La misericordia del Buon Samaritano
Leggiamo la Parola di Dio. Ad un tratto scopriamo quanto è bello questo verso. Magari l'hai letto 50, 100 volte. Però, essendo che la Parola di Dio è vivente ed efficace, allora noi sappiamo che è fresca, è Manna fresca per oggi, per questa mattina e per quello che il Signore vuole dirti oggi. E così quello che io ho ricevuto lo voglio condividere con voi.
Il Signore dice: gettate su di lui tutte le preoccupazioni, le sollecitudini, i problemi. Del resto, noi quanti problemi possiamo risolvere? Non sempre riusciamo a risolvere. C'è qualcuno che lo facciamo, ma molto semplicemente, ma ringraziando sempre Dio. Ma è importante invece che noi sappiamo che egli ha cura di noi, si prende cura di noi proprio come il buon pastore si prende cura di noi.
Pensando a questo, dico: perché non dovremmo anche noi prenderci cura dei bisognosi? Perché la Chiesa è data proprio per questo. Pensate che quando ci fu quella conferenza negli Atti al capitolo 15, i fratelli, gli anziani si raccomandarono con Paolo, Sila e Barnaba di pensare un po' di più ai poveri. Quello che dice Paolo, io mi ero ripromesso di prendermi cura di quelli che sono nel bisogno. Ma non solo soltanto sotto l'aspetto della povertà, ma anche sotto l'aspetto psicologico. No, qualcuno è scoraggiato, qualcuno ha bisogno di un consiglio, qualcuno è ammalato. Prendersi cura non è che tu sia un medico, ma anche pregare, ma anche incoraggiare, come Pietro ha fatto in tutta la sua lettera consigliando a questi fratelli come dovevano andare avanti.
Quindi, quale esempio possiamo prendere per dire quale potrebbe essere quello più appropriato, dove noi possiamo imitare prendendoci cura di qualcuno?
Oggi c'è anche un'altra mentalità: quella di non onorare più i genitori. Del resto era già così ai tempi di Gesù, che i Farisei, gli ipocriti dicevano che quello che dovevano assistere per i genitori, no, per il padre, per la madre lo mettevano in offerta all'altare, così si liberavano di questo problema, di questo fastidio. Oggi è diventato un fastidio. È un problema. Non abbiamo più libertà. Non possiamo avere più cura di questi anziani. E allora c'è la possibilità: mandiamoli da qualche parte. Quindi manca anche questo sentimento, questa sensibilità di affetto paterno o materno in questi giorni che noi stiamo attraversando.
Ma il mondo si preoccupa invece. Come vediamo dalle notizie che sappiamo, l'Europa vota. Fa un voto in maggioranza per quelle che sono le leggi sull'omosessualità, sui gender . E quindi tutti gli altri che non votano sono rimasti indietro al Medioevo. Però votare per la perversità è qualcosa di progressivo? Qualcosa che aiuta? No. E perciò noi vediamo dove l'uomo tende oggi. Ma non ad aver cura, non a preoccuparsi dei poveri, dei genitori, della mamma, del papà, degli ammalati. C'è una grande indifferenza.
Io vi porterei con me a leggere quel passo che tutti conosciamo, in capitolo 10 di Luca, del Buon Samaritano. E lo leggiamo perché è importante per noi che non trascuriamo quelle cose così che sono che fanno parte della nostra identità cristiana.
Leggiamo dal capitolo 10 di Luca, dal versetto 25: "Allora ecco un certo dottore della legge si levò per mettere alla prova il Signore e disse: Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna? Egli gli disse: Che cosa sta scritto nella legge? Come leggi? E lui rispondendo disse: Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso. Ed egli gli disse: Hai risposto esattamente. Fai questo e vivrai. Ma egli volendo giustificarsi disse a Gesù: E chi è il mio prossimo?
