Il valore inestimabile della devozione a Cristo

Voglio leggere con voi una storia che conosciamo molto bene, una storia molto semplice scritta nel Vangelo di Giovanni. È la storia di Maria, sorella di Lazzaro, che unge i piedi di Gesù rompendo un vaso di alabastro. È scritta nel Vangelo di Giovanni al capitolo 12.

Leggiamo tutta la storia per averla presente nella nostra mente interamente. Giovanni capitolo 12, verso 1 dice: "Gesù dunque, sei giorni prima della Pasqua, si recò a Betania dove abitava Lazzaro, colui che era morto e che egli aveva risuscitato dai morti. E qui gli fecero un convito. Marta serviva e Lazzaro era uno di quelli che erano a tavola con lui. Maria allora prese una libra di olio profumato di nardo autentico di gran prezzo, unse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli e la casa fu ripiena del profumo di quest'olio. Allora uno dei discepoli, Giuda Iscariota figlio di Simone, quello che stava per tradirlo, disse: Perché non si è venduto quest'olio per 300 denari e non si è dato il ricavato ai poveri?

Ora egli disse questo non perché si curasse dei poveri, ma perché era ladro e teneva la borsa e sottraeva ciò che si metteva dentro. Gesù dunque disse: Lasciala. Essa l'aveva conservato per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me. Intanto una gran folla di Giudei seppe che egli era là e venne non solo a motivo di Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che gli aveva risuscitato dai morti. Or i capi dei sacerdoti deliberarono di far morire anche Lazzaro, perché a motivo di lui molti lasciavano i Giudei e credevano in Gesù."

Questa è una storia straordinaria, molto semplice. Ma se riflettiamo su alcuni particolari che voglio condividere con voi questa mattina, possiamo apprendere alcune cose che possono far bene alla nostra vita. Due cose risaltano particolarmente alla mia attenzione: il valore di questo profumo che Maria rompe e versa sui piedi di Gesù, e il valore di questo gesto che voglio condividere con voi.

Intanto, il valore di questo profumo. Questo profumo era chiamato nardo, un profumo prezioso che aveva delle particolarità. Era un profumo regale per persone ricche, era qualcosa che veniva coltivato sugli Himalaya e veniva prodotto in Oriente. Quindi veniva da molto lontano ed era molto raro, di poca quantità, e per questo motivo aveva grande valore. La Bibbia dice qui che era venduto per 300 denari. Voglio soffermarmi con voi sul valore di questo denaro, perché così possiamo comprendere la potenzialità di questo denaro, che cosa si poteva comprare in quel tempo.

Con 300 denari si poteva comprare uno schiavo. Quindi era una cifra abbastanza considerevole. Con 300 denari equivaleva allo stipendio di un soldato dell'esercito romano per lo spazio di un anno. Quindi era lo stipendio di un anno intero. Immaginate quanto poteva essere rilevante. Se calcoliamo approssimativamente 1000 euro al mese per 12 mesi sono 12.000 euro. Anche se vogliamo dire la metà, rimane comunque una grande cifra. Se vogliamo ancora sottrarre qualcosa, diciamo un quarto di 12.000, parliamo di circa 3000 euro. Effettivamente è un profumo abbastanza costoso.

La quantità di questo profumo era considerevole. L'equivalente, per darvi un termine di paragone, era come una lattina di coca-cola, cioè 0,33 litri. È una grande quantità. Noi compriamo oggi il flacone più grande che possiamo trovare di un profumo ed è 100 ml, quindi è tre volte il massimo di una porzione di profumo che noi acquistiamo oggi. Oggi esistono profumi di questo valore, anche 2000 o 3000 euro, soprattutto considerando la grande quantità.

Quando tu ti metti un po' di profumo, che cosa fai? Metti qualche spruzzo e hai finito. Qui invece la Bibbia dice che Maria prese questo vaso, lo ruppe e lo versò interamente sui piedi di Gesù. Immaginate quanto profumo riempiva la stanza per una proporzione del genere. Era una cosa di grande valore quello che Maria fece.

Se comprendiamo il valore di questo profumo, possiamo capire che importanza poteva avere per i discepoli che assistevano a questa scena, e soprattutto per Giuda che aveva un occhio molto attento al denaro, visto che gli piacevano tanto i soldi. Lui aveva fiutato l'affare. E lui disse: "Che peccato! Che spreco! Si poteva prendere questo profumo e venderlo e ricavare una grossa quantità di denari!"

