Ascolta la voce del Buon Pastore — Giovanni 10

Dal Salmo 81, leggo solo alcuni versi della parola di Dio. Il verso 1 del Salmo 81 dice: "Cantate con giubilo a Dio nostra forza; mandate grida di gioia al Dio di Giacobbe. Innalzate un canto e fate risuonare il tamburello, l'arpa melodiosa con la lira. Suonate la tromba alla nuova luna, alla luna piena, nel giorno della festa".

Anche oggi è un giorno che il Signore ha fatto per noi. Al verso 16: "O Israele, io ho sottratto le tue spalle ai pesi; le tue mani hanno deposto la cesta". Questo è bello perché mostra come il Signore ricorda al suo popolo di averli strappati dalla schiavitù, tolti quei carichi giornalieri che portavano in Egitto. Tanto più noi ringraziamo Dio per poter veramente dire: "Signore, tu ci hai sottratto da questi pesi; tu ci hai fatto sì che le nostre spalle potessero essere più libere, più leggere. Abbiamo deposto qui la cesta; abbiamo deposto il peccato ai piedi di Gesù". E questo è stato un motivo in più per glorificare il Signore, specialmente nel giorno del Signore, che è la domenica, che è stata fatta per noi.

Poi sentiamo ancora una frase per comprendere l'affetto e l'amore di Dio per il suo popolo. Dice al verso 8: "Ascolta, o popolo mio, io ti ammonisco". Questo è come ciò che mi sono ricordato quando qualcuno ci dice qualcosa e lo ignoriamo, invece di ascoltarlo e vedere se quella voce, anche se umana, viene dal Signore oppure se rifiutiamo quell'ammonimento, quella riprensione, quella correzione che è un privilegio per il popolo di Dio.

Quando il popolo di Dio viene corretto, noi vediamo che la parola di Dio ci dice delle verità che qualche volta sperimentiamo nella nostra vita. Perché dice che in Ebrei 12:11: "Ogni correzione, infatti, sul momento non sembra essere motivo di gioia, ma di tristezza. Dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per suo mezzo".

L'ammonizione, come abbiamo letto qui nel Salmo, il Signore intanto dice: "Ascolta, popolo mio". Cioè, Lui dice chiaramente che noi siamo il suo popolo, ma ci invita ad ascoltare. Perché quando ti ammonisco, voglio che tu possa prendere in considerazione quello che ti dico. Non offenderti, non ti rattristare. Capisco, dice in Ebrei, che al momento ogni correzione è motivo di tristezza, non di gioia. Perché tocca un po' il nostro carattere, il nostro intimo. Ma allo stesso tempo però dopo produce frutto— almeno questa è stata la mia esperienza fin da quando mi sono convertito. Ho conosciuto dei fratelli che mi hanno corretto, mi hanno ripreso, mi hanno ammonito per il mio bene. Lì per lì, naturalmente, tocca la natura. Però poi porta un pacifico frutto di giustizia. Perché? Perché la Scrittura stessa ci insegna che il Signore corregge chi ama e flagella ogni figlio che gradisce.

Questo è quello che fa Dio. E quando manca la correzione, l'ammonizione e la disciplina, questo è un problema grande nelle famiglie e nelle chiese. Ma il Signore, nel suo grande amore, nella sua misericordia, ci dice di ascoltare. Perché siamo il suo popolo e, di conseguenza, si prende cura di noi.

Al verso 10 dice: "Io sono l'Eterno, il Dio tuo, che ti ha fatto uscire dal paese di Egitto. Apri la tua bocca e io la riempirò". Apri la tua bocca. Qualche volta la bocca l'apriamo in momenti particolari della nostra vita quando non dovremmo aprirla. Invece la Scrittura dice: quando dobbiamo lodare il Signore, apri la bocca! Perché Dio la vuole riempire. Vuole che il suo Spirito possa riempire la nostra vita. Perché lo scopo ultimo del nostro Signore è che noi possiamo essere partecipi di tutto ciò che appartiene a Lui.

