La vittoria nella preghiera d'intercessione — Esodo 17
Capitolo 17, verso 8 dell'Esodo. Un combattimento che viene descritto nella parola del Signore. Allora venne Amalek a combattere contro Israele a Refidim. E Mosè disse a Giosuè: «Scendi per noi, scegli per noi degli uomini ed esci a combattere contro Amalek. Domani io starò sulla vetta del colle col bastone di Dio in mano». Giosuè fece come Mosè gli aveva detto e combatté contro Amalek. Mentre Mosè, Aaronne e Ur salirono sulla vetta del colle, ora avvenne che quando Mosè alzava le mani Israele vinceva; quando invece abbassava la sua mano vinceva Amalek. Ma le mani di Mosè si erano fatte pesanti, così essi presero una pietra e gliela posero sotto, ed egli vi sedette sopra mentre Aaronne sostenevano le sue mani l'uno da una parte, l'altro dall'altra parte.
Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole. Perciò Giosuè sconfisse Amalek e la sua gente, passandoli a filo di spada. Poi l'Eterno disse a Mosè: «Scrivi questo fatto in un libro perché se ne conservi il ricordo e fa sapere a Giosuè che io cancellerò interamente di sotto al cielo la memoria di Amalek». Mosè costruì quindi un altare e lo pose. A quest'altare pose il nome: «L'Eterno è la mia bandiera», e disse: «La mano è stata alzata contro il trono dell'Eterno, e l'Eterno farà guerra ad Amalek di generazione in generazione». Fin qui la parola del Signore. Alleluia!
Questo brano di Scrittura è molto famoso. Penso che tutti lo conosciamo, spesso viene letto, spesso viene menzionato. E sappiamo anche tutti quale sia stata, diciamo, la rivelazione: che Amalek rappresenta la carne, mentre Mosè rappresenta quello che è, in realtà, la parte spirituale da parte del Signore, o meglio la benedizione spirituale. Ma leggendo questo brano di Scrittura noi possiamo ricevere più rivelazioni, più situazioni che si possono venire a creare, e avere degli insegnamenti profondi. Ci sarebbe su questo brano di Scrittura, secondo me, di predicare minimo tre, se non quattro sermoni rivelati, perché è veramente molto profondo quello che il Signore ci dice tramite la sua parola. Ma questa sera, leggendo questo brano, partendo da questo brano, vediamo che si presenta una situazione al popolo di Israele: ovvero questo combattimento, questa battaglia.
In quei tempi si usava soprattutto il primo mese di ogni anno che i popoli dovevano scendere in campo, dovevano fare delle guerre. E questo perché dovevano conquistare dei territori, perché dovevano ampliare il loro potere, la loro potenza. E come tutti i popoli, toccava in quel periodo a Israele. Amalek gli si è presentato contro, come abbiamo letto. E vediamo che Israele era un popolo sotto la guida di Mosè, che era un popolo di pellegrini, un popolo che si stava nel deserto, che dimorava nel deserto. Quindi non era come una città che avrebbe potuto avere, diciamo, uno sviluppo maggiore dal punto di vista materiale.
Magari non aveva le armi che poteva avere una città sviluppata, non aveva le spade come le poteva avere una città sviluppata, o degli archi. Però Israele aveva una cosa, qualche cosa che non aveva nessun popolo: ovvero aveva Dio. Israele aveva la potenza della preghiera. E sappiamo che molte volte nei vari brani di Scrittura il popolo di Israele si è trovato ad affrontare diverse guerre. E queste guerre sono state vinte quando Israele era vicino a Dio, quando Israele confidava in Dio. E questo perché la cosa che aveva capito principalmente Israele, e chi è il conduttore in questo caso, Mosè, è che a Dio appartiene il cielo e la terra e tutto ciò che contiene.
Gloria a Dio! Anche negli Atti 17:24, Dio spiega che lui ha fatto il cielo e la terra e tutte le cose che sono in esso.
