La tua identità in Cristo
Cari fratelli, vorrei leggere un bellissimo Salmo che mi piace tanto. Parto dal versetto 7, il Salmo 119:
"La legge dell'Eterno è perfetta, essa ristora l'anima. La testimonianza dell'Eterno è verace e rende savio il semplice. I precetti dell'Eterno sono giusti e rallegrano il cuore. Il comandamento dell'Eterno è puro e illumina gli occhi. Il timore dell'Eterno è puro e rimane in eterno. I giudizi dell'Eterno sono verità, tutti quanti sono giusti. Essi sono più desiderabili dell'oro, sì, più di molto oro finissimo. Sono più dolci del miele, di quello che stilla dai favi. Anche il tuo servo da essi è istruito. Vi è grande ricompensa ad osservarli. Chi conosce i suoi errori? Purificami da quelli che mi sono occulti. Preserva inoltre il tuo servo dai peccati volontari, e fa che non signoreggiare trasgressioni. Siano gradite davanti a te le parole della mia bocca e la meditazione del mio cuore, o Eterno, mia rocca e mio Redentore. Amen".
Vedete quale profondità c'è in questo salmo di Davide? Quando mette in risalto, dal versetto 1 al versetto 6, il creato, la bellezza, l'armonia delle cose che Dio ha creato. Come lui ha messo in ordine ogni cosa. Come sotto un ombrello ci sono miliardi di stelle.
Quando arrivo a questo Salmo mi fermo, rifletto e dico ciò che sta scritto in Ebrei: "Che cos'è l'uomo, o Dio, perché tu ti prendi cura di lui?"
Veramente, noi ci possiamo confrontare con un Dio così immenso, così grande, così infinito, così imperscrutabile? Ogni tanto la mente ci porta un po' lontano, a discutere con Dio, magari a replicare, magari a contendere. Lo ha fatto anche Giobbe, che contendeva col Signore. Ma arrivati a un certo punto, come per Giobbe, come per Paolo, come per Davide, come per Mosè, uno alza le mani e dice: "Mi arrendo, Signore. Io accetto senza discutere i tuoi precetti, i tuoi comandamenti".
La legge dell'Eterno è perfetta. E io ho voluto confrontarmi stamattina per capire se l'esperienza di questo Salmo è vigile nella mia vita. Se io sento che ciò che sta scritto appartiene solo a Davide, ai suoi tempi, perché lo ha scritto, oppure fa parte di me, oppure fa parte di te.
Con queste parole: "La testimonianza dell'Eterno è verace e rende savio il semplice". Il semplice diventa saggio, diventa intelligente. La testimonianza dell'Eterno è quello che tu puoi raccontare: ciò che eri prima e ciò che sei adesso, di quello che Dio ha fatto per te. Lo riconosci, ti identifichi in questo Salmo.
"I precetti dell'Eterno sono giusti e rallegrano il cuore". Che cosa senti quando la mattina ti accosti al trono di Dio? Leggi la Parola. Ad un tratto leggi qualcosa che è una rivelazione, o qualche consolazione della Parola, o qualche consiglio, o qualcosa che ti rallegra veramente il cuore. È questa l'esperienza che noi dobbiamo fare mentre leggiamo la Parola.
"Il comandamento dell'Eterno è puro e illumina gli occhi". Non è questa anche la nostra esperienza? Perché è puro il comandamento dell'Eterno. Perché abbiamo letto prima che la Parola dell'Eterno è purificata col fuoco sette volte, come l'argento è purificato. "Il timore dell'Eterno è puro e rimane in eterno". Non è la paura dell'Eterno. Nel greco c'è una differenza fra la parola "timore" e la parola "paura". Per capire questa differenza nel greco antico, potete andare a consultare. È molto importante che la Parola ci ammaestri, ci aiuti.
"I giudizi dell'Eterno sono verità, tutti quanti sono giusti". Quante volte il Signore ha dovuto usare un giudizio nei miei confronti, quando un po' mi sono sviato, un po' ho pensato diversamente, un po' sono uscito fuori strada. E poi il Signore è venuto a dare i suoi giudizi che sono giusti per la mia vita. E poi abbiamo detto: "Sì, Signore, hai ragione tu. Non ho ragione io. È giusto ciò che tu fai e ciò che tu dici".
"Essi sono più desiderabili dell'oro, più di molto oro finissimo. Sono più dolci del miele, di quello che stilla dai favi. Anche il tuo servo da essi è istruito. Vi è grande ricompensa ad osservare i comandamenti di Dio".
C'è rimunerazione. Quando una persona lavora tutto il giorno ha diritto ad essere ricompensata. E la Parola del Signore dice proprio questo: c'è una grande ricompensa quando noi osserviamo i comandamenti, i precetti dell'Eterno.
