Dal Getsemani a Golgota — l'ubbidienza perfetta

Vorrei leggere ancora un verso nel libro dei Proverbi 4:23: «Custodisci il tuo cuore con ogni cura, perché da esso sgorgano le sorgenti della vita».

Ricordatevi che nel Cantico dei Cantici si parla di due Proverbi: le quattro sorgenti che corrispondono ai quattro bracci del fiume nel Giardino dell'Eden. C'è una sorgente in questo verso di Proverbi 4, legata alla vita personale.

Arriviamo così al quinto giardino. Nell'Antico Testamento non ce ne sono più di quattro, quindi il prossimo giardino è un paragone fra il Giardino di Getsemani e quello dell'Eden. Vi ricordo che «Eden» vuol dire piacere, un posto piacevole. In Israele, i frantoi venivano usati per spremere l'uva e fare il vino. Nel Giardino del Getsemani, il vino rappresenta la gioia e la gioia nella sofferenza. Tutto ciò ha rapporto con un profumo che si chiama la mirra.

Ho fatto una piccola tabella per paragonare questi due giardini.

Nel Giardino dell'Eden vediamo la tentazione in rapporto con il diavolo, il serpente. Nel Giardino del Getsemani invece vediamo la prova in rapporto con il Padre Celeste. Le due sono diverse: una parola in greco può dire tutte e due le cose insieme — tentazione e prova. Come facciamo la differenza? La tentazione è sempre per farci del male, invece la prova serve a farci del bene.

Abbiamo visto: nel Giardino dell'Eden l'uomo e la donna hanno disobbedito. Adamo nella vecchia Alleanza rappresenta l'uomo decaduto. Ma Adamo nella nuova Alleanza è rappresentato da Gesù. È scritto che il secondo Adamo è Gesù. Nel Giardino del Getsemani vediamo l'ubbidienza totale del secondo Adamo.

La disobbedienza porterà la caduta. Nel Giardino dell'Eden, quando uno si rialza la caduta è in rapporto con il fatto di lasciarsi andare — ed è facile lasciarsi andare nella vita. Quando invece bisogna rialzarsi, bisogna scalare la montagna.

Leggiamo in Ebrei 5:7-8: «Nei giorni della sua carne, con grandi grida e lacrime, egli offrì preghiere e supplicazione a colui che lo poteva salvare dalla morte, e fu esaudito a motivo del suo timore di Dio. Benché fosse Figlio, imparò l'ubbidienza dalle cose che soffrì, e reso perfetto, divenne autore di salvezza eterna per tutti coloro che gli ubbidiscono».

Questo è un verso che ci parla dell'ubbidienza perfetta di Cristo attraverso la sofferenza. Vi ricordo che è scritto che ha gridato fortemente, che aveva delle lacrime nelle sue preghiere, che ha supplicato il Padre di salvarlo dalla morte, ed è stato esaudito. Eppure è morto. Come lo capite?

Gesù non parla della morte fisica. Parla della seconda morte. Ed è in questo senso che è stato esaudito. Non dimentichiamo che Gesù portava tutti i peccati dell'umanità. E un giorno il soggiorno dei morti sarà buttato nel lago di fuoco con tutti i peccati. Gesù sarebbe potuto arrivare fino alla seconda morte. È in questo senso che ha pregato. E Dio ha esaudito la sua preghiera.

Il Giardino dell'Eden rappresenta una cosa, il Giardino del Getsemani rappresenta l'opposto. Il Giardino dell'Eden porterà alla morte della disobbedienza. Nel Giardino del Getsemani vediamo invece vita e vittoria.

Nel Giardino dell'Eden c'era l'Albero della Vita con Adamo e Eva. Nel Giardino del Getsemani c'era il secondo Adamo con Pietro, Giacomo e Giovanni e altri discepoli. Ricordatevi che gli altri discepoli erano stati abbandonati quando hanno preso l'ultima Pasqua.

Nel Giardino dell'Eden vediamo la debolezza prima di Eva e poi di Adamo. Nel Giardino del Getsemani troviamo Gesù che ha delle angosce mortali.