Quindi di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando semplicemente di conquistare del territorio. E Dio di sicuro non voleva che ci fosse la violenza o la guerra sulla faccia della terra. Dio di sicuro non voleva che fossero sterminati i popoli con donne e bambini. Dio, in effetti, nel principio quando lui creò il primo uomo, Adamo, e la prima donna, Eva, lui li aveva creati a sua immagine e somiglianza. Come sappiamo, stavano nel Giardino dell'Eden, stavano in pace, stavano in un regno meraviglioso. Ma poi sappiamo che ci fu un primo combattimento, una prima guerra scaturita dall'orgoglio dell'uomo.
La parola di Dio dice che da dove vengono le guerre se non da ciò che guerreggia nei vostri cuori? Cuore non intendo il muscolo che pompa il nostro sangue, il cuore intendo l'anima dell'uomo. E vediamo che Lucifero lui si è innalzato, lui voleva essere al di sopra di Dio. Nonostante Dio l'avesse creato, che era l'angelo della lode, l'angelo più bello, lui voleva scavalcare il suo creatore. E così lui cadde.
Quindi vediamo che Dio aveva creato Lucifero in una maniera da dargli molto territorio buono, ma lui tutto quel territorio lo ha perso, perché non l'ha saputo custodire, per una questione di orgoglio. E sappiamo che l'orgoglio, la Scrittura ci insegna che precede la rovina, mentre l'umiltà precede la gloria. Quindi vediamo che quando Dio ha creato Adamo ed Eva che stavano nel giardino, il diavolo ha iniziato a dare fastidio, ha iniziato a fare dei combattimenti, ha iniziato a fare delle guerre. Magari lui aveva visto che Dio aveva creato Adamo che doveva compiere il disegno di Dio. Magari aveva visto Adamo ed Eva che stavano in questo giardino Eden, e che dovevano stare lì.
Perché loro sono stati creati dall'amore che Dio ha voluto manifestare in questa sua creatura, e li ha creati con il libero arbitrio. Parlavamo con i giovani qualche venerdì fa: che lui non ha creato una macchina dove metti la marcia come vuoi tu e cammini finché non cambi la marcia. Ma lui ha creato una creatura che potesse interfacciarsi, che potesse avere un cuore, che potesse avere dei sentimenti, un'anima, uno spirito, ed essere quella creatura perfetta che Dio ha voluto. Ma l'uomo è riuscito a rovinare ogni cosa.
Così anche Eva, quando fu tentata dal diavolo, disse: «Non mangiare dall'albero della vita perché diventerai come Dio». Quell'orgoglio l'ha portata a perdere terreno, a perdere una guerra, a perdere un territorio. E sapete, ogni popolo che Israele ha dovuto, sotto l'ordine di Dio, distruggere erano tutti popoli che già avevano dei profondi legami di discendenza diabolica. Quindi il Signore ha sempre voluto combattere perché ha voluto creare quello che è il bene, il meglio per ognuno di noi.
Ma vediamo che nella Bibbia ci sono stati tante altre persone, uomini di Dio come Abramo. Abramo, che è stato il padre della fede, Abramo che ha avuto questa chiamata. Lui viveva in un paese, in Ur dei Caldei, dove l'archeologia insegna che lì si stava bene. Secondo l'archeologia, le case erano molto grandi, erano a due piani, era una civiltà molto sviluppata. Ma ad una chiamata di Dio, lui ha preferito lasciare tutto e andare a dimorare in una tenda, perché lui doveva seguire quella chiamata che Dio gli aveva rivolto. Abramo, come sappiamo, fece un incontro meraviglioso con il Signore, camminò con il Signore.
Lui adempì tutta la chiamata che il Signore aveva stabilito. E magari il diavolo ha potuto dire: «Può darsi che questo sia lui, quell'uomo in cui Dio ha stabilito un disegno», riferendosi magari al Messia. No, perché no? E quindi in un certo senso il diavolo attacca Abram. E vediamo che la caduta sua tramite Sara, tramite Agar , è stata imminente, perché ancora oggi noi pagliamo le conseguenze, diciamo, di questa discendenza dal punto di vista di Agar .