Perciò, cari fratelli, è importante che noi diamo ascolto alla parola di Dio. E poi dice: "Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce; Israele non mi ha ubbidito". Pensate a un padre che si espone nella famiglia con i figli, o un marito con una moglie, che vogliono che si ascoltino alcuni consigli. E poi nello stesso tempo vediamo che la natura umana non è così semplice, così facile, da ascoltare le ammonizioni e i consigli.

E mi viene in mente ciò che Paolo visse. Vi ricordate Paolo in quella navigazione? Viene un consiglio: "Se, uomini, sarebbe bene di non muoverci di qui con la nave, perché potrebbe esserci un grande pericolo per noi e per il carico". Ma il capitano e il Centurione diedero più ascolto al capitano della nave che a Paolo. E quando durante la tempesta Paolo doveva dire: "Uomini, se mi aveste ascoltato, non ci troveremmo in questa condizione, né in questa situazione".

E quante volte i genitori dicono ai figli: "Vedi? Se mi avessi ascoltato". Oppure: "Vedi, mamma? Perché non mi hai dato ascolto?" E quanto è importante che noi incliniamo il cuore, ammorbiditi. Questo ci aiuta a esercitare, come abbiamo letto in Ebrei, quella giustizia per quelli che sono esercitati per mezzo suo.

Perciò, il Signore vuole anche questa mattina continuare a benedirci, aprendo l'orecchio del cuore all'opera dello Spirito Santo e alla parola della verità. Amen.

Vogliamo alzarci in piedi. Continuiamo con l'adorazione. La ragione della vita è amare Te, adorarti e lodarti e servirti, O Dio. Vogliamo pregare.

Alleluia. Padre, noi Ti ringraziamo, ti benediciamo, ancora per questo giorno di libertà, di grazia, che Tu ci concedi. Nella tua misericordia, sapendo che le tue compassioni si rinnovano ogni mattina, grande è la tua fedeltà, O Dio. Perciò noi vogliamo inchinarci davanti al trono della Grazia e alzare le nostre mani davanti a Te, O Signore, pregando che anche questa mattina lo Spirito Santo possa aprire menti e cuori per dare ascolto alla voce del tuo spirito e per poter vivere davanti a Te, alla tua presenza, onorando Ti. Oh Signore, sì, questo vogliamo: onorare Ti come Tu, Oh Signore, ci vuoi onorare, con la tua parola, con la tua presenza e con lo spirito di Grazia e di verità.

Benedici quanti non potevano stare in mezzo a noi quest'oggi. E benedici quanti ascoltano questa mattina la tua parola. Dai Grazia, O Signore, alla nostra fraternità universale. E rimani con noi, Oh Signore, dando Grazia, perché anche questa mattina la parola della verità, Oh Signore, faccia effetto nei nostri cuori. Padre, nel nome di Gesù. Amen, amen.

Nel libro del Deuteronomio, al capitolo 6, leggiamo dal verso 1 al verso 6 del Deuteronomio:

"Or questo è il comandamento, gli statuti e i decreti che l'Eterno, il vostro Dio, ha ordinato di insegnarvi, perché li mettiate in pratica nel paese nel quale state per entrare per prenderne possesso. Affinché tu tema l'Eterno il tuo Dio, osservando, per tutti i giorni della tua vita, tu, tuo figlio e il figlio di tuo figlio, tutti i suoi statuti e tutti i suoi comandamenti che io ti do. E affinché i tuoi giorni siano prolungati. Ascolta, dunque, Israele. Abbi cura di metterli in pratica, affinché tu prosperi e moltiplichi grandemente nel paese dove scorre latte e miele, come l'Eterno, il Dio dei tuoi padri, ti ha detto. Ascolta, Israele: l'Eterno, il nostro Dio, l'Eterno è uno. Tu amerai, dunque, l'Eterno, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua forza. E queste parole che oggi ti comando rimarranno nel tuo cuore."

