La folla si stringe attorno a lui. Lui, guardando un po' dalla riva, vide due barche. Dice la Scrittura che erano ormeggiate. E così salì su una di quelle barche. E insieme alle barche, vide dei pescatori che stavano lavando le reti. Avevano finito di pescare. Che cosa? Purtroppo, nulla. E allora, comunque, quando si va a pesca, anche se non prendi niente, tiri fuori almeno — da questo si vede dai pescatori — tiri fuori erba, rami e altre cose. Quindi, le reti vanno sempre pulite per la prossima pesca.
Salì su una delle barche, che era di Simone, cioè di Pietro, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Quando salì sulla barca, Gesù si è seduto. Questa è la posizione di un re che si siede. Lo troviamo anche sul monte delle beatitudini. Quando salì sul monte per predicare, dice la Scrittura: "Gesù si sedette e parlò alle folle". Gesù era il Re dei re. È il Re dei re ancora oggi. Comunque, lui stava insegnando alla folla che stava in riva, dalla barca. E quando ha finito di parlare, lui si rivolge a Simone, a Pietro, e dice: "Prendi il largo e calate le vostre reti per pescare".
Ora, questo parlare di Gesù per Pietro era un po' imbarazzante. Tant'è vero che la risposta fu un po' particolare. Anche se, normalmente, noi sappiamo — almeno, io vedo — quando sono andato in barca al tramontare del sole, ho visto uscire tutte le barche dal porto e andare fuori al largo. Perché loro gettano la rete e di notte poi pescano, oppure la lasciano le reti nel mare. La mattina presto, quando ancora è buio, vanno a tirare le reti per prendere quello che è necessario, che sarebbero i pesci.
Allora, Gesù — questa volta — non deve pregare Pietro come la prima volta di salire sulla barca. Ma parla con autorità: "Prendi il largo". Non gli chiede nemmeno: "Se Pietro, che pensi? Vuoi provare a pescare di nuovo?" Oppure Gesù gli dice: "Va bene, finito di predicare, ti puoi avvicinare, arriva così, scendo, poi lo ringrazia e dice: 'Grazie per il posto che mi hai offerto nella barca'". Possiamo pensare che Gesù avesse potuto fare anche questo. Ma la Parola ci vuole insegnare qualcosa che qualche volta noi non riusciamo a leggere.
Lo scopo di Gesù è vedere quello che il Padre gli ha suggerito. Gesù voleva pescare. Lui, attraverso la pesca di Pietro, ha indicato perché fossero suoi discepoli. Gesù trova il modo sempre perché vede oltre ciò che noi vediamo. E allora, quel che? Perché gli dice: "Prendi il largo — allontanati"? Il mare è grande. E qualche volta si pesca sempre i soliti pesci nel lago. Come succede oggi, che non si va a prendere il largo a cercare anime ovunque. Sembra che ognuno si fermi nel luogo dove sta per cercare. Semmai, qualche pesce viene verso di lui per pescarlo. Ma il Signore spesso ha raccomandato — e anche come sta scritto nella Scrittura: "Andate per tutto il mondo e predicate l'Evangelo ad ogni creatura. Fate dei discepoli". E oggi vediamo che si pescano sempre gli stessi pesci. Da una barca vanno all'altra. Però, il pesce fresco, nuovo? Abbiamo bisogno di capire come dobbiamo pescarlo. Come possiamo portare anime a Cristo?
Gesù dà questo ordine a Pietro: "Va al largo per pescare". Simon Pietro rispondendo gli disse: "Maestro, ci siamo affaticati tutta la notte, non abbiamo preso nulla". "Maestro, che mestiere fai? Abbiamo saputo che sei un carpentiere, un falegname. Non si pesca di giorno. Non verranno i pesci nella rete. E di notte, che no, no, peschiamo". Gesù non gli chiede queste cose. Ma chissà se nel suo cuore non si è fatto questa domanda. Ma lui non sapeva che Gesù non ha bisogno di conoscere il mestiere del pescatore, del pastore, del muratore, di altri mestieri.
