Cristo Crocifisso — la saggezza di Dio
Dio abita in mezzo alla lode del suo popolo. E ieri ho sentito una frase che non avevo mai letta da un santo uomo di cui senti parlare spesso da questo pulpito: Santo Agostino di Ippona. Agostino diceva: "Chi canta prega due volte". Ora è importante questo fatto che ho sentito. Ho voluto scoprire che cosa significhi questo: chi canta prega due volte. Pensate anche voi su questo per capire che cosa quest'uomo, che era un uomo di Dio, avrebbe voluto dire.
Ora è chiaro che qualche volta non tutti pregano nella chiesa. Però se uno canta alla fine è come se pregasse due volte. Un buon significato. "Canterò finché la voce avrò". Io ce n'ho un po' meno stamattina. Ma canto lo stesso perché so che noi siamo venuti in questo luogo per adorare il Signore. Amen.
Siamo venuti per dare gloria a Dio. Questo è importante. Non siamo venuti soltanto per fare numero, per riscaldare la sedia, ma per essere partecipi della comunione fraterna, per invocare il nome di Gesù e perché possiamo sperimentare la sua presenza.
Oggi è un giorno particolare. La Bibbia dice che la domenica è stata fatta per l'uomo, non l'uomo per la domenica. Quindi quale privilegio Dio ha dato all'uomo perché si potesse riposare. Ma in quel riposo, in quel giorno di riposo, noi possiamo lodare, glorificare il Signore per tutte le opere meravigliose che lui ha fatto nella nostra vita.
Perciò approfittiamo di ogni opportunità che ci porta a glorificare Dio e a onorarlo, qualcosa di speciale. Unicamente perché la scrittura dice chiaramente: "Io onoro tutti quelli che mi onorano". Non vuoi tu onorare il Signore, il creatore di tutte le cose, colui che ha lasciato la gloria celeste per scendere su questa terra per te?
Colui che ha versato la sua vita, colui che ha pagato un prezzo perché potessimo ricevere vita eterna ed essere perdonati dai nostri peccati? È una parola difficile oggi, no. La parola "peccato" non si nomina più in questo mondo. Eppure a motivo del peccato l'uomo e la natura soffrono.
A motivo del peccato dell'uomo, del primo uomo, è venuta la morte. È venuta la malattia. È venuta la sofferenza. Ma per un altro uomo, per mezzo di Cristo Gesù, è venuta la vita, la grazia. E questo è importante. Noi siamo stati salvati per grazia mediante la fede. E ciò non viene da voi, dice la scrittura. Questo è un dono di Dio.
Non vogliamo noi stimare questo dono? Sapendo che colui che ha pagato non aveva nessuna colpa. Ma chi doveva pagare per il peccato non eri tu. E non ero io. Invece la scrittura dice chiaramente: "Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unico Figlio, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna". Alleluia.
E allora fratelli, ci alziamo in piedi e continuiamo ancora con la lode e con l'adorazione.
Voglio leggere con voi stamattina in Prima Corinzi al capitolo 2. E voglio iniziare con i primi due versetti di ciò che Paolo dice. L'apostolo Paolo dice a questi fratelli: "Anch'io, fratelli, quando venni da voi, non venni con eccellenza di parola o di sapienza,
annunziandovi la testimonianza di Dio. Perché mi ero proposto di non sapere fra voi altro se non Gesù Cristo e lui Crocifisso". Amen.
Vediamo qui che da questi due versetti possiamo dedurre che un tempo quando si andava a portare l'Evangelo alle nazioni, ai popoli, non si preannunciava come oggi, no. Attraverso i mezzi di comunicazione, locandine e tutto quello che noi sappiamo. "Deve venire il tale fratello a Roma". E ti dicono la data. E quindi tutte le chiese si organizzano. Tutto è un'organizzazione, no. Questo è un po' la chiesa oggi. Un'organizzazione.
Una volta invece era diverso. Non c'erano tutti questi mezzi come vediamo. Paolo si propone una cosa che non c'è oggi. E noi diciamo: "Ma oggi le persone sono un po' insensibili all'Evangelo". Una volta non era così.