Gesù allora rispose e disse: Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei ladroni. I quali, dopo averlo spogliato e coperto di ferite, se ne andarono lasciandolo mezzo morto. Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada. E veduto quell'uomo passò oltre dall'altra parte. Similmente anche un Levita si trovò a passare da quel luogo. Lo vide e passò oltre dall'altra parte. Ma un Samaritano che era in viaggio passò accanto a lui. Lo vide e ne ebbe compassione. E accostatosi fasciò le sue piaghe, versandovi sopra olio e vino. Poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo portò a una locanda e si prese cura di lui.
E il giorno dopo, prima di partire, prese due denari, li diede al locandiere dicendogli: Prenditi cura di lui e tutto quello che spenderai in più te lo renderò al mio ritorno. Quale dunque di questi tre ti pare sia stato il prossimo di colui che cadde nelle mani dei ladroni?" E quello disse: "Colui che usò Misericordia verso di lui."
Gesù allora gli disse: "Vai e fai lo stesso anche tu. Amen."
E allora, in un mondo come oggi, dove regna un'indifferenza, non solo nel mondo ma regna un'indifferenza anche nel mondo cristiano, dove c'è un'abitudine che è quella di pensare un po' troppo a se stessi, vedendo questa storia, io posso insieme a voi capire che lo Spirito Santo ci sta dicendo che noi dobbiamo essere sensibili, così come il sentimento di Cristo, portato da questo esempio, per quelle persone che stanno nel bisogno.
Ma non solo questo. Possiamo vedere come in questo racconto il Signore fa vedere che proprio le persone religiose, no? Il dottore della legge che dice: "Maestro, ma che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?" Poi parla di un sacerdote che passa dove sta quest'uomo che è stato malmenato, mezzo morto, e va dall'altra parte. Poi parla di un Levita, che è quella classe speciale di quella tribù che si doveva curare dell'altare, delle cose di Dio, che anche lui passa dall'altra parte.
Quindi sta parlando di tre persone che vivono nella religiosità. Ma il loro sentimento è spento. Sono indifferenti, senza pietà, senza Misericordia.
Allora questo dottore della legge, come hanno fatto sempre con Gesù, gli ha detto per metterlo alla prova: "Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?" È bella questa domanda, no? Però fatta da un dottore della legge, da qualcuno che dice che conosce le Scritture, è un po' imbarazzante.
Ma nella sua semplice e grande Sapienza, Gesù non dà nessuna spiegazione, come tante volte dovremmo fare anche noi, no? A quelli che un po' ironicamente ci chiedono. Magari sono anche del mondo. Come si devono comportare in certe situazioni? Poi ci sono quelli che dicono che leggono anche la Bibbia e quindi che hanno conoscenza della Parola.
Quello che Gesù poteva rispondere, nella sua Sapienza (perché Cristo per noi è stato fatto Sapienza, no? dice la Scrittura), Gesù dice: "Che cosa sta scritto? Io spesso quando mi fanno delle domande, anche i fratelli, rispondo: Ma come sta scritto? Tu come leggi nella Parola? Vuoi la mia opinione o vuoi ciò che sta scritto nella Parola di Dio?
Perché se c'hai un po' di interesse, tu prima sondi bene. Che cosa il Signore ti dice? E che cos'è la Parola di Dio? Poi dopo, magari c'è anche una condivisione su quelle che sono le risposte che la Bibbia ci dà.
Gesù gli dice a questo dottore della legge: "Che cosa sta scritto nella legge? Tu come leggi?" Forse è una domanda che anche noi dovremmo porci, no? Quando il Signore ci dice: "Ma non sai che cosa decidere? È vero in questa situazione dove ti trovi? Oppure che cosa fare? Oppure come pensi di quella situazione?"
E allora il Signore potrebbe dire: "Vedi un po' come leggi. Come sta scritto? Perché io attraverso la Parola ti do tutte le risposte necessarie perché tu possa uscire da un impaccio, da una situazione dove la tua mente al momento è chiusa. Non c'è luce. E allora quando non c'è luce non puoi decidere niente se non chiedere invece che la luce di Cristo ti illumini e ti dia Grazia."