Comprendiamo anche la situazione di Sara, che riceve questa promessa. Abramo che riceve la promessa di un figlio: «Da te verrà una discendenza che sarà come le stelle del cielo, come la sabbia del mare». Comprendiamo che in età avanzata si vedeva con questo grembo sterile. E magari nello scoraggiamento ha potuto pensare: vediamo un pochettino come trovare una soluzione. L'intelletto umano, come possiamo aiutare Dio? Magari tramite la forza? Forse Dio non riesce a fare, ad adempiere questa richiesta, o questa promessa che ci ha fatto? E poi abbiamo visto che la conseguenza è stata catastrofica.
E così Dio ha sempre dovuto provvedere il perdono. Dio ha sempre dovuto provvedere di venire incontro alla sua creatura, ha sempre dovuto provvedere ad attirarla a sé con corde d'amore. La prima caduta di Adamo è stata caduta in cui, quando ha sentito la voce di Dio della conseguenza del peccato, la prima cosa che ha fatto è coperta. Dice la Scrittura con delle foglie di fico. Perché lui si vedeva nudo. Ma poi le foglie di fico si sono seccate. Quindi dice la parola che lui ha provveduto delle tuniche di pelle. E Dio, che odia, come dice la Scrittura, i sacrifici, ma ama l'ubbidienza, lui stesso ha dovuto, quindi di conseguenza, fare il primo sacrificio, sacrificare un animale, qualche cosa che potesse provvedere queste vesti per coprire. Perché nel Vecchio Testamento il peccato veniva coperto e non cancellato.
E vediamo che la stessa cosa poi lui ha perdonato. Abramo in cui ha adempito la sua promessa. Perché quando lui dice che fa una promessa, quella promessa non passerà il tempo che lui ha stabilito, che si adempirà. Ma vediamo che ci sono stati anche tanti altri uomini nella parola di Dio che hanno avuto grosse conquiste con Dio, hanno conquistato grossi territori. Ma poi per un intelletto umano sono caduti. Anche il re Saul, ad esempio, il primo re di Israele. Lui aveva avuto questa chiamata favolosa, formidabile, ad essere il primo re di Israele. Ma poi per la sua carnalità, per quel Amalek che rifiori in lui, è stato disubbidiente al Signore. E la sua caduta è stata imminente. Il suo regno è stato tolto ed è stato affidato a Davide. Magari il diavolo ha potuto pensare che quello sarebbe stato il Messia, o il disegno di Dio per poter riportare in salvezza il popolo di Dio.
E vediamo che proprio Amalek, Saulo, implorò proprio un Amalek che lo potesse uccidere. Proprio una richiesta, un richiamo alla carne, perché lui dimorava nel peccato. Fu disubbidiente a tutti i comandi di Dio, non li elenchiamo perché sappiamo che sono stati innumerevoli. Si rivolse ai medium e si spacci per sommo sacerdote. E vediamo che in realtà anche Saul fallì totalmente. Perse tutto quel territorio che Dio gli aveva provveduto.
Poi abbiamo avuto il re Davide. Anche il re Davide, che era stato chiamato a essere il secondo re d'Israele, ma anche sacerdote. Davide che era l'uomo secondo il cuore di Dio. Davide che era arrivato ad essere veramente un unto perfetto davanti al Signore. Ma poi Amalek è rifiori in adulterio e in omicidio. Anche perché fece schierare il marito di Betsabea in prima linea. E vediamo che Davide ritornò al Signore con tutto il cuore. E Dio ha perdonato Davide, l'ha riportato a sé. Però ci sono state delle conseguenze. La conseguenza? Perché il bambino di Betsabea morì. La conseguenza? Perché suo figlio Assalonne si ribellò. E quindi poi sappiamo che c'è stata una guerra civile dove morì questo suo figlio. La conseguenza di un incesto. Quindi vediamo che è vero che lui aveva conquistato molto territorio in queste battaglie spirituali e materiali, ma per questo Amalek il diavolo, in questa battaglia, ha fatto in modo che lui ha potuto perdere del territorio prezioso.