Io credo che i tempi non sempre sono cambiati riguardo alla salvezza e al modo di evangelizzare. Paolo si era proposto di annunziare la parola di Dio a Gesù Crocifisso. Tu devi immaginare che Paolo va a Corinto, in una nazione pagana, dove non hanno mai sentito parlare di Gesù. Conoscevano forse un Dio sconosciuto come dice la parola di Atene. I greci. E Paolo deve andare lì, presentarsi e parlare di un uomo debole, di un uomo che è stato Crocifisso.
Ma allo stesso tempo doveva dimostrare che quest'uomo era anche il Dio vivente, il creatore di tutte le cose. Portare a un popolo pagano, con una mente naturale, fargli comprendere che attraverso un uomo che è stato Crocifisso, è stato portato al macello come una pecora muta davanti a chi la tosa, come dice in Isaia 53. E pensare che quell'uomo è il salvatore del mondo. Devi entrare nelle menti delle persone naturali per far loro capire questo concetto.
Ma com'è possibile? Del resto perché vi dico questo? Perché Paolo specifica benissimo a questi fratelli dicendo: "È piaciuto a Dio di salvare quelli che credono mediante la follia della predicazione". La follia della predicazione, non un'organizzazione. Poiché dice Paolo: "I Giudei chiedono un segno. I greci cercano sapienza. Ma noi predichiamo Cristo Crocifisso, che è scandalo per i Giudei e follia per i greci".
Come fai a portare un Cristo in mezzo a gente che non ha mai sentito parlare di un uomo che ha lasciato la gloria celeste per scendere sulla terra, portare un insegnamento all'umanità per la loro salvezza, e poi fargli capire che per mezzo di lui non morirai? E se morrai, dopo la morte ci sarà una vita eterna?
Allora uno dice: "Va bene fratello, ma prima era così che Paolo predicava." Prima i cristiani predicavano così. Giusto. Oggi i cristiani per farsi credere, per cercare di portare qualche anima a Cristo, se è possibile, cercano delle vie traverse. Cercano di fare un grande palco, mettere una musica più o meno come al giorno d'oggi, con strumenti non classici.
Sai, lo strumento di Clelia, il violino di Daniela, no — chitarre forti, elettriche, strumenti elettronici, casse che si sentono a chilometri, cantanti vestiti non con verecondia. Le donne o gli uomini. Mi ricordo di aver assistito un giorno a una cosa del genere. E così succede che i giovani devono portare altri giovani. E allora devono essere simili, no, nel vestire, nel cantare, anche nel predicare. Oggi sono più frequenti. Li chiamano uno spettacolo per non rendere l'Evangelo pesante.
E io dico: Paolo, ma che stai dicendo a Corinto? In un paese pagano. A Efeso dove si adorava la dea Diana? In questi paesi tu vuoi portare la notizia di una persona che è stata Crocifissa, che è stata sulla croce con tutta la sua debolezza? Non è un eroe. Non è un re. Non è un imperatore. Non è un uomo che ha liberato il popolo. Non è un uomo potente in parole.
È un uomo che si è lasciato Crocifiggere. Come fai a spiegare alle persone con la sapienza umana? E così noi pensiamo oggi di portare l'Evangelo in una maniera nuova, diversa, più progressiva in modo che non ci dicano che siamo dei bigotti, no. Ancora siamo matti, indietro.
Quindi immaginate che l'Evangelo e la verità sono stati sparsi da un uomo in quella che era una realtà lontana dove c'era un paganesimo assoluto. Da Paolo. Da quella predicazione di un Cristo Crocifisso. Questo si era proposto.
Quindi Paolo quando è andato di là ha parlato agli uomini della salvezza. Ha parlato di Gesù. Di come lo hanno trattato. Perché i grandi di questa terra, dice Paolo, lo hanno trattato senza aver conosciuto chi è lui. E perciò dice chiaramente che se l'avessero conosciuto, se avessero saputo chi era Gesù, non l'avrebbero Crocifisso.