Gesù apre la bocca per dire a Pietro di andare a pescare. Ma Pietro ha sentito la predicazione che Gesù ha fatto alle folle. L'autorità, la credibilità di ciò che è uscito dalla bocca di Gesù. Questo lo ha portato a ubbidire a ciò che Gesù ha detto. Perché gli ha detto: "Signore, non abbiamo preso nulla. Ma alla tua Parola io calerò le reti". Alla tua Parola. Forse ti farò vedere che non si pesca niente, oppure nel cuore di Pietro era nato un pensiero: "Quest'uomo mi ispira fiducia. Ho sentito quando ha predicato. Chissà cosa potrebbe mai pensare di questo".
Però, quanto è bello l'ubbidienza! Perché Pietro non ha guardato alle sue facoltà di pescatore, a quello che poteva essere: "Che non si pesca nulla", "Che Gesù non era un pescatore". Ma la Parola del Signore è stata per lui qualcosa a cui ha potuto ispirare un po' di fiducia. E quindi: "Ci siamo affaticati tutta la notte, non abbiamo preso nulla". Vedete, i fratelli, abbiamo fatto tanti culti all'aperto. Siamo partiti da Fasano, siamo scesi a Ostuni, siamo andati a Francavilla, a San Vito, siamo andati giù nel leccese. Abbiamo gettato tante volte la rete. Non si può dire che abbiamo preso tanti pesci.
L'unico modo per cui io ho potuto vedere come abbiamo potuto pescare qualche anima è quando abbiamo calato l'amo — non la rete. Non era ancora il tempo. Ma con l'amo, personalmente, qualche pesce è uscito fuori. E Dio ci ha fatto credere chiaramente: "La tua fatica non è vana nel Signore. Ti sei affaticato bene". Adesso, non è il tempo di Atti capitolo 2. Ma è il tempo che tu almeno faccia quello che ha fatto il fratello Schwed dalla Germania. Quando il Signore si presentò a lui, disse: "Ma tu andresti in Africa per una sola anima?" E lui, dopo che il Signore lo aveva conosciuto, disse: "Sì, Signore. Per una sola anima io lascio il mio paese e vado in Africa". Pure per un'anima. E lui così fece. Poi ha raccolto milioni di anime. Ma quello che conta è ubbidire e credere quando il Signore ci dà un ordine di ubbidire alla sua voce.
"Alla tua Parola io calerò la rete. Ma prendi il largo, Pietro. Non fare affidamento alla tua esperienza, al tuo modo di predicare, di parlare. Lo so che tu hai pescato tutta la notte. Sicuramente quella notte hai detto: 'Tiriamo le reti — non c'è nulla. Spostiamoci più in là'. Hai calato la rete più in là. Ma non hai preso lo stesso nulla. E poi, ancora tutta la notte a tirare questa rete".
Perché la delusione di sapere che quando si tira tanta rete non c'è pesce? Allora, potete pensare lo stato d'animo di Pietro che Gesù aveva visto quando è sulla sua barca e stava lavando le reti. Quando non riusciamo a pescare, non riusciamo a realizzare ciò che vogliamo — che magari ci è pure utile nella vita — allora nasce una specie di scoraggiamento, di delusione. Però, Gesù anche questa mattina ti dice: "Non lavare le reti. Non le lavare. Non ti arrendere. Non hai preso nulla? Va bene. Arriva il tempo che prenderai i pesci".
Pietro stavano lavando le reti quando sarebbe tornato a casa la moglie avrebbe chiesto: "Pietro, che hai portato oggi? Che hai pescato?" Cosa poteva rispondere? Se era di buon umore — e non so se lo era — poteva dire alla moglie: "Niente. Speriamo peschero ancora qualcosa". Perché questo era un lavoro che permetteva alla sua famiglia di vivere, di mangiare. Ma spesso noi tendiamo a lavare le reti.
Perché diciamo: "Le persone si girano dall'altra parte quando vogliamo parlare di Gesù". Oppure, quando diamo un opuscolo: "Di che si tratta? Siete per caso di quella religione?" E ci fanno domande. Perché anche le anime oggi, il mondo non crede più alle parole. È chiaro che il mondo oggi vuole vedere quello che noi possiamo vedere. Che affaticarsi, pensando che con le proprie capacità realizzeremo qualcosa.
