Il timore dell'Eterno e la sapienza divina

Leggiamo nel Salmo 110 dalla parola del Signore. Sia la gloria a Dio: "Il timore dell'Eterno è il principio della Sapienza. Hanno grande Sapienza quelli che mettono in pratica i suoi comandamenti. La sua lode dura in eterno. Amen, amen".

Spesso mi chiedo e dico a me stesso—come se il Signore mi dicesse—"Davide, quanto sono reale nella tua vita?" Perché il mondo dice: "Come fai ad adorare, ad amare un Dio che non vedi? Un Dio che non conosci? È un'assurdità!" No. Per l'uomo naturale, sì. Ma per noi che abbiamo creduto, la fede ci porta più lontano di quello che è la ragione umana.

Perciò gli uomini oggi si trovano in grande angoscia. Questi sono i tempi in cui noi possiamo constatare la veracità della parola di Dio. Quando leggiamo il discorso profetico di Gesù e vediamo che i tempi sono maturi, allora noi pensiamo "Forse sì, forse no". Nascono delle perplessità, dei dubbi in certi credenti. Come si fa a parlare con Dio, con un Dio che tu non vedi?

È chiaro che Gesù un giorno disse: "Beati quelli che non vedono ma credono". Ma chi è che ti fa credere? Chi ti porta a credere nelle tue convinzioni che tu adori il vero Dio? Quello che conta per noi è che qualche volta pensiamo che dobbiamo sentire alcune voci particolari per poter capire. Ma Signore, ci sei o non ci sei?

Noi abbiamo un libro qua che è una lettera del Signore Dio, che ha lasciato all'uomo. E che l'uomo naturalmente ai giorni nostri ignora, perché non ha lo spirito di Dio per poter comprendere. Qual è il pensiero di un Dio che ha creato l'uomo alla sua immagine, alla sua somiglianza? Il pensiero di Dio era che all'inizio l'uomo è stato creato—è stato creato per adorare. Per questo è stato creato.

Quando noi vogliamo capire la realtà di un Dio vero, un Dio vivente, dobbiamo sì vivere l'Evangelo. Ma se non facciamo le esperienze personali pratiche di ciò che la scrittura ci insegna, è chiaro che sorgono tanti dubbi nel nostro cuore.

Il timore dell'Eterno—cos'è? Se non la paura, attenzione, la riverenza—quello—il rispetto. Come un figlio o una figlia in casa hanno timore dei suoi genitori, ma non come paura—come rispetto, come onorarli. E io mi devo chiedere: come posso onorare il mio Dio se non come la scrittura dice? Non con i miei sentimenti, con le mie passioni naturali che mi portano un po' più lontano da quello che è la verità. Ma la scrittura dice che il timore dell'Eterno è il principio della Sapienza.

In che modo? "Hanno grande Sapienza quelli che mettono in pratica i suoi comandamenti". Allora la scrittura ci insegna: "Siate facitori della parola e non uditori". Il Vangelo si manifesta nell'aspetto pratico della vita.

Quando si sperimenta—come tutti voi avete sperimentato prima di venire alla Fede— avete avuto dei segnali evidenti che Dio sta entrando nel tuo cuore, ti sta parlando. E nello stesso tempo, in quella condizione del cuore che tu non riconosci quasi più di essere quell'uomo che eri prima. Perché qualcuno—non tu—qualcuno con la sua potenza ha cambiato il tuo cuore e lo vuole purificare.

Ci si accorge ad un tratto di capire che la Fede che Dio mette in te e lo spirito che lui mette in te ti porta a credere fermamente, perché tu vedi il cambiamento di te stesso. E qualche volta ti chiedi: "Da dove viene questo cambiamento? Come mai non ho più quella capacità—se così la vogliamo chiamare—di dire anche una parola fuori posto?" Perché il timore di Dio è quello che ti porta a camminare nelle rette vie del Signore.

