Signore, salvaci nella tempesta — Marco 4
Leggiamo che però se guardiamo vediamo delle cose strane, delle cose che alla mente naturale dice: "Bah, come si fa?" Quando si scatena una tempesta, anche se stai in casa senti il vento, le porte che sbattono, le finestre, le persiane. Quando piove senti il fragore, il rumore forte, e ti accorgi che c'è una tempesta. Tanto più se sei in una barca, dove le onde vengono addirittura sopra la barca. E Gesù dorme! Ma come è che dorme? Nemmeno l'acqua l'ha svegliato, non si è bagnato affatto. Non ti fai tutte queste domande quando leggi un passo come questo?
"Va bene, no?" No, non va bene, perché noi vogliamo capire la profondità delle cose che la parola di Dio ci insegna. "Si sollevò in mare una tempesta così violenta che la barca era coperta dalle onde." La parola non esagera, però Matteo è un po' esagerato: le onde che coprono la barca, la barca sotto e le onde sopra. Pensiamola come vogliamo. Noi sappiamo che la parola è la verità, ma quello che conta è capire le circostanze, le condizioni, immedesimarsi in un racconto e dire: "Ma come è possibile che Gesù dorme?" Egli dormiva, dice la Scrittura. I suoi discepoli, del quale alcuni di loro erano pescatori, sapevano cos'era il mare. I suoi discepoli si accostarono e lo svegliarono, tutti impauriti, terrorizzati: "Signore, salvaci! Noi periamo! Noi periamo, signore, salvaci!"
Ora fermiamoci un po' a riflettere. Ma che cosa poteva fare Colui che loro hanno invocato? Hanno detto: "Chi è costui?" Costui sta in una barca, il mare è agitato, c'è il vento contrario, c'è una tempesta. "Signore, salvaci!" E che cosa deve fare il Signore? Non è un capitano di nave che potrebbe dirigere la barca in maniera più corretta per affrontare le tempeste. Qui si trattava non solo del mare e delle onde che coprivano la barca, ma c'era anche un vento impetuoso. "Signore, salvaci!" Gesù si sveglia e dice: "Ma che cosa devo fare per voi? Come vi posso salvare?
In quale maniera? Qual è la via che Dio ti mette davanti per risolvere il tuo problema?" Quando il problema non c'è, oppure quando non c'è una via, come il Mar Rosso, non c'era nessuna via per passare dall'altra parte, e quindi non c'è nessuna possibilità di credere che c'è una speranza per risolvere una questione che può essere un problema spirituale o un problema materiale. Tu stai lì e dici: "Siamo arrivati, non possiamo andare da nessuna parte!" E i discepoli che erano anche pescatori, che hanno affrontato questa tempesta, hanno chiesto al Signore: "Salvaci!" Ma che poteva fare Gesù?
Non c'era la Capitaneria di Porto, non c'erano i telefonini come adesso. Chiamiamo l'ambulanza, l'elicottero, i soccorsi. Non c'era niente. E sapete che anche oggi, nonostante tutto quello che abbiamo organizzato, i mezzi, internet, i telefonini, tutto quello che possiamo vedere che l'uomo ha creato, l'intelligenza artificiale, si arriva a un punto dove non si può fare niente e le persone periscono ugualmente con tutta la scienza e la sapienza umana davanti a prove impossibili.
Qualche volta noi diciamo: "Che cosa dobbiamo fare? Non ci sono vie alternative per risolvere questo problema, questa prova, questa situazione." E allora, secondo voi, parliamo un po' dei discepoli. Hanno chiesto al Signore: "Salvaci!" Che cosa doveva fare Gesù? Non c'era niente di materiale, di naturale, che si poteva fare in quelle circostanze. C'era soltanto da capire se, per salvare questi uomini, Gesù doveva farsi vedere con una dimostrazione di potenza. E Gesù ha rimproverato in un certo senso? No, ma ognuno direbbe: "Signore, è vero, tu ci dici che siamo uomini di poca fede. Perché avete paura?" E la domanda è a noi, non ai discepoli!
Perché avete paura? Perché abbiamo paura? Abbiamo paura che la situazione non si risolva, paura che le cose andranno male, paura che non c'è speranza, che forse più di così non si potrebbe fare. La paura è questo: è uno stato che ci prende quando ci troviamo in situazioni difficili e manca la fede. Ma con la fede si può avere lo stesso la paura. Di che cosa? Quando la Scrittura ci dice: "Io non ti lascerò, non ti abbandonerò," vuol dire che la presenza di Dio sta nella barca in tempesta, ma anche nel mare calmo.