Immaginate che questo ragionamento è logico. È un discorso che ha una sua razionalità. Sprecare, buttare di botto una così grande quantità di profumo. Effettivamente si poteva evitare, usare qualche goccia di profumo e poi il resto venderlo e ricavare denaro. Ha una sua logica. Lasciamo stare che lui aveva altri interessi, altre motivazioni, ma il ragionamento poteva reggere in teoria.

Il mondo ragiona in questi termini, e forse anche noi possiamo ragionare in questi termini sulle cose di Dio, sulle cose spirituali. Non sono completamente sbagliate queste ragioni. Noi, quando facciamo un ragionamento, siamo divisi tra ciò che la razionalità e la logica del mondo umano ci dice di fare, e quella che invece è la spiritualità di cui noi siamo impregnati e ne dobbiamo far parte.

Giuda, vedendo questo profumo, ragionava carnalmente, umanamente, secondo una logica del denaro. Gesù non disse che il suo ragionamento era sbagliato, perché non disse "Lascia stare i poveri". Gesù pensava ai poveri. Giuda pensava a ricavare denaro, nascondendosi dietro a questo ragionamento logico per ricavare il suo guadagno. Ma Gesù pensa ai poveri e dice: "I poveri li avete sempre con voi". È vero. "Ma la mia persona non è sempre con voi". C'è un ragionamento diverso in ballo in questo momento, c'è una ragione più alta. "Lei ha conservato questo profumo per il giorno della mia sepoltura."

Soffermiamoci a guardare il valore delle cose che umanamente e spiritualmente a volte ci troviamo dinanzi. Quando tu spendi del tempo per il Signore, il mondo ti dice: "Ma lascia stare tutto questo tempo che tu spendi in chiesa, a prepararti per suonare, a prepararti per studiare la parola di Dio, a servire il Signore, a lavorare con i fratelli, ad evangelizzare, a parlare con gli altri di Gesù. È tempo sprecato. Potresti fare qualcosa di più produttivo, dedicarti al tuo lavoro, alla tua famiglia, alle tue necessità, che sono cose giuste che tu devi fare."

Ecco questo equilibrio. Noi dobbiamo stare attenti a questa cosa, essere molto equilibrati tra ciò che umanamente viviamo in questa terra e la dimensione spirituale. Abbiamo delle necessità umane che dobbiamo adempiere: la nostra famiglia, il nostro lavoro, sono cose che noi dobbiamo fare. Ma c'è anche qualcosa di diverso: c'è una spiritualità che noi dobbiamo coltivare. E quello che il Signore ci dice: stare attenti. Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio. Quindi non il solo pane, ma anche il pane spirituale. Non solo la vita materiale, ma anche le esigenze dello spirito. E dobbiamo avere questo giusto equilibrio.

Il mondo ha la sua logica di non spendere. Quando tu spendi la tua vita per Gesù, quando tu spendi i tuoi anni per il Signore, secondo la logica umana sono anni sprecati. Quelli invece sono gli anni più belli. Come proprio nella storia di Maria e Marta. Marta si preoccupava di servire a tavola, mentre Maria stava lì seduta ad ascoltare Gesù. Gesù dice: "Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta." Non è male che tu serva a tavola, è una cosa che devi fare, bisogna cucinare e così via, ma Maria ha scelto la parte migliore.

Come si trova sempre confermato nella scrittura! Gesù non nasconde questa cosa. E a volte l'uomo carnale, l'uomo che è lontano da Dio, nasconde le sue priorità dietro alle cose sociali. Cioè, si preoccupa dei poveri, e si accontenta di operare soltanto nel sociale come se il sociale potesse risolvere tutto. E diciamo così: "Abbiamo fatto, siamo buoni, abbiamo fatto le nostre opere e siamo contenti di quello che abbiamo fatto." Ma qui la scrittura ci dice qualcosa di più. Non solo i poveri dobbiamo curare, ma riconosciamo che "i poveri li avete sempre". Per tutto il resto del tempo, spendetelo per i poveri. E Gesù dice: "In questo momento ci sono io." E questo è ciò che lei fece, lo conservò per il giorno della mia sepoltura.

Questo è il valore che il mondo dà a certe cose, mentre noi invece dobbiamo pensare diversamente. Dobbiamo provare a pensare diversamente, come il Signore ci suggerisce. La parte più bella è il valore che invece Maria dà a questo gesto, e questa è la parte più gloriosa di questo brano di scrittura.

