Custodisci il tuo cuore con ogni cura

È bello quando ogni volta possiamo cantare certe verità così belle per la nostra vita. Quando cantiamo, cantiamo perché c'è un cantico, l'armonia, la musica ci piace. Ma allo stesso tempo però, se riflettiamo su quello che cantiamo, e allora poi facciamo mente locale su tante situazioni dove l'ansia, la preoccupazione per quello che sarà il domani, forse non è a caso che Gesù diceva: "Non si dia ansia per cosa alcuna del resto".

È importante che noi sappiamo che Gesù ha detto che si preoccupa degli uccelli del cielo, si preoccupa di un passero, si preoccupa egli al posto nostro per custodirci in tutto quello che è il nostro cammino. Spesso noi ci mettiamo al posto suo. Per comprendere che tante cose forse le possiamo fare soltanto noi. E quindi a questo sentimento che cosa nasce? Nasce un pensiero. Quello di dire al Signore: "Non ho proprio bisogno di te questa volta". Eppure ci siamo proposti tante volte di dire a noi stessi che non apparteniamo a noi stessi.

Tu puoi dire che il futuro di un bambino è nelle tue mani anche se sei un genitore e una mamma? Finché bambino è sotto custodia, quindi come tu lo guidi, anche il suo futuro si vedrà. Vedete noi anche se siamo adulti, consapevoli, la nostra sapienza, intelligenza, saper fare esperienze della vita? Se non ci sentiamo come bambini nelle sue mani, come possiamo provvedere al nostro futuro?

Perciò anche per la nostra famiglia dovremmo essere più fiduciosi. Qualche volta è difficile. Penso come ho sentito l'altro giorno di alcuni fratelli. Non di questa chiesa, e meno male. Speriamo che non sia così nemmeno qua. Che non lascino i loro bambini. Non li portano all'asilo perché la mamma deve stare sempre con i bambini. Ma anche nella scuola domenicale niente da fare.

Quando ho sentito questo per me ho pensato: è assurdo. Pensare che il nostro futuro sta nelle mani di Dio quando il genitore ha timore, ha paura di lasciare fin anche il proprio bambino nella scuola domenicale. Che non sta da solo. Molti non conoscono il mondo spirituale. E allora che cosa potrei dire io? Che questo genitore ha un problema serio, grave. Che non ha capito che i suoi bambini non sono i suoi bambini. E che il suo futuro non è il suo futuro. Però è difficile. Dopo tante esortazioni, non capire.

E allora io mi chiedo: quanta fede noi abbiamo in Dio dal momento in cui abbiamo creduto? E abbiamo detto: "Lo diciamo spesso che la nostra vita è nelle mani del Signore". È certo che con la bocca si dicono tante cose. Attenzione. Questa è la mia esperienza. Perché anche la mia bocca dice tante cose. Ma poi nella realtà non è così. E allora dobbiamo metterla a confronto con la realtà. Ascoltate bene fratelli. Perché le nostre opinioni non coincidono con la verità. Non esiste. Ed è importante invece che mettiamo avanti la verità. E le nostre opinioni le mettiamo dietro. Che se possibile, e se saranno opportune, metterle in pratica quando corrispondono con la verità.

Allora le nostre opinioni, probabilmente se confrontate con la parola di Dio, avranno la loro funzione reale. Ora è bello però quando con piena convinzione, senza ombra di dubbio, possiamo dire che il nostro futuro anche cantando: "Il nostro futuro è nelle mani del Signore". Cosa possiamo fare mai noi? Se la scrittura ci dice: prova a far cadere un capello del tuo capo e poi farlo rinascere. Ecco perché dobbiamo riflettere un po' di più su questo. In modo che ci rimettiamo interamente nelle sue mani.