Pensate che Gesù stesso ha fatto riferimento alla Parola quando doveva rispondere a Satana, come noi leggiamo in Matteo capitolo 4. Gesù gli chiede a questo dottore: "Tu sei un dottore della legge e non sai come sta scritto?" Però lui l'ha fatto per mettere alla prova il Signore. Era questa la tattica che avevano i Farisei. Allora, no.
E quello gli rispose giustamente: "Come sta scritto: ama il Signore Dio tuo e il prossimo tuo come te stesso. Questo è il primo comandamento."
Ma nello stesso tempo, Gesù quando lui ha finito gli dice: "Fai questo e vivrai." Siamo facitori della Parola. Qualche volta noi sappiamo come ci dobbiamo comportare nella nostra vita. E la risposta di Gesù è: "Signore, ma come devo fare? Come mi devo comportare con mio marito? Con mia moglie? Con i miei figli?"
Ci sono le risposte nella Parola di Dio. Qualche volta lo chiediamo perché ci troviamo in condizioni un po' particolari. Ma dobbiamo un po' combattere con noi stessi, col nostro carattere. Perché noi siamo un po' teneri, anche qualche volta, no?
Io ho sentito ultimamente di un fratello che è venuto a chiedermi qualcosa. Abbiamo condiviso un consiglio delle Scritture. Però poi alla fine non l'ha fatto. Non è nemmeno di questa comunità. Alla fine non l'ha fatto. Dico: "Ma come sta scritto? Come abbiamo parlato? Se poi la croce non la sai affrontare, perché la tua carne ti spinge a dire: ma se tu hai un bambino devi disciplinare secondo la Scrittura e non lo fai perché sei un po' tenerello..."
Mi dispiace. Fai come vuoi. Non è un problema. Ma intanto la Scrittura ti dice ciò che devi fare. O lo fai nello Spirito o lo fai nella naturalezza della mamma, del papà, della carne stessa.
Quindi la Parola sa che cosa ti deve dire. E tu pure sai come agire. Lo sai. Ma qualche volta non lo fai. Ci sono tanti consigli che dalla Scrittura, no? Riguardo alla nostra vita nella famiglia, nella finanza personale, nel modo di camminare fra i pagani, come dobbiamo testimoniare sull'ambiente di lavoro, nelle scuole, nella società.
Pensate che non abbiamo il modo di capire come ci dobbiamo comportare? Certo che lo sappiamo. Ma qualche volta dobbiamo combattere con noi stessi per capire come ci dobbiamo comportare se non siamo spinti dallo Spirito.
E quindi quello che è stato importante che Gesù gli ha detto: "Hai risposto esattamente. Fallo e vivrai." Se tu hai una risposta secondo la Parola e la Parola di Dio è fedele e tu ti attieni alla Scrittura, sappi che la risposta dello Spirito sarà: "Tu vivrai." Per quello che stai facendo. Perché la vita viene da ciò che noi mettiamo in pratica nella Parola di Dio. Diversamente stiamo vivendo nell'illusione.
Ma questo fariseo non si arrende. Perché non è una persona sincera. È partito già col fatto di voler ingannare Gesù. E quando uno non è sincero, lo Spirito Santo non può fare di più che lasciarlo a se stesso.
Perciò tanti che sono vissuti nel peccato, tipo Paolo, tipo Pietro, tipo altri, vivevano nell'ignoranza. Ma erano uomini sinceri. E per la loro sincerità, come disse un giorno un fratello che sta col Signore, che in cielo troveremo tutte persone sincere. Ma nell'inferno non ci saranno le persone sincere che realmente vogliono conoscere la verità.