Il salmista dice: "Preserva inoltre il tuo servo dai peccati volontari". Preservaci, Signore. Fai grazia. Allontana da noi ogni peccato volontario. Sarebbe terribile. Ma non solo a questo si ferma Davide. Dice anche: dai peccati occulti, da quelli che non si vedono.
Nella nostra natura ci sono delle cose che qualche volta hanno una radice profonda e noi non lo sappiamo. Magari sono nascosti. Magari sono di eredità dei nostri nonni. E il salmista Davide ci tiene a sapere che Dio lo preservi da quelli che sono i peccati che lui non vede. Chi ha timore di Dio fa anche questa richiesta davanti al Signore.
"Siano gradite davanti a te le parole della mia bocca e la meditazione del mio cuore, Signore". Gradisci ciò che ti chiedo. Gradisci ciò che prego. Gradisci che ciò che dico sia secondo il tuo volere e la tua volontà. Questa è una preghiera bellissima che fa Davide. E vogliamo anche noi, coloro che sono stati prima di noi e che ci hanno ammaestrati attraverso l'ispirazione della Parola di Dio, desiderare questo. Amen.
Adesso voglio parlare di Daniele, primo capitolo. Voglio cominciare dal primo versetto. Ma prima di quello voglio chiedere: chi sei tu?
Uno può forse dire: "Io sono un operaio. Sono un autista. Sono un contadino. Sono un tecnico computer". Come io ero, adesso sono in pensione. Ma questo non è la risposta. Ho chiesto chi sei? Non che fai. Sono diversi.
Ci sono varie statistiche che voglio presentare prima di leggere la Scrittura. Si dice che il 20% di quelli che vanno in chiesa approvano l'aborto. Il 54% di quelli che si identificano come cristiani approvano la LGBTQ. I giovani seguono la moda, la pressione dei pari, l'alcol, il transgender , la droga e altre cose che hanno la tendenza di tirarci dal Signore. Questi non sanno chi sono. Abbiamo oggi una crisi di identità. Nessuno sa chi è. Si possono identificare come lavoro, come queste altre cose. Ma questa è un'identità sbagliata.
Vogliamo vedere come Daniele poteva superare questa tendenza della cultura di tirarla dal Signore.
Leggiamo in Daniele 1:1-7:
"Nel terzo anno del regno di Ioiachim, re di Giuda, Nebucadnesar , il re di Babilonia, venne contro Gerusalemme e la cinse da assedio. Il Signore diede nelle sue mani Ioiachim, re di Giuda, assieme a una parte degli utensili dalla casa di Dio che egli fece trasportare nel paese di Sinar , nella casa del suo Dio, e depositò gli arredi nella casa del tesoro del suo Dio.
Il re disse ad Aspenaz, capo dei suoi eunuchi, di condurre alcuni dei figli di Israele sia di stirpe reale che di famiglie nobili, giovani in cui non ci fosse alcun difetto, ma di bel aspetto, dotati di ogni sapienza, che avessero conoscenza e rapido intendimento, che avessero abilità di servire nel palazzo del re, e ai quali si potesse insegnare la letteratura e la lingua dei Caldei.
Il re assegnò loro una razione giornaliera dei cibi squisiti del re e del vino che beveva egli stesso. Dovevano essere educati per tre anni, al termine dei quali sarebbero passati al servizio del re.
Fra costoro c'erano dei figli di Giuda: Daniele, Anania, Misael e Azaria. Questi sono tre ebrei che sono stati strappati dalle loro famiglie. Daniele specialmente è stato tirato dalla casa come giovane, forse era un teenager , forse aveva quindici, sedici anni.
È stato posto in una cultura molto strana, non era una cultura come si era abituato nel tempio. L'ambiente ebraico, questa cultura babilonese con tanti dei, con adorazione pagana. Può immaginare come lui doveva sentire. E lui è stato forzato a seguire costumi di cui non era mai familiare. Questi sono i problemi che Daniele ha affrontato.
C'era una nuova casa, niente tempio che era molto importante per l'ebreo, accesso alla famiglia forse i suoi genitori erano uccisi, almeno stavano lì a Giuda, non a Babilonia. Anche l'influenza di quelli che adoravano i dei babilonesi. Ecco il problema che lui aveva.
La nuova educazione: invece di imparare la Torà, la legge di Mosè, la Scrittura, lui doveva imparare la lingua, la cultura, la letteratura dei Babilonesi. Una nuova educazione è un'educazione pagana che lui doveva leggere dei dei babilonesi: Bel, Astarte, tutte queste divinità babilonesi, invece del Dio di Israele, il vero Dio.