E quando con la nostra bocca citiamo la parola di Dio che dice "Confida fermamente nell'Eterno con tutto il cuore", allora lì io mi chiedo: "L'Evangelo, il puro Evangelo, corrisponde con la realtà della mia vita? Oppure per il momento è soltanto una teoria?". Se il puro Evangelo corrisponde con la nostra vita, noi onoriamo il nostro Dio che ci ha fatto grazia di poter far sì che possiamo mettere in pratica la parola del Signore. Amen, amen.

Nel libro dei Proverbi leggiamo al capitolo 4 al verso 23: "Custodisci il tuo cuore con ogni cura, perché da esso sgorgano le sorgenti della vita. Rimuovi da te il parlare fraudolento e allontana da te le labbra perverse. I tuoi occhi guardino dritto. E le tue palpebre mirino dritto davanti a te. Appiana il sentiero dei tuoi piedi. E tutte le tue vie siano ben stabilite. Non deviare né a destra e né a sinistra. Ritira il tuo piede dal male. Amen, amen.

Custodisci il tuo cuore con ogni cura. Proteggilo perché è importante che, come dice la scrittura, dal cuore sgorgano le sorgenti della vita. Queste parole sono per noi qualcosa che ci deve far riflettere. Cioè che Dio ci ha creati in questo senso. E cioè che ha messo nella parte più profonda dell'uomo un cuore, uno spirito. Sia chiaro che non stiamo parlando del cuore, quell'organo di carne. Ma dello spirito che Dio ha messo in noi.

E quanto sia importante per noi custodire. E in quale modo possiamo farlo? Prima di ogni cosa è importante che abbiamo timore di Dio nella nostra vita. Per custodire il nostro cuore. Perché noi sappiamo che con Dio noi comunichiamo attraverso il nostro cuore. Ed è perciò che vogliamo anche cercare di capire come dal nostro cuore possiamo fare sì che la nostra vita risponda a quella che è la volontà di Dio.

Anche se il cuore, dice la scrittura, non sempre ci dà la possibilità di sentire dentro che tutto è in ordine. Oltretutto dice che il cuore è insanabilmente malato. Ma la domanda è: chi lo può sanare? Come lo possiamo sanare? Non abbiamo facoltà né capacità di tenere sotto controllo il nostro cuore.

Anche perché ci sono degli organi nel nostro corpo. Come per esempio dice il verso 24: "Rimuovi da te il parlare fraudolento". E da dove viene questo parlare fraudolento? Gesù disse che dal cuore vengono cattivi pensieri, parole fuori posto e tutte quelle cose che il Signore ci ha nominato nell'Evangelo. Rimuovi da te il parlare fraudolento. Per esempio la bocca è un membro a cui anche dobbiamo stare attenti.

Nella nostra bocca c'è un membro piccolissimo che la parola di Dio ci dice che è la lingua. Il parlare fraudolento vuol dire parlare con inganno. È lì che noi dobbiamo stare molto, molto attenti. Allontana da te le labbra perverse. Le labbra perverse sono le labbra con cattiveria. E come dicevo prima nella nostra bocca c'è un membro che si chiama lingua.

E questo membro, dice la scrittura nell'epistola di Giacomo, è qualcosa che è molto pericoloso per la nostra santificazione. Ma per la nostra stessa vita. Perché dice la scrittura che nella moltitudine delle parole non manca il peccato, non manca il fallo. Come dice la lingua in Giacomo al capitolo 3, verso 5: "È un piccolo membro. Ma si vanta di grandi cose. Considerate come un piccolo fuoco accende una grande foresta. Anche la lingua è un fuoco. Un mondo dell'iniquità, posta fra le nostre membra. La lingua contamina tutto il corpo. Infiamma il corso della vita. Ed è infiammata dalla Geenna. Chi la comanda?". Questa lingua.

Perciò Dio ci comanda anche di custodire il cuore. Perché se dal cuore escono tutte queste cose, il cuore naturalmente guida l'uso di queste membra. E per noi davanti agli occhi di Dio è importante che teniamo in ordine anche i nostri sensi, il nostro parlare, il nostro agire.

