I giardini nella Bibbia — la Parola vivente
Sono tornato. Ho trascorso tre mesi in diversi paesi e nazioni, e il Signore ha benedetto abbondantemente. Approfitto per ringraziarvi delle vostre preghiere, perché sarà un anno particolarmente impegnativo — ottobre avrà molto lavoro. Ed è sempre gioioso vedere che le chiese si sviluppano. A volte ci sono difficoltà, ma il Signore mette la sua mano. Alleluia.
Leggiamo un verso che si trova in Giovanni 10, versetto 10: «Io non sono venuto se non affinché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza».
Ieri stavamo parlando di alcune cose che avevano vissuto in Africa. A un certo punto ero nel Togo. Una famiglia aveva aperto una discoteca il venerdì sera, il sabato sera, la domenica sera. Stavo con un amico che mi accompagnava durante il viaggio. Avevamo due fine settimana lì. Il venerdì sera abbiamo dormito malissimo, perché l'albergo, essendo isolato, si sentivano tutti i rumori e i costi. Il giorno dopo ho visto il responsabile dell'albergo. Gli ho detto: «Ascoltate, non riesco a dormire con questo rumore. Capisco che volete guadagnare un po' più di soldi con la discoteca in aggiunta all'albergo.
La priorità dev'essere per le persone che alloggiano qui». Allora ho detto: «Se questa sera non fate niente, non intervenite, io pregherò affinché gli altoparlanti e le casse si rompano». Mi ha detto che non mi credeva. Il sabato sera c'era ancora molto rumore. Ho cominciato a pregare. Dopo venti minuti non si sentiva più nulla. Il gestore dell'albergo è andato a controllare e le casse si erano rotte. Dopo abbiamo avuto due buoni fine settimana. Gloria a Dio.
Benedetti — Dio vuole darci una vita che sia al di sopra di ciò che è ordinario. Dio non vuole che siamo disturbati dalle cose che quotidianamente ci accadono. Vivere ogni giorno nell'abbondanza è meraviglioso. Nella Bibbia c'è una ricchezza di significati: per prima cosa riceviamo la nuova nascita e riceviamo la vita spirituale. Ma non è sufficiente. Dopo abbiamo bisogno di una vita abbondante. Nella Bibbia ci sono versetti che ci dicono il contrario.
Ad esempio, in Ezechiele 15, verso 8: «Così renderò il paese una desolazione, perché sono stato ripetutamente infedele», dice il Signore, l'Eterno. L'opposto dell'abbondanza è il deserto. E nel deserto ci sono molte cose, ma non buone. Consideriamo ad esempio il verso che dice che gli spiriti impuri vanno nei luoghi aridi, nel deserto. Per esempio, abbiamo scorpioni. Non si trova la vita abbondante nel deserto.
Quando mi sono trovato in alcuni tipi di deserto, mi è capitato una volta di stare su una moto che si è rotta. E avevo una sola soluzione: pregare e chiedere al Signore di intervenire. E Dio fa grazia. Dio ama i suoi figli. Un'ora dopo, è passato un uomo con un'altra moto. Meraviglioso. Dio vuole benedire i suoi figli.
Questo inizia piano. Dio condividerà con voi stamattina. E nel resto della Bibbia, se leggete attentamente la vostra Bibbia, vedrete che Dio ci parla di diversi giardini, di vari tipi. Ha messo l'uomo in questi giardini in posizioni specifiche. Ma potete farvi questa domanda già stamattina: «In quale giardino mi trovo?» E siamo tutti chiamati ad attraversare questi giardini.
Parleremo dei giardini che l'Eterno ha costruito per il suo popolo. Non parliamo dei giardini che l'uomo crea per il suo piacere, ma vi voglio parlare dei giardini di Dio. Li prenderemo uno a uno nell'ordine come la Bibbia ce li presenta.
Il Giardino dell'Eden
Conoscete tutti il primo giardino: il Giardino dell'Eden. Questo è il luogo. Dio ha piantato questo giardino lui stesso e ha messo l'uomo in esso. È interessante notare che quando Dio dice "l'uomo", in alcuni passaggi della Genesi riguarda anche la donna. Perciò dico che anche se dice "l'uomo", l'uomo e la donna insieme. Piacevole. Da questo termine arriva una radice che vuol dire "abbondanza". Ed è vero che l'uomo, essendo stato messo in questo giardino, viveva nell'abbondanza.
