Beato colui a cui il peccato è perdonato

Salmo 32. "Beato colui a cui la trasgressione è perdonata, il cui peccato è coperto. Beato l'uomo a cui l'Eterno non imputa l'iniquità, e nel cui spirito non c'è inganno.

Mentre le mie ossa si consumavano fra i gemiti che facevo tutto il giorno, poiché giorno e notte la tua mano pesava su di me, il mio vigore era diventato simile all'arsura d'estate.

Davanti a te ho riconosciuto il mio peccato, non ho coperto la mia iniquità. Ho detto: 'Confesserò le mie trasgressioni all'Eterno'. E tu hai perdonato l'iniquità del mio peccato.

Perciò ogni uomo pio ti invocherà nel tempo che puoi essere trovato. Anche se le grandi acque dovessero straripare, esse non giungeranno fino a lui.

Tu sei il mio luogo di rifugio; tu mi preserverai da ogni afflizione. Ti ammaestrò e ti guiderò nella via che devi tenere. Ti consiglierò e avrò il mio occhio su di te. Non siate come il cavallo e come il mulo che non hanno intelletto, la cui bocca bisogna frenare con morso e con briglie; altrimenti non ti si avvicinano.

Molti sono i dolori dell'empio; ma chi confida nell'Eterno sarà circondato dalla sua benignità. Rallegratevi nell'Eterno ed esultate, o giusti! Mandate grida di gioia voi tutti retti di cuore!"

Amen.

Il salmista Davide ha fatto questa esperienza profonda nella sua vita. Citando il Salmo 32, riconosce: Quando un uomo confessa il suo peccato, che cosa significa? Si sente perdonato nel cuore e crede per la fede. Perché non c'è peccato davanti a Dio che non possa essere perdonato.

E allora subito dopo quest'opera divina, in grande gioia, in grande allegrezza, perché sente nel proprio cuore il perdono, la misericordia, l'amore di Dio.

E quanto è facile per noi, qualche volta, sentire che per il Signore il peccato può essere purificato immediatamente! Il diavolo verrà a dirti: "Ma tu pensi di essere cambiato? Tu credi veramente che il tuo peccato è perdonato? Guarda bene la tua vita. Guarda bene tutti i tuoi errori. Guarda ancora oggi, forse qualche comportamento non è conforme alla sana dottrina". Queste sono le parole dell'avversario, che ci vuole demolire, che ci vuol far credere che anche se leggiamo nella parola che Dio è pronto a perdonare, una seconda voce verrà a dirci: "Ma veramente credi questo?"

Chi ha fatto l'esperienza—e parlo da questa posizione perché anch'io ho fatto questa esperienza—di sentire dentro la gioia del perdono, quando ho esposto il mio problema, il mio peccato, la mia natura, le mie ferite davanti a Dio...

Davide dice: "Beato colui la cui trasgressione è perdonata, il cui peccato è coperto". Chi può coprire il peccato dell'uomo, se non il sangue di Gesù? Chi può sentire dentro la voce di quel perdono, e nello stesso tempo la gioia di sentire che sei stato liberato? Perché il peccato è come un peso, è come un fardello che non si scarica così da solo. Ma il salmista non si è tenuto per sé quello che era il peccato nascosto. Il suo omicidio, il peccato che ha fatto con quella donna, il suo adulterio... No! Dice la Scrittura, al verso 5: "Davanti a te ho riconosciuto il mio peccato; non ho coperto la mia iniquità".

Quanti coprono e vogliono nascondere! Invece quanti capiscono che se uno confessa, apre il cuore, sentirà che quel fardello, quel peso, non c'è più, e fa affidamento alla parola e alle promesse del Signore. Crede alla parola di Dio, perché Dio è un Dio fedele. Quando lui parla, non è un uomo; è esattamente quel Dio di fedeltà.

L'apostolo Giovanni ci insegna. Anche lui ha fatto queste esperienze. E nello stesso tempo è lui che dice queste parole nella sua epistola, in Primo Giovanni: "Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità".