Ma non l'hanno riconosciuto perché hanno pensato che fosse un ciarlatano. Un uomo che voleva acquistare le persone così, con qualche segno, qualche prodigio. Questo fanno i savi di questo mondo, i grandi. Invece il mondo è stato cambiato da un predicatore umile. Nemmeno un esercito. Nemmeno un'arma per poter dire: "No, niente".
Verso 9 del capitolo 2 leggiamo: "Ma come sta scritto: le cose che occhio non ha visto, che orecchio non ha udito, e che non sono salite in cuor d'uomo, sono quelle che Dio ha preparato per quelli che lo amano". Come sta scritto? Paolo non poteva prescindere dalle scritture. E non lo dobbiamo fare nemmeno noi.
Non vi sognate che per portare un'anima a Gesù dobbiamo prendere dei contorni particolari. Ho sentito una testimonianza di un uomo che si è convertito in un carcere. E non è molto lontano. È una buona testimonianza qui a Tuturano. Ha letto la parola di Dio. Ha sentito l'Evangelo. Lo spirito santo è entrato nel suo cuore e si è convertito a Cristo in una maniera potente, tremenda.
Che cosa ha potuto fare l'uomo per convincere un altro uomo? Niente. Questa è l'opera di Dio. Questo è quello che il Signore può fare. E non c'è distinzione di uomini. Perché Dio non è parziale. La grazia, dice la scrittura, è scesa su tutti gli uomini. Su tutti gli uomini. Dipende se l'uomo accetta oppure rifiuta.
Ma quel che per noi è importante è che noi vediamo quando opera lo Spirito Santo. Le cose che occhio non ha visto gli uomini devono dimostrare, devono vedere. Altrimenti non credono. La parola invece ci insegna: "Beati quelli che non vedono ma credono". Le cose che occhio non ha visto, dice Paolo che ha scritto anche in Isaia, e che orecchio non ha udito sono le cose che Dio ha preparato per quelli che lo amano, non per tutti.
Mi dispiace dirlo anche a alcuni cristiani, ma Dio le ha preparate per quelli che lo amano. Quelli che ci mettono il cuore. Quelli che lo onorano. Quelli che ubbidiscono alla sua parola. Per quelli Dio ha preparato quelle cose. Quello che Gesù disse ai discepoli: "Io vado a prepararvi un posto. E dove sarò io sarete anche voi". La scrittura ci insegna questo. Le cose più preziose. Dio però dice al verso 10: "Quelle cose però le ha rivelate a noi per mezzo del suo spirito".
Perché lo spirito investiga ogni cosa. Anche le profondità di Dio. E allora cari fratelli, fermiamoci un momento a riflettere. Dio le ha rivelate a noi. E noi chi siamo? Siamo diversi dagli altri? Siamo speciali rispetto agli altri? No, non è questo. Ma quel che conta davanti agli occhi del Signore è che noi siamo privilegiati per un semplice motivo. Non perché siamo migliori degli altri, ma perché abbiamo per la grazia sua deciso di accettare Gesù nella nostra vita.
Di assumere un'identità diversa. Cioè essere partecipi della natura divina. E attraverso la nuova nascita, dice la scrittura. Dio le ha rivelate a noi. Senza lo Spirito Santo l'uomo non capirà. Ed ecco perché Paolo comincia a fare una distinzione. In modo che anche i cristiani, non solo di questa chiesa, ma di tutto il mondo, capiscano che senza la natura divina le cose spirituali non si possono comprendere.
Perciò qualche volta mi rende difficile. Faccio un errore. Perdonatemi. A spiegare cose che gli altri non riescono a capire. Ma non perché io sia qualcosa di speciale. Però ho capito una cosa: dipende dal livello di spiritualità che ha l'altro se possa comprendere. Altrimenti potrebbe anche malcomprendere. Pensate a Gesù.
Quando Gesù disse: "Io parto e vado dal Padre". E i discepoli si turbarono; anziché ricevere gioia da questo, loro si turbano. E Gesù dice: "Ma perché il cuore vi si è riempito di tristezza? Che cosa vi ho detto se non cose belle? Cose che non si vedono? Ho detto che voi starete un giorno con me, dove vado io starete voi". Ma questo portò un turbamento.