Ricordatevi che era scritto in Genesi che quando l'uomo peccasse, sarebbe cacciato fuori da questo giardino, e allora comincerebbero i dolori e sarebbe difficile. In questo giardino, Dio aveva previsto ogni cosa, aveva fatto tutto. Aveva messo alberi di ogni specie. Non c'erano solo i due alberi che conoscete. C'erano alberi di ogni specie. E questi alberi erano piacevoli da mangiare. C'era l'Albero della vita, che era al centro del giardino. E c'era anche l'Albero della conoscenza del bene e del male.
Oggi il Giardino dell'Eden non è più un giardino. Oggi è un deserto. Era quello che si chiamava prima il territorio fino al fiume Nilo, il fiume d'Egitto. Deserto.
Dio aveva dato tutto ciò che era necessario all'uomo. L'Albero della vita — l'Albero della vita è in relazione con la Parola vivente. È Gesù. Ed è nel centro della Bibbia. Non si può leggere l'Antico Testamento senza vedere Gesù. L'Antico Testamento ci parla del Signore. I Vangeli ci parlano del Signore. Sicuro che anche tutto il Nuovo Testamento va sempre nella stessa direzione.
Potremmo prendere molti versetti, ma ricordiamoci di Luca 24. Il Maestro Gesù dirà: «Guardate cosa è scritto di me nella legge di Mosè, nei profeti, nelle Scritture». Spesso si parla di Mosè. Quando leggete la Bibbia, cercate di vedere dove è il Signore. La Bibbia è la Parola vivente, e Gesù è la Parola. Grazia! Dio ci ha dato nella sua Grazia Cristo. E siamo chiamati a vivere con la Parola vivente ogni giorno. Non solo quando all'inizio abbiamo incontrato il Signore per la prima volta.
Qual è la nostra prima reazione? Qual è la prima reazione? Utilizziamo la nostra anima per riflettere, per trovare soluzioni? Oppure subito alziamo gli occhi e guardiamo a Gesù e gli chiediamo: «Perché ci succede questo? E che cosa ci vuole mostrare con questa situazione?» Egli è il nostro migliore amico e ci vuole condurre in una maniera piena.
A un certo punto, dormivo in una casa per una notte. C'erano degli insetti che uscivano dal materasso e mi pungevano. Male — queste punzecchiature facevano male durante qualche giorno, quasi settimane. Il fratello con cui ero andato mi ha detto: «Vieni con me. Domanda agli altri alberghi se forse sarebbe buono che andassi a vivere qualche giorno con un albergatore». Là ho visto che tutte le persone erano tristi. Ho visto sul loro viso un'espressione di tristezza. Non avevano luce. Per avere la luce c'era solo un filo che usciva dal muro. Il mio corpo mi diceva: «No, non è buono per te restare qua».
Ogni giorno c'erano questi insetti che mi davano fastidio. Poi ho cambiato nazione. Dopo due, tre settimane sono ritornato in quel posto dov'ero prima. Ho detto: «Signore, che cosa devo fare?» E lì la risposta è stata chiarissima: «Rimani lì». Sono rimasto ancora una settimana. E durante quella settimana non ho avuto più questi insetti che mi hanno infastidito. Obbedire. Dio mette la sua mano.
E la cosa importante è che non c'è da preoccuparsi. Ciò che conta, ciò che importa, non è fare quello che abbiamo voglia di fare, ma ciò che Dio vuole. Ciò che ha promesso.
Ed ero sicuro che non era qualcosa di buono provocare pena a questa coppia. Non era una buona testimonianza. Sapete, la nostra testimonianza non è solo in rapporto con le belle parole che diciamo. Intorno a te Gesù dice: «Rendi testimonianza». E se necessario — questo è importantissimo — Gesù sia il centro della nostra vita.
Prima di utilizzare tutta l'abbondanza, tutto ciò che Dio ci ha dato in questo giardino, la prima cosa è vivere con il Signore. L'Albero della vita.
Allora questo Albero della vita, lo troviamo in Genesi, lo ritroviamo dopo in Apocalisse. Alcuni dicono che in Apocalisse rivivremo le stesse cose che sono successe in Genesi. Allora no — non è giusto — non è 100% giusto. Spiego: in Genesi c'era il serpente. In Apocalisse, quando si parla dell'Albero della vita, non c'è più il serpente, il diavolo. È stato vinto e giudicato in una maniera definitiva. Gloria a Dio! Quindi non sarà la stessa cosa, ma sarà meglio.