In un altro passo dice che il timore di Dio è sapienza—è fuggire il male. E l'intelligenza? L'uomo è: partiamo da questo principio: è stato creato con uno spirito, un'anima e un corpo. Nello spirito dell'uomo c'è un intuito. Quell'intuito, quando è risvegliato e tu sei una nuova creatura, ti fa comprendere ciò che è bene e ciò che è male. Ti fa separare il vile dal prezioso. Ma noi seguiamo secondo la parola del Signore, che è la nostra luce, la nostra guida.

Non andiamo avanti per sentimenti, né perché possiamo dar retta a qualche dottrina particolare o qualche uomo che si è inventato qualcosa. No. La parola di Dio è quella che ci è stata tramandata da circa tremila anni, perché noi possiamo seguire.

Perciò dice il salmista: "La tua parola è una lampada sui miei piedi". Non si va avanti per opinioni personali—"Io la vedo, non la vedo". Ormai si crea certa confusione. Quando l'avversario crea confusione, non dobbiamo dire "La vedo, non la vedo". Poi tanti— specialmente gli intellettuali, no—dicono: "Dipende dall'interpretazione".

Io ho la terza media e ho arrancato per averla. Però quando leggo la parola di Dio, credo che Dio mi dà, mi attrezza di un po' di sapienza per comprendere. Che la parola, quando dice "Non rubare"—io capisco che cos'è "non rubare". Non ci vuole un'interpretazione. "Non fornicare". "Non dire falsa testimonianza". "Non dire le bugie". I comandamenti del Signore sono la luce degli uomini.

Pensate: se questi uomini avessero timore di Dio, avremmo guerre sulla terra? Perché ignorano ciò che Dio dice. Mandando il tuo Figlio, Egli ha fatto conoscere all'uomo la pace vera—non quella che il mondo grida.

Oggi il Papa si affaccia alla finestra e parla sempre di pace. Quando tutto il mondo griderà "Pace e sicurezza", vi sarà una grande rovina, dice la scrittura. Allora su questo ci dobbiamo fermare e riflettere ciò che dice la scrittura. E io, riguardo a questo, quando sento grandi manifestazioni di pace dico: questi sono i tempi maturi dove l'arrivo del Signore Gesù è vicino, perché si compie la parola di Dio.

E allora, quando noi mettiamo in pratica i comandamenti, ci sentiamo realizzati e certi, ma anche accettati da parte del Signore. Perché leggiamo al Salmo 112, verso 1: "Alleluia! Beato l'uomo che teme l'Eterno e trova grande gioia nei suoi comandamenti". Andiamo avanti e vediamo cosa succede all'uomo che teme, che teme l'Eterno e ha gioia di mettere in pratica i comandamenti. Che cosa succede a questo tipo di uomo che si adatta alla parola di Dio?

"La sua progenie sarà potente sulla Terra. La posterità degli uomini retti sarà Benedetta". Cioè, la discendenza. "Nella sua casa c'è abbondanza e ricchezze. La sua giustizia dura per sempre. La luce si leva nelle tenebre per quelli che sono retti, per l'uomo misericordioso, compassionevole, giusto. Sarà felice l'uomo che usa Misericordia e dà intanto e dirige i suoi affari con giustizia. Perché non sarà mai smosso. Il giusto sarà ricordato per sempre. Egli non temer cattive notizie. Il suo cuore è fermo, fiducioso nell'Eterno. Il suo cuore non avrà paura alcuna finché non guarderà trionfante sui suoi nemici. Egli ha sparso liberamente, ha dato ai bisognosi. La sua giustizia dura per sempre. La sua potenza sarà elevata in gloria".

Questa è la prosperità dell'uomo che ha timore di Dio, che cammina nella giustizia, è retto nella rettitudine, prospera. La sua discendenza cresce e vive nella benedizione. Tutto questo solo perché l'uomo ha timore di Dio.

L'uomo che non ha timore di Dio—potete pensare un momento—a quel malfattore in croce: quando disse all'altro suo compagno "Non hai tu timore di Dio? Nemmeno per questi momenti?"—quell'uomo ricevette un senso di pentimento, di ravvedimento e di timore di Dio riguardo a Gesù che stava in croce. E il Signore gli fece anche questa promessa: "Oggi tu sarai meco nel regno dei cieli".