Possiamo dire che nel Giardino dell'Eden vediamo l'orgoglio dell'essere umano. Satana propone un alzare, un innalzarsi. Satana fa con Eva quello che ha fatto con Gesù in Matteo 4: propone a Gesù il piacere, di salire alto, per poi schiacciare e perdere. Nel Giardino del Getsemani troviamo l'umiliazione di Gesù: il Padre che umilia il Figlio. Dopo, è il contrario.

Il Giardino dell'Eden ci parla della volontà umana personale. Il Giardino del Getsemani ci parla della volontà Divina del Padre. Gesù dice spesso: «Non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi». C'era la volontà di Gesù e la volontà del Padre, ma ha lasciato la sua volontà.

Esce dal giardino con una volontà: quella del Padre.

Nel Giardino dell'Eden c'era il frutto dell'albero che era buono da mangiare. Nel Giardino del Getsemani c'è un albero, ma un albero che non è buono: l'Albero maledetto della Croce.

Nel Giardino dell'Eden il frutto era piacevole alla vista. Nel Giardino del Getsemani, Gesù ha alzato gli occhi e cosa ha visto? Ha visto il sangue della morte.

Leggiamo Romani 12:2: «Non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio».

Ci sono tre volontà: quella buona, quella accettevole e quella perfetta. Questo è in rapporto con i tre punti del frutto del Giardino dell'Eden: il frutto che era buono da mangiare, il frutto che era piacevole alla vista.

La volontà buona è in rapporto con il frutto che era buono da mangiare. La volontà piacevole è in rapporto con il frutto che è piacevole alla vista. La volontà perfetta è in rapporto con il frutto che era desiderabile per aprire l'intelligenza.

Leggiamo 1 Giovanni 2:16: «Perché tutto ciò che è nel mondo — la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l'orgoglio della vita — non viene dal Padre, ma dal mondo».

Quando Gesù dice nel Salmo 22: «Sono un verme e non un uomo, il vituperio degli uomini, disprezzato dal popolo», bisogna capire cosa vuol dire.

Non so se ve l'ho già detto. È il verme della porpora, un verme di colore rosso particolare. Bisogna ricordarvi dal punto di vista naturale cosa succede con questo verme. La femmina del verme si attacca a un albero, al tronco dell'albero. E sa che quando si attacca a questo tronco non potrà mai più staccarsi. L'albero la farà morire sul tronco. E morendo il colore del verme sarà preso dai suoi piccoli. Questo colore è il colore del sangue quando ha seccato.

Così il sangue di Gesù ci copre completamente. E una volta che i piccoli mangeranno la madre e si nutriranno della madre, questo rappresenta i figli di Dio che si nutrono di Cristo.

È questo il tipo di verme di cui si parla nel Salmo 22. E il Salmo 22 ci parla delle sofferenze di Cristo alla Croce.

Vediamo come il serpente vuole insinuare il dubbio. Nel Giardino del Getsemani non ci sono dubbi davanti al Padre. Quando non ci sono i dubbi, allora possiamo fare pienamente quello che Dio ci chiede di fare.

Nel Giardino dell'Eden, Satana nega la possibilità del castigo. Dice ad Eva: «Voi non morirete». Nel Giardino del Getsemani vediamo il castigo che incomincia con l'agonia del Getsemani.

Gesù sarebbe morto nel Giardino dell'Eden, ma c'è una seconda agonia: l'agonia di Golgota. E ancora una terza: l'agonia dell'anima di Gesù nel soggiorno dei morti.

Nel Giardino dell'Eden Adamo e il peccato sono stati espulsi dal Giardino. Nel Giardino del Getsemani, Gesù ci apre la porta del Regno.

Leggiamo in 2 Pietro 1:11: «Così infatti vi sarà ampiamente concesso l'ingresso nel regno eterno del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo».

E in Apocalisse 22:2: «In mezzo alla piazza della città, da una parte e dall'altra del fiume, si trovava l'Albero della Vita, che fa dodici frutti e che porta il suo frutto ogni mese. E le foglie dell'albero sono per la guarigione delle nazioni».

Alcuni hanno pensato che ci fossero due alberi, perché ce n'era uno da un lato e uno dall'altro. Ma la Bibbia dice chiaramente che c'era un albero. È un albero che tocca i due lati del fiume. C'è un solo Gesù.