Quindi l'Albero della vita era al centro del giardino. Ma c'era un altro albero che era a fianco: era l'Albero della conoscenza del bene e del male. Dio aveva messo questo albero a questo punto specifico, perché voleva vedere come l'uomo avrebbe reagito. Un giorno un uomo era malato, era malato fino alla morte. Fine. E dopo Dio l'ha guarito. Ma la Bibbia dice che a quel punto Dio l'ha abbandonato per vedere cosa c'era nel suo cuore. Vi ricordo che il cuore in tutti noi — sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento — è in rapporto con lo spirito e l'anima, il nostro essere interiore.
E che cosa ha fatto quest'uomo quando Dio l'ha abbandonato? È caduto nell'orgoglio. E è la ragione per cui Dio ci mette alla prova: vuole vedere cosa c'è nel nostro cuore.
Capite? Vedrete che in questo capitolo come si è comportato Israele quando è uscito dall'Egitto. Dio avrebbe potuto farli passare subito verso Canaan se avessero seguito la strada delle carovane. Settimane? Forse tre? A causa dei bambini. Ma non di più. Ma Dio non aveva previsto questo. Deuteronomio 8 ce lo prova, ma per fare dopo del bene. Lo capite?
Questa è la nostra vita terrestre. Dal momento in cui abbiamo incontrato il Signore, una delle ragioni per le quali siamo ancora sulla terra è per essere provati. Per vedere come funziona. L'uomo non aveva bisogno di mangiare il frutto di questo albero. Era l'Albero della conoscenza del bene e del male. Non avevano bisogno di conoscere, di sapere cosa fosse il male. La conoscenza del bene e del male, non conoscevano il male. Vivevano nel bene. Ogni bene.
Perché dobbiamo impiegare il nostro sapere a conoscere cose che sono cattive? Prima parlavo della discoteca — non ho bisogno di andare in una discoteca. Non ho bisogno di andare in un posto che so non è buono.
Conoscevano il bene. Conoscete l'episodio del frutto. Possiamo notare che quello che il serpente ha detto — il serpente non ha detto la verità. Ha detto metà della verità. Quando trattate i versetti nella Bibbia dove Satana parla, noterete che non dice mai tutta la verità.
E il Diavolo non ci mette alla prova. Ci tenta. La prova è per il nostro bene, la tentazione è per il male. Il diavolo ha tentato Gesù. Gli ha detto parole della Bibbia, il Salmo 91. Gli ha detto parole del Salmo. Non tutto. Non ha detto il seguito, che diceva: «Camminerai sul dragone». Questo non l'ha detto, perché non l'arrangiava.
Ricordatevi di quella donna che seguiva Paolo in Atti 16. Diceva: «Questi uomini sono i servi del Dio Altissimo». In Atti 16, versetto 17, costei, messasi a seguire Paolo e noi, gridava dicendo: «Questi uomini sono servi del Dio Altissimo e vi annunziano la via della giustizia».
Allora se il diavolo incomincia a dire la verità è grave. Lì c'è salvezza. Il termine Giovanni 14:6. Quando è scritto che Gesù dice: «Io sono la via, la verità e la vita». In Giovanni 14, Gesù è la via. Non una via. Non so se lo dite in italiano, Francia — in Francia quest'espressione è "tutti i cammini portano a Roma", no? La traduzione giusta è: il cammino porta... Non è scritto "la via", ma "una via". Quindi potete vedere che il diavolo dice metà della verità.
Il Diavolo non ha agito lui per suo conto. Ha semplicemente suggerito ad Eva alcune cose. E il Diavolo rimarrà sempre nascosto e ci suggerisce cose.
Ma se non conoscete bene la Parola — se la conoscenza è approssimativa — rischierete di fare come Eva. Che cosa ha fatto Eva? Ha aggiunto una parola a ciò che Dio aveva detto. Ha tolto qualcosa rapidamente. Eva ha detto che Dio aveva detto di non toccare l'albero. Ma Dio non ha mai detto questo. Non ha detto di non toccarlo. Ha detto di non mangiarne il frutto. Quindi ha aggiunto. Ha detto: «Anche se mangiamo di questo frutto rischiamo di morire». Ma Dio non aveva detto questo. Ha detto: «Morirete».