Quando il Signore ci ha chiamati, alcuni erano nella tempesta, erano in situazioni pietose. Alcuni invece io non ero nella tempesta, vivevo solo nell'illusione, vivevo certamente nel peccato perché non conoscevo Gesù. E quindi la mia vita, così normale a mio parere, quella in cui vivevo nel peccato era una brava persona. Però non ero mai andato in carcere, non avevo ucciso nessuno. Qualche volta, qualche cosa. Però è chiaro che tu dici: "Ma va bene, la situazione si può comprendere." Ma qui stiamo parlando di questo: quando si passa all'altra riva, come tutti noi abbiamo fatto questa esperienza. Perché quando sei giovane, quando sei adolescente, vai a scuola.
Hai fatto una scelta e sei diverso nella classe. Tutti usano il telefonino per vedere cose buone e cose cattive, cose sporche e cose pure. Poi c'è un modo di vivere, un modo di vedere le cose, un modo di parlare, un modo di ragionare. Sappiamo oggi come è, no? I tempi sono sempre più malvagi. E tu sei passato dall'altra parte. Non sai più dove stanno gli altri, dove c'era tanta gente. Perché la Scrittura così dice: "C'erano tante persone, c'erano troppe persone." E Gesù, quando ha visto tutte queste persone, ha detto: "Passiamo dall'altra riva! Non stiamo dove stanno tutti gli altri, perché tutti gli altri non hanno la luce per vedere le cose reali, spirituali."
Quando passiamo dall'altra parte, tutto è diverso. Anche nel passaggio Gesù dice: "Seguimi!" E naturalmente tu sei convinto nel cuore: "Io voglio seguire Gesù!" Sali nella barca con Gesù e hai la certezza che Gesù sta con te. Però non è che con Gesù tutto vada bene. Tutti coloro che vogliono vivere piamente non la passano bene su questa terra, perché il nostro avversario, il diavolo, si arrabbia quando Dio perdona i nostri peccati, quando noi confessiamo i nostri peccati, quando ci ravvediamo. Lui non vuole che noi andiamo a Gesù, e allora ci mette degli ostacoli, tanti tipi di ostacoli. Sono tante le strategie che lui usa pur di allontanarci da quella decisione che abbiamo fatto: pensieri, situazioni difficili, paure di dentro e di fuori, timori. Dice Paolo: "Combattimenti!" Questa è la vita del cristiano.
E allora chi ha messo mano all'aratro non guardi indietro, dice la Scrittura. Questo è importante, perché prima di questo passo, nel seguire Gesù, dice la Scrittura che uno scriba si accostò a Gesù e gli disse: "Maestro, io ti seguirò dovunque andrai!" Questo è facile, no? Quando vogliamo seguire Gesù diciamo: "Io voglio seguire Gesù, ma dovunque andrai!" E vediamo cosa risponde il Signore: "Le volpi hanno una tana, gli uccelli del cielo hanno dei nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha neppure dove posare il capo! Mi vuoi seguire ancora? Non ho una casa, non ho un regno, non ho potestà su niente di ciò che l'uomo ha su questa terra!" Gesù l'ha messo alla prova.
Sappiamo se questo scriba lo ha seguito? Non ci dice niente la Scrittura. Però Gesù gli dice: "Se mi vuoi seguire, queste sono le condizioni: dove io vado, e dove io vivo." Poi un altro ancora, dei suoi discepoli addirittura gli dice: "Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre!" Beh, quando Eliseo disse a Elia: "Permettimi di salutare i miei genitori prima," Elia glielo permise. Non disse: "No, lascia stare! Non vorrei che ti convincano a rinunciare!" No, perché Eliseo era un uomo deciso nel cuore. Lui lavorava, arava, davanti a dodici buoi, ma nel suo cuore era importante servire Dio.
E quando tu hai una decisione nel cuore di servire Dio, non ci sono avversari, non ci sono convinzioni contrarie che possono dire: "Hai sbagliato! Che cosa stai facendo? Dove stai andando? Hai fatto bene i conti?"
