Quando non sai cosa fare - Affidati a Dio

Poco fa, questa mattina, mentre stavo con mia moglie leggendo la Parola, ho detto: "Vengono fuori certe frasi, certi versetti, senza andare a cercarli nella Bibbia. Quando li abbiamo imparati e abbiamo provato piacere nel sentirli, quella è l'opera dello Spirito Santo che li ha conservati dentro di noi. E così ci ritroviamo che mentre tu stai pensando escono fuori. Non devi andare a leggere la Parola del Signore perché stanno già dentro e nessuno li cancella."

Perciò è scritto da qualche parte: "Io metterò le mie leggi nei loro cuori." Dentro. Questa è un'occasione per capire le opportunità: quando devi parlare a un collega di lavoro, a un parente, a un figlio, nelle opportunità in famiglia, a una moglie, a un marito, quando hai la Parola dentro come deposito, essa esce nel momento opportuno, perché sta dentro. Non devi dire: "Aspetta, devo andare a cercare dove sta scritto." No!

E questo è bello. Cari fratelli, perciò è importante per noi mettere questa Parola nel nostro cuore. Come dice il Salmo 119: "Io benedirò l'Eterno in ogni tempo. La sua lode sarà sempre sulla mia bocca."

Aspetta, aspetta. È bene che riflettiamo. Quando leggiamo queste frasi della Scrittura, Davide scrive questo Salmo in un momento critico della sua vita. Ma allo stesso tempo noi vediamo: chi è l'uomo che può benedire l'Eterno in ogni tempo?

Ma anche quando ci sono tempi di avversità, di grandi prove, e tempi bui, dove non si vede nessuna luce, come fai tu, come senti dentro per benedire il Signore sempre?

Come leggiamo, eppure ci ricordiamo che le Scritture ci insegnano che ci sono stati uomini che l'hanno fatto. In un tempo dove forse nessun altro uomo ha potuto sperimentare una prova così grande. Qual è la persona che ha benedetto l'Eterno in una prova così grande?

Allora, se Dio ci ha scritto queste cose, noi non dovremmo essere scoraggiati o pensare: "No, non è possibile, fratello. Una cosa che non si può fare." Ho fatto l'esperienza quando ho attraversato un periodo triste. Non mi veniva nemmeno di leggere. Non avete mai sentito questa? Non mi veniva nemmeno di pregare. Ma non ne parliamo proprio: se dovevo lodare il Signore e cantare? Eppure Paolo e Sila hanno cantato, hanno benedetto il Signore. E lo stesso ha fatto Giobbe in una catastrofe.

Allora, questo che cosa ci vuol dire? Ci dice che quando c'è la pienezza di Cristo nel nostro cuore, è proprio quella l'opportunità per glorificare Dio. Non lo fa l'uomo naturale. Lo fa l'uomo spirituale, che ha come deposito la pienezza di Cristo, per poter in certi momenti glorificare Dio.

Quindi questi esempi servono a noi per raggiungere anche noi un certo grado nella nostra vita. Non rimanere sempre dicendo: "No, questo non è possibile."

Poi cantiamo e diciamo che il gigante cadrà, e poi terminiamo col dire: "No, niente è impossibile." E com'è che certe volte ci assale il dubbio che niente è impossibile? Ma lo stesso Giobbe, che cosa ci ha insegnato? Che cosa disse Giobbe? "Ogni cosa per te è possibile, Signore. Tutto è possibile."

Allora, ciò che io vedo nella mia vita prima e nella chiesa oggi è che la nostra fede deve crescere. Ci deve essere una prosperità spirituale che ci fa capire che niente è impossibile per lo Spirito Santo. Per noi tanto più.

E quella è l'occasione: nei momenti difficili noi ci appoggiamo sull'Eterno, sul nostro Dio, e lo glorifichiamo.

"L'anima mia si glorierà nell'Eterno. Gli umili udranno e si rallegreranno. Magnificate con me l'Eterno ed esaltiamo tutti insieme il suo nome. Io ho cercato l'Eterno ed egli mi ha risposto e mi ha liberato da tutti i miei spaventi."

Questa è una realtà. Non stiamo dicendo cose che magari... Ma sarebbe bene che noi riflettiamo: che Dio è potente da liberarci dalle paure, dall'ansia, dagli spaventi. Perché? Perché questo afflitto ha gridato e l'Eterno lo ha esaudito e lo ha salvato da tutte le sue avversità.