"Se confessiamo, egli è fedele". Vedete questa parola: "Egli è fedele e giusto da perdonare"? Perché Dio non può venir meno alla sua parola. Egli stesso è legato a ciò che ha detto con la sua bocca. E cioè proprio questo: che il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato! Dice "da ogni", non dice "da qualche", o "presumibilmente no".

Quando la nostra coscienza si appesantisce, quando facciamo una caduta, sarebbe assurdo tenersi dentro quel peso, vero? Quel fardello! Quando invece uno vorrebbe sentirsi libero! E allora si tratta soltanto di dare retta a ciò che la parola di Dio ci insegna.

E per questo Davide, avendo fatto questa esperienza, dice: "Io davanti a te ho riconosciuto il mio peccato, e non l'ho coperto". Si può coprire il peccato? Non è l'occhio dell'Eterno quello che vede oltre ciò che noi non vediamo?

È importante per noi sentire che il Signore ci esorta a liberarci. Quando lui dice: "Confesserò", leggiamo il perdono che Davide ha chiesto al Signore nel Salmo 51. Leggiamo al verso 3: "Poiché riconosco i miei misfatti, e il mio peccato mi sta sempre davanti. Ho peccato contro di te, contro te solo, e ho fatto ciò che è male agli occhi tuoi, affinché tu sia riconosciuto giusto quando parli, e retto quando giudichi".

Questa esperienza che ha fatto Davide, confessando il suo peccato, lui ha creduto: "Io andrò dal mio Signore, da colui che perdona, e confesserò. Dirò quello che ho fatto. L'ho riconosciuto". E questo è importante: quando riconosciamo, apriamo il cuore allo Spirito Santo, in modo che lui possa operare dentro di noi.

E quando lui opera, crea una condizione gloriosa, meravigliosa.

Perciò dice al verso 6 del Salmo 32: "Ogni uomo pio ti invocherà nel tempo che puoi essere trovato". Nel tempo in cui egli può essere trovato! Vuol dire che non c'è sempre un tempo per trovare l'Eterno. Alcuni ascoltano il messaggio dell'Evangelo, poi pensano: "Vabbè, vediamo. Vediamo più avanti. Potrò decidere per la mia vita se accettare Gesù o meno". Ma il tempo del Signore, il tempo della Grazia! La Scrittura dice: "Oggi, se ascolti la sua voce, non indurire il tuo cuore". Oggi! Non domani. Perché domani non ci appartiene.

Del resto, il profeta Isaia riconosce quanto sia importante la parola di Dio. Dice esattamente così in Isaia 55, al verso 6: "L'Eterno, mentre lo si può trovare, invocatelo mentre è vicino".

Nel momento in cui tu hai la possibilità non solo di confessare, ma di cercare l'Eterno— quando è che è vicino? Quando senti nel cuore il desiderio di fare una decisione di seguire Gesù. Come abbiamo ascoltato domenica, quel re che nel suo cuore deliberò, prese una decisione di poter regolare il suo cammino davanti a Dio, e non aspettò che qualcuno gli dicesse quando o come. Perché era il cuore che sentiva questa voce di dire: "Oggi io mi voglio dedicare. Mi voglio consacrare".

Se domenica qualcuno ha ascoltato questo messaggio e ha pensato: "Certo, qualcosa da regolare c'è ancora", perché? Perché, come abbiamo letto nel Salmo 15, e lo rileggo perché è importante che attingiamo dalle Scritture—ciò che diciamo non è opinione personale, ma è bello quando è la parola di Dio che ci esorta, ci convince, ci parla—nel Salmo 15 abbiamo letto: "O Eterno, chi dimorerà nella tua tenda? Chi abiterà sul tuo Monte Santo? Colui che cammina in modo irreprensibile, fa ciò che è giusto, e dice la verità come ce l'ha nel cuore".

Irreprensibile! Questo è il desiderio di Dio: che noi possiamo camminare davanti a lui e regolare il nostro cammino in maniera irreprensibile, dove l'avversario non deve venire a dirci: "Va bene, va bene. Lo so che tu vai in chiesa. Lo so che tu ti sei convertito. Lo so che tu segui la parola di Dio. Ma c'è ancora qualcosa che non vuoi lasciare. Ci sono delle cose che ancora ti legano, che fanno parte della tua natura forte, le vecchie abitudini dei progenitori".