Perché ancora i discepoli avevano molto della vecchia natura e non capivano le cose spirituali. Perciò Gesù quando parlava non sempre era compreso. Oggi la stessa cosa accade. Perché quando Gesù parlava, parlava in maniera spirituale. Anche se era un uomo che parlava in modo molto semplice, non faceva discorsi teologici di grande valore o di grande erudizione. No, niente di tutto questo; ce lo spiega benissimo Paolo.
Quando dice: "Chi tra gli uomini infatti conosce le cose dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui? Così pure nessuno conosce le cose di Dio se non lo spirito di Dio". E io dico: come facciamo a conoscere queste cose? Le vorremmo conoscere un po' di più. Perché dice: "Le cose che occhio non ha visto, che orecchio non ha udito, non sono salite nel cuore dell'uomo".
Noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo. Ma lo spirito che viene da Dio. Affinché conosciamo le cose che ci sono state donate da Dio. Insisto perché è necessario che uno rinasca e riceva un'altra natura. Altrimenti non capirai le cose di Dio.
Se tu parli a una persona della parola di Dio e gli dici le cose di qua, quella persona, per quanto sapiente sia, non le capisce. Dici tu: "Ma com'è possibile? È una persona intelligente e non capisce la parola di Dio?". È certo. È proprio così. Perché lo dice la scrittura, non lo dico io, fratelli.
"Guardate la vostra vocazione. Poiché non ci sono tra voi molti savi secondo la carne, non molti potenti e non molti nobili. Ma Dio ha scelto le cose stolte del mondo per svergognare le savie. Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti. E Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose spregevoli, le cose che non sono, per ridurre al niente quelle che sono. Affinché nessuna carne si glori alla presenza di Dio".
Quindi Dio ha scelto te. E ha scelto me. Che agli occhi del mondo non sei nessuno. Ma agli occhi di Dio sei di grande valore. E Dio ti vuole rivelare le cose. Se sei interessato a sentire ciò che Dio vuol dire. Ma sono cose che non si vedono.
Paolo quando dice le cose che non si vedono e occhio non ha visto, non sta parlando di cose materiali. Sta parlando di doni spirituali. Del resto lo sentiamo dopo: "Di queste cose noi parliamo, non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo spirito santo, esprimendo cose spirituali con parole spirituali".
Capite perché molti non comprendevano Gesù? Perché le parole che uscivano dalla bocca di Gesù erano spirito e vita. Tu non ti devi meravigliare quando evangelizzi e qualcuno non ti comprende. Perché finché non gli viene aperta la mente, il cuore di quella persona, non capirà le cose che tu gli stai dicendo. Ma attenzione, almeno su questo vorrei avvisarti anche se lo sai, ma lo voglio ripetere.
Quando Paolo si è proposto di portare Cristo alle persone, potete immaginare che non ha parlato in maniera teorica, no. Paolo ha parlato di Cristo nella sua vita. Quello che ha fatto nella sua vita: "Io ero un bestemmiatore. Ero un delinquente. Ero un uccisore di uomini. Ma Dio ha fatto grazia". Questo Dio ha mostrato chi era Gesù attraverso la sua vita. Con la sua testimonianza.
Ecco quali furono le parole di Paolo. Questo fu quello che convinse le anime a venire a Cristo. E tu ti immagini che una persona che non aveva un opuscolo da mostrare ai pagani, con la sua vita, con la sua testimonianza, ha portato intere nazioni al Signore?
Allora che cosa conta oggi? L'organizzazione o il fuoco che deve bruciare dentro? La testimonianza? Va e racconta le cose che Dio ha fatto per te. Allora vedrai se l'altro non è più aperto e dirà: "Ma com'è che sei cambiato? Com'è che non sei la persona di prima?". Specialmente chi ti conosceva. "Com'è mai vi comportate in una certa maniera?".