Vedete, cari fratelli, cari amici, se noi mettiamo in pratica la parola di Dio, allora riceveremo praticamente anche dal Signore. Non deve essere teoria nella nostra vita all'Evangelo. Perciò ho detto prima: quanto è reale Dio nella nostra vita? Quanto crediamo a tutte le sue promesse?—più di tremila promesse nella scrittura.

E allora, se Dio è reale, certamente forse ci farà anche Gesù la domanda che fece ai suoi discepoli: "Ma il mondo chi dice che è Dio? Chi dice che sono io?" E i discepoli si espressero secondo quello che pensavano o che sentivano. Ma poi Gesù fa una domanda —come la fa a me la fa a te—"Ma tu chi dici che io sia?"

Perché qualche volta noi vogliamo capire: se quando facciamo una richiesta di preghiera crediamo veramente che Gesù sta ascoltando la tua preghiera. Credi veramente che quando Gesù dice "Tutte le cose che chiederete al Padre nel nome mio, io lo farò"? Qualche volta anche se abbiamo messo tutta la volontà di credere, poi non si è avverato. Allo stesso tempo, la risposta viene sempre dalla parola di Dio. Perché se no, con i pensieri andiamo lontano.

Ma la parola di Dio ci mette sempre sulla retta via e ci dice Giovanni: "Se chiediamo secondo la sua volontà, egli ci esaudisce". E come facciamo a sapere se io sto chiedendo secondo la sua volontà? La parola di Dio dice che Dio ci ha fatto partecipi della natura Divina. Che cosa significa questo? Che abbiamo lo stesso spirito. Che quando preghiamo, credete di ricevere lo Spirito? E lo riceverete. Ma quando si muove in noi l'intuito dello Spirito Santo, capiamo se ciò che stiamo chiedendo lo possiamo ottenere o meno.

Ci sono delle richieste nella nostra vita che noi facciamo giornalmente—dei bisogni, nelle prove, nelle malattie, nelle situazioni difficili. E vogliamo mettere Dio alla prova proprio come lui ci dice: "Mettetemi alla prova e vedrete se io non vi apro le Cateratte del cielo". Ma abbiamo bisogno di conoscere di più questo Dio, di avere una conoscenza reale di quello che già abbiamo esperimentato nella nostra vita.

Perché né tu né io potevamo stare in questo luogo se Gesù non si sarebbe manifestato nella nostra vita. E fin dal mattino abbiamo cominciato a capire quanto è grande il nostro Dio, perché ha cambiato la nostra vita, ha cambiato il nostro interiore. Non è tutto completo, ma colui che ha iniziato un'opera in voi è potente da portarla a compimento. Credi tu? Oppure ti accasci quando vedi che non riesci a superare il tuo problema?—"Fratello, non riesco a liberarmi da questo mio problema".

Ricordati che se cammini secondo i tuoi sentimenti sarai ingannato nella tua mente, perché c'è un avversario che lavora con la mente degli uomini. Ma se cammini secondo la parola di Dio e sei fermo nella parola di Dio, vedrai che l'avversario fugge e tu potrai andare avanti.

Allora l'uomo che teme il Signore dice chiaramente: "Non sarà smosso. Il giusto sarà ricordato per sempre". Ed è vero, da come lo vediamo. Noi leggiamo ancora oggi—dopo tremila anni—la parola di Dio. Leggiamo di Abele, di Abramo, di Mosè, di tutti questi uomini che hanno servito Dio. Non erano uomini forti, bensì giganti della fede. Ma sapete perché erano giganti nella fede? Perché erano deboli! Non credevano nelle loro capacità—né mentali né fisiche. Non andavano in palestra. Avevano soltanto a cuore le vie del Signore. Proprio come Paolo dice "Mentre sono debole, allora sono forte". Si riferisce a quelli che sono gli uomini di Dio che non avevano la forza naturale, ma avevano la forza del Signore, perché credevano fermamente alla parola di Dio.