Qualche volta è importante quando il Signore dice, nella parola, qualcosa che non va interpretato come pensiamo noi. Quando la Scrittura dice: "Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli", non dobbiamo pensare a quella perfezione che un giorno raggiungeremo nella gloria celeste. Ma a quella perfezione che ci dice: "Oggi tu sei perfettamente salvato. È giusto per mezzo del sangue di Gesù". Questo è il concetto che dobbiamo avere.

Quando la parola dice "l'uomo irreprensibile", quello che non si lascia accusare dal maligno. Perché l'accusatore dei nostri fratelli, come dice in Apocalisse, è sempre colui che vuol dire davanti al Signore: "Ma il tuo servo? Ma questo tuo figliuolo? Ma tu ancora..."

E allora per noi è importante attenerci alle Scritture, non al sentimento, al pensiero, al pensare. Perché la nostra mente è un campo di battaglia. Il Diavolo viene a metterci dei pensieri che non sono da parte di Dio, ma che ci fa credere. E può darsi che qualche volta tu dica: "Sì, è vero". Cioè, tu dici vero al diavolo.

È importante invece che noi diciamo: "È vero, Signore!" Proprio come disse Lutero un giorno al diavolo, quando gli fece un elenco di peccati. E Lutero disse: "È vero, ma il sangue di Gesù mi ha purificato da ogni peccato". Questa è la verità! Non quella che dice il nostro avversario.

E allora, come stavo leggendo prima in Isaia: "Cercate l'Eterno mentre lo si può trovare. Invocatelo mentre è vicino. Non chiamatelo con sottovoce. Invocare significa alzare la voce, ma dal profondo del cuore, e invocarlo: 'Signore, io sono qua. Invocami'".

Sta scritto da qualche parte: "E poi risponderò. Io ti risponderò e ti annunzierò cose grandi che non conosci".

Quando stavo nel mondo, tante cose veramente non conoscevo. Però nella mia natura pensavo di conoscere sempre tutto, di avere ragione su tutto, di prevalere su tutto. Questo è l'uomo naturale.

Ma quando arriva Gesù, e tu metti il tuo carattere, la tua natura, e la chiodi alla croce, ti rendi conto che non sei nessuno. Ti accorgi che "l'io sono" non esiste in te. Uno solo è "l'io sono", ed è il nostro Signore.

Perciò, cari fratelli, quanto sia importante per noi sentire ancora il messaggio dell'Evangelo!

Isaia va avanti, al verso 7, capitolo 55: "Lasci l'empio la sua via, e l'uomo iniquo i suoi pensieri, e ritorni all'Eterno, che avrà compassione di lui, e al nostro Dio che perdona largamente".

Al nostro Dio! Sentire il perdono di Dio largamente è qualcosa che ti rende felice. L'oscurità del tuo volto va via.

Certo, Caino, quando peccò contro suo fratello e contro Dio—perché chi pecca contro i fratelli pecca contro Dio, dice la Scrittura—abbassò il suo capo. Ma prima che peccasse, Dio lo preavvertì: "Che il peccato non ti aggredirà".

E quanto per noi sia importante vedere che la parola di Dio è come una spada a due tagli. Soltanto la parola è potente da cambiare la nostra vita, il nostro carattere, il nostro modo di pensare e di ragionare.

Isaia va avanti e dice al verso 8: "Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie, dice. Come i cieli sono più alti della terra, così le mie vie sono più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri".

Chi ha fatto queste esperienze si rende conto che la sovranità appartiene a Dio, non a te. Abbiamo dei pensieri. Abbiamo qualche volta dei progetti. Pensiamo a modo nostro. E qualche volta pensiamo che forse quel modo di pensare è giusto, è buono, ed è gradito anche davanti a Dio.