Quello che vuole il Signore è che noi possiamo continuare a guardare a lui, perché sono tempi difficili, tempi in cui c'è un tempo di perversione, come i tempi di Sodoma e di Gomorra. Basta che ci guardiamo intorno e vediamo che c'è sempre stata questa battaglia continua, questa battaglia tra il bene e il male, tra la benedizione e la maledizione. C'è sempre questo combattimento nella vita. O sei carne o sei spirito. Non c'è mai una via di mezzo. Oggi stanno cercando di creare anche le chiese evangeliche. Dieci chiese evangeliche passano sopra tante cose che non sono per niente attente alla parola di Dio. Ma in un certo senso, che cosa è successo? Che a un certo punto è venuto il Messia sulla faccia della terra. Nel piano di Dio è scoccata quell'ora in cui lui doveva mandare un condottiero sulla terra che non si contaminasse alla massa del mondo.
E vediamo che Gesù venne, materialmente come sappiamo, sulla terra. Lui da piccolo stava nel tempio, stava sempre nel tempio. Nel tempio, in parola e ubbidienza, lui nel tempio imparò la Torà, imparò la legge, iniziò a praticarla, si formò. Non è che per dire che era il figlio di Dio, lui ha avuto tutto in maniera facile. E vediamo che quando lui ha iniziato il ministero, perché guardava sempre al Padre. Dice: «Ma è possibile che Gesù non ha mai peccato perché era il figlio di Dio?» No! L'obiettivo di Gesù era che, perché lui guardava sempre al Padre, lui non si contaminava. Non guardava intorno a destra a sinistra. E vediamo che a un certo punto, quando iniziò il suo ministero, si battezzò nell'acqua. Giovanni Battista lo battezzò nell'acqua perché si doveva tempare questo. La prima cosa che è avvenuta è stata quaranta giorni di digiuno nel deserto dove è stato tentato.
Ecco, lì di nuovo il diavolo ha cercato di mettere in moto quella sua macchina mostruosa per cercare di fare cadere anche il figlio di Dio. Avrà pensato sicuramente: «Questo sicuramente è lui, il Messia. Questo sicuramente può darsi che lui quasi quasi può adempiere quel piano di Dio, di poter ricondurre tutta l'umanità al Signore». E quindi lui si avvicinò delicatamente. C'è un libro, apro parentesi, che purtroppo non è più in produzione, ma penso che ogni Cristiano lo dovrebbe leggere. Questo libro si chiama "Il banchetto del diavolo". E questo fratello che l'ha scritto, lui dice che ha avuto una visione.
Si incontrò nella stanza del diavolo insieme al diavolo dove lui aveva tutti i macchinari per poter distruggere una famiglia, per poter distruggere un cristiano, per poter far cadere l'uomo. E disse al diavolo: «Ma qual è l'arma o l'attrezzo migliore che tu usi per far cadere un cristiano?» E il Diavolo tolse una spilla. «Questa, io con una spilla vado a pungere nel punto debole e dove fare cadere ogni persona che non vigila con il Signore». E quindi vediamo che in questi quaranta giorni, che cosa ha fatto Gesù? Quaranta giorni nel deserto, un digiuno che ha avuto una chiamata da parte di Dio, un digiuno cui non si toccava acqua, cibo.
E il diavolo che fa? «Visto che sei il figlio di Dio, il diavolo conosce tutta la Bibbia dalla A alla Z. Fai che queste pietre diventino pane». E Gesù ha voluto rispondere: «Non solo di pane vive l'uomo, ma ad ogni parola che viene dalla bocca del Signore». Amen!