Dunque, con tutto ciò che abbiamo visto, vediamo che il piano di Dio era di portare Gesù nel Giardino della sofferenza, che è stato chiamato il Giardino degli ulivi. Vediamo che Gesù vi andava regolarmente con i suoi discepoli in questo giardino.

Leggiamo in Giovanni 18:1-2: «Dopo queste cose, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Cedron, dove c'era un orto nel quale entrò lui con i suoi discepoli. Ora Giuda che lo tradiva conosceva anche lui quel luogo, perché molte volte Gesù vi si era ritirato con i suoi discepoli».

Nel Vangelo di Luca è scritto che Gesù dormiva spesso in questo giardino. E poi andava al mattino nel tempio.

Questo giardino ci parla anche della preghiera. Quando soffriamo, quando stando nel piano di Dio, non bisogna farsi domande, non bisogna riflettere solo con l'anima. Bisogna guardare in alto, bisogna pregare. E per poter capire il piano divino in base a quello che stiamo vivendo, Dio risponde sempre ai suoi figli. Non abbiamo da preoccuparci.

Il terzo giardino — Golgota — lo chiamo il Giardino della crocifissione.

Satana mancava di conoscenza. Satana non conosce il piano di Dio. E voleva far morire Gesù. Il piano di Dio è che Gesù muoia. Se avesse saputo che far morire Gesù era nel piano di Dio, non l'avrebbe fatto. Ad un certo punto possiamo dire che era il piano di Dio e lui non vuole compierlo.

Quindi Satana manca della conoscenza di Dio. È il sesto punto. La sesta tappa che viene dopo il divino. Ed è importante capire e realizzare che quando pregate, Satana non sente nulla di ciò che dite. Se pregate ad alta voce, il diavolo non capisce che cosa state dicendo a Dio.

Ci sono dei credenti che hanno paura di indirizzarsi a Dio, di parlargli, perché hanno giustamente paura che il nemico ascolti quello che stanno dicendo. Ma Satana può ascoltare solo ciò che Dio gli permette di ascoltare nelle vostre preghiere. Attenzione: se apriamo la porta al nemico in una maniera o in un'altra, lì potrà sentire che cosa sta succedendo.

Il punto importante è capire che Satana non capisce il piano di Dio e non può entrare nella conoscenza di Dio.

Alla Croce vediamo il malfattore. E il Centurione riconoscono Gesù come il Signore.

Vi do un piccolo esercizio da fare: quando sarete a casa vostra prendete il tempo di lavorarci sopra. Gesù ha detto: «Ho sete». Ha detto: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» Ha detto al malfattore: «Oggi sarai con me in Paradiso». Ha detto: «Rimetto il mio spirito nelle tue mani».

Ha detto al Padre: «Perdonali, perché non sanno quello che fanno». E alla fine ha pronunciato questa parola straordinaria: «Ogni cosa è compiuta».

In greco è una sola parola: un termine magnifico.

Sappiamo che in una maniera scientifica, quando qualcuno è crocifisso, poco tempo dopo i polmoni si comprimono e non può più gridare. Eppure Gesù lì ha gridato: «Ogni cosa è compiuta!» È straordinario.

Nelle sette parole di Gesù trovate i sette desideri dell'anima. E trovate scritto in rosso le sette volte in cui Gesù ha detto «io». I sette Salmi che erano cantati il giorno della Pasqua corrispondono a queste sette parole. E questa è una cosa straordinaria.

Leggiamo in Giovanni 19:41: «Nel luogo dove egli fu crocifisso c'era un orto, e nell'orto un sepolcro nuovo, nel quale non era ancora stato posto nessuno».

Vedete dove Gesù è stato crocifisso? C'era un giardino. È questo il giardino di cui stiamo parlando: il Giardino di Golgota. Gesù è morto in questo giardino e l'hanno seppellito in questo giardino.

Il verso dice che era un sepolcro nuovo. Vuol dire che nessuno era stato messo dentro. In Israele, si metteva il padre, la madre, i figli — si mettevano tutti in uno stesso sepolcro. Giuseppe era già morto da un tempo. Ma Gesù è stato messo in un sepolcro nuovo.

Questo ci parla del rinnovamento. Quando arriviamo nella tappa della conoscenza di Dio, abbiamo bisogno di essere rinnovati. Se stiamo nel piano di Dio — che è la tappa precedente — e non siamo rinnovati, faremo sempre le stesse cose.