E sapete che cosa è scritto nell'ultimo capitolo dell'Apocalisse? Di non aggiungere niente e di non togliere niente. Capite? È talmente importante leggere e rileggere la Parola di Dio! Abbiamo bisogno di sapere esattamente ciò che è scritto.
Per prima cosa, perché è una Parola vivente. E dopo, perché davanti a questa Parola il diavolo fugge. Non sopporta la verità. Allora vi incoraggio — non solo a vivere con la Parola vivente — ma anche con la Parola scritta.
Questo primo giardino è in rapporto con la Parola vivente. Ed è il rapporto con le relazioni di cui vi parlo. Eva non sentiamo la sua voce come era il caso nel giardino. Ma abbiamo lo Spirito Santo in noi e ci parla e ci mostra cosa dobbiamo fare.
E questo Albero della conoscenza del bene e del male è in rapporto con lo Spirito Santo. È la Legge. E nella legge troviamo scritto che cosa è bene e che cosa è male. La Parola di Dio è stata data dallo Spirito Santo. E la legge, la Parola di Dio è stata data dallo Spirito Santo.
Ma questo albero ci parla anche della nostra coscienza. La coscienza è un senso della nostra anima che ci permette di capire la differenza tra il bene e il male.
E oggi, a causa del Peccato, siamo costretti. E molti credenti non hanno questa maturità. Quando leggiamo per esempio la fine di Ebrei 5, vediamo che ci sono ancora credenti che sono al latte. Paolo lo dice chiaramente all'inizio di 1 Corinzi 3: «Siete ancora dei bambini». E avete bisogno ancora del latte.
Ed è per questo che i Corinzi avevano tutti questi problemi: gelosie, divisioni, processi, problemi di moralità. Non sapevano che cosa dovevano fare con gli idoli, eccetera. Dio non vuole che viviamo in questo modo. Non è la vita giusta. Sapete cosa è bene e cosa è male.
Vuol dire ad esempio: la Bibbia dice di non rubare. Non abbiamo bisogno di riflettere su questo tema. È chiarissimo. Chi vive nell'abbondanza si fa la domanda: «Che cosa è bene e cosa è meglio?» Non il bene e il male, ma il bene e il meglio. Romani 12:2: «Conoscere la volontà di Dio, la buona, la piacevole e la perfetta».
E in questo giardino, questi alberi erano buoni. Erano piacevoli.
Allora prendiamo un esempio di un essere umano, un bambino. Gli diamo del latte. Può mangiare solo latte. Non gli potrete dare del cibo solido. Berrà del latte durante un certo periodo. Ma quando si arriva a una certa età, non ci si può più accontentare solo di latte. Bisogna ricevere di più che il latte.
E è ciò che deve accadere nel campo spirituale della Parola di Dio. C'è il latte e sono le verità semplici della Parola. I Dieci Comandamenti era il latte. Ma dopo Dio vuole darci di più. Vuole darci l'abbondanza. Il cibo solido. Ed è per questo che non possiamo funzionare come gli Ebrei 5, come coloro che non riuscivano a distinguere che cosa era bene e che cosa era male.
Vorrei darvi un passaggio in Isaia. In Isaia si parla di Cristo. Isaia 7. «Perciò il Signore stesso vi darà un segno. Ecco la Vergine concepirà e darà luce a un figlio e gli porrà nome Emanuele. E guardiamo il versetto 15: «Egli mangerà panna e miele finché sappia rigettare il male e scegliere il bene». Panna, crema. Latte. Non diamo della panna a un bambino. Gli diamo il latte, altrimenti si affoga.
E vediamo che il Signore ha ricevuto il latte e la panna. E sapeva discernere la differenza tra il bene e il male. E questo era per Gesù. Ma adesso vediamo cosa riguarda noi.
Rimaniamo nello stesso capitolo e andiamo al versetto 22: «E per l'abbondanza del latte che daranno, mangeranno panna e miele». Tutti i superstiti lasciati in mezzo. Dio. Cristo è la testa, ma siamo il corpo di Cristo. E il latte e la panna sono anche per noi. Dio vuole darci questa abbondanza! Gloria! Abbondante. Ma è soltanto possibile con Gesù. La Parola scritta. Ma anche con la Parola rivelata dallo Spirito Santo, che ci permetterà di vedere la differenza tra il bene e il male.