Egli ha voluto giustificarsi: "Chi è il mio prossimo?" Non sapeva chi era il suo prossimo? Non l'aveva già letto in Deuteronomio al capitolo 6, quello che Gesù gli aveva detto? Certo che lo sapeva. Ma ancora una volta ha messo alla prova Gesù.
E Gesù nella sua Sapienza non gli risponde come gli avrebbe voluto. E gli mette davanti questa parabola che noi abbiamo letto, parlando di quest'uomo che da Gerusalemme scende a Gerico. Ha un bel significato anche questo spirituale. Quando lasciamo la Chiesa del Signore, Gerusalemme è la città della pace, della benedizione. Gerico è la città della maledizione, che voi conoscete già, no? Nella storia, quello che era Gerico era una forte, una delle città più antiche della terra. Ma comunque lì fu maledetta anche da Giosuè.
E quindi qui vediamo che quest'uomo lascia Gerusalemme per scendere a Gerico. E quanti hanno lasciato Gerusalemme per scendere a Gerico? E poi dove sono andati a finire? Sono entrati a cadere nelle mani. Quando esci dalla benedizione, in quale mani puoi capitare? Quello è quello che aspetta il diavolo quando noi ci allontaniamo dalle vie del Signore.
E poi, purtroppo, dobbiamo dire che tanti cadono nelle mani peggio di quando erano prima di convertirsi.
Ma allo stesso tempo vediamo che quest'uomo che è caduto nelle mani dei ladroni, di che l'avevano spogliato di tutto quello che aveva. E poi il diavolo mica ti spoglia soltanto. Ti batte e ti riduce in miseria. Questo è quello che è successo a tanti.
E noi vediamo com'è importante che nella nostra vita ci fermiamo e riflettiamo. Certi messaggi della Parola di Dio ci aiutano a non fare passi sbagliati.
C'è una cosa che ci interessa molto in questo racconto: il fatto che il Signore vorrebbe spiegare a questo dottore chi è il prossimo citando proprio, come abbiamo detto prima, che per caso un sacerdote. Questo sacerdote, chissà dove doveva andare. Forse non aveva niente da fare. Non aveva nemmeno impegni. Ma per caso passava di là, scendeva da quella strada. Ha visto quest'uomo in quelle condizioni, così ridotto veramente male, no? Mezzo morto, come dice la Scrittura. E passa dall'altra parte.
Quanti cristiani si girano dall'altra parte davanti ai bisogni altrui?
Invece noi sappiamo che il nostro Dio è un Dio misericordioso, un Dio pietoso. Questo è la Misericordia di Dio che noi vediamo. La religiosità non ti porta vicino allo Spirito di sacrificio. Ma ti fa girare dall'altra parte. Non ti aiuta. Invece, quando uno ha il sentimento di Gesù, allora le cose sono molto diverse.
E quello che io vedo ai giorni nostri è che l'uomo è diventato indifferente davanti a tanti cose terribili che sono successe. Noi vediamo ai giorni nostri che oggi, profeticamente, (apro una parentesi: profeticamente Israele sta adempiendo la profezia biblica), allora tutto il mondo adesso si è scatenato contro Israele. E quindi noi sappiamo che questo deve succedere secondo le Scritture.
E quindi il mondo guarda i Palestinesi. Guarda a quello che stanno facendo gli israeliani. A questa conseguenza che sta succedendo. Nello stesso tempo, ma non guarda invece. Ha dimenticato tutto quella che è stata la malvagità di questi uomini di Hamas. Le atrocità che hanno fatto non sono degne da come possiamo dire. Violentare bambini. Scozzare. Tagliar fare delle cose che non si potrebbero nemmeno raccontare. Ma il mondo non guarda più a questo. Adesso è importante, sotto la spinta di Satana (perché tutto il mondo giace nel maligno), la distruzione di Israele.