Aveva anche una dieta nuova. Non aveva accesso ai cibi familiari. Aveva del cibo sacrificato agli idoli. Probabilmente c'era anche suino, altri cibi proibiti. Certo, tutto ciò, tutti questi cibi erano sacrificati agli idoli. Davanti all'idolo hanno pregato di santificare il cibo, e poi l'hanno presentato a Daniele e anche agli altri ebrei che stavano nell'università di Babilonia.
Forse era salato, sì, ma niente poteva sostituire il cibo di Giuda degli ebrei.
Nel versetto 7: "Il capo degli eunuchi mise loro altri nomi. A Daniele pose il nome Baltsar , ad Anania Sadrac, a Misael Mesac, e ad Azaria Abdengo".
Erano forzati di adottare anche nuovi nomi. E questi nomi erano nomi dei dei babilonesi. Questa era una tentazione da parte dei Babilonesi di cambiare la loro identità dalla cultura ebraica alla cultura dei Babilonesi.
Daniele significava: "Dio è giudice". Baltsar significa: "Principe di Bel" (Bel era il dio principale dei Babilonesi).
Anania significava: "Dio è grazioso". Sadrac significa: "Amico del Re", una nuova identità.
Misael significava: "Chi è come il Signore?" Mesac significa: "Chi è come la Q?" (dio dei Babilonesi).
Azaria significava: "Dio è mio aiuto". Abdengo significa: "Servo di Nebo" (un altro dio).
Una nuova identità, nuovo nome che poteva sradicare la loro identità della nascita. Babilonia voleva cambiare l'identità in qualcosa altra da quella originale.
Ma potevano cambiare la casa di Daniele, anche i libri di testo, il menu e il nome. Ma non potevano mai cambiare il suo cuore.
Nel versetto 8: "Ma Daniele decise nel suo cuore di non contaminarsi con i cibi squisiti del re e con il vino che egli stesso beveva e chiese al capo di concedergli di non contaminarsi".
Daniele ha deciso prima di andare a Babilonia di non contaminarsi, di rimanere fedele al Signore Yahweh, Dio degli ebrei. Così ha deciso di non bere, non mangiare il cibo del re. Invece ha chiesto di mangiare solo verdure e acqua, anche insieme ai tre amici.
La nostra cultura fa la stessa cosa. Vuole cambiare le nostre identità da Cristo, dal Signore, a qualsiasi forma che penso che possa avere un appello a noi. Ecco perché ci sono queste cose di cui ho già fatto menzione. A volte noi ci permettiamo che il mondo ci controlla, invece della Parola di Dio e dello Spirito di Dio.
Così dobbiamo essere come Daniele, che ha resistito a questa pressione della cultura di conformarsi alla cultura di Babilonia, ma voleva rimanere fedele al Signore. Meno male che lui aveva dei parenti che potevano inculcare in lui la Parola, la fedeltà di Dio.
Come mai Daniele poteva resistere a questa pressione che era molto pesante? Lui poteva anche essere ucciso se non avesse ubbidito al re. Il re lo aveva scelto perché era buono, era intelligente, poteva imparare la lingua dei Babilonesi. E se lui avesse resistito a questa pressione della cultura, potrebbe anche essere ucciso. Perché il re sarebbe dispiaciuto di lui.
Ma noi sappiamo che Daniele ha superato questo perché ha chiesto le verdure e l'acqua. E si vede nella storia che lui era meglio degli altri che si erano compromessi. Grazie a Dio!
Possiamo anche noi prendere una lezione da Daniele.
Per noi genitori: dobbiamo costruire una base ai nostri figli, specialmente quando stanno a casa. Leggiamo la Parola di Dio, preghiamo.
È scritto in Deuteronomio capitolo 6: "Queste parole che oggi ti comando rimarranno nel tuo cuore. Le insegnerai ai tuoi figli. Ne parlerai quando sei seduto in casa tua, quando cammini per strada, quando sei coricato e quando ti alzi".
Non c'è altro tempo in cui non possiamo essere esempi ai nostri figli, di inculcare la Parola, la cultura di Dio che ci possa costruire questa identità. Non l'identità della cultura che dice "io sono un operaio, sono un tecnico, sono una casalinga", eccetera. Ma io sono un figlio del Signore Gesù, del Signore Dio, che mi ha riscattato del suo sangue. Questa è la mia identità, invece di quella della cultura che mi vuole modellare.
È scritto in Giosuè 1:8: "Questo libro della legge non si stacchi mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, cercando di agire secondo tutto ciò che vi è scritto. Perché allora riuscirai nelle tue imprese. Allora prospererai".