Non mancava niente per prendere dei pesci. C'era la barca che serve, no? C'erano le reti. C'erano gli uomini. C'era il mare. C'è tutto l'occorrente per pescare. Ma i pesci non sono venuti fuori. Ci sono i satelliti. C'è la televisione. Ci sono i computer . C'è la tecnologia. C'è la stampa. Ci sono i giornali. Ci sono tutti i mezzi necessari per poter spandere l'Evangelo in tutto il mondo. E i pesci? Che cos'è che manca?
Abbiamo tutto. Possiamo predicare da Brindisi e portare un messaggio in America. Non lo facciamo noi, che non siamo i leader , non siamo conosciuti. Ringraziamo Dio che siamo conosciuti solo da Dio. Questo è tanto. Almeno da lui siamo conosciuti. Però, poi ci sono i grandi predicatori che fanno conferenze dall'America, vengono in Italia, fanno conferenze negli Stati. Ma anche le nostre chiese locali qui, regionali in Italia, fanno convegni, invitano pastori, predicano l'Evangelo, invitano dei parenti, poi si fanno si fa musica Gospel. Si trovano mille cose per portare anime, per predicare.
Spesso ho chiesto a Paolo: "Come hai fatto tu a portare l'Evangelo nel mondo di allora? Quali strumenti avevi quando andavi da Corinto ad Efeso? Prendevi l'aereo? Come facevi? Ti preparavano i fratelli lo stadio? Una bella corale grande? Una musica Gospel? Che cosa facevi, Paolo? Empiere il mondo dell'Evangelo di Cristo?" Quale rete hai calato? E come sapevi il posto dove c'erano i pesci?
Stiamo cominciando a capire dove vogliamo arrivare. E allora: "Alla tua Parola io calerò le reti". Tanti sforzi umani! Pietro ha capito: "La mia esperienza di pescatore, il mare c'è, l'attrezzatura c'è". Però, tante volte facciamo affidamento sull'uomo, sulle sue esperienze, sulle sue capacità, sulla bravura in tutti i campi: della medicina, del lavoro, dell'ingegneria. Ma qui c'era Gesù! Era l'uomo a cui Pietro voleva capire in quel momento.
Ma se non c'erano i pesci, il suo dubbio rimaneva. Perché la logica umana è quella di capire la normalità di fare le cose, la normalità di poterle attuare alla ragione umana. Quella dobbiamo applicare. Diciamo noi. Al contrario, invece, Gesù sviluppa altri pensieri che qualche volta non sono graditi. Gli uomini non li comprendiamo. E noi invece vorremmo capire tutto. Ma il Signore dice: "Non è necessario che tu capisci. È più necessario che tu ubbidisci alla Parola".
E per Pietro, questa ragione l'aveva messa da parte. Non era logico pescare di giorno. Però, disse: "Va bene, alla tua Parola, Signore. Calerò le reti". E dice la Scrittura: "E fatto ciò" — capito? — "E fatto ciò", dice il verso 6, "presero una tale quantità di pesci che la rete si rompeva".
Ubbidendo a ciò, ubbidendo a Gesù, il risultato viene fuori. Quindi, capire sempre qualche volta ci porta fuori strada. Tanti uomini hanno voluto capire. E proprio lì Gesù non si è manifestato. Ma "Io voglio prima capire". No. "Devi prima ubbidire. Appena dici: 'Lo faccio'". Poi Pietro ha capito tutto.
Dopo qualche volta, il Signore ci chiede l'ubbidienza. Vale più di ogni altro sacrificio. E quindi è importante che noi impariamo ad ubbidire alla voce del Signore. Perciò, quando il Signore dice "Fallo", fallo. Oggi diceva il profeta Davide: "Se ascolti la sua voce, non indurire il cuore. Non indurire il cuore. Se ascolti la sua voce, aprilo, il cuore, e vedrai che il Signore ti parlerà".
