La grazia salvifica di Dio — libertà dal peccato

Almeno in questo frangente di servizio che abbiamo, la grazia è la parola che ho amato più di tutte quando ho conosciuto il Signore nella mia giovane età. È una parola che amo tanto e che ho approfondito moltissimo. Uno l'ama quando la grazia è stata sperimentata nella propria vita: capisce in profondità la rivelazione di quella che è la grazia di Dio in se stesso.

Perciò, cari fratelli, anche in questo giorno noi approfittiamo del fatto che quando la Parola di Dio ci parla — e bene — noi approfondiamo ciò che il Signore ha fatto di così grande. Perché la grazia è venuta quando è venuto Gesù. Prima di Gesù c'era la legge, no? E quindi è venuto Gesù e ci ha portato la grazia. Poi, quello che è importante: anche nell'Antico Testamento alcuni hanno vissuto per grazia e alcuni sotto la legge. Oggi noi ci ritroviamo in un tempo di grazia, ma non è sempre un tempo che noi possiamo godere, perché un giorno o l'altro questa grazia finirà.

È chiaro che anche questa mattina voglio darvi delle buone notizie che dovrebbero rallegrarvi: quando sentiamo che alcuni hanno deciso di venire alle acque battesimali. E allora, tutto questo ci fa comprendere quando il Signore interviene nei cuori degli uomini — per grazia. Perché è un favore immeritato. Non abbiamo fatto nulla per meritarla, perché vivevamo nel peccato. Ma Gesù ha guardato la nostra miseria, il nostro cuore, quella che è stata la nostra natura a causa del peccato che è venuta per mezzo di Adamo. E la sua misericordia è caduta su tutti noi. Tanto è vero che il Signore non ha fatto delle scelte particolari, delle preferenze. Il nostro Dio è un Dio di giustizia, perché l'Apostolo dice nella lettera a Tito che la grazia di Dio è apparsa a tutti gli uomini indistintamente.

Ora, i battesimali hanno scelto spontaneamente, ma non devono mai dimenticare che la Scrittura dice: "Voi siete stati salvati per grazia, mediante la fede. Ciò non viene da voi — è il dono di Dio. È un dono immeritato. È un premio dove il Signore, nel suo grande amore per l'uomo, ha voluto offrire il Figlio. Non c'era un modo diverso per manifestare la sua bontà."

Alcuni però pensano che per venire al battesimo devono raggiungere la perfezione. Chi adesso ha deciso di seguire Gesù ha scelto la via della salvezza. Il battesimo è un comando del Signore. Lo ripetiamo di nuovo secondo le Scritture. Anche i santi lo sanno. Però, quello che conta è la decisione che uno fa nel cuore. Da quel momento, prega e dice: "Signore, io credo — io credo che tu sei il Figlio di Dio. Io credo che tu sei il mio Salvatore. Io credo che tu hai sofferto in croce per il mio peccato". E lo fa spontaneamente, con la propria voce, col proprio cuore.

Noi siamo cresciuti — almeno io, e alcuni di noi siamo cresciuti nell'ambiente cattolico romano, dove il battesimo viene dato per mezzo di un po' di gocce di acqua, fatto ai bambini piccoli — quindici giorni, un mese, due mesi. Ma la Scrittura non ci insegna queste cose. Questi sono solamente precetti di uomini. La Scrittura ci insegna invece che: "Chiunque avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato". Nessun bambino può credere quando ha quindici giorni di vita. E qual è il pericolo se questo bambino dovesse venir meno? "Niente. Lasciate che i piccoli fanciulli vengano a me, perché di loro è il regno di Dio". Qual è la paura se uno non battezza un bambino di un mese, di due mesi, di tre mesi? Per loro io dico: il regno di Dio è assicurato. Per gli adulti, no. Perché l'adulto deve essere consapevole di accettare Gesù nel proprio cuore come comanda la Scrittura, come Gesù ci ha detto.

Gesù si è battezzato anche lui, no? È andato da Giovanni Battista. E quanti sono andati da Giovanni Battista a confessare il peccato? Si sono ravveduti. Perché Giovanni ha messo in luogo un battesimo di ravvedimento. E senza ravvedimento non c'è remissione di peccato. Perciò, non vogliamo rimanere nell'ignoranza, ma vogliamo dare ascolto — come ha detto il fratello — soltanto alla Parola di Dio. La Parola di Dio è la nostra luce, la nostra forza.

