La tua chiamata divina — vivere nel soprannaturale
Grazie a Dio oggi ho la voce e quindi cantate finché ne avete; quando non la vedete elevate un cantico nel silenzio del cuore perché arriva ancora più forte davanti alla presenza del Signore.
L'adorazione: cosa sia l'adorazione dovremmo approfondire un po' di più questo soggetto. Ci sono tante cose importanti nella vita di un cristiano: c'è l'evangelizzazione, c'è la preghiera, ma l'adorazione viene prima di ogni altra cosa, unicamente perché disse un uomo di Dio che noi siamo stati creati per adorare. Dici tu, fratello, è comprensibile secondo le Scritture ciò che dici? Penso al libro dell'Apocalisse: alla fine noi troveremo che il popolo di Dio nel regno eterno adorerà il Signore non avrà altro tempo da dedicare — non ci saranno altre attività, saremo in un'adorazione continua — ma lasciamo stare quel soggetto che pure sarà importante per l'eternità.
Quanti tipi di adorazione ci sono? C'è l'adorazione personale, c'è l'adorazione nell'assemblea, c'è l'adorazione biblica dove la Scrittura ci insegna che c'è un modo di adorare in ginocchio o prostrati a terra come abbiamo sentito: uno fu guarito, adorò il Signore, lo ringraziò, ed è quello che la Scrittura ci insegna. A guardare bene ciò che sono state le parole di Gesù quando disse alla Samaritana: i veri adoratori sono quelli che adorano in spirito e verità. Allora l'adorazione scaturisce dal cuore, perché noi saliamo sulle ali della grande aquila e l'adorazione ci porta troppo vicino al trono di Dio e lì sentiamo la presenza del Signore.
Non è un fatto solo delle labbra. Vedete, Isaia ci dice che il popolo di Israele — e lo ripetè Gesù nel Nuovo Testamento — quando disse: voi mi adorate, mi adorate soltanto con le vostre labbra ma il vostro cuore è lontano da me. Allora, fratelli, questo ci fa riflettere, perché quando entriamo nella casa del Signore il nostro cuore deve essere assorbito dalla presenza di Dio, perché l'adorazione manifesta la presenza stessa del Signore e noi possiamo godere di più della sua presenza e lo Spirito Santo ci spinge ancora di più in tutto quello che è il servizio sacro che noi facciamo.
Questo è molto, molto importante. Allora sono importanti tante cose, ma dobbiamo ricordarci che l'adorazione scaturisce da un cuore puro e da mani pure, e quindi l'adorazione non è contaminata, perché noi possiamo entrare in chiesa, possiamo adorare, aprire la bocca, cantare, ma se non è in concomitanza con la nostra vita quotidiana — l'adorazione cioè dentro e fuori l'assemblea o dentro e fuori la chiesa del Signore — questa adorazione non serve, è soltanto un'adorazione di un pochino di tempo. Ma l'adorazione è qualcosa che continua nel silenzio, quando stai a letto, quando sei nella prova. Allora là ti fermi e dici, fratelli, ho sperimentato che significa stare nella prova ma niente è sorto nel mio cuore per poter dire: io adorerò il Signore anche in questa condizione. L'uomo spirituale arriva anche in quella condizione di prova, ad adorare.
Pensate, noi parliamo sempre con le Scritture e questo è importante. Pensate ad Abramo: Abramo andava con il figlio Isacco al sacrificio — Dio gli disse: "Offrì tuo figlio" — e Abramo, arrivato prima del monte, disse ai servi: "Fermatevi qua, perché io e il ragazzo andremo e adoreremo". Mi sembra che Abramo veramente sta parlando
profondamente. Ma che cosa doveva fare il ragazzo? Non sapeva quello che si doveva fare. Ma l'adorazione di Abramo era qualcosa di profondo, perché stava per offrire il suo figlio e per lui era l'eccellenza dell'adorazione. Alcuni anche nei film fanno vedere che Abramo era dispiaciuto, piangeva, gridava: "No, Signore! Perché il mio Isacco?" Ma non è vero. Abramo non aveva proprio questo sentimento, perché per lui offrire il sacrificio — a noi sembra assurdo — ma l'uomo spirituale capisce il sentimento di Abramo. Per Abramo, offrire il suo figlio non era qualcosa di molto doloroso, era qualcosa che Dio ha apprezzato. E quando noi nella prova possiamo adorare Dio, vedete fratelli, è importante che quando noi leggiamo certe cose possiamo chiederci: "Posso io arrivare a tale adorazione nella prova?"