C'è una nazione, il Sudafrica, che ha sperimentato l'apartheid e che ha portato Israele in tribunale. Ma non ha speso in due ore di sentenza una parola per dire che Hamas, questi terroristi, sono crudeli. Niente riguardo a questo. Solo condanna per Israele. Quindi nel suo interesse non è nemmeno per la Palestina. Ma è la distruzione del popolo di Israele, l'unico popolo che rimarrà invece nella storia in vita sempre, secondo la promessa.
Il diavolo ha voluto per tutti i secoli distruggere questo popolo, come ben sappiamo. Ma non si può. Dio ha tracciato già un programma. E quindi la potenza di Dio è quella che noi conosciamo.
Ma chiudiamo questo passaggio e andiamo a quello che dice la Scrittura. Qui questo sacerdote si è girato dall'altra parte. Poi passa un Levita. La stessa cosa. Quelli che non hanno un lavoro, non hanno nemmeno un terreno, sono stati scelti per curare il popolo di Dio, per consigliare il popolo di Dio, per esaminare le condizioni del popolo di Dio, si girano dall'altra parte. Passa dall'altra parte.
Ci liberi il Signore da questi sentimenti quando vediamo qualcuno soffrire. Che diciamo: "Peccato!" Oppure quando sentiamo quelle situazioni così terribili. Tu non senti niente nel cuore? Dovremmo almeno sentire un dispiacere, un affanno, un dolore per certe cose.
Ma dobbiamo stare attenti perché ai giorni nostri anche i credenti stanno diventando insensibili e indifferenti alla pietà, alla Misericordia e alla compassione. Cos'è la compassione se non condividere il dolore altrui?
Ma poi viene un Samaritano che era disprezzato, che dai Giudei venivano chiamati i cani. Erano cani Samaritani. Erano un popolo misto fra ebrei e popoli pagani. Ma vediamo che questo Samaritano, dice la Scrittura, era in viaggio. Non è che non aveva niente da fare. Era in viaggio. Può darsi per affari. Può darsi per motivi importanti. Ma non dice che passava per caso, che non aveva niente da fare, come il sacerdote. Era in viaggio. E passa accanto a quest'uomo.
Lo vide. Gli occhi suoi non sono indifferenti. Vedono quest'uomo in queste condizioni. E si immedesima. E dice la Scrittura: ebbe compassione.
"Beato chi si prende cura del povero," dice la Scrittura. L'Eterno lo benedirà per il resto dei suoi giorni.
Qui questo non era soltanto un poveretto che era stato malmenato e spogliato. Ma era pure ferito. Ora quest'uomo sicuramente aveva un gran da fare. Viaggiava. E quindi non si poteva nemmeno fermare. Sapeva che quella condizione lo avrebbe portato un po' a una condizione. Dice: "Ma io c'ho tanto da fare. Mo me ne vado."
Però vediamo che no. Lui si ferma e considera che quell'uomo aveva bisogno ed era nella necessità. Perché non era soltanto malmenato. Dice: "Va bè, alzati. Me sei incappato in una." No. Non si poteva nemmeno muovere. Quest'uomo era mezzo morto, dice la Scrittura.
Ma quello che è bello che vediamo è che quest'uomo, quando lo ha visto, si è fermato. Non ha pensato più ai suoi affari, al suo viaggio. Ci voleva anche un sacrificio per fermarsi. Non ha chiamato un'ambulanza. Non ha chiamato a soccorso. Non ha fatto niente di tutto questo.
Dice che si accostò e fasciò le piaghe, le ferite di quest'uomo. Si prese lui cura, come abbiamo spiegato in Pietro. Si prese lui personalmente cura di quest'uomo di dargli il soccorso più necessario, no? Un pronto soccorso vicino.
E allora si prende il fastidio di fermarsi, di prendere l'olio, di prendere il vino, di curare, di fasciare le piaghe di questo Samaritano, di questa persona, di questo uomo che era caduto in queste condizioni.