Ricordatevi di Giacobbe e Esaù. Esaù se n'era andato a Edom. Ma Giacobbe faceva sempre la stessa cosa. A partire dal momento in cui ha perso suo figlio Giuseppe, era nel piano di Dio. Ma non era rinnovato. Era triste. E la famiglia era triste.

In Genesi 45 è scritto che il cuore di Giacobbe era freddo. Quando siamo freddi, non siamo rinnovati. Possiamo essere nel piano di Dio, ma se il cuore è freddo non siamo rinnovati.

In Genesi 46 vediamo i primi tre versi: Giacobbe si alza. Quando arriva a Bersabea, nel sud di Israele, là Dio gli parla. Allora ha riconosciuto la voce del Signore. È per questo che abbiamo bisogno ogni giorno di essere in comunione con il Signore.

Abbiamo letto in Giovanni 19. Ma vediamo in Giovanni 20:15. Gesù dice a Maria: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?» Lei, pensando che fosse l'ortolano, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove l'hai posto e io lo prenderò».

Maria di Magdala non capisce qui. Ha bisogno di essere rinnovata. Gesù c'è, c'è una rivelazione che si produce. È la nascita della Chiesa. È la rivelazione della Chiesa.

Gesù non è il giardiniere. Quando Gesù parla a Maria, lei ha bisogno di questa rivelazione, lo chiama. È come nel capitolo 10: le pecore conoscono la sua voce. Conosciamo la voce del Signore. Dobbiamo riconoscere quando ci parla. E ci parla sempre allo scopo di portarci più lontano con lui.

Leggiamo in Isaia 53:9: «Gli assegnarono la sepoltura con gli empi, ma la sua morte fu con il ricco, perché non aveva commesso alcuna violenza, e non c'era stato alcun inganno nella sua bocca».

Questo ci parla di Giuseppe d'Arimatea. Rimaniamo nel verso di Isaia 53. Lì abbiamo un verso che ci permette di crescere nella conoscenza di Dio.

Il verso dice: «Gli assegnarono la sepoltura con gli empi, ma la sua morte fu posta con il ricco».

Ah! La sua morte! Sì, qui c'è qualcosa importante. Non è «la sua morte» singolare, ma dobbiamo intendere il concetto di un'esperienza di morte. Gesù ha conosciuto momenti mortali diversi. È importante capire questo.

È scritto in Filippesi 2:8: «È trovato nell'aspetto esteriore simile a un uomo. Abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte — morte di Croce».

C'è il termine «morte» ripetuto. La morte di Croce è facile da capire: è Golgota. Ma cosa intende prima? È andato fino alla morte, e quello è Getsemani. Quello che vi dicevo prima: suda sangue. Rimangono più o meno due o tre ore di vita senza fare sforzo. I dottori hanno approvato questa tesi.

Se un uomo rimane due o tre ore sudando sangue, avremmo detto prima: sarebbe morto.

Ecco perché la Bibbia intende che Gesù ha attraversato esperienze mortali. Gesù avrebbe potuto vivere tre morti: la morte di Getsemani, la morte di Golgota, la seconda morte. Ma a causa della sua ubbidienza e della sua pietà, è stato esaudito e non ha conosciuto la terza morte. Gloria al Signore!

Vedete, tutto ciò è in rapporto con la conoscenza spirituale di Dio. Potremmo dire che ci sono errori nella Bibbia. Potremmo dire che ci sono state false traduzioni. No, non ci sono errori. Potremmo prendere tanti esempi per spiegare questo. Il Signore vuole farci crescere nella conoscenza di Dio.

Ricordiamoci in 1 Giovanni 2: è scritto che la sua unzione ci insegna la verità. Impariamo ad ascoltare la voce dello Spirito.

Vi ricordate quando vi ho parlato delle generazioni di Abele? E vi ricordate come è scritto nelle nostre bibbie? Dio parla e dice: «La voce del sangue di tuo fratello». E lo dice due volte. Lo vedete nel capitolo 4, versetti 10 e 11.

L'Eterno disse: «Che hai tu fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra. E ora tu sei più maledetto della terra che ha aperto la sua bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano».

Ma nell'originale il termine sangue è plurale: «i sangui». Caino non ha ucciso solo Abele. Ha ucciso tutte le generazioni che avrebbero dovuto seguire Abele.