Voglio prendermi ancora qualche minuto per quelli che non hanno ancora deciso di venire alle acque battesimali, però nel cuore io sono convinto — sentono che vogliono seguire Gesù, si vogliono battezzare, ma c'è un po' di timore, un po' di paura. È successo anche a me quando dovevo fare questo passo, quando ero più giovane, prima di battezzarmi. Ti assalgono un po' di dubbi: "Ma ce la farò ad andare avanti? Ce la farò a lasciare completamente il mondo e a rinunciare al mondo, ai miei piaceri carnali, naturali, alle mie abitudini, ai miei hobby che non hanno senso per ciò che riguarda la vita eterna?" E allora, fanno un passo indietro.

No, che tornano indietro. Hanno timore perché nel momento in cui tu decidi per Cristo sentirai delle voci strane. Non solo le sentirai dal mondo in cui vivi, no, ma ecco che stai facendo? "Ti hanno fatto un lavaggio di cervello". "Ma questa non è la nostra religione". "Noi siamo così perché dobbiamo cambiare?" Queste sono quelle voci visibili: i parenti, gli amici. Poi ci sono quelle voci invisibili che bisogna imparare a riconoscere, perché il diavolo viene e ti mette un po' sotto pressione. "Ma sei sicuro? Ma veramente credi che questa è la via giusta?" E poi verranno altri pensieri.

Penso che avete fatto questa esperienza o no? Perché è così? Possiamo chiedere anche a quelli che si battezzano, che hanno deciso. C'è un po' di combattimenti, no? Ma questo è normale. State tranquilli. Quello che è importante però è rinunciare a cosa? Cosa dobbiamo rinunciare?

Mi viene in mente quando Gesù disse ai discepoli che lui avrebbe sofferto da parte degli uomini e che sarebbe morto. E l'Apostolo Pietro non ha potuto sentire quelle parole. "Signore, non ti avvenga mai questo!" Perché Pietro ha parlato così? Era ancora un po' naturale. Pietro, anche se era una persona sincera, rigenerata, non voleva sentir parlare di sofferenza, di rinuncia. E Gesù, in virtù di quello, gli disse: "Pietro, tu non hai il senso delle cose di Dio". E poi continuò, Gesù, dicendogli: "Chiunque mi vuol seguire, vuole venire dietro a me, prenda la sua croce e mi segua". Prima di questo, disse: "Rinuncia a se stesso". Questo era in virtù di ciò che Pietro aveva detto — non voleva rinunciare a tutto ciò che è suo. E tanti non vogliono rinunciare a quei piaceri mondani, no? E allora si tirano indietro, per paura di accettare Gesù nella propria vita.

Qual è il timore? "Io non avrò la forza". "Ho timore di tornare indietro, perché non mi, non riesco ad allontanarmi dal telefonino". "Devo essere, adesso — devo capirlo". Specialmente oggi, no? Che sappiamo che c'è uno sviamento mondiale. Per questo,

questo è soltanto una macchinazione di Satana, che ha portato anche i credenti fuori da quella che è la retta via. E quindi, rinunciare a cosa?

Personalmente, la mia testimonianza — non smetterò mai di dirlo — era quella che quando ho conosciuto Gesù, attraverso un miracolo personale, e dovevo seguirlo, ho pensato: "A che cosa devo rinunciare?" Ho una bella famiglia, avevo già tre figli, una casa con sacrifici, un buon lavoro, una buona sistemazione. "A che cosa dovevo rinunciare per seguire Gesù?" L'unica cosa che ho rinunciato — dove veramente la grazia di Dio mi è venuta in soccorso — era il peccato. Qualcuno esternamente poteva pure giudicarmi — dice: "No, una bella famiglia, c'è un buon lavoro, è una brava persona". No, non era questo. Era importante che io potessi essere liberato dal peccato. Quindi, ho rinunciato a cosa? E questo è bello che noi sappiamo: non aver paura di accettare, di venire alle acque battesimali.