Amen. Naturalmente, poi sappiamo quello che è scritto riguardo ai figli, di inculcare queste parole. Perciò preghiamo anche per questi ragazzi, perché i tempi sono difficili anche per loro. Ma noi sappiamo che davanti alla presenza del Signore non c'è nulla di difficile. Anzi, ogni cosa è possibile davanti al Signore. Quindi, cari fratelli, questa mattina quello che a me ha parlato il Signore, già come ho letto nel Salmo, quella parola è: ascoltare la voce di Dio.

Non so se avete fatto questa esperienza, a tutti voi, che ascoltare la voce dello Spirito Santo, la voce di Dio, non è una cosa semplice né facile da ascoltare. Qualche volta si sente parlare: "Ho sentito da parte del Signore". "Il Signore mi ha parlato". Qualche volta non è andata proprio come così. "Hai sentito come ti ha parlato?" Qualche volta è la nostra anima che ci parla—sono i nostri sentimenti, le nostre emozioni, ciò che ci spinge a desiderare con la nostra anima. Sentiamo che probabilmente viene da parte di Dio. Ma come abbiamo detto tante volte, come sta scritto, dobbiamo essere sicuri. La voce di Dio viene soltanto attraverso lo Spirito Santo. E senza lo Spirito, non c'è voce che noi possiamo ascoltare. Perché Dio parla solo attraverso lo spirito, allo spirito dell'uomo, al cuore dell'uomo, alla nostra anima.

Quindi, che cosa vogliamo sentire da parte del Signore questa mattina? Che Lui ci dice di ascoltare. Ma chi è che non ascolta? Abbiamo un organo che Dio ci ha dato: un orecchio che ascolta il suono, le voci, le distingue. Ma questo non significa ascoltare la voce di Dio. Perché Lui proclama i suoi comandamenti, le sue virtù, attraverso la parola.

Ma fin dal principio della creazione, quando Dio ha comandato ad Adamo ed Eva e ha dato degli ordini riguardo, per esempio, all'albero della vita, all'albero del bene e del male, loro hanno ascoltato, o non è così? Pure noi ascoltiamo mentre leggiamo la parola. Che cosa ci dice la Scrittura? Che cosa sentiamo dal pulpito? Che cosa ci dice ancora qualche autorità familiare? Noi tutti ascoltiamo. Anche Israele ascoltava. E il Signore ha visto benissimo che non è che il popolo non ha udito. Adamo ed Eva ascoltarono il comandamento del Signore di non toccare. Però un fatto è che il nostro orecchio percepisce il suono, la voce di Dio. Ma un altro fatto è poi ubbidire a quella voce, praticare quel comandamento. Lì poi c'è un conflitto, una collisione fra l'anima e lo spirito dell'uomo che hanno desideri diversi. Perché l'uomo naturale non comprende le cose spirituali. E questo è il conflitto, la guerra continua che c'è fra l'anima e lo spirito dell'uomo.

E ecco perché anche questa mattina noi desideriamo che la parola di Dio possa istruirci. Qual è il segreto, o quello che comporta l'ubbidienza? Vedere come Dio ha dato dei comandamenti agli uomini. Però molto dipende dalla disposizione, da quel terreno. Se tu getti il seme e il terreno è un terreno preparato, dissodato, quel seme, quando arriva la pioggia, prende l'umidità, germoglia, cresce e porta frutto. Ma se Dio parla e quel terreno è arido, è pieno di spine, duro, tu ascolti. Ma quella parola non penetra, non germoglia, non fruttifera. Da qui noi possiamo capire quanto sia importante mettere da parte quella che è la nostra natura.

Ma non lo possiamo fare volontariamente. Intanto prendiamo come base della vita di ogni uomo che se uno non è nato di acqua e di spirito, non può ricevere le parole di Dio. Questo deve essere la base di ogni credente. Perciò la nuova nascita è quella che comporta poi la comunione, l'ascoltare la voce dello Spirito Santo. E non è semplice, non è facile.