Ora noi siamo quelli che dovremmo imitarli. "Il giusto sarà ricordato per sempre". Ancora oggi noi stiamo parlando del salmista Davide. Ci stiamo ricordando ancora di lui dopo tremila anni. Parliamo ancora di tutti questi uomini giusti. Ma allo stesso tempo, non si parla di quegli uomini che hanno vissuto senza Dio. Non c'è ricordo.

Ora, che vantaggi ci sono per quelli che mettono in pratica la parola di Dio? Devono esperimentare per se stessi che Dio è vivente, è reale. Che se tu lo invochi al mattino con Fede, Egli si manifesterà sicuramente. Ma è una questione anche di fede, di credere. Perché la Fede è certezza di cose che si sperano e dimostrazione di cose che non si vedono.

Hai fatto questa esperienza tu personalmente nella tua vita? Perché noi la possiamo predicare anche agli altri, leggendolo dalla parola. Ma quando tu nella tua vita hai fatto l'esperienza che Dio si è manifestato in te in varie occasioni della vita—nelle prove, nelle situazioni difficili, nella lode, nella stanza di preghiera—quando tu hai sentito fortemente l'amore di Gesù, lo hai lodato, hai cantato da solo nella stanza—perché hai aperto la bocca spontaneamente, perché tu senti la presenza del Signore.

Proprio l'altra mattina, con mia moglie, mentre lei dice "Ho ricevuto un cantico", ha iniziato a cantare. E abbiamo fatto una corale, io e lei. Ed era bellissimo! Perché è importante anche questo, no, che si possa lodare e glorificare insieme il marito e la moglie, quando ne hanno l'occasione.

Allora Dio diventa reale, perché tu stai cantando a una persona che non vedi. Ma che la senti. Perché così è dello spirito. È proprio così. È come l'energia elettrica: tu non la vedi, ma metti la mano su un filo di elettricità e vedi che la senti.

Questa esperienza noi dobbiamo fare giorno dopo giorno, quando ci rimettiamo nelle mani di Dio. Proprio come Gesù, quando stava in croce—la nostra è un'occasione diversa. Possiamo dire che negli ultimi momenti della sua vita, gli disse "Padre, nelle tue mani io rimetto il mio spirito". Questa è la mia preghiera—sia la sera, ma anche quando apro gli occhi la mattina—che noi possiamo mettere nelle mani di Dio il nostro Spirito. Perché si fonda nella comunione, si fonda nell'amore.

Dice, come abbiamo letto prima nel Salmo, che quest'uomo è anche misericordioso, è pietoso, è compassionevole. Queste cose non vengono dalla natura umana. È lo spirito di Dio che sta in te, che ha cambiato il tuo cuore, ti ha reso una nuova creatura. C'è un cantico che mi piace—quando noi cantiamo—"Non sono più lo stesso". No, no, no. Ed è vero. Se tu riconosci che non sei più lo stesso, qualcuno ha fatto un'opera in te e ti ha cambiato. Ti ha cambiato il cuore.

La realtà del nostro Dio si deve manifestare nelle cose pratiche, giornaliere. Anche nella piccola preghiera, nelle piccole richieste. È così che tu puoi glorificare il Signore.

Qualche volta dico alle sorelle—come consiglio, come fa mia moglie—che già quando va a fare la spesa si rimette nelle mani del Signore, perché sia guidata anche nelle scelte. "Benedetto nelle piccole e benedetto nel grande". Questo è importante.

E allora fratelli, questo timore di Dio dove ci porta? Ci porta lontano dal peccato. Ci porta lontano da quelle che sono le vie. Ci libera dal peccato e dal male. E poi ci dà tutta la sapienza necessaria. Il timore dell'Eterno è il principio della Sapienza.