La Parola va avanti. Quando Pietro ha visto tutto questo, le barche piene di pesci, ha dovuto chiamare compagni che quasi affondavano. Chissà se nella sua vita avrebbe mai pescato tutti quei pesci? E si è reso conto che a che cosa mi servono le mie capacità mentali, la mia esperienza, il mio lavoro, la mia attrezzatura? Non hanno portato risultati. Che Gesù, con una Parola, ha detto ai pesci. Perché Gesù ha parlato ai pesci, no? Non è che i pesci si ritrovano nella rete senza così per caso. Perché tutta la natura è sottomessa a Cristo. Egli è il creatore di tutte le cose.
E allora, potete immaginare che da tutte le parti ha comandato: "Pesci, venite dove sta Pietro". E lì i pesci sono andati. E Pietro ha riempito la rete.
Vorrei portarvi a una conclusione. Quando noi ci chiediamo: "Fratello, perché, con tutti i mezzi che abbiamo oggi, la rete non si riempie?" Noi possiamo servire Dio, e facciamo un servizio per lui. Ci sta. Ci sta usare i mezzi di comunicazione per evangelizzare. Come ci sta! Come tutto ci sta! Ma qui vediamo qualcosa, al verso 8.
Qual era lo scopo di Gesù? Vedendo questo, Simon Pietro si gettò ai piedi di Gesù dicendo: "Signore, allontanati da me, perché sono un uomo peccatore". Ecco! Che Pietro aveva pescato tanti pesci per volontà di Dio. Ma adesso è Gesù che ha pescato i pesci più grossi e voleva portare Pietro a riconoscere proprio questo. Perché noi siamo chiamati ad andare a portare le anime a Cristo, ad evangelizzare. Ma il Signore non ci chiede prima questo. Quando cantiamo quel cantico che dice: "La ragione della vita è amare te", poi dice: "Servire te". Che cosa viene prima? Che cosa doveva venire prima che Pietro pescasse? Giù le reti?
C'era un profeta particolare che ha avuto molte, molte rivelazioni riguardo a Gesù. È uno dei più grandi profeti. E quel profeta dove ha messo su tanti capitoli — quanto sono i libri della Bibbia? Stiamo parlando di Isaia, il profeta Isaia. Allora, mi sposto per un momento per farci capire un po'. Qual è lo scopo ultimo del nostro Signore prima di mandarci a pescare e a trovare le anime?
Perché qui no. Ci chiediamo sempre: "Abbiamo parlato, abbiamo evangelizzato, abbiamo fatto questo, abbiamo fatto l'[?]". Certo, sicuramente. Capitolo 6 di Isaia. Se di me ancora qualche minuto con pazienza.
"Nell'anno della morte del re Uzia, io vidi il Signore assiso, seduto sopra un trono alto ed elevato. E i lembi del suo manto riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei Serafini. Ognuno di essi aveva sei ali. Con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi, e con due volava. L'uno gridava all'altro e diceva: Santo, santo, santo è l'Eterno degli eserciti. Tutta la terra è piena della sua gloria. Gli stipi della porta furono scossi dalla voce di colui che gridava, mentre il tempio si riempiva di fumo. Allora io dissi — questo dice Isaia — Ahimè, io sono perduto, perché sono un uomo dalle labbra impure, e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; eppure, i miei occhi hanno visto il Re, l'Eterno degli eserciti". Amen.
Isaia, fino al capitolo 6, guai al suo popolo. Guai a voi che siete bevitori di bevande alcoliche. Guai a voi che non rivestite il povero. E continuava a predicare e a profetizzare. Questo era stiamo parlando di un profeta che diceva al popolo: "Guai, perché il popolo non camminava bene". Poi, un giorno, ha visto il Signore seduto sul suo trono. E quando ha visto il Signore sul suo trono, quel "guai" agli altri — che noi diciamo: "Guai a te, se non accetti Gesù!" Come fanno alcune mogli ai mariti: "Guai a te, all'inferno vai!" — O ai parenti: "Guai! Non evangelizzare in questo modo!" — Perché non porterà nessun frutto. Ma che ha detto Isaia quando Gesù stava sul trono? Il
Signore stava sul trono. E che ha detto? "Guai a me! Io sono un uomo dalle labbra impure".