Dobbiamo pensare che non è mai troppo fare un'offerta del genere al Signore. Non è mai troppo quello che tu spendi per Dio. Non è mai troppo il tempo che tu spendi per il Signore. Non è mai troppo la lode che tu puoi dare al Signore. Non è mai troppo quello che tu puoi offrire al Signore. Penso che se potessimo domandare a Maria oggi: "Che cosa avresti dato tu a Gesù?" Non solo questo profumo, ma molto altro, ancora di più.

Lei l'aveva preso questo profumo e l'aveva conservato. Aveva questo profumo in casa sua, l'aveva messo da parte e diceva: "Un giorno io lo userò. Un momento speciale io lo userò." C'è una cosa importante che dobbiamo prendere da questo brano di scrittura. Quando Giovanni scrive qualcosa, è profondo e preciso. Giovanni, quando scrive il suo Vangelo, se vi soffermate a guardare i particolari, è straordinario di una semplicità incredibile ma di una profondità eccezionale.

Dice così: quando noi leggiamo questo brano nel capitolo 12, la resurrezione di Lazzaro Giovanni la racconta nel capitolo 11, nel capitolo precedente. E lui dà qualche riferimento. Dice: è Lazzaro che lui ha risuscitato dai morti. Lo ricorda sempre.

E quando Giovanni racconta la resurrezione di Lazzaro, se voi leggete al capitolo 11, dice che Maria è quella che unse di olio profumato il Signore, asciugò i piedi con i suoi capelli. Questo quando sta per raccontare la resurrezione di Lazzaro. Immagina ciò che poteva esserci nella mente di Maria.

Maria fa questo gesto dopo aver avuto nella sua vita un miracolo straordinario: quello della resurrezione del fratello. Queste storie, se vogliamo, sono legate insieme. Sono una conseguenza dell'altra. Sono l'una legata all'altra. C'è come un link. Nel computer , tu clicchi su una cosa per aprire un'altra finestra, e le due finestre sono collegate.

Maria fa questo gesto perché aveva sperimentato qualcosa di glorioso nella sua vita. Voglio invitarvi a riflettere in questa mattina. Se tu, come Maria che ha gustato la resurrezione del fratello, anche tu potessi sperimentare un miracolo di questa proporzione, se un tuo figlio, marito, moglie, fratello, una persona a te cara si ammala, muore, sta quattro giorni nella tomba, arriva Gesù, lo toglie fuori e lo risuscita. Che cosa accade? Che cosa può accadere nella tua vita? Che cosa accade nel tuo cuore? Quando tu vedi Gesù di nuovo, che cosa faresti? Tu ti butteresti ai piedi di Gesù e potresti dire: "Mio Signore, mio salvatore, mio re, mio Dio!" Tu avresti una visione completamente diversa di Gesù.

Quando dobbiamo riferirci alla resurrezione di Lazzaro, al discorso che leggiamo con Gesù e Maria, Gesù chiede a Maria: "Credi tu che tutte le cose sono possibili?" Maria dice: "Sì." "Tu credi che il tuo fratello può risuscitare?" "Sì, negli ultimi giorni, al giorno della resurrezione." Gesù le dice: "No, no. Oggi tuo fratello può risuscitare. Tu credi che io sono la resurrezione e la vita?"

Vedete, Maria aveva fede. Marta dicono tutti e due la stessa cosa più o meno. No, avevano fede, ma avevano un tipo di fede, avevano una concezione teologica, una conoscenza di Gesù. Ma Gesù le porta a un livello più alto. E quando Maria arriva a questo livello, poi fa questo gesto. È chiaro che lo fa.

Io penso che ognuno di noi potrebbe dire: "Gesù, prendi la mia giacca. Prendi la mia auto. Prendi il profumo, prendi i miei denari. Prendi tutta la mia vita, prendi tutto il mio cuore, Gesù, perché tu sei il mio Signore, il mio salvatore, il mio Dio." Quando tu arrivi a questo livello, allora sì che le cose cambiano.