Anche i profeti si sono sbagliati quando hanno sentito la voce di Dio. Pensate che anche nell'ubbidienza non è una cosa semplice. Perché l'uomo tende sempre verso la sua natura. Per esempio, se noi prendiamo quell'esempio di Saulo, che noi leggiamo spesso, che è un esempio che la parola di Dio ci ha insegnato, Primo Samuele, al capitolo 15, quando Dio diede un ordine a Saul. Ma quell'ordine non fu eseguito. Perché possiamo dire? Perché? E quindi al verso 22 del capitolo 15 di Primo Samuele, Samuele disse a Saul: "Gradisce forse l'Eterno gli olocausti, i sacrifici come ubbidire alla voce dell'Eterno? Ecco, con l'ubbidienza è meglio del sacrificio. E ascoltare attentamente è meglio del grasso dei montoni".

"Saul, ma non hai sentito il comandamento del Signore? Davide, non hai sentito che cosa Dio vuole da te? Che cosa Dio chiede da te?" Quante volte lo hai letto? Quante volte lo hai ascoltato? Come mai non riesce a entrare nel cuore? Ci sono delle cose dove nella nostra vita ci vuole un po' di tempo in più, specialmente quando si tratta di ubbidire e di santificarsi. Saul sapeva quale era la volontà di Dio. Ma lui, dicendo, si giustificò: "Il popolo mi ha detto". Quindi ha trascurato quello che era il comandamento di Dio, mettendo avanti il popolo e scaricando le sue responsabilità sugli altri.

Quando noi leggiamo questi passi, noi ci accorgiamo—se lo Spirito Santo ci apre gli occhi, il cuore e la mente—ci accorgiamo che la nostra natura sta nella natura di Saul. Quella di giustificarsi, quella di non dire la verità, quella di dire che gli altri hanno detto. "Io ho ascoltato per far contento gli altri". Quindi Saul aveva detto: "Ma c'erano delle belle pecore. Noi volevamo sacrificarle". Ma che cosa è importante? Ascoltare la voce di Dio o fare ciò che secondo noi è giusto, è buono?

Ecco perché Samuele dice chiaramente: che cosa è più importante il sacrificio, gli olocausti, o ubbidire alla voce del Signore? Noi pensiamo che dei propositi che ci nascono nel cuore sono buoni e che vanno bene per noi e per gli altri. Ma nella vita spirituale—almeno questa è stata la mia esperienza ed lo è ancora oggi—è importante ascoltare ciò che l'Eterno vuole. Perché è la sua volontà quello che conta. Però alcune cose noi pensiamo che sono buone.

Se voi pensate a quel veggente, non so se tutti conoscono questa storia, l'hanno già letta. Quel profeta Balaam si chiamava che ascoltò la voce di Dio. Dio disse: "Tu non devi andare con quegli uomini. Non devi maledire il mio popolo". E lui disse: "Va bene, Signore". Quindi il suo organo naturale ascoltò la voce del Signore. Ma il suo cuore—e qui sta il problema—il suo cuore era attratto da quelle che erano le parole di Balak, che disse: "Io riempirò la tua casa di oro se tu verrai da me". Non ignorò questo invito. Perché la natura del profeta tendeva più verso le ricchezze, i beni di questo mondo, e non all'ordine della voce di Dio. Quindi era un conflitto, una battaglia fra le due cose, che spesso succede nella nostra vita. Che cosa dobbiamo scegliere?

Elia disse al popolo di Israele: "Fino a quando zoppicate dai due lati?" Questa è la nostra natura spirituale e la natura naturale. Il profeta non dormì la notte. Ma il diavolo fa esattamente quello che... lui cerca di capire che cosa sta nel tuo cuore. Satana sapeva benissimo che il profeta voleva che la sua casa fosse piena di oro. Perciò mandò ancora dei principi, il re più onorevoli, dove gli dissero: "Guarda. Non rifiutare questa offerta". E il profeta, che aveva già sentito l'ordine di Dio, disse: "Va bene. Rimanete. Voglio sentire cosa dice il Signore". Ma come può Dio cambiare le cose? Ormai ha dato un ordine. Poi il Signore ne dà un altro?