L'anno scorso, alla fine dell'anno, sono andato a vedere l'oculista per i miei occhi che non vedo bene. Dall'età di 5 anni porto gli occhiali. Ma non li metto — miracolo! Se vi dicessi che in questo occhio ho 0,1 e in questo 0,01. Dovrei mettere sempre gli occhiali. Un oculista mi ha detto — era più o meno nel 2000 — «Signore, fra poco dovrai avere alcuni occhi deboli», ma ho pregato per i miei occhi. E Dio non ha permesso che debba mettere obbligatoriamente degli occhiali. E quindi l'oculista mi ha detto: «Ti do comunque degli occhiali».
Siamo andati da un ottico. Ero con mi mio amico. Lui ha visto agli occhi del mondo che sono povero. Ho pochi soldi. E allora ho diritto a un paio di occhiali gratuiti ogni due anni. Ma sono occhiali di bassa qualità. Allora gli dice: «Che cosa avete come occhiali?» Fa vedere occhiali rosa. Gli propone questa montatura in metallo. E gli ha detto: «Questo non esiste per i poveri». Non ha detto "i poveri", ma gli ha fatto capire. Quindi non c'era possibilità di avere quel tipo di montatura. Sapete che da noi le montature sono carissime.
Allora l'abbiamo ringraziato e ce ne siamo andati. E uscendo dal negozio ho detto: «Mio Dio, se non siamo condotti dallo Spirito Santo, faremo molti errori». Stavamo in una città dove ce n'erano molti otticisti. Siamo andati da un altro. E ci ha detto la stessa cosa: che con il virus non abbiamo più possibilità di fare sconti o darvi questo tipo di montature. Hanno ridotto le possibilità della presa a carico. Allora l'abbiamo ringraziato e siamo andati via.
E siamo andati a vedere un terzo ottico. Là, e gli dice subito: «Non mi proponga delle montature di plastica, perché non mi serve». Certo. Visto che il rimborso del ticket non è coperto molto. E gli dice: «Ma non c'è nessun problema. Abbiamo delle montature in metallo per lei. E ne mostrerò altre che non siamo riusciti a vendere. Quindi se le vuole, può scegliere anche fra quelle».
Vedete, Dio dice sempre la verità. E quando consultate, risponde. Vivete con la Parola rivelata, dipendete dallo Spirito Santo. C'è qualcosa che non vi ho detto. Prima di ogni viaggio prego. E prima di venire in Italia mi ha detto: «Il tuo viaggio in Italia sarà un viaggio piacevole. Non sarà un viaggio complicato». Gloria a Dio!
Allora mi è una gioia. Dopo tre mesi in Africa, venire un po' a riposarmi da voi. Voi, attraverso la vostra vita, continuate. Abbiamo detto prima che nel giardino c'erano altri alberi. Quindi di cosa si tratta? Attraverso questi altri alberi. Giudici 9:8. Un giorno gli alberi si misero in cammino per ungere un re che regnasse su di loro. E dissero all'ulivo: «Regna su di noi». Gli alberi rappresentano gli esseri umani. E bene. Ricordiamoci anche quando Gesù incontra quest'uomo che era cieco e l'ha guarito in due fasi. Nel primo tempo trovate questo episodio nell'Evangelo di Marco. Che gli occhi quell'uomo dice: «Vedo gli uomini come degli alberi». Parzialmente.
Questi tutti questi alberi ci parlano di tutti gli altri credenti. Ci parlano della comunione fraterna. Ci parlano della comunione fraterna. Gli uni degli altri per vivere nell'abbondanza di Dio. Ma in questo giardino c'era anche un fiume. Capite benissimo l'importanza della comunione fraterna!
E c'era un fiume che usciva da Eden. E innaffiava il giardino. E si divideva in quattro bracci. Che cosa vuol dire per noi? Era il fiume di Dio. In Ezechiele se ne parla di questo fiume che esce dal trono di Dio. E questi quattro bracci del fiume ci parlano delle quattro sorgenti di cui si parla nel libro dei Proverbi. Potete studiarlo a casa vostra. Nel libro dei Proverbi si parla di quattro sorgenti di vita.