Questo è l'incoraggiamento che questa mattina vi faccio. Non restare a pensare di aver sperimentato Gesù Cristo fino a un certo punto. Quando la scrittura dice: "Sì, io credo. Nell'ultimo giorno." No. La vita eterna che noi abbiamo dentro di noi, dice la scrittura, è già, è già dentro di noi, perché Gesù è dentro di noi e Gesù è la vita. E Gesù è la resurrezione. Dice la scrittura che chi ha conosciuto il Signore è passato dalla morte alla vita. Quale vita? La vita di questa terra? No, assolutamente no. La vita eterna, la vita spirituale, quella vita che solo Dio può dare, la vita eterna di Gesù Cristo. Fratello, sorella, è già dentro di te.

Lasciatemelo gridare, e penso che ne vale tutta la pena. È già dentro di noi.

Quando Maria fa questo gesto, dice l'uomo carnale: "Che spreco!" L'uomo carnale non lo può comprendere. Solo un uomo spirituale che ha sperimentato alcune cose può comprendere. Mi ricorda questa cosa il re Davide, che dice così, che noi leggiamo nella scrittura, che loda il Signore, il re di Israele. Pensate un re che loda e danza alla presenza di Dio, che dice che le vesti si sono alzate. Sì, si sono talmente alzate che si sono viste, come si dice, cose intime. E la moglie dice: "Ma non ti vergogni? Un re si abbassa così?" E cosa dice Davide: "Io sto lodando Gesù Cristo! Io sto lodando il Signore! Io lo sto lodando, il mio Dio! Io faccio questo e altro perché non è troppo quello che io posso offrire al Signore."

E quello che vedono gli altri non mi importa, perché io sono alla presenza di Dio e lodo il Signore. Ecco vediamo il paragone. Non dico che dobbiamo fare questo per carità, però comprendiamo come ragionano coloro che hanno sperimentato Dio a un certo livello.

Noi dobbiamo sperimentare, fratelli e sorelle. Credetemi, dobbiamo conoscere ancora di più Gesù Cristo, perché non lo conosciamo abbastanza.

Questa azione di Maria ha un profumo, ha un odore, ha un'immagine di lode, ha un'immagine di adorazione, di umiliazione davanti ai piedi del Signore. Ricordate quando Tommaso scopre che Gesù è risuscitato davvero? E Gesù gli invita a sperimentare, a constatare. Gesù lo invita a mettere il dito nel costato. E dice: "Tocca pure! Guarda pure! Che io sono di carne e vivo e sono davvero resuscitato! Guarda pure! Renditi conto!"

E lui quando si rende conto che Gesù è risuscitato, che cosa dice? "Dio mio!" Perché quando tu comprendi, quando tu realizzi chi è Gesù Cristo veramente, la tua vita è trasformata. La tua vita si trasforma. Il tuo cuore cambia. La tua attitudine cambia. E vai a un livello diverso. Non cammini più su questa terra, ma a un livello più alto.

Quello che gli dice Gesù: "Lo hai fatto per il giorno della mia sepoltura." Questa azione di Maria è un'azione che sa di lode e adorazione, sa di una gratitudine profonda verso il Signore.

Quando il Cantico dei Cantici parla della sposa e dello sposo, usa queste parole: "Il mio nardo." Cioè la sposa dice così: "Il mio nardo, sì, il profumo del mio nardo si spande dappertutto per tutta la stanza quando incontra il suo Signore, quando incontra il suo sposo, quando incontra il suo re." Il nardo si sente per tutta la stanza.

E il libro dei Proverbi dice che il profumo allieta il cuore.

Ora, dove troviamo noi queste immagini del profumo, di questo odore che sale in alto, se non nel tabernacolo, nel tempio? C'era un altare apposito per questo dove veniva bruciato dell'incenso. E questo incenso saliva tutto il giorno, continuamente. E nell'Apocalisse noi leggiamo: "Che cos'è questo profumo?" Se non la preghiera dei santi, la preghiera e adorazione.

Ecco, in base a come tu hai sperimentato Gesù Cristo così tu lodi. Quando tu sei alla presenza di Dio, la tua mente e il tuo cuore sono rapiti dal Signore. Non è questo il tuo atteggiamento disinteressato. Se tu veramente hai sperimentato Gesù Cristo, se in quel momento hai la mente rapita dal Signore, questo è il giusto modo di pregare. No dubbi.

Gesù diceva queste parole alla donna samaritana. Ascoltatemi bene, ascoltate questo passaggio che è bellissimo. Gesù dice alla donna samaritana: "Voi adorate quello che non conoscete. Noi (riferito ai Giudei) adoriamo quello che conosciamo."