Poi di nuovo lui ci provò. «Se tu ti prostri ad adorarmi, io ti faccio partecipe, ti faccio vedere, ti darò tutto il mio regno». Qual è il regno del Diavolo? Non so se ultimamente vi siete resi conto. Sui social, soprattutto, i cantanti del mondo, i giocatori più famosi, e tutto lo sport, eccetera, eccetera, come sono molto ricchi, come vivono nella lussuria, come vivono nei sette peccati capitali. C'è stato questo cantante ultimamente che ha fatto una tournée, che ogni stadio l'ha riempito, tutto, tutto quanto. Molti cristiani purtroppo se lo pure ascoltano. E tu vedevi dietro lo stadio, c'era lo stemma del caprone, lo stemma del diavolo.
Sul suo giubbino c'era il dragone che rappresenta il diavolo, stemmi di sette sataniche. Questo qua c'ha tutto nella vita: c'ha milioni, c'ha yachts privati. E purtroppo vedete, questi sono i regni che molte volte i credenti guardano. Vedono un giocatore: «Guarda quello che c'ha, che yachtc'ha. Guarda quello che casa, che villa». Ma questo è quello che purtroppo il diavolo ti dà se gli dai l'anima.
Ma che cosa giova l'uomo conquistare tutto il mondo se poi per l'eternità perde la sua anima? Non vale nulla. Così vediamo che il diavolo ha cercato sempre più di accantarsi al Messia, ha cercato sempre più di farlo cadere, ha cercato di far fallire questo progetto. E la prova più grande ce l'ha data quando Gesù si trovava nel Getsemani, prima di andare alla Croce. Vediamo che Gesù era arrivato sfinito, ormai era arrivato in una condizione che era quasi morto, era vicino alla morte. Perché lui sudò grumi di sangue. E a un certo punto pregò: «Padre, se è possibile, allontana questo Calice».
Lì il Signore voleva lasciare la presa. Lì avrebbe il diavolo l'aveva talmente stretto che voleva vincere a tutti i costi e cercare di abolire quel disegno di salvezza che il Signore ha fatto. Ma poi Gesù aggiunse: «Non la mia, ma la tua volontà». E così, con il capo chino, umile, lui si mise a incamminare verso la Croce. E su quella Croce, quando Gesù è morto, sicuramente il diavolo ha potuto esultare: «Ecco, finalmente è morto! Finalmente ce l'ho fatta! Finalmente me lo sono tolto davanti!»
E ricordiamo che Gesù aveva dato delle disposizioni ai discepoli: «Andate in Gerusalemme, aspettate. Perché io dovrò morire, ma il terzo giorno risusciterò». Ma i discepoli, che cosa hanno fatto? Si erano scoraggiati. Sono passati tre giorni. Il Signore è morto. Tutta l'opera che abbiamo fatto. Si erano disorientati. Capita, capita che un fratello possa inciampare, possa vacillare. Capita che la chiesa, quando vede qualche cosa del genere, deve stare vicino al fratello e non giudicarlo. Capita che questi discepoli, ormai, è stato come tanti pionieri che hanno avuto conquiste di tanti territori, ma ora è finito. E così i discepoli ritornarono alla loro vecchia vita. I due discepoli se ne andarono verso Emmaus, che era dalla parte opposta di Gerusalemme. Pietro e gli altri dissero: «Andiamo a pescare». Si, di nuovo a lavorare come pescatori. Di Gesù non c'era l'ombra.
Ma sappiamo poi che Gesù apparve sia ai due discepoli di Emmaus. E sappiamo anche che a un certo punto, mentre Pietro stava lì, ormai era più o meno vicino alla riva con la barca, non avevano pescato nulla. Hanno iniziato il loro ministero che non avevano pescato nulla. E Gesù, per dare conferma, gli fece il miracolo della pesca miracolosa. E hanno terminato che non avevano pescato nulla. Ma a un certo punto, da lontano sulla spiaggia, un uomo li chiamava. Un uomo si presentò a loro. E Pietro, dice la Bibbia, che era nudo, si è alzato e si è cinto della sua tunica.