Chi? Prendiamo un altro esempio che mi viene adesso in mente: Giobbe è l'esempio esemplare. Allora dici, fratello, ma Giobbe è uno solo, lo so, ma Dio ci mette davanti questo esempio per farci credere che nella Parola di Dio ogni cosa è possibile. E Giobbe, dopo aver perso tutto completamente, adorò, si piegò e adorò, dicendo: "L'Eterno ha dato e l'Eterno ha tolto. Benedetto il nome dell'Eterno". Non si arriva in un giorno, è un percorso, ma chiedendo la forza al Signore con uno spirito volenteroso di poter avvicinarsi a lui in ogni momento e entrare nell'adorazione.
Perché quando siamo nella chiesa, noi dobbiamo entrare nell'adorazione? Se io canto e dico: "Canterò finché la voce avrò", ma nel frattempo sto pensando: "E stasera focaccia?" Oppure, "Ah, ma domani tu apri la bocca, canti, ma il tuo cuore è lontano". E allora, quando entriamo nella casa del Signore, quanto è importante che noi possiamo godere? Perché questa è la forza: godere della presenza. E nell'adorazione c'è la presenza di Dio, fratelli. Perciò apriamo le nostre labbra e cantiamo e benediciamo il nostro Signore e onoriamolo, perché lui ci onorerà certamente con la sua presenza. Amen.
Vogliamo continuare. È tempo di adorare, è tempo di dare gloria a Dio. Tu così come sei adora. Tu così come sei incontra Dio. Ogni lingua confesserà che il Signore è Signore, ogni uomo si inchinerà. Il più gran tesoro rimane a noi e ora lo accettiamo. È tempo di adorare e tempo di dare gloria a Dio. Tu così come sei adora, tu così come sei incontra Dio.
Vogliamo chinare il capo e preghiamo. Alleluia. Padre, noi ti ringraziamo, ti benediciamo, e nel profondo del nostro cuore, oh Signore, vogliamo adorarti. Poiché tu solo sei degno. E anche questa sera, oh Signore, noi chiediamo umilmente che il tuo Signore possa operare nei nostri cuori per mezzo del tuo Spirito e la grazia tua si possa posare sulle nostre vite e su quanti non potevano stare in mezzo a noi, benedicendo ugualmente l'assemblea di ogni luogo, in ogni popolo. Signore, noi ti ringraziamo, poiché confidiamo unicamente nella voce della tua Parola. Anche questa sera, oh Signore, vogliamo inchinarci davanti allo sgabello dei tuoi piedi.
Alleluia. Per chiederti, oh Signore, che la luce di Cristo possa illuminare le nostre menti e il nostro cuore. Oh Signore, accogli tutto ciò che dentro di noi, oh Signore, ti onora, ti glorifica, ti benedice. Sì, Signore. Mettilo davanti a te come una ricordanza e prego ancora, oh Signore, che tu possa benedire questi miei cari questa sera nel nome di Cristo Gesù, per mezzo del tuo servo della tua Parola. Sì, oh Signore, concedi grazia che possiamo essere vigili e che il timore di Dio possa entrare nei nostri cuori, affinché, oh Signore, possiamo udire la tua voce. A te la gloria, l'onore, la potenza, la benedizione. Padre, nel nome di Gesù, Amen, amen. Alleluia.
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Buonasera a tutti. Buonasera. Grazie. Siete svegli, no? Una cosa è che tu sei sveglio, ma un'altra cosa è che tu hai fame e sete per ricevere una Parola di Dio. E sai, lo Spirito Santo è in mezzo a noi e tu stasera non stai qui per coincidenza. Ti dico un segreto: lo Spirito Santo ti ha attirato qui dentro. E dove tu puoi guardare questo messaggio? Adesso, pure nell'internet, qualcosa tu cerchi, e sai che cosa? In verità tu cerchi una relazione personale con il Re dei re. Noi siamo nati con questo desiderio, perché siamo così, ma è una cosa — ci vuole una decisione — che questo desiderio che noi abbiamo si riempia con le sue cose, con le cose che lui ha preparato per la tua vita.