Così questo Samaritano, dopo che lo ha curato, lui ha perso del tempo, no? E quindi si è sacrificato. Ha trascurato un po' il suo. Perché di questo si tratta quando si ha il sentimento di Cristo: si trascura il proprio. L'egocentrismo, qualche volta dei cristiani che pensano solo a se stessi e a ciò che gli appartiene, che sta intorno a loro, ma non si prendono cura degli altri. Non sono altruista. Non fanno come ha fatto Gesù. E nemmeno come ha fatto questo Samaritano che è figura di Gesù.
Allo stesso tempo, dice che insomma, prendere una persona mezzo morta che non si muove... la poggia sulla sua cavalcatura. Vedete che cosa fa questo Samaritano? Quindi di peso la poggia sulla sua cavalcatura. Dopo che averlo curato, non lo lascia. Dice: "Aspettando, no?"
Sa che ancora quest'uomo ha bisogno. E così lo porta in una locanda. Dice la Scrittura. E gli dice al locandiere: "Questi sono due denari. Questi sono i 2000 anni che noi stiamo aspettando, no? Che poi dopo i due denari dice: quando torno, in questi due denari il locandiere doveva continuare a prendersi cura. "Datti da fare. Datti da fare. Quando torno io ti darò il resto."
Ma adesso prenditi cura tu. Io te l'ho portato e non lo farai gratis. Ti lascio due denari per poterlo curare.
Quindi questo Samaritano ha un sentimento particolare. E questo dovremmo, momento, fermarci a capire.
Quante persone sono caduti nelle mani dei ladroni? Stanno bene. Sono nostri parenti. Hanno un lavoro. C'hanno una casa. C'hanno moglie. Stanno bene. Non sono caduti nelle mani dei ladroni.
Tanti genitori vedono i figli che non sono credenti. Stanno nel mondo. Ma non sono preoccupati della loro anima. Di che fine faranno, no?
"Oh, mio figlio sta bene. Mio figlio, mia figlia all'università. Mia figlia ha un lavoro. C'ha una casa. Sono contenti di tutto. Parlano quando tu domandi: 'Beh, no.' Poi parlano di tutti quelli che sono i pregi dei loro figli. Ma non sono preoccupati della loro salvezza. Hanno dimenticato che stanno vivendo nelle mani dei ladroni di quelli che li vogliono fare del male."
Qui si sta parlando di un uomo che deve essere soccorso. E che ha bisogno. E quindi questo Samaritano: "Prenditi cura di lui. Tutto quello che spenderai in più te te lo renderò al mio ritorno. Non c'è un prezzo per quest'uomo. Per questo Samaritano, tutto quello che spendi pago io."
Quello che ha fatto Gesù, no? Ha pagato lui. Non ha pagato due denari naturalmente. Ha pagato con la sua vita.
Ora vorrebbe lui stesso dirci a noi figli di Dio, darci la risposta che ha dato a questo fariseo: "Fai questo e vivrai." Ma poi gli ha detto pure: "Va e fai anche tu come quest'uomo."
C'è una lezione per la Chiesa oggi. Il mondo ormai cammina per le sue vie, mondo di malvagità, ormai di insensibilità, di indifferenza. Noi viviamo in questo mondo. Ma attenzione a non essere contaminati di questo spirito che c'è in giro in questo mondo.
"Prenditi cura." E Pietro dice: "Il Signore ha cura di voi."
Quando questo uomo è caduto nelle mani dei ladroni, ha avuto la grazia di incontrare questo Samaritano. Non tutto era perduto.
E io dico: non tutto è perduto per quelli che si sono allontanati dalla fede. Unicamente perché c'è anche una benedizione riguardo al messaggio della Parola. Se non erro dovrei trovarlo subito. L'avevo letto da poco, fratelli. Se uno di voi si svia dalla verità e qualcuno lo converte, sappia Costui che chi allontana un peccatore dall'errore della sua via salverà un'anima dalla morte e coprirà una moltitudine di peccati.