L'aborto è il più grande crimine dell'umanità. Perché agli occhi di Dio non è solo un figlio. Dio vede tutte le generazioni che muoiono insieme a quel figlio. E questo fa parte del crescere nella conoscenza divina. Gloria al Signore!

Leggiamo in Isaia 11:10: «In quel giorno avverrà che la radice di Isai si ergerà come una bandiera per i popoli. Le nazioni lo cercheranno e il luogo del suo riposo sarà glorioso».

L'Eterno infatti sta per consolare Sion. Consolerà tutte le sue rovine. Renderà il suo deserto come l'Eden e la sua solitudine come il Giardino dell'Eterno. Sarà un giardino straordinario.

È il Giardino del Millennio. Là non ci sarà più il diavolo. Attenzione: non è perché non c'è più il diavolo che non ci sarà più il peccato in quel giardino. È scritto che il peccatore che morrà a cento anni sarà giovane.

Questo giardino ci mostra che non è solo a causa del diavolo che pecchiamo, ma anche a causa nostra. Non possiamo accusare il diavolo. C'è la carne che ascolta il diavolo, o il mondo, o se stessa. La più grande battaglia è con la carne.

E Pietro ci dice che la carne fa la guerra all'anima. E per questo la Bibbia ci dice che dobbiamo crocifiggere la vecchia natura.

Ogni volta che trovate questa espressione nel Nuovo Testamento — «crocifiggere l'uomo vecchio» — è qualcosa che a volte richiede di essere fatta regolarmente.

Il tempo grammaticale che è utilizzato è un'azione passata che è successa a un punto preciso della nostra vita, ma che può riprodursi.

Abbiamo uno dei versi che ci spiega come dobbiamo fare. Leggiamo Romani 6:6: «Sapendo questo, che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, perché il corpo del peccato possa essere annullato, affinché noi non serviamo più al peccato».

Dobbiamo sapere e non ignorare. Dobbiamo sapere cosa dobbiamo sapere: la vecchia natura è stata crocifissa. E questo è in rapporto con la Croce. Ma quando pecchiamo, non è in rapporto con la Croce. È in rapporto con il sangue di Gesù. Ed è sufficiente semplicemente chiedere perdono.

Il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato. Ma non basta. Molti credenti purtroppo si fermano su questo verso della prima Epistola di Giovanni. Vedono che quando peccano, chiedono perdono per il peccato, sono purificati e lodano il Signore. E poi dopo, più tardi, ritroviamo di nuovo il peccato. Di nuovo.

Sono i credenti che vivono nei cortili del Tabernacolo. Hanno bisogno sempre dell'Altare degli Olocausti e della Vasca di Bronzo. Ma a un certo punto bisogna andare più lontano. Bisogna crocifiggere la vecchia natura. E lì non è più il sangue di Gesù, ma è la Croce di Gesù. Certo, i due vanno insieme. Ma capiamo che cosa dice Romani 6.

Non ignorate. Sapete bene. Semplicemente capendo il seguito, bisogna leggere il seguito di Romani 6. E dopo abbiamo Romani 7. Il seguito di Romani 7 ci parla dell'uomo carnale.

È un uomo che è convertito, però ha sempre bisogno di pentirsi e ha sempre bisogno del sangue di Gesù. Ma poi c'è l'uomo spirituale. E questo è Romani 8. Là non c'è più condanna. Perché là la vecchia natura è stata crocifissa.

E quando il peccato arriva, mette in pratica Giacomo 1. Si ricorda ciò che Dio ha detto a Caino: «Se il peccato viene verso di te e si mette fuori dalla tua porta, domina su di lui».

Possiamo solo dominare sul peccato se siamo in Cristo. E quando il peccato viene, alziamo gli occhi sopra. Perché abbiamo crocifisso la carne. Signore, e lì possiamo camminare nella volontà di Dio. Gloria!

Leggiamo in Amos 9:14-15: «Farò tornare dalla cattività il mio popolo Israele. Ricostruiranno le città desolate e le abiteranno. Pianteranno vigne e ne berranno il vino. Coltiveranno giardini e ne mangeranno i frutti. E le pianterò sulla loro terra e non saranno mai più sradicati dal suolo che io ho dato loro, dice l'Eterno il tuo Dio».