E perciò Davide poteva benedire il Signore. Perché Dio lo ha liberato da tutte le sue avversità: dalle mani di Saulo, dalle mani dei suoi nemici, dalla bocca dell'orso e del leone, dal gigante. Quali sarebbero ancora le prove che Davide doveva superare per dire: "Da questo non mi ha liberato"? No!

Il gigante, più forte e più difficile da battere, quello dove il Signore, ugualmente, ci dice chiaramente: "Quando Gesù ci dà la libertà, ci rende veramente liberi."

Quello più forte sta dentro. Proprio quello che voleva dire Davide: "Io sono stato liberato dalla bocca dell'orso e del leone." Il tuo servo ha detto, ha detto Davide a Saulo, "Ha combattuto e l'ha ucciso: il leone e l'orso."

Se tutti noi avessimo questa rivelazione nel cuore e credessimo fermamente che Dio ucciderà il leone e l'orso che stanno qui dentro, allora possiamo dire: "Niente è impossibile per te, Signore!"

Quando siamo liberati da questo, possiamo vedere la gloria del Signore. Dire insieme al salmista: "Gustate e vedete quanto l'Eterno è buono. Beato l'uomo che si rifugia in lui. Amen, amen!"

Così, cari fratelli, vogliamo alzarci in piedi e iniziare questo servizio alla gloria del Signore.

Padre, noi ti ringraziamo e ti benediciamo. Poiché questa è la richiesta del nostro cuore questa mattina. Oh Signore, che la tua unzione sia fresca su tutti noi e la tua presenza possa essere così tangibile che ancora questa mattina noi vogliamo così onorarti.

O Dio del cielo, fai grazia. Perché anche in questo giorno, Signore, noi vogliamo benedire l'Eterno, il nostro Dio, con tutto il cuore. Per la vita, per la libertà. Oh Signore, per la grazia che ci è stata fatta di essere partecipi della tua santità e di far sì che ancora in questo giorno Cristo Gesù, Padre, sia il centro di questo tempo.

Signore, che noi trascorreremo in questo giorno che ci è stato donato per la tua grazia. Benedici tu, O Signore, la tua assemblea. Benedici la tua Parola. Rinforza, O Signore, le ginocchia che sono deboli. Dacci grazia perché questa lode che noi innalziamo possa giungere davanti a te. E tu, Signore, possa mettere la tua mano su di noi e purificarci per ascoltare la tua voce. Il tuo timore, O Signore, passi in mezzo a noi. E dacci grazia ancora, O Signore, di poter gustare la tua presenza questa mattina nel nome di Gesù. Amen, amen. Alleluia.

Vogliamo andare avanti con la Parola di Dio. Cronache, andiamo al capitolo 20. Leggiamo questa storia del re Giosafat.

Inizialmente vediamo che questo re camminava in tutte le vie di Dio, e Dio lo benediceva per questo. È un re che ha fatto delle grandi riforme in tempi anche difficili, come i suoi, dove il popolo di Israele si era sviato. Ma lui era il re di Giuda e quindi governava quel regno che si era diviso.

Al capitolo 20 è scritto: "Dopo queste cose, avvenne che i figli di Moab e di Ammon, assieme agli Ammoniti, vennero per combattere contro Giosafat. Così giunsero alcuni a informare Giosafat dicendo: Una grande moltitudine si è mossa contro di te da oltre il mare, dalla Siria. Ecco, essi sono in Azazon Tamar , che è Engaddi."

"Allora Giosafat ebbe paura e si dispose a cercare l'Eterno e proclamò digiuno per tutto Giuda. Così quei di Giuda si radunarono per cercare aiuto dall'Eterno, e da tutte le città di Giuda venivano a cercare l'Eterno."

Amen. E allora, cari fratelli, è simile alla storia del re Asa, quando c'erano gli Etiopi, un milione di uomini. E dice la Scrittura che Asa si appoggiò sull'Eterno quando vide che c'erano delle disparità davanti a un nemico così vasto.

La stessa cosa viene con Giosafat. Perché egli vide tutta questa moltitudine che si era radunata contro di lui. Però vediamo che lui fa come il padre inizialmente, e cioè che ha paura di questa grande moltitudine. Ma si dispone a cercare il Signore.

Davanti a grandi problemi, è importante che sappiamo e impariamo ad appoggiarci sull'Eterno. Perché il problema potrebbe sommergere la nostra vita. Qui c'erano situazioni che naturalmente non si potevano risolvere a livello umano. Le due forze erano diverse. Ma Giosafat, che era un re, un uomo che amava il Signore, fa quello che qualche volta ci sembra difficile anche a noi fare. Solo il fatto di confidare in Dio mi sembra il modo migliore per vincere tutte le battaglie, tutte le guerre.