"Non sono più io che vivo," disse Paolo. "Ma è Cristo che vive in me". E quando Paolo è andato a Corinto, sentite come dice lui: "La mia parola e la mia predicazione non consistettero in parole persuasive di umana sapienza, ma in dimostrazione di spirito e di potenza". Dimostrazione di spirito e di potenza. Non sapienza umana.
Non studiare come fare, come organizzare, come fare convegni e concerti per portare qualche anima al Signore. Se non brucia il fuoco. Se non è lo spirito santo a operare potentemente. Quanti sforzi si possono fare? Quante organizzazioni? Quante comunicazioni? Il cuore degli uomini rimarrà chiuso. Ma non perché sono uomini che non lo accettano. È perché oggi gli uomini vogliono vedere. Non vogliono più sentire.
Perché tutti sanno parlare. Sanno parlare pure bene, a volontà. Ma Paolo dice: "Io non ho voluto fare questo." Benché io fossi un dottore della legge, benché conoscessi la legge e fossi irreprensibile. Paolo poteva insegnare la legge. Andare a Corinto, ad Efeso, in Galazia. Ma lui non ha fatto così. Lui ha portato Cristo Crocifisso. Questo era l'uomo che aveva fatto l'esperienza con Dio".
Ecco perché Dio ha messo la sua mano. Perché quando Dio vuol salvare salva a modo suo. Non come noi pensiamo. Quando Dio apre il cuore di una persona, la sua misericordia arriva su quella persona. Quella persona riconosce la sua vita. Riconosce il suo peccato. Riconosce la sua trasgressione. E a motivo di questo le anime si convertono.
Ora l'uomo naturale, dice il verso 14: "Non riceve le cose dello spirito di Dio. Perché sono per lui follia e non le può conoscere. Perché si giudicano spiritualmente". Vai a spiegare a un bambino. Tu mi parli sempre di Gesù, nonno. Ma io non lo vedo. Intanto i bambini dicono sempre così, no? Pure i genitori parlano di Gesù. Ma i bambini sono bambini, no. Vorrebbero vedere questa persona di cui parliamo.
Come facciamo a sapere che Dio esiste? Come facciamo a sapere che Gesù è vivo come voi dite? Come si fa? È proprio per questo quello che abbiamo letto all'inizio. Che un marito che non è credente quando vede il comportamento e la testimonianza della donna si ferma. La contempla. E dice: "Gesù è nel cuore di questa donna. Gesù ha fatto una grande opera in questa donna".
E Gesù la fa anche in te quando parla la tua vita. E questo è come dimostrare agli altri che Gesù è vivente. Non puoi farlo con la stessa maniera che gli altri pensano. L'uomo naturale non riceve le cose dello spirito. Perché sono follia. Ed è vero. Sono follia.
Penso ai giorni di oggi, cari fratelli. Non puoi dire che l'aborto è un omicidio. Possiamo dirlo perché siamo in diretta. Non puoi parlare perché l'omosessualità è un peccato orribile davanti a Dio. Questa è follia. Tu stai parlando spiritualmente. Di cose della parola che Dio vieta. L'uomo naturale non ti comprende.
Anzi l'uomo naturale dice: sei matto. Ma che cosa stai dicendo? I tempi non sono più quelli di una volta. Oggi due uomini possono benissimo sposarsi. Due donne lo stesso. Non c'è bisogno più che un bambino abbia un padre e una madre. Sono tutti e due genitori.
Sapete qual è l'altra astuzia degli ultimi tempi che il mondo dice così? L'importante che ci sia l'amore nella famiglia. Bello. Interessante. Così si vuole togliere ciò che Dio ha creato. Parla spiritualmente alle persone oggi, alle istituzioni. E di' le cose che tu devi dire secondo la parola. Ti creerai molti nemici.
Ha provato un fratello che sta al governo a parlare sull'omosessualità. L'hanno snobbato. Hanno detto: "Ma tu sei pazzo. Ma che stai dicendo?". Anzi, stai attento. Hanno usato poi tutti i termini. Questi sono i giorni che noi viviamo. Quindi come puoi sperare di parlare in maniera naturale a chi non ti comprende?