Non sei tu. Ho sentito — ho parlato con un battezzato questa settimana — un fratello (non mi faccio nemmeno il nome) e mi ha confessato (e questo è bello, devo sapere, anche i giovani e quelli che vogliono battezzarsi) che è stato liberato da certi legami, da certi legami, senza che potesse fare alcuno sforzo umano, senza che potesse dire: "Non riesco più a bestemmiare". "Mi sono sforzato tanto". "No, no, lo so". "Ho sentito dentro quel sentimento". Perché è successo anche a me. Che quando Gesù è entrato nel mio cuore, non dovevo sforzarmi a lasciare venti sigarette al giorno, né ad essere mancante nel perdonare i miei avversari, i parenti, gli amici di lavoro o i nemici di lavoro, né a dire qualche parola fuori posto, né a dire qualche bugia.

Che ancora oggi si dice, no? Ogni tanto viene la radice cattolica romana quando dice: "No, ma è una bugia bianca, è una piccola bugia. Non è un peccato mortale, è un peccato di un altro nome — forse veniale, si chiama". Ma tutto questo ci aiuta a capire: non avere paura di servire Gesù. La grazia di Dio ti aiuterà ad andare avanti. Perché noi viviamo per grazia.

Andiamo a leggere insieme nella lettera a Tito così vediamo se questa parola ci aiuta a comprendere che tutto è per grazia. Tutto, tutto ciò che tu hai fatto, tutto ciò che noi facciamo. L'Apostolo Paolo ci dà un altro insegnamento quando dice, lui in Corinzi: "Che cos'è che tu hai che non hai ricevuto?" Non dice così. In Corinzi al capitolo 4: "Che cos'è che tu hai che non l'hai ricevuto? Qual è il tuo merito di avere? Qual è il tuo vanto? Di che cosa ti vuoi vantare? Se hai conosciuto Cristo e sai che sei stato salvato per grazia, nessun vanto tu hai. Niente che non l'abbia ricevuto."

Anche quando devi mettere mano alla tua volontà nel dare: ricordati che l'hai ricevuto. Se hai lavorato, è perché la grazia di Dio ti ha dato la forza di lavorare. Ma sempre la sua grazia.

Al capitolo 2 di Tito, al verso [?], leggiamo: "Infatti, la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini e ci insegna a rinunziare all'empia pietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età saggiamente, giustamente e piamente, aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Cristo Gesù". Amen, amen.

Allora, insieme, fratelli, non da solo — perché è con compassione che voglio parlare di questa grazia, perché l'ho sperimentata nella vita, non è qualcosa che hai sentito, l'hai letto. Pensate che da quando è venuto Gesù sulla Terra quanti milioni di sermoni sono stati fatti intorno alla grazia? Quanti libri sono stati scritti intorno alla grazia? Ma dal momento in cui tu l'hai ricevuta nella tua vita — ed è stata la rivelazione del tuo cuore — hai gioia di credere, quanto è prezioso il lavoro che Gesù ha fatto per te e per me.

Non aver paura. La grazia salvifica: cos'è questa parola "salvifica"? Di per sé è quella che salva. Capito? È quella che salva. Tu non puoi salvarti da te stesso. Nessun merito, nessuno sforzo, nessun'opera. Non devi pagare nulla. C'è già chi ha già pagato per noi. Adesso però la grazia ci ha riservato, ha fatto sì che noi possiamo rinunziare ad ogni peccato. Ma chi l'ha fatto? Questo ci insegna il nostro insegnante. La grazia. Tu non devi far nulla. Perché qualcosa ti impedisca di seguire Cristo? Perché non hai la forza?

C'è un tempo per ogni cosa. C'è un tempo per dire al Signore: "Signore, io sono giovane, sono adolescente, sono spesso tentato. I pensieri, il web — cos'è il web? Io voi questo inglese? I social? Tutte queste cose? Parole in inglese che ci portano in un mondo e in un sistema di cui siamo avvolti e non riusciamo a liberarci. Ci hanno tolto anche la comunione nelle famiglie. Non c'è più un dialogo fra figli, genitori, marito, moglie — perché ognuno si apparta nel suo social, nel suo web, nelle sue informazioni. E si vive così. Oggi, anche il mondo dice chiaramente: c'è una grande rovina. Ma noi, noi che abbiamo creduto, noi faremmo bene."