Non so se abbiamo fatto tutti questa esperienza, perché poi Dio ci mette davanti a cose impossibili per le nostre forze, capacità fisiche, intellettuali, spirituali. Proprio per capire come reagiamo: se ci appoggiamo sul Signore oppure se vogliamo noi risolvere alcuni problemi che si presentano nella nostra vita.

E nella nostra vita si presentano tanti problemi di ogni genere. Però è chiaro che questa è una scuola personale, e Dio vuole che noi possiamo confidare in lui con tutto il cuore, proprio nei momenti di prova. Come è successo qui per Giosafat.

Lui chiama anche il popolo a digiunare per questo fatto, e poi fa una lunga preghiera, ricordando al Signore che lui è il Dio dei suoi padri e che i suoi padri non sono stati mai abbandonati.

Allora Giosafat dice al verso 12: "O Dio nostro, non eseguirai tu il giudizio su di loro? Poiché noi siamo senza forza davanti a questa grande moltitudine che viene contro di noi. Non sappiamo cosa fare, ma i nostri occhi sono su di te."

"Non sappiamo cosa fare."

Questo è il momento più bello! Ho fatto l'esperienza più di una volta, veramente. Non si sapeva come fare e cosa fare davanti a problemi enormi che non si potevano risolvere né sotto l'aspetto fisico né sotto l'aspetto spirituale. E così ti ritrovi senza forza, non sapere come fare.

Questa è un'esperienza che Dio ci porta a fare, proprio perché lui possa manifestare la sua potenza, la sua gloria, e provare anche la nostra fede, per vedere che cosa facciamo.

Non sappiamo cosa fare. E quando non sappiamo cosa fare, cosa facciamo? Ci rivolgiamo al nostro Signore. Lui ci dirà che cosa fare, perché lui sa ogni cosa.

Il discorso va avanti. Dio manda un profeta a Giosafat per incoraggiarlo, e gli dice al verso 17: "Non sarete voi a combattere in questa battaglia. Prendete posizione, state fermi e vedrete la liberazione dell'Eterno che è con voi. Amen."

Quando non sappiamo che cosa fare, ecco che arriva la risposta: Che cosa faccio, Signore? Chi potrà mai combattere contro questi grandi problemi, contro questo esercito? Dio manda la risposta. Manda il profeta e gli dice: "Non sarete voi a combattere!"

E io in questo glorifico il mio Signore. Perché quante volte non ho dovuto far nulla, e ha fatto tutto il Signore! Ma ha fatto tutto il Signore quando io non potevo fare il mio. Ma quando noi possiamo fare il nostro, facciamo prima il nostro.

Perché Giosafat qui, altro non ha fatto se non pregare, si è appoggiato sul Dio dei suoi padri, nominando Abramo, Isacco, Giacobbe, Davide stesso. E il Signore è venuto nella sua fedeltà, in risposta a questa preghiera.

"Non sarete voi a combattere."

Qualche volta noi ci ritroviamo davanti a situazioni difficili e vorremmo noi combattere, convincere, cercare di capire o far capire agli altri che noi siamo dalla parte buona, dalla parte della ragione. Come diciamo noi, magari su una giusta causa. Perché no? Perché no!

Ma il Signore ci dice che in certe situazioni difficili dobbiamo prendere posizione, stare fermi e vedere la liberazione dell'Eterno. Questa è la Parola che questa mattina mi ha fatto ancora fermare: prendere posizione e stare fermi.

Quindi significa che non dobbiamo far nulla? Che dobbiamo starcene con le mani conserte? Non è questo che la Scrittura ci sta dicendo. Ci sta dicendo di credere nel Signore.

Perché se l'Eterno è con voi e il profeta ha profetizzato giustamente, noi dobbiamo credere alla Parola di Dio. Lui lo dice al verso 20: "Credete nell'Eterno il vostro Dio e sarete saldi. Credete nei suoi profeti e prospererà."

Perché se crediamo, allora si può verificare qualcosa davanti ai nostri occhi. Ma se non crediamo che la mano del Signore è forte ed è potente, se non crediamo alla voce dei profeti, se non crediamo alla Parola, se non crediamo alla fedeltà di Dio... Ma voi pensate che era una cosa facile per Giosafat e per l'esercito dire: "Questa battaglia appartiene al Signore, che noi non dobbiamo combattere per niente"?