Vi prego, all'inizio una cosa: sai, tu ricevi secondo la tua fame e sete, tu ricevi dal Signore, non secondo la tua capacità umana, ma secondo la tua fame e sete, con il desiderio come abbiamo sentito nell'ultimo cantico. No? Wow! È vero. E questo, questo — Oh, è vero, è vero. Sai, quando questo è vero, tu stasera ricevi una grande benedizione, perché è preparato, è preparato. Ma tu adesso ti prego che tu concentri al Signore, non a me. Perché quando tu sei concentrato a me, tu ricevi una parola umana, ma quando tu sei concentrato allo Spirito Santo, lui ti dà una Parola di Dio, una parola vivente. E lo Spirito Santo, sai, rivela la sua Parola nel dentro del tuo cuore che diventa vita, vita.
Voglio pregare all'inizio. Grazie, Padre, che tu sei presente, che tu stai presente in mezzo a noi questa sera per mezzo del tuo Spirito Santo, e ti prego che tu apra ogni cuore adesso per la tua Parola e che tu penetri alla profondità di ogni cuore adesso, che ognuno di noi riceve la tua Parola in profondità e la Parola di Dio produca il frutto come tu vuoi. Amen, amen.
Voglio condividere qualcosa stasera che ho ricevuto negli ultimi giorni. Per questo voglio... ho dato il titolo: "La tua risposta per le cose che succedono nel mondo". Ho parlato con alcuni di voi già in questi tempi che siamo qui. Gli ultimi giorni, anche quando siamo stati in altre chiese, è sempre... eh, era il tema: "Hai sentito? Hai visto che succede nel mondo?" Oggi, sì, era la mia risposta: "Sì, io vedo. Io vedo che succede nel mondo, almeno un po'. Non tutto. Non so se voi sentite che nel mondo adesso, negli ultimi mesi, in quest'anno, nel mondo, nel mondo invisibile, succedono molte cose. Cose che non sono mai successe prima."
Non so se voi sentite questo, perché nel mondo visibile vediamo soltanto il risultato delle cose che succedono nel mondo invisibile. È vero? Sì; è così; è importante di vedere come nel cantico primo e il secondo, no? Voglio vedere. Voglio vedere anche il bene, e succedono molte cose. E purtroppo queste cose non sono belle. Non sono. E quando tu guardi nel mondo, pure con gli occhi naturali, tu vedi che succedono cose che non sono buone. E voglio dirti — e devo essere sincero — questa difficoltà che adesso vediamo nel mondo ancora aumenta. Scusate, ancora aumenta. Ma che cosa è la tua risposta per queste cose? Questa è la domanda. Le cose succedono, ma qual è la mia risposta? È la tua risposta. Sai che tu hai ricevuto una risposta divina? Una risposta divina.
Voglio leggere all'inizio in Galati 2. "Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me. È quella vita che ora vivo nella carne la vivo nella fede del Figlio di Dio che mi ha amato e ha dato se stesso per me." Sai che Cristo vive in te? Quando tu hai accettato Cristo Gesù come Salvatore, Cristo vive in te. Ma Cristo può vivere in te completamente libero e non nascosto? Questa è la tua decisione. Quanto tu permetti a Cristo di vivere in te è la tua decisione, è la mia decisione.
Ma l'Apostolo Paolo ha detto, ha dato un esempio qui: "Non sono più io che vivo, ma Cristo che vive in me. E quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio". Significa: io vivo la vita come Gesù ha vissuto qui sulla terra. È troppo? È troppo o è vero? È troppo, è vero. Silenzio. Eh, sai, lui ci ha dato il modello, e la volontà di Dio è che noi tutti viviamo una vita come Cristo ha vissuto qui sulla terra. Eh, non siete d'accordo? Oh, sento, ma questo ha scritto l'Apostolo Paolo, no? E parla della sua vita, e questo è il modello per ognuno di noi.