Ma Gesù gli disse a quell'uomo: "Seguimi e lascia che i morti seppelliscano i loro morti! Ma tu seguimi!" Quello che noi vediamo in questo passaggio è la disposizione che l'uomo ha nel suo modo di agire, di parlare e di fare. Parlo della barca, parlo dei discepoli davanti a questo signore: "Salvaci!" Non c'era nessuna soluzione a cui loro potevano credere. Hanno pensato che forse Gesù adesso, adesso che Gesù si sveglia, fa che cosa? Per salvarci? Pensate un momento: che cosa si poteva fare in quella circostanza per salvare questi uomini che erano nella barca, nelle stesse condizioni in cui si trovava Gesù nella tempesta?
Ditemi se c'è un'alternativa a questo! C'erano salvagenti? C'era un canotto gonfiabile di quelli che si usano adesso? No, perché sono già pronti: tu, quando c'è un'emergenza, lo getti nell'acqua, si gonfia da solo, tu entri dentro. Se non altro, riesci a scampare! Ma la barca si rovescia. "Signore, salvaci!" Nella paura non sappiamo che cosa chiedere. Tante volte, quando siamo impauriti, parliamo e diciamo qualcosa. Vi ricordate quando Gesù stava sul monte insieme a Elia e Mosè? Che cosa disse Pietro, quando stava con Giovanni e Giacomo? "Signore, facciamo tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia!" E la Scrittura dice: "Non sapeva che cosa stava dicendo, perché era tutto spaventato." In quella condizione la sua bocca si aprì e disse qualcosa che voleva fare: tre tende per Gesù, per Elia e per Mosè.
Allora, fratelli, questi discepoli si trovavano in una condizione. Anche se erano marinai, ma Gesù non lo era, di chiedere aiuto: "Signore, salvaci!" Negli altri due passi di Marco e Luca dice: "Signore, ma non ti importa che noi periamo?" Cioè, Gesù non si preoccupa se noi siamo nel pericolo. Così hanno pensato i discepoli! Ma loro non avevano una soluzione per dire: "Signore, qua siamo nella tempesta, ci dobbiamo salvare! Che possiamo fare? Qual è la soluzione prima che affondiamo?" Non c'è soluzione in certe circostanze se non Gesù! Soltanto se non alzi gli occhi al cielo, se non tieni gli occhi su Gesù, non si può andare da nessuna parte. Quindi noi dobbiamo ripetere ciò che disse Giobbe: "Io so che tu puoi tutto!" Ma i discepoli in quel momento non lo sapevano, perché erano impauriti che Gesù potesse fare al di là di loro, di ciò che loro pensavano.
Quello che tante volte noi non pensiamo, diciamo: "Qui è chiusa la porta, qui la strada non si può passare, qui non si è potuto fare niente. E che cosa dobbiamo fare? Non c'è una soluzione!" È naturale, perché tu hai guardato tutto quello che sono le tue possibilità, ma non hai guardato a Gesù. Lui va oltre quello che tu pensi e quello che tu vedi, perché la fede non va avanti per visione, ma la fede va avanti perché è vera fede. E quindi dice la Scrittura che Gesù si desta, si sveglia, e dice: "Perché avete paura, uomini di poca fede?" Non erano ancora preparati. Non erano cresciuti questi discepoli. Sicuramente erano rinati, perché il loro cuore, la loro vita era cambiata. Avevano lasciato le loro famiglie, avevano seguito Gesù. E questo è solo l'inizio di una vera conversione. Poi verranno altre cose, ma è importante che sappiamo quello che noi abbiamo creduto.
"Alzatosi, sgridò i venti!" Ma da dove veniva questa tempesta? Ogni volta che voi leggete nella Scrittura che Gesù sgridò, sappi che sgridare significa alzare la voce e cacciare via, mandare via. Sgridò la febbre della suocera di Pietro! Era uno spirito e Gesù lo sgridò. Sgridò gli indemoniati per liberare gli uomini. Gesù sgridava i demoni. Qui sgrida il mare e il vento. Chi li aveva mandati? Venivano da Dio? Gesù li avrebbe sgridati. Tante volte è vero: noi possiamo pure fare dei pensieri e dire "ma di tutto questo è capace l'avversario!" Vedete, fratelli, quello che conta è che anche quando tu segui Gesù, l'avversario non si arrende facilmente. Se ha minacciato Gesù direttamente, il diavolo come no? Noi leggiamo anche nell'Evangelo di Matteo al capitolo 4. Pensate se non lo farà con te e con me! Ma allo stesso tempo sappiamo che Dio non ci ha lasciati mai soli, nemmeno per un momento.