Esattamente! Questo è quello che dice. Ma se non è la voce di Dio e se non è la voce di un profeta che viene da parte di Dio, chi può credere? Che tu ti presenti alla battaglia senza far nulla, e davanti c'hai un esercito armato. Tu dici ai tuoi soldati: "State fermi. Non fate niente. Prendete posizione."

Su che cosa dobbiamo prendere posizione? Perché se noi non ci appoggeremo sul Signore, non possiamo prendere nessuna posizione, nessuna fermezza.

Quel guerriero di Davide dovette difendere un campo di orzo. Sapete quella storia, no? Uno dei valorosi soldati di Davide, i filistei volevano prendere il campo, ma lui prese posizione, si fermò sul campo di orzo con la spada in mano e difese il seme, il campo del Signore.

"Prendere posizione, stare fermi", è esattamente ciò che ci dice il salmista nel Salmo 112. Quante volte abbiamo parlato di quel Salmo! E faremo bene sempre a ricordarci di quel Salmo. Perché se lo mettiamo nel nostro cuore, vedrete che nei momenti difficili quel Salmo ci sarà di grande utilità.

"Egli non temerà cattive notizie. Il suo cuore è fermo. E questo è importante: il suo cuore è fermo."

Una cattiva notizia. Qualcosa che veramente, qualche volta, viene in maniera triste, sentire certe notizie da un momento all'altro. Dio ci liberi! Ma ci dà anche l'opportunità di far sì che quest'uomo, sta parlando di quell'uomo che dice: "Sarà felice l'uomo che usa misericordia, da in prestito e dirige i suoi affari con giustizia. Perché non sarà mai smosso. Il giusto sarà ricordato per sempre. Egli non temerà cattive notizie. Il suo cuore è fermo, fiducioso nell'Eterno. Il suo cuore è sicuro. Egli non avrà paura alcuna."

La Parola di quel profeta che giunse alle orecchie di Giosafat lo mise nelle condizioni di credere. Perché quando la Parola arriva da parte del Signore, qualche volta siamo stati incoraggiati con una pacca sulla spalla, per dire: "Fratello, non ti preoccupare. Il Signore opererà."

Davanti a una brutta notizia: "Sorella, vedrai. Il Signore farà anche..."

Ma io capisco che un sentimento da parte di chi vorrebbe incoraggiarti è personale. Ma quando quella Parola viene dallo Spirito Santo, penetra nel tuo cuore. Tu senti: questa è la voce di Dio che, attraverso un fratello, una sorella, attraverso la Parola, arriva a te. E tu credi.

Perché questo popolo, insieme al re, credettero alla Parola del Signore. Perciò dice: "Credete nell'Eterno ed egli opererà."

E quello che è successo in questa storia è proprio quello: loro si fermarono, cantarono, e Dio fece la sua parte. Dio distrusse quel popolo che si era messo contro Giosafat. Ora vedete, cari fratelli, questi sono i tempi in cui, se guardiamo bene, non tanti cristiani rimangono. Veniamo a noi. No, la storia l'abbiamo raccontata: non tanti cristiani sono rimasti fermi nella fede. Perché si tratta di capire che quando la Scrittura ci dice di prendere posizione, di rimanere fermi, fermi in che cosa?

Nel credere e nell'appoggiarci nel Signore. Cioè, che la nostra fede non vacilli. Ma che rimanere stabili, fiduciosi. Come abbiamo letto nel Salmo 112.

Abbiamo un passo interessante: l'Epistola agli Ebrei è quella che usa più di tutti gli altri libri la parola "fermo," "fermezza," "sicurezza."

Studiando bene, mentre come vi dicevo stamattina, mi venivano alla mente questi versetti. Li andavo a cercare. Perché era bello che il Signore mi ha fatto luce su questo.

E allora fermiamoci su questa fermezza. Che oggi viene messa, molti fratelli credenti vengono messi alla prova. E l'Epistola agli Ebrei ci vuole insegnare le cose che a noi sono utili nei giorni come questi, dove siamo attaccati anche dal mondo spirituale.

In Ebrei, capitolo 2, leggiamo al verso 1 e 2: "Perciò bisogna che ci atteniamo maggiormente alle cose udite, che talora non finiamo fuori strada. Se infatti la Parola pronunciata per mezzo degli angeli fu ferma e ogni trasgressione, disubbidienza ricevette una giusta retribuzione."

Questa Parola mi piace: "Perciò bisogna che ci atteniamo maggiormente alle cose udite."