Sai, quando sta scritto questo nella Bibbia, vuol dire che è possibile. È il modello per te e per me. Ma come è possibile? Come è possibile vivere una vita come Cristo Gesù qui sulla terra? Il versetto e il modello che Cristo ci ha dato, in Giovanni 5:19. Gesù rispose e disse: "In verità, in verità vi dico che il Figlio non può far nulla di se stesso, se non quello che vede fare dal Padre. Le cose infatti che fa il Padre, le fa ugualmente anche il Figlio". Gesù ha detto: "Io faccio le cose che io vedo dal Padre".
Vedere! È così importante che noi impariamo a vedere, a vedere con i nostri occhi spirituali. Come noi abbiamo cinque sensi naturali, abbiamo pure cinque sensi spirituali: occhi spirituali, orecchi spirituali, e pure una fragranza spirituale, no? Ah, ma questi sensi devono essere attivati, e lo Spirito Santo vuole attivarlo nella tua vita. È l'unica cosa che tu devi fare: tu devi permetterlo, che tu hai un desiderio, che ricevi occhi aperti, orecchi aperti, sensi spirituali, spirituali attivati.
Cristo ha vissuto così e non ha fatto nessuna cosa di se stesso. Sapete la nostra sfida più grande? È che noi siamo abituati. Noi siamo abituati a agire così, in una maniera umana. Tutta la nostra vita abbiamo imparato, imparato a agire in una maniera umana, a fare cose con la nostra propria forza. E purtroppo, anche come cristiani, noi facciamo tanto con la nostra propria forza. E quando noi facciamo le cose con la nostra propria forza, il risultato è il frutto della carne, perché viene dalla carne. "Senza di me potete fare... 50%?" Ah, nulla! Ah, nulla! Sapete, voi sapete che questa cosa è veramente difficile di accettare per noi, perché abbiamo imparato che possiamo fare tante cose, tante cose, tante cose con la nostra propria forza. Ma le cose spirituali non funzionano così.
L'esempio di Cristo ci ha dato il modello: "Io non faccio nessuna cosa da me". Problema? Subito io chiedo al Signore: "Cosa vuoi tu che io faccia in questa situazione?" E non: "Ah, come farlo? Come farlo? Devo chiamare il fratello, sorella, pastore, o che sì?" No. Abbiamo il cellulare, no? Perché non chiediamo al Re dei re, che ha sempre una soluzione e ha la soluzione migliore? Lui ha la vera soluzione. Perché vedete, cosa deve cambiare? Penso che ognuno di noi ha già pensato una volta: "Perché sento così pochi miracoli nella mia vita?" Chi ha avuto questo pensiero?
Chi è rimasto? Siete tutti contenti? Chi è contento con quello che ha ricevuto? Sai, quando tu sei contento con le cose che tu hai già ricevuto dal Signore, il Signore non vi può dare di più. Lui vuole, lui ha un desiderio grandissimo di dare tutto quello che lui ha preparato per la tua vita, tutti i miracoli sono preparati per la tua vita, ma tu ricevi queste cose soltanto secondo il modello di Cristo Gesù, che tu non agisci con la tua forza, che tu non agisci da te stesso, ma all'inizio tu chiedi al Signore: "Cosa devo fare in questa situazione?" Wow!
E tu ricevi. Quando tu chiedi veramente, tu sempre ricevi una risposta. Può essere che non subito, no? Così non funziona, perché il Signore vuole vedere se tu veramente lo vuoi. Oh, ah, era bello, no? No, no, tu devi veramente volerlo. Ricevi sì. Ma se tu vuoi, tu ricevi 100%. Ma il problema è che noi siamo così abituati a agire con la nostra propria forza, vero?