Ma questo errore lo hanno fatto anche i profeti. Lo hanno fatto gli apostoli. E Dio li ha dovuti correggere e a dire: "Non è, caro Paolo, come dici tu. Non è, caro Samuele, come pensi tu. Eliab non è il futuro re. Non guardare al suo aspetto. Ma guarda il cuore". Perché Dio guarda al cuore.

Ed è bello sentire che tu, quando sei osservato interiormente, puoi vivere liberamente e dire: "Che cosa c'ho da nascondere? Perché nascondere? Perché le tenebre assalgono tutti quelli che vogliono nascondere". La parola di Dio invece ci esorta a fare esattamente ciò che questi uomini ci hanno trasmesso attraverso la loro vita.

E tornando al Salmo 32, vediamo ancora qualcosa che è importante che Davide ci insegna, con la sua vita, con la sua esperienza. E naturalmente con lo Spirito Santo. Perché senza lo Spirito Santo, Davide non avrebbe mai potuto dirci, parlarci in questa maniera con questo Salmo.

Tu, al verso 7: "Tu sei il mio luogo di rifugio; tu mi preserverai dall'avversario". Non hai provato prima. E il Signore mette il suo Spirito dentro di te per trasmettere il suo sentimento.

E poi c'è questo, al verso 8: "Io ti ammaestrò. Devi camminare. Io ti consiglierò e avrò il mio occhio su di te".

Lasciati guidare. Lasciati ammaestrare. Non dire: "Io sono una persona di esperienze. Io sono una persona adulta ormai. Non ho bisogno di essere consigliato. Non ho bisogno di essere ammaestrato". La parola di Dio ci dice che è bello quando possiamo lasciarci consigliare, ammaestrare, insegnare con tutta umiltà.

Questo ci dice la parola: "Io avrò il mio occhio su di te". Ci sono tremila promesse nella parola di Dio. Questa è una di quelle: che Dio ha il suo occhio su di te. Ti preserva dall'avversario. Ma protegge anche la tua vita, la tua casa.

E va avanti il Salmo 32. Concludiamo col verso 10 e 11: "Molti sono i dolori dell'empio; ma chi confida nell'Eterno sarà circondato dalla sua benignità".

Chi guarda Gesù e ha fiducia in lui, dice che sarà circondato dalla benignità del Signore, dalla sua benevolenza, dalla sua potenza. Questo è importante per noi: confidare, avere fiducia in lui, essere certi che quello che lui dice sono promesse che nascono dalla bocca dell'Eterno.

"Rallegratevi nell'Eterno ed esultate, o giusti! Mandate grida di gioia voi tutti retti di cuore!"

Rallegratevi. Non siate tristi. La nostra speranza e la nostra cittadinanza è in cielo, dove là è seduto Cristo. Ed è per questo che noi ci affatichiamo. Per questo noi ci dedichiamo. La nostra speranza è una speranza eterna.

Questo ha fatto Gesù per noi. Ha lasciato la sua gloria, dice la Scrittura. Egli, ricco, si è fatto povero per te e per me. E non soltanto questo, ma ha versato la sua vita. Ha dato la sua vita. Il suo sangue è stato sparso. Questo è l'opera d'amore che Dio ha fatto per ognuno di noi, per darci proprio quello che ha promesso.

La grazia di Dio è quella che ci aiuta. Proprio come sta scritto—qualcuno ha imparato a memoria—"La grazia salvifica di Dio ci insegna a rinunciare ad ogni impietà". Ma c'è qualcosa di più che dobbiamo imparare. Non lo dobbiamo dimenticare. Come lo leggiamo noi in Tito?

Dobbiamo completare questa frase. Anche se lo so, però è importante che lo leggiamo: "Ci insegna a rinunciare all'impietà, alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età saggiamente, giustamente e piamente, aspettando la beata speranza e l'apparizione del nostro grande Dio, Cristo Gesù".

Aspettando la speranza, l'apparizione, per trascorrere l'eternità con colui che è il re dei re, il Signore dei signori—quelli che i nostri occhi vedranno.

È importante per noi che facciamo tutte queste cose finché possiamo su questa terra, per essere graditi agli occhi del Signore. Perché il nostro premio è grande in cielo.

Questo è bello. Che Dio ci benedica.

Amen.