E non alle cose, ai cambiamenti che negli ultimi anni, anche nel mondo evangelico, dalle dottrine nuove sono uscite fuori. Atteniamoci fermamente alle cose che noi abbiamo udite, attraverso la Scrittura, la Parola di Dio. Perché è importante che sappiamo che questa Parola è la sola Parola che ci può veramente ritenere, far veramente rimanere fermi.

Ancora in Ebrei, al capitolo 3, al verso 6: "Ma Cristo come figlio lo è sopra la propria casa. E la sua casa siamo noi, se riteniamo ferma fino alla fine la franchezza e il vanto della speranza."

"Se riteniamo fermo fino alla fine la franchezza e la speranza."

Quella speranza che noi vogliamo comprendere. Ancora, quanto sia importante.

Al verso 14 dice: "Noi infatti siamo divenuti partecipi di Cristo a condizione che riteniamo ferma fino alla fine la fiducia che avevamo al principio."

Allora prima: ferma quella speranza. Poi: quella fiducia che avevamo al principio.

Perché Ebrei sta parlando così? Sta parlando così perché il credente tende sempre a essere eletto, ma poi tenta lezioni e si allontana facilmente. Come ha detto sempre quel fratello: "È più facile convertirsi che rimanere nella fede."

E qui dice che siamo stati fatti partecipi di Cristo a una condizione: che riteniamo ferma fino alla fine la fiducia che avevamo all'inizio della nostra conversione. Eravamo più semplici, no? Abbiamo creduto con più franchezza, con più semplicità. Era l'inizio della nuova nascita. E quindi quello è rimasto. È stato bello quando all'inizio abbiamo fatto questa esperienza.

Però poi la Scrittura ci dice che dobbiamo essere fiduciosi fino alla fine. E quindi come eravamo al principio, così dobbiamo essere fino alla fine. Mantenere quello che il Signore ha iniziato nella nostra vita.

Un altro passo, sempre in Ebrei, al capitolo 6, che noi vogliamo leggere. Al verso 19, cominciando col verso 18, sempre in Ebrei: "Affinché per mezzo di due cose immutabili, nelle quali è impossibile che Dio abbia mentito, avessimo un grande incoraggiamento. Noi abbiamo cercato rifugio nell'afferrare saldamente la speranza che ci è stata messa davanti."

"Questa speranza che noi abbiamo è come un'ancora sicura e ferma nella nostra vita, e che penetra fino all'interno del velo."

Questa speranza, quando noi diciamo: "Rimaniamo fermi. Rimaniamo fermi nella fede. Rimaniamo fermi nella speranza. Fermi nel credere. Rimaniamo fermi nella preghiera, nell'insegnamento, nei comandamenti della Parola, per non uscire fuori strada," come abbiamo letto all'inizio di Ebrei.

È importante. L'Apostolo Pietro ci spostiamo un momento e ci dà un consiglio molto buono in Primo Pietro, al capitolo 5. Leggiamo: siate sobri.

Al verso 8, prima, ma: "Siate sobri, vegliate. Perché il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare."

Lui così ragiona: Perché nel mondo non deve divorare niente, perché li ha divorati tutti ormai, no. Sono tutti. Ma lui va in cerca dei cristiani, di quelli che si sono messi dalla parte del Signore. Lui osserva per vedere chi può divorare: quelli che sono in comunione col Signore, che leggono la Parola di Dio di continuo, quelli che pregano, quelli che si affaticano per ciò che è l'Evangelo, quelli che credono alle promesse, mantengono la fedeltà e vivono una vita che è fatta di edificazione per il popolo di Dio.

Lì il diavolo troverà qualche ostacolo. Però la Scrittura dice: "Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le stesse sofferenze si compiono nella vostra fratellanza sparsa per il mondo."

"State fermi."

Il vostro avversario, il diavolo, lui usa tutte le strategie. È scritto: "Le macchinazioni di Satana", per sviare il suo popolo, il popolo di Dio. E per rimanere fermi, mi raccomando fratelli, noi abbiamo un'armatura che è importante che la usiamo. Come dice in Efesini, al capitolo 6, l'armatura che ci protegge. E quella non deve mancare.

Allora non avremo problemi. Certamente.

Voglio concludere con una bella frase. Il profeta Daniele dice così riguardo agli ultimi giorni, agli ultimi giorni di quello che avverranno. Lui dice così. Che l'avversario, al verso 32 di capitolo 11 di Daniele: "L'avversario con lusinghe corrompe coloro che agiscono empiamente contro il patto."