Ma la risposta è: "Forse tu pensi: perché permette il Signore che queste difficoltà nel mondo ancora aumentano, vuol dire che non ci ama?" Voi siete così in silenzio. Cosa è successo? Sai, Dio ti ama come un amante divino. Sai che cosa significa un amante divino? Nessuno ti ama così come il Re dei re. Nessuno. E ha un desiderio così profondo di prosperità. Ma non è una contraddizione: lui permette le difficoltà e mi ama così. Sai, la nostra situazione, che questo è una risposta che io ho ricevuto per me. Ho visto che la mia carne — e noi abbiamo vissuto nel mondo occidentale, no, dove c'è prosperità, no, pure qui forse meno che in Austria o Svizzera, ma pure comparato con alcuni paesi in Africa per esempio, qui la prosperità è in un livello molto più alto, no?
E quando noi godiamo della prosperità, la fame e la sete è grande o... o c'è il pericolo che siamo contenti. Ah, cosa che siamo contenti, no? E il problema è che noi siamo contenti. E perché Cristo ci ama così come un amante divino, vuole che noi riceviamo una fame e sete per tutto che lui ha preparato, perché noi perdiamo tante cose se noi siamo contenti con le cose che siamo, che abbiamo ricevuto. La domanda è: "Sei contento?" Sai che tu hai ricevuto una vita divina? Si chiama la chiamata. Poi se possiamo leggere Galati 1, versetto 15.
"Ma quando piacque a Dio, che mi aveva appartato fin dal grembo di mia madre, e mi ha chiamato per la sua grazia." Vedete come l'Apostolo Paolo? Anche tu hai ricevuto una chiamata. Prima che tu sei nato, prima che tu sei nato, è nella eternità — una chiamata. Vuol dire un piano di Dio per la tua vita. Divino, vuol dire questa chiamata è indipendente dalle circostanze nel mondo. Ripeto: la tua chiamata è indipendente dalle circostanze nel mondo. E questa è la tua risposta. Quando le difficoltà aumentano, nelle situazioni difficili, non so che cosa succede ancora, ma sfide, ma sai, quando tu vivi nella tua chiamata, tu sei indipendente dalle circostanze nel mondo.
Non è meraviglioso? O non lo credi? Lo credi? L'Apostolo Paolo ha sperimentato questo. E pure io, adesso, nella mia vita sono 17 anni che ho scoperto che io ho una chiamata. Vuol dire un piano di Dio soltanto per me, per nessun altro. Ho scoperto che ho una chiamata. Che cosa è? Sono ancora entrando. Sto entrando in questa chiamata. E la chiamata è la sicurezza divina per la tua vita, perché il nemico non può toccarla. Divina, lui ha paura di toccarla. Il nemico, Satana, in verità, e lui ha paura che tu entri nella tua chiamata, perché diventi molto pericoloso per il nemico.
E come tu entri, come il modello che avevamo ricevuto di Cristo Gesù, il primo passo è che tu chiedi al Signore che tu vuoi conoscere, e tu credi: "Signore, io voglio conoscere, voglio conoscere la mia chiamata. Io voglio trovare la mia chiamata. Io voglio vivere la mia chiamata. E io voglio finire la mia chiamata" — come l'Apostolo Paolo sta scritto: "Io ho finito la corsa" — no? E poi, "Ah, vuoi tu questa vita?" Sai, questa vita è preparata per te e per me.
34 settimane fa ho sentito dire da una sorella e la sorella ha detto: "Sai, io non voglio lasciar nessun pezzetto di me stesso, la mia chiamata portare al cimitero". Capite? Che cosa vuol dire? "Io ho fame. Io sono concentrato alla mia chiamata. Io voglio viverla. E io voglio finirla". E questo è il focus, capite, no? Il focus della mia vita. Un'unica cosa che sento, e il Signore è gentile, e purtroppo io vi dico, è ancora più o meno un segreto nella Chiesa di Cristo, perché ancora dove sono io vado in... Io sto in diverse chiese in questi ultimi pochi anni, no? Ho visitato tante diverse chiese, e quasi dappertutto sento che la maggioranza nemmeno sa che hanno una chiamata. Ma tu, almeno oggi, tu sai che tu hai una chiamata, e la tua chiamata è una vita soprannaturale.