Nudità a quei tempi, sappiamo che loro utilizzavano queste di sotto, queste fasce, diciamo no, l'intimo arrivava fino alle caviglie. Quindi quando si toglievano la tunica per loro a quei tempi era scandalo, erano nudi. Lui era in barca, si rimise la veste quando lui ha riconosciuto il Messia. Allora si è rivestito della veste di Cristo e disse: «È il Signore!» E così si avvicinarono al Messia che era risorto. Gloria a Dio!
Naturalmente il Signore non è che ha avuto problema a fargli trovare già del pesce arrostito per fargli mangiare. No. Quindi, nonostante loro non avessero pescato niente, Gesù aveva già tutto. Quindi, che cosa voglio dire con questo? Che noi abbiamo oggi la grazia di conquistare il territorio. I territorio intendo che il nostro cuore sia conquistato pienamente dallo Spirito Santo. E vedo purtroppo, mi dispiace, ho visto in passato molti fratelli che hanno fatto il cosiddetto callo in determinati peccati perpetui, oppure hanno commesso dei peccati che non commettono più e piangono per quel peccato. Ma la cosa grave non è per quel Peccato.
La cosa grave è che loro non riescono a liberarsi da quel peccato, non riescono a comprendere che Gesù ha pagato un prezzo su quella Croce. E di conseguenza rinnegano la Crocifissione. Questo è il peccato più grave. Noi dobbiamo credere che Gesù è disposto, è pronto a liberare, a guarire, perché egli ha dato la sua vita per ognuno di noi. E finché lui ritorni c'è sempre un tempo, c'è sempre una speranza.
Noi dobbiamo riconoscere il Messia in noi. Ci dobbiamo rivestire della sua autorità. E tutto questo perché? Perché lui ce lo dà gratuitamente. Perché gratuitamente ha dato la sua vita per prendere la nostra mano, per prendere la mano di Dio, e per ricongiungerci, per aprire il nostro cuore. Ma vogliamo anche essere una testimonianza nel mondo. Perché la testimonianza è la prima cosa, dicono. «La prima cosa il Signore». No. Signore non gli puoi dare una prima cosa. La prima è sempre un posto. Il secondo è sempre un posto. Il Signore ha la signoria totale sulla nostra vita. Quindi non ha un posto, ma la prima cosa è la testimonianza, affinché possiamo conquistare anche il territorio per portare a salvezza altre anime. La Bibbia dice, concludo: «Mi riconosceranno dall'amore che è tra di voi». Amen! Amen!
Così vi invito ad alzarvi in piedi. Padre, ti ringraziamo per questa parola, Signore. Che tu prima hai voluto indirizzare a me. E ti chiediamo che questa parola tua, condivisa insieme nell'unità, possa darci sapienza e discernimento nel poterla mettere in pratica. Ti supplichiamo che tu possa benedirci, Signore, come popolo. E ti supplichiamo che possiamo assomigliarti sempre di più, Signore. E noi sappiamo che tu sei umile, Padre Santo, perché ti sei umiliato fino a scendere nella profondità di questa terra, Signore, per salvare ciò che era perduto. Noi ti ringraziamo, Signore, e ti adoriamo, perché sappiamo che confidiamo in un Dio grande, un Dio unico, un Dio in mezzo. E ti supplichiamo che possa prepararci come tua sposa, Signore, per il tuo ritorno imminente. Grazie, Padre Santo! Ti benediciamo e ti glorifichiamo in Cristo Gesù. Amen! Amen!
Volgi lo sguardo a Cristo con la sua malattia, e le cose quaggiù non le sentirai più. Alla Santità lo sguardo, Cristo conferma la sua bellezza, e le cose quaggiù non le udirai più. Alla luce, ia? Amen! Dio ci benedica!