Non disperiamo! Perché è importante che sappiamo che la Misericordia del Samaritano era per un uomo che aveva lasciato Gerusalemme, la Chiesa, per andare a Gerico. Ma la grazia di Dio non è finita ancora. Così trova quest'uomo, questo Samaritano, che gli presta soccorso, che lo aiuta, che gli fascia le piaghe, che lo mette in condizioni di poter continuare a vivere.
Ecco che in questo racconto noi possiamo vedere chi è il nostro prossimo. Quelli che stanno bene? Quelli che ci sono simpatici? Quelli che con un pizzico di parzialità sono più graditi? Quelli che invitiamo di più? Qu vogliamo stare a cena o a pranzo? Quelli dove vogliamo una bella compagnia?
Quelli che quello, no? Questo sì.
L'amore non è parziale. Quindi dobbiamo anche comprendere che attraverso questi esempi noi possiamo imparare a vivere il cristianesimo, a vivere l'Evangelo così come esso è.
Beato è quell'uomo che mette in pratica la Parola di Dio.
Arrivati al punto che Gesù gli fa adesso la domanda. E adesso quel dottore è all'angolo, no? Non può andare da nessuna parte. Adesso è la parte del Signore.
"Quale dunque di questi tre ti pare sia stato il prossimo di colui che cadde nelle mani del ladrone?"
Eh. Questa è la sapienza che Gesù usa, no? Che noi dovremmo imparare.
E quello disse: "Colui che usò Misericordia verso di lui."
Gesù Allora gli disse: "Vai e fai lo stesso anche tu."
Colui che usò Misericordia. La Misericordia abbiamo sentito anche un passo a Berna. È qualcosa che appartiene al carattere di Dio, no? Del nostro Signore Gesù, che dice che è misericordioso. E noi non dobbiamo trascurare questo esercizio spirituale: la compassione, la Misericordia, la pietà. Questo fa parte del carattere di Gesù.
E in tempi come questi noi faremmo bene a esaminare bene ciò che anche questa mattina abbiamo condiviso insieme. Capire se quella Misericordia ancora sta nella nostra vita, indistintamente verso tante persone che non li vediamo con gli occhi del Samaritano. Non li vediamo sofferenti. Non li vediamo anime perdute. Non li vediamo in questa maniera come li vede Gesù.
Questo fa parte un po' della nostra insensibilità. Ma lo Spirito Santo ci vuole distinguere. Lo Spirito Santo ci vuole dire che voi non siete del mondo. Siete diversi. E il sentimento di Gesù deve dimorare in noi.
E allora, e allora soltanto possiamo comprendere che la nostra vita ha un senso. Per cui il Signore ci ha scelti proprio per questo. Egli è venuto, come dice la Scrittura, per fare del bene. Sì, per questo è venuto Gesù.
Perché prima, quando lui è venuto, insegnò prima a fare questo. Ha fatto Gesù. Pensate a tutta la sua vita trascorsa in questo mondo. Che cosa ha fatto Gesù? Oltre all'insegnamento, la maggior parte dei suoi giorni l'ha trascorsa nel guarire i poveri, nel dar da mangiare ai bisognosi, nel risuscitare i morti, i paralitici. Questo è quello che ha fatto.
Ma che cosa era spinto, da che cosa era spinto il Signore quando ha visto quella donna col figlio, quella vedova di Nin? Il Signore ha pensato anche alle vedove, no? Alle vedove, agli orfani, ai poveri, allo straniero. La prima cosa: ne ebbe compassione. Vide questa donna. Non disse: "Ormai è morto." Ma si preoccupò anche della vita di questa donna.
Questo era il Ministero del nostro Signore. Qual è oggi il nostro Ministero se non le cose che hanno un'eternità, che sono piacevoli davanti agli occhi di Dio?
Fratelli, ricordiamoci che la Scrittura ci mette davanti la realtà spirituale. E noi dobbiamo vivere questa realtà. E allora saremo dichiaratamente reali figli di Dio, salvati per grazia. Amen, amen.