Eppure un giorno tu stai davanti a Cristo, e lui ti chiede se hai finito la tua chiamata. Tu, tu hai finito qui sulla terra, e lui vuole che tu possa dire: "Ho finito la cosa". No. Adesso vuol dire un'altra cosa. Quando io ho scoperto, io sono stato già per 25 anni cristiano, e quando ho visto io uno chiamato, e ho perso tanti anni nella mia vita cristiana perché non mi sono concentrato alla mia chiamata. Volevo essere un buon cristiano, no? In virgolette. Ma ho pianto molto. Devo essere sincero. Ma poi il Signore mi ha detto: "Sai, Robert, quando tu ti decidi oggi di entrare e trovare, e di entrare e vivere e finire la tua chiamata, io prolungo la tua vita e io accelo le cose che io ho preparato per la tua vita". Silenzio. Sai, va. Ah, sento. Sento entra. Oh, Alleluia, Alleluia!
Grazie, Dio. Grazie, Spirito Santo. Tu vedi tutti i cuori adesso. O tu vedi? E ti prego che la tua voce, che tu tocchi adesso ogni cuore, che riceve fame e sete per finire la chiamata. E come succede? Come tu entri? È il modello di Cristo. Tu entri quando tu cominci a permitere, a lasciare che Dio risolva le cose. E tu finisci. E dite: "Io non voglio agire. Io non voglio agire più da me stesso. Io voglio che tu guidi sin dall'inizio in tutte le cose. Io voglio sentire la tua voce. Io voglio sapere la tua volontà.
Io voglio ascoltare la tua voce. E io voglio fare le cose come tu dici, esattamente, esattamente, senza compromesso, come tu hai detto sempre". Quando tu ascolti e ubbidisci e fai quello che hai ascoltato, tu sperimenti un miracolo, no? Eh, tu sperimenti un miracolo. E nella profondità del tuo cuore tu cerchi i miracoli, tu cerchi la vita soprannaturale. E sai, questo è il tempo per la Chiesa cristiana: che ognuno di noi entra nella sua chiamata. E vuol dire che quanto più tu entri nella tua chiamata, di più la tua vita diventa soprannaturale, di più la tua vita diventa piena di miracoli, eh, di più la tua vita porta frutto, frutto vero.
E sai che cosa succede quando ognuno qui dentro comincia a entrare nella sua chiamata? Che cosa? Sapete che cosa succede? Questo posto qui, l'Arca, Dio manda un risveglio che questo posto non ha mai visto e mai ha pensato. E questa zona di Brindisi non ha mai visto e pensato. Il Salento non ha mai visto e pensato. La Nazione d'Italia non ha mai visto e pensato. E tutto il mondo non ha mai visto prima. E sai, il mondo aspetta questo. Cosa sta scritto? Romano 8:19. A chi aspetta? A chi? Ai figli di Dio. Soltanto i figli?
Le sorelle? No, no, ah, sorella, soltanto gli uomini? Per i maschietti? No. E le sorelle guardano? No. Ah, una sorella, per favore! Due, sorella, la tua chiamata è così importante quanto quella di un uomo? No. È una verità importante. Pure la tua chiamata è in un senso di importanza, è così. L'importanza della tua chiamata è uguale della tua, della mia chiamata e dell'altro? È così importante. Che differenza? Voglio venire al punto, voglio finire qui. E sai, sapete, sento che voglio fare un appello al tuo cuore, a te. Sai, la vita nella tua chiamata è la vita più meravigliosa, più gioiosa, più gloriosa. Abbiamo sentito della gloria divina. Tu sei un portatore della gloria. E la domanda è: "Che cosa? Che cosa tu vuoi?"
Possiamo alzarci, pregare? Grazie, Padre, che tu hai parlato di ognuno di noi, e io ti prego che tu operi, che tu continui a operare in ogni cuore, che tu riveli l'importanza della cosa della chiamata che tu hai dato per ognuno di loro, che ognuno riceve una fame e sete di cercare la chiamata che tu hai preparato per ognuno di noi. E che nessuno qui dentro sia contento con un pezzetto della tua chiamata, ma che ognuno ha il desiderio profondo di cercare, di trovare, di vivere e di finire la tua chiamata. Amen.