In Proverbi sta scritto che la sapienza è la cosa più importante. E io dico sempre, fratelli: non smettete mai di cercare e chiedere Sapienza a Dio. Perché così ci consiglia il fratello di Gesù nella lettera di Giacomo. Chi non ha Sapienza, la chieda a Dio che gliela dà gratuitamente. Ma non la Sapienza di questo mondo che non conosce Dio, bensì la sapienza che viene dall'alto.

Com'è questa Sapienza che viene dall'alto? Diversa da quella terrena? No! Non far mancare nemmeno per un giorno la richiesta a Dio. Chiedi tutti i giorni Sapienza per andare avanti. Perché così dice l'apostolo Giacomo: "Chi è savio e intelligente fra voi mostri con la buona condotta le sue opere fatte con mansuetudine di sapienza. Ma se nel vostro cuore avete amara gelosia e spirito di contesa, non vi vantate contro la verità. Questa non è la sapienza che discende dall'alto, ma è terrena, animale e Diabolica. Dove infatti c'è invidia e contesa c'è turbamento ed ogni sorta di opere malvage".

Questa è la realtà del mondo. Ma la Sapienza che viene dall'alto? Prima di tutto è pura, poi è pacifica, mite, piena di Misericordia, di frutti buoni, senza parzialità e senza ipocrisia. Questa è la sapienza che Dio ci chiede.

Abbiamo bisogno di sapienza quando apriamo gli occhi. Nella famiglia, specialmente con chi ha bambini piccoli o grandi—perché sia un esempio. Perché ci vuole non poca, ma ci vuole la Sapienza di Dio per crescere dei bambini nelle vie del Signore.

Se un uomo cresce i figli secondo i suoi sentimenti, li crescerà secondo la sua sapienza. Ma tale sapienza è naturale, è carnale e non funziona. È parziale. Qualche volta succede così che i genitori fanno della parzialità anche fra i figli. E lì dobbiamo stare attenti. Ecco perché abbiamo bisogno di luce. Ecco chi ci illumina: è la parola di Dio.

Quindi la Sapienza che viene dal cielo è pura, non è contaminata. E questo perché scende direttamente dal Cielo. Ma questa sapienza è sempre nel timore di Dio.

Ora per noi è importante che sia anche pacifica, mite e docile. Fratelli, non smettiamo mai, perché ne abbiamo bisogno giorno dopo giorno. Perché abbiamo un avversario invisibile che si presenta in vari modi. E se non si manifesta in noi la Sapienza di Dio, il discernimento—come possiamo andare avanti?

Ma nel momento in cui il Timore di Dio prevale nella nostra vita, noi sappiamo. Sappiamo che abbiamo realmente creduto. Noi sappiamo come affrontare quello che è il nostro pellegrinaggio giornaliero fino alla venuta e al ritorno del Signore Gesù.

E per questo anche quest'oggi chiediamo al Signore che il Timore di Dio—come dice la scrittura, che è puro—accompagni giorno per giorno la nostra vita, in modo che possiamo amare i suoi comandamenti. Perché chi ama i suoi comandamenti teme il Signore, ama Dio stesso. Non puoi dire di amare Dio se non ami la sua parola, se non ami i suoi comandamenti. Così dice Giovanni l'apostolo. E così crediamo che sia.

Perciò dobbiamo desiderare che la parola di Dio sia impressa nella nostra vita, nel nostro cuore. E questa è quella che ci aiuta ancora oggi a camminare secondo l'indirizzo esatto, specifico, che Dio ci mette davanti. Non possiamo andare né a destra né a sinistra. Non possiamo errare. Non possiamo scegliere diversamente di quello che Davide stesso diceva: "Io amo la tua legge". E questo è quello che quest'uomo nella sua vita ha mostrato—come è stato benedetto.

Chiediamo al Signore che amiamo la sua parola e di farci guidare dallo Spirito Santo e di creare in noi un deposito puro al momento opportuno, che possiamo tirar fuori quello che Dio ha messo dentro al nostro cuore.

Così, cari fratelli, preghiamo: il timore del Signore ci accompagni giorno dopo giorno durante la nostra vita. Amen, amen.