Veniamo alla conclusione di ciò che stiamo dicendo. "Ma colui che è spirituale giudica ogni cosa. Ed egli non è giudicato da alcuno". Ho sentito ieri la testimonianza di un sacerdote che ha detto: "Perché non dovremmo accettare gli omosessuali nella comunità? Perché non dovremmo accettare gli omosessuali che fanno questo, che fanno quest'altro?".
Io non ce l'ho. Attenzione che qualcuno non comprenda diversamente. Non ce l'ho con gli omosessuali. Perché anche loro hanno bisogno di Gesù. Ma per dire come oggi la religione così chiamata cristiana contraddice la parola di Dio. Per l'umanesimo pure. Per dire: sono uomini anche loro, sono donne anche loro. Ma non si parla di peccato, no.
Il peccato non lo devi più nominare. Invece davanti agli occhi di Dio è il peccato che ha corrotto questa società. E non si comprende più niente. L'uomo ha pensato di mettere Dio in un angolo e fare tutto ciò che gli passa per la mente. E così tutto diventa normale. E se tu parli spiritualmente non sei una persona normale. Questi sono i tempi che stiamo affrontando.
"Ma colui che è spirituale giudica ogni cosa. Ed egli non è giudicato da alcuno". Perciò non aver timore di giudicare le cose spirituali. Perché la scrittura lo dice a te: non ti può giudicare nessuno. Lascia che l'uomo ti possa anche condannare. Ma finché tu sei dalla parte della verità, alza la bandiera della verità e non aver timore.
Perché i tempi sono cambiati. Non vale a nulla che i tempi sono cambiati. L'importante che la parola di Dio sia portata avanti come un vessillo. Come una bandiera. Perché Dio non cambierà. Statene certi.
Dio ha salvato mediante il messaggio dell'Evangelo. Anzi Paolo dice mediante la follia della predicazione. Continuerà a salvare le anime in questa maniera: con la predicazione di Cristo Gesù. Di Cristo Crocifisso. Questo farà ancora il Signore. Statene certi.
Ma noi non cambiamo le cose. Non troviamo scorciatoie. Non ci servono scorciatoie. Noi dobbiamo proclamare la verità. E questo è importante. Ciò che sta scritto in questo libro, la parola di Dio, è la verità. E Gesù ha detto: "Io sono la via. La verità. E la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me".
Non troviamo altre vie. Uno è la via. E perseguiamo quella via. Porta la tua testimonianza alle persone. Ciò che Gesù ha fatto per la tua vita. Come ti ha cambiato. Come Paolo ha detto. Perché prima era un bestemmiatore che odiava tante persone. Poi Gesù lo ha cambiato. Può Gesù cambiare una persona così? Certo.
Dio non fa differenza sul peccato di una persona. Non fa differenza. Dio salva. E basta. Infatti: "Chi ha conosciuto la mente del Signore per poterlo ammaestrare?". Noi abbiamo la mente di Cristo. Non è un vanto. Non una mente superiore. Ma una mente che sa parlare. Che sa discernere.
La mente di Cristo è una mente pura. Una mente che vede le cose in maniera spirituale. Non in maniera naturale. Perciò se la tua natura non viene trasformata sarai un uomo normale come tutti gli altri. Non potrai discernere le cose che occhio non ha visto. Che orecchio non ha udito. E che non sono state toccate da mano d'uomo.
Ma quelle cose Dio le ha preparate per noi. Oggi perciò, fratelli. Forza, coraggio. Andiamo avanti con timore e tremore. Sapendo che l'opera del Signore non è tua. E che lo Spirito Santo può fare di te uno strumento nelle sue mani. Non guardare intorno a te. Perché le persone sono diventate indifferenti.
Ai tempi di Paolo a Corinto nessuno conosceva Gesù. Quando ci è andato Paolo. E Gesù gli ha aperto una porta. Allora le anime hanno cominciato a conoscere la salvezza. Si sono convertite a Cristo. Sono nate delle chiese. E il mondo di allora è stato portato alla conoscenza di colui che ha versato la sua vita per ogni uomo su questa terra.
Che Dio possa benedirci. Amen.