Quindi si può adorare Dio e non conoscerlo. E si può adorare Dio ovviamente conoscendolo. Ovviamente c'è un diverso modo di adorare Dio. Una cosa è adorare Dio a un certo livello, adorare Dio ciò che non si conosce, o che si conosce poco. Che sappiamo: "Gesù è Dio, Gesù è il nostro salvatore, Gesù è morto sulla croce, Gesù è la nostra resurrezione, la vita negli ultimi tempi, Gesù ci risusciterà." Ecco, andiamo col Signore, siamo col Signore. Questo è un atteggiamento, una conoscenza, un'esperienza che abbiamo fatto nella nostra vita di conoscere e adorare Gesù.

E una cosa è se adoriamo il Signore nella misura in cui lo conosciamo. Questo vuol dire che c'è un diverso modo di adorare il Signore, di conoscere il Signore, di rapportarci con Dio. Beh, questo è il messaggio che il Signore vuole dare alla nostra vita.

Dobbiamo sforzarci, fratelli, di conoscerlo sempre di più per adorarlo come gli si conviene, sempre di più. Sempre come lui merita, perché lui, come noi diciamo sempre, è degno della nostra lode. È degno della nostra adorazione. È degno di ricevere l'onore e la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

E allora, in questa mattina, che cosa possiamo fare noi davanti al Signore? Che cosa vuole il Signore da noi? Vedete, in un altro brano di scrittura, nel Vangelo di Luca e nel Vangelo di Matteo, è raccontata una storia simile. Alcuni ritengono che è la stessa storia, ma in realtà ci sono delle differenze. Maria butta il profumo sui piedi di Gesù. Questa donna lo butta sul capo di Gesù. È diverso. Ma in questo brano di scrittura possiamo cogliere questo particolare: dice che questa azione che la donna fa sarà raccontata dovunque l'Evangelo si predichi.

Noi stiamo parlando di queste storie simili, di questa azione che Maria e quest'altra donna fecero. C'è un'altra storia dove una donna peccatrice va ai piedi di Gesù e piange, e con le sue lacrime lava i piedi di Gesù. Con le lacrime e con i capelli, come fa Maria, asciuga i piedi del Signore. Ecco questa dimostrazione di amore, di umiliazione e amore, perché quando tu realizzi chi è Dio, devi necessariamente umiliarti. Perché quando tu realizzi quello che Dio è, comprendi quello che tu sei. Allora ti confronti, vedi la sua santità e vedi i tuoi peccati. Vedi la sua nobiltà e vedi la nostra bassezza. Vedi il suo modo di ragionare e il nostro modo. E allora lì dai la tua vita al Signore.

In questa mattina, amico amica, tu puoi rompere questo vaso davanti ai piedi del Signore. Sapete cosa può rappresentare questo vaso? Il nostro cuore. Da dove procede l'adorazione? Dal nostro cuore. Qual è la cosa che Gesù vuole da noi? È il nostro cuore. L'offerta che Gesù gradisce è il nostro cuore. Il resto non gli importa. Gli importa poco. La prima cosa che vuole è il cuore.

Allora, in questa mattina, tu puoi rompere tutto il tuo cuore, versare tutto il contenuto davanti ai piedi del Signore, tutto interamente. Quello è il vero profumo che Gesù vuole sentire. E quando tu dirai al Signore due parole, "Gloria al tuo nome, Signore, ti amo, Signore ti adoro," quelle parole sono preziosissime per Dio.

Sapete, mi è venuto in mente mentre sto parlando di questa cosa un'esperienza che ho fatto. Voglio condividerla velocemente, se mi permettete, con voi. Un'esperienza che ho fatto qualche mese fa. Ho avuto dei problemi e rischiavo di avere dei problemi legali seri. La mia famiglia sarebbe stata rovinata. Mia figlia sarebbe stata rovinata. I miei fratelli sarebbero stati rovinati. Tutta la mia vita avrebbe potuto essere distrutta in un attimo per qualcosa che è successo, e di cui non avevo colpa. Vi posso assicurare che ero completamente innocente in questa storia. Ma avevo un problema grave. Rischiavo anche il carcere, per farvi capire la gravità della cosa.