Giacché la Scrittura dice che noi siamo santi, no? Così dice la Scrittura. Quindi, santo significa "appartato". Noi non dovremmo far parte di questo giro vizioso che il mondo ormai ci ha messo intorno. Abbiamo la grazia che ci insegna la rinuncia. E quindi, pregare e dire al Signore: "Non voglio entrare a fare ciò che fa il mondo". Perché Gesù ha pregato e ha detto al Padre (Giovanni 17): "Io non ti prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno". Quindi, noi dobbiamo vivere nel mondo, ma non come vive il mondo. E questo è il pericolo ultimo che sta attraversando la Chiesa del Signore. C'è una deviazione spirituale. Io la direi. Però noi facciamo appello a quello che è la grazia di Dio, che ci insegna a rinunciare al peccato.

E il peccato non è uccidere una persona, non è soltanto adulterio, non è soltanto fornicazione, non è soltanto dire bugie. Ci sono dei peccati di omissione: che il peccato è non pregare, non leggere la Parola di Dio, non vivere la comunione fraterna, non praticare l'ospitalità. Sono cose un po' più leggere che ci fanno comprendere: "Vabbè, ognuno è libero". Pensi tu? Anch'io ho pensato un giorno: "Sono libero". È vero? È vero. Perché Gesù mi ha reso libero. Mi ha lavato. Mi ha lavato il cuore. Mi ha purificato. Mi ha liberato dal peccato. Ma non sono più libero di fare e di pensare e di volere come voglio io. Perché il Signore mi ha messo un amore particolare nel cuore per fare che cosa? Di ubbidire adesso ai suoi comandamenti.

Quindi, liberati dal peccato e sottomessi, servi di Cristo, alla Parola di Dio. Ed è per questo che noi abbiamo bisogno di consultare sempre questo libro, che è la nostra luce, la nostra guida, la nostra vita in se stesso. Attenersi alla Parola, ai comandamenti di Dio. Come, come puoi sentire tu di avere l'amore di Dio dentro di te? Da che cosa lo deduci? L'amore di Dio non è qualcosa che tu puoi toccare con le mani. È un sentimento che viene dal Signore, dallo Spirito Santo, da una persona rigenerata, da una creatura a cui gli è stato cambiato il cuore — trapiantato il cuore. Questo è bello.

E allora, chi ha i miei comandamenti e li osserva è uno che mi ama. E chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò. Guardate che bella promessa! "E mi manifesterò a lui". Mi manifesterò. Abbiamo un cantico, no, che dice come, dice e lui si manifesterà? È stata bella la testimonianza del fratello Ju che ha detto: "Come sta scritto così fatto". Ed è bello che noi facciamo la stessissima cosa. Perché la Parola di Dio è un sì e un Amen in Cristo. La Parola delle promesse: chi ubbidisce?

Chi ha i miei comandamenti? Se tu non ce l'hai e ti chiami credente... Qualcuno in diretta mi sentirà, dice: "Fratello, un po' più dolce. Perché la Chiesa verrà? Dovrà essere incoraggiata?" Questo è quello che si predica spesso oggi: che la Chiesa deve essere solo incoraggiata. Ma tirare fuori quelli che sono certi problemi del cuore dei credenti, no? O tirar fuori un po' di disciplina? Come Dio stesso, il nostro Signore, che ci disciplina — perché lui ci ama di un amore eterno. Chi può mettere in dubbio l'amore di Dio? Tanto è vero che l'Apostolo Giovanni dice: "Dio è amore". L'hai sperimentato tu? Certo. Ma se tu sei spirituale, hai sicuramente sperimentato anche ciò che io ho sperimentato: non solo quello che è l'amore di Dio, ma anche la severità di Dio — come scritto nella Scrittura. E quando si parla di questo, teniamo ad ascoltarlo.

Vedete, fratelli, la predicazione — cos'è la predicazione? La predicazione agisce in due maniere. Questo è per esperienza personale, ma lo dice pure la Scrittura. La predicazione mette in ansia o inquieta quelli che sono comodi, quelli che vogliono camminare per conto loro, che vivono nell'agiatezza. Questo fa la predicazione forte, no? L'inquieta. Mi ricordo di un fratello — non so se ancora lo è — che era seduto lì dove sta il fratello adesso (Geley), e quando si parlava, si predicava di dare al Signore, si muoveva così forte sulla sedia. Era inquieto. Non gli piaceva quella predicazione. Quando si tratta del dare a Dio, va bene? Oggi non c'è più nella Chiesa, no? Va forse più in un'altra Chiesa. Era inquieto. Perché sai come è? Gli avari hanno un problema grande e non hanno capito la loro fine.