Dice il verso 25. I tuoi occhi guardino dritto. E le tue palpebre mirino dritto davanti a te. Gli occhi anche questi sono membra del nostro corpo. Attraverso gli occhi noi qualche volta possiamo dare giudizi e fare pensieri. Gli occhi sono gli organi più nobili che Dio ha fatto nel corpo dell'uomo. Però attraverso gli occhi noi possiamo pure capire quante cose possiamo evitare. Dio ci ha creati in questo senso.

Dice la scrittura nel Salmo 139: "Io sono stato formato in maniera perfetta". E il corpo dell'uomo è stato formato proprio in questa maniera. Però Dio ci ha dato questi organi perché siano anche santificati. Sia le labbra, sia la lingua. Ma anche gli occhi. Gli occhi puri sono quegli occhi che guardano dritto. Però è importante che noi capiamo anche che fin dal principio Eva era una donna pura. Era stata creata insieme ad Adamo in questa maniera.

Ma la scrittura ci insegna che Eva guardò, vide il frutto dell'albero. Quindi quando Eva vide il frutto nacque in lei un desiderio della carne. Quel desiderio che mise in azione anche la sua carne, come la parola di Dio ci insegna in Prima Giovanni. Quando la scrittura dice chiaramente: "Perché tutto ciò che è nel mondo: la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l'orgoglio della vita non viene dal Padre, ma dal mondo. Il mondo passa con la sua concupiscenza. Ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno".

Appiana il sentiero dei tuoi piedi. E tutte le tue vie siano ben stabilite. Non deviare né a destra e né a sinistra. Ritira il tuo piede dal male. Non deviare. Vedete fratelli, io devo purtroppo essere ripetitivo con quanti non vogliono capire ancora. Che la scrittura ci insegna che noi siamo stati affidati a un libro. Dove la nostra guida si trova. Senza quel libro noi guarderemo a destra e guarderemo a sinistra.

Chi ha timore di Dio tiene al libro, alla parola. Chi non ha timore di Dio cammina secondo i suoi sensi. La sua anima non ha sotto custodia, non ha sotto protezione il suo cuore. È scritto nel primo libro di Giosuè: "Sii forte e coraggioso. Perché tu metterai questo popolo in possesso del paese che giurai ai loro padri di dare loro". Una condizione però disse Dio a Giosuè: "Solo sii forte, molto coraggioso. Cercando di agire secondo tutta la legge che Mosè, mio servo, ti ha prescritto. Non deviare da essa, né a destra né a sinistra. Affinché tu prosperi dovunque andrai". Che cosa abbiamo letto nei Proverbi al versetto 27? "Non deviare né a destra e né a sinistra". Se i tuoi occhi non guardano dritto, vuol dire secondo le scritture che facilmente fai un deragliamento. Esci fuori strada.

E tornando al nostro re Giosia, di cui abbiamo parlato giovedì, possiamo vedere come la parola si confronta con se stessa, come si completa. Ed è qualcosa che per noi ci aiuta a confrontarci per seguire. Perché il popolo camminava secondo le sue voglie. La parola di Dio dice: "Dalla bocca del sacerdote precede la legge dell'Eterno". Il sacerdote aveva la parola di Dio, la legge di Dio nel tempio. E nemmeno la sapeva dove stava.

Giosia dall'intuito del suo cuore capì che doveva riformare la casa del Signore. E attraverso quel pensiero che Dio mise nel cuore di questo ragazzo si trovò la parola. E quando Giosia sentì la parola di Dio allora capì qual era la strada che si doveva seguire.

Se Giosia non avesse trovato quella parola sarebbe rimasto come si dice nell'ignoranza. Ma portò addirittura tutto il popolo, compreso i sacerdoti, a seguire la legge dell'Eterno. Così sta scritto: il libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca. Medita su di esso giorno e notte, cercando di agire secondo tutto ciò che è scritto. Perché allora riuscirà nelle tue imprese. Allora prospererà.