Ora vedete, fratelli, quanto sia importante per noi discernere quella voce sottile, quella sensibilità dello spirito, quando ci parla. Ma per ascoltarla, dobbiamo spendere un po' di tempo in più col Signore, nella parola e nella preghiera. Qui troviamo un passo importante dove la parola di Dio ci dice. E Gesù ci ha dato un buon insegnamento. Voi conoscete questo passo. Giovanni, al capitolo 10, dove il Signore parla e dice che Egli è il buon pastore. Nel Vangelo di Giovanni, al capitolo 10, sentiamo quello che Gesù dice al suo popolo. È quello che questa mattina vorrebbe dirci a noi.

Ricordate, fratelli, una cosa importante: Dio non pretende che tu e io possiamo ubbidire ai suoi comandi. Attenzione a questa parola: Dio non pretende. Dio dà il comandamento, dà la sua parola. Poi scegli chi volete servire. Scegli. Poi l'uomo sceglie.

In verità, dice il verso 1: "In verità, in verità, vi dico", dice Gesù, "chi non entra per la porta nell'ovile delle pecore, ma vi sale da un'altra parte, quello è un ladro, un brigante. Ma chi entra per la porta, il pastore delle pecore, a lui apre il portinaio. Le pecore ascoltano la sua voce. Ed Egli chiama le sue pecore per nome e le conduce fuori. E la natura della pecora è quella di ascoltare la sua voce. Non ascoltano un'altra voce. Perciò Dio fa l'esempio proprio della pecora. Ascoltano la sua voce. E quando ha fatto uscire le sue pecore, va avanti a loro. Le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Seguire Cristo... c'abbiamo anche un cantico: mi sono deciso, seguire Cristo, significa ascoltare la voce del Buon Pastore. Perché le pecore, quelli che vogliono seguire Gesù, lo seguono, perché sentono la voce del Buon Pastore e vanno dietro a Lui e gli ubbidiscono.

Ora vedete la differenza fra ascoltare e ubbidire. Ascoltare non è un fatto difficile. Ma ascoltare secondo lo spirito significa ascoltare la voce del Signore e seguirlo. Ascoltare soltanto la parola lo fanno tutti. Lo facciamo noi. Ma un'altra cosa è ascoltare. Un'altra cosa è praticare quello che la parola di Dio ci dice.

Quindi lo seguono, perché ascoltano la sua voce. Quelli che non lo seguono, purtroppo, non sanno ascoltare la voce del Signore. Ma allo stesso tempo pensano che ciò che fanno è buono. Lo sentono da parte del Signore. "Il Signore ci ha chiamati a servirlo in un'altra chiesa. Il Signore ci ha chiamati in un'altra realtà. Ho sentito queste cose". Come può il Signore far nascere dei figli in una famiglia? Poi quando questo figlio cresce, dice ai genitori: "Sento da parte del Signore che devo trovarmi altri genitori. Che devo stare in un'altra famiglia". Quindi l'amore dei veri genitori non è più quello che lui pensa verso il rispetto?

Come vedete, ascoltare qualche volta i propri sentimenti e le proprie emozioni, o la propria giustizia, porta facilmente fuori strada. Ma quando ci atteniamo alla parola di Dio, è dritta la strada. È un sentiero stretto. Ma che va diritto verso la verità. E in quel sentiero non possono camminare in due e in tre. Ci cammini da solo, perché è stretto. "Stretta è la via che porta alla verità, al cielo", dice la Scrittura.

Quindi Gesù va avanti e dice, al verso 5: "Non seguiranno alcun estraneo, ma fuggiranno lontano da lui, perché non conoscono la voce degli estranei". Dobbiamo essere esercitati ad ascoltare la voce dello Spirito Santo. E quando qualcuno viene a dire: "Fratello, sorella, non credo che sia così, perché tante volte noi usiamo il nostro discernimento". E la Scrittura dice: "Non ti appoggiare sul tuo discernimento". No, non è così. E quindi abbiamo bisogno di ascoltare attentamente la voce del Signore, perché Egli è il buon pastore.