E poi c'è invece la predicazione che mette pace, che mette tranquillità in quelli che sono inquieti. Chi è vieto e ha qualche problema nella prova, sente la predicazione. La sente nel cuore. Allora entra una pace, una calma, perché se viene da Dio, quella predicazione sarà tranquilla, confiderà nel suo Signore. Dove ha creduto. Questa è la grazia di Dio che noi dobbiamo ricevere.

Ed è per questo che abbiamo bisogno di... Se uno mi ama, dice Gesù, se uno veramente mi ama, io e il Padre verremo a lui, lo ameremo. Tu senti l'amore di Dio? Perché nel tuo cuore c'è la consapevolezza: "Signore, la tua Parola per me è una lampada. E io la voglio seguire. Io voglio seguire i tuoi comandamenti". E allora, Gesù dice: "Io mi manifesterò a te". Anche se tu non mi vedi. E beati quelli che non mi vedono ma che credono. Io mi manifesterò, come si deve manifestare il Signore.

Abbiamo sentito la testimonianza della sorella Debora. Certo? Ha voluto iniziare per potere farci capire che quando il Signore inizia un'opera, lui la porta a compimento secondo il suo beneplacito, dice la Scrittura. Noi qualche volta preghiamo per ciò che vogliamo e diciamo al Signore: "Io voglio che tu operi in questa maniera. Io voglio un miracolo". Noi crediamo ai miracoli, o no? O forse qualcuno, non vedendo venire dalla sua parte un miracolo, pensa e il tempo gli fa credere: "Non ci credo più".

Abbiamo parlato di giovedì, no? Di Zaccaria. Zaccaria aveva pregato per un bambino. La moglie era sterile. Gli anni sono passati. Lui è diventato vecchio, molto avanti nell'età, con la moglie, non si poteva avere più figli. È diventato incredulo. Il tempo — la lunghezza del tempo — non ci deve permettere increduli.

Se volete, possiamo chiederlo a qualche fratello che noi conosciamo. Forse lo dovremmo chiedere ad Abramo: chi ha chiesto un bambino? La moglie? Ma non l'ha avuto. Dopo quanto tempo? Un mese? Dopo quanti anni sono passati? Perché Dio ha ascoltato la preghiera di Abramo. Ma ha ascoltato anche la preghiera di Zaccaria. Perciò, Zaccaria — il suo significato qual è? "L'Eterno si è ricordato". L'Eterno si è ricordato. Noi invece abbiamo dimenticato ciò che abbiamo pregato e siamo diventati increduli.

La Chiesa di oggi è incredula, perché non crede più ai miracoli. Eppure noi sentiamo che i miracoli sono quelli pratici che vediamo giorno dopo giorno nella nostra vita. Perché di questo si tratta. Che se tu vuoi sentire e vedere la manifestazione di Gesù, lo devi vivere. Il nostro Evangelo non è un Evangelo teorico. La nostra Parola, quella che noi riceviamo (che è la verità), non deve essere una parola... Se il fratello dice: "Signore, devo vendere il giornale. Per favore, fai smettere la pioggia". Prega. Chi è scettico dice: "Ma veramente quello che ha detto il fratello è così?" E allora, se tu non hai fatto nessuna esperienza riguardo a un miracolo per la tua vita, sarai scettico. "Ma credi? Non ci credi?" "Non essere incredulo". Disse Gesù a Tommaso. "Credi! Credi! Credi che Gesù ti aiuterà nel battesimo. Ti aiuterà ad allontanarti dal peccato. Perché il timore di Dio ci allontana dal peccato."

Credi che Gesù non permetterà che tu torni indietro? Vero? Che tanti tornano indietro? No. Anche questa è una verità. Ma perché tornano indietro? Perché se uno è in comunione con il Signore, vive la Parola ogni giorno, prega di essere preservato, di combattere — perché il nostro combattimento non è contro carne e sangue.