E che ci dice Salomone? La prima sorgente è in rapporto con la sana dottrina. La seconda il timore di Dio. La terza la saggezza divina. La quarta la nostra bocca. Possiamo capire che cosa vuol dire. Dio vuol fare della nostra bocca una sorgente di vita. La vita deve uscire dalla nostra bocca. Ma per questo bisogna che prima possediamo la Sana dottrina, il timore di Dio e la saggezza Divina. E ciò che Dio vuole mostrarci attraverso queste quattro braccia del fiume.
Continuiamo con il versetto di Genesi 2. Grazie per la diapositiva. «L'Eterno Dio prese dunque l'uomo e lo pose nel Giardino dell'Eden perché lo lavorasse e lo custodisse». Qui abbiamo due termini importantissimi — anzi, tre possiamo dire. È Dio lui stesso che ha preso l'uomo e lo ha messo nel giardino. Dio ha messo l'uomo e la donna nel giardino per dargli riposo.
Questa è una domanda importantissima. Non avete bisogno di rispondere. Vi dovete rispondere a voi stessi. Vivete nel riposo di Dio? È una domanda importantissima.
Il riposo è in rapporto con la pace e la gioia perfette. Dio vuole condurci a vivere in questo modo. Guardate intorno a voi. Quando vedete le persone in generale, hanno difficoltà a sorridere. Sono accaparrati dal telefono cellulare. Non hanno più tempo di occuparsi degli altri. Si occupano di se stessi. Viviamo in un mondo senza Dio. Quindi non possiamo pretendere che abbiano la pace e la gioia nell'abbondanza.
Guardate. Ci sono altri due termini nel giardino. Doveva fare due cose: lavorare e custodire. E sono le nostre due responsabilità in questo giardino. Dio vi chiede di lavorare, coltivare. E di custodire.
Se volete vivere nell'abbondanza, il termine "lavorare, coltivare" vuol dire molto di più — vuol dire servire qualcun altro, lavorare per qualcun altro. E chi è l'altro? È Dio. Servire Dio. Non c'è scappatoia. Come l'uomo che ha preso il talento e l'ha nascosto.
E il secondo termine è custodire. Vuol dire proteggere, conservare. Vuol dire anche osservare. Vuol dire anche perseverare. E poi ci sono ancora altri due: lodare. Ah! Custodire vuol dire anche lodare Dio, celebrare Dio! Perché è lui che vi protegge. Potete contare sulla sua protezione. Che cosa dice Giovanni 10? Dice che il credente è nella mano del Padre. E nella mano del Figlio. Alleluia!
Possiamo lodare Dio. Ed è questo custodire.
E per finire, il termine "completare" vuol dire che serviremo fino alla fine. I doni. Ma i doni sono i doni dello Spirito Santo. Ma ci ha dato anche il frutto dello Spirito Santo. Lavoriamo il frutto. Ma custodiamo i doni. Coltiviamo. E il frutto non arriva da solo. Il frutto verrà dalle opere. Ma le opere devono venire da Dio. Efesini ci dice che è lui che le ha preparate in anticipo.
Per primo, è Dio che ha previsto ogni cosa nel giardino. E ha previsto il nostro servizio. Dobbiamo entrare nelle sue opere. E riteniamo quello che ci ha dato fino alla fine.
Abbiamo potuto notare che in questo giardino non c'era solo l'uomo. C'era anche la donna. C'era la sposa. In Genesi è scritto che Dio ha dato all'uomo un aiuto simile a lui.
Ed è talmente meraviglioso vedere delle coppie che lavorano insieme. E i figli, quando crescono, lavorano insieme alla coppia. E i figli possono dare una buona testimonianza dei loro genitori. Gloria a Dio!
Fate attenzione a questo: la famiglia prima della chiesa. Io ne parlavo ieri sera con un fratello. Un giorno mi hanno chiesto di non andare più in una chiesa, di non predicare più in una chiesa. E ho chiesto al Pastore: «Perché?» «Perché tu hai detto che bisognava far passare la famiglia prima della chiesa». Hanno dato la priorità alla chiesa prima della famiglia. E questo è quando non si conoscono le priorità.
Allora c'erano talmente tante cose buone in questo giardino. E ne abbiamo parlato di tutte queste cose buone. In questo primo giardino, c'era qualcosa che non era buono: era il serpente.