"Io sono", dice al verso 11, "il buon pastore. Il buon pastore depone la sua vita per le pecore". Al verso 14: "Io sono il Buon Pastore e conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me. Conosciamo l'Eterno. Perché più lo conosciamo, più potremmo distinguere la sua voce. In casa mia, adesso, il mio dito non è quello di una volta. Ma in casa mia, anche se ci sono nipoti e figli, se l'orecchio mi funziona bene, sento la voce dall'altra parte. Capisco chi è che sta parlando, perché conosco di chi è quella voce, perché l'ho sentita. Sono esercitato a sentire le voci di quelli che stanno spesso intorno a me.

E quanto è importante che noi stiamo più spesso col Signore, in comunione con Lui, e siamo esercitati a sentire la sua voce. Ma c'è un pericolo. Qualche volta nella nostra vita, quel pericolo è la nostra carne che ha desideri contrari allo spirito. Però ciò che ci piace, qualche volta noi crediamo che viene da parte del Signore.

Sempre nell'evangelo di Giovanni, vogliamo leggere, al capitolo 5, per vedere quello che Gesù ci ha insegnato. Al verso 24 leggiamo:

"In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato ha vita eterna e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità vi dico: l'ora viene, anzi è venuta, che i morti udranno la voce del figlio di Dio. E coloro che l'avranno udita vivranno. Anche i morti un giorno udranno la voce di Dio."

Quindi chi ascolta la mia parola. Capite? Chi ascolta e crede ha vita eterna. Quanto è importante, allora, stamattina focalizzare l'ascoltare la parola di Dio, cioè la voce di Dio. Questo è importante per tutti noi. Che possiamo essere esercitati.

Questo ancora vogliamo leggere un altro passo. Sempre Giovanni, al capitolo 18. Questo passo di Giovanni, questo evangelo di Giovanni parla molto di questo fatto di ascoltare, proprio questa parola che ci indica. E un giorno quando Gesù si trovò davanti a Pilato, Pilato disse al verso 37 a Gesù: "Dunque sei tu Re?" Gesù rispose: "Tu dici giustamente che io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è per la verità ascolta la mia voce".

Com'è bello. Quando abbiamo pensato e vivevamo nel peccato—almeno parlo di me— pensavo che la mia verità, o ascoltare la verità degli altri, era qualcosa di più piacevole, specialmente quando si parlava male degli altri, magari c'era anche la verità in quel parlare. Anche se la Scrittura dice: "Dite la verità con amore", no. E qui è Gesù che dice: "Chiunque è per la verità ascolta la mia voce". E questa è la tendenza che dobbiamo avere, l'esercizio che dobbiamo praticare nella nostra vita.

Ancora, in Giovanni 8, sempre nell'evangelo, leggiamo, al verso 47: "Chi è da Dio ascolta le parole di Dio". Chi è da Dio ascolta le parole di Dio.

Vedete, fratelli, dalla Genesi all'Apocalisse, gli uomini hanno sempre ascoltato. Pensate che Israele non voleva sentire la voce di Dio. Quando dal monte parlava, e tremava, e chiesto a Mosè: "Mosè, per favore, parlaci tu, che noi non dobbiamo sentire i suoi giudizi". Ma il Signore, invece, ci invita noi a non ascoltare soltanto la voce dell'uomo, ma ascoltare la voce dello spirito, ad essere esercitati. Perché in momenti della nostra vita ci troveremo in una condizione dove dobbiamo lì per lì capire: "Signore, ma questo è la tua voce?" Perché qualche dubbio nasce, no? Sono nati nel cuore di Gedeone. Nonostante l'angelo gli parlava, lui voleva mettere quel vello per capire se ciò che aveva sentito e visto era da parte di Dio.

Certo, il Signore deve dirci ogni tanto, no? "Quella lezione: non essere incredulo. Ma credi". Ma è pur vero però che qualche volta ci sale il dubbio. "Signore, se da parte tua, dammi la conferma". E Dio, nella sua fedeltà, ascolta la tua preghiera. "Io ho gridato all'Eterno", dice il profeta Davide, "ed Egli ha ascoltato". Questa è la fiducia che dobbiamo avere nel Signore. Che Egli ci aiuta per ascoltare.