Quando noi leggiamo (come questa mattina) leggiamo la Parola del Signore, la dobbiamo prendere alla lettera così com'è. Perché la fede possa crescere in noi. Se Gesù dice: "Io sarò con te ogni giorno della tua vita", credi che Gesù sarà con te e ti aiuterà? Ti fortificherà? Se fai una decisione per servire e seguire Gesù, sarà lui stesso a prendersi cura di te. Perché tu, dal momento in cui ricevi il Signore nel tuo cuore, non appartieni più a te stesso. Appartieni al Re dei re, all'onnipotente Dio, a colui che ti preserva, che ti ha scolpito sulla palma della sua mano, a colui che ti dice (secondo la fede): "Non temere! Non temere! Non aver paura! Non devi tornare indietro!"

Se forse qualche caduta che puoi fare, chiedilo a me. Se dopo più di 40 anni, quante volte sono caduto? Veramente, fratello Davide, e che stai a fare là sopra? Io prendo forza dalle Scritture. Non mi lascio prendere da quello che sono le accuse del maligno, del diavolo. L'Apostolo Giovanni dice: "E se pure noi pecchiamo..." Era Apostolo. Era l'Apostolo dell'amore, Giovanni. E non dice "se pure voi peccate", ma lui dice: "Se pure noi pecchiamo, abbiamo un avvocato presso il Padre — Gesù Cristo il giusto".

Tu puoi cadere? Certo. Domanda a Pietro. Quando faceva la doppia faccia (la doppia, la doppia faccia) che era già un Apostolo, e Paolo lo riprese aspramente. "Tu che sei giudeo vai al gentile? Però, quando stai con i gentili..." Allora, Pietro era già un Apostolo, eppure ha fatto una brutta caduta. Ma poi si è rialzato. Perché la grazia di Dio ti rialza. Ti mette in piedi. Non tu. Perché la tua fiducia è nel Signore.

Cosa? Perdonatemi ancora qualche minuto. Ma si può scadere dalla grazia? Vi lascio un compito, va? Non dico niente intorno a questo, perché di mio non voglio dire mai niente se non dalle Scritture. "Si può scadere dalla grazia?" Lasciamo stare la dottrina di perdere la salvezza o meno, quelle cose che spesso parliamo — che alcuni dicono: "Una volta salvato, salvato sempre". Lasciamo stare. Ma io voglio legarmi unicamente a ciò che dice la Parola di Dio. Per me è incoraggiante che la grazia mi insegna a rinunciare al peccato, alle mondane concupiscenze. Perché l'ho detto prima, no? Il mondo ci avvolge e ci sono tanti desideri che bollono dentro al nostro cuore dove mi piacerebbe questo, mi piacerebbe quest'altro. Perché il mondo ci — il peccato ci alletta, no? Ci aiuta nella vanità in tutti i sensi, sia femminile che maschile. Perché viviamo in questo mondo. È fatto così.

E poi dice che la grazia ci aiuta "perché viviamo nella presente età saggiamente, giustamente e piamente". Questo fa la grazia. Ci aiuta. Non solo il nostro insegnante, ma anche il nostro soccorso. Questo è quello che Gesù fa attraverso la sua grazia.

Nel frattempo però abbiamo una meta da seguire — avanti in tutte queste cose noi possiamo dire, come dice Paolo: "Noi siamo più che vincitori, e ci ha amati". E che noi vogliamo amare, ubbidiendo la sua Parola. Perché chi ha i miei comandamenti è uno che mi ama. Non deve esserci nessuno che ti deve spiegare cosa significano queste parole. Tu stesso fai ricorso alla Scrittura. Dice: "Ma io ho i comandamenti del Signore. Io ubbidisco la Parola. Io ce l'ho nel cuore". Sì. Allora, "Io ti amo, Signore, perché tu l'hai detto. E tu ti manifesti nel mio cuore. Ti manifesti nella stanza". Quando io metto mano alla chiave, già comincio a lodare. Già comincio a parlare in altre lingue. Già sento la tua presenza. Gesù si sta manifestando in qualche maniera, perché c'è la multiforme della grazia di Dio.

Cari fratelli, abbiamo la forza di attingere direttamente dalle Scritture. Aspettando. Vedi quanto significa avere fede? La fede è perseverante. La fede aspetta. "Aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del grande Dio, Salvatore nostro, Cristo Gesù". Questa è la ragione della nostra vita. Non ne abbiamo un'altra. Non abbiamo fondato la nostra vita sui beni di questo mondo, su ciò che noi viviamo intorno a noi, no. Aspettando, vogliamo aspettare la beata speranza. Perché lì è la salvezza eterna. La salvezza eterna è lì.