Quindi Gesù si alzò, sgridò il vento e il mare, e non aspettarono una mezz'ora perché si calmasse. Si fece bonaccia! Vi siete fermati una volta al mare quando c'è bonaccia? Non si muove niente. Vedi solo un pavimento che brilla. Quando ti metti sul mare, tu vedi questa bonaccia calma, senti la stessa calma che sta nel mare. La senti nel cuore, perché il mare quando è calmo, tu vedi la pace di Dio, senti proprio quel senso di pace. Si fece bonaccia! Quindi dalla tempesta si fece bonaccia. Passiamo dall'altra parte fiduciosi, perché da questa parte, quando stavamo da questa parte, stavamo dalla parte dove stanno tutti.
Ma quando abbiamo seguito Gesù siamo passati dall'altra parte, e dall'altra parte abbiamo dovuto rinunciare a tante cose. Ma non ci siamo mai pentiti, no? Vi siete pentiti che avete rinunciato al peccato, allo sfarzo, alla vanità ingannatrice? Che cosa avete perso quando stavate nel mondo? Una partita di calcio? Una serata con i pagani a ballare? Durante un battesimo, una cresima, un matrimonio sfarzoso? Che cosa avete perso? Il portafoglio non l'avete perso ancora, no? Che cos'è che abbiamo perso quando stavamo nel mondo? Tante cose abbiamo perso, naturalmente. Parlando di tanti piaceri nella carne, li abbiamo persi, perché quando segui Gesù tutto è diverso, tutto cambia. Però ricevi ciò che gli altri non possono ricevere, e questa è la testimonianza. È un cammino meraviglioso!
Stiamo per concludere. Perché gli uomini, gli uomini che stavano nella barca con lui, i discepoli, dicono: "Chi è costui, al quale anche il mare e i venti ubbidiscono?" "Chi è costui, signore, salvaci!" Non c'era nessun modo per salvarsi. Gesù trova il modo più impensabile! Che altro non si poteva fare? Perché la barca non affondasse si devono calmare le acque. Il vento contrario sarà sempre, ma non devi temere, perché devi dire come Paolo: "Io so in Chi credo! Io so chi è Gesù!" Chi è costui? Chi può essere mai quest'uomo al quale ubbidisce il mare, il vento?
I discepoli hanno fatto una caduta più che un'esperienza, perché prima hanno chiesto: "Signore, salvaci!" Ma mai pensare in quella maniera! Ma quando Gesù salva, lui non ti dice come salva. Lui fa vedere solo le meraviglie. Il modo di fare di Gesù è particolare. Tu magari stai pensando così, ma lui fa diversamente. Lo faceva pure Naaman, vi ricordate? Naaman diceva: "Adesso il profeta uscirà, metterà la sua mano sulla mia pelle, sul mio braccio, e io sarò guarito!" Pensava lui. Ma il Signore ha sempre un suo modo di fare le cose perfetto.
Si tratta soltanto di una cosa: non temere, non aver paura, credi solamente che se Gesù ha iniziato con te, con te vorrà anche finire. Quindi non scendere dalla barca, perché se scendi e pensi che così sarai salvato, hai sbagliato. La tempesta sarà più forte quando scendi dalla barca, affondi. Non c'è nessuna possibilità, perché fuori dalla barca non c'è Gesù, ma nella barca c'è Gesù. E nella tempesta, quando c'è Gesù, non ti devi preoccupare, perché lui sta con te. Dorme, certo che dorme! Hai l'impressione che Gesù non si preoccupa di te. Quante volte abbiamo pensato: "Signore, ma non vedi questa malattia?
Non vedi questi dolori? Non vedi come ogni volta...?" E pensi che forse Gesù si è dimenticato di te. No, non si è dimenticato. Però io non posso stare con questa sofferenza. Chissà quanti giorni o quanti anni! È un'avventura, è un modo di vivere la vita spirituale in maniera particolare. La puoi raccontare, puoi testimoniare quello che gli altri non possono testimoniare. Gli altri possono testimoniare, vantarsi, dire tutte le cose che gli occhi loro vedono. Ma tu puoi testimoniare di cose che non si vedono! Puoi testimoniare della potenza di Cristo! Puoi testimoniare di quello che è il tuo cammino con Gesù, le meraviglie che fa Gesù. E questo è quello che il Signore vuole che noi possiamo testimoniare.
"Vai," disse a quell'uomo dove fu cacciato duemila demoni, "vai e racconta le grandi cose che Dio fa per te!"