L'apostolo Giacomo ci dice una cosa importante. Anche lui. Pensate che la Scrittura dica invano. Giacomo, al capitolo 4, al verso 5: "Pensi che la Scrittura dica invano: lo spirito che abita in noi ci brama fino alla gelosia? Ma Egli dà maggior grazia. Più grande. Perciò dice: Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili. Sottomettete Dio. Resistete al diavolo, ed Egli fuggirà da voi".

Quando Satana venne da Gesù, al capitolo 4 di Matteo, gli mise davanti la parola, lo tentò. Gesù però aveva come arma la parola. E Gesù usò quella parola per dire una verità che Satana non poteva assolutamente contraddire. Ma poi arriva il momento dove anche Satana, nella sua astuzia, impara. E dice: "Ma non sta scritto?" Come disse a Gesù: "Ma non sta scritto nel Salmo 91: 'Gettati giù, perché i tuoi angeli ti prenderanno e ti sosterranno'?"

Ricordatevi, Satana conosce la parola. E noi possiamo qualche volta essere ingannati. Ma "sta scritto, fratello". "Ma così ho sentito". "Non è che non è scritturale. Certo. Però attenzione. Dal fare della parola qualcosa a nostra convenienza".

"Siate facitori della parola e non uditori soltanto, ingannando voi stessi. Poiché se uno è uditore della parola e non facitore, è simile a un uomo che osserva la sua faccia naturale in uno specchio. Egli osserva se stesso. Poi se ne va, dimenticando subito com'era". Facitori significa ascoltare e fare quello che esattamente Gesù ci ha insegnato e che ci vuole insegnare ai giorni nostri. Giorni difficili. Non sono giorni semplici. Sono giorni dove dobbiamo discernere bene. Da dove viene la voce?

Perché negli ultimi tempi, dice la Scrittura, sorgeranno falsi spiriti e falsi profeti che insegneranno dottrine agli uomini che non sono da Dio. Noi stiamo vivendo questa realtà ai giorni nostri. Ma per attenerci fermamente alle Scritture, faremmo bene a capire. Perché non è semplice. Qualche volta, fratelli, come vi ho detto prima, alcuni usano la parola per far credere che ciò viene da Dio. Ma non è sempre così.

Perché pure Paolo ha dovuto dire alle chiese: attenzione a quelli che dicono che Gesù è già tornato. Attenzione a quelli che dicono che i morti non resuscitano affatto, perché c'erano già allora certe dottrine. E noi dobbiamo fare bene attenzione a rimanere in contatto con lo Spirito Santo. Oggi dobbiamo tenere acceso. A non far scaricare le batterie. In modo che la linea sia sempre. No, ci teniamo almeno in questo:

"Chi ascolta la mia parola e crede". Perché oggi c'è anche questo problema. Ci è difficile credere, perché forse non vediamo più tanti segni, tanti prodigi, tanti miracoli come si vedevano un giorno. E allora è diventato difficile anche questo. Ma siamo invitati ancora questa mattina a capire che la verità non mente. La verità viene da Dio. E quindi lo Spirito Santo ci spinge a comprendere che la comunione, la preghiera, la lettura della parola ci fanno rimanere fermi, stabili.

Per il resto, il tempo è vicino. Cari fratelli, vogliamo essere scettici? Possiamo anche. Ma io credo a ciò che dice la parola riguardo ai nostri tempi. E quindi mi attengo fermamente. Lo Spirito Santo mi darà questa luce di rimanere in quelli che sono gli insegnamenti della Scrittura. E così voglio fare. Se piace al Signore, per il resto dei miei giorni, esattamente come abbiamo letto in Deuteronomio: "Queste parole che oggi ti comando rimarranno nel tuo cuore". Lasciamole nel nostro cuore come un fermo sigillo. E facciamo bene attenzione. Perché sia il Signore, la grazia sua, a preservarci da ogni voce estranea. Ubbidienti. Finché Egli non ci rivelerà ancora di più quello che è la sua volontà per la nostra vita, per la vita di ognuno di noi, questa mattina.