Ma la salvezza si conquista qua. Perché lì siamo salvati e basta in cielo. Ma la salvezza, se non la vivi qua, perché la devi vivere qua? La salvezza — perché è qua che Gesù ti ha detto: "Dai da mangiare ai poveri. Dai da bere agli assetati. È qua che il Signore gli ha detto: Aiuta il povero. È qua che il Signore ti ha detto: Vivi la comunione pratica. Pratica l'ospitalità. Ubbidisci alla Parola". Se queste cose non le fai qua, questa salvezza là non la puoi trovare.

Ed è per questo che, cari fratelli, abbiamo la necessità di dire al nostro grande Dio e Salvatore Gesù: "Ora appartengo a Cristo. Non appartengo più a me stesso. Ma io so in chi ho creduto, e sei tu stesso che mi aiuterai ad andare avanti. Perché l'hai detto tu, non l'ha detto un uomo. Perché Dio si è legato alla sua Parola. E noi facciamo tesoro di questo. Perché egli è fedele. Lui non può venir meno. Lui è il Dio onnipotente, che ti ha tirato fuori dal mondo, e oggi tu stai qui questa mattina, proprio perché è la sua volontà. Lui vuole che tu fai una [?] nel tuo cuore."

Se sei già un fratello che hai già seguito il Signore, lo stai servendo, applicati un po' di più a cercarlo di più. E lui si manifesterà ancora in maniera più forte, più grande. Perché non sei arrivato.

E a te, che ancora hai timore, paura di venire alle acque dei battesimali, e ti sei creato questo pensiero di dire: "Ma io non so, non ce la faccio", per il momento io vorrei chiamare un bambino piccolo. È un padre che conosce bene il bambino. Il bambino conosce il padre. Mettere il bambino qui su questo pulpito e il padre che si allontanasse (come tanti genitori fanno), al bimbo dirà: "Dai, lanciati! Buttati!" Il bambino, che conosce il padre, che non lo lascerà cadere, che lo abbraccerà, si butta nelle braccia del padre, fiducioso, amorevolmente. Perché le braccia del nostro Dio sono delle braccia eterne.

Vai! Vai! E Dio stesso ti aiuterà. Prega: "Signore, togli ogni dubbio dal mio cuore". E Dio ti [?]. Vedrai. Probabilmente avremo qualche candidato in più che vorrà venire alle acque. Fallo con coraggio. Nessuno ti deve sforzare. Perché questa è opera del Signore. È opera dello Spirito Santo. Questa — la salvezza — è la grazia di Dio. Ma tu devi avere quel pizzico di fede che ti fa credere che colui che ha fatto le promesse è potente da portarle a compimento. Amen.

Vogliamo alzarci in piedi e benedire il Signore.

Padre, noi ti ringraziamo dal profondo del cuore anche per questa mattina. Tu ci hai onorati con la tua presenza. Fa grazia perché tu possa manifestarti nel cuore e nella vita di ognuno, affinché Cristo sia glorificato, e tutti noi possiamo venire a conoscenza del tuo grande amore. Oh Signore, e come tu ci hai guidati ancora in questo giorno — perché il nome di Cristo sia stato innalzato e la grazia sua è venuta sulla nostra vita. Oh Signore, a motivo di questo il nostro ringraziamento si fa ancora più grande davanti a te, oh Dio del cielo. E la nostra lode e la nostra adorazione sia più profonda. Vogliamo uscire da quella caverna dove uscì Elia, oh Signore, per sentire il sussurro della tua voce. Oh Signore, sia lo Spirito Santo a convincere ancora quanti non hanno fatto una decisione profonda per te, perché conoscano la vita eterna. Perché questa è la vita eterna: che conoscano il solo vero Dio e colui che tu hai mandato, Cristo Gesù.

Benedici, oh Signore, ancora i miei fratelli e quanti sono presenti in questo luogo. Io comando una potente benedizione nel nome di Gesù. E che il sangue tuo, Signore, possa preservarci e proteggerci da ogni macchinazione dell'avversario. E che tu puoi guidare questi cari, facendo ritorno alle loro dimore sotto la protezione del tuo sangue.

Padre, a te la gloria, l'onore, la benedizione, la potenza, nel nome di Gesù. Amen, amen, amen.