Ma questo è bello! "Ma il popolo di quelli che conoscono il loro Dio mostrerà fermezza e agirà."

Amen! Questo è bello. Non si lascia corrompere. Non si lascia sedurre. Ha tanto discernimento da capire che i tempi sono difficili.

Ma in questi tempi che verranno, dovete pensare che la potenza dell'avversario sarà così forte che lui farà segni e prodigi degli ultimi tempi. Se fosse possibile sedurre gli eletti. Ma la Scrittura ci dice: "Il popolo di quelli che conoscono il loro Dio..." E questo è importante: il popolo di quelli che conoscono il loro Dio rimane fermo. Non si lascia sedurre né da nuove dottrine né da nuovi sentimenti né da falsi fratelli né da falsi apostoli né da pastori inventati né da evangelisti che esistono e che escono fuori sfornando da ogni parte.

Quindi questi sono i tempi dove dobbiamo attenerci fermamente alla Parola di Dio e incitarci l'uno all'altro. Come abbiamo letto: "Il popolo di quelli che conoscono Dio."

Conosciamo l'Eterno. È importante. E sforziamoci di conoscerlo. Perché più conosceremo Dio, più conosceremo noi stessi. E Dio farà sì che lo Spirito Santo possa illuminarci, perché possiamo mantenere saldamente ciò che abbiamo ricevuto, senza sviare e farci sedurre dal mondo, dalla moda, e da tutto quello che sono le invenzioni che il diavolo ha fatto di tutti i nostri giorni, per portare molti, ma molti, fuori strada.

Anche se credono fermamente, si chiamano evangelici, si chiamano cristiani, vanno avanti nella fede. Poi un convegno a pochi chilometri da noi, di chiese evangeliche che dicono: "Basta. Non dobbiamo più discriminare gli omosessuali. Dobbiamo approfondire questa dottrina riguardo ai gender così chiamati. Perché sentite queste parole che hanno messo: perché anche loro, due uomini, due donne, l'importante è che si amano, fanno una famiglia. L'importante è che c'è l'amore fra di loro."

Esattamente come parlano quelli dell'arcobaleno. Quindi ci stiamo convincendo che anche noi non dobbiamo discriminare nessuno, non dobbiamo parlare contro nessuno. Va bene. Però siamo arrivati al punto che il mondo evangelico ormai parla anche come parla il mondo. E questo è importante che noi sappiamo.

Tu dici: "Ma come hanno fatto?" Non sanno che la Scrittura dice? Certo che lo sanno. Ma questo è lo scopo di seduzione che Paolo dice negli ultimi tempi: "Sorgeranno molti seduttori."

E il Signore ci ha avvisato chiaramente: "Se fosse possibile, si sarebbero sedotti anche gli eletti."

Perciò fratelli, rimaniamo fermi nella Parola di Dio. Amen, amen.

Padre, noi ti ringraziamo ancora per questo tempo, per questo giorno che tu ci hai donato, Signore. Facendo sì che il tuo incoraggiamento, Signore, possa illuminare. E perché possiamo comprendere chiaramente quando tu ci dici: "Credi fermamente nel Signore."

O Dio del cielo, soltanto l'opera dello Spirito Santo può rendere saldi i nostri cuori, le nostre menti. Perché lo Spirito di Grazia possa riposare su ognuno di noi. E per amore, Signore, noi possiamo rimanere stabili, mettere il nostro piede su un luogo piano. Affinché Cristo, Signore, possa guidarci in ogni cosa.

E ancora, O Dio santo, fa che la tua Parola possa saldamente essere assorbita nei nostri cuori. Che possiamo imparare da te, O Dio. E ancora, O Signore, pregarti di poter credere alle tue promesse, di andare avanti fiduciosi, tenendo gli occhi su di te e credendo fermamente che tu sei l'Iddio onnipotente, colui che può fare ogni cosa. Così, Oh Signore, questa nostra fiducia la mettiamo davanti a te, perché possiamo crescere nelle tue vie, giorno dopo giorno. E che possiamo essere edificati l'uno con l'altro per amore del tuo nome.

Così ancora, O Signore, ti preghiamo ancora per questo giorno. Benedici questa assemblea. E quanti, O Signore, hanno a cuore le tue vie e vogliono imparare da te. Aiutaci, O Signore, a discernere, ad avere sapienza in ogni modo. E pregarti ancora che questa giornata possa terminare sotto l'insegna e il nome di Cristo Gesù, che è benedetto in eterno. Amen, amen, amen. Dio ci benedica.