Quando Pietro ha visto tutti quei pesci, altro non ha fatto: "Signore, allontanati da me. Io sono un uomo peccatore". Ma quanti sono oggi quelli che si ravvedono profondamente? Quanti sono quegli uomini che oggi vedono la loro vita, il loro cuore, come li vede Dio? Perché questo è importante. Alla visione di Gesù, Isaia si è riconosciuto e ha detto: "Guai a me!" Ma se non abbiamo conoscenza di Dio, non possiamo avere conoscenza di noi stessi. Quando tu conosci Dio, loro imparerai a conoscere il tuo cuore. E abbiamo la necessità di conoscere Gesù.
E Isaia vide "Guai a me, io sono perduto!" — Perché ha visto la gloria di Dio. È chiaro che puntare il dito contro gli altri non è difficile. È la natura dell'uomo. Ma poi troviamo che c'è quella Parola che mi ha incoraggiato: "Eppure! Eppure, io sono un uomo dalle labbra impure. Sono un... Eppure, i miei occhi hanno visto il Re". Eppure, tu sei un peccatore. Certo, lo siamo tutti. Lo siamo stati. Lo dice pure Paolo: "Io sono il primo dei peccatori". Eppure, Paolo ha avuto le visioni di Gesù.
Nonostante questo, la misericordia di Dio arriva agli occhi nostri per farci vedere: "Io sono venuto per i malati, non per i sani. Se tu sei un peccatore e ti riconosci, questa è la tua grazia. Questo è il tuo vanto". Ci sono quelli che dicono che non hanno fatto grossi peccati, che sono brave persone. Gesù non è venuto per loro. Gesù è venuto per i peccatori. "Eppure, i miei occhi hanno visto il Re".
Pensate che davanti alla gloria di Dio, gli angeli che avevano sei ali, no, avevano con due si coprivano la faccia, con due si coprivano i piedi, con due volavano. Quanto è grande la santità di Dio? Che gli angeli si dovevano coprire. E allora, quando noi ci mettiamo davanti alla santità di Dio, a quella luce, le tenebre usciranno per forza fuori. Questo è importante: far uscire fuori le tenebre. E quando non li riusciamo a vedere, dobbiamo pur sapere che il Signore ci darà grazia.
Perché, se abbiamo visto la sua gloria, lui, vuol dire che ha un segnale evidente per noi, per darci anche la salvezza eterna. Poi, "udì la voce del Signore che diceva: 'Chi manderò? Chi andrà per noi?' E io risposi: 'Eccomi, mandami me'". Questo è il momento di un uomo ravveduto. Gli erano state purificate le labbra. "Isaia, io sono un uomo dalle labbra impure?" L'angelo prese dei carboni dall'altare e gli li passò sulle labbra e disse: "Adesso, le labbra impure? Adesso sei pronto. Isaia, per predicare? Puoi dire pure adesso 'guai'".
Anche Pietro, dopo quell'esperienza, negli Atti degli Apostoli, divenne un grande pescatore di uomini. E prese una quantità di pesci simile a quella che prese quando Gesù gli comandò di calare le reti. Con una semplice predicazione, Pietro disse a questi uomini quello che dovevano sentire. Perché, anche in quell'occasione, non si ritrovano tremila anime? Era il giorno della Pentecoste. Va bene, così non è.
Allora, noi vediamo come Gesù vuole il tuo servizio. Vuole che tu lo servi. Vuole che tu evangelizzi per lui. Questo è buono agli occhi del Signore. Ma ricordati che Dio vuole prima che tu possa essere — tu ed io — consacrato a Cristo. Fu Pietro, come lo fu Isaia, come lo furono quei discepoli. Che erano capaci di tutto. Ma Dio non sta cercando il tuo servizio, perché tanti servono e non sono consacrati. Quello che Gesù sta cercando è il tuo cuore.
Poi puoi evangelizzare come vuoi. Perciò, quell'uomo disse — quel Santo uomo che disse: "Ama Dio e fai ciò che vuoi". È importante che noi sappiamo che Dio sta cercando te. Sta cercando il tuo cuore. Sta cercando la tua vita. Sta cercando che tu possa consacrarti. Poi dirai, come Isaia: "Manda me, Signore! Perché questo è il tutto".