La Parola di Dio è molto importante nella casa. Quando veniamo in chiesa, dobbiamo anche sentire la Parola di Dio. Bisogna ubbidire ciò che il Signore ci dice. Anche la preghiera è molto importante.
Vediamo nella vita di Daniele che la preghiera era molto importante. Nel capitolo 2, quando c'era il sogno che Nebucadnesar ha fatto - il sogno delle nazioni della storia - il re voleva uccidere tutti i saggi, tutti i maghi di Babilonia perché non potevano nemmeno rivelare né interpretare il suo sogno. Ma Daniele disse: "Aspetta, aspetta, non uccidere questi saggi. Io posso interpretare il sogno del re".
È scritto: "Perché implorerò misericordia da Dio del cielo riguardo a questo segreto, perché Daniele e i suoi compagni non fossero messi a morte col resto dei Savi di Babilonia".
Nel capitolo 6, quando il re Dario era stato ingannato dai satrapi — e chiunque adorasse un dio all'infuori di lui doveva stare nella fossa dei Leoni — Daniele però, avendo questa cultura del passato, quando seppe che il documento era stato fermato, entrò in casa sua, nella sua camera superiore con le finestre aperte verso Gerusalemme. Tre volte al giorno si inginocchiava, pregava e rendeva grazie al suo Dio, come era solito fare prima.
Lui non cessava di pregare anche quando c'era una legge che aveva proibito di pregare al Signore. Lui pregava lo stesso.
Per noi, a volte noi dobbiamo rigettare la cultura. Se c'è una legge che non è giusta, bisogna che noi ubbidiamo a Dio, invece dell'uomo. Dobbiamo trovare la nostra identità in Cristo e nient'altro.
In Romani 6:5: "Poiché se siamo stati uniti a Cristo per una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua Risurrezione, sapendo questo che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, perché il corpo del Peccato possa essere annullato, e affinché non serviamo più al Peccato".
L'identità è in Cristo. In Ebrei 12:2 dice che dobbiamo fissare gli occhi su Gesù.
È anche importante di radunarci come stiamo facendo adesso. È scritto in Ebrei capitolo 10 di radunarci insieme. Ma perché? Per incoraggiarci l'uno l'altro. Questo è molto importante.
Io mi ricordo quando ho accettato Gesù nella mia vita più di cinquant'anni fa. Volevo radunarmi con i credenti perché lì ho trovato una famiglia, sia in America che qui, dove sono venuto. Mi ricordo che il fratello ha detto che noi abbiamo conosciuto alcuni di voi nella piazza di San Vito da molti anni - in 1983 - ti ricordi fratello Fabio? Stavamo cantando gli stessi cantici che loro stavano cantando. Perché l'abbiamo già conosciuto alcuni cantici. Ma era buono di trovare i fratelli che potevamo radunarci, con una famiglia che amava Dio.
Man mano abbiamo imparato la vostra lingua. Voi potete ricordare che non potevamo parlare molto dell'italiano. Meno male che c'era uno che parlava inglese così potevamo integrarci nella chiesa. Ma man mano che imparammo la lingua, potevamo anche fare un po' di ministero tra di voi.
Grazie a Dio che dopo tanti anni posso venire ancora una volta per stare davanti a voi per predicare la Parola di Dio. Così è molto importante di radunarci per l'incoraggiamento.
Non posso non dirvi come è importante stare insieme, di sentire la Parola di Dio e di ubbidire. Noi che predichiamo la Parola ci fatichiamo di studiare, di pregare e di presentare ciò che la Parola dice. Interpretando la Scrittura speriamo che voi possiate capire e portare a casa la Parola. Leggitevi per voi stessi se predichiamo la verità o no.
Così la Parola è importante. Leggila ogni giorno. Leggi perché è molto importante di avere la Parola dentro di noi come ho letto in Giosuè 1:8 che la legge non deve stare lontano dalle nostre bocche.
Noi viviamo nel mondo, sì. Non possiamo scappare se non moriremo. Ma dobbiamo vivere nel mondo senza appartenere al mondo. Noi dobbiamo fissare gli occhi su Gesù come ho detto.
Allora, tua identità è fissata. Chi sei tu? Io sono un seguace di Cristo. Mascherato come un tecnico computer in pensione. Tu puoi essere una casalinga, un seguace di Cristo mascherato come casalinga, o come un tecnico, o come si chiama. Ma la prima identità deve essere Cristo Gesù. Lui deve essere la nostra identità, non la cultura che sta fuori.
Ecco perché è importante di stare insieme. Che il Signore ci benedica con questa Parola, affinché possiamo andare avanti e portare la Gloria al Signore. Amen.