Avete notato? Dio aveva profetizzato questo in Ezechiele 36:35: «Voi direte: questa terra che era desolata è divenuta come il Giardino dell'Eden. E le città devastate, desolate e rovinate sono ora fortificate e abitate». Gloria al Signore!

Allora l'avete capito: l'ultimo giardino, in rapporto con la gloria di Dio, sarà un tempo in cui regnerà la giustizia e la pace durante mille anni. Gloria a Dio!

Allora facciamoci la domanda per finire: In quale giardino mi trovo oggi? Il giardino viene rivelato quando ogni cosa va bene. Ci piace questa abbondanza.

È facile prendere del tempo con la Bibbia, è facile ascoltare la voce dello Spirito Santo. E sfortunatamente, quando le cose vanno bene, i credenti si lasciano andare perché va tutto bene. Non realizzano che i momenti difficili arriveranno.

Ricordatevi di Sansone. Quando aveva i capelli, i Filistei non potevano prenderlo. La prima, la seconda, la terza volta, Dio lo liberava. Ma la quarta volta Sansone pensò di riuscire come le altre volte. Ma non era così.

Vedete? Tutto andava bene. E a volte i credenti si riposano troppo sul loro successo, sulla loro riuscita, sui doni spirituali. Ma non è quello che ci farà vivere nell'abbondanza.

I doni spirituali non ci fanno vivere nell'abbondanza. Ci possono gioire per un tempo, ma quello che ci dà l'abbondanza è la Parola vivente, la Parola scritta, la Parola rivelata. Vivere con il Signore in comunione il più possibile. E fare come le formiche che preparano durante l'estate il cibo in previsione dei giorni difficili che arriveranno.

Poi il Giardino di Sodoma e Gomorra — il secondo giardino — quando ci troviamo in quel giardino, se non siamo nell'abbondanza spirituale, il mondo rosicchia poco a poco la nostra vita spirituale. Non lasciamoci prendere da questo giardino.

Ricordiamoci del terzo: il Giardino di Canaan. La sottomissione alla legge divina. Signore, forse ci troviamo nel quarto — il quarto è il Cantico dei Cantici. Ci parla dell'amore, dell'amore in ogni forma, non dell'amore sentimentale.

Vi ricordo quello che dice Matteo 22: «Amerai il tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima». Matteo dice «con tutta la tua forza» e il pensiero. Luca dice il contrario: «con tutto il pensiero» e la forza.

Per finire, Matteo aggiunge: «E il secondo comandamento che è simile al primo: amare il tuo prossimo». Che significa simile al primo?

Amare il tuo prossimo con tutto il tuo cuore.

Amare il tuo prossimo con tutta la tua anima.

Amare il tuo prossimo con tutto il pensiero.

Amare il tuo prossimo con tutta la tua forza.

E sono le quattro dimensioni dell'amore che troverete scritte nell'Epistola agli Efesini.

Leggiamo in Efesini 3:18-19: «Affinché, radicati e fondati nell'amore, possiate comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l'altezza, e conoscere l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate riempiti di tutta la pienezza di Dio».

Le quattro dimensioni dell'amore le trovate alla Croce. La larghezza è amare gli uomini con tutto il cuore. La lunghezza è amare il mondo intero — tutto ciò che è creazione di Dio.

L'altezza è con tutta la forza. La vostra forza.

E la profondità è il rapporto con l'anima nostra, la gloria della nostra vita è il rapporto con i nostri pensieri.

È importante che capiamo cosa significa: è l'amore che non è solo in rapporto all'anima. Non è fileo. È agape. È l'amore di Dio.

Il Giardino dell'Eden è il giardino della volontà umana. La volontà personale di Dio conduce a volte a soffrire. Forse siete nel Giardino della Rivelazione, che si trovava a Golgota, dopo il seppellimento di Gesù.

Crescere nella rivelazione. Il Giardino del Millennio è il Giardino della Presenza di Dio, la Gerusalemme Celeste.

Siamo chiamati a vivere in ognuno di questi giardini. Ma ciò che è importante è onorare Dio nel giardino in cui ci troviamo adesso.

Che il Signore vi benedica. Conoscerlo è una gioia sulla strada verso il conoscerlo e servirlo.