E non ho dormito. Comprendete bene che non ho dormito per diverse notti. E pregavo al Signore. Mi alzavo di notte per pregare. E non avevo la forza neanche di pregare. Non avevo forza di ragionare. Non mangiavo. Vi ricordo questa storia, questa scena? Le uniche parole che dicevo al Signore. Qual era la mia preghiera al Signore?

"Signore, fallo." Cioè, gli dicevo di liberarmi, di aiutarmi. E poi gli dicevo, ripetevo continuamente al Signore: "Signore, fallo! Signore, fallo! Signore, fallo! Fallo! Fallo! Fallo! Signore, fallo! Fallo! Aiutami, Signore!"

Qual era la mia preghiera? Una sola parola: "Fallo!" "Aiutami, Signore!"

Oh, gloria a Dio che il Signore mi ha risposto e mi ha liberato da questa cosa che avrebbe distrutto la mia vita. E non era solo questo che io temevo, ma anche le conseguenze su tutto ciò che era intorno a me. Tutto avrebbe avuto conseguenze gravi e distruggente. Beh, come è così, non c'è bisogno che tu dica tante parole davanti al Signore. Quando tu apri il cuore al Signore, qualsiasi parola tu gli offri, gli dici, il Signore l'accetta e risponde alla tua preghiera.

Se questa mattina tu hai la forza, il coraggio, come ebbe questa donna, di non vergognarti, di non guardare a quello che stavi facendo, né al valore, né alla vergogna degli altri, né al giudizio degli altri, né a nessun'altra cosa. La donna peccatrice non aveva nulla da perdere, aveva già perso la dignità. La prostituta. Queste donne, se non guardi tutto questo e ti rapporti col Signore a cuore aperto, il Signore prenderà il tuo cuore, prenderà la tua vita, prenderà la tua preghiera e opererà. Perché dove ti porterà il Signore? Ti porterà alla croce.

Gesù disse queste parole su questa azione per il giorno della mia sepoltura." E in questo c'è un'applicazione gloriosa, profonda, straordinaria. Sapete, gli Ebrei non imbalsamavano i morti, ma mettevano delle bende con dell'olio profumato. Profumavano i loro morti, come proprio leggiamo nel Vangelo quando le donne fecero quando Gesù era nel sepolcro.

E questa azione ha questo valore: di impregnare il corpo, di profumare il corpo di Gesù. Beh, secondo gli ebrei, loro ritenevano che un morto era veramente morto il quarto giorno. E Gesù quando va, e lo fa apposta, quando va a risuscitare Lazzaro il quarto giorno. Sapete scientificamente che cosa succede il quarto giorno? Nei primi istanti il sangue si deposita tutto alla parte più bassa. Se sei in piedi, ai piedi. Se sei coricato, verso le spalle, scende per gravità. Il corpo comincia a decomporsi. Il quarto giorno il corpo comincia ad emanare gas, quindi comincia a puzzare. Come dissero le sorelle a Gesù: "Signore, è seppellito da quattro giorni. Là comincia già a puzzare." Quindi già emanava un cattivo odore.

E loro mettevano questo profumo per mascherare questo odore. E come dice la scrittura a proposito della resurrezione di Gesù, il salmista scrive queste parole: "Tu non permetterai che il tuo servo conosca la corruzione," cioè la decomposizione. Perché Gesù era stato profumato, era stato preparato per allontanare questo. Ma in realtà Gesù è la vita e non si può uccidere la vita. Tu non puoi uccidere la vita, la vita in persona.

E questo re, questo Signore, tu devi adorare. Tu devi servire. Per questo Signore tu devi spendere la tua vita. E non lo vorresti fare in questa mattina? Non vorresti dare una svolta alla tua vita in questa mattina? Dì al Signore, finora ho fatto questo. Ora voglio fare di più. Fratello, sorella, è un vero incoraggiamento che rivolgo a voi.

Facciamo di più per il Signore. Diamo di più per il Signore. Non ci limitiamo a quello che stiamo facendo. Forse sto spendendo la mia vita. No, i tuoi anni più belli puoi spenderli per il Signore. Voglio spenderli per te. Noi cantiamo, no? Spendiamoli per il Signore. Doniamo la nostra vita al Signore. Egli la prenderà e la trasformerà.

Io sono stato incoraggiato a sperimentare Dio nella vita, ad adorarlo come gli si conviene. Dio è degno della nostra lode, della nostra adorazione. Che cosa possiamo offrire al Signore se non la nostra vita? Alziamoci in alleluia.