Potete guardare a quello che è stato quest'uomo, che ha detto chiaramente: "Io sono stato consacrato. Dio mi ha scelto dal grembo di mia madre. Mi ha chiamato". Allora, lui poteva prima dire: "Io sto stato consacrato. Dio mi ha scelto". Questi tipi di uomini e donne possono essere al servizio del Signore.
Ma ricordati: qualsiasi opera che tu fai per il Signore è gradita certamente a Dio. Ma il Signore vuole che tu possa essere consacrato a lui. Che tu possa essere uno strumento nelle mani di Dio per fare ciò che è la sua volontà. Ma Dio vuole usare te. Vuole usare un uomo, una donna, che si sono dati al Signore. Questi uomini porteranno frutto.
Quello che era importante: che Gesù avesse pescato Pietro, avesse modellato Pietro, avesse fatto di Pietro uno strumento. "Tu sei Pietro, e su questa pietra io edificherò la Chiesa. E io ti darò le porte, le chiavi delle porte del cielo". Ed ecco che arriva il momento che Pietro apre la chiave, apre la porta. Perché gli era stato dato da Dio. Adesso Pietro era pronto. I discepoli erano pronti. Perché lo Spirito Santo era entrato nel loro cuore.
Senza lo Spirito Santo, disse Gesù, non farete nulla. Invece, adesso questi uomini erano pronti per fare esattamente quello che serviva nelle mani del Signore, per utilizzarli per la sua gloria.
Forse, credo, come il Signore ha parlato a me, parlerà a tutti noi, per sapere che prima di iniziare un'opera, Dio vuole modellarci. Vuole farci degli strumenti nelle sue mani. Vuole accordarci. Poi tu stesso sentirai, potrai dire: "Signore, manda me! Chi andrà per noi? Manda me!" Ma Dio è interessato prima al tuo cuore. Dopo, il resto non sarà un problema per lui. Ma se il nostro cuore non è lavato, non è purificato, non è santificato, saremo sempre un problema.
Dio invece vuole che la nostra vita sia dedicata, data. Ed è chiaro che arriva il momento dove la Scrittura dice — e non so se è stato molto coraggioso Pietro. Perché è importante che leggiamo anche questo, no? Qualche volta, a noi non tocca, perché ancora non ci siamo dati al Signore.
Ecco perché ci è difficile lasciare. Ci è difficile lasciare, fratelli. Essi — quindi, dice alla fine del capitolo, del passo che abbiamo letto — "essi, quindi, tirate in secco le barche, lasciarono ogni cosa e seguirono Gesù". Ma che fate? Non avete mai pescato tanto? Le barche così piene? Potete vendere questo pesce e non lavorare per almeno un mese, con tutto il guadagno. Ma proprio quando avete questa benedizione, le volete lasciare?
Quante benedizioni di questa vita impediscono di seguire Gesù? Quanti beni di questo mondo ci impediscono di servire Gesù? Lasciarono tutto e lo seguirono. Come si chiama questa? Ditemelo voi. L'abbiamo predicato domenica. Come si chiama? Cosa abbiamo
letto in Tito? La grazia della rinuncia! Questi discepoli hanno ricevuto la grazia di lasciare ogni cosa. Che cosa? Di seguire Gesù.
Tu l'avresti lasciato? Due barche piene di pesce che stavano per affondare. Quanti quintali erano? Ma la grazia di Cristo è scesa sulla loro vita. Hanno lasciato tutto e hanno seguito Gesù.
Abbiamo lasciato tutto? Stiamo seguendo Gesù? O abbiamo lasciato solo una parte di quello che noi riteniamo il superfluo? Il resto lo teniamo per noi. "Lascia tutto e seguimi", disse Gesù. Lo fece pure Matteo. Lasciò il suo bel lavoro. Era un finanziere, quello che riscuoteva le tasse, una buona posizione. Lasciò tutto e seguì Gesù. Tutto. Amen. Questo è importante. Amen.